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Testo unico sulle espropriazioni approvato con D.P.R. n.327/2001, come modifica... Pagina 10 di 26

stabilita. (l)

8. Gli interessati possono assistere alle operazioni anche tramite persone di loro fiducia, formulare

osservazioni orali e presentare memorie scritte e documenti, di cui i tecnici tengono conto. (L)

9. L'opposizione contro la nomina dei tecnici non impedisce o ritarda le operazioni, salvo il diritto di

contestare in sede giurisdizionale la nomina e le operazioni peritali. (L)

10. La relazione dei tecnici è depositata presso l'autorità espropriante, che ne dà notizia agli

interessati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, avvertendoli che possono

prenderne visione ed estrarne copia entro i successivi trenta giorni. (L)

11. In caso di dissenso di uno dei tecnici, la relazione è adottata a maggioranza. (L)

12. Ove l'interessato accetti in modo espresso l'indennità risultante dalla relazione, l'autorità

espropriante autorizza il pagamento o il deposito della eventuale parte di indennità non depositata; il

proprietario incassa la indennità depositata a norma dell'articolo 26. Ove non sia stata manifestata

accettazione espressa entro 30 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 10, l'autorità

espropriante ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti dell'eventuale maggior importo

della indennità. (L)

13. Il proprietario ha il diritto di chiedere che la somma depositata o da depositare sia impiegata in

titoli del debito pubblico. (L)

14. Salve le disposizioni del testo unico, sì applicano le norme del codice di procedura civile per

quanto riguarda le operazioni peritali e le relative relazioni. (L)

15. Qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione di cui al comma 2, l'autorità

espropriante chiede la determinazione dell'indennità alla commissione prevista dall'articolo 41 che

provvede entro 90 giorni dalla richiesta. (L)

15. La relazione della commissione è depositata e comunicata secondo le previsioni del comma 10 e

si procede a norma del comma 12. (L)

Art. 22 (L) - Determinazione urgente dell'indennità provvisoria

1. Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle

disposizioni dell'articolo 20, il decreto di esproprio può essere emanato ed eseguito in base alla

determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità. Nel

decreto si dà atto della determinazione urgente dell'indennità e si invita il proprietario, nei trenta

giorni successivi alla immissione in possesso, a comunicare se la condivide. (L)

2. Il decreto di esproprio può altresì essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente

della indennità di espropriazione senza particolari indagini o formalità, nei seguenti casi:

a) per gli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443;

b) allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a 50. (L)

3. Ricevuta dall'espropriato la comunicazione di cui al comma 1 e la documentazione comprovante

la piena e libera disponibilità del bene, l'autorità espropriante dispone il pagamento dell'indennità di

espropriazione nel termine di sessanta giorni. Decorso tale termine al proprietario sono dovuti gli

interessi nella misura del tasso legale. (L)

4. Se non condivide la determinazione della misura della indennità di espropriazione, entro il termine

previsto dal comma 1 l'espropriato può chiedere la nomina dei tecnici, ai sensi dell'articolo 21 e, se

non condivide la relazione finale, può proporre l'opposizione alla stima. (L)

5. In assenza della istanza dei proprietario, l'autorità espropriante chiede la determinazione

dell'indennità alla commissione provinciale prevista dall'articolo 41, che provvede entro il termine di

trenta giorni, e dà comunicazione della medesima determinazione al proprietario, con avviso

notificato con le forme degli atti processuali civili. (L)

art. 22 bis - Occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione

1. Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di particolare urgenza, tale da non consentire, in

relazione alla particolare natura delle opere, l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2

dell'articolo 20, può essere emanato, senza particolari indagini o formalità, decreto motivato che

determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione

anticipata dei beni immobili necessari. Il decreto contiene l'elenco dei beni da espropriare e dei

relativi proprietari, indica i beni da occupare e determina l'indennità da offrire in via provvisoria. Il

decreto è notificato con le formalità di cui al comma 4 e seguenti dell'articolo 20 con l'avvertenza

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che il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, può, nel caso non

condivida l'indennità offerta, presentare osservazioni scritte e depositare documenti. (L)

2. Il decreto di cui al comma 1, può altresì essere emanato ed eseguito in base alla determinazione

urgente della indennità di espropriazione senza particolari indagini o formalità, nei seguenti casi:

a) per gli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443;

b) allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a 50. (L)

3.Al proprietario che abbia condiviso la determinazione dell'indennità è riconosciuto l'acconto

dell'80% con le modalità di cui al comma 6, dell'articolo 20. (L)

4. L'esecuzione del decreto di cui al comma 1, ai fini dell'immissione in possesso, è effettuata con le

medesime modalità di cui all'articolo 24 e deve aver luogo entro il termine perentorio di tre mesi

dalla data di emanazione del decreto medesimo. (L)

5. Per il periodo intercorrente tra la data di immissione in possesso e la data di corresponsione

dell'indennità di espropriazione o del corrispettivo, stabilito per l'atto di cessione volontaria è dovuta

l'indennità di occupazione, da computare ai sensi dell'articolo 50, comma 1. (L)

6. Il decreto che dispone l'occupazione ai sensi del comma 1 perde efficacia qualora non venga

emanato il decreto di esproprio nel termine di cui all'articolo 13. (L)

Sezione II - Del decreto di esproprio

Art. 23 (L-R) - Contenuto ed effetti del decreto di esproprio

1. Il decreto di esproprio: a) è emanato entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione

di pubblica utilità; b) indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all'esproprio e

del provvedimento che ha approvato il progetto dell'opera; c) indica quale sia l'indennità, determinata

in via provvisoria o urgente e precisa se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente

corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti; d) dà atto della

eventuale nomina dei tecnici incaricati di determinare in via definitiva l'indennità di espropriazione,

precisando se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa

sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti; e) dà atto della eventuale sussistenza dei

presupposti previsti dall'articolo 22, comma 1, e della determinazione urgente della indennità

provvisoria; f) dispone il `passaggio del diritto di proprietà, o del diritto oggetto dell'espropriazione,

sotto la condizione sospensiva che il medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito; e-

bis) dà atto degli estremi del decreto emanato ai sensi dell'articolo 22-bis e del relativo stato di

esecuzione; g) è notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili, con un avviso

contenente l?indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione del decreto di

espropriazione, almeno sette giorni prima di essa; h) è eseguito mediante l'immissione in possesso

del beneficiario dell'esproprio, con la redazione del verbale di cui all'articolo 24. (L)

2. Il decreto di esproprio è trascritto senza indugio presso l'ufficio dei registri immobiliari. (L)

3. La notifica del decreto di esproprio può avere luogo contestualmente alla sua esecuzione. Qualora

vi sia l'opposizione del proprietario o del possessore del bene, nel verbale si dà atto dell'opposizione

e le operazioni di immissione in possesso possono essere differite di dieci giorni. (L)

4. Le operazioni di trascrizione e di voltura nel catasto e nei libri censuari hanno luogo senza

indugio, a cura e a spese del beneficiario dell'esproprio. (R)

5. Un estratto del decreto di esproprio è trasmesso entro cinque giorni per la pubblicazione nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova

il bene. L'opposizione del terzo è proponibile entro i trenta giorni successivi alla pubblicazione

dell'estratto. Decorso tale termine in assenza di impugnazioni, anche per il terzo l'indennità resta

fissata nella somma depositata. (L)

Art. 24 (L-R) - Esecuzione del decreto di esproprio

1. L'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa dell'autorità espropriante o del suo

beneficiario, con il verbale di immissione in possesso, entro il termine perentorio di due anni. (L)

2. Lo stato di consistenza del bene può essere compilato anche successivamente alla redazione del

verbale di immissione in possesso, senza ritardo e prima che sia mutato lo stato dei luoghi. (L)

3. Lo stato di consistenza e il verbale di immissione sono redatti in contraddittorio con l'espropriato

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o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti

del beneficiario dell'espropriazione. Possono partecipare alle operazioni i titolari di diritti reali o

personali sul bene. (L)

4. Si intende effettuata l'immissione in possesso anche quando, malgrado la redazione del relativo

verbale, il bene continua ad essere utilizzato, per qualsiasi ragione, da chi in precedenza ne aveva la

disponibilità. (L)

5. L'autorità espropriante, in calce al decreto di esproprio, indica la data in cui è avvenuta

l'immissione in possesso e trasmette copia del relativo verbale all'ufficio per i registri immobiliari,

per la relativa annotazione. (R)

6. L'autorità che ha eseguito il decreto di esproprio ne dà comunicazione all'ufficio istituito ai sensi

dell'articolo 14, comma 1. (R)

7. Decorso il termine previsto nel comma 1, entro i successivi tre anni può essere emanato un

ulteriore atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilità. (L)

Art. 25 (L) - Effetti dell'espropriazione per i terzi

1. L'espropriazione del diritto di proprietà comporta l'estinzione automatica di tutti gli altri diritti,

reali o personali, gravanti sul bene espropriato. salvo quelli compatibili con i fini cui l'espropriazione

è preordinata. (L)

2. Le azioni reali e personali esperibili sul bene espropriando non incidono sul procedimento

espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio. (L)

3. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio. tutti i diritti relativi al bene espropriato possono

essere fatti valere unicamente sull'indennità. (L)

4. A seguito dell'esecuzione del decreto di esproprio, il Prefetto convoca tempestivamente, e

comunque non oltre dieci giorni dalla richiesta, il soggetto proponente e i soggetti gestori di servizi

pubblici titolari del potere di autorizzazione e di concessione di attraversamento, per la definizione

degli spostamenti concernenti i servizi interferenti e delle relative modalità tecniche. Il soggetto

proponente, qualora i lavori di modifica non siano stati avviati entro sessanta giorni, può provvedervi

direttamente, attenendosi alle modalità tecniche eventualmente definite ai sensi del presente comma.

(L)

Capo V - Il pagamento dell'indennità di esproprio

Sezione I - Disposizioni generali

Art. 26 (R) - Pagamento o deposito dell'indennità provvisoria

1. Trascorso il termine di trenta giorni dalla notificazione dell'atto determinativo dell'indennità

provvisoria, l'autorità espropriante ordina che il promotore dell'espropriazione effettui il pagamento

delle indennità che siano state accettate, ovvero il deposito delle altre indennità presso la Cassa

depositi e prestiti. (R)

1-bis. L'autorità espropriante ordina il pagamento diretto dell'indennità al proprietario nei casi di cui

all'articolo 20, comma 8. (R)

2. L'autorità espropriante può ordinare altresì il pagamento diretto dell'indennità al proprietario,

qualora questi abbia assunto ogni responsabilità in ordine ad eventuali diritti dei terzi, e può disporre

che sia prestata una idonea garanzia entro un termine all'uopo stabilito. (R)

3. Se il bene è gravato di ipoteca, al proprietario è corrisposta l'indennità previa esibizione di una

dichiarazione del titolare del diritto di ipoteca, con firma autenticata, che autorizza la riscossione

della somma (R)

4. Se il bene è gravato da altri diritti reali, ovvero se sono presentate opposizioni al pagamento della

indennità, in assenza di accordo sulle modalità della sua riscossione, il beneficiario

dell'espropriazione deposita la somma presso la Cassa depositi e prestiti. In tal caso, l'effettivo

pagamento ha luogo in conformità alla pronuncia dell'autorità giudiziaria, adita su domanda di chi vi

abbia interesse. (R)

5. Qualora manchino diritti dei terzi sul bene, il proprietario può in qualunque momento percepire la

somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante.

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6. La Cassa depositi e prestiti provvede al pagamento delle somme ricevute a titolo di indennità di

espropriazione e in relazione alle quali non vi sono opposizioni di terzi, quando il proprietario

produca una dichiarazione in cui assume ogni responsabilità in relazione ad eventuali diritti dei terzi.

(R)

7. Dei provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 è data immediata notizia al terzo che risulti titolare di un

diritto ed è curata la pubblicazione, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel

Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. (R)

8. Il provvedimento dell'autorità espropriante diventa esecutivo col decorso di trenta giorni dal

compimento delle relative formalità, se non è proposta dai terzi l'opposizione per l'ammontare

dell'indennità o per la garanzia. (R)

9. Se è proposta una tempestiva opposizione, l'autorità espropriante dispone il deposito delle

indennità accettate o convenute presso la Cassa depositi e prestiti. (R)

10. Il promotore dell'espropriazione esegue il pagamento dell'indennità accettata o determinata dai

tecnici, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto che ha

ordinato il pagamento, salvo il caso in cui egli abbia proposto, entro lo stesso termine, l'opposizione

alla stima definitiva della indennità. (R)

11. In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione, degli atti comprovanti

l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante emette

senz'altro il decreto di esproprio. (R)

Art. 27 (R) - Pagamento o deposito definitivo dell'indennità a seguito

della perizia di stima dei tecnici o della Commissione provinciale

1. La relazione di stima è depositata dai tecnici ovvero dalla Commissione provinciale presso

l'ufficio per le espropriazioni. L'autorità espropriante dà notizia dell'avvenuto deposito mediante

raccomandata con avviso di ricevimento e segnala la facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.

(R)

2. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione del deposito, l'autorità espropriante, in base alla

relazione peritale e previa liquidazione e pagamento delle spese della perizia, su proposta del

responsabile del procedimento autorizza il pagamento dell'indennità, ovvero ne ordina il deposito

presso la Cassa depositi e prestiti. (R)

3. In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione, degli atti comprovanti

l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante emette

senz'altro il decreto di esproprio. (R)

Art. 28 (R) - Pagamento definitivo della indennità

1. L'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli

aventi diritto, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell'indennità di

espropriazione, ovvero non sia stata tempestivamente notificata l'opposizione al pagamento o sia

stato concluso tra tutte le parti interessate l'accordo per la distribuzione dell'indennità. (R)

2. L'autorizzazione è disposta su istanza delle parti interessate, su proposta del responsabile del

procedimento successiva alla audizione delle parti, da cui risulti anche la mancata notifica di

opposizioni di terzi. (R)

3. Unitamente all'istanza, vanno depositati: a) un certificato dei registri immobiliari da cui risulta che

non vi sono trascrizioni iscrizioni di diritti o di azioni di terzi; b) un attestato del promotore

dell'espropriazione, da cui risulti che non gli sono state notificate opposizioni di terzi. (R)

Art. 29 (L) - Pagamento dell'indennità a seguito di procedimento giurisdizionale

1. Qualora esistano diritti reali sul fondo espropriato o vi siano opposizioni al pagamento, ovvero le

parti non si siano accordate sulla distribuzione, il pagamento delle indennità agli aventi diritto è

disposto dall'autorità giudiziaria, su domanda di chi ne abbia interesse. (L)

Sezione II - Pagamento dell'indennità a incapaci a enti e associazioni

Art. 30 (R) - Regola generale

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1. Se il bene da espropriare appartiene ad un minore, ad un interdetto, ad un assente, ad un ente o ad

una associazione che non abbia la libera facoltà di alienare immobili, gli atti del procedimento non

richiedono alcuna particolare autorizzazione.(R)

Art. 31 (R) - Disposizioni sulla indennità

1. I tutori e gli altri amministratori dei soggetti indicati nell'articolo precedente devono chiedere

l'approvazione del tribunale civile per la determinazione consensuale o per l'accettazione

dell'indennità offerta dal promotore dell'espropriazione, ovvero per la conclusione dell'accordo di

cessione. (R)

2. Se lo Stato o un altro ente pubblico è titolare del bene, si applicano le disposizioni riguardanti la

transazione. (R)

3. Le somme depositate per le indennità di beni espropriati spettanti ad un minore, ad un interdetto,

ad un assente, ad un ente o ad una associazione che non abbia la libera facoltà di alienare immobili,

non possono essere riscosse dal tutore o dagli altri amministratori, salvo che siano impiegate con le

formalità prescritte dalle leggi civili. (R)

4. Non occorre alcuna approvazione per accettare l'indennità determinata dai tecnici ai sensi

dell'articolo 21 o per la conversione delle indennità in titoli del debito pubblico. (R)

Capo VI - Dell'entità dell'indennità di espropriazione

Sezione I - Disposizioni generali

Art. 32 (L) - Determinazione del valore del bene

1. Salvi gli specifici criteri previsti dalla legge, l'indennità di espropriazione è determinata sulla base

delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione del

decreto di esproprio, valutando l'incidenza dei vincoli di qualsiasi natura non aventi natura

espropriativa e senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio e quelli connessi

alla realizzazione dell'eventuale opera prevista, anche nel caso di espropriazione di un diritto diverso

da quello di proprietà o di imposizione di una servitù. (L)

2. Il valore del bene è determinato senza tenere conto delle costruzioni, delle piantagioni e delle

migliorie, qualora risulti, avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze, che esse

siano state realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità. Si considerano realizzate allo

scopo di conseguire una maggiore indennità, le costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano

state intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento.

(L)

3. II proprietario, a sue spese, può asportare dal bene i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza

pregiudizio dell'opera da realizzare. (L)

Art. 33 (L) - Espropriazione parziale di un bene unitario

1. Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato

tenendo conto della relativa diminuzione di valore. (L)

2. Se dall'esecuzione dell'opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata

del bene, dalla somma relativa al valore della parte espropriata è detratto l'importo corrispondente al

medesimo vantaggio. (L)

3. Non si applica la riduzione di cui al comma 2, qualora essa risulti superiore ad un quarto della

indennità dovuta ed il proprietario abbandoni l'intero bene. L'espropriante può non accettare

l'abbandono, qualora corrisponda una somma non inferiore ai tre quarti dell'indennità dovuta. In ogni

caso l'indennità dovuta dall'espropriante non può essere inferiore alla metà di quella che gli

spetterebbe ai sensi del comma 1. (L)

Art. 34 (L) - Soggetti aventi titolo all'indennità

1. L'indennità di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare ovvero all'enfiteuta, se ne sia

anche possessore. (L)

2. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell'atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene

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espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull'indennità. (L)

3. L'espropriante non è tenuto ad intervenire nelle controversie tra il proprietario e l'enfiteuta e non

sopporta aumenti di spesa a causa del riparto tra di loro dell'indennità. (L)

4. Salvo quanto previsto dall'articolo 42, il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha

diritto ad una indennità aggiuntiva, può far valere il suo diritto sull'indennità di esproprio e può

proporre l'opposizione alla stima, ovvero intervenire nel giudizio promosso dal proprietario. (L)

Art. 35 (L) - Regime fiscale

1. Si applica l'articolo 81, comma 1, lettera b), ultima parte,del testo unico delle imposte sui redditi,

approvato col decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, qualora sia

corrisposta a chi non eserciti una impresa commerciale una somma a titolo di indennità di esproprio,

ovvero di corrispettivo di cessione volontaria o di risarcimento del danno, per acquisizione coattiva,

di un terreno ove sia stata realizzata un'opera pubblica, un intervento di edilizia residenziale pubblica

o una infrastruttura urbana all'interno delle zone omogenee di tino A, B, C e D come definite dagli

strumenti urbanistici.

2. Il soggetto che corrisponde la somma opera la ritenuta nella misura del venti per cento, a titolo di

imposta. Con la dichiarazione dei redditi, il contribuente può optare per la tassazione ordinaria, col

computo della ritenuta titolo di acconto. (L).

3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche quando il pagamento avvenga a seguito di un

pignoramento presso terzi e della conseguente ordinanza di assegnazione. (L)

4. Le modalità di adempimento degli obblighi previsti nei commi precedenti sono disciplinate con

regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze. (L)

5. Si applica l'articolo 28, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre

1973, n. 600, per il versamento della ritenuta, per gli obblighi della dichiarazione e per le sanzioni da

irrogare. (L)

6. Gli interessi percepiti per il ritardato pagamento della somma di cui al comma 1 e l'indennità di

occupazione costituiscono reddito imponibile e concorrono alla formazione dei redditi diversi. (L)

Sezione II - Opere private di pubblica utilità

Art. 36 (L) - Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio per la realizzazione di opere

private che non consistano in abitazioni dell'edilizia residenziale pubblica.

1. Se l'espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilità che non

rientrino nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata o comunque

denominata nonché nell'ambito dei piani di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica, l'indennità

di esproprio è determinata nella misura corrispondente al valore venale del bene e non si applicano le

disposizioni contenute nelle sezioni seguenti. (L)

1 bis. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 27, comma 5, della legge 1 agosto 2002 n. 166. (L)

Sezione III - Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile o

legittimamente edificata.

Art 37 (L) - Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile

1. L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è determinata nella misura pari al valore

venale del bene. Quando l’espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-

sociale, l’indennità è ridotta del venticinque per cento. (L).

2. Nei casi in cui è stato concluso l’accordo di cessione, o quando esso non è stato concluso per fatto

non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta un’indennità provvisoria che,

attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità è

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aumentata del dieci per cento. (L)»;

3. Ai soli fini dell'applicabilità delle disposizioni della presente sezione, si considerano le possibilità

legali ed effettive di edificazione, esistenti al momento dell'emanazione del decreto di esproprio o

dell'accordo di cessione. In ogni caso si esclude il rilievo di costruzioni realizzate abusivamente. (L)

4. Salva la disposizione dell'articolo 32, comma 1, non sussistono le possibilità legali di edificazione

quando l'area è sottoposta ad un vincolo di inedificabilità assoluta in base alla normativa statale o

regionale o alle previsioni di qualsiasi atto di programmazione o di pianificazione del territorio, ivi

compresi il piano paesistico, il piano del parco, il piano di bacino, il piano regolatore generale, il

programma di fabbricazione, il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata anche per una parte

limitata del territorio comunale per finalità di edilizia residenziale o di investimenti produttivi,

ovvero in base ad un qualsiasi altro piano o provvedimento che abbia precluso il rilascio di atti,

comunque denominati, abilitativi della realizzazione di edifici o manufatti di natura privata. (L)

5. I criteri e i requisiti per valutare l'edificabilità di fatto dell'area sono definiti con regolamento da

emanare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. (L)

6. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5, si verifica se sussistano le

possibilità effettive di edificazione, valutando le caratteristiche oggettive dell'area. (L)

7. L'indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell'ultima dichiarazione o denuncia

presentata dall'espropriato ai fini dell'imposta comunale sugli immobili prima della determinazione

formale dell'indennità nei modi stabiliti dall'articolo 20, comma 3, e dall'articolo 22, comma 1 e

articolo 22 bis, qualora il valore dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore

all'indennità di espropriazione come determinata in base ai commi precedenti. (L)

8. Se per il bene negli ultimi cinque anni è stata pagata dall'espropriato o dal suo dante causa

un'imposta in misura maggiore dell'imposta da pagare sull'indennità. la differenza è corrisposta

dall'espropriante all'espropriato. (L)

9. Qualora l'area edificabile sia utilizzata a scopi agricoli, spetta al proprietario coltivatore diretto

anche una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente

praticato. La stessa indennità spetta al fittavolo al mezzadro o al compartecipante che, per effetto

della procedura, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato, da

almeno un anno, col lavoro proprio e di quello dei familiari. (L)

Art. 38 (L) - Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area legittimamente edificata

1. Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l'indennità è determinata

nella misura pari al valore venale. (L)

2. Qualora la costruzione ovvero parte di essa sia stata realizzata in assenza della concessione

edilizia o della autorizzazione paesistica, ovvero in difformità, l'indennità è calcolata tenendo conto

della sola area di sedime in base all'articolo 37, ovvero tenendo conto della sola parte della

costruzione realizzata legittimamente. (L)

2-bis. Ove sia pendente una procedura finalizzata alla sanatoria della costruzione, l'autorità

espropriante, sentito il comune, accerta la sanabilità ai soli fini della corresponsione delle indennità.

(L)

Art. 39 (L-R) - Indennità dovuta in caso di incidenza di previsioni urbanistiche su particolari aree

comprese in zone edificabili

1. In attesa di una organica risistemazione della materia nel caso di reiterazione di un vincolo,

preordinato all'esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo è dovuta al proprietario una

indennità, commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto. (L)

2. Qualora non sia prevista la corresponsione dell'indennità negli atti che determinano gli effetti di

cui al comma 1, l'autorità che ha disposto la reiterazione del vincolo è tenuta a liquidare l'indennità,

entro il termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento

ed a corrisponderla entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti anche gli interessi

legali. (R)

3. Con atto di citazione innanzi alla corte d'appello nel cui distretto si trova l'area, il proprietario può

impugnare la stima effettuata dall'autorità. L'opposizione va proposta, a pena di decadenza, entro il

termine di trenta giorni, decorrente dalla notifica dell'atto di stima. (L)

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Testo unico sulle espropriazioni approvato con D.P.R. n.327/2001, come modifica... Pagina 17 di 26

4. Decorso il termine di due mesi, previsto dal comma 2, il proprietario può chiedere alla corte

d'appello di determinare l'indennità. (L)

5. Dell'indennità liquidata al sensi dei commi precedenti non si tiene conto se l'area è

successivamente espropriata. (L)

Sezione IV - Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area non edificabile

Art. 40 (L) - Disposizioni generali

l. Nel caso di esproprio di un'area non edificabile, l'indennità definitiva è determinata in base al

criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del

valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all'esercizio dell'azienda

agricola, senza valutare la possibile o l'effettiva utilizzazione diversa da quella agricola. (L)

2. Se l'area non è effettivamente, coltivata, l'indennità è commisurata al valore agricolo medio

corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona ed al valore dei manufatti edilizi

legittimamente realizzati. (L)

3. Per l'offerta da formulare ai sensi del precedente articolo 20, comma 1, e per la determinazione

dell'indennità provvisoria, si applica il valore agricolo medio di cui all'articolo 41, comma 4,

corrispondente al tipo di coltura in atto nell'area da espropriare.

4. Al proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale spetta un'indennità

aggiuntiva, determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura

effettivamente praticata. (L)

5. Nei casi previsti dai commi precedenti, l'indennità è aumentata delle somme pagate

dall'espropriato per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile. (L)

Art. 41 (L-R) - Commissione competente alla determinazione dell'indennità definitiva

1. In ogni provincia, la Regione istituisce una commissione composta: a) dal presidente della

Provincia, o da un suo delegato, che la presiede; b) dall'ingegnere capo dell'ufficio tecnico erariale, o

da un suo delegato; c) dall'ingegnere capo del genio civile, o da suo delegato; d) dal presidente

dell'Istituto autonomo delle case popolari della Provincia, o da un suo delegato; e) da due esperti in

materia urbanistica ed edilizia, nominati dalla Regione; f) da tre esperti in materia di agricoltura e di

foreste, nominati dalla Regione su terne proposte dalle associazioni sindacali maggiormente

rappresentative. (L)

2. La Regione può nominare altri componenti e disporre la formazione di sottocommissioni, aventi la

medesima composizione della commissione prevista dal comma 1. (L)

3. La commissione ha sede presso l'ufficio tecnico erariale. Il dirigente dell'Ufficio distrettuale delle

imposte cura la costituzione della segreteria della commissione e l'assegnazione del personale

necessario. (R)

4. Nell'ambito delle singole regioni agrarie, delimitate secondo l'ultima pubblicazione ufficiale

dell'Istituto centrale di statistica, entro il 31 gennaio di ogni anno la commissione determina il valore

agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrario,

secondo i tipi di coltura effettivamente praticati. (R)

Art. 42 (L) - Indennità aggiuntive

1. Spetta una indennità aggiuntiva al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che per effetto della

procedura espropriativa o della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte

l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di

pubblica utilità. (L)

2. L'indennità aggiuntiva è determinata ai sensi dell'articolo 40, comma 4, ed è corrisposta a seguito

di una dichiarazione dell'interessato e di un riscontro della effettiva sussistenza dei relativi

presupposti. (L)

Capo VII- Conseguenze della utilizzazione di un bene per scopi di interesse pubblico, in assenza del

valido provvedimento ablatorio.

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Testo unico sulle espropriazioni approvato con D.P.R. n.327/2001, come modifica... Pagina 18 di 26

Art. 43 (L) - Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico

1. Valutati gli interessi in conflitto, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse

pubblico, modificato in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo

della pubblica utilità, può disporre che esso vada acquisito al suo patrimonio indisponibile e che al

proprietario vadano risarciti i danni. (L)

2. L'atto di acquisizione: a) può essere emanato anche quando sia stato annullato l'atto da cui sia

sorto il vincolo preordinato all'esproprio, l'atto che abbia dichiarato la pubblica utilità di un'opera o il

decreto di esproprio; b) dà atto delle circostanze che hanno condotto alla indebita utilizzazione

dell'area indicando, ove risulti, la data dalla quale essa si è verificata; c) determina la misura del

risarcimento del danno e ne dispone il pagamento, entro il termine di trenta giorni, senza pregiudizio

per l'eventuale azione già proposta; d) è notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali

civili; e) comporta il passaggio del diritto di proprietà; f) è trascritto senza indugio presso l'ufficio dei

registri immobiliari; e) è trasmesso all'ufficio istituito ai sensi dell'articolo 14, comma 2. (L)

3. Qualora sia impugnato uno dei provvedimenti indicati nei commi 1 e 2 ovvero sia esercitata una

azione volta alla restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico, l'amministrazione

che ne ha interesse o chi utilizza il bene può chiedere che il giudice amministrativo, nel caso di

fondatezza del ricorso o della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno, con

esclusione della restituzione del bene senza limiti di tempo.

4. Qualora il giudice amministrativo abbia escluso la restituzione del bene senza limiti di tempo ed

abbia disposto la condanna al risarcimento del danno, l'autorità che ha disposto l'occupazione

dell'area emana l'atto di acquisizione dando atto dell'avvenuto risarcimento del danno. Il decreto è

trascritto nei registri immobiliari. a cura e scese della medesima autorità. (L)

5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, anche quando un

terreno sia stato utilizzato per finalità di edilizia residenziale pubblica, agevolata e convenzionata

nonché quando sia imposta una servitù di diritto privato o di diritto pubblico ed il bene continui ad

essere utilizzato dal proprietario o dal titolare di un altro diritto reale. (L)

6. Salvi i casi in cui la legge disponga altrimenti, nei casi previsti nei precedenti commi il

risarcimento del danno è determinato: a) nella misura corrispondente al valore del bene utilizzato per

scopi di pubblica utilità e, se l'occupazione riguarda un terreno edificabile sulla base delle

disposizioni dell'articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7; b) col computo degli interessi moratori, a

decorrere dal giorno in cui il terreno sia stato occupato senza titolo. (L)

6-bis. Ai sensi dell'articolo 3 della legge 1 agosto 2002, n. 166, l'autorità espropriante può

procedere, ai sensi dei commi precedenti, disponendo, con oneri di esproprio a carico dei soggetti

beneficiari, l'eventuale acquisizione del diritto di servitù al patrimonio di soggetti, privati o pubblici,

titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze o che svolgono, anche in base alla legge, servizi di

interesse pubblico nei settori dei trasporti, telecomunicazioni, acqua, energia. (L)

Capo VIII - Indennità dovuta al titolare del bene non espropriato

Art. 44 (L) - Indennità per l'imposizione di servitù

1. È dovuta una indennità al proprietario del fondo che dalla esecuzione dell'opera pubblica o di

pubblica utilità, sia gravato da una servitù o subisca una permanente diminuzione di valore per la

perdita o la ridotta possibilità di esercizio del diritto di proprietà. (L)

2. L'indennità è calcolata senza tenere conto del pregiudizio derivante dalla perdita di una utilità

economica cui il proprietario non ha diritto. (L)

3. L'indennità è dovuta anche se il trasferimento della proprietà sia avvenuto per effetto dell'accordo

di cessione o nei casi previsti dall'articolo 43. (L)

4. Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano per le servitù disciplinate da leggi speciali.

(L)

5. Non è dovuta alcuna indennità se la servitù può essere conservata o trasferita senza grave

incomodo del fondo dominante o di quello servente. In tal caso l'espropriante, se non effettua

direttamente le opere, rimborsa le spese necessarie per la loro esecuzione. (L)

6. L'indennità può anche essere concordata fra gli interessati prima o durante la realizzazione

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Testo unico sulle espropriazioni approvato con D.P.R. n.327/2001, come modifica... Pagina 19 di 26

dell'opera e delle relative misure di contenimento del danno. (L)

Capo IX - La cessione volontaria

Art. 45 (L) - Disposizioni generali

1. Fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera e fino alla data in cui è eseguito il decreto

di esproprio, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto

di cessione del bene o della sua quota di proprietà. (L)

2. Il corrispettivo dell'atto di cessione:

a) se riguarda un'area edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 37, con l’aumento del dieci per

cento di cui al comma 2 dell’articolo 37;

b) se riguarda una costruzione legittimamente edificata, è calcolato nella misura venale del bene

ai sensi del precedente articolo 38;

c) se riguarda un'area non edificabile, è calcolato aumentando del cinquanta per cento l'importo

dovuto ai sensi dell'articolo 40 comma 3;

d) se riguarda un'area non edificabile, coltivata direttamente dal proprietario, è calcolato

moltiplicando per tre l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3. In tal caso non compete

l'indennità aggiuntiva di cui all'articolo 40, comma 4 (L)

3. L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non

corrisponde la somma entro il termine concordato. (L)

4. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo X. (L)

Capo X - La retrocessione

Art. 46 (L) - La retrocessione totale

1. Se l'opera pubblica o di pubblica utilità non è stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci

anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in

epoca anteriore l'impossibilità della sua esecuzione, l'espropriato può chiedere che sia accertata la

decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e che siano disposti la restituzione del bene

espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennità. (L)

2.Dal rilascio del provvedimento di autorizzazione paesistica e sino all'inizio dei lavori decorre il

termine di validità di cinque anni previsto dall'articolo 16 del regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357,

dell'autorizzazione stessa. Qualora i lavori siano iniziati nel quinquennio, l'autorizzazione si

considera valida per tutta la durata degli stessi.(L)

Art. 47 (L-R) - La retrocessione parziale

1. Quando è stata realizzata l'opera pubblica o di pubblica utilità, l'espropriato può chiedere la

restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata. In tal caso, il

soggetto beneficiario della espropriazione, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento,

trasmessa al proprietario ed al Comune nel cui territorio si trova il bene, indica i beni che non

servono all'esecuzione dell'opera pubblica o di pubblica utilità e che possono essere ritrasferiti,

nonché il relativo corrispettivo. (L)

2. Entro i tre mesi successivi, l'espropriato invia copia della sua originaria istanza all'autorità che ha

emesso il decreto di esproprio e provvede al pagamento della somma, entro i successivi trenta giorni.

(R)

3. Se non vi é l'indicazione dei beni, l'espropriato può chiedere all'autorità che ha emesso il decreto

di esproprio di determinare la parte del bene espropriato che non serve più per la realizzazione

dell'opera pubblica o di pubblica utilità. (L)

Art. 48 (L) - Disposizioni comuni per la retrocessione totale e per quella parziale

1. Il corrispettivo della retrocessione, se non è concordato dalle parti, è determinato dall'ufficio

tecnico erariale o dalla commissione provinciale prevista dall'articolo 41, su istanza di chi vi abbia

interesse, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con

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Testo unico sulle espropriazioni approvato con D.P.R. n.327/2001, come modifica... Pagina 20 di 26

riguardo al momento del ritrasferimento. (L)

2. Avverso la stima, è proponibile opposizione alla corte d'appello nel cui distretto si trova il bene

espropriato. (L)

3. Per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della

dichiarazione di pubblica utilità, il Comune può esercitare il diritto di prelazione, entro il termine di

centottanta giorni, decorrente dalla data in cui gli è notificato l'accordo delle parti, contenente con

precisione i dati identificativi dell'area e il corrispettivo, ovvero entro il termine di sessanta giorni,

decorrente dalla notifica dell'atto che ha determinato il corrispettivo. Le aree così acquisite fanno

parte del patrimonio indisponibile. (L)

Capo XI - L'occupazione temporanea

Art 49 (L-R) - L'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio

1. L'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al

procedimento espropriativo anche individuate ai sensi dell'articolo 12, se ciò risulti necessario per la

corretta esecuzione dei lavori previsti. (L)

2. Al proprietario del fondo è notificato, nelle forme degli atti processuali civili, un avviso

contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione dell'ordinanza

che dispone l'occupazione temporanea. (L)

3. Al momento della immissione in possesso, è redatto il verbale sullo stato di consistenza dei

luoghi. (L)

4. Il verbale è redatto in contraddittorio con il proprietario o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la

presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del soggetto espropriante. Possono

partecipare alle operazioni il possessore e i titolari di diritti reali o personali sul bene da occupare.

(R)

5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, nel caso di frane,

alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di

pubblica utilità. (L)

Art. 50 (L-R) - Indennità per l'occupazione

1. Nel caso di occupazione di un'area, è dovuta al proprietario una indennità per ogni anno pari ad un

dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio dell'area e, per ogni mese o frazione di

mese, una indennità pari ad un dodicesimo di quella annua. (L)

2. Se manca l'accordo, su istanza di chi vi abbia interesse la commissione provinciale prevista

dall'articolo 41 determina l'indennità e ne dà comunicazione al proprietario, con atto notificato con le

forme degli atti processuali civili. (R)

3. Contro la determinazione della commissione, è proponibile l'opposizione alla stima. Si applicano

le disposizioni dell'articolo 54 in quanto compatibili. (L)

TITOLO III - DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Capo I - L'espropriazione per opere militari e di beni culturali

Art. 51 (L-R) - L'espropriazione per opere militari

1. Il Ministero della difesa dichiara la pubblica utilità delle opere destinate alla difesa militare ed

individua i beni da espropriare. (L)

2. L'elenco dei proprietari dei beni da espropriare e delle indennità da corrispondere è trasmesso al

Sindaco nel cui territorio essi si trovano. (R)

3. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dal titolo II. (L)

4. Nulla è innovato in ordine alla disciplina sulle servitù militari. (L)

Art. 52 (L) - L'espropriazione di beni culturali

1.Nei casi di espropriazione per fini strumentali e per interesse archeologico, previsti dagli articoli

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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria edile
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed estimo civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Rovai Massimo.

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