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pericolosità a breve termine o immediata

(vulcani in attività semipersistente - Etna, Kilauea, Piton de la

Fournaise, Sakurajima, Asama, Stromboli, Sangay, Arenal, ecc.-)

l'evento atteso è abbastanza ben definito

possibili previsioni "empiriche" basate sulla ripetitività del fenomeno

tutti i successi nella previsione sono stati ottenuti finora su vulcani di questo tipo

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cercare di prevedere "quando" l'eruzione avrà luogo e, in molti

casi, "dove".

valutazione della pericolosità intesa in senso "dinamico", mirata

alla previsione, in corso di eruzione e in continuo aggiornamento,

delle aree nelle quali è atteso il danno.

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pericolosità a lungo termine o potenziale

(vulcani quiescenti – Vesuvio, Vulcano, Campi Flegrei, Ischia,

ecc.-)

l'evento atteso non è ben definito

nella loro storia eruzioni con esplosività, intensità, magnitudo molto variabili

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opportuno basare la valutazione della pericolosità su parametri

quali la frequenza eruttiva

l'intensità massima

l'intensità corrispondente a un certo periodo di ritorno

per quanto ben studiata, la storia di un vulcano non consente di ricavare leggi

magnitudo-frequenza statisticamente affidabili

e' all'ottenimento di una legge di questo tipo che devono tendere le ricerche sui

vulcani, con la complicazione che non esiste un unico parametro che possa esprimere

la pericolosita' di un'eruzione

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Mitigazione del rischio

(1) cioe' la indicazione del tempo e del luogo di

Previsione dell'eruzione,

accadimento dell'evento. Presupposto indispensabile e' l'esistenza di un

sistema strumentale di monitoraggio.

(2) (sequenze temporali dei fenomeni

Definizione dei possibili scenari eruttivi

possibili, della loro intensità, della loro estensione areale) e della loro

probabilita' d'occorrenza.

(3) dai diversi fenomeni

Delimitazione delle zone potenzialmente minacciate

pericolosi connessi ai possibili scenari, e del diverso grado di minaccia.

della pericolosita'

zonazione

Le operazioni (2) e (3) dovrebbero portare alla

vulcanica attraverso la stesura di carte tematiche che devono essere il punto di partenza per

qualsiasi politica di prevenzione e di mitigazione dei danni provocati dalle eruzioni vulcaniche.

(4) Censimento del valore danneggiabile dall'eruzione e valutazione della

nei diversi possibili scenari.

sua vulnerabilita'

(5) Preparazione di piani di protezione civile

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Il monitoraggio vulcanico e la previsione delle eruzioni

Il passaggio da uno stato di quiescenza ad uno eruttivo implica la migrazione di

magma verso la superficie. Il magma esercita una spinta sulle rocce entro le quali

si sta aprendo il cammino, le solleva inarcandole e le frattura. Lungo le fratture i

gas vulcanici sfuggono verso la superficie

superficie del spostamento

vulcano dopo il dei caposaldi

sollevamento

punto

stabile fratturazione

superficie del e terremoti

vulcano prima

del sollevamento

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Ogni eruzione vulcanica dovrebbe quindi essere preceduta e

preannunziata da una serie più o meno complessa di

fenomeni precursori

monitoraggio dei vulcani

(impropriamente "sorveglianza") osservazioni e misure eseguite per

documentare i cambiamenti che si verificano nello stato di un vulcano

che possono essere utilizzati come fenomeni precursori.

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Monitoraggio geofisico: 1 Deformazioni del suolo

In linea di principio, il sollevamento del suolo eventualmente indotto dalla risalita del magma e' il

risultato di un rigonfiamento localizzato e comporta quindi un aumento della pendenza del vulcano.

1.1 - (o tiltmetria) misura in continuo (a meno di un

clinometria

microradiante 0.000006°) i cambiamenti degli angoli di pendio.

~

1.2 - e' utilizzata per misurare, attraverso

livellazione di precisione

campagne periodiche su reti di caposaldi opportunamente stabilite, gli

spostamenti verticali dei caposaldi.

1.3 - - i cambiamenti nella distanza sull'orizzontale tra

distanziometria

caposaldi opportunamente fissati vengono misurati con strumenti

portatili a laser od a raggi infrarossi di grande precisione (EDM =

electronic distance measurement). Lo sviluppo di reti satellitarie

permette anche l'impiego di reti GPS (global positioning systems).

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I tiltmetri erano

ubicati sul fondo

della caldera,

presso il bordo

occidentale (in

basso a sinistra

nella foto).

4 Febbraio 1985

le spettacolari eruzioni del Pu`u

`O`o (rift valley orientale del

Kilauea, Hawaii, 1983 – 1986)

furono accompagnate da

significative variazioni di dodici mesi di registrazioni di un tiltmetro

inclinazioni di pendio (tilt) sulla (“Uwekahuna”) ubicato sul ordo della caldera.

sommita’ del vulcano, circa 20

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km lontano dalla bocca Un distanziometro elettronico (EDM) trasmette e

riceve un segnale elettronico. La sfasatura di

lunghezza d’onda del segnale di ritorno e’

funzione della distanza dal riflettore

St. Helens

Eruzione Eruzione Eruzione

Maggio

Aprile

1982

anno

Mauna Loa

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interferometria radar Il satellite invia segnali radar al

suolo e misura il tempo che i

segnali impiegano a ritornare. Dal

confronto tra i tempi di due

passaggi segnali si riconosce

l’eventuale variazione della

distanza e quindi il sollevamento o

l’abbassamento del punto

considerato.

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I quattro vulcani individuati come attivi: a: Hualca, Perù meridionale; b:

Uturuncu, Bolivia (in sollevamento di 1-2 cmm/anno); c: “Lazufre area”, tra

i vulcani Lastarria e Cordon del Azufre, tra Cile e Argentina ; d: Robledo

caldera, Argentina (in deflazione).

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Monitoraggio geofisico: 2. Sismicità

Muovendosi verso la superficie il magma si fa spazio fratturando e spostando

le rocce solide che lo circondano. Queste fratture e questi spostamenti

producono delle onde sismiche che si trasmettono attraverso la porzione solida

del vulcano e possono venire raccolte da sensori (sismometri, accelerometri)

posti sulla superficie e, convertiti in segnali elettronici, registrate da sismografi

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vibrazione continua a BFin relazione diretta con il movimento del magma

tremore

sisma a bassa frequenza

onde di frequenza

inferiore ai 10 Hz, con

fasi P e S mal definite

(difficiele localizzazione)

precedono di poco ed

accompagnano le

eruzioni e dovrebbero

rivelare deformazioni

interne ad una massa

semirigida ad alta

temperatura sisma ad alta frequenza

onde di frequenza superiore ai 10 Hz, con fasi sisma superficiale

P (primaria) e S (secondaria) ben definite e con esplosioni gassose, frane,

inizio netto. Questi sismi dovrebbero rivelare la

fratturazione del mezzo rigido e freddo,

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incassante la massa magmatica Spurr, Alaska

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PAGINE

35

PESO

1.39 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Fondamenti di Scienze della Terra a cura del Prof. Roberto Santacroce, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: le eruzioni vulcaniche; valutazione della pericolosità e del rischio vulcanico; la mitigazione del rischio, il monitoraggio vulcanico e la prevenzione delle eruzioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie per l'ambiente (Facoltà di Agraria, di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze della terra e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Santacroce Roberto.

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