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Come si registra l’EEG?

l’ordine di grandezza degli eventi registrati è 10-100

microvolt; l’EEG ha richiesto lo sviluppo di sistemi di

amplificazione

da 20 a 30 elettrodi sono posti simmetricamente sulle due

metà del capo

un sistema di commutatori permette di selezionare diverse

combinazioni di derivazioni tra gli elettrodi (montaggi)

nella modalità di registrazione abituale, bipolare, gli elettrodi

sono posti in serie lineari: trasversali (anteriore, media,

posteriore) e longitudinali (superiore e inferiore)

nella modalità monopolare ogni elettrodo è collegato a un

elettrodo di riferimento comune

Nella descrizione dell’attività EEG

devono essere considerati :

frequenza, morfologia, ampiezza,

quantità e persistenza, modalità di

comparsa, distribuzione topografica,

simmetria e reattività.

Attività: ogni onda EEG o una qualsiasi sequenza di

onde.

L’attività di fondo rappresenta la base da cui si

differenzia un certo quadro normale o patologico.

L’attività si può presentare in maniera continua ed

allora diventa un ritmo, in maniera occasionale e

sporadica cioè a intervalli di tempo incostanti,

oppure ad intervalli approssimativamente regolari

(attività periodiche) o anche in maniera parossistica.

I parossismi sono una serie di onde che appaiono e

spariscono improvvisamente, nettamente distinte

dall’attività di fondo.

Ritmo: un’attività consistente in onde con una

certa costanza di periodo e di forma (il periodo è

l’intervallo di tempo in millisecondi tra l’inizio e la

fine di un’onda; se l’onda è componente di un

ritmo, il periodo è il reciproco della frequenza)

Complesso: gruppo di due o più onde,

chiaramente distinguibili dall’attività di fondo,

che può apparire anche in maniera ricorrente

I complessi sono: complessi punta-onda, polipunta-onda, complessi K

(combinazione di punte al vertice e di attività sigma che appare in genere nel

sonno come risposta a stimoli improvvisi)

Esempio:

I complessi K sono grafoelementi (formazioni) elettroencefalografici di alto

voltaggio costituiti da un andamento dell'onda EEG caratterizzato da una

fase rapida negativa con fronte di risalita altrettanto rapido, seguito da una

fase positiva con declino più lento. Tale onda assume la forma della lettera

K ed è indicativa di stadio 2 del sonno

Nell’ EEG si osservano variazioni periodiche dei

potenziali registrati, dette ritmi, meglio

caratterizzati dalla frequenza che dall’ampiezza

8-14 Hz posteriore

veglia, normale

>/= 14 Hz anteriore

veglia, normale

4-7 Hz normale

in sonno leggero

< 4 Hz normale

sonno profondo

Frequenze alfa

� Regioni cerebrali posteriori

� È attività di fondo della veglia tranquilla

E' interrotto tipicamente dall’apertura degli occhi (“reazione d’arresto”) in modo

sincrono e simmetrico sulle derivazioni dei due lati

Frequenze beta

Regioni cerebrali anteriori e centrali; basso voltaggio

È aumentata da farmaci come bdz e barbiturici

 Esempio di EEG: normale,

α-rhythm.

adulto,

Attenuazione all’apertura

degli occhi.

Frequenze beta

Regioni cerebrali anteriori e

centrali

Basso voltaggio

È aumentata da farmaci come

bdz e barbiturici

Frequenze theta

Normale in bambini e durante

sonnolenza

� Altrimenti è espressione di un

disturbo lieve - moderato della

funzione cerebrale

Frequenze delta

� Neonati e durante sonno profondo

� Altrimenti riflette disturbo moderato-

grave della funzione cerebrale

MORFOLOGIA

Le singole figure elementari possono essere definite come una qualunque

transitoria differenza di potenziale registrabile all’EEG

Ciascun elemento ha una propria morfologia, in base alla quale viene

definito.

Si distinguono:

– onde sinusoidali, poichè hanno una forma a tipo sinusoide;

– onde aguzze o onde puntute, della durata tra 80 e 200 millisecondi.

Le onde aguzze (punte) al vertice sono associate a stimoli

 risveglianti.

Le onde puntute che compaiono in regione occipitale, usualmente

 associate alla visione, sono denominate onde lambda;

- Punte: onde a forma di punta di durata inferiore a 80 msec. Possono

essere positive (se si estrinsecano al di sotto della linea isoelettrica di

base), o negative (se si estrinsecano al di sopra della linea isoelettrica),

oppure difasiche, se lo stesso elemento si estrinseca nei due sensi;

– onde trifasiche, costituite da tre deflessioni che compaiono al di sopra e

al di sotto della linea di base.

reattività

La consiste nella modificazione del tracciato in risposta

ad afferenze estero e enterocettive, spontanee o provocate

(apertura degli occhi, stimolazione luminosa intermittente, rumori,

stimoli tattili, propriocettivi, ecc.)

Manovre di attivazione

il sonno, la privazione di sonno, l’iperpnea (HPN) e la

stimolazione luminosa intermittente (SLI) possono provocare la

comparsa di figure epilettiformi (assenti nell’EEG a riposo) e vengono

chiamate nel loro complesso manovre (prove) di attivazione; nell’

EEG di routine si esegue la prova dell’iperpnea (HPN) e la SLI,

l’iperventilazione, sopratutto nel bambino, tende a produrre ritmi più

lenti, più ampi e più regolari

la SLI può interrompere il ritmo alfa e determinare la comparsa di

potenziali posteriori, bilaterali simmetrici e sincroni che si ripetono al

ritmo della SLI (“trascinamento” fotico posteriore, bilaterale sincrono

e simmetrico ) EEG normale

EEG di un soggetto sano, adulto, vigile, in riposo sensoriale,

rilassato, con gli occhi chiusi presenta un’ attività di fondo in banda

alfa “spazializzata” che occupa i 2/3 posteriori del capo (regione

parieto-temporo-occipitale) bilaterale, simmetrica, sincrona e

stabile (le asimmetrie di frequenza sono sempre più significative

delle asimmetrie di ampiezza, fino al 50%)

i ritmi beta si registrano sulle regioni frontali e centrali

(“rolandiche”), i ritmi theta si possono osservare sulle regioni

temporali spesso frammisti all’alfa (ritmo theta frammisto bi-

temporale simmetrico)

si osserva la “reattività” del ritmo alfa che viene interrotto

dall’apertura degli occhi in modo sincrono e asimmetrico sui due

emisferi e sostituito bilateralmente da ritmi rapidi

Un EEG normale. Il soggetto è in uno stato di veglia rilassata; i

siti di registrazione sono indicati sulla sinistra. I primi secondi di

registrazione mostrano una normale attività alfa, che è più

accentuata nella regione occipitale. A circa metà della

registrazione il soggetto ha aperto gli occhi, sopprimendo il

ritmo alfa. L'apertura degli occhi è segnalata dagli ampi artefatti

nella traccia superiore (frecce), generati dal battito delle ciglia.

nello

EEG sviluppo

la maturazione delle strutture cerebrali si associa a una

modificazione progressiva dell’EEG

nel prematuro si registrano ritmi rapidi di bassa ampiezza

(non sincronizzati sui due emisferi)

nel neonato a termine l’attività è ampia, lenta, instabile

 nei primi 2-3 anni l’ EEG accelera e tende a organizzarsi

sottoforma di un ritmo theta a 4-5 Hz

il ritmo alfa compare a 5 anni, in seguito l’evoluzione

prosegue fino all’età adulta e avanzata

EEG patologico

Anomalie diffuse sui due emisferi (“generalizzate sui due

emisferi”) sia onde lente sia figure parossistiche (con inizio e

fine improvvisi) vanno interpretate tenendo conto di età,

vigilanza, condizioni di registrazione (a riposo, in iperpnea,

SLI) e quadro clinico.

Anomalie lente diffuse (a proiezione bi-emisferica) possono

dipendere da un’anomalia non lesionale nel quadro di un’

encefalopatia “diffusa” (metabolica, endocrina, tossica,

iatrogena, infettiva), ma anomalie lente diffuse bilaterali più o

meno sincrone sui due emisferi possono dipendere da un’

alterazione lesionale delle strutture centrali profonde che

controllano normalmente la modulazione dei ritmi

corticali.

Anomalie epilettiformi diffuse sui due emisferi quando

bilaterali sincrone e simmetriche (c.d. “generalizzate”) sono

caratteristiche delle Epilessie Generalizzate Idiopatiche

Le anomalie

• Scariche

epilettiformi

– Punte

• Focali – Sharp waves (onde

puntute)

– Punta-onda

• Onde lente

• Generalizzate – Theta o delta

• Asimmetria

• Attività di

soppressione

Anomalie localizzate (“focali”) dell’EEG

le Anomalie Localizzate (“Focali”) riflettono un’alterazione

cerebrale circoscritta; un’alterazione focale può però dipendere

anche da una lesione a distanza che interessa una struttura

profonda che proietta su quella regione della corteccia

le anomalie “focali” si caratterizzano per 1) segni EEG deficitari

(segni lesionali) come onde lente (delta o delta-theta) o una

riduzione di ampiezza localizzata dei ritmi cerebrali oppure 2)

segni EEG di iperfunzionecome le figure “epilettiformi” che

riflettono una scarica neuronale eccessiva parossistica

ipersincrona di una popolazione di neuroni cerebrali (punte, onde

puntute, complessi di punta-onda, di polipunta-onda o di onda

puntuta –onda lenta).

La semeiologia EEG non è quasi mai specifica di un’eziologia

Principali indicazioni all’EEG

• Alterazione della coscienza

• Crisi /Epilessia

• Sonno


PAGINE

44

PESO

2.33 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Le diapositive descrivono la generazione del segnale EEG e la sua registrazione, l'osservazione dei ritmi, le manovre di attivazione (sonno, privazione di sonno, iperpnea e stimolazione luminosa intermittente), le differenze tra EEG normale e EEG patologico (anomalie focali e generalizzate), EEG nello sviluppo, indicazioni all’uso delle differenti tecniche in epilettologia.


DETTAGLI
Esame: Neurologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Granieri Enrico.

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