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documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere."

Art. 3.

Notifica ai controinteressati

1. Fermo quanto previsto dall'articolo 5, la pubblica

amministrazione cui e' indirizzata la richiesta di accesso, se

individua soggetti controinteressati, di cui all'articolo 22,

comma 1, lettera c), della legge, e' tenuta a dare comunicazione agli

stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di

ricevimento, o per via telematica per coloro che abbiano consentito

tale forma di comunicazione. I soggetti controinteressati sono

individuati tenuto anche conto del contenuto degli atti connessi, di

cui all'articolo 7, comma 2.

2. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al

comma 1, i controinteressati possono presentare una motivata

opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso.

Decorso tale termine, la pubblica amministrazione provvede sulla

richiesta, accertata la ricezione della comunicazione di cui al

comma 1. Nota all'art. 3:

- Per il testo dell'art. 22 della legge 7 agosto 1990,

n. 241, si veda nelle note all'art. 2.

Art. 4.

Richiesta di accesso di portatori di interessi pubblici o diffusi

1. Le disposizioni sulle modalita' del diritto di accesso di cui al

presente regolamento si applicano anche ai soggetti portatori di

interessi diffusi o collettivi. Art. 5.

Accesso informale

1. Qualora in base alla natura del documento richiesto non risulti

l'esistenza di controinteressati il diritto di accesso puo' essere

esercitato in via informale mediante richiesta, anche verbale,

all'ufficio dell'amministrazione competente a formare l'atto

conclusivo del procedimento o a detenerlo stabilmente.

2. Il richiedente deve indicare gli estremi del documento oggetto

della richiesta ovvero gli elementi che ne consentano

l'individuazione, specificare e, ove occorra, comprovare l'interesse

connesso all'oggetto della richiesta, dimostrare la propria identita'

e, ove occorra, i propri poteri di rappresentanza del soggetto

interessato.

3. La richiesta, esaminata immediatamente e senza formalita', e'

accolta mediante indicazione della pubblicazione contenente le

notizie, esibizione del documento, estrazione di copie, ovvero altra

modalita' idonea.

4. La richiesta, ove provenga da una pubblica amministrazione, e'

presentata dal titolare dell'ufficio interessato o dal responsabile

del procedimento amministrativo ed e' trattata ai sensi

dell'articolo 22, comma 5, della legge.

5. La richiesta di accesso puo' essere presentata anche per il

tramite degli Uffici relazioni con il pubblico.

6. La pubblica amministrazione, qualora in base al contenuto del

documento richiesto riscontri l'esistenza di controinteressati,

invita l'interessato a presentare richiesta formale di accesso.

Nota all'art. 5:

- Per il testo dell'art. 22 della legge 7 agosto 1990, n.

241, si veda nelle note all'art. 2.

Art. 6.

Procedimento di accesso formale

1. Qualora non sia possibile l'accoglimento immediato della

richiesta in via informale, ovvero sorgano dubbi sulla legittimazione

del richiedente, sulla sua identita', sui suoi poteri

rappresentativi, sulla sussistenza dell'interesse alla stregua delle

informazioni e delle documentazioni fornite, sull'accessibilita' del

documento o sull'esistenza di controinteressati, l'amministrazione

invita l'interessato a presentare richiesta d'accesso formale, di cui

l'ufficio rilascia ricevuta.

2. La richiesta formale presentata ad amministrazione diversa da

quella nei cui confronti va esercitato il diritto di accesso e' dalla

stessa immediatamente trasmessa a quella competente. Di tale

trasmissione e' data comunicazione all'interessato.

3. Al procedimento di accesso formale si applicano le disposizioni

contenute nei commi 2, 4 e 5 dell'articolo 5.

4. Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di

trenta giorni, ai sensi dell'articolo 25, comma 4, della legge,

decorrenti dalla presentazione della richiesta all'ufficio competente

o dalla ricezione della medesima nell'ipotesi disciplinata dal

comma 2.

5. Ove la richiesta sia irregolare o incompleta, l'amministrazione,

entro dieci giorni, ne da' comunicazione al richiedente con

raccomandata con avviso di ricevimento ovvero con altro mezzo idoneo

a comprovarne la ricezione. In tale caso, il termine del procedimento

ricomincia a decorrere dalla presentazione della richiesta corretta.

6. Responsabile del procedimento di accesso e' il dirigente, il

funzionario preposto all'unita' organizzativa o altro dipendente

addetto all'unita' competente a formare il documento o a detenerlo

stabilmente. Nota all'art. 6:

- Si riporta il testo dell'art. 25 della legge 7 agosto

1990, n. 241:

«Art. 25 (Modalita' di esercizio del diritto di accesso

e ricorsi). 1. Il diritto di accesso si esercita mediante

esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi,

nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge.

L'esame dei documenti e' gratuito. Il rilascio di copia e'

subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione,

salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonche'

i diritti di ricerca e di visura.

2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere

motivata. Essa deve essere rivolta all'amministrazione che

ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.

3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione

dell'accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti

dall'art. 24 e debbono essere motivati.

4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta,

questa si intende respinta. In caso di diniego

dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello

stesso ai sensi dell'art. 24, comma 4, il richiedente puo'

presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai

sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e

nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali,

provinciali e regionali, al difensore civico competente per

ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la

suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato

istituito, la competenza e' attribuita al difensore civico

competente per l'ambito territoriale immediatamente

superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni

centrali e periferiche dello Stato tale richiesta e'

inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui

all'art. 27. Il difensore civico o la Commissione per

l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla

presentazione del-l'istanza. Scaduto infruttuosamente tale

termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore

civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo

il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e

lo comunicano all'autorita' disponente. Se questa non emana

il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni

dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o

della Commissione, l'accesso e' consentito. Qualora il

richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o

alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre

dalla data di ricevimento, da parte del richiedente,

dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla

Commissione stessa. Se l'accesso e' negato o differito per

motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a

soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante

per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia

entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso

inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un

procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo

I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003,

n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del

medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al

trattamento pubblico di dati personali da parte di una

pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti

amministrativi, il Garante per la protezione dei dati

personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante,

della Commissione per l'accesso ai documenti

amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine

per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del

parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso

inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria

decisione.

5. Contro le determinazioni amministrative concernenti

il diritto di accesso e nei casi previsti dal comma 4 e'

dato ricorso, nel termine di trenta giorni, al tribunale

amministrativo regionale, il quale decide in camera di

consiglio entro trenta giorni dalla scadenza del termine

per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti

che ne abbiano fatto richiesta. In pendenza di un ricorso

presentato ai sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e

successive modificazioni, il ricorso puo' essere proposto

con istanza presentata al presidente e depositata presso la

segreteria della sezione cui e' assegnato il ricorso,

previa notifica all'amministrazione o ai controinteressati,

e viene deciso con ordinanza istruttoria adottata in camera

di consiglio. La decisione del tribunale e' appellabile,

entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al

Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime

modalita' e negli stessi termini. Le controversie relative

all'accesso ai documenti amministrativi sono attribuite

alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti

possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza

del difensore. L'amministrazione puo' essere rappresentata

e difesa da un proprio dipendente, purche' in possesso

della qualifica di dirigente, autorizzato dal

rappresentante legale dell'ente.

6. Il giudice amministrativo, sussistendone i

presupposti, ordina l'esibizione dei documenti richiesti."

Art. 7.

Accoglimento della richiesta e modalita' di accesso

1. L'atto di accoglimento della richiesta di accesso contiene

l'indicazione dell'ufficio, completa della sede, presso cui

rivolgersi, nonche' di un congruo periodo di tempo, comunque non

inferiore a quindici giorni, per prendere visione dei documenti o per

ottenerne copia.

2. L'accoglimento della richiesta di accesso a un documento

comporta anche la facolta' di accesso agli altri documenti nello

stesso richiamati e appartenenti al medesimo procedimento, fatte

salve le eccezioni di legge o di regolamento.

3. L'esame dei documenti avviene presso l'ufficio indicato

nell'atto di accoglimento della richiesta, nelle ore di ufficio, alla

presenza, ove necessaria, di personale addetto.

4. I documenti sui quali e' consentito l'accesso non possono essere

asportati dal luogo presso cui sono dati in visione, o comunque

alterati in qualsiasi modo.

5. L'esame dei documenti e' effettuato dal richiedente o da persona

da lui incaricata, con l'eventuale accompagnamento di altra persona

di cui vanno specificate le generalita', che devono essere poi

registrate in calce alla richiesta. L'interessato puo' prendere

appunti e trascrivere in tutto o in parte i documenti presi in

visione.

6. In ogni caso, la copia dei documenti e' rilasciata

subordinatamente al pagamento degli importi dovuti ai sensi

dell'articolo 25 della legge secondo le modalita' determinate dalle

singole amministrazioni. Su richiesta dell'interessato, le copie

possono essere autenticate.

Nota all'art. 7:

- Per il testo dell'art. 25 della legge 7 agosto 1990,

n. 241 «Nuove norme in materia di procedimento

amministrativo e di diritto di accesso ai documenti

amministrativi», si vedano le note all'art. 6.

Art. 8.

Contenuto minimo degli atti delle singole amministrazioni

1. I provvedimenti generali organizzatori di cui all'articolo 1,

comma 2, riguardano in particolare:

a) le modalita' di compilazione delle richieste di accesso,

preferibilmente mediante la predisposizione di apposita modulistica;

b) le categorie di documenti di interesse generale da pubblicare

in luoghi accessibili a tutti e i servizi volti ad assicurare

adeguate e semplificate tecniche di ricerca dei documenti, anche con

la predisposizione di indici e la indicazione dei luoghi di

consultazione;

c) l'ammontare dei diritti e delle spese da corrispondere per il

rilascio di copie dei documenti di cui sia stata fatta richiesta,

fatte salve le competenze del Ministero dell'economia e delle

finanze;

d) l'accesso alle informazioni contenute in strumenti

informatici, adottando le misure atte a salvaguardare la distruzione,

la perdita accidentale, nonche' la divulgazione non autorizzata. In

tali casi, le copie dei dati informatizzati possono essere rilasciate

sugli appositi supporti, ove forniti dal richiedente, ovvero mediante

collegamento in rete, ove esistente.

Art. 9.

Non accoglimento della richiesta

1. Il rifiuto, la limitazione o il differimento dell'accesso

richiesto in via formale sono motivati, a cura del responsabile del

procedimento di accesso, con riferimento specifico alla normativa

vigente, alla individuazione delle categorie di cui all'articolo 24

della legge, ed alle circostanze di fatto per cui la richiesta non

puo' essere accolta cosi' come proposta.

2. Il differimento dell'accesso e' disposto ove sia sufficiente per

assicurare una temporanea tutela agli interessi di cui

all'articolo 24, comma 6, della legge, o per salvaguardare specifiche

esigenze dell'amministrazione, specie nella fase preparatoria dei

provvedimenti, in relazione a documenti la cui conoscenza possa

compromettere il buon andamento dell'azione amministrativa.

3. L'atto che dispone il differimento dell'accesso ne indica la

durata. Nota all'art. 9:

- Si riporta il testo dell'art. 24 ella legge 7 agosto

1990, n. 241:

«Art. 24 (Esclusione dal diritto di accesso). - 1. Il

diritto di accesso e' escluso:

a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai

sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive

modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di

divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal

regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche

amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;

b) nei procedimenti tributari, per i quali restano

ferme le particolari norme che li regolano;

c) nei confronti dell'attivita' della pubblica

amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi,

amministrativi generali, di pianificazione e di

programmazione, per i quali restano ferme le particolari

norme che ne regolano la formazione;

d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei

documenti amministrativi contenenti informazioni di

carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le

categorie di documenti da esse formati o comunque

rientranti nella loro disponibilita' sottratti all'accesso

ai sensi del comma 1 (89).

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate

ad un controllo generalizzato dell'operato delle pubbliche

amministrazioni.

4. L'accesso ai documenti amministrativi non puo'

essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di

differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli

interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo

nell'ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine

le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di

documenti, anche l'eventuale periodo di tempo per il quale

essi sono sottratti all'accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell'art. 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo

puo' prevedere casi di sottrazione all'accesso di documenti

amministrativi:

a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate

dall'art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla

loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e

individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale,

all'esercizio della sovranita' nazionale e alla continuita'

e alla correttezza delle relazioni internazionali, con

particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati

e dalle relative leggi di attuazione;

b) quando l'accesso possa arrecare pregiudizio ai

processi di formazione, di determinazione e di attuazione

della politica monetaria e valutaria;

c) quando i documenti riguardino le strutture, i

mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente

strumentali alla tutela dell'ordine pubblico, alla

prevenzione e alla repressione della criminalita' con

particolare riferimento alle tecniche investigative, alla

identita' delle fonti di informazione e alla sicurezza dei

beni e delle persone coinvolte, all'attivita' di polizia

giudiziaria e di conduzione delle indagini;

d) quando i documenti riguardino la vita privata o la

riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche,

gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento

agli interessi epistolare, sanitario, professionale,

finanziario, industriale e commerciale di cui siano in

concreto titolari, ancorche' i relativi dati siano forniti

all'amministrazione dagli stessi soggetti cui si

riferiscono;

e) quando i documenti riguardino l'attivita' in corso

di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti

interni connessi all'espletamento del relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti

l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia

necessaria per curare o per difendere i propri interessi

giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili

e giudiziari, l'accesso e' consentito nei limiti in cui sia

strettamente indispensabile e nei termini previsti

dall'art. 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.

196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e

la vita sessuale.». Art. 10.

Disciplina dei casi di esclusione

1. I casi di esclusione dell'accesso sono stabiliti con il

regolamento di cui al comma 6 dell'articolo 24 della legge, nonche'

con gli atti adottati dalle singole amministrazioni ai sensi del

comma 2 del medesimo articolo 24.

2. Il potere di differimento di cui all'articolo 24, comma 4, della

legge e' esercitato secondo le modalita' di cui all'articolo 9, comma

2. Nota all'art. 10:

- Per il testo dell'art. 24 della legge 7 agosto 1990,

n. 241, si veda nelle «Note all'art. 9».

Art. 11.

Commissione per l'accesso

1. Nell'esercizio della vigilanza sull'attuazione del principio di

piena conoscibilita' dell'azione amministrativa, la Commissione per

l'accesso, di cui all'articolo 27 della legge:

a) esprime pareri per finalita' di coordinamento dell'attivita'

organizzativa delle amministrazioni in materia di accesso e per

garantire l'uniforme applicazione dei principi, sugli atti che le

singole amministrazioni adottano ai sensi dell'articolo 24, comma 2,

della legge, nonche', ove ne sia richiesta, su quelli attinenti

all'esercizio e all'organizzazione del diritto di accesso;

b) decide i ricorsi di cui all'articolo 12.

2. Il Governo puo' acquisire il parere della Commissione per

l'accesso ai fini dell'emanazione del regolamento di cui

all'articolo 24, comma 6, della legge, delle sue modificazioni e

della predisposizione di normative comunque attinenti al diritto di

accesso.

3. Presso la Commissione per l'accesso opera l'archivio degli atti

concernenti la disciplina del diritto di accesso previsti

dall'articolo 24, comma 2, della legge. A tale fine, i soggetti di

cui all'articolo 23 della legge trasmettono per via telematica alla

Commissione per l'accesso i suddetti atti e ogni loro successiva

modificazione. Note all'art. 11:

- Si riporta il testo degli articoli 23 e 27 della

legge 7 agosto 1990, n. 241:

«Art. 23 (Ambito di applicazione del diritto di

accesso). - 1. Il diritto di accesso di cui all'art. 22 si

esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni,

delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e

dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei

confronti delle Autorita' di garanzia e di vigilanza si

esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo

quanto previsto dall'art. 24.».

«Art. 27 (Commissione per l'accesso ai documenti

amministrativi). - 1. E' istituita presso la Presidenza del

Consiglio dei Ministri la Commissione per l'accesso ai

documenti amministrativi.

2. La Commissione e' nominata con decreto del

Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio

dei Ministri. Essa e' presieduta dal Sottosegretario di

Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed e'

composta da dodici membri, dei quali due senatori e due

deputati, designati dai Presidenti delle rispettive Camere,

quattro scelti fra il personale di cui alla legge 2 aprile

1979, n. 97, su designazione dei rispettivi organi di

autogoverno, due fra i professori di ruolo in materie

giuridiche e uno fra i dirigenti dello Stato e degli altri

enti pubblici. E' membro di diritto della Commissione il

capo della struttura della Presidenza del Consiglio dei

Ministri che costituisce il supporto organizzativo per il

funzionamento della Commissione. La Commissione puo'

avvalersi di un numero di esperti non superiore a cinque

unita', nominati ai sensi dell'art. 29 della legge

23 agosto 1988, n. 400.

3. La Commissione e' rinnovata ogni tre anni. Per i

membri parlamentari si procede a nuova nomina in caso di

scadenza o scioglimento anticipato delle Camere nel corso

del triennio.

4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei

Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, a decorrere dall'anno 2004, sono determinati i

compensi dei componenti e degli esperti di cui al comma 2,

nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio della

Presidenza del Consiglio dei Ministri.

5. La Commissione adotta le determinazioni previste

dall'art. 25, comma 4; vigila affinche' sia attuato il

principio di piena conoscibilita' dell'attivita' della

pubblica amministrazione con il rispetto dei limiti fissati


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo, tenute dal Prof. Antonio Bartolini nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 184 del 2006 recante la disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi che ha modificato il capo V della legge n. 241 del 1990.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Bartolini Antonio.

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