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Inevitabilmente la videocamera del posto di lavoro o del grande magazzino si estenderà ai sistemi di

sicurezza domestici, ai "bottoni antipanico" personali, agli antifurto per auto, ai telefoni cellulari e

così via, in una continuità senza strappo della totale sorveglianza sulla vita quotidiana. Così, molto

presto, lo stile di vita degli yuppie potrebbe essere stabilito sull'abilità di aggregare dei "guardian

angel" elettronici che li controllino. (Nel frattempo, questi sono anni di boom per i produttori di

tecnologia di video-sorveglianza. Il leader del settore, una società svedese, e oggi lo sponsor

ufficiale della famosa Maratona di Londra.)

Quando tutto il resto fallisce, la "casa intelligente" diventa una combinazione di un bunker e un

deposito di armi. Recentemente un organo federale ha preso in esame gli assetti di una società

finanziaria e ha scoperto che il presidente, tale Thoraas Spiegel, aveva convertito il suo quartier

generale a Beverly Hills in una fortezza segreta a prova di terrorista. Oltre ad avere degli elaborati

sistemi a sensori di sicurezza, un sofisticato sistema informatizzato che memorizzava tutte le

operazioni terroristiche nel mondo, un'armeria nel parcheggio, il palazzo al 8900 di Wilshire aveva

anche il più insolita bagno di Los Angeles: "L'ufficio di Tom Speigel, oltre ai vetri antiproiettile, è

stato progettato per avere un bagno con una doccia antiproiettile. Nel caso in cui suonasse l'allarme

si aprirebbero dei pannelli segreti nelle pareti della doccia, dietro ai quali ci sono dei fucili ad alta

potenza".

3. ZONA DI GUERRA

Oltre la scansione dello spazio del centro fortificato c'è la cintura del barrio e i ghetti che

circondano il centro di Los Angeles. Nello schema originale di Burgess, ispirato a Chicago, questa

era la "zona di transizione". Le case a schiera e le vie operaie, mischiate con le vecchie fabbriche e

le infrastrutture dei trasporti che danno asilo ai nuovi immigranti e ai lavoratori maschi single.

L'anello interno dei quartieri latini di Los Angeles divisi dall'autostrada ricapitola ancora queste

funzioni classiche. Qui nelle Boyle e Lincoln Heights, Central Vernon e MacArthur Park ci sono i

porti d'entrata degli immigrati delle regioni più povere, come i serbatoi di manodopera a basso costo

degli hotel di Downtown e i garzoni dei magazzini di vestiti. Le densità di popolazione, come si

vede nel diagramma di Burgess, sono le più alte della città. (Secondo il censimento del 1990 un

isolato di MacArthur è di circa il 30% il più abitato di Midtown Manhattan!)

Infine, proprio come a Chicago nel 1927, queste zone operaie ("dove caoticamente un gran numero

di bambini affolla un'area limitata") rimangono il terreno di cultura delle gang giovanili di strada

(circa un centinaio secondo le informazioni del distretto scolastico). Ma mentre la "Gangland" del

l920 a Chicago era studiata essenzialmente come interstiziale per l’organizzazione sociale della città

"come i quartieri residenziali recedono davanti all'invasione del commercio e dell'industria, le gang

si sviluppano come una manifestazione della frontiera economica, morale e culturale che delimita

l'interstizio" una mappa delle gang oggi a Los Angeles e coestensiva alla geografia delle classi

sociali. La violenza giovanile tribalizzata oggi sprizza fuori dall'anello interno dentro le vecchie

zone periferiche...

A causa di tutto ciò, comunque, l'anello interno rimane il settore più pericoloso della città. La

"divisione difesa" della polizia, che pattuglia proprio la zona ovest di Downtown, investiga

regolarmente su più omicidi di qualsiasi altro commissariato della nazione. I dintorni di MacArthur

Park, una volta il fiore all'occhiello del sistema dei parchi di L.A., sono ora una zona di guerra dove

gli spacciatori di crack e le gang compiono le loro scorrerie armati di mitragliatori e Uzi. Nel l990

vi sono state uccise 30 persone.

Per loro stessa ammissione, i sovraccaricati distaccamenti della polizia nell'anello interno, non sono

in grado di tenere il conto di tutti i corpi sulle strade e si occupano molto meno di rapine comuni,

furti d'auto o dell'estorsione organizzata. Mancando le risorse o uno scudo politico dei quartieri più

ricchi, la disperata popolazione dell'anello interno viene lasciata al suo destino. Come ultima risorsa

si sono rivolti al signor Smith & Wesson, il cui nome segue un "protetto da..." scritto sulle porte di

molte case. Nel frattempo i proprietari degli slum si stanno costruendo un proprio regno privato del

terrore contro gli spacciatori e la piccola criminalità. Di fronte a una nuova legge che autorizza il

sequestro delle proprietà invase dalla droga, stanno assoldando strampalati squadroni di mercenari

armati per "sterminare" il crimine nei loro quartieri. Il "Los Angeles Times" ha recentemente

descritto le spavalde avventure di uno di questi gruppi nella Pico-Union, a Venice e a Panorama

City (San Fernando Valley).

Guidata da un "soldato di ventura", due metri per l20 kg, di nome David Royball, questa squadra di

sicurezza è ben conosciuta tra i padroni degli immobili per la sua efficiente brutalità. Sospetti

spacciatori e i loro clienti, ma anche semplici balordi e altra gente che non piace ai proprietari, sono

fisicamente buttati fuori dalle case con una pistola alla tempia. Coloro che resistono o protestano

sono picchiati senza pietà. In un raid a Panorama City qualche anno fa, annota il "Times", Royball e

il suo gruppo rastrellarono così tanti residenti e occupanti a causa della droga da trasformare una

stanza per ricreazione in una cella di sicurezza e ammanettarono i cosiddetti arrestati a un muro

chiazzato di sangue". La polizia era a conoscenza di questa galera privata, ma respinse le lamentele

dei residenti "perché serviva a nobili scopi". Royball e la sua gang ricordano da vicino i cosiddetti

matador, o squadre armate in affitto, che pattugliano i quartieri urbani brasiliani e frequentemente,

mentre la polizia deliberatamente volta le spalle, giustiziano criminali abituali, ma anche qualche

ragazzo di strada. Il loro motto è che "si occupano di un lavoro quando tutti gli altri hanno fallito".

Come spiega uno dei più aggressivi concorrenti di Royball: "Qualcuno deve comandare, e quando

siamo la, noi lo facciamo. Quando qualcuno fa lo spiritoso, lo buttiamo a terra davanti a tutti i suoi

amici. Lo ammanettiamo e lo prendiamo a calci e quando arriva l'ambulanza ed è sulla barella gli

diciamo: "Hey denunciami!"

A parte la pratica di "affittare un killer", la città interna produce anche un alto fatturato per le ditte

produttrici di sbarre e gabbie per lo protezione domestica. La maggior parte delle baracche qui

sembrano più gabbie di uno zoo che case. Come in un film di George Romero, le famiglie operaie si

devono chiudere ogni notte bene al riparo dalla città esterna zombificata. Una conseguenza

inaspettata è la terribile frequenza con cui intere famiglie, intrappolate dalle sbarre delle loro case,

vengono uccise dalle fiamme degli incendi.

Le case-prigione hanno una forte risonanza nel panorama della città interna. Prima dell'esplosione

della primavera del '92, molti negozi di liquori, sul modello dei banchi di pegno, hanno

completamente ingabbiato la zona vicina alla cassa, nascondendo discretamente in posizioni

strategiche anche armi da fuoco. Ogni untuoso spaccio d'alimentari ha cominciato a far passare

hamburger e soldi attraverso vetrate antiproiettile acriliche. Palazzi di cemento senza finestre, con

facciate impossibili da graffitare, si sono diffuse nell'ultimo decennio nel panorama urbano come

acne giovanile. Oggi le compagine d'assicurazione hanno reso questi "bunker a prova di rivolta"

virtualmente obbligatori per la ricostruzione di molte zone.

Le scuole medie inferiori e superiori, nel frattempo, sono diventate sempre più indistinguibili dalle

galere. Mentre la spesa procapite per l'istruzione a Los Angeles è precipitata, le scarse risorse sono

state assorbite nel fortificare le scuole e nel pagare la polizia privata. Gli studenti si lamentano

amaramente delle classi sovraffollate e dei docenti demoralizzati per dei campus che sono diventati

poco più che riformatori per una generazione abbandonata. I cortili delle scuole sono diventati

terreno di battaglia. Come i loro genitori che una volta avevano imparato a stendersi sotto il banco

in caso di attacco atomico, agli studenti oggi "viene insegnato a buttarsi a terra al segnale del

docente in caso di... sparatoria, e a starsene li finché non abbiano ricevuto un altro segnale

altrettanto chiaro".

I sovvenzionamenti federali e i progetti di edilizia popolare, dal canto loro, cominciano a ricordare

gli infami "villaggi strategici" che erano usati per incarcerare la popolazione rurale del Vietnam.

Sebbene nessun progetto edilizio sia così sofisticato come il Cabrini-Green di Chicago, dove la

scansione della retina (come la sequenza d'apertura di Blade Runner) è usata per controllare

l'identità, la polizia esercita un controllo crescente sulla libertà di movimento. Come abitanti di una

nazione nemica, i residenti delle case popolari di ogni età sono fermati e controllati a completa

discrezione della polizia e le loro case sono perquisite senza mandato. In un episodio

particolarmente grave, solo un paio di settimane prima della rivolta del l992, la polizia di L.A. ha

arrestato più di cinquanta persone nel corso di un raid a sorpresa contro le case popolari del progetto

Watts Imperial Courts.

Nella città con i peggiori tagli all'edilizia pubblica, gli abitanti delle case popolari, terrorizzati dalla

minaccia degli sfratti, sono sempre più riluttanti a reclamare i propri diritti costituzionali contro le

perquisizioni illegali. Contemporaneamente sono state approvate delle linee-guida nazionali (che

saranno di certo riprese da Clinton) che permettono alle autorità preposte all'edilizia di sfrattare le

famiglie degli spacciatori e dei loro complici. Questo apre la porta a una politica di punizione

collettiva come quella praticata, per esempio, dagli israeliani contro le comunità palestinesi nella

West Bank.

4. LE MEZZE LUNE DELLA REPRESSIONE

Nel diagramma originale di Burgess, le "mezze lune" delle comunità etniche ("Germania", "Little

Sicily", "Black Belt" ecc.) e le ecologie architettoniche specializzate ("hotel residenziali", "le aree a

due piani" ecc.) tagliano il "bersaglio per le frecce" dello modello socio-economico fondamentale

della città. Nella Los Angeles metropolitana contemporanea sta emergendo una nuova specie di

comunità speciale in sincronia simpatetica con la militarizzazione del territorio. Per comodità

potremmo chiamarle "quartieri del controllo sociale" (d'ora in poi QCS). Essi fondono le sanzioni,

del codice penale e civile con la pianificazione del territorio per creare ciò che Michel Foucault

avrebbe senza dubbio riconosciuto come ulteriore istanza, dell'evoluzione dell'"ordine disciplinare"

della città del XX secolo.

Ecco come Christian Boyer parafrasa Foucault: "Il controllo disciplinare si estende distribuendo i

corpi nello spazio, collocando ogni individuo in una partizione cellulare, creando uno spazio

funzionale a partire da questa collocazione spaziale analitica. Alla fine questa matrice spaziale

diventa sia reale sia ideale: una organizzazione gerarchica di spazio cellulare e ordine puramente

ideale che era imposta sopra le sue forme."

I QCS esistenti (simultaneamente "reali e ideali") possono essere distinti a seconda della loro

modalità giuridica di "disciplina" spaziale. I quartieri di diminuzione, oggi rafforzati contro i graffiti

e la prostituzione nelle zone propriamente di Los Angeles e West Hollywood, hanno esteso i

tradizionali poteri di polizia sulle infrazioni (la fonte legale del finanziamento di tutto il piano

regolatore) dalla fabbrica nociva ai comportamenti nocivi.

Poiché sono auto-finanziati dalle multe o dalle imposte aggiunte (sulle vernici spray, ad esempio) i

quartieri di diminuzione permettono ai proprietari di case o ai gruppi di commercianti di definire un

intervento intensificato della polizia contro gli specifici problemi sociali.

I quartieri di espansione, rappresentati lungo tutta la California del Sud dalle zone "senza droga"

che circondano le scuole pubbliche, aggiungono pene extra federali/statali o "aumenti" ai crimini

commessi entro un raggio specifico di istituzioni pubbliche. I quartieri di contenimento sono

progettati per mettere in quarantena potenziali problemi sociali epidemici, che vanno dall'insetto

illegale immigrato, la mosca della frutta mediterranea, fino alle sempre più numerose masse di

senza casa angeleni. Sebbene la "zona di contenimento dei senza casa" del centro di Los Angeles

non rispetti il preciso, anche se surreale, cartello del Dipartimento statale dell'agricoltura che dice

"Zone di quarantena della mosca mediterranea", questa è purtuttavia uno dei più drammatici esempi

di QCS. Per regolamento, il traboccare di insediamenti di senza-casa nei distretti limitrofi, o dentro i

recinti più "in" della zona scanoramica di Downtown, è controllato dal loro "contenimento"

(termine ufficiale) all'interno di quelle zone sovrappopolate e totalmente, degradate come Central

City East (o "Nickle" per i suoi abitanti, come dire "100 lire"). Sebbene l'esplosione della

popolazione degli homeless, dovuta alla recessione, ha inesorabilmente fatto penetrare la gente di

strada, anche sui viali e i lotti vuoti dei quartieri vicini, all'anello centrale, la polizia di L.A.

mantiene la sua politica impietosa di riportarli nello squallore del "Nickle". La strategia contraria è

naturalmente, la formale esclusione dei senza-casa e degli altri gruppi di paria dagli spazi pubblici.

Una marea di città della zona Sud, da Orange County a Santa Barbara, inclusa anche la "Repubblica

Popolare di Santa Monica", hanno recentemente approvato l'ordinanza "anticampeggio" per levare

gli homeless dalla loro vista. Mentre Los Angeles e Pomona stanno emulando la cittadina di San

Fernando (città natale di Richie Valens, cantante rock'n'roll-mex, il soggetto del film La Bamba)

nell'espellere i membri delle gang dai parchi. Questi "parchi senza gang" rinforzano le sanzioni non

spazializzate contro i membri delle gang (specialmente il recente STEP, cioè un atto legislativo che

stabilisce misure di antiterrorismo e prevenzione) come esempi di "criminalizzazione sulla base

dello status" dove l'appartenenza al gruppo, anche in assenza di uno specifico atto criminale, porta

all’incriminazione.

La condizione criminale, per sua stessa natura, mette in gioco le proiezioni delle classi medie e le

fantasie conservatrici sulla natura delle "classi pericolose". Così nel XIX secolo, la borghesia

intraprese una crociata contro una ampiamente fantasmagorica "minaccia dei barboni" e, nel XX

secolo, contro una allucinatoria e domestica "minaccia rossa". A metà degli anni Ottanta, tuttavia, il

fantasma di Cotton Mather riapparve improvvisamente nella California meridionale. Le

affermazioni che i locali asili nido fossero congreghe di streghe dalle perversioni sataniche ci ributta

indietro nel XVII secolo al tempo del processo contro le streghe di Salem. Nel corso del processo

per le molestie all'asilo McMartin, senza dubbio la controversia più lunga e costosa dell'intera storia

americana, i bambini furono interrogati riguardo alle maestre-molestatrici che gli volavano intorno

sedute sulle scope e riguardo ad altre manifestazioni del "maligno".

Uno strascico che ha accompagnato l'isteria collettiva, che ha indubitabilmente minato l'immensa

miniera del senso di colpa paterno, è stata la creazione nella cittadina di San Dimas della prima

"zona di esclusione delle molestie ai bambini". Questo sobborgo, stile Twin Peaks, nella San

Gabriel Valley orientale, fu riempito di avvisi quali: "Giù le mani! I nostri bambini sono stati

fotografati e gli sono state prese le impronte digitali, per la loro protezione". Non so se le armate di

bavosi pedofili sulle montagne sopra San Dimas fossero veramente spaventate da questi

avvertimenti, ma ogni mappatura di spazio contemporaneo deve far prendere coscienza

dell'esistenza di tali zone oscure, "lynchiane", dove l’immaginario sociale" scarica le sue fantasie.

Al contempo la California meridionale del dopo-rivolta sembra sul punto di creare ancora più QCS.

Da una parte, l'introduzione del programma federale "Strappa le erbacce e semina", che mette in

collegamento i fondi di sviluppo comunitari con la repressione anti-gang, mette a disposizione una

nuova serie di incentivi per gli abitanti per adottare l'esclusione e/o le strategie di espansione. Come

molti attivisti hanno avvertito, lo "Strappa le erbacce e semina" e simile a una caricatura di stato di

polizia della "Guerra ai Poveri" del 1960, con il Dipartimento della Giustizia trasformato in un

manager del piano urbanistico. Il povero sarà forzato a cooperare alla sua stessa criminalizzazione,

come condizione del piano d'intervento urbano.

Dall'altra parte, le tecnologie emergenti possono dare ai conservatori, e probabilmente anche ai neo-

liberali, una vera opportunità per sperimentare proposte economiche per l'imprigionamento

comunitario come un'alternativa a dispendiosi programmi per la costruzione di prigioni. Guidato

dall'ideologo dell'Heritage Institute, Charles Murray, la cui polemica contro il programma di spesa

sociale del 1984 a favore dei poveri, chiamato Perdendo terreno, e il più potente manifesto dell'era

reganiana, i teorici conservatori stanno esplorando le implicazioni pratiche della città carceraria

descritta in opere fantascientifiche come 1997 Fuga da New York.

L'idea di Murray, proposta per la prima volta nel 1990 in New Republic, e che "le zone libere dalla

droga a uso della maggioranza" implicano mucchi di rifiuti sociali per la minoranza criminalizzata:

"Se il risultato dell'implementazione di queste politiche (diritto illimitato di padroni e impiegati di

discriminare nella scelta di lavoratori e assistenti) e di concentrare le mele marce in pochi quartieri

iper-violenti e anti-sociali, così sia. Ma come confinare veramente la sottoclasse nel suo "iper-

violento" super QCS e tenerla fuori dalle zone libere dalla droga delle classi superiori? Una

possibilità è la sistematica installazione di discreti cancelli di sicurezza che useranno dei criteri

biometrici, universalmente registrati, per controllare le folle e i passanti. La "soluzione più

elegante", secondo un recente articolo dell'"Economist", "è un apparecchio biometrico che agisce

senza che il soggetto debba assolutamente partecipare". Ad esempio la trama della retina, diversa in

ogni uomo, può essere scansionata da telecamere nascoste "senza che il soggetto se ne accorga."

"Questo potrebbe essere utile negli aeroporti, per controllare gli occhi di una tigre Tamil, o di

qualsiasi altro che passi inosservato alle guardie di sicurezza." Un'altra tecnologia emergente e

l'utilizzo della polizia dei satelliti "LandSat" collegati con il Servizio Informazione Geografica

(SIG). Quasi certamente entro la fine del decennio nelle più grandi aree metropolitane americane,

inclusa Los Angeles, saranno usati sistemi geosincroni LandSat-SIG per governare gli ingorghi del

traffico e supervisionare la pianificaztone urbana le stesse prerogative del LandSat-SIG potrebbero

essere ottimizzate economicamente e sincronizzate con le stazioni di polizia per sorvegliare i

movimenti di decine di migliaia di individui marchiati elettronicamente e delle loro automobili.

Sebbene questo monitoraggio, nell’immediato serva a salvaguardare le costose macchine sportive e

altri giocattoli dei ricchi, sarà veramente possibile usare la stessa tecnologia per mettere

l'equivalente elettronico di un paio di manette sulle attività di interi strati sociali. Tossicodipendenti

e membri di gang possono essere "codificati a barre" e liberati sotto la tutela dello sguardo

onnisciente di un satellite che traccerà i loro itinerari 24 ore su 24 e suonerà automaticamente se

varcano i confini dei loro quartieri di sorveglianza. Con queste tecnologie di controllo di stampo

orwelliano, il confino delle comunità e le comunità al confino significheranno in definitiva la stessa

cosa.

5. IL VICINATO TI STA GUARDANDO

Un'ansiosa delegazione di funzionari di polizia dall'ex Germania Est ha recentemente contattato il

dipartimento di polizia di Los Angeles: davanti a un massiccio risorgere del crimine e della violenza

etnica in seguito alla "occidentalizzazione", volevano disperatamente saperne di più sulle

personalità poliziesche più celebrate di Los Angeles. Ma non fecero domande sul commissario

Willie Williams o sul suo predecessore Daryl Gates. Piuttosto volevano informarsi su "Bruno il

Ladro", il crudele cartone animato con la maschera che appare in innumerevoli segnali che

delimitano i confini dell’area dell’"Osservatorio di vicinato".

Il programma dell'"Osservatorio di vicinato", che comprende più di 5.500 associazioni di vicinato di

controllo del crimine da San Pedro a Sylmar, è la più importante innovazione della polizia di L.A.

nel campo della polizia urbana. Attraverso ciò che Burgess chiamò "La zona delle case operaie",

che a Los Angeles comprende i quartieri di proprietà degli inquilini nel centro della città e anche i

sobborghi operai della San Fernando e San Gabriel Valley, un'amplissima rete di abitantiguardoni

mette a disposizione un sistema di sicurezza che è una via di mezzo tra l'anomia assediata e armata

dell'anello interno e le forze private di polizia dei più ricchi quartieri recintati.

L'"Osservatorio di vicinato" ora emulato da centinaia di città nordamericane ed europee, da

Rosemead a Londra, è una brillante idea dell'ex capo della polizia Ed Davis. del 1965-71 ciclo di

sommose in Southcentral e Est L.A., Davis considerò il programma come il punto fermo di una più

ampia stategia di "auto di base" disegnata per ricostruire il sostegno alla polizia di L.A. e per

stabilire una identità territoriale tra unità di pattuglia e abitanti. Sebbene Daryl Gates preferisse gli

SWAT team di sua invenzione alle "auto di base", il programma "Osservatorio di vicinato" continuò

a svilupparsi attraverso tutti gli anni Ottanta.

Secondo il portavoce della polizia il sergente Chistopher West: "le associazioni di quartiere

dell’"Osservatorio di vicinato" servono ad accrescere la solidarietà locale e la fiducia in se stessi di

fronte al crimine. Abbandonati dai loro responsabili di vicinato, gli abitanti diventano u vigili nella

protezione della proprietà e dei beni reciproci. Il comportamento sospetto viene immediatamente

riferito e gli inquilini si incontrano regolarmente con gli agenti delle pattuglie per pianificare delle

tattiche di prevenzione". in un negozio fu più pittoresco: "L’Osservatorio di vicinato" può essere

Un agente fuori-servizio

considerato come una carovana di carri dei film dei cow-boy. I cittadini sono i pionieri e lo scopo è

di fargli mettere i carri in cerchio e combattere gli indiani finché la cavalleria, cioè la polizia, non

possa arrivare a cavallo in loro aiuto". Non c'è bisogno di dire che questa analogia con il West ha i

suo lato oscuro. Chi, per esempio, si incaricherà di decidere quale comportamento è "sospetto" e chi

assomiglia a un "indiano"? Il pericolo, ovvio in ogni programma che arruoli migliaia di cittadini

come informatori della polizia sotto lo slogan ufficiale "Occhio agli estranei!" è che inevitabilmente

vengono colpiti anche gruppi o individui che non hanno commesso reati. I ragazzi del cerchio

interno sono in particolar modo vulnerabili a questo modo chiarissimo di etichettare e infastidire.

Tanto per capirci, fatemi raccontare cosa è successo a una recente assemblea dell'"Osservatorio di

vicinato" del mio quartiere (nella zona di Echo Park vicino a Downtown). Una donna bianca

anziana chiese a un giovane poliziotto come identificare i giovani delle gang dure. La sua risposta

fu sorprendentemente succinta: "I gangster hanno delle scarpe da ginnastica costose e pulite e

magliette ben stirate." La vecchia annui con approvazione per questo consiglio da "esperto", mentre

gli altri tra il pubblico si contorcevano sulle sedie al pensiero di quei giovani alla moda che

sarebbero stati fermati e interrogati per via di questo stereotipo idiota.

I critici si lamentano inoltre del fatto che l'"Osservatorio di vicinato" è lo strumento per manovre

politiche di parte. Anche il sergente West se ne è reso conto: "i responsabili degli isolati ricevono

l'incarico dagli agenti delle pattuglie e il programma tende certamente ad attrarre gli elementi

dell'intera popolazione più vicini alla polizia". Questi attivisti pro-polizia, inoltre, tendono a essere

socialmente non rappresentativi dei loro vicini di casa. Nelle zone a componente messicana, povere

e giovani, i capi del "vicinato" sono frequentemente scelti tra i più anziani e tra i pochi di origine

bianca. Nelle aree dove c'è una maggioranza di persone che vivono in case in affitto, gli attivisti

pro-polizia sono tipicamente proprietari di casa o piccoli padroni. Sebbene i regolamenti ufficiali

affermano che l'"Osservatorio di vicinato" è tendenzialmente apolitico, i suoi responsabili sono de

facto generalmente considerati i secondini del Parker Center. Nel 1986, ad esempio, il sindacato di

polizia ha svolto senza problemi una campagna d'opinione nei comitati di vicinato per la revoca

della maggioranza "liberal" alla corte suprema.

Le nuove "community policing advisory board" (una sorta di "consulte di comunità") nate al seguito

del pestaaggio i Rodney King non sono molto più indipendenti. Sebbene la commissione per le

riforme guidata da Warren Christopher abbia criticato il fallimento della polizia di L.A. nel

rispondere ai reclami dei cittadini, non si è però occupato delle questioni delle consulte. Proprio

come per l'"Osservatorio di quartiere", i membri delle consulte agiscono a discrezione dei

comandanti di polizia. Quando la consulta di Venice, ad esempio, osò sottoscrivere una proposta di

ballottaggio per la primavera del 1992 (la "Proposition F") sostenuta dall'ispettorato di polizia, ma

invisa al sindacato della polizia, essi furono immediatamente esautorati dal capitano del reparto di

polizia della zona. I timorosi ispettori rifiutarono successivamente di intervenire a sostegno dei loro

stessi sostenitori. Sebbene la retorica risuoni con tonalità da pionieri usciti da un film western di

John Ford, le pratiche reali dell'"Osservatorio" e delle consulte evocano più spesso i modelli dell'ex

Germania Est o della Corea del Sud, dove gli informatori della polizia in ogni isolato controllano i

loro vicini di casa e fanno la guardia sugli estranei sospetti.

6. MINI CITTADINE E GERONTOCRATI

Quando ho iniziato a studiare le "comunità imprigionate" della California del Sud nella metà del

1980, questa era una tendenza che riguardava solo i quartieri veramente ricchi o i nuovi

insediamenti sulla lontana frontiera metropolitana (ad esempio le aree che Burgess descrisse come i

"quartieri strettamente residenziali" o le "zone degli abbonati ferroviari"). Dalla ribellione della

primavera del l992, comunque, decine di normali quartieri residenziali di Los Angeles hanno

rivendicato il diritto di auto-segregarsi dal resto della città. Ecco come questo fenomeno viene

descritto da un giornale: "Dopo il 1980 c'è stato il boom dei mini-market; dopo il 1990 ci sarà il

boom delle mini-città."

Sebbene la criminalità e la sicurezza siano le motivazioni addotte

in pubblico, il valore immobiliare potrebbe essere la ragione più

profonda di tali ristrutturazioni. Alcuni agenti immobiliari hanno

stimato che la "carcerizzazione" può far lievitare il valore delle

case di almeno il 40% in dieci anni. Mentre le comunità incluse

zone di media borghesia nera come Windsor Village e Baldwin

Hills fanno a gara per raccoglierne i frutti, la "zona residenziale

IV" comincia ad assomigliare a un alveare fortificato, con ogni

isolato residenziale ora incasellato nella sua singola cella. In molti

casi, le associazioni dei proprietari della zona mettono a contratto

la loro "risposta armata" con una delle numerose multinazionali specializzate nella sicurezza

residenziale. Ovviamente questo fatto non fa che aumentare il "differenziale di sicurezza" tra la città

interna e le periferie. Le famiglie i cui figli sono già andati ad abitare altrove sono particolarmente

appassionate nel difendere quartieri ad accesso limitato. Ciò introduce un nuovo importante

elemento: Los Angeles non è semplicemente polarizzata tra ricchi e poveri, bensì tra giovani poveri

e vecchi ricchi.

Per di più, il censimento del 1990 ha mostrato che nella zona metropolitana di Los Angeles il

rapporto tra lo spazio-famiglia e lo spazio-uomo è il meno equilibrato del Paese. Sulle Westside e

Hollywood Hills, dove la "villificazione" era di moda, le più vecchie e piccole dimore dei bianchi

occupano spazi sempre più grandi, mentre nel resto della città le numerose famiglie latine sono

compresse in appartamenti sempre più ridotti. La California nel suo complesso è una gerontocrazia

incipiente e ogni distopia post-Blade Runner deve tener conto dell'esplosiva fusione delle

contraddizioni classiste, etniche e generazionali. Tre dei maggiori istituti demografici statali ci

hanno recentemente dato una previsione di ciò che i il prossimo futuro ci potrà riservare. Secondo

loro, nel "peggiore dei casi", la guerra civile scoppierà nel 2030, dopo che la classe dominante di

anziani bianchi figli del baby-boom, che vivono nei quartieri "controllati dalla squadre di sicurezza"

e che hanno confiscato la maggior parte degli introiti fiscali per sostenere i loro servizi geriatrici,

avrà oppresso duramente un'enorme sottoclasse di giovani latini che vivono in "barrios senza

illuminazione e non asfaltati": "Nelle assemblee verranno pianificate rivolte, i muri di sicurezza

verrano dati alle fiamme e crolleranno, la vendita di armi, e i loro prezzi, andranno alle stelle nelle

aree più vecchie. I giovani latini dipingeranno i più vecchi come parassiti che hanno goduto di tutti i

benefici della società quando questi erano gratuiti e ora continuano gaiamente a tassare i lavoratori

per mantenere il loro tenore di vita. I più vecchi dipingeranno i più giovani latini come estranei che

hanno goduto di benefici che sarebbero dovuti andare agli anziani, e li dipingeranno come "non

americani" che minacciano la purezza della cultura americana, come criminali contagiosi e senza

leggi. Ogni parte sarà preparata all'ultimo assalto.

Alla fine dell'estate del 1992 l'apparato legislativo della California

ha fatto passi da gigante nella realizzazione di questo scenario

quando ha tagliato selvaggiamente il budget per le scuole e i

servizi sociali. I Democratici sconfitti dall'attacco intransigente del

governatore Pete Wilson, che ha enfaticamente ripetuto che la

questione di fondo "non è la recessione attuale, è quella

demografica". Wilson, naturalmente, stava calcolando che i votanti

bianchi di mezza età (ancora una maggioranza elettorale) non

volevano più sostenere i tradizionali standard di alta qualità

dell'educazione pubblica californiana, ora che le scuole sono piene

di bambini latini e asiatici. Il voto sul budget ha così

effettivamente ratificato due ordini ineguali di cittadinanza e di

diritto.

7. UNIVERSI PARALLELI

Burgess e i suoi studenti, che presero la Chicago degli anni Venti come un vasto laboratorio di

ricerca, non ebbero mai dubbi sulla "cruda realtà" dei fenomeni che stavano sistematicamente

studiando. Un metodo empirico combaciava con una realtà empirica. L'immagine o la mitografia

della città non si frappone, anche se le spetterebbe di diritto, come sottofondo significativo. Né la

scuola di Chicago prestò attenzione al ruolo critico della "Columbian Exposition" come un ideal-

tipo dello lo sviluppo programmato per la città. Sebbene le esposizioni universali Chicago del 1892

e del 1933 fossero parchi a tema ante litteram, la sociologia urbana non poteva ancora creare uno

spazio per la città come simulazione.

Oggi il problema non può essere deluso. La città

contemporanea simula o si allucina almeno in due sensi

decisivi. Primo: nell'era della cultura elettronica e

dell'economia, la città si riduplica attraverso il complesso

dell'architettura della sua informazione e delle reti dei

media. Forse, come suggerisce William Gibson, le

interfacce tridimensionali dei computer permetteranno

presto ai flaneurs post-moderni (o "cowboy della consolle")

di vagabondare attraverso la luminosa geometria di questa

città mnemonica dove i data-base sono diventati "piramidi

blu" e "fredde armi a spirale". In questo modo, il cyberspazio urbano, come la simulazione

dell'ordine dell'informazione cittadina, sarà vissuto come sempre più segregato e privo di un vero

spazio pubblico a differenza della costruzione della città tradizionale. Soprattutto Southcentral e un

buco nero di dati e media, senza una programmazione TV locale via cavo o collegamenti con i

maggiori network di dati. Proprio come si trasformò in un ghetto abitativo/lavorativo all'inizio del

XX secolo nella città industriale, si sta ora evolvendo in un ghetto elettronico all'interno

dell'emergente città dell'informazione.

Secondo: l'immaginario sociale si sta sempre più incorporando in panorami simulacrali, come

parchi a tema, quartieri storici e iper-mercati, che sono tagliati fuori dal resto della città. Tutti i

"mostri sacri" della filosofia post-moderna (Baudrillard, Eco ecc.), naturalmente, sono d'accordo nel

definire Los Angeles capitale mondiale dell'"iper-realtà". Tradizionalmente i suoi più grandi parchi

a tema sono stati fondamentalmente simulazioni architettoniche dei film o della televisione. Al

vecchio Selig Zoo, ad esempio, Si può entrare dentro al set della giungla di Tarzan, mentre alla

Knotts Berry Farm o alla città fantasma di Calico si può partecipare a un classico western.

Disneyland, naturalmente, apre i cancelli al "magico mondo" dei cartoni animati e delle caricature

di personaggi storici.

Oggi, comunque, la città stessa, o piuttosto la sua idealizzazione, è diventata il soggetto della

simulazione. Con il recente declino dell'industria aeromilitare spaziale nella California meridionale,

il settore turistico/alberghiero/ricreativo è diventato la maggiore fonte d'impiego a livello regionale.

Ma i turisti sono diventati sempre più riluttanti ad avventurarsi negli evidenti pericoli della "giungla

urbana" di Los Angeles. Recentemente così si è espresso un funzionario dell'MCA: "C'è qualcuno

su ogni angolo di strada con un cartello 'lavoro in cambio di cibo' e la città non è più così

divertente".

La MCA e la Disney ritengono che la soluzione sia di ricreare i bit vitali della città all'interno dei

sicuri confini degli hotel-fortezza e dei parchi a tema cinti da mura. Come risultato, la Los Angeles

artificiale sta gradualmente venendo alla luce. In assenza, e un arcipelago di sportelli bancari ben

sorvegliati dove i ricchi turisti possono rilassarsi, spendere un sacco di soldi e "divertirsi" ancora.

Un invisibile esercito di lavoratori poco pagati, che vivono essi stessi in quei bantustan come il

barrio Santa Ana (a Disneyland) o i barrios del Lennox (LAX), fa funzionare armoniosamente la

macchina della simulazione. Poiché questi scenari simulati competono l'uno con l'altro

sull'"autenticità", ne derivano delle strane relazioni dialettiche. Le simulazioni tendono a copiare

non il loro "originale" dove questo esista), ma le altre simulazioni. Considerate, ad esempio, le


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa fa riferimento al corso di Etnologia tenuto dal Prof. Leschiutta. Si tratta di un articolo in cui l'urbanista Mike Davis prefigura il futuro distopico della metropoli post-moderna, e relaziona strettamente l'evoluzione delle reali strategie urbane con la produzione di immaginario fantascientifico o post-apocalittico.


DETTAGLI
Esame: ETNOLOGIA
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di ETNOLOGIA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Leschiutta Pierpaolo.

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