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Discorso - Generi e Tipologie testuali

Questo appunto fa riferimento alla quinta e sesta lezione tenute dalla prof.ssa Tani durante il corso di Retorica, linguaggi e stili del giornalismo e dell’informazione. Qui si affrontano i seguenti argomenti: come si costruisce la notizia del discorso; il ruolo dell'enunciatore e dell'enunciatario; le categorie di analisi testuale e i tipi... Vedi di più

Esame di RETORICA LINGUAGGI E STILI DEL GIORNALISMO E DELL’INFORMAZIONE docente Prof. I. Tani

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Strategie del discorso

oggettivante

Lorusso e Violi, Semiotica del testo gionalistico , p. 106:

Spersonalizzazione del discorso (cancellazione delle marche della

 enunciazione)

Astrazione (cancellazione dei deittici riferiti a un tempo e a uno spazio definiti)

 Oggettivazione del sapere (enunciati modali aletici, che fungono da vere e

 proprie fonti di autorità)

Debrayage

 Discorso riportato, enunciatori delegati: citazioni con funzione di

 avvaloramento delle posizioni esposte ( stipulazione di autenticità : Mortara

Garavelli 1985)

Il carattere interpretativo di un testo viene mascherato, nascosto sotto una

sembianza di oggettività (simulacro di un sapere oggettivo e dimostrativo)

Spersonalizzazione del discorso

Enunciatore impersonale

 Trasformazione di ogni interpretazione personale in una

 interpretazione condivisa

Periodi ipotetici privi di riferimento al soggetto dell’enunciazione

 Ricorso a enunciati constativi come descrittivi della realtà, perentori

 (SVO)

Anche l’enunciatario diventa impersonale (e omogeneo

 all’enunciatore) Astrazione

Cancellazione dei riferimenti alla dimensione temporale della

 enunciazione: deittici di spazio e tempo.

Ricorso a forme nominali

 Costruzioni passive

 Oggettivazione del sapere

Enunciati modali aletici: l’enunciatore parla a tutti

 in una dimensione verbale imprecisa (riferimento al

mondo dei valori: presente e futuro)

Strumenti dell’autenticazione del

sapere

Impressioni di citazione o false citazioni: una singola parola o

 una singola espressione tra virgolette che può così essere

utilizzata in modi diversi, funzionali ai fini del proprio

discorso (inclusa la legittimazione o delegittimazione di

soggetti).

Presunto discorso di autorità ( ipse dixit ), che esplicita la base

 di sapere (riferimento epistemico) di chi parla, quale garanzia

di attendibilità.

Produzione di una serie di illusioni:

 Illusione della prova (le parole altrui sono riprese come parole

 autorevoli, prove della attendibilità di quanto viene detto);

Illusione della trasparenza (si fa mostra di citare le parole esatte

 pronunciate dal personaggio)

Illusione di intersoggettività (l’enunciatore è in sintonia con quanto

 espresso da altri)

Discorsi didattici

Sequenze referenziali e veridittive: trasmissione del sapere e del far­credere

 Uso della terza persona e della forma impersonale: il soggetto dell’enunciazione è

 occultato all’interno del proprio enunciato: debrayage attanziale

Forme discorsive descrittive, scientifiche, storiche

 Assenza di confronti con altri enunciati

 Il fine è spingere il ricevente a identificarsi con i contenuti dei messaggi

 L’adesione dell’uditorio è presupposta

 Gli oggetti di accordo restano impliciti

Un discorso oggettivo con stile neutro in terza persona può essere altrettanto e anche più

manipolativo di un discorso soggettivo

Discorso polemico

Esplicitazione degli oggetti di accordo

 Confronto con la parola degli avversari (spesso manipolata):

 Strategie della citazione: allusione, replica, negazione, confutazione,

 obiezione

Strategie di embrayage attanziale finalizzate alla identificazione

 dell’enunciatario con il soggetto enunciatore

Categorie di analisi

testuale

Coesione e coerenza

Coesione

Unità sintattica e grammaticale del testo

 Legami e rimandi tra le parti del testo sono istituiti

 da Mezzi grammaticali (pronomi, congiunzioni, accordi)

 Mezzi semantici (ripetizioni di lessemi, sinonimi)

Gli elementi coesivi costituiscono la base formale che

 permette al ricevente di cogliere la coerenza (l’unità

di senso) del testo.

La dimensione formale non è però mai separabile da

 quella semantica e pragmatica

Elementi linguistici di coesione

Riprese anaforiche (<anafora: forma di ripetizione; la ripetizione è

 costituzionalmente un coesivo del testo)

Sintattiche (pro­forme: pronomi, dimostrativi), anafore e catafore, ellissi, cancellazioni,

 accordo sul verbo

Semantiche: ripetizioni, sostituzioni sinonimiche e non sinonimiche, incapsulatori

 Pragmatiche: descrizioni definite

Connettivi (funzione: esplicitare rapporti tra parti del testo; inserire una

 interpretazione degli avvenimenti)

congiunzioni

 Disgiunzioni

 Controgiunzioni

Subordinanti: se/allora, sebbene, comunque

 Segnali discorsivi (dominanti nel parlato; segnalano la strutturazione del discorso,

 connettono elementi frasali): beh, dunque, cioè

Nella scrittura giornalistica gli elementi di

 coesione tendono a contrarsi , pur

mantenendosi l’unità di senso: lo stile

telegrafico mostra la rilevanza della coerenza

rispetto alla coesione.

Frequenti sono i fenomeni di ellissi: i

 procedimenti ellittici marcano fortemente la

sintassi giornalistica

Elementi forici

Stabiliscono l’identità tra due referenti testuali

 e permettono di riferirsi a ciò di cui si è

parlato (anafora) o di cui si parlerà (catafora)

L’anafora è il fenomeno linguistico che mostra con la

 maggiore evidenza le interdipendenze possibili di sintassi,

semantica e pragmatica

Catene anaforiche

Riprese anaforiche (dalla meno alla più esplicita)

Anafora zero:

 0 Aveva addosso un vestito a fiorellini blu. 0 Era distesa a pancia in giù sul tappeto

 del soggiorno…

Accordo sul verbo

 Imbavagliat a con un foulard

Pronomi atoni

 Non le ha dato retta

Pronomi tonici (personali, dimostrativi, numerali, indefiniti, relativi)

 Non c’è cibo a sufficienza per umani e bestie. E le seconde finiscono per servire da

 cibo ai primi

Incapsulatori (sintagmi nominali)

 Due anziani coniugi hanno tentato di togliersi la vita con i barbiturici e con il gas.

 All’origine del gesto , la disperazione dell’uomo per le condizioni di salute della

moglie Catafora

Lui che fa il professore s’è ritrovato nella parte dell’alunno.

Naturalmente un alunno speciale, sempre attento e preparato:

esposizioni chiare e convicenti. La manovra economica sarà

equa, i poveri pagheranno assai meno dei ricchi, ecco le

misure a sostegno dell’occupazione Giuliano

[...] . L’esame a

Amato s’è concluso a tarda ora nel gruppo parlamentare socialista a

Montecitorio. (“La Repubblica” 24.2.93)

Ellissi cataforica del tema

Non è una Canossa, non è nello stile inglese. Ma è una proposta di pace a un

presidente che ha mosso al suo paese una mezza guerra fredda. E che non

rifugge dalle provocazioni, come indica l’annuncio che Clinton invierà

nell’Irlanda del Nord uno dei suoi predecessori […] a mediare nella

John Major si recherà

guerra fratricida. 0 Arrivato ieri sera da Londra,

oggi alla Casa Bianca con la mano tesa (Repubblica, 24.2.93)

Gli enunciati iniziali ( Non è..ma è ..) funzionano come predicati rematici rispetto a un

soggetto tematico sottinteso, interpretabile come “il fatto di cui parleremo”,

“l’atteggiamento del premier inglese”, che rimanendo implicito rinvia

cataforicamente all’argomento del discorso

Mortara Garavelli, Strutture testuali e retoriche , 1993:384:

Alle radici di tale procedura stanno le tecniche narrative della suspense .

Prevedibile il loro impatto su un modo di presentare le notizie che insegue

con accanimento modelli narrativi sempre più lontani dall’anonimato dei

dispacci di agenzia e dal compromesso burocratismo della ‘scrittura di

regime’.

Sul piano della microstruttura

Il rinvio in avanti caratterizza la configurazione sintattica

 (marcata) della dislocazione a destra, dove il tema

dell’enunciato viene anticipato da un pronome clitico:

Li vedremo tra poco i principali fattori di cui si è tenuto conto

nelle ricerche sull’apprendimento delle lingue in contesto

naturale Tipi testuali

Ogni enunciazione testuale è il compimento di un tipo di

 comunicazione ricorrente nella società e normalizzato nella sua

struttura

Ogni tipo testuale assolve una funzione specifica cioè trasmette

 informazioni di tipo peculiare (distinzione

backgroud / foreground ):

Nella retorica classica:

 Narrativi, descrittivi, argomentativi, espositivi

Secondo Werlich (1976):

 Narrativi, descrittivi, argomentativi, informativi, regolativi

Secondo De Beaugrande­Dressler (1981):

 Narrativi, descrittivi, argomentativi

Generi e tipi

La tipologia testuale incrocia variamente i generi:

 Sono di tipo narrativo tanto un romanzo che una

 barzelletta che un articolo di cronaca (generi); sono di tipo

informativo tanto un articolo di cronaca, quanto una

intervista radiofonica, o una recensione (generi)

Tipo descrittivo

Funzione: delineare le caratteristiche di una persona, un

 paesaggio, un oggetto

Foreground: fenomeni (persone, cose, stati di cose, relazioni)

 colti nel contesto spaziale

Matrice cognitiva: Capacità di cogliere le differenze e

 interrelazioni delle percezioni relative allo spazio. Schemi di

rappresentazione mentale di oggetti o ambienti tipici colti

nella loro staticità (frames e schemata).

Generi e forme non finzionali: descrizione interna a testi che

 narrano eventi reali; descrizione interna a testi informativi

(enciclopedie, dizionari, ecc.); descrizione tecnico­scientifica,

carta di identità

Generi e forme finzionali: descrizione interna a testi

 narrativi finzionali, poesia lirica.

Risponde alla domanda: che cosa è dove rispetto a cosa?


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo appunto fa riferimento alla quinta e sesta lezione tenute dalla prof.ssa Tani durante il corso di Retorica, linguaggi e stili del giornalismo e dell’informazione. Qui si affrontano i seguenti argomenti: come si costruisce la notizia del discorso; il ruolo dell'enunciatore e dell'enunciatario; le categorie di analisi testuale e i tipi testuali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
Docente: Tani Ilaria
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di RETORICA LINGUAGGI E STILI DEL GIORNALISMO E DELL’INFORMAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tani Ilaria.

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