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Discrezionalità come potere caratteristico della funzione

amministrativa

• A caratterizzare la funzione amministrativa è la

discrezionalità: la discrezionalità come potere di scegliere

- l’esercizio della capacità di agire è esercizio di potere, poiché

genera atti giuridici che, a prescindere dai loro effetti

autoritari o meno, possono comunque incidere sugli interessi

dei terzi 2

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

- la discrezionalità è potere in quanto scelta del se, del

quando e del come esercitare la capacità di agire

(discrezionalità sull’an, sul quando e sul quomodo)

- Se dal piano degli effetti giuridico-formali si passa a

quello sostanziale, la discrezionalità è un potere alla stessa

stregua di come lo sono i poteri dei privati

• Discrezionalità come potere non libero di scegliere

- nessun potere è libero, non foss’altro perché la libertà di

ciascuno è limitata da quella degli altri. A seguito

dell’affermarsi dello Stato di diritto, neppure la sovranità

può giustificare la sottrazione ad ogni limitazione (legibus

solutus) 3

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

- la discrezionalità è un potere non libero in termini diversi

da come non è privo di limitazioni il potere di scelta dei

privati: autonomia (limiti negativi)

- la discrezionalità è un potere non libero nel senso che i fini

da perseguire non sono liberamente scelti dalla

amministrazione (“l’attività amministrativa persegue i fini

determinati dalla legge”: art 1 l. n. 241): legalità indirizzo

(limiti positivi: funzionalizzazione)

- si spiega l’esistenza di atti che invece sono liberi e non

discrezionali e sono sottratti ad ogni sindacato giurisdizionale

(art 31 T.U. Cons. Stato) in quanto atti liberi nel fine (atti

politici): sono cosa ben diversa dagli atti di alta

amministrazione 4

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

• Tipi di discrezionalità

- Discrezionalità politico-amministrativa: la scelta deve

essere la risultante di una ponderazione d’interessi, la quale

presenta natura non diversa se effettuata mediante atti

generali di indirizzo politico sub-legislativo o da atti concreti

di livello amministrativo (per questo si parla di

discrezionalità politico-amministrativa)

- Discrezionalità tecnica: la scelta va fatta, non sulla base di

una ponderazione di interessi, bensì sulla base di criteri

tecnico-scientifici le cui regole non siano univocamente

accolte dalla comunità tecnico-scientifica (altrimenti, se

manca qualsiasi margine di incertezza, non vi è alcuna scelta

da effettuare) 5

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

- Discrezionalità organizzativa: la scelta non riguarda attività

finali bensì quelle di tipo aziendale e va presa impiegando

regole tecniche delle scienze aziendali; una discrezionalità

ascrivibile, quindi, a quella tecnica che se ne differenzia,

però, per il tipo di tecnica e per il fatto che le relative scelte

incidono sui soli interessi toccati dalle attività strumentali e

non sugli interessi toccati dalle attività finali 6

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

• Attività discrezionale ed attività vincolata: varie ipotesi

- al verificarsi di un fatto, accertabile univocamente,

l’amministrazione è tenuta ad emanare un determinato atto

dal contenuto e dagli effetti predeterminati (completa

mancanza di discrezionalità)

- al verificarsi di un fatto, accertabile univocamente,

l’amministrazione ha il potere di emanare o meno un

determinato atto o di deciderne il contenuto in base a

valutazioni di discrezionalità politico-amministrativa,

tecnica o organizzativa (discrezionalità in ordine alla 7

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

emanazione dell’atto ma non in ordine alla valutazione dei

presupposti)

-al verificarsi di un fatto, non accertabile univocamente,

l’amministrazione è tenuta ad emanare un determinato atto

dal contenuto e dagli effetti predeterminati (discrezionalità

in ordine alla valutazione dei presupposti ma non in ordine

alla emanazione dell’atto)

- al verificarsi di un fatto, non accertabile univocamente,

l’amministrazione ha il potere di emanare o meno un

determinato atto o di deciderne il contenuto in base a

valutazioni di discrezionalità amministrativa, tecnica o 8

(Segue) Discrezionalità come potere caratteristico della

funzione amministrativa

organizzativa (discrezionalità in ordine sia alla valutazione

dei presupposti che alla emanazione dei presupposti

• Poteri dell’amministrazione e poteri del giudice: in che

misura il giudice può sostituire la propria decisione a quella

dell’amministrazione? In che misura l’amministrazione

dispone di un potere riservato? Casistica rilevante: 9


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo I, tenute dal Prof. Antonio Brancasi nell'anno accademico 2011.
La presentazione affronta il tema della discrezionalità come potere amministrativo sotto i seguenti punti di vista:
- tipologie (tecnica, organizzativa, politico-amministrativa)
- regole alla base (principio di legalità, tutela dell'affidamento, principio di ragionevolezza, pubblicità, accesso agli atti).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Brancasi Antonio.

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