Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

11, comma 8, 13, comma 2, e 16, comma 3, della presente legge e dalle altre disposizioni legislative

in materia.

4. I decreti legislativi di attuazione di normative comunitarie o di modifica di disposizioni attuative

delle medesime, la cui delega è contenuta in leggi diverse dalla legge comunitaria annuale, fatti

salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni della legge di conferimento

della delega, ove non in contrasto con il diritto comunitario, e in aggiunta a quelli contenuti nelle

normative comunitarie da attuare, sono adottati nel rispetto degli altri princìpi e criteri direttivi

generali previsti dalla stessa legge comunitaria per l'anno di riferimento, su proposta del Presidente

del Consiglio dei ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con competenza

istituzionale prevalente per la materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia,

dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in relazione all'oggetto della

normativa (3).

5. La disposizione di cui al comma 4 si applica, altresì, all'emanazione di testi unici per il riordino e

1'armonizzazione di normative di settore nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province

autonome.

(3) Comma così sostituito dall'art. 2, L. 25 gennaio 2006, n. 29 - Legge comunitaria 2005.

11. Attuazione in via regolamentare e amministrativa.

1. Nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, già disciplinate con

legge, ma non coperte da riserva assoluta di legge, le direttive possono essere attuate mediante

regolamento se così dispone la legge comunitaria. Il Governo presenta alle Camere, in allegato al

disegno di legge comunitaria, un elenco delle direttive per l'attuazione delle quali chiede

l'autorizzazione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera d).

2. I regolamenti di cui al comma 1 sono adottati ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge

23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei

Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con competenza istituzionale

prevalente per la materia, di concerto con gli altri Ministri interessati. Sugli schemi di regolamento

è acquisito il parere del Consiglio di Stato, che deve esprimersi entro quarantacinque giorni dalla

richiesta. Sugli schemi di regolamento è altresì acquisito, se così dispone la legge comunitaria, il

parere dei competenti organi parlamentari, ai quali gli schemi di regolamento sono trasmessi con

apposite relazioni cui è allegato il parere del Consiglio di Stato e che si esprimono entro quaranta

giorni dall'assegnazione. Decorsi i predetti termini, i regolamenti sono emanati anche in mancanza

di detti pareri.

3. I regolamenti di cui al comma 1 si conformano alle seguenti norme generali, nel rispetto dei

princìpi e delle disposizioni contenuti nelle direttive da attuare:

a) individuazione della responsabilità e delle funzioni attuative delle amministrazioni, nel rispetto

del principio di sussidiarietà;

b) esercizio dei controlli da parte degli organismi già operanti nel settore e secondo modalità che

assicurino efficacia, efficienza, sicurezza e celerità;

c) esercizio delle opzioni previste dalle direttive in conformità alle peculiarità socio-economiche

nazionali e locali e alla normativa di settore;

d) fissazione di termini e procedure, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 20, comma 5, della

legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni.

4. I regolamenti di cui al comma 1 tengono conto anche delle eventuali modificazioni della

disciplina comunitaria intervenute sino al momento della loro adozione.

5. Nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, non disciplinate dalla

legge o da regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988,

n. 400, e successive modificazioni, e non coperte da riserva di legge, le direttive possono essere

attuate con regolamento ministeriale o interministeriale, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della

legge 23 agosto 1988, n. 400, o con atto amministrativo generale da parte del Ministro con

competenza prevalente per la materia, di concerto con gli altri Ministri interessati. Con le medesime

modalità sono attuate le successive modifiche e integrazioni delle direttive.

6. In ogni caso, qualora le direttive consentano scelte in ordine alle modalità della loro attuazione, la

legge comunitaria o altra legge dello Stato detta i princìpi e criteri direttivi. Con legge sono dettate,

inoltre, le disposizioni necessarie per introdurre sanzioni penali o amministrative o individuare le

autorità pubbliche cui affidare le funzioni amministrative inerenti all'applicazione della nuova

disciplina.

7. La legge comunitaria provvede in ogni caso, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, lettera c), ove

l'attuazione delle direttive comporti:

a) l'istituzione di nuovi organi o strutture amministrative;

b) la previsione di nuove spese o minori entrate.

8. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione, gli atti

normativi di cui al presente articolo possono essere adottati nelle materie di competenza legislativa

delle regioni e delle province autonome al fine di porre rimedio all'eventuale inerzia dei suddetti

enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In tale caso, gli atti normativi statali adottati si

applicano, per le regioni e le province autonome nelle quali non sia ancora in vigore la propria

normativa di attuazione, a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l'attuazione della

rispettiva normativa comunitaria, perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore della

normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma e recano l'esplicita indicazione

della natura sostitutiva del potere esercitato e del carattere cedevole delle disposizioni in essi

contenute. I predetti atti normativi sono sottoposti al preventivo esame della Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

12. Attuazione delle modifiche alle direttive comunitarie recepite in via regolamentare.

1. Fermo quanto previsto dall'articolo 13, la legge comunitaria può disporre che, all'attuazione di

ciascuna modifica delle direttive da attuare mediante regolamento ai sensi dell'articolo 11, si

provveda con la procedura di cui al comma 2 del medesimo articolo 11.

13. Adeguamenti tecnici.

1. Alle norme comunitarie non autonomamente applicabili, che modificano modalità esecutive e

caratteristiche di ordine tecnico di direttive già recepite nell'ordinamento nazionale, è data

attuazione, nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, con decreto del

Ministro competente per materia, che ne dà tempestiva comunicazione alla Presidenza del Consiglio

dei Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie.

2. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione, i

provvedimenti di cui al presente articolo possono essere adottati nelle materie di competenza

legislativa delle regioni e delle province autonome al fine di porre rimedio all'eventuale inerzia dei

suddetti enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In tale caso, i provvedimenti statali adottati si

applicano, per le regioni e le province autonome nelle quali non sia ancora in vigore la propria

normativa di attuazione, a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l'attuazione della

rispettiva normativa comunitaria e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore della

normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma. I provvedimenti recano

l'esplicita indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato e del carattere cedevole delle

disposizioni in essi contenute.

14. Decisioni delle Comunità europee.

1. A seguito della notificazione di decisioni adottate dal Consiglio o dalla Commissione delle

Comunità europee, destinate alla Repubblica italiana, che rivestono particolare importanza per gli

interessi nazionali o comportano rilevanti oneri di esecuzione, il Ministro per le politiche

comunitarie, consultati il Ministro degli affari esteri e i Ministri interessati e d'intesa con essi, ne

riferisce al Consiglio dei Ministri.

2. Il Consiglio dei Ministri, se non delibera l'eventuale impugnazione della decisione, emana le

direttive opportune per l'esecuzione della decisione a cura delle autorità competenti.

3. Se l'esecuzione della decisione investe le competenze di una regione o di una provincia

autonoma, il presidente della regione o della provincia autonoma interessata interviene alla riunione

del Consiglio dei Ministri, con voto consultivo, salvo quanto previsto dagli statuti speciali.

4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie trasmette il testo

delle decisioni adottate dal Consiglio o dalla Commissione delle Comunità europee alle Camere per

la formulazione di eventuali osservazioni e atti di indirizzo ai fini della loro esecuzione. Nelle

materie di competenza delle regioni e delle province autonome le stesse decisioni sono trasmesse

altresì agli enti interessati per il tramite della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle

province autonome di Trento e di Bolzano e della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei

Consigli regionali e delle province autonome, per la formulazione di eventuali osservazioni.

15. Relazione annuale al Parlamento.

1. Entro il 31 gennaio di ogni anno il Governo presenta al Parlamento una relazione sui seguenti

temi:

a) gli sviluppi del processo di integrazione europea, con particolare riferimento alle attività del

Consiglio europeo e del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, alle questioni istituzionali, alle

relazioni esterne dell'Unione europea, alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari

interni e agli orientamenti generali delle politiche dell'Unione;

b) la partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario con l'esposizione dei princìpi e

delle linee caratterizzanti della politica italiana nei lavori preparatori in vista dell'emanazione degli

atti normativi comunitari e, in particolare, degli indirizzi del Governo su ciascuna politica

comunitaria, sui gruppi di atti normativi riguardanti la stessa materia e su singoli atti normativi che

rivestono rilievo di politica generale;

c) l'attuazione in Italia delle politiche di coesione economica e sociale, l'andamento dei flussi

finanziari verso l'Italia e la loro utilizzazione, con riferimento anche alle relazioni della Corte dei

conti delle Comunità europee per ciò che concerne l'Italia;

d) i pareri, le osservazioni e gli atti di indirizzo delle Camere, nonché le osservazioni della

Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, della

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano e della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province

autonome, con l'indicazione delle iniziative assunte e dei provvedimenti conseguentemente adottati;

e) l'elenco e i motivi delle impugnazioni di cui all'articolo 14, comma 2.

2. Nella relazione di cui al comma 1 sono chiaramente distinti i resoconti delle attività svolte e gli

orientamenti che il Governo intende assumere per l'anno in corso.

15-bis. Informazione al Parlamento su procedure giurisdizionali e di pre-contenzioso riguardanti

l'Italia.

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche europee, sulla base delle

informazioni ricevute dalle amministrazioni competenti, trasmette ogni sei mesi alle Camere e alla

Corte dei conti un elenco, articolato per settore e materia:

a) delle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee e degli altri organi giurisdizionali

dell'Unione europea relative a giudizi di cui l'Italia sia stata parte o che abbiano rilevanti

conseguenze per l'ordinamento italiano;

b) dei rinvii pregiudiziali disposti ai sensi dell'articolo 234 del Trattato istitutivo della Comunità

europea o dell'articolo 35 del Trattato sull'Unione europea da organi giurisdizionali italiani;

c) delle procedure di infrazione avviate nei confronti dell'Italia ai sensi degli articoli 226 e 228 del

Trattato istitutivo della Comunità europea, con informazioni sintetiche sull'oggetto e sullo stato del

procedimento nonché sulla natura delle eventuali violazioni contestate all'Italia;

d) dei procedimenti di indagine formale avviati dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia

ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del Trattato istitutivo della Comunità europea.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le politiche europee,

trasmette ogni sei mesi alle Camere e alla Corte dei conti informazioni sulle eventuali conseguenze

di carattere finanziario degli atti e delle procedure di cui al comma 1.

3. Nei casi di particolare rilievo o urgenza o su richiesta di una delle due Camere, il Presidente del

Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche europee trasmette alle Camere, in relazione a

specifici atti o procedure, informazioni sulle attività e sugli orientamenti che il Governo intende

assumere e una valutazione dell'impatto sull'ordinamento (4).

(4) Articolo aggiunto dall'art. 7, L. 6 febbraio 2007, n. 13 - Legge comunitaria 2006.

15-ter. Relazione trimestrale al Parlamento sui flussi finanziari con l'Unione europea.

1. Il Governo presenta ogni tre mesi alle Camere una relazione sull'andamento dei flussi finanziari

tra l'Italia e l'Unione europea. La relazione contiene un'indicazione dei flussi finanziari ripartiti per

ciascuna rubrica e sottorubrica contemplata dal quadro finanziario pluriennale di riferimento

dell'Unione europea. Per ciascuna rubrica e sottorubrica sono riportati la distribuzione e lo stato di

utilizzo delle risorse erogate dal bilancio dell'Unione europea in relazione agli enti competenti e alle

aree geografiche rilevanti (5).

(5) Articolo aggiunto dall'art. 7, L. 6 febbraio 2007, n. 13 - Legge comunitaria 2006.

16. Attuazione delle direttive comunitarie da parte delle regioni e delle province autonome.

1. Le regioni e le province autonome, nelle materie di propria competenza, possono dare immediata

attuazione alle direttive comunitarie. Nelle materie di competenza concorrente la legge comunitaria

indica i princìpi fondamentali non derogabili dalla legge regionale o provinciale sopravvenuta e

prevalenti sulle contrarie disposizioni eventualmente già emanate dalle regioni e dalle province

autonome.

2. I provvedimenti adottati dalle regioni e dalle province autonome per dare attuazione alle direttive

comunitarie, nelle materie di propria competenza legislativa, devono recare nel titolo il numero

identificativo della direttiva attuata e devono essere immediatamente trasmessi in copia conforme

alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie.

3. Ai fini di cui all'articolo 117, quinto comma, della Costituzione, le disposizioni legislative

adottate dallo Stato per l'adempimento degli obblighi comunitari, nelle materie di competenza

legislativa delle regioni e delle province autonome, si applicano, per le regioni e le province

autonome, alle condizioni e secondo la procedura di cui all'articolo 11, comma 8, secondo periodo.

4. Nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, cui hanno riguardo le

direttive, il Governo indica i criteri e formula le direttive ai quali si devono attenere le regioni e le

province autonome ai fini del soddisfacimento di esigenze di carattere unitario, del perseguimento

degli obiettivi della programmazione economica e del rispetto degli impegni derivanti dagli

obblighi internazionali. Detta funzione, fuori dai casi in cui sia esercitata con legge o con atto

avente forza di legge o, sulla base della legge comunitaria, con i regolamenti previsti dall'articolo

11, è esercitata mediante deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del

Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie, d'intesa con i Ministri competenti

secondo le modalità di cui all'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

17. Sessione comunitaria della Conferenza Stato-regioni.

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri convoca almeno ogni sei mesi, o anche su richiesta delle

regioni e delle province autonome, una sessione speciale della Conferenza permanente per i rapporti

tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dedicata alla trattazione degli

aspetti delle politiche comunitarie di interesse regionale e provinciale. Il Governo informa

tempestivamente le Camere sui risultati emersi da tale sessione.

2. La Conferenza, in particolare, esprime parere:

a) sugli indirizzi generali relativi all'elaborazione e all'attuazione degli atti comunitari che

riguardano le competenze regionali;

b) sui criteri e le modalità per conformare l'esercizio delle funzioni regionali all'osservanza e

all'adempimento degli obblighi di cui all'articolo 1, comma 1;

c) sullo schema del disegno di legge di cui all'articolo 8 sulla base di quanto previsto dall'articolo 5,

comma 1, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.

3. Il Ministro per le politiche comunitarie riferisce al Comitato interministeriale per la

programmazione economica per gli aspetti di competenza di cui all'articolo 2 della legge 16 aprile

1987, n. 183.

18. Sessione comunitaria della Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie convoca almeno

una volta l'anno, o anche su richiesta delle associazioni rappresentative degli enti locali ovvero degli

enti locali interessati, una sessione speciale della Conferenza Stato-città ed autonomie locali,


PAGINE

15

PESO

98.99 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale della legge n. 11 del 2005 recante disposizione in tema di partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e all'esecuzione degli obblighi comunitari.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto costituzionale

Giustizia costituzionale in Argentina
Dispensa
Giustizia costituzionale spagnola
Dispensa
Abolizione pena di morte
Dispensa
Ammissione Referendum abrogativo- C. Cost. n. 16/78
Dispensa