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vaginismo di lei. Entrambi non hanno avuto precedentemente altri partner e di comune accordo

hanno deciso di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Dopo quattro anni di tentativi

falliti, con conseguenze dolorose sia fisiche che psicologiche per entrambi, Luisa non è in grado

di accettare da Paolo neanche le più innocenti dimostrazioni di affetto, che sono sufficienti a

scatenare la reazione fobica e una forte contrazione spastica, molto dolorosa per lei, non solo del

terzo esterno della vagina, ma anche degli estensori e degli abduttori delle cosce. Nel corso della

terapia emerge un’educazione molto rigida, in cui il sesso viene presentato solo come peccato,

per cui “una brava bambina non fa certe cose”. Inoltre nella parrocchia che frequentano come

animatori gira la voce che i rapporti sessuali sono consentiti solo per fini riproduttivi, per cui si

possono avere solo fino alla menopausa. Il rapporto di coppia invece appare molto buono, con

buone capacità di comunicazione, intimità e risoluzione dei conflitti; la coppia ha inoltre sviluppato

una discreta autonomia dalle famiglie di origine.

In questo caso il vaginismo iniziale si è generalizzato a tutti i comportamenti che potevano essere

collegati anche solo lontanamente al rapporto sessuale, vissuto da Luisa con forte angoscia,

nonostante riesca a raggiungere l’orgasmo attraverso lo strofinamento del pene contro la vagina.

Le prime mansioni prescritte - come ad esempio guardare allo specchio il marito nudo - pur

essendo molto graduali sono state da sole capaci di generare la risposta di contrazione spastica.

D’altro lato Luisa era consapevole di quanto stava succedendo. Alla richiesta di accarezzarsi a

turno indossando solo gli indumenti intimi, Luisa, distesa sul letto, chiede al marito di accarezzarla

inginocchiato a lato, “perché così il suo pene è più lontano da me”. Riuscire prima a guardare e

poi a toccare il pene ha richiesto diversi mesi, ma al termine della terapia,dopo un anno e due

mesi, entrambi appaiano soddisfatti dei loro rapporti sessuali, ora frequenti e con orgasmi multipli

da parte di lei. Al follow-up di 1 anno i risultati appaiono consolidati, tanto che entrambi decidono

che adesso è il momento giusto di mettere in cantiere un figlio, che potrà nascere in una famiglia

in cui la sessualità è vissuta serenamente.

Si osservano molto spesso disturbi del desiderio, soprattutto se ci si ricorda di

chiedere alle pazienti se provano o meno desidero sessuale. Spesso infatti la

domanda sia da parte del ginecologo che dello psicologo è: "Lei ha rapporti sessuali?".

Questa domanda però non dà l'opportunità di indagare cosa c'è sotto la risposta delle

pazienti. Invece, provando a chiedere: "Lei prova desiderio sessuale?", si può portare

alla luce una patologia che in realtà è molto più frequente di quanto si creda.

D 'E S F

ISTURBO DELL CCITAZIONE ESSUALE EMMINILE

Il disturbo dell'eccitazione sessuale è definito dal DSM-IV come "persistente o

ricorrente incapacità di raggiungere, o mantenere fino al completamento dell'attività

sessuale, un'adeguata risposta di eccitazione sessuale con lubrificazione-tumescenza"

(pag. 550). Questo disturbo non giunge frequentemente all'osservazione del clinico, in

quanto, se disgiunto da dispareunia - che viene classificata a parte -, non provoca

particolari ostacoli al rapporto sessuale; è causato da insufficiente attenzione alle

sensazioni di piacere: il lavoro psicoterapeutico per la sua cura si basa principalmente

sul focalizzare l'attenzione della paziente su tali sensazioni. 2


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Il materiale riporta la definizione di salute sessuale secondo l'OMS e dei suoi elementi costitutivi e alcuni casi clinici relativi a disturbi del desiderio sessuale, disturbo dell'eccitazione sessuale femminile, disturbo dell'orgasmo femminile, disturbi da dolore sessuale, disfunzione sessuale indotta da sostanze.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinico-dinamica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della Sessualità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Panzeri Marta.

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