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Regione Campania, Giunta Regionale, Seduta del 11 maggio 2007, Deliberazione N. 834, Area Generale di Coordinamento N. 16, Governo del Territorio, Tutela Beni paesistico-ambientali e
culturali, delibera:
- di approvare l’allegato avente ad oggetto le Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP) ed... Vedi di più

Esame di Tecniche per l'intervento urbanistico docente Prof. B. Petrella

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BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

4.1 Studio e impostazione del PUC

Con riferimento agli obiettivi della pianificazione, così come riportati nella premessa alle

presenti norme, considerato il delicato ruolo che lo strumento è chiamato a svolgere nel

processo evolutivo delle collettività interessate e nella conservazione dei caratteri fondanti

dei territori, è indispensabile che l’utilizzazione del territorio avvenga in maniera armonica e

funzionale in modo da salvaguardare i valori fisici, storici e culturali del territorio,

coniugandoli con le esigenze di vita ed economiche delle comunità.

È necessario un ponderato studio dei quadri globali al fine di creare luoghi dove paesaggio

naturale e manufatti antropici, natura e architettura siano integrate all’insegna dell’armonia

e dello sviluppo sostenibile.

È preliminarmente indispensabile che la pianificazione avvenga prevedendo il minimo

consumo di suolo, ai sensi della lettera a) del comma 1 dell’articolo 2.

È indispensabile individuare, potenziare e tutelare, con apposite norme, il sistema del

verde, sia agricolo che urbano, così come definito dal comma 2 dell’articolo 1 della legge

regionale 7 ottobre 2003 n. 17.

Gli standard urbanistici devono essere individuati nell’ambito delle singole zone omogenee,

utilizzando, preferibilmente, manufatti dismessi o recuperabili attraverso interventi di

ristrutturazione e mutamento della loro destinazione d’uso. Gli standard, inoltre, fin dall’atto

della loro localizzazione, vanno ripartiti secondo le esigenze delle realtà esistenziali degli

abitanti, delle categorie di operatori istituzionali, economici e sociali e di ogni altra attività

presente.

A tali fini, in coerenza col Piano Territoriale Regionale – PTR – e col Piano Territoriale di

Coordinamento Provinciale – PTCP – ed in conformità alle disposizioni cogenti contenute in

ogni altro atto sovracomunale incidente sul governo del territorio, il PUC deve contenere:

a) gli elementi indicati dal citato articolo 23, inclusi i piani di settore comunali, quali il piano

comunale di protezione civile (art. 108 del D.Lgs n. 112/98), il piano comunale del

commercio (L.R. n. 1/2000), il piano di distribuzione dei carburanti (L. R. 6/06; D. Lg.

32/98), il piano urbano del traffico (art. 36 D.lg. 285/92), il programma urbano dei

parcheggi (L. 122/89), il piano di zonizzazione acustica (L. 447/95) etc., dei quali il

comune sia obbligato a dotarsi o dei quali si sia, comunque per propria determinazione,

dotato;

b) le prescrizioni dei punti 1.3, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9 del Titolo II dell’Allegato alla legge

regionale 20 marzo 1982 n. 14 e successive modifiche ed integrazioni, coordinate con

gli elementi indicati dall’articolo 23 della legge regionale n. 16/2004;

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c) l’inventario delle strutture ricettivo-turistiche esistenti e la quantificazione e conseguente

localizzazione delle aree destinate ad accogliere, secondo le documentate esigenze, i

nuovi insediamenti, ai sensi dell’articolo 2 della legge regionale 28 novembre 2000 n.

16;

d) l’individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione del loro

precedente utilizzo;

e) la delimitazione dei centri storici ai fini della loro valorizzazione;

f) l’identificazione dei paesaggi locali;

g) la perimetrazione dell’abitato ai fini dell’attuazione della disciplina della circolazione

stradale, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, secondo i

criteri di individuazione del centro abitato, ai sensi della circolare del Ministero LL.PP. n.

6709/97 del 29 dicembre 1997, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16 febbraio

1998;

h) la perimetrazione del centro abitato e del centro edificato, prevista dall’art. 3 della L.R.

17/82);

i) l’individuazione degli immobili sottoposti a particolari prescrizioni di tutela indiretta, ai

sensi dell’articolo 45 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, ai successivi fini del

recepimento di tali prescrizioni anche nel RUEC;

j) l’individuazione delle aree, preferibilmente demaniali, destinate ad accogliere un albero

per ogni neonato e per ogni minore adottato, a seguito della registrazione anagrafica, ai

sensi della legge regionale 28 dicembre 1992 n. 14;

k) l’individuazione del sistema urbano del verde, con la relativa normativa di tutela, ai sensi

dell’articolo 1, comma 2, della legge regionale 7 ottobre 2003 n. 17 e delle relative linee

guida approvate con deliberazione della Giunta regionale n. 1532/2005 pubblicate nel

Bollettino ufficiale della Regione Campania n. 62 del 28.11.2005;

l) la dotazione degli standard urbanistici, ai sensi del decreto interministeriale 2 aprile

1968 n. 1444 e del Titolo II della legge regionale 14/82, nonché la ripartizione e la

localizzazione degli stessi secondo le raccomandazioni riportate in precedenza;

m) l’individuazione delle aree da destinare alle attrezzature religiose, ai sensi della legge

regionale 5 marzo 1990 n. 9;

n) l’inclusione del piano relativo all’uso delle fonti energetiche rinnovabili, di cui alla legge 9

gennaio 1991 n. 10, articolo 5, comma 5, e l’osservanza delle disposizioni recate dal

regolamento di attuazione della predetta legge approvato con decreto del Ministero

delle Infrastrutture e dei Trasporti del 27 luglio 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 178 del 2 agosto 2005 nonché al D.lgs 192/2005 e s.m.i., limitatamente ai Comuni

con popolazione superiore a cinquantamila abitanti;

o) l’indicazione degli elettrodotti esistenti e di quelli in esercizio che sono oggetto

d’interventi prioritari di risanamento, nel rispetto del valore limite d’induzione magnetica

previsto dalla norma, nonché l’individuazione di specifici corridoi aerei o interrati per la

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localizzazione delle linee elettriche con tensione uguale o superiore a 30.000 volt, ai

sensi degli articoli 2 e 3 della legge regionale 24 novembre 2001 n. 13 e del D.P.C.M.

23 aprile 1992;

p) l’individuazione e la delimitazione delle parti di territorio la cui trasformazione è

subordinata all’approvazione di strumenti urbanistici attuativi, indicando univocamente

la tipologia di questi ultimi e definendo le utilizzazioni compatibili con le destinazioni

d’uso;

q) la volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola, già realizzata

che sia stata già condonata o per la quale l’Ufficio Tecnico Comunale abbia attestato la

sua legittima condonabilità, con atto amministrativo di certificazione e di assunzione di

responsabilità, con il quale si indicherà anche il tempo occorrente per la definizione del

procedimento di sanatoria edilizia, e comunque tutto quanto è previsto dai commi 5, 6, e

7 dell’art. 23 della L.R. 16/04;

r) le modifiche conseguenti alle osservazioni alla proposta, di cui al comma 1 dell’art. 24,

accolte e alle prescrizioni dei pareri obbligatori resi sulla stessa proposta dalle autorità

amministrative competenti (ASL, Genio Civile, Autorità di Bacino, etc.).

Il PUC, oltre agli elementi suindicati, può contenere ulteriori elementi, tra i quali risultano

essenziali, ai fini dell’applicazione dell’istituto della perequazione, di cui all’articolo 32 della

legge regionale n. 16/2004, i comparti edificatori. Qualora i Comuni intendano applicare

l’istituto della perequazione, i comparti edificatori vanno espressamente individuati e

disciplinati, in conformità a quanto disposto in ordine agli stessi dall’articolo 33 della

medesima legge regionale n. 16/2004.

4.2 Elaborati del PUC

Ai sensi dell’articolo 24, comma 1, la proposta di PUC, di cui al medesimo articolo, deve

essere “comprensiva degli elaborati previsti dalla vigente normativa statale e regionale e

delle norme di attuazione” e deve contenere:

Relazione illustrativa:

a) gli obiettivi e i criteri adottati dal consiglio comunale posti a base della elaborazione del

piano, con le considerazioni temporali di riferimento in ordine agli scenari da tenere in

conto nella formazione degli atti di programmazione degli interventi di cui all’art. 25;

b) illustrazione degli indirizzi strategici di sviluppo e degli obiettivi di pianificazione

perseguiti;

c) verifica della compatibilità delle previsioni del Piano con le condizioni geomorfologiche

del territorio (art. 89 del D.P.R. 380/2001);

d) le analisi delle stratificazioni storiche degli insediamenti;

e) analisi del Rischio di Incidenti Rilevanti, RIR - D.M. 9 maggio 2001;

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f) le analisi demografiche e socio-economiche retrospettive, riferite ad un periodo di

almeno 10 anni, con indicazione della ipotesi di sviluppo assunte in riferimento alla

precedente lettera a);

g) i criteri per la strutturazione generale degli insediamenti previsti ed esistenti;

h) i criteri per il dimensionamento del Piano e dei fabbisogni insediativi (in assenza di

PTCP, i fabbisogni insediativi saranno determinati in coerenza con quanto previsto nel

PTR e con quanto prescritto dal punto 1.3 del Titolo II dell’Allegato alla L. R. 14/1982);

i) analisi delle reti, delle infrastrutture, dei settori produttivi e dei servizi;

j) illustrazione dei criteri adottati per la determinazione degli standard urbanistici (e delle

modalità di realizzazione degli stessi);

k) i dati quantitativi relativi alle previsioni di nuovi insediamenti ed al reperimento delle aree

per i servizi e le attrezzature necessarie per soddisfare i fabbisogni pregressi previsti in

relazione agli standard;

l) definizione degli indicatori di efficacia delle trasformazioni previste dal Piano;

m) relazione di sintesi della valutazione ambientale di cui all’art. 47, comma 3, della legge;

n) la volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola, già realizzata

che sia stata già condonata o per la quale l’Ufficio Tecnico Comunale abbia attestato la

sua legittima condonabilità, con atto amministrativo di certificazione e di assunzione di

responsabilità, con il quale si indicherà anche il tempo occorrente per la definizione del

procedimento di sanatoria edilizia e comunque tutto quanto è previsto dai commi 5, 6, e

7 dell’art. 23 della L. R. 16/04;

o) specificazione delle tecniche di perequazione, se adottate;

p) verifica della compatibilità delle previsioni del Piano con gli strumenti di pianificazione

territoriale, generali e settoriali.

Allegati tecnici alla relazione:

a) le indagini e le rappresentazioni cartografiche riguardanti le caratteristiche

geomorfologiche del territorio, la consistenza e i regimi di utilizzazione delle acque

fluenti e di falda, lo sfruttamento esistente di cave e miniere, lo studio geologico-

geotecnico prescritto dal decreto ministeriale 11 marzo 1988, punto H, pubblicato nel

supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 127 dell’1 giugno 1988, nonché i

risultati delle indagini geologiche-geognostiche e le carte prescritte dagli articoli 11 e 12

della legge regionale 7 gennaio 1983 n. 9;

b) analisi storico-urbanistiche e storico-architettoniche relative allo stato di fatto degli

insediamenti e dei relativi vincoli, con particolare riferimento ai complessi ed agli

immobili di valore storico-artistico, architettonico, archeologico ed ambientale;

c) rilevazione delle condizioni abitative, delle dotazioni di attrezzature e dei servizi pubblici;

d) uso del suolo in atto ai fini agricoli e forestali.

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Elaborati di analisi:

a) una planimetria generale per l’inquadramento territoriale del piano in scala non inferiore

a 1:25.000 estesa all’intero territorio comunale e comprensiva anche delle fasce

marginali dei comuni contermini, nella quale sono schematicamente individuate le

situazioni di fatto esistenti nelle anzidette fasce marginali;

b) stralci dei piani territoriali e settoriali vigenti;

c) carta in scala (1:10.000 - 1:5.000) comprendente l’intero territorio comunale nonché le

reti e le infrastrutture esistenti ed in via di realizzazione;

d) carta delle risorse naturali, paesaggistico-ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-

culturali disponibili (scala 1:10.000 – 1:5.000 – 1: 1.000);

e) carta dei vincoli (scala 1:10.000 – 1:5.000)

f) carta in scala (1:5.000 - 1:2.000) comprendente la perimetrazione e la classificazione

dei territori urbanizzati e dei dintorni di pertinenza ambientale;

g) carta dell’uso agricolo-forestale, nonché delle attività colturali e silvo-pastorali in atto

nelle zone non ancora urbanizzate e nelle restanti parti del territorio comunale, con

indicazione altresì delle colture particolarmente produttive e delle relative aree, redatta

con l’apporto professionale di un agronomo;

h) perimetrazione del centro storico secondo i criteri e gli indirizzi dettati dalla L.R. 26/2002

(scala 1:2.000);

i) perimetrazione del centro abitato e del centro edificato (prevista dall’art. 3 della L.R.

17/82)

j) perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31 marzo 2003 ed oggetto di

sanatoria ai sensi dei capi IV e V della legge 28.02.1985, n. 47, dell’art. 39 della legge

23.12.1994, n. 724, e dell’art. 32 del decreto legge 30.09.2003, n. 269, convertito dalla

L. 24.11.2003, n. 326, accompagnata dall’individuazione degli insediamenti per i quali

sia stato rilasciato il titolo abilitativo in sanatoria, ovvero per i quali è già decorso,

sussistendone i presupposti, il silenzio-assenso di cui alla legge 47/1985 (scala 1:2.000)

e comunque tutto quanto è previsto dai commi 5, 6, e 7 dell’art. 23 della L. R. 16/04;

k) ulteriori elaborati nei quali siano compresi gli elementi di cui al paragrafo 4.1 “Studio e

impostazione del PUC”, che non sia possibile comprendere dettagliatamente nei grafici

e nelle tavole suindicati.

Elaborati di progetto:

a) quadro d'insieme (scala 1:10.000 o 1:5.000);

b) suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, aventi carattere di unitarietà

funzionale, morfologica ed organizzativa con individuazione degli ambiti territoriali non

suscettibili di trasformazione (scala 1:2.000);

c) individuazione delle unità di paesaggio (scala 1:5.000 – 1:1.000)

d) standard urbanistici;

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e) reti, funzioni connesse alla mobilità ed infrastrutture (scala 1:5.000 - 1:2.000);

f) carta idro-geo-lito-morfologica, caratterizzazione sismica e fattibilità delle ipotesi di

progetto (scala 1:5.000 - 1:2.000).

Norme Tecniche di Attuazione:

a) l’indicazione, per ciascuna zona omogenea, degli elementi da definire mediante gli atti

di programmazione degli interventi, ed in particolare:

- delle categorie delle trasformazioni fisiche e funzionali,

- delle categorie delle destinazioni d’uso,

- dei limiti minimi e massimi degli indici edilizi;

b) la disciplina degli ulteriori elementi previsti dall’art. 23, comma 8, della legge.

Le Norme Tecniche di Attuazione, ai sensi del comma 8, dell’articolo 23 della legge

regionale n. 16/2004, devono essere comprensive anche delle norme tecniche riguardanti

la manutenzione del territorio e la manutenzione urbana, il recupero, la trasformazione e la

sostituzione edilizia, il supporto delle attività produttive, il mantenimento e lo sviluppo

dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia.

Ai sensi del comma 9 del predetto articolo 23, fanno parte integrante degli elaborati del

PUC anche i piani di settore comunali, ivi compresi i piani riguardanti i parchi urbani e i piani

relativi alla prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali ed al contenimento dei

consumi energetici, dei quali il comune sia obbligato a dotarsi o di cui si sia comunque in

precedenza dotato.

4.3 Piani di Settore

Qualora il comune sia già dotato di Piani di settore approvati prima dell’avvio del

procedimento di formazione del PUC, gli stessi andranno adeguati alle prescrizioni del

nuovo strumento urbanistico generale.

La delibera con la quale la Giunta comunale decide di provvedere alla formazione del Piano

da destinare agli insediamenti produttivi deve essere accompagnata da una relazione nella

quale sia specificato:

x l' estensione delle aree da comprendere nel Piano;

x la natura degli insediamenti produttivi;

x il presumibile numero degli addetti;

x il costo di massima degli impianti tecnologici di approvvigionamento

(energetico, idrico etc.) e di discarico dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi;

x relazione illustrativa sull'utilità e sulle caratteristiche tecniche delle opere, dalle

quali deve risultare altresì una previsione motivata degli insediamenti che si

intendono promuovere e dello sviluppo socio - economico sulla zona.

4.4 Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

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L’articolo 47 obbliga i Comuni ad effettuare la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dei

contenuti dei piani territoriali di settore (agricoli, industriali, acque, rifiuti, trasporti,

energetico, turistico, elettrico etc.) e dei piani urbanistici, fra i quali il PUC, sulla base del

Rapporto Ambientale redatto dai progettisti dei predetti piani.

La Valutazione Ambientale Strategica dei piani urbanistici e dei piani territoriali di settore è

stata introdotta nel diritto comunitario con la Direttiva 2001/42/CE del Consiglio Europeo

(pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 21 luglio 2001). A tale

Direttiva si rifà l’articolo 47 della L. R. 16/04. La procedura di Valutazione Ambientale

Strategica deve concludersi anteriormente all’adozione del PUC.

Il comitato tecnico per l’Ambiente deve concludere le procedure valutative entro sessanta

giorni dal deposito del Rapporto Ambientale con la emissione del Giudizio di Compatibilità

Ambientale.

La procedura di Valutazione Ambientale Strategica scaturisce dalla elaborazione di un

Rapporto Ambientale e da una relazione ambientale non tecnica, per comunicare ai

portatori di interessi i criteri di salvaguardia adottati e le relative soluzioni adottate. Il

Rapporto Ambientale riferisce circa l’iter di formazione del Piano descrivendo i criteri e le

motivazioni delle scelte adottate, in ordine allo scenario dei fattori e delle componenti

ambientali; illustrando lo svolgimento delle attività di concertazione e di partecipazione.

Il Rapporto Ambientale individua, descrive e stima gli effetti dell’attuazione del PUC

sull’ambiente ed, in generale, sul contesto ambientale ed urbanistico territoriale, evidenzia

le alternative possibili alla luce degli obiettivi del piano e dell’ambito territoriale.

5. PUA – PIANO URBANISTICO ATTUATIVO

Il Piano Urbanistico Attuativo deve contenere:

x la delimitazione del perimetro del territorio interessato;

x l’indicazione delle aree e degli immobili già espropriati o da espropriare al fine di

realizzare gli interventi pubblici;

x la destinazione d’uso delle singole aree;

x l’individuazione delle unità minime di intervento, con l’indicazione di quelle nelle quali va

applicata la disciplina prevista dall’art. 23 della L. 17 agosto 1942, n. 1150 e successive

modificazioni, e delle relative opere di urbanizzazione primaria e secondaria, e di quelle

da attuare mediante intervento diretto singolo, con l’indicazione delle opere di

urbanizzazione ad esse relative;

x la definizione delle tipologie costruttive edilizie, delle destinazioni d’uso da adottare negli

interventi attuativi con le relative precisazioni plano-volumetriche;

x l’individuazione degli immobili in cui vanno effettuati interventi di risanamento e

consolidamento e le relative modalità esecutive;

x i termini di attuazione del piano e i termini di attuazione degli interventi previsti, con la

individuazione delle relative proprietà;

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x previsione di massima della spesa, suddivisa per stralci funzionali secondo cui si intende

realizzare il piano degli insediamenti produttivi.

5.1 Elaborati da allegare ai PUA:

I PUA sono corredati dai seguenti elaborati:

Relazione illustrativa:

a) inquadramento urbanistico dell’area oggetto del Piano;

b) analisi socio-economiche e storiche (limitatamente ai Piani di Recupero di cui alla legge

457/1978);

c) dimensionamento del Piano;

d) obiettivi, criteri e modalità esecutive degli interventi;

e) fabbisogno di aree per servizi e loro soddisfacimento;

f) verifica della conformità del Piano rispetto al PUC.

Elaborati di analisi:

a) stralcio del PUC, comprensivo dell’indicazione degli eventuali vincoli esistenti, relativo

all’area interessata dal PUC e delle superfici comprese almeno entro 100 ml. dal

perimetro dell'area stessa, (scala 1:2.000 o 1:1.000);

b) rilievo plano-altimetrico (scala 1:500 o 1:1.000), con l'indicazione di un caposaldo di

riferimento per le quote altimetriche e con curve di livello adeguate alla scala di

rappresentazione, costituito da planimetrie e sezioni significative da cui si evincano lo

stato di fatto, i volumi esistenti e le alberature, ivi compresi gli spazi e le opere

urbanizzazione esistenti;

c) documentazione fotografica dei luoghi e delle preesistenze;

d) verifica di compatibilità geologica, geomorfologica ed idrogeologica, accompagnata da

apposita relazione.

Elaborati di progetto:

a) schemi quotati planimetrici ed altimetrici con l'indicazione delle nuove destinazioni d’uso

delle aree e degli immobili (scala 1:500 – 1:1.000);

b) planimetria con quote altimetriche in cui dovranno essere distinte la viabilità interna (sia

veicolare che pedonale), le eventuali aree verdi di corredo e gli spazi pedonali, gli spazi

di sosta o di parcheggio, le aree di verde attrezzato (scala 1:500 o 1:1.000);

c) planimetria dell' area interessata disegnata su mappa catastale aggiornata, in scala non

inferiore a 1:1.000, riportante le quote planimetriche del terreno, la delimitazione

dell'area interessata, i vincoli di ogni tipo e le opere di urbanizzazione primaria e

secondaria;

d) profili altimetrici di progetto, di cui almeno due perpendicolari tra loro (scala 1:500 –

1:1.000);

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e) aree ed opere di urbanizzazione primaria e secondaria (scala 1:500);

f) aree destinate alla riqualificazione degli edifici esistenti con la individuazione degli

interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente;

g) posizione degli edifici pubblici e privati di particolare pregio, con le relative altezze, le

tipologie edilizie e l’indicazione delle loro destinazioni;

h) eventuale suddivisione in lotti appositamente quotati (scala 1:500);

i) sagoma indicativa dell’ingombro massimo degli edifici in progetto (scala adeguata);

j) eventuale suddivisione degli interventi da realizzare in stralci funzionali, che possono

corrispondere anche ai singoli lotti (scala 1:500);

k) tavola di sovrapposizione tra le preesistenze e le nuove opere; in caso di interventi di

ristrutturazione consistenti in opere di demolizione e ricostruzione, vanno indicate in

rosso le demolizioni, e in giallo le nuove costruzioni (scala adeguata);

l) calcoli e disegni costruttivi delle opere di urbanizzazione primaria (scala adeguata).

Norme tecniche di attuazione, recanti l’indicazione:

a) del rapporto di copertura per ogni lotto di superficie netta edificabile (se non prevista dal

PUC o dagli Atti di programmazione degli interventi);

b) delle distanze, dai confini e tra gli edifici, e delle altezze consentite;

c) delle caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento;

d) dei materiali e delle finiture utilizzabili;

e) delle misure da adottare per la mitigazione ambientale degli interventi progettati.

Eventuali ulteriori elaborati previsti, per ciascuna tipologia di PUA, dalla normativa

statale e regionale vigente.

5.1.1 Nel caso di PUA ad iniziativa pubblica saranno aggiunti i seguenti elaborati:

a) relazione illustrativa delle opere pubbliche o di pubblica utilità, comprensiva delle

relative previsioni finanziarie di massima e delle corrispondenti fonti di spesa.

b) elenchi catastali delle proprietà soggette a esproprio.

5.1.2 Nel caso di PUA ad iniziativa privata saranno aggiunti i seguenti elaborati:

a) documentazione attestante la proprietà delle aree comprese nel Piano;

b) estratto originale di mappa catastale e certificato catastale delle particelle

comprese nel Piano;

c) elaborati tecnici relativi alle opere di urbanizzazione primaria, comprensivi di una

relazione estimativa contenente le quantità ed i prezzi unitari, gli importi delle

opere da realizzare e delle eventuali monetizzazioni di aree da cedere al

Comune;

d) schema di convenzione redatto ai sensi dell’art. 37 della legge.

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5.1.3 Nel caso in cui, ai sensi dell’art. 26, comma 5, della legge 16/2004, la Giunta

comunale decida di conferire alla delibera di approvazione del PUA valore di

permesso di costruire abilitante la realizzazione degli interventi ivi previsti, ovvero

nelle ipotesi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c) della L.R. 19/2001, il PUA sarà

corredato dai seguenti elaborati:

a) progetto plano-volumetrico (scala 1:200 o 1:500);

b) prospetti e sezioni (scala 1:200 o 1:500);

c) relazione illustrativa delle destinazioni d’uso previste per ciascun edificio, degli

impianti da realizzare nonché dei materiali e delle finiture previsti.

5.2 La valutazione ambientale di cui all’art. 47 della legge 16/2004 non è richiesta per i PUA

approvati in conformità al PUC, già dotato, a sua volta, di tale valutazione.

6. PROGRAMMI INTEGRATI DI RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA, EDILIZIA ED

AMBIENTALE in attuazione della legge 17 febbraio 1992, n. 179.

Il programma integrato deve contenere:

- il progetto urbanistico ed architettonico;

- la normativa gestionale;

- il piano di fattibilità finanziaria.

6.1 Elaborati

Il programma integrato è costituito dai seguenti elaborati:

Relazione illustrativa del programma integrato riferita a:

a) inquadramento urbanistico dell’area oggetto del piano;

b) verifica della conformità del piano rispetto al PUC;

c) analisi socio economiche e storiche svolte per l'approfondimento della conoscenza

dell’area e degli edifici interessati dal programma, con riguardo a:

- la natura, la tipologia, lo stato degli edifici;

- il rapporto tra elementi tipologici e costruttivi degli edifici e lo stato di conservazione

degli stessi;

- la destinazione d'uso degli edifici e i prevalenti aspetti socio economici delle attività

presenti;

- le condizioni socio economiche degli abitanti;

- il titolo di godimento degli alloggi;

- la proprietà del patrimonio edilizio;

- la consistenza degli spazi liberi pubblici e privati;

- l' analisi degli standard e delle funzioni urbane presenti nell'area;

d) dimensionamento del piano;

e) obiettivi, criteri e modalità esecutive degli interventi.

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Elaborati di analisi;

a) Stralcio del PUC comprensivo dell’indicazione degli eventuali vincoli esistenti, relativo

alle aree comprese almeno entro 100 metri lineari dal perimetro dell’area interessata

(scala 1:2.000 o 1:1.000);

b) copia del RUEC;

c) rilievo plano-altimetrico (scala 1:500 o 1:1.000), con l'indicazione di un caposaldo di

riferimento per le quote altimetriche e con curve di livello adeguate alla scala di

rappresentazione, costituito da planimetrie e sezioni significative da cui si evincano lo

stato di fatto, i volumi esistenti e le alberature, ivi compresi gli spazi e le opere

urbanizzazione esistenti;

d) planimetria dell'area interessata disegnata su mappa catastale aggiornata, in scala

non inferiore a 1:1.000, riportante le quote planimetriche del terreno, la delimitazione

dell'area interessata, i vincoli di ogni tipo e le opere di urbanizzazione primaria e

secondaria esistenti;

e) verifica di compatibilità geologica, geomorfologica ed idrogeologica, accompagnata

da apposita relazione;

f) rilievo particolareggiato, in scala non inferiore a 1:200, esteso alle coperture ed agli

spazi esterni, comprensivo dei prospetti e delle principali sezioni degli edifici esistenti,

e ricomposizione grafica dei fronti dei principali spazi urbani;

g) schede di rilievo tipologico catastale, delle singole unità immobiliari interessate da

interventi di recupero, con individuazione dei dati catastali, dei nuclei familiari

residenti nonché dei titolari delle attività produttive svolte;

h) quadro delle aree da cedere al Comune ai sensi delle norme vigenti;

i) documentazione fotografica che riproduca adeguatamente lo stato dei luoghi.

Elaborati di progetto:

a) Schemi quotati planimetrici ed altimetrici con l'indicazione delle nuove destinazioni

d’uso delle aree e degli immobili (scala 1:500 – 1:1.000);

b) planimetria con quote altimetriche in cui dovranno essere distinte la viabilità interna

(sia veicolare che pedonale), le eventuali aree verdi di corredo e gli spazi pedonali, gli

spazi di sosta o di parcheggio, le aree di verde attrezzato (scala 1:500 o 1:1.000),con

evidenziazione delle eventuali varianti urbanistiche previste dal programma;

c) profili altimetrici di progetto, di cui almeno due perpendicolari tra loro (scala 1:500 –

1:1.000);

d) aree ed opere di urbanizzazione primaria e secondaria (scala 1:500);

e) eventuale suddivisione in lotti appositamente quotati (scala 1:500);

f) eventuale suddivisione degli interventi da realizzare in stralci funzionali, che possono

corrispondere anche ai singoli lotti (scala 1:500);

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

g) tavola di sovrapposizione tra le preesistenze e le nuove opere. In caso di interventi di

ristrutturazione consistenti in opere di demolizione e ricostruzione, vanno indicate in

rosso le demolizioni e in giallo le nuove costruzioni (scala adeguata);

h) calcoli e disegni costruttivi delle opere di urbanizzazione primaria (scala adeguata);

i) per gli interventi di recupero edilizio, planimetria in scala non inferiore a 1:500 con

indicazione delle unità minime di intervento, sulla base delle caratteristiche

urbanistiche, architettoniche, gestionali e finanziarie;

j) planimetria in scala non inferiore a 1:200 degli edifici, con rappresentazione delle

trasformazioni planimetriche, dell'eventuale riorganizzazione catastale, delle proprietà

e delle destinazioni d'uso;

k) prospetti e sezioni in scala non inferiore a 1:200 dei singoli edifici con l'individuazione,

per gli edifici da recuperare, delle eventuali variazioni riguardanti la trasformazione

della sagoma o della cubatura;

l) prospetti e sezioni in scala non inferiore a 1:200 degli spazi urbani;

m) per gli edifici vincolati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, gli

elaborati dovranno essere rappresentati in scala non inferiore a 1:100, con

rappresentazione di particolari costruttivi e/o figurativi artistici con rilievi grafici o

fotografici;

n) stima definitiva delle opere da eseguirsi, distinta per unità minime di intervento e

canali di finanziamento utilizzati;

o) progetto definitivo quotato riferito a:

- interventi di restauro, di ristrutturazione, di sostituzione;

- adeguamento di viabilità ;

- spazi di sosta e parcheggi;

- rete fognaria, idrica, telefonica;

- rete elettrica e impianti di illuminazione pubblica;

- strutture di servizio di nuovo impianto;

- sistemazione delle aree verdi e degli spazi urbani pubblici e privati;

- ogni altro intervento incluso nel programma;

p) estratti catastali con l'elenco dei proprietari e delle rispettive quote e imponibili;

q) normativa urbanistica, edilizia ed ambientale di attuazione;

r) schema di eventuale convenzione.

6.2 Normativa gestionale

La normativa gestionale deve contenere:

a) la documentazione attestante la proprietà;

b) la dichiarazione irrevocabile di assenso dei proprietari delle aree e degli edifici

interessati dagli interventi del programma, o in mancanza, il piano particellare di

esproprio di aree e immobili;


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27

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Regione Campania, Giunta Regionale, Seduta del 11 maggio 2007, Deliberazione N. 834, Area Generale di Coordinamento N. 16, Governo del Territorio, Tutela Beni paesistico-ambientali e
culturali, delibera:
- di approvare l’allegato avente ad oggetto le Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP) ed urbanistica, generale ed attuativa (PUC e PUA), come previsto dagli artt. 6 e 30 della legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 “Norme sul governo del territorio”, così come modificato dal su richiamato parere della IV Commissione Consiliare;
- di stabilire che le disposizioni di cui al suddetto allegato non trovano applicazione ai procedimenti di formazione dei PTCP e dei PUC la cui proposta sia già stata adottata, ai sensi dell'art. 20, comma 1, e 24, comma 1, della L. R. 16/04, alla data di entrata in vigore della presente delibera, nonché ai procedimenti di formazione dei PUA che siano già stati adottati, ai sensi dell'art. 27, comma 2, della L. R. 16/04, alla medesima data;
- di trasmettere la presente deliberazione all’Area Generale di Coordinamento Governo del Territorio, al Settore Urbanistica e al B.U.R.C. per la pubblicazione, avente finalità anche di notifica alle Amministrazioni Provinciali e ai Comuni della Regione Campania.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche per l'intervento urbanistico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Petrella Bianca.

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