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Althusser; etc.) e si pensarono nuove forme di istruzione (vedi i descolarizzatori: Illich). Furono

criticati, e profondamente, i media: ad esempio dai filosofi della Scuola di Francoforte, ma anche da

molti altri.

Certo, l’educazione c’è sempre ma va ripensata oggi in modo più critico e oltre i modelli del passato.

Un esempio: il ruolo di padre o madre come ce lo presenta Bruno Bettelheim in Un genitore quasi

(1987), ruolo fondato oggi sul “sostegno”. Altro esempio: il fare scuola alla Don Milani (senza

perfetto

programmi, collaborando, valorizzando in particolare la lingua e la cultura attuale).

L’istruzione: è oggi sempre più necessaria e deve essere e più ricca e articolata, nella società attuale:

complessa e dei saperi. Va però ripensata e resa più ricca: tra uso delle tecnologie, saperi rigorosi e

aperti, nuove fonti di informazione (internet), etc. ma tenendo fermo il ruolo della scuola, che è quello,

in modo più specifico di sviluppare il pensiero critico. Infatti solo la scuola dà una visione rigorosa e

organica ma anche dialettica della cultura, specializzata sì ma anche in tensione critica tra scienza,

tecnica, arte, letteratura, filosofia. Solo la scuola poi sollecita una visione e un possesso anche

metacognitivo della cultura e dello stesso apprendimento: si pensi a Morin e al suo La testa ben fatta

(1999). Allora bisogna ri-pensare la scuola e rinnovarla nei suoi fini e nei suoi mezzi. Va sottoposta a

continua “riforma”.

La è invece un processo di personalizzazione della cultura che sviluppa l’io e gli dà una

formazione

“forma” personale (una identità, struttura, orientamento), che lo accompagna per tutta la vita e che si

sviluppa attraverso soprattutto la “cura di sé”. Il tema è già proprio di Socrate, ripreso in Grecia con il

modello di (formazione dell’uomo in quanto uomo); a Roma con la nozione di

Paideia Humanitas,

ripresa poi nel Rinascimento. Nella Germania del Settecento verrà chiamata e da lì avrà una

Bildung

diffusione in Europa su su fino ad oggi. La formazione è un processo inquieto e continuo caratterizzato

dal rapporto personale con la cultura che si compie in molti modi: con la lettura, con la meditazione,

con la scrittura di sé, etc. tenendo vivo lo sviluppo spirituale dell’io. È la formazione di un io come sé

(identità personale). Tale processo di cura di sé è stato rilanciato da Michel Foucault con il suo testo del

1984. E da allora si è sviluppato come un paradigma pedagogico attualissimo. Oggi però la Bildung,

risulta criticata dai tecnologi e dai sociologi sistemici tipo Niklas Luhmann che sostituiscono ad essa

come principio educativo l’“apprendere ad apprendere”, dichiarando essere questo il modello formativo

più attuale. Altri, soprattutto filosofi, come Habermas si oppongono radicalmente a questa critica della

e la valorizzano anche per il presente come principio educativo: per una società più

Bildung

autenticamente democratica e per la formazione di soggetti più autenticamente umani.

3. La nuova professionalità docente.

È stato attraverso la richiesta di riforma della scuola (attuata attraverso i Programmi Scolastici e gli

interventi legislativi dal 1962 al 2012, in particolare è stato la svolta dell’autonomia che in Italia dal

1997 e 2000; 2007 e 2012), che tale professionalità nuova è stata delineata in documenti ufficiali. Con

decisione. Indicandola come la chiave-di-volta della nuova scuola da realizzare. Una professionalità più

fine e più responsabile, più autonoma anche), attraverso la presa di coscienza del proprio ruolo da parte

dei docenti, attraverso le loro associazioni sia sindacali che culturali, attraverso la diffusione di una

cultura pedagogica rinnovata (si pensi all’attivismo per le scuole elementari, alle dispositivo-ricerca e

sperimentazione per la secondaria, al tema della interdisciplinarità, della metacognizione, della

complessità, etc.) che si è venuta a delineare dagli anni ‘60 ad oggi, una nuova identità professionale

dei docenti assai diversa da quella più burocratica e più trasmissiva di saperi organicamente definiti, di

ripetitore di lezioni sempre uniformi, di figura autoritaria, distaccata e giudicatrice tipica del passato.

Figura sentita ormai oggi, come lontana ed estranea, perchè contrassegnata da un identità più

complessa definibile in termini di competenze che devono essere fatte proprie e rese fra loro interattive,

secondo equilibrio e armonia e da risolvere sempre in situazione.

Le competenze:

-Competenza ( di un sapere organico e rigoroso e aggiornato, sempre).

disciplinare

-Competenza (programmazione e organizzazione del sapere secondo uno sviluppo organico

curricolare

e verticale)

-Competenza (di saper insegnare con chiarezza ed efficacia, utilizzando varie soluzioni

didattica

didattiche: dalla scoperta al lavoro di gruppo, al costruttivismo, etc.)

-Competenza (di cura, di incoraggiamento, di aiuto, di corretta

Relazionale/comunicativa

comunicazione)

-Competenza dal lavoro di classe con altri docenti (collegialità) alla

Organizzativa:

Organizzazione del POF al curriculo d’Istituto e sua realizzazione). Per quanto riguarda il POF, si tratta

di organizzare percorsi formativi extracurricolari che integrano il programma curricolare e che

rispondono a interessi e vocazioni personali degli allievi, da sviluppare in forme laboratoriali.

-Competenza (tra incoraggiamento e prove oggettive posseduta con precisione e spirito

Valutativa

critico).

Tutte queste competenze vanno integrate fra loro e rese sempre più organicamente interattive per

rinnovare la professionalità docente che reclama una più ferma autoconsapevolezza professionale e una

capacità riflessiva (e non esecutiva) alla Schon.

Nuova professionalità da apprendere con processi specifici di formazione (tipo SISS, TFA, PAS) che

reclama discipline trasversali (socio-psico-pedagogiche) e competenze didattiche disciplinari

aggiornate. Da coltivare poi con seminari, Corsi, etc. in modo costante e aperto. Da diffondere nella

scuola di oggi, scuola nel guado tra vecchio e nuovo e quindi da sostenere. E sostenere significa

incoraggiare, abituare, dare modelli e creare capacità di sperimentazione attraverso un lavoro

sofisticato di pedagogia e di didattica di cui possediamo il modello e di cui va realizzata la pratica

effettiva .

Una professionalità che non si esaurisce in entrata ma si fa compito permanente di di

life long learning,

formazione continua attraverso pratiche di apprendimento da considerarsi ormai professionali e

apportatrici di merito.

4. La relazione educativa e la cura

Al centro della famiglia e della scuola sta la relazione educativa: Genitori-figli, Maestro-scolaro. Una

relazione ben illuminata già da Socrate. Fissata oggi per la famiglia da Bettelheim nel suo Un genitore

Relazione di e di Tale era già in Socrate. Oggi, alla luce delle scienze

quasi perfetto. sostegno cura.

dell'educazione, tale relazione è stata sempre più analizzata in modo fine e coerente e organico.

Oggi la ci ha sottolineato la debolezza di ogni soggetto umano alla nascita e il suo bisogno di

biologia

cura. La ci ha imposto di declinarla per fasi: rispettando l'evoluzione della mente e della

psicologia

personalità infantile (si pensi a Piaget ma anche a Freud: l'uno teorico delle "fasi" della mente , il

secondo delle emozioni). Ci ha indicato l'empatia come fattore chiave della relazione adulto-bambino e

ci ha illuminato sulle dinamiche emozionali del soggetto (nel gruppo, con tensioni verso la o

leadership

la dimensione di ma anche rispetto all'aggressività e al bullismo, ai comportamenti

outsider,

Ci ha fatto capire i processi di apprendimento tramite motivazione, organizzazione e

borderline).

sviluppo in ambiti diversi (estetico, scientifico, storico). Tutti aspetti di una psicologia della cura-

educativa. Così ha fatto la sociologia (ad esempio della famiglia e della scuola, delegittimando ogni

principio autoritario della relazione educativa e ponendo al centro la collaborazione).

Così ha fatto la psicanalisi che ha scandito la crescita sessuale del soggetto ma anche le possibili

deviazioni o blocchi che a loro volta agiscono su tutta la personalità; che ha valorizzato il gioco come

attività specificatamente umana, sempre da tenere ferma nelle relazioni scolastiche e familiari e sociali

in genere.

Da tutte queste discipline (più l'antropologia le emerse

culturale, teorie della comunicazione)sono

alcune certezze sulla (diversa da quella medica e da quella spirituale-religiosa).

cura educativa

Una cura (essere vicini, fare sponda, senza intrusione e dipendenza; ascoltare

come sostegno

attivamente; dialogare in modo aperto e tenere vivo il dialogo sempre) come comunicazione positiva

(rispettosa dell'altro e aperta al comprendere), come (insegnante come

superamento di ruoli rigidi

controllore-giudice, da valorizzare invece come interlocutore, come guida, come consigliere), come

(diceva Pestalozzi, per noi oggi comunicazione empatica reciprocamente attiva come

"amore pensoso"

stigma di un rapporto).

che a scuola si declina come incoraggiamento, come coltivazione (o cura di sé)

Cura tecnicamente

attraverso lo stimolo e l'esempio dell'insegnante.

Incoraggiamento: è un arte fine dell'educare, che sottolinea il positivo, si dispone al comprendere, crea

responsabilità, a valorizzare attitudini, interessi, etc., ad osservare e discutere anche la stessa relazione

in classe. Come? Con incontri di classe, affrontando i conflitti, creando vicinanza sempre tra allievi e

tra docenti e allievi. Stimolando l'autovalutazione degli allievi. Fissando prassi di comportamento.

Come ci ricorda Franta in L’arte dell’incoraggiamento.

Tale non solo tende a creare "uno star bene a scuola" ma stimolare una comunità

aver cura della cura

educativa che deve guardare anche oltre: all'obiettivo della cura di sé da parte di ogni alunno, come

obiettivo da raggiungere attraverso soprattutto una pratica-di-pratiche culturali che ogni soggetto

sceglie e coltiva (dallo sport all'arte, etc.). La cura educativa deve avere a proprio traguardo la cura di

sé da sollecitare in ogni soggetto, oltre che a coltivare la relazione di cura in ogni attività scolastica, da

fissare nell'arte e nella e nella

dell'incoraggiamento relazione empatica comunicazione aperta.

5. La scuola. Identità, funzione e cenni storici

La scuola si costituisce come tale (come spazio di formazione delle giovani generazioni al

ad hoc

possesso di saperi, tecniche, regole, con al centro la scrittura e il calcolo e i principi della tradizione

contenuti in opere letterarie, storiche, religiose etc.) già nelle Grandi Società Idrauliche. Sarà centrale in

Egitto, ad esempio. E lì forma alla scrittura e ai valori religiosi ma anche alle tecniche (mediche, ad


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Teemo92

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questa dispensa di Pedagogia generale a cura del professore Franco Cambi si fa una sintesi degli argomenti trattati nel corso di Pedagogia generale. In particolare sono presentati i seguenti argomenti:
- Cosa è la pedagogia;
- L'oggetto della pedagogia: il processo formativo;
- La nuova professionalità docente;
- La relazione educativa e la cura;
- La scuola. Identità, funzione e cenni storici;
- La scuola secondaria in Italia: dal 1923 a oggi;
- Emergenze educative attuali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze sociali e del servizio sociale
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Teemo92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Cambi Franco.

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