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Rapporto tra la retribuzione al 90% percentile

e la retribuzione al 10% percentile

7 Retribuzioni lorde 6.0

6 5.6

5.3

5 4.6

4.5 4.5

4.2

4.1 4.1

3.9

4 3.7

3.6 3.6

3.5

3.4 3.4

3.3 3.3

3.1

3.0

2.9

2.8

3 2.5 2.5 2.5

2.4

2.3

2

1

0 Austria Irlanda

Finlandia Slovenia Ungheria Lituania

Lussemburgo Unito

Danimarca Malta Spagna Slovacchia Polonia

Svezia Italia Francia Germania Estonia Bulgaria Romania Lettonia

Belgio Bassi Cipro Portogallo

Ceca Grecia

Rep. Regno

Paesi

Fonte: Eurostat.

Rapporto tra la quota di reddito del 20% più ricco

e la quota del 20% più povero

9 Redditi disponibili 7.8

8 6.9

7 6.5

6.3

6.0

5.9

6 5.5 5.5 5.5

5.3 5.3

5.0

4.8

5 4.5

4.0 4.0

3.9

3.8 3.8 3.8

3.7 3.7 3.7

4 3.5 3.5

3.4

3.3

3

2

1

0 Finlandia Austria Irlanda Lituania

Slovenia Slovacchia Ungheria Unito

Svezia Danimarca Germania Italia Estonia Lettonia

Lussemburgo

Malta Francia Spagna Polonia Bulgaria Romania

Cipro Portogallo

Bassi

Ceca Grecia

Belgio

Rep. Regno

Paesi

Fonte: Eurostat.

Distribuzione personale dei redditi (2)

• Il contrasto tra Nord e Sud è decisivo per comprendere il

livello di disuguaglianza complessivo in Italia: non solo

per il ruolo degli ampi divari di reddito, ma anche per

l’impatto di una distribuzione dei redditi fortemente

diseguale nelle regioni meridionali.

Il peso delle differenze regionali nel costo della vita

sulla disuguaglianza nel 2006

50 50

Indice di Gini Incidenza della povertà

40.1

40 40

33.7 32.5

32.4

32.2 31.0

30.4 30.2

30 30 19.9

20 20 17.3 9.8

8.9

10 10

0 0

Italia Centro Nord Mezzogiorno Italia Centro Nord Mezzogiorno

Redditi nominali Redditi a parità di potere d'acquisto regionali

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE

modificata; indici regionali di prezzo stimati da Cannari e Iuzzolino (definizione 11).

Distribuzione personale dei redditi (3)

• Nell’ultimo trentennio vi sono in Italia fasi di aumento

della disuguaglianza dei redditi familiari, la più

importante delle quali è coincisa con la grave crisi

economica dei primi anni novanta. Non si osserva

tuttavia un periodo prolungato di crescita della

disuguaglianza, diversamente da quanto accaduto in

altre economie avanzate, come gli Stati Uniti e il Regno

Unito negli anni ‘80, la Svezia e la Finlandia negli anni

‘90 o la Germania nel decennio attuale.

Indice di Gini (per cento)

44

42

40

38

36

34

32

30

28

1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per famiglia per i redditi non corretti; ponderazione

per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE modificata per i redditi equivalenti.

Incidenza delle persone a basso reddito (per cento)

30 Soglia al 70% della

mediana

28

26

24

22 Soglia al 60%

20 della mediana

18

16 Soglia al 50%

14 della mediana

12

10

8

1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE

modificata.

Quota di reddito del 10% e 1% più ricco dei contribuenti

in Italia e negli Stati Uniti (dati fiscali)

50 25

10% più ricco 1% più ricco

45 20

(%) (%)

reddito reddito

40 15

di di

35 10

Quota Quota

30 5

25 0

1970 1980 1990 2000 2010 1970 1980 1990 2000 2010

Stati Uniti Italia

Fonte: Pisano (2009) per l’Italia; Piketty e Saez (2009) per gli Stati Uniti.

Quota di reddito del 10% e 1% più ricco dei contribuenti

in Italia e negli Stati Uniti (dati fiscali)

50 25

10% più ricco 1% più ricco

45 20

(%) (%)

reddito reddito

40 15

di di

35 10

Quota Quota

30 5

25 0

1970 1980 1990 2000 2010 1970 1980 1990 2000 2010

Stati Uniti Italia

Distribuzione personale dei redditi (4)

• Negli ultimi quindici anni, non vi è evidenza, nei dati campionari

sul reddito, di un aumento della disuguaglianza, di un

assottigliamento dei ceti medi o di un impoverimento delle

famiglie. La distribuzione presa nel suo complesso appare piuttosto

stabile.

• Questa stabilità aggregata nasconde tuttavia importanti

cambiamenti nell’allocazione delle risorse. Si sono verificati

movimenti ridistributivi orizzontali che hanno modificato le

posizioni relative delle classi sociali, sommariamente individuate in

base alla condizione professionale del principale percettore di

reddito della famiglia, senza alterare i livelli di disuguaglianza e

povertà aggregati. Ciò è accaduto dalla metà degli anni novanta,

quando la distribuzione del reddito è mutata a vantaggio delle

famiglie dei lavoratori autonomi e in parte dei dirigenti e dei

pensionati, a scapito di quelle degli operai e degli impiegati.

Reddito familiare equivalente per condizione occupazionale del

principale percettore (euro a prezzi 2008)

45,000

40,000 Dirigenti

35,000

30,000 Autonomi

25,000 Impiegati

20,000 Pensionati

15,000 Operai

10,000

5,000

0

1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE

modificata; deflatore dei consumi nazionali delle famiglie.

Incidenza delle famiglie a basso reddito per condizione

occupazionale del principale percettore (per cento)

35 Operai

30

25 Pensionati

20

15 Autonomi

10 Impiegati

5

0

1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE

modificata.

Famiglie a basso reddito: scomposizione variazione 1993-2006

per condizione occupazionale (punti percentuali)

2 0,9

1 0,5

0,2 0,0

0 -0,1

-1 -0,9

-2 -2,4

-3 Operai Impiegati, Dirigenti Autonomi Pensionati Altri non Variazione

insegnanti occupati totale

Fonte: stime su dati IBFI; ponderazione per individuo e scala di equivalenza dell’OCSE

modificata.


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30

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia pubblica del professor Stefano Toso. Trattasi della presentazione di Andrea Brandolini dal titolo "La distribuzione del reddito in Italia: evidenze empiriche e interpretazioni", riguardante i seguenti argomenti: il tema della disugaglianza; la distribuzione funzionale del reddito tra profitti e salari; la distribuzione personale dei redditi in Italia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in occupazione, mercato, politiche sociali e servizio sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Toso Stefano.

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