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Evoluzione delle top income shares in Italia

Fonte: Alvaredo, Pisano (2009)

Top income shares (0,01%) e composizione

del reddito in Italia

Fonte: Alvaredo, Pisano (2009)

L’evoluzione della diseguaglianza nei paesi

avanzati: alcune interpretazioni

• Progresso tecnologico

• Apertura dei mercati dei beni e dei capitali

(globalizzazione)

• Aumento dell’importanza del settore dei servizi

• Cambiamenti istituzionali sul mercato del lavoro

• Variazioni negli effetti redistributivi delle politiche

pubbliche

• Cambiamenti nella struttura demografica e delle famiglie

• Cambiamenti nelle “norme sociali” verso la

diseguaglianza

• L’economia delle superstar

Progresso tecnologico

• Skill-biased technological change: il progresso

tecnologico ha prodotto un aumento della

domanda dei lavoratori skilled e una

diminuzione di quella unskilled, che si sono

scaricati sui salari provocandone una maggiore

dispersione

• Cerchiamo di darne una rappresentazione

grafica in termini di curve di domanda e offerta

di lavoro …

Progresso tecnologico e aumento della diseguaglianza

salario

salario L

L

Lavoratori con Lavoratori con alto

basso titolo di titolo di studio

studio Progresso tecnologico

• Problema: lo sbtc è comune a tutti i paesi ricchi, ma

solo in alcuni la diseguaglianza è cresciuta

• Inoltre lo sbtc non spiega come mai la

diseguaglianza è aumentata anche all’interno di

gruppi omogenei per livello di istruzione

• Sbtc: spiegazione forse calzante per USA e UK ma

poco per l’Italia: la domanda di lavoro skilled è

bassa (imprese medio-piccole, poca ricerca di base,

scarso rendimento dell’istruzione)

• Perché il rendimento dell’istruzione in Italia è

basso?

• Due spiegazioni alternative:

• A) imprese piccole fanno poca ricerca e non hanno

bisogno di capitale umano molto qualificato →

bisognerebbe incentivare le imprese a crescere di

dimensione e a diventare più innovative

• B) la scuola e l’università in Italia producono un

capitale umano scadente (indagini PISA), quindi le

imprese non trovano conveniente farne domanda →

bisogna riformare la scuola e l’università

• Chi ha ragione? Forse entrambe le tesi hanno una

parte di verità Globalizzazione

• Aspetto fondamentale: i paesi poveri producono beni e

servizi che vengono venduti in tutto il mondo

• Delocalizzazione delle produzioni ad alta intensità di

lavoro (tessile, calzature, metalmeccanico) verso i PVS

→ riduzione della domanda di lavoratori poco qualificati

nei paesi ricchi

• Anche quando non c’è delocalizzazione, i salari dei

lavoratori occupati nei settori industriali che producono

beni prodotti anche nei PVS vengono fissati sul mercato

globale → effetto di freno sui tassi di crescita dei salari

dei lavoratori dei paesi ricchi

Globalizzazione

• Eppure i paesi avanzati hanno una quota di

importazioni sul Pil dai PVS ancora bassa (2%

negli anni ’90), quindi …

• … servono altre spiegazioni, non solo

economiche, anche perché il tasso di

incremento della diseguaglianza nei paesi ricchi

registrato nella metà degli anni ‘80-’90 si è poi

ridotto o ha cambiato di segno ma la

globalizzazione non si è arrestata!

L’importanza del settore dei servizi

• Ridimensionamento del contributo del settore

dell’industria alla formazione del Pil e contestuale

incremento del peso del settore dei servizi, sia in

termini di valore aggiunto sia di occupati

• Figure professionali più eterogenee nel settore dei

servizi (dalla donna delle pulizie all’avvocato, …),

bassa adesione sindacale, contrattazione collettiva

meno diffusa, forme di lavoro nero: tutto questo

favorisce un’elevata concentrazione delle

retribuzioni.

Cambiamenti istituzionali sul mercato del

lavoro

• In Italia la “concertazione” ha portato all’abolizione nel

1992 dell’indennità di contingenza (la scala mobile), che

nei 15 anni precedenti aveva favorito la compressione

dei differenziali salariali (effetti dell’autunno caldo:

l’accordo 1975 Lama-Agnelli e il punto unico di

contingenza: aumenti assoluti uguali per tutti)

• Cambiamenti strutturali del sistema produttivo e

mutamenti del clima ideologico, che hanno ridotto

l’adesione al sindacato (sconfitte del sindacato dei

minatori contro la Thatcher negli anni ‘80, referendum

sulla scala mobile nel 1984)

Variazione negli effetti redistributivi delle

politiche pubbliche

• Riforme della tassazione personale del reddito (regola

aurea: riduzione degli scaglioni di reddito e

abbassamento dell’aliquota massima => riduzione della

progressività e del gettito => minore redistribuzione)

• La maggiore integrazione dei mercati finanziari ha

indotto una corsa al ribasso della tassazione dei redditi

da attività finanziarie

• Politiche di spesa per l’assistenza più selettive (maggiore

ricorso al targeting)

• Modifiche in senso restrittivo del sistema di

assicurazione sul mercato del lavoro (politiche di

workfare)

Cambiamenti nella struttura demografica e

delle famiglie

• Aumento dei tassi di dissoluzione delle famiglie e

diffusione dei nuclei monoparentali (nei paesi

anglosassoni diffusione del fenomeno delle lone

mothers, senza partner e senza lavoro)

• L’aumento della partecipazione femminile al

mercato del lavoro può portare ad un aumento della

diseguaglianza invece che a una riduzione, se sono

soprattutto le mogli di individui a reddito medio-alto

ad entrare nel mercato del lavoro (l’evidenza

empirica mostra che spesso “ci si sposa tra simili”,

per istruzione, per reddito, …)

Cambiamenti nelle “norme sociali” verso la

diseguaglianza

• Mutato atteggiamento dell’opinione pubblica verso la

diseguaglianza (la gente sembra essere disposta ad

accettare come normali livelli diseguaglianza più elevati

di un tempo)

• Spostamento del baricentro culturale verso posizioni pro-

mercato in tutti i paesi

• Sviluppi programmatici dei partiti di sinistra europei (New

Labour inglese anni ‘80-’90): maggiore enfasi

all’uguaglianza delle opportunità (nei punti di partenza) e

meno all’uguaglianza dei risultati

• Si recupera una visione di equità di tipo procedurale

(influenza politica delle teorie libertarie alla Nozick)

L’economia delle superstar

• Le interpretazioni precedenti non spiegano perché

dalla metà degli anni ‘90 sono aumentati in molti

paesi i redditi degli individui più ricchi in assoluto

(top incomes)

• I top incomes non sono un gruppo omogeneo:

1) star dello sport e dello spettacolo, il cui reddito è

molto aumentato grazie alle innovazioni

tecnologiche nei mezzi di comunicazione che

consentono di diffondere le loro performance ad una

platea molto ampia di consumatori;

2) alcune categorie di professionisti e i massimi

dirigenti delle grandi società per azioni (top

managers) remunerati tramite le stock options

L’economia delle superstar

• La teoria delle «superstar», per spiegare il

fenomeno dei working rich, si attaglia bene anche al

caso italiano

• Nell'elenco nominativo dei 500 maggiori contribuenti

Irpef 2000, pari a circa lo 0,01% del totale dei

contribuenti, accanto ai maggiori e più noti

imprenditori italiani (Tronchetti Provera, Armani, Del Vecchio,

trovavano posto 120

Versace, Agnelli, Berlusconi, ecc.)

individui il cui reddito prevalente proviene dal lavoro

dipendente: di questi ultimi 2/3 risultavano essere

calciatori o allenatori di calcio (Del Piero, Totti, Batistuta,

Ronaldo, Maldini, Vieri, Inzaghi, Lippi, ecc.)

La povertà: l’Italia in una prospettiva

internazionale

• Dati LIS

• Linea povertà relativa: 60% mediana distribuzione

individuale dei redditi familiari disponibili equivalenti

(scala di equivalenza: N )

0,5

• Il ranking riflette quello relativo alla diseguaglianza (i

meno poveri sono i paesi del Nord-Europa, i più poveri

gli anglosassoni)

• La povertà negli anni’80-90 è aumentata in quasi tutti i

paesi

• L’incremento ha riguardato soprattutto i minori, mentre la

condizione degli anziani è spesso migliorata

Povertà relativa nelle economie avanzate:

trend e livelli recenti (dati Lis)

Valore più Periodo di Variazione Variazione Variazione

recente del variazione dell’indice di dell’indice di dell’indice di

tasso di diffusione tra diffusione diffusione

diffusione (e l’inizio e la fine del calcolato sui calcolato sugli

anno) periodo minori (<18) anziani (>64)

Olanda 11,1 (1999) 83-99 +3,5 +5,2 +8,2

Svezia 12,0 (2005) 81-05 +2,8 +3,2 +8,7

Germania 13,4 (2000) 81-00 +2,8 +6,1 -7,3

Finlandia 13,5 (2004) 87-04 +2,4 +3,3 -6,2

Francia 13,7 (2000) 79-00 -0,8 +2,3 -7,8

Belgio 16,1 (2000) 85-00 +5,6 +1,9 +14,7

Regno Unito 19,2 (2004) 79-04 +1,9 +8,8 -21,1

Canada 19,9 (2004) 81-04 +1,0 +3,9 -21,7

Italia 20,0 (2000) 86-00 +2,6 +7,4 +0,9

Australia 20,4 (2003) 81-03 +2,0 +1,9 -4,8

Irlanda 22,5 (2000) 87-00 +2,5 -3,2 +29,4

Stati Uniti 24,1 (2004) 79-04 +2,8 +2,2 -2,7


PAGINE

40

PESO

310.12 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia pubblica del professor Stefano Toso, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: il reddito personale e la sua distribuzione in Italia negli ultimi trent'anni; l'evoluzione della disuguaglianza in Italia e le sue possibili spiegazioni; gli effetti della globalizzazione e del contesto internazionale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in occupazione, mercato, politiche sociali e servizio sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Toso Stefano.

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