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ESTRATTO DOCUMENTO

L. 23-12-2000 n. 388

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria

2001).

53. Regole di bilancio per le regioni, le province e i comuni

23. Gli enti locali con popolazione inferiore a cinquemila abitanti fatta salva l'ipotesi di cui

all'articolo 97, comma 4, lettera d), del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,

approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche al fine di operare un contenimento

della spesa, possono adottare disposizioni regolamentari organizzative, se necessario anche in

deroga a quanto disposto all'articolo 3, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.

29, e successive modificazioni, e all'articolo 107 del predetto testo unico delle leggi

sull'ordinamento degli enti locali, attribuendo ai componenti dell'organo esecutivo la responsabilità

degli uffici e dei servizi ed il potere di adottare atti anche di natura tecnica gestionale. Il

contenimento della spesa deve essere documentato ogni anno, con apposita deliberazione, in sede di

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approvazione del bilancio . D.Lgs. 18-8-2000 n. 267

Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

6. Statuti comunali e provinciali.

2. Lo statuto, nell'àmbito dei princìpi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme

fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le

forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza

legale dell'ente, anche in giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di

organizzazione dell'ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione

popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti

amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico.

88. Disciplina applicabile agli uffici ed al personale degli enti locali.

1. All'ordinamento degli uffici e del personale degli enti locali, ivi compresi i dirigenti ed i segretari

comunali e provinciali, si applicano le disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e

successive modificazioni ed integrazioni, e le altre disposizioni di legge in materia di

organizzazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni nonché quelle contenute nel presente testo

unico.

89. Fonti.

1. Gli enti locali disciplinano, con propri regolamenti, in conformità allo statuto, l'ordinamento

generale degli uffici e dei servizi, in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di

gestione e secondo princìpi di professionalità e responsabilità.

2. La potestà regolamentare degli enti locali si esercita, tenendo conto di quanto demandato alla

contrattazione collettiva nazionale, nelle seguenti materie:

a) responsabilità giuridiche attinenti ai singoli operatori nell'espletamento delle procedure

amministrative;

b) organi, uffici, modi di conferimento della titolarità dei medesimi;

c) princìpi fondamentali di organizzazione degli uffici;

d) procedimenti di selezione per l'accesso al lavoro e di avviamento al lavoro;

e) ruoli, dotazioni organiche e loro consistenza complessiva;

f) garanzia della libertà di insegnamento ed autonomia professionale nello svolgimento

dell'attività didattica, scientifica e di ricerca;

g) disciplina della responsabilità e delle incompatibilità tra impiego nelle pubbliche

amministrazioni ed altre attività e casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici.

3. I regolamenti di cui al comma 1, nella definizione delle procedure per le assunzioni, fanno

riferimento ai princìpi fissati dall'articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e

successive modificazioni ed integrazioni.

4. In mancanza di disciplina regolamentare sull'ordinamento degli uffici e dei servizi o per la parte

non disciplinata dalla stessa, si applica la procedura di reclutamento prevista dal decreto del

Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

5. Gli enti locali, nel rispetto dei princìpi fissati dal presente testo unico, provvedono alla

rideterminazione delle proprie dotazioni organiche, nonché all'organizzazione e gestione del

personale nell'àmbito della propria autonomia normativa ed organizzativa con i soli limiti derivanti

dalle proprie capacità di bilancio e dalle esigenze di esercizio delle funzioni, dei servizi e dei

compiti loro attribuiti. Restano salve le disposizioni dettate dalla normativa concernente gli enti

locali dissestati e strutturalmente deficitari.

6. Nell'àmbito delle leggi, nonché dei regolamenti di cui al comma 1, le determinazioni per

l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dai

(161)

soggetti preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro .

90. Uffici di supporto agli organi di direzione politica.

1. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici

posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente della provincia, della Giunta o degli

assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti

da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da

collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica

amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni.

2. Al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il

contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.

3. Con provvedimento motivato della Giunta, al personale di cui al comma 2 il trattamento

economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento

comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità

della prestazione individuale Capo III - Dirigenza ed incarichi

107. Funzioni e responsabilità della dirigenza.

1. Spetta ai dirigenti la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli

statuti e dai regolamenti. Questi si uniformano al principio per cui i poteri di indirizzo e di controllo

politico-amministrativo spettano agli organi di governo, mentre la gestione amministrativa,

finanziaria e tecnica è attribuita ai dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione

delle risorse umane, strumentali e di controllo.

2. Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi

che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo

statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo

dell'ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente

agli articoli 97 e 108.

3. Sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con

gli atti di indirizzo adottati dai medesimi organi, tra i quali in particolare, secondo le modalità

stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:

a) la presidenza delle commissioni di gara e di concorso;

b) la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso;

c) la stipulazione dei contratti;

d) gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa;


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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