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Evoluzione recente della diseguaglianza in

Italia: una prospettiva internazionale

• L’Italia è tra i paesi con più alta diseguaglianza

(insieme a Uk e Usa), all’estremo opposto il nord-

Europa, in mezzo l’Europa continentale.

• Trend comune ai paesi: gli anni ‘70-80 non hanno

fatto segnare incrementi rilevanti della

diseguaglianza, che è invece aumentata nel

decennio successivo. Il periodo più recente mostra

andamenti più incerti.

• Uniche eccezioni: Uk e Usa, per le quali vi è stato

un aumento sensibile in almeno 2 periodi su 3.

• Malgrado alcune tendenze di fondo, il saldo netto

alla fine del periodo è diverso da paese a paese.

Trend della diseguaglianza in alcuni paesi avanzati (dati Lis-Oecd)

Variazione Variazione Variazione Indice di Gini

della della della alla metà del

diseguaglianza diseguaglianza diseguaglianza primo decennio

da metà anni da metà anni da metà anni del 2000

’70 a metà anni ’80 a metà anni ’90 a metà

’80 ’90 primo decennio

del 2000

Svezia - + ++ 0,234

Finlandia - + ++ 0,269

Francia - + 0 0,270

Olanda 0 ++ - 0,271

Belgio 0 + - 0,271

Germania - + ++ 0,298

Australia 0 + - 0,301

Canada - + ++ 0,317

Irlanda - ++ + 0,328

Regno Unito ++ ++ - 0,335

Italia - - ++ + 0,352

Stati Uniti ++ ++ + 0,381

(-) lieve calo (-1%;-6%); (--) forte calo (-7%;-15%); (+) lieve aumento (1%;6%); (++) forte aumento (7%;15%);

(0) variazione non significativa

La diseguaglianza in Italia

• Non esistono rilevazioni ufficiali in Italia, tali da dare un

quadro dell’evoluzione di medio-lungo periodo

• Elaborazioni su archivio storico delle Indagini Banca

d’Italia (1977-2006)

• Unità d’analisi: individuo

• Unità di riferimento per la valutazione del benessere

economico: famiglia

• Variabile economica: reddito disponibile familiare

equivalente

• Scala di equivalenza: Isee (s=N )

0.65

• Indici usati: Gini, deviazione logaritmica media, Atkinson

(ε=2)

La diseguaglianza in Italia negli ultimi 30 anni

• La diseguaglianza in Italia ha seguito un moderato

andamento ad U:

• in diminuzione dalla metà degli anni ’70 fino alla fine

degli anni ’80, in aumento nel decennio successivo, con

un andamento stazionario dai primi anni 2000 in poi.

• La diseguaglianza dei redditi familiari disponibili è in

parte determinata da quella dei redditi individuali da

lavoro, che si è mossa in modo simile:

• si è ridotta fino alla fine degli anni ’80 (onda lunga

dell’”autunno caldo”), è aumentata nel decennio

successivo (abolizione nel 1992 dell’indennità di

contingenza, diffusione di forme contrattuali flessibili)

La diseguaglianza della distribuzione del reddito equivalente in Italia

Nota: y : reddito non comprensivo dei redditi da attività finanziarie,

1

y : reddito al lordo delle attività finanziarie.

2

Fonte: elaborazioni sui dati dell’Indagine Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, archivio storico.

La diseguaglianza in Italia: decennio 1995-

2006

• La diseguaglianza in Italia è stabile nell’ultimo decennio (Gini

intorno allo 0.33-0.35)

• Tuttavia, se si esamina l’evoluzione tra il 1995 e il 2006 del

reddito disponibile reale delle famiglie, distinte per condizione

del principale percettore di reddito nel nucleo, si notano alcuni

mutamenti: il reddito disponibile dei lavoratori indipendenti è

cresciuto più della media, meno della media quello di operai e

impiegati

• L’aumento del reddito degli indipendenti è anche dovuto al

processo di ricomposizione interno al lavoro autonomo: la

quota degli indipendenti sul totale della forza lavoro è in calo

=> effetto di selezione (restano sul mercato solo i soggetti più

forti, mentre gli altri transitano al lavoro dipendente).

Reddito disponibile equivalente reale al netto degli affitti imputati

per condizione del principale percettore di reddito in famiglia, euro 2006

35000 operaio (+12%)

impiegato, insegnante

30000 (+13%)

dirigente, quadro

25000 (+22%)

autonomo (+58%)

20000 altro indipendente

(+40%)

15000 pensionato (+27%)

10000 totale (+26%)

1995 1998 2000 2002 2004 2006

Fonte: elaborazioni sull’archivio storico dell’ Indagine Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie.

La diseguaglianza in Italia (1995-2006):

alcune spiegazioni

• Colpa dell’Euro? No, perché il miglioramento delle posizioni relative

a vantaggio del lavoro autonomo inizia a metà degli anni ’90, prima

della sua introduzione (2002), che può solo aver accentuato gli

effetti di una tendenza di fondo

• La scarsa crescita dei redditi dei lavoratori dipendenti ha due cause

principali, la prima internazionale, la seconda tipica dell’Italia:

• 1) la globalizzazione, che comprime il loro potere negoziale a causa

della concorrenza dei beni provenienti dai paesi a basso costo del

lavoro e della minaccia di delocalizzazione

• 2) la dinamica insoddisfacente della produttività, che ha determinato

una crescita del Pil pro capite molto inferiore alla media europea a

partire dalla metà degli anni ’90. A parità di potere d’acquisto, il

reddito italiano per abitante nel 2000 era del 4% più alto della media

dell'Ue15; nel 2006 era più basso dell’8%

La diseguaglianza di lungo periodo:

i top incomes

• L'andamento di medio-lungo periodo della

diseguaglianza dei redditi può essere esaminato anche

con riferimento all'evoluzione nel tempo della coda di

destra della distribuzione (top incomes)

• La maggiore diseguaglianza registratasi negli ultimi

vent'anni nei paesi anglosassoni è stata accompagnata

da un aumento delle quote del reddito totale che vanno

ai più ricchi. Tra le cause dell’aumento, i maggiori

emolumenti ai top managers. I top incomes oggi,

tuttavia, sono fatti non solo di redditi da capitale ma

anche da lavoro dipendente (star dello sport/spettacolo).

• Tendenze comuni ai paesi industrializzati? E l’Italia?

Evoluzione della quota del reddito nazionale che va

allo 0,1% più ricco della popolazione in alcuni paesi

0.12

0.1

0.08 Francia

0.06 Usa

Uk

0.04

0.02

0 1913 1923 1933 1948 1958 1968 1973 1978 1993 2003

1918 1928 1938 1943 1953 1963 1983 1988 1998

Fonte: Atkinson, Piketty (2007)

I top incomes in Italia

• L’analisi dei top incomes in Italia non abbraccia un

secolo ma solo un trentennio (1974-2004)

• Le top income shares mostrano un pattern persistente di

crescita a partire dalla metà degli anni ’80, guidato dalla

dinamica dei redditi da lavoro autonomo e dipendente

• Nonostante questo trend, l’incremento delle top income

shares non assume le proporzioni degli USA o degli altri

paesi anglosassoni

• La maggiore concentrazione del reddito tra i ricchi, dalla

metà degli anni ’80 in poi, sembra essere un fenomeno

interno all’ultimo ventile (top 5%) e in particolare

all’ultimo percentile (top 1%) o sottomultipli.

Evoluzione delle top income shares in Italia

Fonte: Alvaredo, Pisano (2009)

Top income shares (0,01%) e composizione

del reddito in Italia

Fonte: Alvaredo, Pisano (2009)

L’evoluzione della diseguaglianza nei paesi

avanzati: alcune interpretazioni

• Progresso tecnologico

• Apertura dei mercati dei beni e dei capitali

(globalizzazione)

• Aumento dell’importanza del settore dei servizi

• Cambiamenti istituzionali sul mercato del lavoro

• Variazioni negli effetti redistributivi delle politiche

pubbliche

• Cambiamenti nella struttura demografica e delle famiglie

• Cambiamenti nelle “norme sociali” verso la

diseguaglianza

• L’economia delle superstar

Progresso tecnologico

• Skill-biased technological change: il progresso

tecnologico ha prodotto un aumento della

domanda dei lavoratori skilled e una

diminuzione di quella unskilled, che si sono

scaricati sui salari provocandone una maggiore

dispersione

• Cerchiamo di darne una rappresentazione

grafica in termini di curve di domanda e offerta

di lavoro …

Progresso tecnologico e aumento della diseguaglianza

salario

salario L

L

Lavoratori con Lavoratori con alto

basso titolo di titolo di studio

studio Progresso tecnologico

• Problema: lo sbtc è comune a tutti i paesi ricchi, ma

solo in alcuni la diseguaglianza è cresciuta

• Inoltre lo sbtc non spiega come mai la

diseguaglianza è aumentata anche all’interno di

gruppi omogenei per livello di istruzione

• Sbtc: spiegazione forse calzante per USA e UK ma

poco per l’Italia: la domanda di lavoro skilled è

bassa (imprese medio-piccole, poca ricerca di base,

scarso rendimento dell’istruzione)

• Perché il rendimento dell’istruzione in Italia è

basso?

• Due spiegazioni alternative:

• A) imprese piccole fanno poca ricerca e non hanno

bisogno di capitale umano molto qualificato →

bisognerebbe incentivare le imprese a crescere di

dimensione e a diventare più innovative

• B) la scuola e l’università in Italia producono un

capitale umano scadente (indagini PISA), quindi le

imprese non trovano conveniente farne domanda →

bisogna riformare la scuola e l’università

• Chi ha ragione? Forse entrambe le tesi hanno una

parte di verità


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia pubblica del professor Stefano Toso, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: il reddito personale e la sua distribuzione in Italia negli ultimi trent'anni; l'evoluzione della disuguaglianza in Italia e le sue possibili spiegazioni; gli effetti della globalizzazione e del contesto internazionale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in occupazione, mercato, politiche sociali e servizio sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Toso Stefano.

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