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Testo del Documento di Nara sull'Autenticità sottoscritto dai 45 partecipanti alla Conferenza internazionale, che si è tenuta a Nara dal 1 al 6 novembre 1994 su invito dell'Agenzia governativa giapponese per gli Affari Culturali e della Prefettura di Nara, in collaborazione con UNESCO, ICCROM e ICOMOS.

Esame di Aspetti teoretici e tecnici della conservazione docente Prof. M. Di Stefano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Documento di Nara - 1994

PREAMBOLO

1.Noi, esperti riuniti a Nara (Giappone), riteniamo doveroso rilevare la generosità e la

lungimiranza delle autorità giapponesi che ci hanno offerto l'opportunità di un incontro

destinato a mettere in discussione nozioni divenute tradizionali in materia di

conservazione del patrimonio culturale ed a instaurare un dibattito sulle vie ed i mezzi

necessari ad allargare gli orizzonti al fine di garantire un più grande rispetto della

diversità delle culture e dei patrimoni nella pratica della conservazione.

2.Noi abbiamo apprezzato nel suo giusto valore l'ambito della discussione così come

proposto dal Comitato del Patrimonio Mondiale, che si è dichiarato desideroso di

attenersi, al momento dell'esame dei dossiers di iscrizione ad esso sottoposti, ad un

concetto d autenticità rispettoso dei valori culturali e sociali di tutti i Paesi.

3. Il "Documento di Nara sull'autenticità" è concepito nello spirito della "Carta di

Venezia, 1964". Fondato com’è su questa Carta ne costituisce un prolungamento

concettuale. Esso prende atto del ruolo essenziale che il patrimonio culturale gioca oggi

in quasi tutte le società.

4.In un mondo in preda alle forze della globalizzazione e della banalizzazione, in cui la

rivendicazione dell'identità culturale si esprime talora attraverso un nazionalismo

aggressivo e l'eliminazione delle culture minoritarie, il principale contributo della presa

in conto dell'autenticità consiste, anche nella conservazione del patrimonio culturale,

nel rispettare e mettere in luce tutte le diversità della memoria collettiva dell'umanità. 3

Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano Documento di Nara - 1994

DIVERSITA’ CULTURALE E DIVERSITA DEL PATRIMONIO

5. La diversità delle culture e del patrimonio culturale costituisce una ricchezza intellettuale

e spirituale insostituibile per tutta l'umanità. Essa deve essere riconosciuta come un aspetto

essenziale del suo sviluppo. Non solo la sua protezione, ma anche la sua promozione, si

confermano come fattori fondamentali per lo sviluppo dell'umanità.

6. Questa diversità si esprime tanto nella dimensione spaziale che temporale, tanto per le

culture che per i modi di vita che ad esse sono legati. Nel caso in cui le differenze tra culture

potrebbero originare situazioni di conflitto, il rispetto della diversità culturale postula il

riconoscimento della legittimità specifici di tutte le parti in causa. (non c’è prevalenza)

7. Le culture e le società si esprimono in forme e modalità di espressione, sia materiali che

immateriali, che costituiscono il loro patrimonio. Queste forme e modalità devono essere

rispettate.

8. Sarà opportuno ricordare che l'UNESCO considera come principio fondamentale il fatto che

il patrimonio culturale di ciascuno costituisce il patrimonio culturale di tutti. In tal modo, le

responsabilità sul patrimonio e sulla maniera di gestirlo appartengono prioritariamente alla

comunità culturale che l'ha generato o a quella che ne ha la responsabilità. Tuttavia l'adesione

alle carte e alle convenzioni relative al patrimonio culturale implica l'accettazione degli

obblighi e dell'etica che stanno alla base di quelle carte e di quelle convenzioni. Di

conseguenza la ponderazione delle proprie esigenze nei riguardi di uno stesso patrimonio è

profondamente auspicabile, senza che tuttavia essa contraddica i valori fondamentali delle

culture di quelle comunità. (Autonomia degli Stati parte ma nel rispetto degli obblighi e

dell’etica che li sottendono) 4

Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano Documento di Nara - 1994

VALORE E AUTENTICITA’

9. La conservazione del patrimonio storico, in tutte le sue forme ed a qualsiasi epoca

appartenga, trova la sua giustificazione nel valore che viene attribuito a quel

patrimonio. La percezione più esatta possibile di quei valori dipende, tra l'altro, dalla

attendibilità delle fonti d informazione al riguardo. La loro conoscenza, comprensione e

interpretazione in rapporto alle caratteristiche originali e acquisite del patrimonio, al

suo divenire storico come al suo significato, fondano il giudizio di autenticità

concernente l'opera in causa con riguardo sia alla forma che alla materia dei beni

interessati.

10. L’ autenticità, quale considerata ed affermata nella "Carta di Venezia", appariva

come il fattore qualitativo essenziale rispetto alla attendibilità delle fonti d

informazione disponibili. Il suo ruolo rimane capitale sia negli studi scientifici ed

interventi di conservazione e restauro che nella procedura di iscrizione nella Lista del

Patrimonio Mondiale o in qualsiasi altro inventario del patrimonio culturale.

11. Sia i giudizi sui valori riconosciuti al patrimonio che quelli sui fattori di attendibilità

delle fonti d informazione possono differire da cultura a cultura e perfino all'interno di

una medesima cultura. E da escludere, di conseguenza, che i giudizi di valore e di

autenticità inerenti ad esse possano fondarsi su criteri uniformi. Al contrario, il rispetto

dovuto a tali culture esige che ogni opera sia considerata e giudicata in rapporto ai

criteri che caratterizzano il contesto culturale al quale esse appartengono. (Giudizio di

valore – OUV) 5

Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in restauro, conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Aspetti teoretici e tecnici della conservazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Di Stefano Maurizio.

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