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8. Dall'attuazione del comma 7 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza

pubblica.

9. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie informa

tempestivamente le regioni e le province autonome, per il tramite della Conferenza dei presidenti

delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, delle proposte e delle materie di

competenza delle regioni e delle province autonome che risultano inserite all'ordine del giorno delle

riunioni del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea.

10. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie, prima dello

svolgimento delle riunioni del Consiglio europeo, riferisce alla Conferenza permanente per i

rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in sessione

comunitaria, sulle proposte e sulle materie di competenza delle regioni e delle province autonome

che risultano inserite all'ordine del giorno, illustrando la posizione che il Governo intende assumere.

Il Governo riferisce altresì, su richiesta della predetta Conferenza, prima delle riunioni del

Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, alla Conferenza stessa, in sessione comunitaria, sulle

proposte e sulle materie di competenza delle regioni e delle province autonome che risultano

inserite all'ordine del giorno, illustrando la posizione che il Governo intende assumere.

11. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie informa le

regioni e le province autonome, per il tramite della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle

province autonome di Trento e di Bolzano, delle risultanze delle riunioni del Consiglio dei Ministri

dell'Unione europea e del Consiglio europeo con riferimento alle materie di loro competenza, entro

quindici giorni dallo svolgimento delle stesse.

12. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 5 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

6. Partecipazione degli enti locali alle decisioni relative alla formazione di atti normativi

comunitari.

1. Qualora i progetti e gli atti di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3 riguardino questioni di particolare

rilevanza negli ambiti di competenza degli enti locali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri -

Dipartimento per le politiche comunitarie li trasmette alla Conferenza Stato-città ed autonomie

locali. Tali progetti e atti sono altresì trasmessi, per il tramite della Conferenza Stato-città ed

autonomie locali, alle associazioni rappresentative degli enti locali. Su tutti i progetti e gli atti di

loro interesse le associazioni rappresentative degli enti locali, per il tramite della Conferenza Stato-

città ed autonomie locali, possono trasmettere osservazioni al Presidente del Consiglio dei Ministri

o al Ministro per le politiche comunitarie e possono richiedere che gli stessi siano sottoposti

all'esame della Conferenza stessa.

2. Nelle materie che investono le competenze degli enti locali, la Presidenza del Consiglio dei

Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie convoca alle riunioni di cui al comma 7

dell'articolo 5 esperti designati dagli enti locali secondo modalità da stabilire in sede di Conferenza

Stato-città ed autonomie locali. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

3. Qualora le osservazioni degli enti locali non siano pervenute al Governo entro la data indicata

all'atto di trasmissione dei progetti o degli atti o, in mancanza, entro il giorno precedente quello

della discussione in sede comunitaria, il Governo può comunque procedere alle attività dirette alla

formazione dei relativi atti comunitari.

7. Partecipazione delle parti sociali e delle categorie produttive alle decisioni relative alla

formazione di atti comunitari.

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie trasmette al

Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) i progetti e gli atti di cui al comma 1

dell'articolo 3 riguardanti materie di particolare interesse economico e sociale. Il CNEL può fare

pervenire alle Camere e al Governo le valutazioni e i contributi che ritiene opportuni, ai sensi degli

articoli 10 e 12 della legge 30 dicembre 1986, n. 936. A tale fine, il CNEL può istituire, secondo le

norme del proprio ordinamento, uno o più comitati per l'esame degli atti comunitari.

2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie, al fine di

assicurare un più ampio coinvolgimento delle categorie produttive e delle parti sociali, organizza, in

collaborazione con il CNEL, apposite sessioni di studio ai cui lavori possono essere invitati anche le

associazioni nazionali dei comuni, delle province e delle comunità montane e ogni altro soggetto

interessato.

8. Legge comunitaria.

1. Lo Stato, le regioni e le province autonome, nelle materie di propria competenza legislativa,

danno tempestiva attuazione alle direttive comunitarie.

2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie informa con

tempestività le Camere e, per il tramite della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle

province autonome di Trento e di Bolzano e della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei

Consigli regionali e delle province autonome, le regioni e le province autonome, degli atti normativi

e di indirizzo emanati dagli organi dell'Unione europea e delle Comunità europee.

3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie verifica, con la

collaborazione delle amministrazioni interessate, lo stato di conformità dell'ordinamento interno e

degli indirizzi di politica del Governo in relazione agli atti di cui al comma 2 e ne trasmette le

risultanze tempestivamente, e comunque ogni quattro mesi, anche con riguardo alle misure da

intraprendere per assicurare tale conformità, agli organi parlamentari competenti, alla Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e

alla Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province autonome, per

la formulazione di ogni opportuna osservazione. Nelle materie di loro competenza le regioni e le

province autonome verificano lo stato di conformità dei propri ordinamenti in relazione ai suddetti

atti e ne trasmettono le risultanze alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le

politiche comunitarie con riguardo alle misure da intraprendere.

4. All'esito della verifica e tenuto conto delle osservazioni di cui al comma 3, il Presidente del

Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie, di concerto con il Ministro degli

affari esteri e con gli altri Ministri interessati, entro il 31 gennaio di ogni anno presenta al

Parlamento un disegno di legge recante: «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti

dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee»; tale titolo è completato dall'indicazione:

«Legge comunitaria» seguita dall'anno di riferimento.

5. Nell'àmbito della relazione al disegno di legge di cui al comma 4 il Governo:

a) riferisce sullo stato di conformità dell'ordinamento interno al diritto comunitario e sullo stato

delle eventuali procedure di infrazione dando conto, in particolare, della giurisprudenza della Corte

di giustizia delle Comunità europee relativa alle eventuali inadempienze e violazioni degli obblighi

comunitari da parte della Repubblica italiana;

b) fornisce l'elenco delle direttive attuate o da attuare in via amministrativa;

c) dà partitamente conto delle ragioni dell'eventuale omesso inserimento delle direttive il cui

termine di recepimento è già scaduto e di quelle il cui termine di recepimento scade nel periodo di

riferimento, in relazione ai tempi previsti per l'esercizio della delega legislativa;

d) fornisce l'elenco delle direttive attuate con regolamento ai sensi dell'articolo 11, nonché

l'indicazione degli estremi degli eventuali regolamenti di attuazione già adottati;

e) fornisce l'elenco degli atti normativi con i quali nelle singole regioni e province autonome si è

provveduto a dare attuazione alle direttive nelle materie di loro competenza, anche con riferimento

a leggi annuali di recepimento eventualmente approvate dalle regioni e dalle province autonome.

L'elenco è predisposto dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di

Trento e di Bolzano e trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le

politiche comunitarie in tempo utile e, comunque, non oltre il 25 gennaio di ogni anno.

9. Contenuti della legge comunitaria.

1. Il periodico adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento comunitario è assicurato

dalla legge comunitaria annuale, che reca:

a) disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti in contrasto con gli obblighi

indicati all'articolo 1;

b) disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di

infrazione avviate dalla Commissione delle Comunità europee nei confronti della Repubblica

italiana;

c) disposizioni occorrenti per dare attuazione o assicurare l'applicazione degli atti del Consiglio o

della Commissione delle Comunità europee di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell'articolo 1,

anche mediante il conferimento al Governo di delega legislativa;

d) disposizioni che autorizzano il Governo ad attuare in via regolamentare le direttive, sulla base di

quanto previsto dall'articolo 11;

e) disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle

relazioni esterne dell'Unione europea;

f) disposizioni che individuano i princìpi fondamentali nel rispetto dei quali le regioni e le province

autonome esercitano la propria competenza normativa per dare attuazione o assicurare

l'applicazione di atti comunitari nelle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, della

Costituzione;

g) disposizioni che, nelle materie di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome,

conferiscono delega al Governo per l'emanazione di decreti legislativi recanti sanzioni penali per la

violazione delle disposizioni comunitarie recepite dalle regioni e dalle province autonome;

h) disposizioni emanate nell'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 117, quinto comma,

della Costituzione, in conformità ai princìpi e nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 16, comma 3.

2. Gli oneri relativi a prestazioni e controlli da eseguire da parte di uffici pubblici, ai fini

dell'attuazione delle disposizioni comunitarie di cui alla legge comunitaria per l'anno di riferimento,

sono posti a carico dei soggetti interessati, secondo tariffe determinate sulla base del costo effettivo

del servizio, ove ciò non risulti in contrasto con la disciplina comunitaria. Le tariffe di cui al

precedente periodo sono predeterminate e pubbliche.

10. Misure urgenti per l'adeguamento agli obblighi derivanti dall'ordinamento comunitario.

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie può proporre al

Consiglio dei Ministri l'adozione dei provvedimenti, anche urgenti, necessari a fronte di atti

normativi e di sentenze degli organi giurisdizionali delle Comunità europee e dell'Unione europea

che comportano obblighi statali di adeguamento solo qualora la scadenza risulti anteriore alla data

di presunta entrata in vigore della legge comunitaria relativa all'anno in corso.

2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per i rapporti con il Parlamento assume le

iniziative necessarie per favorire un tempestivo esame parlamentare dei provvedimenti di cui al

comma 1.

3. Nei casi di cui al comma 1, qualora gli obblighi di adeguamento ai vincoli derivanti

dall'ordinamento comunitario riguardino materie di competenza legislativa o amministrativa delle

regioni e delle province autonome, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le

politiche comunitarie informa gli enti interessati assegnando un termine per provvedere e, ove

necessario, chiede che la questione venga sottoposta all'esame della Conferenza permanente per i

rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per concordare le

iniziative da assumere. In caso di mancato tempestivo adeguamento da parte dei suddetti enti, il

Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie propone al Consiglio

dei Ministri le opportune iniziative ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi di cui agli articoli 117,

quinto comma, e 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto previsto dagli articoli

11, comma 8, 13, comma 2, e 16, comma 3, della presente legge e dalle altre disposizioni legislative

in materia.

4. I decreti legislativi di attuazione di normative comunitarie o di modifica di disposizioni attuative

delle medesime, la cui delega è contenuta in leggi diverse dalla legge comunitaria annuale, fatti

salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni della legge di conferimento

della delega, ove non in contrasto con il diritto comunitario, e in aggiunta a quelli contenuti nelle

normative comunitarie da attuare, sono adottati nel rispetto degli altri princìpi e criteri direttivi

generali previsti dalla stessa legge comunitaria per l'anno di riferimento, su proposta del Presidente

del Consiglio dei ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con competenza

istituzionale prevalente per la materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia,

dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in relazione all'oggetto della

normativa (3).

5. La disposizione di cui al comma 4 si applica, altresì, all'emanazione di testi unici per il riordino e

1'armonizzazione di normative di settore nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province

autonome.

(3) Comma così sostituito dall'art. 2, L. 25 gennaio 2006, n. 29 - Legge comunitaria 2005.

11. Attuazione in via regolamentare e amministrativa.

1. Nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, già disciplinate con

legge, ma non coperte da riserva assoluta di legge, le direttive possono essere attuate mediante

regolamento se così dispone la legge comunitaria. Il Governo presenta alle Camere, in allegato al

disegno di legge comunitaria, un elenco delle direttive per l'attuazione delle quali chiede

l'autorizzazione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera d).

2. I regolamenti di cui al comma 1 sono adottati ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge

23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei

Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con competenza istituzionale

prevalente per la materia, di concerto con gli altri Ministri interessati. Sugli schemi di regolamento

è acquisito il parere del Consiglio di Stato, che deve esprimersi entro quarantacinque giorni dalla

richiesta. Sugli schemi di regolamento è altresì acquisito, se così dispone la legge comunitaria, il

parere dei competenti organi parlamentari, ai quali gli schemi di regolamento sono trasmessi con

apposite relazioni cui è allegato il parere del Consiglio di Stato e che si esprimono entro quaranta

giorni dall'assegnazione. Decorsi i predetti termini, i regolamenti sono emanati anche in mancanza

di detti pareri.

3. I regolamenti di cui al comma 1 si conformano alle seguenti norme generali, nel rispetto dei

princìpi e delle disposizioni contenuti nelle direttive da attuare:

a) individuazione della responsabilità e delle funzioni attuative delle amministrazioni, nel rispetto

del principio di sussidiarietà;

b) esercizio dei controlli da parte degli organismi già operanti nel settore e secondo modalità che

assicurino efficacia, efficienza, sicurezza e celerità;

c) esercizio delle opzioni previste dalle direttive in conformità alle peculiarità socio-economiche

nazionali e locali e alla normativa di settore;

d) fissazione di termini e procedure, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 20, comma 5, della

legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni.

4. I regolamenti di cui al comma 1 tengono conto anche delle eventuali modificazioni della

disciplina comunitaria intervenute sino al momento della loro adozione.

5. Nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, non disciplinate dalla

legge o da regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988,

n. 400, e successive modificazioni, e non coperte da riserva di legge, le direttive possono essere

attuate con regolamento ministeriale o interministeriale, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della

legge 23 agosto 1988, n. 400, o con atto amministrativo generale da parte del Ministro con

competenza prevalente per la materia, di concerto con gli altri Ministri interessati. Con le medesime

modalità sono attuate le successive modifiche e integrazioni delle direttive.

6. In ogni caso, qualora le direttive consentano scelte in ordine alle modalità della loro attuazione, la

legge comunitaria o altra legge dello Stato detta i princìpi e criteri direttivi. Con legge sono dettate,

inoltre, le disposizioni necessarie per introdurre sanzioni penali o amministrative o individuare le

autorità pubbliche cui affidare le funzioni amministrative inerenti all'applicazione della nuova

disciplina.

7. La legge comunitaria provvede in ogni caso, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, lettera c), ove

l'attuazione delle direttive comporti:

a) l'istituzione di nuovi organi o strutture amministrative;

b) la previsione di nuove spese o minori entrate.

8. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione, gli atti

normativi di cui al presente articolo possono essere adottati nelle materie di competenza legislativa

delle regioni e delle province autonome al fine di porre rimedio all'eventuale inerzia dei suddetti

enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In tale caso, gli atti normativi statali adottati si

applicano, per le regioni e le province autonome nelle quali non sia ancora in vigore la propria

normativa di attuazione, a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l'attuazione della

rispettiva normativa comunitaria, perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore della

normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma e recano l'esplicita indicazione

della natura sostitutiva del potere esercitato e del carattere cedevole delle disposizioni in essi

contenute. I predetti atti normativi sono sottoposti al preventivo esame della Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

12. Attuazione delle modifiche alle direttive comunitarie recepite in via regolamentare.

1. Fermo quanto previsto dall'articolo 13, la legge comunitaria può disporre che, all'attuazione di

ciascuna modifica delle direttive da attuare mediante regolamento ai sensi dell'articolo 11, si

provveda con la procedura di cui al comma 2 del medesimo articolo 11.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale della legge n. 11 del 2005 recante disposizione in tema di partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e all'esecuzione degli obblighi comunitari.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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