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Esiti giudizio - Schema

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta uno schema dei vari esiti di un giudizio: inammissibilità, improcedibilità,... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ONDAZIONE CUOLA ORENSE ARESE IORGIO OSTANTINO

S Ordinario di diritto processuale civile nella Università RomaTre

CUOLA DI AGGIORNAMENTO

Giornata di studio GLI ESITI DEL GIUDIZIO

IL NUOVO GIUDIZIO CIVILE IN CASSAZIONE (scaletta)

La procura alle liti può essere generale o speciale e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata

autenticata.

La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione del ricorso, del controricorso,

della comparsa di risposta o d'intervento, del precetto o dalla domanda d'intervento nell'esecuzione. In tali casi

l'autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in

calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all'atto cui si riferisce.

La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell'atto non è

espressa volontà diversa.

N.B.:

Cass., sez. III, 15-01-2007, n. 636: … la mancanza di detta firma e della menzionata autenticazione nella copia notificata non

o spiega effetti invalidanti,

Cass., sez. III, 13-03-2007, n. 5840: La sottoscrizione della procura speciale alle liti per la proposizione del ricorso per

o cassazione, se rilasciata all’estero, non può essere autenticata dal difensore italiano;

Cass., sez. II, 13-03-2007, n. 5867: .. inammissibile … quando la procura speciale sia stata rilasciata … in calce alla copia del

o ricorso notificato dalla controparte;

Cass., sez. I, 16-03-2007, n. 6301: … la procura deve essere rilasciata in data successiva al provvedimento che si impugna e

o anteriormente alla notifica del ricorso medesimo;;

Cass., sez. III, 13-03-2007, n. 5840: Quando l’autentica della sottoscrizione sia stata effettuata da un difensore esercente in

o Italia, il rilascio del mandato e l’autentica della sottoscrizione del mandante devono presumersi avvenuti nel territorio dello

stato, anche qualora il mandante risieda all’estero, in difetto di prova contraria da parte di chi ne contesti la validità; (Cass.,

sez. III, 11-07-2006, n. 15718; Cass., sez. II, 27-07-2006, n. 17103);

Cass., sez. I, 28-06-2006, n. 15011: … è valido il ricorso per cassazione sottoscritto da due avvocati, di cui uno solo iscritto

o nell’albo degli avvocati abilitati alla difesa innanzi alle giurisdizioni superiori;

Cass., sez. I, 29-08-2006, n. 18649: Qualora il ricorso per cassazione sia privo dell’autenticazione del difensore - la cui firma

o non appaia nemmeno sotto la procura - non soltanto nella copia notificata, ma anche nell’originale, viene meno la funzione

attribuita allo stesso difensore, ai sensi degli art. 83 c.p.c. e 125 disp. att. c.p.c., di certificare l’autografia della sottoscrizione

del ricorso ad opera di una parte determinata e, per il suo tramite, la riferibilità ad essa del ricorso stesso, con la conseguenza

che quest’ultimo deve essere dichiarato inammissibile;

Cass., sez. I, 07-03-2005, n. 4935: È nulla la procura per ricorrere per cassazione rilasciata in calce alla copia notificata della

o sentenza impugnata, allorquando non contenga uno specifico riferimento al giudizio di legittimità e non consenta di

verificarne il conferimento in data anteriore o coeva alla notifica del ricorso (nella specie, la procura era stata rilasciata dal

sindaco di un comune in forza di una deliberazione della giunta comunale richiamata nell’intestazione del ricorso);

Cass., sez. III, 18-01-2006, n. 823: Ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione la procura speciale non può essere

o rilasciata in calce o a margine di atti diversi dal ricorso …

Cass., sez. III, 19-01-2006, n. 1016: Nel giudizio di legittimità la procura speciale al difensore, rilasciata dal resistente in

o calce o a margine della copia a lui notificata del ricorso, non abilita il difensore medesimo alla proposizione del controricorso

…;

Cass. [ord.], sez. un., 12-06-2006, n. 13537: Nel giudizio di cassazione, la procura speciale non può essere rilasciata a

o margine o in calce ad atti diversi dal ricorso o dal controricorso, …;

Cass., sez. I, 12-12-2005, n. 27385: Il requisito dell’indicazione della procura al difensore (se conferita con atto separato),

o prescritto dall’art. 366, 1º comma, n. 5, c.p.c. a pena di inammissibilità del ricorso per cassazione, deve ritenersi sussistente

anche quando il ricorso, indicando detta procura, non menzioni tutti i dati occorrenti alla sua identificazione, in

considerazione della possibilità di colmare tale lacuna alla stregua dell’atto con cui la procura medesima è stata rilasciata,

sempre che tempestivamente depositato assieme al ricorso, in modo da consentire alla controparte, attraverso il successivo

controllo in cancelleria, di individuare siffatta procura e di verificarne l’anteriorità rispetto alla notificazione del ricorso

stesso; pertanto, il ricorso che non rechi nella sua intestazione alcuno specifico riferimento alla «procura in atti»,

genericamente indicata - che, peraltro, non sia rinvenibile in atti - è inammissibile, senza che assuma alcuna rilevanza la

circostanza che il ricorrente sia stato ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, atteso che tale ammissione, pur essendo

efficace per tutti i gradi del giudizio, non esclude la necessità del conferimento della procura al difensore designato, poiché

solo siffatta procura vale ad attribuire a quest’ultimo i poteri di rappresentanza in giudizio, sicché, in mancanza, l’atto

processuale sottoscritto da detto difensore si considera a tutti gli effetti come atto proveniente da difensore senza procura.

Cass., sez. III, 27-10-1995, n. 11197: La procura conferita in calce al ricorso per cassazione, ma su foglio separato, ancorché

o non contenga puntuali riferimenti al giudizio di legittimità, è valida se contiene l’elezione di domicilio in Roma, in Foro it.,

1995, I, 3428.

 per difetto di jus postulandi;

82. Patrocinio . — … Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti, al tribunale e alla corte d'appello le

parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente; e davanti alla corte di

cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell'apposito albo.

 in riferimento al provvedimento

N.B.: ammissibilità del ricorso ex art. 111 co. 7° (già 2°) Cost. dipende da

 definitività: assenza di rimedi idonei a consentirne il riesame;

 decisorietà: incidenza su diritti o status;

LA RIFORMA DEL 2006:

 non più ricorribili:

sentenze non definitive artt. 361, 133 dis.patt. (cpc 1940 e d.leg.

• 5/03, art. 11, co. 2°);

N.B.: ai sensi dell’art. 24 d.lgs. 5 aprile 2006, n. 160, novellato dalla

• l. 24 ottobre 2006, n. 269, ai ricorsi contro i provvedimenti della

sezione disciplinare del C.S.M. si applicano «i termini» e «le forme

previsti dal codice di procedura penale», ma sono attribuiti alle

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sezioni unite civili; il testo originario del secondo comma attribuiva

tali ricorsi alle sezioni unite penali; la riforma ne ha restituito la

cognizione alle sezioni unite civili, lasciando immutato il primo

capoverso.

Restano comunque alle sezioni unite civili i ricorsi in materia

disciplinare per avvocati, notai, altri professionisti;

 non più direttamente ricorribili:

GDP per equità;

• sanzioni amministrative: 339 cpc e 26 d.leg. 40/06;

 direttamente ricorribili:

decreti camerali decisori di controversie che nascono dal fallimento

• per le quali non sia prevista una disciplina specifica (?): art. 24 l.f.,

novellato dal d.leg. 5/06 e abrogato dal d.lgs. approvato dal CdM il 7

settembre 2007;

decreti sull'accertamento del passivo: art. 99 l.f., novellato dal d.leg.

• 5/06;

decreti sulla esdebitazione: art. 143 l.f., novellato dal d.leg. 5/06;

• opposizione alla esecuzione: art. 616 cpc novellato dalla riforma della

• riforma della riforma del processo civile, l. 52/06;

N.B.: opposizione a precetto?

opposizione di terzo alla esecuzione: art. 619 cpc novellato dalla

• riforma della riforma della riforma del processo civile, l. 52/06;

sentenze in grado di appello o in unico grado per violazione CCNL.

 per acquiescenza e per difetto di interesse ad agire;

329. Acquiescenza totale o parziale. — Salvi i casi di cui ai nn. 1), 2), 3) e 6) dell'art. 395, l'acquiescenza

risultante da accettazione espressa o da atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni ammesse

dalla legge ne esclude la proponibilità.

L'impugnazione parziale importa acquiescenza alle parti della sentenza non impugnata.

N.B.:

 per la mancata impugnazione di tutte le rationes decidendi che sorreggono la decisione:

Cass. 11 gennaio 2007, n. 389; 8 febbraio 2006, n. 2811; 18 settembre 2006, n. 20118;

12 settembre 2005, n. 18090; 21 ottobre 2005, n. 20454; 16 novembre 2005, n. 23090;

10 settembre 2004, n. 18240; 23 aprile 2002, n. 5902; 12 aprile 2001, n. 5493; 23

ottobre 2001, n. 12976; 18 luglio 2000, n. 9449.

 non anche per la mancata impugnazione della motivazione ad abundantiam: le

argomentazioni ad abundantiam, non sono suscettibili di impugnazione in sede di

legittimità, indipendentemente dalla loro esattezza o meno, se il dispositivo sia fondato

su corretta argomentazione avente carattere principale ed assorbente»: Cass. 11

gennaio 2002, n. 317; 23 novembre 2005, n. 24591; 4 novembre 2005, n. 21388; 17

febbraio 2004, n. 3002; 9 luglio 2002, n. 9963; 4 luglio 2002, n. 9712; 13 febbraio

2002, n. 2087; 4 agosto 2000, n. 10241; 11 dicembre 1999, n. 13898; 10 giugno 1999,

n. 5714; 8 ottobre 1998, n. 9973; 11 marzo 1997, n. 2186; S . . 14 marzo 1990, n.

S UU

2078.

 per mancanza o insufficienza dei motivi;

360. …

1) per motivi attinenti alla giurisdizione;

2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;

3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;

4) per nullità della sentenza o del procedimento;

5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla

sentenza contro i quali è ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge.

 per mancanza o insufficienza dei quesiti

366-bis. Formulazione dei motivi. Nei casi previsti dall'art. 360, primo comma, nn. 1), 2), 3) e 4), l'illustrazione

di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto. Nel

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caso previsto dall'art. 360, primo comma, n. 5), l'illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di

inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa

r.d. 30 gennaio 1941, n. 12, (nel testo novellato dal d.leg. 20 marzo 1998, n. 51, e dal d.leg. 4 maggio 1999, n.

138), contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a

giustificare la decisione.

N.B.:

Cass. 27130/2006, 36, /258/2007;

• Cass. 14682/2007;

• Cass. 15949/2007;

• il quesito di diritto deve essere formulato separatamente rispetto a ciascuna

o censura formulata;

il quesito di diritto deve essere riferibile alla fattispecie, non può essere

o assolutamente generico;

il quesito di diritto non può desumersi implicitamente dalla formulazione del

o motivo di ricorso;

il quesito di diritto postula l’enunciazione di un principio diverso da quello posto

o a base del provvedimento impugnato tale da implicare un ribaltamento della

decisione adottata dal giudice a quo;

la corte non è vincolata dalla formulazione qualora essa non corrisponda al

o contenuto del motivo;

la regola per la quale il rilievo d’ufficio di una questione impone la fissazione di

o termini per note non attiene alle questioni relative alla formulazione del quesito di

diritto giacché esse fanno parte naturaliter del thema decidendum e manca

qualsiasi effetto di sorpresa nel rilievo da parte del giudice

 per il principio di autosufficienza del ricorso

N.B.: la bontà della soluzione adottata non può essere sindacata in cassazione sulla base di

critiche che attengono alla inadeguatezza della decisione per un diverso apprezzamento

delle risultanze di causa»: Cass. 12 febbraio 2000, n. 1595; 21 gennaio 2007, n. 2201; 22

febbraio 2007, n. 4178, 361; 6 febbraio 2007, n. 2560; 4 aprile 2005, n. 6972.

 per inosservanza dell’ordine di integrazione del contraddittorio;

331. Integrazione del contraddittorio in cause inscindibili. …

L'impugnazione è dichiarata inammissibile se nessuna delle parti provvede all'integrazione nel termine fissato.

N.B.: e per la mancata prova della avvenuta integrazione: Cass. 6220/2005.

 del controricorso incidentale tardivo per inammissibilità (improcedibilità) del

ricorso principale

334. Impugnazioni incidentali tardive. … se l'impugnazione principale è dichiarata inammissibile, l'impugnazione

incidentale perde ogni efficacia.

N.B.: CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA

per l’inammissibilità, perché l’interesse all’impugnazione incidentale tardiva riceve

• tutela dall’ordinamento solo se ed in quanto possa essere esaminata nel merito

l’impugnazione principale, v. Cass. 21 marzo 2006, n. 9452; 14 marzo 2002, n. 3743

Contra, perché l’assimilazione si risolve in un’interpretazione analogica di una norma

• eccezionale, quale l’art. 334, co. 2°, c.p.c.: Cass. 23 marzo 2005, n. 6220, 22 dicembre

2005, n. 28422; 30 settembre 2005, n. 19177; 29 maggio 1997.

4. Improcedibilità

 per mancanza o tardività del deposito del ricorso;

369. Deposito del ricorso. Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte, a pena d'improcedibilità,

nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto.

 per mancanza del deposito degli atti e dei documenti indicati nell’art. 369, co. 2°

1) il decreto di concessione del gratuito patrocinio;

2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, …;

3) la procura speciale, se questa è conferita con atto separato;

4) gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.

… la richiesta di trasmissione del fascicolo d'ufficio …;

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 per mancanza o tardività del deposito dell’atto di integrazione del contraddittorio;

371-bis. Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio.- Qualora la Corte abbia ordinato l'integrazione

del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificato, contenente

nell'intestazione le parole «atto di integrazione del contraddittorio», deve essere depositato nella cancelleria della

Corte stessa, a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato.

N.B.: la assoluta mancanza determina l’inammissibilità, perché manca la prova

dell’osservanza dell’ordine: Cass. 6220/2005.

per mancanza o tardività del deposito del ricorso del quale sia stata ordinata la

 rinnovazione della notificazione, ai sensi dell’art. 371 bis non dell’art.369 Cass. 13602/2004:

Queste Sezioni unite ritengono che il citato art. 371-bis, nella parte in cui impone che il ricorso notificato sia

depositato nella cancelleria della Corte di Cassazione entro un termine perentorio, vada, con interpretazione

estensiva, riferito anche all'ipotesi (verificatasi nel caso di specie) in cui la Cassazione abbia disposto il rinnovo

della notifica del ricorso nei confronti di una parte che sia stata intimata dal ricorrente (e che non si sia costituita

nel giudizio di Cassazione), ma attraverso una notifica del ricorso affetta da nullità. … Le esigenze che

l'introduzione dell'art. 371-bis c.p.c. ha inteso soddisfare sussistono, senza alcuna differenza, anche nell'ipotesi in

cui la Corte, facendo applicazione dell'art. 291 c.p.c., abbia disposto rinnovo della notifica del ricorso per

Cassazione affetta da nullità. Anche in quest'ultimo caso è necessario che la Corte conosca tempestivamente se al

disposto rinnovo della notifica si sia o meno provveduto nel termine perentorio concesso, in modo da fissare

l'udienza pubblica ovvero la Camera di consiglio (prevista dall'art. 375 c.p.c.) per la decisione sul ricorso stesso.

… Deve, allora, interpretarsi l'art. 371-bis c.p.c. come disposizione che, nell'imporre il deposito del ricorso

notificato entro un termine perentorio, si riferisce a tutti i casi in cui, dopo il deposito iniziale del ricorso che ha

investito la Corte, questa adotti un provvedimento diretto a regolarizzare il contraddittorio sia mediante

l'integrazione dello stesso instaurato dal ricorrente in modo incompleto, sia mediante la rinnovazione di una

notifica che sia stata effettuata in modo non valido. Il fatto che il tenore letterale dell'art. 371-bis si riferisca

soltanto alla prima delle dette due ipotesi ed ignori la seconda può trovare spiegazione nella considerazione che,

come si è detto, l'integrazione del contraddittorio nel giudizio di Cassazione era già prevista dal codice di rito (art.

331 c.p.c.), mentre l'ipotesi di rinnovo della notifica nulla non è disciplinata con riferimento ai giudizi di

impugnazione, onde il legislatore ha continuato a non contemplarla.

5. Dichiarazione di estinzione

391. Pronuncia sulla rinuncia. — Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge, la Corte provvede

con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede il presidente con decreto.

6. Rigetto

7. Accoglimento senza rinvio e definizione in mero rito

382, co. 3°: Se riconosce che il giudice del quale si impugna il provvedimento e ogni altro giudice difettano di giurisdizione,

cassa senza rinvio. Egualmente provvede in ogni altro caso in cui ritiene che la causa non poteva essere proposta o il processo

proseguito.

8. Accoglimento senza rinvio e decisione nel merito

384, co. 2°: … La Corte … decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.

9. Accoglimento con rinvio al giudice fornito di giurisdizione o di

competenza

382, co. 1° e 2°: La corte, quando decide una questione di giurisdizione, statuisce su questa, determinando, quando occorre, il

giudice competente.

Quando cassa per violazione delle norme sulla competenza, statuisce su questa. …

N.B.: translatio judicii

10. Accoglimento con rinvio al giudice di primo grado

383, co. 3°: … La corte, se riscontra una nullità del giudizio di primo grado per la quale il giudice d'appello avrebbe dovuto

rimettere le parti al primo giudice, rinvia la causa a quest'ultimo.

N.B.: 354. Fuori dei casi previsti nell'articolo precedente, il giudice d'appello non può rimettere la causa al primo

giudice, tranne che dichiari nulla la notificazione della citazione introduttiva, oppure riconosca che nel giudizio di

primo grado doveva essere integrato il contraddittorio o non doveva essere estromessa una parte oppure dichiari la

nullità della sentenza di primo grado a norma dell'art. 161 secondo comma.

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta uno schema dei vari esiti di un giudizio: inammissibilità, improcedibilità, estinzione, rigetto, varie ipotesi di accoglimento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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