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DATE FONDAMENTALI

XIV secolo. – Nasce il libro a stampa tabellare

xilografica: un’incisione su tavola di legno in cui

sono presenti lettere e figure (incunaboli xilografici)

XV secolo. – Alla metà del ‘400 Gutenberg (1397-

1468) a Magonza mette a punto la tecnica della

stampa a caratteri mobili con l’uso dei torchi e

inchiostro grasso (incunaboli tipografici).

La Bibbia primo libro a stampa. Detta delle 42 linee

o ancora Bibbia di Gutenberg, pubblicata fra il 1452

e il 1456 in 150 copie su carta e 34 su pergamena.

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DATE FONDAMENTALI

Nel 1465 i caratteri mobili compaiono anche in Italia

grazie a due monaci tipografi Sweynheim e

Pannartz che a Subiaco stampano il primo libro

italiano.

Alla fine del secolo Aldo Manuzio lancia i primi

tascabili.

XVI secolo. – Il libro stampato comincia a prendere

la forma propria del libro così come oggi lo

conosciamo, cioè compaiono sul frontespizio tutte

le informazioni relative ad autore e stampatore,

luogo di edizione e titolo.

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DATE FONDAMENTALI

XVII secolo. – Nel 1648 appaiono i primi cataloghi

bibliografici.

XVIII secolo. – Giovambattista Bodoni (1740- 1813)

scrive il “Manuale Tipografico”: 250 caratteri da lui

stesso disegnati, incisi e fusi.

Nel 1710 in Inghilterra all’autore è accordato il

copyright.

XIX secolo. – 1886: prima compositrice a caldo, la

linotype; 1887: la monotype

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DATE FONDAMENTALI

Le prime case editrici moderne in Italia:

• Pomba 1814 divenuta UTET nel 1854

• Vallardi 1840

• Loescher 1861

• Treves 1861

• Zanichelli 1866

• Hoepli 1872

• Sansoni 1873

• Cappelli 1874

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DATE FONDAMENTALI

XX secolo. – Nel 1904 un operaio americano di

origine russa, Yva Rubel stabilitosi nel New Jersey

realizza la prima stampa offset. I tempi di stampa

diventano, per quei tempi, vertiginosamente veloci.

Intanto in Italia continuano a sorgere le grandi case

editrici:

Laterza e DeAgostini 1901; Mondadori 1907; Rizzoli

1909; Treccani 1925; Bompiani 1929; Einaudi 1933;

Garzanti 1938; Longanesi 1946; Fabbri 1947; Il

Mulino 1954; Feltrinelli 1955

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Anni Quaranta (dal 1945)

Le case editrici si trasformano in cenacoli e cantieri di

lavoro come avveniva già nelle riviste “Politecnico”,

“Ponte”, “Comunità”, “Humanitas”, “Cronache sociali”

Mondadori rilancia la “Medusa” e propone nuove collane,

tra le quali “I classici contemporanei italiani” (1946) e

“stranieri” (1947), “La biblioteca moderna Mondadori”

(1948).

Rizzoli avvia la mitica BUR – Biblioteca Universale Rizzoli.

Mondadori, Rizzoli, Laterza, Einaudi, Longanesi, Utet,

Sansoni, Le Monnier e Nuova Italia si inseriscono nel

panorama dell’editoria di saggistica con contributi di rilievo.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A RISCRIVERE

LA PROPRIA STORIA 2/13

Si sviluppa l’editoria scolastica (1945 – 1950).

Nasce l’AIE, Associazione Italiana Editori (1946).

A Torino nasce la Eri (1949): prosegue così l’attività

editoriale iniziata nel 1925 con la pubblicazione del

“Radio Orario”. Tra le collane la più nota sarà “Classe

Unica”.

Si registra la diffusione massiccia di stampa femminile

e d’informazione: “Oggi” e “Europeo” (1945),

“Confidenze”, “Grand Hotel” e “Intimità” (1946).

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Anni Cinquanta

Continua la diffusione della stampa d’informazione:

“Epoca” (1950), “L’Espresso” (1955). Nascono

nuovi editori: Ricciardi (1951), Federico Matta

(1952), Editori Riuniti (1953), Il Mulino (1954),

Feltrinelli, Franco Angeli e Mursia (1955)

L’editoria italiana punta sulla narrativa.

Moravia gode, fin dai primi anni ‘50, di un largo

seguito: Gli Indifferenti, Agostino, Il conformista, La

nausea, Le ambizioni sbagliate.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Ha successo Malaparte con “La pelle” e “Kaputt”.

Guareschi (Don Camillo) uno degli scrittori più

amati.

Altri successi: “Il prete bello” di Parise (1954),

“Ragazzi di vita” (1955), “Una vita violenta” di

Pasolini (1956), “Metello” di Pratolini (1955), “Il

Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa (1958), “Il

Giardino dei Finzi Contini” di Bassani (1962).

Il “Dottor Zivago” di Pasternak (1957) è un grande

successo letterario e commerciale.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Al di fuori del campo della narrativa occupano un

posto di rilievo Boringhieri (1957), Armando (1958),

“Il Saggiatore” di Alberto Mondadori (1958), Città

Nuova (1959).

Viene costituito il Club degli editori (1959):

intuizione strategica di Arnoldo Mondadori.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Anni Sessanta

L’editoria si espande, si irrobustisce e si organizza.

Avviano la loro attività Marsilio (1961), Adelphi

(1962), Edizione di Comunità (1963), Dedalo

(1964).

Opere pilota in settori specializzati:

Enciclopedia della scienza e della tecnica

(Mondadori 1963-1966)

Collane di alta divulgazione:

Universale Laterza (1964) – Storia d’Italia di Mark

Smith.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Arrivano sul mercato (1961) le dispense (Fratelli

Fabbri, poi Sansoni, Vallardi, De Agostini, Rizzoli).

Il 27 Aprile 1965 la nascita degli “Oscar” Mondadori:

“Addio alle armi” di Hemingway (391.000 copie).

Presenza di case editrici cattoliche: Queriniana

(1965) e Iaca Book (1966).

Si fa strada la saggistica sociologica, politica,

storica e filosofica.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Anni Settanta

Chiude la Sansoni: una casa editrice con un

catalogo di tutto rispetto.

Si affermano Ipsoa (1971) per la finanza, Buffetti

(1973) per la manualistica, Editrice Bibliografica per

i repertori, Jackson (1975) per l’elettronica,

Tartaruga (1975) per la narrativa e la saggistica

femminile.

La gente corre dietro all’ultimo romanzo d’amore

“Love story” (1971) di Segal.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Successo anche di un’opera di ben diverso respiro

culturale come “La Storia” (1974) della Morante.

Viene apprezzato un romanzo di alta qualità

letteraria e difficile come Horcynus Orca (1975) di

D’Arrigo.

Arrivano supporti importanti come “Tuttolibri”, le

rubriche tv e radio.

Le case editrici avvertono l’esigenza di un nuovo

impatto comunicativo con il pubblico.

Migliora il prodotto sotto l’aspetto grafico.

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L’EDITORIA ITALIANA COMINCIA A

RISCRIVERE LA PROPRIA STORIA

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Anni Ottanta

Cresce la pubblicità e la promozione. Esplode il

romanzo rosa “Harmony” (1981) – “Blue Moon”

(1982).

L’ingresso sul mercato di giornalisti e uomini di

spettacolo, per la loro notorietà e per l’impatto

informativo-pubblicitario dei mezzi utilizzati (giornali,

televisioni, radio), alimenta l’aria dei libri di

successo.

Spettacolarizzazione di una certa produzione

costruita su misura per un consenso immediato.

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa rifermento al corso di Gestione e marketing delle imprese editoriali, tenuto dal prof. Marchetti Tricamo. Viene brevemente riassunta la storia dell'editoria a partire dall'invenzione dei caratteri mobili da parte di Gutenberg fino ai giorni nostri, in cui l'editoria può essere considerata una vera e propria attività imprenditoriale orientata al mercato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di GESTIONE E MARKETING DELLE IMPRESE EDITORIALI e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marchetti Tricamo Giuseppe.

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