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V4

DI aVR V1

DII aVL V5

V2

aVF

DII V3 V6

Ritmo sinusale con BAV di I grado: Onde P regolari seguite da QRS regolari; intervallo P-R=0.32 sec.

Blocco AV di secondo grado tipo Mobitz I: Progressivo allungamento dell’intervallo PR; la quarta e la

nona P non sono condotte ai ventricoli.

Blocco AV di secondo grado tipo Mobitz II: PR costante lungo la maggior parte della striscia; la terza e

la quindicesima P non sono condotte ai ventricoli.

Blocco AV di secondo grado tipo Mobitz II, con rapporto di conduzione 3:1: onde P regolari e

identiche; solo ogni terza P viene condotta ai ventricoli.

BAV completo con ritmo di scappamento ventricolare: onde P regolari e identiche; complessi QRS

larghi, regolari, a frequenza 36 b/m.

Quando la frequenza ventricolare è tanto bassa da non essere compatibile con la vita, è necessario

intervenire con l’impianto di un pace-maker.

Si tratta di un dispositivo in grado di emettere impulsi elettrici, che vengono trasmessi al cuore attraverso

uno o più elettrocateteri, che vengono introdotti e posizionati nelle cavità cardiache destre attraverso una

vena degli arti superiori (succlavia o cefalica).

B ELETTROCATETERE

A

T

T

E

R

I

A

ALIMENTAZIONE

TESSUTO

MIOCARDICO

Il pace-maker viene alloggiato in una tasca sottocutanea che si crea al di sotto della clavicola, scollando il

sottocute dalla fascia che riveste il muscolo pettorale, e viene collegato agli elettrocateteri ce sono stati

introdotti per via venosa nelle cavità cardiache destre. Dopo l’impianto la cute viene suturata e l’impianto

timane interno.

L’insieme del pace-maker, dell’elettrocatetere e del tessuto miocardico a contatto con la punta

dell’elettrocatetere costituisce il circuito di stimolazione.

ALTERAZIONI DEL TRATTO ST

Sopraslivellamento del tratto ST PERICARDITE

CARDIOPATIA ISCHEMICA

Diagnosi differenziale del sopraslivellamento del tratto ST

Infarto Miocardico Q o transmurale

Evoluzione elettrocardiografica dell’infarto miocardico transmurale

• FASE ACUTA: sopraslivellamento ST

• FASE SUBACUTA: onda T negativa, inizio abbassamento QRS, comparsa onda Q

• FASE CRONICA: ST normale, persistenza onda Q

Infarto Miocardico non Q o non transmurale

Sede dell’infarto e modificazioni ECGrafiche

ARITMIE

Classificazionedelle aritmie cardiache

In base alla frequenza

Tachiaritmie, a frequenza maggiore di 100 b/min

Bradiaritmie, a frequenza minore a 50 b/min

In base alla sede

Sopraventricolari, quando originano al di sopra del fascio di His (atriali e nodali)

Ventricolari, quando iniziano dal fascio di His o al di sotto

Ritmi sopraventricolari

ANOMALIE DEL RITMO: Bradicardia sinusale, Tachicardia sinusale, Aritmia sinusale, Ritmo del seno

coronarico, Segnapassi migrante (wandering pace-maker)

TACHIARITMIE: Extrasistoli, Tachicardia parossistica atriale, Tachicardia atriale multifocale (come il

wandering PM ma a frequenza elevata), Flutter atriale, Fibrillazione atriale

BRADIARITMIE: Ritmo giunzionale

Extrasistoli Atriali

Battiti anticipati rispetto a quelli normali, che originano dal miocardio atriale. Sono preceduti da un’onda

P di morfologia differente da quella sinusale. Il complesso QRS ha una morfologia normale.

Sono seguiti da pausa “decalante” (l’intervallo tra l’extrasistole ed il battito normale successivo è uguale

ad un intervallo R-R normale)

Quando sono molto anticipati ed il nodo A-V è ancora refrattario, non vengono condotti ai ventricoli, per

cui all’ECG si vede un’onda P anticipata, di morfologia differente da quella sinusale, non seguita dal

QRS (“extrasistoli atriali bloccate”).

Extrasistoli Giunzionali

Battiti anticipati rispetto a quelli normali, che originano dal nodo A-V o dal fascio di His. Possono essere

senza onda P, oppure l’onda P può essere prima o dopo; se è dopo è negativa in D2 e positiva in aVR in

quanto è espressione di un’attivazione atriale retrograda (che parte del nodo AV). Il QRS è di morfologia

normale. Sono seguiti da pausa “decalante” (l’intervallo tra l’extrasistole ed il battito normale successivo

è uguale ad un intervallo R-R normale).

Aritmie sopraventricolari

Extrasistoli sopraventricolari

Battiti prematuri con P differente da quella sinusale EXTRASISTOLI ATRIALI

Battiti prematuri senza P e con QRS ampi e bizzarri EXTRASISTOLI VENTRICOLARI

Battiti ritardati, senza P e con QRS uguale a quello sinusale SCAPPAMENTI GIUNZIONALI

Battito prematuro senza P e con QRS uguale a quello sinuale EXTRASISTOLE GIUNZIONALE

Onda P negativa in II, III e aVF, intervallo PR e F.C. normali: RITMO ATRIALE BASSO

Assenza di onde P, complessi QRS stretti e regolari, F.C. circa 43: RITMO GIUNZIONALE

Complessi QRS regolari e stretti, F.C. circa 40, onde P negative che seguono i QRS: RITMO

GIUNZIONALE BASSO

Onde P di morfologie differenti, intervalli PP e PR variabili: WANDERING PACEMAKER

Meccanismi delle aritmie

RIENTRO: è il meccanismo alla base dell’80-90% delle aritmie. Può essere determinato da cicatrici

(post-infarto, post-chirurgia) o da vie anatomiche precostituite (doppia via nodale, preeccitazione

ventricolare), o può essere funzionale (microcircuiti multipli).

ESALTATO AUTOMATISMO: è un meccanismo determinato dall’accelerazione della fase 4 del

potenziale d’azione, che raggiunge spontaneamente il potenziale soglia (tipico delle aritmie ventricolare

nelle prime 24-48 h dell’infarto miocardico acuto).

Meccanismo del rientro

PERCHE’ INIZI E SI MANTENGA UN RITMO DA RIENTRO SONO NECESSARIE TRE

CONDIZIONI:

1. Presenza di almeno due vie funzionalmente distinte unite in sede prossimale e distale a formare un

circuito di conduzione chiuso

2. La presenza di un blocco unidirezionale in una delle due vie

3. Una conduzione lenta nella via non bloccata, con tempo di conduzione superiore al periodo

refrattario della via bloccata, in modo da permettere a quest’ultima il ripristino della conduzione

Meccanismi delle aritmie sopraventricolari

Il meccanismo del RIENTRO a livello sopraventricolare si può verificare: Nel nodo A-V, Nel nodo

senoatriale, Intraatriale e Atrioventricolare

AUTOMATICHE

La tachicardia da rientro nel nodo A-V è caratterizzata da complessi QRS stretti, intervallo RR regolare,

e onda P non visibile sull’ECG o attaccata alla fine del QRS.

La TACHICARDIA ATRIALE MULTIFOCALE è un’aritmia da esaltato automatismo. E’ caratterizzata

da onde P di morfologie differenti, intervalli PP e PR variabili, F.C. superiore a100 b/min

La TACHICARDIA PAROSSISTICA ATRIALE può essere determinata da rientro o da esdaltato

automatismo; è caratterizzata da frequenza atriale superiore a 200 b/min (in questo caso 215 b/min) e

frequenza ventricolare variabile, in quanto dipende dal grado di blocco esercitato dal nodo A-V (in questo

caso 63 b/min con bav variabile)

FLUTTER ATRIALE

E’ un’aritmia determinata da un macrorientro nell’atrio destro, che coinvolge le regioni posterobasale

vicino all’anello della tricuspide e posterosettale vicino allo sbocco del seno coronarico, il setto

interatriale, la porzione laterale alta e la crista terminalis, verso l’istmo tra la v. cava inferiore e la

tricuspide.

La frequenza atriale è intorno a 300 b/min, mentre quella ventricolare dipende dal grado di blocco

esercitato dal nodo A-V, che ha sempre una funzione protettiva, in quanto evita che frequenze molto

elevate si trasmettano ai ventricoli: il blocco di conduzione può essere 2:1 (ogni due onde atriali una viene

condotta ai ventricoli, che in questo caso avranno una frequenza di 150 b/min), 3:1 (ogni 3 onde atriali

una viene condotta ai ventricoli) e così via.

All’elettrocardiogramma saranno evidenti le onde di attivazione atriale, denominate onde F, che si

presentano regolari, con una frequenza di circa 300 b/min, senza isoelettrica tra l’una e l’altra; i complessi

QRS sono stretti, in quanto l’attivazione ventricolare inizia sempre dal nodo AV, con una frequenza che

dipende dal grado di blocco AV (in questo caso è 75 b/min, con un blocco AV 4:1). Gli intervalli R-R di

solito sono regolari perché il rapporto di conduzione A-V è costante.

FIBRILLAZIONE ATRIALE

E’ un’aritmia determinata da multipli microcircuiti di rientro.

E’ caratterizzata da un ritmo atriale irregolare e caotico, a frequenza molto elevata (circa 400 b/min); la

frequenza ventricolare dipende dal grado di blocco esercitato dal nodo A-V, che con la sua azione

protettiva evita che frequenze molto elevate si trasmettano ai ventricoli; il blocco A-V è molto variabile,

per cui si traduce in un ritmo ventricolare irregolare, con intervallic R-R (tra un QRS ed il successive)

molto variabili.

Dal punto di vista clinic l’aritmia determina sensazione di palpitazioni. Inoltre l’ettivazione atriale caotica

fa sì che glia tri non si contraggano, per cui il sangue tende a ristagnare nelle cavità atriali; in questa

aritmia, se non si fa un adeguato trattamento anticoagulante, è frequente all’interno dell’atrio la

formazione di trombi, che passando in ventricolo sinistro possono andare nella cirsolazione sistemica e

detrminare ictus cerebrali o altre complicanze trombotiche.

All’elettrocardiogramma è caratteristica l’assenza di attività atriale regolare, che è sostituita da

un’oscillazione piccola ed irregolare visibile solo in V1; i complessi QRS sono normali in quanto

l’attivazione dei ventricoli inizia sempre dal nodo A-V, e gli intervalli R-R sono irregolari, in seguito alla

variabilità del grado di blocco AV.

PREECCITAZIONE VENTRICOLARE

Basi anatomiche

La preeccitazione ventricolare (una volta definita sindrome di Wolf Parkinson White) è determinata dalla

presenza di connessioni accessorie atrio-ventricolari, che sono un residuo dello sviluppo fetale e sono


PAGINE

35

PESO

15.93 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento al corso di Malattie dell'apparato cardiovascolare, tenuto dalla Prof. ssa Valeria Calvi, nell'anno accademico 2012.
Il documento si occupa di elettrocardiografia e cause di morte improvvisa.
Tra gli argomenti affrontati: asse cardiaco, ritmo cardiaco, conduzione intraventricolare, pericardite, cardiopatia ischemica, infarto miocardico, aritmie, fibrillazioni, defibrillazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie dell'Apparato Cardiovascolare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Calvi Valeria.

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