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Equo processo - ord. C.Strasburgo 2000 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza del 2000 della Corte di Strasburgo in cui viene respinta la domanda... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale Avanzato docente Prof. F. Cerrone

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composta dai signori G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, J.C. Moitinho de Almeida, D.A.O. Edward, presidenti di sezione, P.J.G. Kapteyn, J.-P.

Puissochet, G. Hirsch, P. Jann, H. Ragnemalm e M. Wathelet (relatore), giudici,

avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer

cancelliere: R. Grass

sentito l'avvocato generale,

ha emesso la seguente Ordinanza

1 Con lettera 11 giugno 1999, inviata alla cancelleria della Corte, l'Emesa Sugar (Free Zone) NV (in prosieguo: l'«Emesa») ha chiesto di depositare

osservazioni scritte in seguito alla presentazione, all'udienza del 1 giugno scorso, delle conclusioni dell'avvocato generale. Con lettera in pari data il

governo di Aruba si è associato a tale domanda.

2 Va rilevato che lo Statuto CE della Corte di giustizia e il regolamento di procedura della stessa non prevedono, per le parti, la possibilità di

depositare osservazioni in risposta alle conclusioni presentate dall'avvocato generale.

3 Tuttavia l'Emesa si richiama alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo relativa alla portata dell'art. 6, n. 1, della Convenzione

sulla salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (in prosieguo: la «CEDU»), in particolare alla sentenza 20 febbraio 1996,

Vermeulen/Belgio (Recueil des arrêts et décisions, 1996, I, pag. 224).

4 L'art. 6, n. 1, della CEDU stabilisce quanto segue:

«Ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per

legge, ai fini della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga

rivolta».

5 Nella citata sentenza Vermeulen/Belgio la Corte europea dei diritti dell'uomo, dopo aver osservato che il compito principale del pubblico ministero

presso la Cour de cassation (Belgio) «tanto in udienza quanto in sede di decisione, è quello di assistere la Corte di cassazione e di vigilare sulla tutela

dell'unità della giurisprudenza» (§ 29), «osservando la più rigorosa obiettività» (§ 30), ha ritenuto «di dover attribuire grande importanza al ruolo

effettivamente svolto nel procedimento dal membro dell'ufficio del pubblico ministero e, specificamente, al contenuto e alle conseguenze delle

conclusioni dallo stesso presentate. Tali conclusioni contengono un parere la cui autorità è mutuata da quella del pubblico ministero stesso [nella

versione inglese della sentenza: 'procureur general's department']. Questo parere, oggettivo e motivato in diritto, mira anch'esso ad ispirare e, di

conseguenza, ad influenzare la Corte di cassazione» (§ 31).

6 Essa ha dichiarato che «l'impossibilità per l'interessato di replicare al suddetto parere prima della conclusione dell'udienza viola il diritto ad un

processo contraddittorio. Tale diritto implica, in via di principio, la facoltà per le parti di un processo penale o civile di venire a conoscenza di tutti i

documenti e di tutte le osservazioni presentate al giudice, anche da un magistrato indipendente [nella versione francese della sentenza: "magistrat

indépendant"; nella versione inglese della sentenza: "independent member of the national legal service"] per influenzarne la decisione, nonché di

discuterla». Di conseguenza, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha osservato che tale circostanza configurava di per sé una violazione dell'art. 6, n.

1 della CEDU (§ 33) (v. altresì, nello stesso senso, sentenze 20 febbraio 1996, Lobo Machado/Portogallo, Recueil des arrêts et décisions 1996-I, pag.

195, § 28-31; 25 giugno 1997, Van Orshoven/Belgio, Recueil des arrêts et décisions 1997-III, pag. 1040, § 38-41; 27 marzo 1998, J.J./Paesi Bassi,

Recueil des arrêts et décisions 1998-II, pag. 604, § 42 e 43, e K.D.B./Paesi Bassi, Recueil des arrêts et décisions 1998-II, pag. 621, § 43 e 44).

7 Secondo l'Emesa questa giurisprudenza si applica alle conclusioni presentate dall'avvocato generale alla Corte, alle quali pertanto essa chiede di

replicare.

8 Va ricordato in primo luogo che, secondo costante giurisprudenza, i diritti fondamentali fanno parte integrante dei principi generali del diritto dei

quali la Corte garantisce l'osservanza (v., in particolare, parere 28 marzo 1996, n. 2/94, Racc. pag. I-1759, punto 33). A tal fine la Corte si ispira alle

tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e alle indicazioni fornite dagli atti internazionali relativi alla tutela dei diritti dell'uomo a cui gli

Stati membri hanno cooperato e aderito. La CEDU riveste, al riguardo, un significato particolare (v., in particolare, sentenza 18 giugno 1991, causa C-

260/89, Ert, Racc. pag. I-2925, punto 41).

9 Questi principi sono poi stati ripresi nell'art. 6, n. 2, UE, ai sensi del quale «[l]'Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quali risultano dalle

tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario». Ai sensi dell'art. 46, lett. d), UE, la Corte

vigila sull'applicazione di tale disposizione «per quanto riguarda l'attività delle istituzioni, nella misura in cui [essa] sia competente a norma dei

trattati che istituiscono le Comunità europee e a norma del trattato sull'Unione europea».

10 Occorre inoltre ricordare lo status e il ruolo dell'avvocato generale nell'ordinamento giudiziario definito dal Trattato CE e dallo Statuto CE della

Corte di giustizia e precisato dal regolamento di procedura di quest'ultima.

11 Ai sensi degli artt. 221 CE e 222 CE la Corte di giustizia è composta di giudici ed assistita da avvocati generali. L'art. 223 CE stabilisce modalità e

procedure di nomina identiche per gli uni e per gli altri. Inoltre, dal titolo I dello Statuto CE della Corte di giustizia, che ha un valore giuridico pari a

quello del Trattato stesso, risulta chiaramente che gli avvocati generali hanno lo stesso status dei giudici, in particolare per quanto riguarda l'immunità

e le cause di ricusazione, garantendo loro piena imparzialità e indipendenza.

12 Del resto gli avvocati generali, tra i quali non esiste alcun vincolo di subordinazione, non sono né una magistratura requirente né un ufficio di

pubblico ministero e non dipendono da alcuna autorità, a differenza di quanto avviene nell'ordinamento giudiziario di taluni Stati membri.

Nell'esercizio delle loro funzioni essi non perseguono la difesa di alcun tipo di interesse.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza del 2000 della Corte di Strasburgo in cui viene respinta la domanda di deposito di osservazioni in risposta alle conclusioni dell'Avvocato generale dei diritti fondamentali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cerrone Francesco.

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