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DISTURBO SCHIZOTIPICO

Lo schizotipo, da adulto,

imiterà il modello genitoriale di

“sapere” attraverso canali

speciali. Penserà di essere in

grado di conoscere le cose “a

distanza” (sesto senso,

telepatia) e di avere

informazioni sugli eventi che

influenzano la vita degli altri e

di essere capace, lui stesso, di

influenzarla.

DISTURBO SCHIZOTIPICO

Lo schizotipico si renderà

disponibile, sul modello del

proprio genitore bizzarro,

non essendo cattivo o

crudele, a mettere a

disposizione degli altri, al fine

di aiutarli, la sue particolari

capacità.

Il tutto da una posizione di

distacco, di non

coinvolgimento personale.

CLUSTER B

Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico.

• Immagine del sè cronicamente instabile:

non coeso,instabile nelle intenzioni, nel tempo e

nelle situazioni, nel genere, nei valori etici e culturali.

Più stabile è il pt narcisista per il mascheramento del sè grandioso

• Per i meccanismi di difesa primitivi hanno difficoltà nel controllo

degli impulsi, nella regolazione degli affetti nella tolleranza della

frustrazione, dell' ansia e della depressione in modo così grave da

interferire con l' adattamento alla realtà esterna ed interna

• Conservazione della capacità di mantenere il contatto con la realtà

Disturbo Antisociale di personalità (DSM IV TR)

I l disturbo antisociale è una combinazione del DP

narcisistico e del dist. della condotta

A. Un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei

diritti degli altri, che si manifesta fin dall’età di 15 anni,

come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

1)incapacità di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il

comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte

suscettibili di arresto

2)disonestà, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare gli altri

ripetutamente, per profitto o per piacere personale

3)impulsività o incapacità di pianificare

4) irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o

assalti fisici ripetuti

5) inosservanza spericolata delle sicurezza propria e

degli altri

6) irresponsabilità abituale, come indicato dalla

ripetuta incapacità a sostenere una attività

lavorativa continuativa, o a far fronte ad obblighi

finanziari

7) mancanza di rimorso, come indicato dall’essere

indifferenti o dal razionalizzare dopo aver

danneggiato, maltrattato o derubato un altro

DISTURBO ANTISOCIALE

In famiglia sono presenti

sia un grosso attacco personale, fisico e

psicologico, da parte di un genitore verso il

bambino

che una enorme trascuratezza da parte

della figura di riferimento.

Comportamenti aggressivi in famiglia e

l’appartenenza ad una sottocultura che

valorizza l’espressione della aggressività

come virilità predispongono all’isolamento

sociale del bambino

DISTURBO ANTISOCIALE

Come il soggetto borderline, anche

l’antisociale ha interiorizzato la trascuratezza e

l’abbandono genitoriali.

L’isolamento sociale ha reso il b.

poco consapevole dei propri

bisogni.

incapace di prendersi cura di se e di

mettersi nei panni degli altri.

pronto a mostrare comportamenti

violenti e di sfruttamento.

L’antisociale di fatto non lega con nessuno e

rimane isolato.

DISTURBO ANTISOCIALE

Nel contesto familiare di generale

trascuratezza, si verificano,

inaspettatamente, episodi di

ferrea disciplina da parte dei

genitori: un controllo occasionale,

imprevisto ed inadeguato,

accompagnato da forte biasimo.

L’indipendenza diventa la difesa

contro il temuto controllo

genitoriale.

DISTURBO ANTISOCIALE

Il modello familiare è “incapace di

fornire cure”, è caratterizzato

da apparente benevolenza

da preoccupazione superficiale e

passeggera per il benessere del figlio

da controllo sporadico, inadeguato e

violento.

Questo modello è stato interiorizzato dal

bambino, che ha imparato così ad

esercitare un controllo, ad incantare ed

aggirare gli altri, offrendo loro

“splendide opportunità di aiuto”

mentre, in realtà, li imbroglia per

ottenere propri tornaconti.

Disturbo borderline di personalità (DSM IV TR)

A.Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni

interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una

marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e

presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei

seguenti elementi:

1)tentativi frenetici per evitare un reale o immaginario

abbandono

2)un quadro di relazioni interpersonali instabili ed intense,

caratterizzate dall’alternanza tra i due estremi della

iperidealizzazione e svalutazione

3)alterazione dell’identità: immagine di sé e percezioni di sé

marcatamente e persistentemente instabili

4)impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente

dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di

sostanze, guida spericolata

5)ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari o gesti

di autolesionismo.

6)Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività

dell’umore ( per es. episodica intensa disforia, irritabilità o

ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente

più di pochi giorni)

7)Sentimenti cronici di vuoto

8)Rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la

rabbia ( per es. frequenti accessi di ira o rabbia costante,

ricorrenti scontri fisici)

9)Ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori

reattivi a situazioni stimolo.

BORDERLINE

Il primo sviluppo borderline è stato

caratterizzato da trascuratezza, esperienze

di abbandono traumatiche, vissuti di

solitudine alternati a relazioni seduttive

Famiglie caotiche con storie di lotte,

infedeltà, alcolismo, aborti, abusi sessuali,

famiglie che spiegano l’erotizzazione

dell’autolesionismo (piacere confuso con il

dolore)

Famiglie imprevedibili ora affettive ora

sprezzanti che bloccano la via della

realizzazione personale e l’autonomia

Disturbo istrionico di personalità (DSM IV TR)

A. Un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di

ricerca di attenzione, che compare entro la prima età

adulta ed è presente in una varietà di contesti, come

indicato da cinque ( o più ) dei seguenti elementi:

1) è a disagio in situazioni nelle quali non al centro

dell’attenzione

2) l’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da

comportamento sessualmente seducente o provocante

3)manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente

mutevole e superficiale

4)costantemente utilizza l’aspetto fisico per attirare

l’attenzione su di se

5)lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e

privo di dettagli

6)mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione

esagerata delle emozioni

7)è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e

dalle circostanze

8)considera le relazioni più intime di quanto non siano

realmente

DISTURBO ISTRIONICO

Il bambino era amato per il suo

aspetto esteriore ed i suoi modi

piacevoli

L’immagine di se che il bambino ha

sviluppato non si basa su capacità

personali, sul sapere affrontare e

risolvere situazioni problematiche, ma

sul suo essere bello, attraente,

piacevole e divertente

DISTURBO ISTRIONICO

Il soggetto prototipo è

una bella ragazza,

ammirata e prediletta

dal suo interessante

padre che lei ammira e

adora. La loro è una

relazione molto intensa

anche se non di tipo

incestuoso

DISTURBO ISTRIONICO

C’è competizione, invece, tra figlia e

madre: le due donne sono gelose

l’una dell’altra

La passione tra padre e figlia è

pubblica, viene esibita, tutti sanno

che lei è la “cocca di papà”. La

moglie passa in secondo piano e la

figlia diventa per il padre, da un

punto di vista interpersonale anche se

non sessuale, l’”altra”

DISTURBO ISTRIONICO

Non c’è solo “copione edipico”

L’ammirazione per la bellezza, la

simpatia e la capacità di essere un

buon intrattenitore, può giungere

indifferentemente anche dai nonni o

da zii significativi, può essere diretta

verso figli sia maschi che femmine

Il soggetto è eccitato per

l’ammirazione (strumentale) di suoi

aspetti gratuiti non meritati

DISTURBO ISTRIONICO

La conseguenza di questo investimento e

riconoscimento da parte di uno o più

familiari solo sull’aspetto fisico sarà che il

futuro istrionico non ha imparato ad essere

capace di affrontare le difficoltà ed di

risolvere i problemi

Da adulto avrà bisogno di avere vicino un

partner che gli fornisca un grande e

continuo sostegno, che faccia le sue cose

al posto suo

DISTURBO ISTRIONICO

Un’altra conseguenza del rapporto

privilegiato che il soggetto ha

instaurato con il partner edipico è che

le persone di sesso omologo,

potenziali rivali, verranno trattate con

disprezzo

Una ragazza, per esempio, penserà

che il potere e l’affetto siano forniti

solo dagli uomini e che le altre donne

siano delle “perdenti” e delle rivali

DISTURBO ISTRIONICO

Un soggetto che svilupperà un disturbo

istrionico ha imparato che attraverso la

seduzione può esercitare una grossa

influenza su chi ha potere, su chi può

soddisfare tutti i suoi bisogni.

Ha appreso che la bellezza , il fascino, la

capacità di intrattenere, hanno un valore

funzionale e possono essere usati per

sedurre e controllare coloro che contano.

Il suo senso di competenza è legato a

capacità esteriori e non concrete.

DISTURBO ISTRIONICO

La “forma” è più importante della “sostanza”

“Sii seducente ed attraente, quelli che

verranno sedotti si prenderanno cura di te.

Non hai bisogno di imparare a fare le cose

per te stesso, l’importante è riuscire,

attraverso il tuo aspetto fisico, ad agganciare

chi, avendo potere, può provvedere a tutto”

Il modello dell’istrionico è quello della

“dipendenza coercitiva”

Disturbo Narcisistico di Personalità (DSM IV TR)

Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel

comportamento), necessità di ammirazione e mancanza

di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è

presente in una varietà di contesti, come indicato da

cinque (o più) dei seguenti elementi:

1) ha un senso grandioso di importanza (per es.

esagera risultati e talenti, si aspetta di essere notato

come superiore senza una adeguata motivazione)

2) è assorbito da fantasie illimitate di successo,

potere, fascino, bellezza e di amore ideale

3) crede di essere “speciale” e unico, e di dover

frequentare e poter essere capito solo da altre persone

(o istituzioni) speciali o di classe elevata

4)richiede eccessiva ammirazione

5)ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, cioè, la

irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di

soddisfazione immediata delle proprie aspettative

6)sfruttamento interpersonale, cioè si approfitta degli

altri per i propri scopi

7)manca di empatia: è incapace di riconoscere o di

identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri

8)è spesso invidioso degli altri, o crede che gli altri lo

invidino

9)mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e

presuntuosi.

DISTURBO NARCISISTA

La sottomissione adorante non

offre limiti e contenimento e

superata l’infanzia è

veramente deleteria

La permissività incondizionata

non lascia mai il posto ad un

sano confronto con la realtà

La frustrazione non rientra tra

le modalità educative dei

genitori

DISTURBO NARCISISTA

Il genitore ha continuato a dare senza

chiedere nulla in cambio, senza

responsabilizzarlo. Ciò ha portato

all’aspettativa arrogante che anche

gli altri debbano sempre comportarsi

con lui in maniera analoga.

Egli pensa di essere sempre al primo

posto.

Se le sue aspettative non vengono

corrisposte, il narcisista prova forte

rabbia verso chi sembra averlo offeso

e la esprime senza farsi grossi scrupoli.

Tende a controllare gli altri e rivendica

per sé una grande autonomia

DISTURBO NARCISISTA

Egli non può permettersi di

deludere “colui che si

specchia in lui” e che vive

per i suoi successi,

altrimenti si sentirà

terribilmente solo, triste e

vuoto

Non è mai troppo tardi per

sviluppare un disturbo

narcisistico CLUSTER C

Evitante, Dipendente ed Ossessivo-Compulsivo

• Hanno un senso integrato del sé includendo tratti positivi e negativi

• Vedono gli altri in modo realistico

• Hanno una qualche capacità di tollerare l' ansia e

di controllare l' impulsività

• Sono severi

• Hanno capacità di stabilire relazioni non superficiali

con gli altri riconoscendo la separatezza

• Sono inibiti nell' affermare sentimenti sessuali aggressivi e irritanti

• I disturbi sono percepiti come ego-distonici, responsabilizzandosi

più del dovuto

Disturbo Evitante di Personalità (DSM IV TR)

Un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di

inadeguatezza, e ipersensibilità al giudizio negativo, che

compare entro la prima età adulta, ed è presente in una

varietà di contesti, come è indicato da quattro (o più) dei

seguenti elementi:

1) evita attività lavorative che implicano un

significativo contatto interpersonale, poiché teme di

essere di essere criticato, disapprovato, o rifiutato

2) è riluttante nell’entrare in relazione con persone, a

meno che non sia certo di piacere

3) è inibito nelle relazioni intime per il timore di

essere umiliato o ridicolizzato, è riservato, ha difficoltà

a parlare di sè, trattiene i sentimenti

4)si preoccupa di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali

5)è inibito in situazioni interpersonali nuove per sentimenti di

inadeguatezza

6)si vede come socialmente inetto, personalmente non

attraente, o inferiore agli altri

7)è insolitamente riluttante ad assumere rischi personali o ad

impegnarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può

rivelarsi imbarazzante

DISTURBO EVITANTE

In famiglia è presente un eccessivo controllo

dei genitori, finalizzato alla costruzione, nel

bambino, di una immagine sociale fonte di

un apprezzamento.

I familiari, oltre ad esortarlo ad essere

ammirevole, deridono in modo umiliante ogni

suo fallimento. Questo spiega la grossa

autocritica, la scarsa stima di se e la grande

sensibilità all umiliazione, al giudizio altrui,

proprie dell’evitante.

Prevale in lui lo stare a distanza per

proteggersi. L’evitante di solito è competente

sul lavoro, a differenza del dipendente, che è

strumentalmente incompetente.

Disturbo Dipendente di Personalità ( DSM IV TR)

Una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di

essere accuditi, che determina comportamento sottomesso

e dipendente e timore della separazione, che compare nella

prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti,

come indicato da cinque ( o più ) dei seguenti elementi:

1)ha difficoltà a prender le decisioni quotidiane senza

richiedere una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni

2)ha bisogno che altri si assumano le responsabilità per la

maggior parte dei settori della sua vita

3)ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il

timore di perdere supporto o approvazione

4)ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una

mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto

che per mancanza di motivazione o di energia)

5)può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto

da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli

6)si sente a disagio o indifeso quando è solo per timori esagerati di

essere incapace di provvedere a se stesso

7)quando termina una relazione stretta, ricerca urgentemente un’altra

relazione come fonte di accudimento e di supporto

8)si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a

se stesso

DISTURBO DIPENDENTE

Il bambino ha sviluppato un forte

attaccamento verso i genitori che si

sono dimostrati molto disponibili a

soddisfare i suoi bisogni e a prestare

aiuto.

Ha imparato a contare sugli altri.

Da adulto manterrà questo stile,

mostrerà attaccamento verso una

persona dominante e significativa.

DISTURBO PASSIVO-AGGRESSIVO

La buona modalità di

allevamento e cura viene

bruscamente interrotta al

sopraggiungere di un evento

significativo (ad es la nascita di

un fratello) e rimpiazzata da

ingiuste richieste prestazionali.

Queste richieste “speciali”

danno al bambino la

sensazione di essere trattato

ingiustamente, stimolano in lui

sentimenti di rabbia,

risentimento ed invidia.

DISTURBO PASSIVO-AGGRESSIVO

Il passivo-aggressivo ha la convinzione che le

autorità o le persone che danno cure siano

incompetenti, ingiuste e crudeli.

Attacca chi gli fornisce cure.

La condizione necessaria è la provocazione

accondiscendente: egli accetta di eseguire il

compito, ma non lo realizza adeguatamente

o nei tempi previsti.

È il comportamento di negazione, che

inevitabilmente segue l’accettazione verbale

della compito, che definisce questo disturbo

Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

(DSM IV TR)

Un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine,

perfezionismo, e controllo mentale ed interpersonale, a

spese di flessibilità, apertura ed efficienza, che compare

entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di

contesti, come indicato da quattro ( o più ) dei seguenti

elementi:

1)attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o

gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività

2)mostra un perfezionismo che interferisce con il completamento dei

compiti ( per es. è incapace di completare un progetto perché non

risultano soddisfatti i suoi standard oltremodo rigidi)

3)eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino ad esclusione

delle attività di svago e delle amicizie

4)esageratamente coscienzioso, scrupoloso, inflessibile in tema di

moralità, etica o valori ( non giustificato dall’appartenenza culturale o

religiosa )

5)è incapace di gettare via oggetti consumati o di nessun valore, anche

quando non hanno alcun significato affettivo

6)è riluttante a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non

si sottomettano esattamente al suo modo di fare le cose

7)adotta una modalità di spesa improntata all’avarizia, sia per sè che

per gli altri; il denaro è visto come qualcosa da accumulare in vista di

catastrofi future

8)manifesta testardaggine.

Grazie per l’attenzione

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

In famiglia era presente, accanto a

modalità distanti, una pressante

coercizione a fare le cose in modo

corretto e a seguire scrupolosamente le

regole, indipendentemente dai costi

personali che questo avrebbe

comportato.

Manifestazioni di affetto erano rare e

veniva data grande importanza alla

razionalità, alla perfezione e all’ordine.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di PSICHIATRIA della prof. ssa Caterina Firenze all'interno del quale sono affrontati i seguenti argoment: i disturbi di personalità; le componenti della personalità; i processi affettivi; la struttura psichica; meccanismi di difesa della personalità e meccanismi di difesa evoluti; nevrosi e psicosi; il disturbo paranoide; il disturbo schizoide; disturbo schizotipico; il disturbo antisociale; il disturbo istrionico; il disturbo narcisista; disturbo ossessivo compulsivo.


DETTAGLI
Esame: PSICHIATRIA
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni) (PERUGIA, TERNI)
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di PSICHIATRIA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Firenze Caterina.

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