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Articolo 30

Applicazione di trattati successivi aventi

per oggetto la stessa materia

1. Salvo quanto disposto dall'art. 103 della Carta delle Nazioni Unite, i diritti e gli obblighi di Stati parti

a trattati successivi aventi per oggetto la stessa materia sono determinati in conformità a quanto

stabilito nei paragrafi seguenti.

2. Quando un trattato specifica che esso è subordinato a un trattato anteriore o posteriore o che non

deve essere considerato come incompatibile con questo altro trattato, le disposizioni di quest'ultimo

prevalgono.

3. Quando tutte le parti a un precedente trattato sono anche parti a un trattato posteriore, senza che il

trattato anteriore si sia estinto o che la sua applicazione sia stata sospesa in virtù dell'art. 59, il trattato

anteriore si applica soltanto nella misura in cui le sue disposizioni sono compatibili con quelle del

trattato posteriore.

4. Quando le parti ad un trattato anteriore non sono tutte parti al trattato posteriore:

a. nei rapporti fra gli Stati parti ai due trattati la regola applicabile è quella enunciata al paragrafo

3;

b. nei rapporti fra uno Stato parte ai due trattati e uno Stato parte ad uno soltanto di essi, il

trattato al quale i due Stati sono parti regola i loro diritti e obblighi reciproci.

5. Il paragrafo 4 si applica fatto salvo quanto disposto dall'art. 41, e senza pregiudicare qualsivoglia

problema di estinzione o sospensione dell'applicazione di un trattato ai sensi dell'articolo 60 o

qualsivoglia questione di responsabilità che possa sorgere per uno Stato dalla conclusione o

dall'applicazione di un trattato le cui disposizioni siano incompatibili con gli ob- blighi di cui sia

destinatario nei confronti di un altro Stato per effetto di un altro trattato.

Sezione 3

INTERPRETAZIONE DEI TRATTATI

Articolo 31

Regola generale di interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede seguendo il senso ordinario da attribuire ai

termini del trattato nel loro contesto e alla luce del suo oggetto e del suo scopo.

2. Ai fini dell'interpretazione di un trattato, il contesto comprende, oltre al testo, il preambolo e gli

allegati ivi compresi:

a. ogni accordo in rapporto col trattato e che è stato concluso fra tutte le parti in occasione della

conclusione del trattato;

b. ogni strumento posto in essere da una o più parti in occasione della conclusione del trattato e

accettato dalle parti come strumento in connessione col trattato.

3. Si terrà conto, oltre che del contesto:

a. di ogni accordo ulteriore intervenuto fra le parti in materia di interpretazione del trattato o

della applicazione delle sue disposizioni;

b. di qualsiasi prassi successivamente seguita nell'applicazione del trattato attraverso la quale si

sia formato un accordo delle parti in materia di interpretazione del medesimo; 10

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c. di qualsiasi regola pertinente di diritto internazionale applicabile nei rapporti fra le parti.

4. Un termine verrà inteso in un senso particolare se risulta che tale era l'intenzione delle parti.

Articolo 32

Mezzi complementari di interpretazione

Si può fare ricorso ai mezzi complementari di interpretazione, e in particolare ai lavori preparatori e

alle circostanze nelle quali il trattato è stato concluso, allo scopo, sia di confermare il senso che risulta

dall'applicazione dell'art. 31, sia di determinare il senso quando l'interpretazione data in conformità

all'articolo 31:

a. lascia il senso ambiguo o oscuro; oppure

b. conduce ad un risultato che è manifestamente assurdo o irragionevole.

Articolo 33

Interpretazione dei trattati autenticati in due o più lingue

1. Quando un trattato è stato autenticato in due o più lingue, il suo testo fa fede in ciascuna di queste

lingue, a meno che il trattato non disponga o che le parti non convengano che in caso di divergenza

prevalga un testo determinato.

2. Una versione del trattato in una lingua diversa da una di quelle in cui il testo è stato autenticato sarà

considerata come testo autentico solo se il trattato lo prevede o se le parti si sono accordate in tal

senso.

3. Si presume che i termini di un trattato abbiano lo stesso significato nei diversi testi autentici.

4. Salvo il caso in cui un testo determinato sia destinato a prevalere ai sensi del paragrafo 1, quando il

raffronto dei testi autentici fa apparire una differenza di senso che l'applicazione degli articoli 31 e 32

non permette di eliminare, si adotterà il senso che, tenuto conto dell'oggetto e del scopo del trattato,

permette di meglio conciliare i testi in questione.

Sezione 4

TRATTATI E STATI TERZI

Articolo 34

Regola generale riguardante gli Stati terzi

Un trattato non crea né obblighi né diritti per uno Stato terzo senza il suo consenso.

Articolo 35

Trattati che prevedono obblighi per Stati terzi

Un obbligo per uno Stato terzo sorge da una disposizione di un trattato se le parti a questo trattato

intendono creare l'obbligo per mezzo della suddetta disposizione e se lo Stato terzo accetta

espressamente per iscritto l'obbligo suddetto.

Articolo 36

Trattati che prevedono diritti per Stati terzi

1. Un diritto per uno Stato terzo sorge da una disposizione di un trattato se le parti a questo trattato

intendono, per mezzo di tale disposizione, conferire tale diritto vuoi allo Stato terzo vuoi a un gruppo

di Stati di cui esso faccia parte, vuoi a tutti gli Stati, e se lo Stato terzo vi consente. Il consenso è

presunto fin tanto che non vi sia un'indicazione contraria, a meno che il trattato non disponga

altrimenti. 11

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2. Uno Stato che esercita un diritto in applicazione del paragrafo 1 è tenuto a rispettare, per l'esercizio

di questo diritto, le condizioni previste nel trattato o stabilite in conformità alle sue disposizioni.

Articolo 37

Revoca o modifica di obblighi o di diritti di Stati terzi

1. Nel caso di un obbligo sorto a carico di uno Stato terzo ai sensi dell'accordo 35, l'obbligo in questione

può essere revocato o modificato soltanto col consenso delle parti al trattato e dello Stato terzo, a meno

che non risulti che essi avevano convenuto diversamente.

2. Nel caso di un diritto sorto a vantaggio di uno Stato terzo ai sensi dell'articolo 36, il diritto in

questione non può essere revocato o modificato dalle parti se risulta che esso era destinato a non essere

revocabile o modificabile senza il consenso dello Stato terzo.

Articolo 38

Regole di un trattato che divengono obbligatorie per Stati terzi

attraverso la formazione di una consuetudine internazionale

Nessuna disposizione degli articoli da 34 a 37 impedisce che una regola enunciata in un trattato

divenga obbligatoria per uno Stato terzo in quanto regola consuetudinaria di diritto interna zionale

riconosciuta come tale.

PARTE IV

EMENDAMENTO E MODIFICAZIONE DEI TRATTATI

Articolo 39

Regola generale relativa all'emendamento dei trattati

Un trattato può essere emendato per accordo fra le parti. Salvo quanto possa essere diversamente

disposto dal trattato, le regole enunciate nella parte II si applicano a un tale accordo.

Articolo 40

Emendamento dei trattati multilaterali

1. Salvo che il trattato disponga diversamente, l'emendamento dei trattati multilaterali è disciplinato

dai paragrafi seguenti.

2. Ogni proposta tendente ad emendare un trattato multilaterale nei rapporti fra tutte le parti deve

essere notificata a tutti gli Stati contraenti, e ciascuno di essi ha il diritto di partecipare:

a. alla decisione sul seguito da dare a questa proposta;

b. alla negozíazione e alla conclusione di ogni accordo che abbia per oggetto di emendare il

trattato.

3. Ogni Stato che abbia titolo per divenire parte al trattato ha anche titolo per divenire parte al trattato

tale quale risulta dall'emendamento.

4. L'accordo che ha per oggetto l'emendamento non vincola gli Stati che sono già parti al trattato e che

non divengono parti di detto accordo; si applica a detti Stati il paragrafo 4, lettera b) dell'articolo 30.

5. Ogni Stato che divenga parte di un trattato dopo l'entrata in vigore dell'accordo contenente

l'emendamento, se non abbia espresso un'intenzione contraria è considerato come:

a. parte al trattato tale quale risulta dall'emendamento; e

b. parte al trattato non emendato nei confronti di qualsiasi parte al trattato che non sia vincolata

dall'accordo contenente l'emendamento. 12

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Articolo 41

Accordi che modificano trattati multilaterali

limitatamente ai rapporti fra alcune parti

1. Due o più parti a un trattato multilaterale possono concludere un accordo avente per oggetto di

modificare il trattato nelle loro relazioni reciproche soltanto se:

a. la possibilità di una tale modifica è prevista dal trattato; o

b. la modifica in questione non è proibita dal trattato, a condizione che essa:

i) non pregiudichi il godimento da parte delle altre parti dei diritti che esse ricavano dal trattato né

l'adempimento dei loro obblighi; e

ii) non riguardi una disposizione alla quale non si possa derogare senza che vi sia incompatibilità con

la realizzazione dell'oggetto e dello scopo del trattato considerato nel suo complesso.

2. A meno che, nel caso previsto dal paragrafo 1, lettera a) il trattato non disponga diversamente, le

parti in questione devono notificare alle altre parti la loro intenzione di concludere l'accordo e le

modifiche che quest'ultimo apporta al trattato.

PARTE V

NULLITA’, ESTINZIONE E SOSPENSIONE

DELL'APPLICAZIONE DEI TRATTATI

Sezione 1

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 42

Validità e mantenimento in vigore dei trattati

1. La validità di un trattato o del consenso di uno Stato ad essere vincolato ad un trattato può essere

contestata solo in applicazione della presente Convenzione.

2. L'estinzione di un trattato, la sua denuncia o il recesso di una parte possono aver luogo solo in

applicazione delle disposizioni del trattato o della presente Convenzione. La stessa regola vale per la

sospensione dell'applicazione di un trattato.

Articolo 43

Obblighi imposti dal diritto internazionale

indipendentemente da un trattato

La nullità, l'estinzione o la denuncia di un trattato, il recesso di una delle parti o la sospensione

dell'applicazione del trattato, quando risultino dall'applicazione delle presente Convenzione o dalle

disposizioni del trattato, non incidono in alcun modo sul dovere di uno Stato di adempiere ad ogni

obbligo enunciato nel trattato al quale egli sia sottoposto in virtù del diritto internazionale

indipendentemente dal trattato in questione.

Articolo 44

Divisibilità delle disposizioni di un trattato

1. Il diritto per una parte, previsto in un trattato o risultante dall'articolo 56, di denunciare il trattato,

di recederne o di sospenderne l'applicazione può essere esercitato soltanto con riguardo al complesso

del trattato, a meno che quest'ultimo non disponga diversamente o che le parti non abbiano convenuto

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altrimenti.

2. Una causa di nullità o di estinzione di un trattato, di recesso di una delle parti o di sospensione

dell'applicazione del trattato riconosciuta ai sensi della presente Convenzione, può essere invocata

soltanto con riguardo al trattato nel suo complesso, salvo nei casi previsti ai paragrafi seguenti o

all'articolo 60.

3. Se la causa in questione riguarda soltanto certe determinate clausole, essa può essere invocata

soltanto con riguardo a quelle clausole quando

a. le clausole in questione sono separabili dal resto del trattato per quanto riguarda la loro

esecuzione;

b. emerge dal trattato o risulta per altra via che l'accettazione delle clausole suddette.non ha

costituito per l'altra parte o per le altre parti al trattato una base essenziale del loro consenso a

vincolarsi al trattato nel suo complesso; e

c. non è ingiusto continuare ad applicare quello che resta del trattato.

4. Nei casi di cui agli articoli 49 e 50, lo Stato che è legittimato a invocare il dolo o la corruzione può

farlo sia con riguardo al trattato nel suo complesso sia, nell'ipotesi prevista dal paragrafo 3, con

riguardo soltanto a certe determinate clausole.

5. Nei casi previsti agli articoli 51, 52 e 53, la divisione delle disposizioni di un trattato non è ammessa.

Articolo 45

Perdita del diritto di invocare una causa di nullità di un trattato o un motivo per porvi termine, di recedere da esso o di

sospenderne l'applicazione

Uno Stato non può più invocare una causa di nullità di un trattato o un motivo per porvi termine, o per

esercitare il recesso o sospenderne l'applicazione ai sensi degli articoli da 46 a 50 o degli articoli 60 e 62

se, dopo aver avuto conoscenza dei fatti, questo Stato:

a. ha esplicitamente accettato di considerare che il trattato, secondo i casi, è valido, resta in vigore

o continua ad essere applicato; oppure

b. a causa del suo comportamento fa presumere la sua acquiescenza in merito alla validità del

trattato o al suo mantenimento in vigore o alla continuazione della sua applicazione.

Sezione 2

NULLITA’ DEI TRATTATI

Articolo 46

Disposizioni del diritto interno riguardanti la competenza a concludere trattati

1. Il fatto che il consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato sia stato espresso in violazione di una

disposizione del suo diritto interno riguardante la competenza a concludere trattati non può essere

invocato dallo Stato in questione come viziante il suo consenso, a meno che questa violazione non sia

stata manifesta e non riguardi una norma del suo diritto interno di im- portanza fondamentale.

2. Una violazione è manifesta se essa è obiettivamente evidente per qualsiasi Stato che si comporti in

materia secondo la pratica abituale e in buona fede.

Articolo 47

Specifica restrizione del potere di esprimere il consenso di uno Stato

Se il potere di un rappresentante di esprimere il consenso di uno Stato a vincolarsi a un determinato 14

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trattato ha formato oggetto di una specifica restrizione, il fatto che il rappresentante in questione non

ne abbia tenuto conto non può essere invocato come viziante il consenso che egli ha espresso, a meno

che la restrizione non sia stata notificata, prima che il consenso sia stato espresso, agli altri Stati che

hanno partecipato alla negoziazione.

Articolo 48

Errore

1. Uno Stato può invocare un errore in un trattato come vizio del suo consenso a vincolarsi a quel

trattato se l'errore riguarda un fatto o una situazione che quello Stato supponeva esistente al momento

in cui il trattato è stato concluso e che costituiva una base essenziale del consenso di quello Stato a

vincolarsi al trattato.

2. Il paragrafo 1 non si applica quando lo Stato in questione ha contribuito a quell'errore con il suo

comportamento o quando le circostanze erano tali che esso doveva rendersi conto della possibilià di un

errore.

3. Un errore che riguardi soltanto la formulazione del testo di un trattato non incide sulla sua validità;

in questo caso, si applica l'articolo 79.

Articolo 49

Dolo

Se uno Stato è stato indotto a concludere un trattato dal comportamento fraudolento di un altro Stato

che ha partecipato al negoziato, può invocare il dolo come vizio del suo consenso a vincolarsi al

trattato.

Articolo 50

Corruzione del rappresentante di uno Stato

Se l'espessione del consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato è stata ottenuta ricorrendo alla

corruzione del suo rappresentante attraverso l'azione diretta o indiretta di un altro Stato che ha

partecipato al negoziato, lo Stato può invocare tale corruzione come vizio del suo consenso a vincolarsi

al trattato.

Articolo 51

Violenza esercitata sul rappresentante di uno Stato

L'espressione del consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato che sia stata ottenuta attraverso la

violenza esercitata sul suo rappresentante per mezzo di atti o di minacce diretti contro di lui, è priva di

qualsiasi effetto giuridico.

Articolo 52

Violenza esercitata su uno Stato con la minaccia o l'impiego della forza

E’ nullo ogni trattato la cui conclusione sia stata ottenuta con la minaccia o l'impiego della forza in

violazione dei principi di diritto internazionale incorporati nella Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 53.

Trattati in conflitto con una norma imperativa

del diritto internazionale generale (ius cogens)

E’ nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, è in conflitto con una norma

imperativa del diritto internazionale generale. Ai fini della presente Convenzione, una norma

imperativa del diritto internazionale generale è una norma accettata e riconosciuta dalla comunità

internazionale degli Stati nel suo complesso come norma alla quale non è consentita alcuna deroga e 15

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che può essere modificata soltanto da un'altra norma del diritto internazionale generale avente lo

stesso carattere.

Sezione 3

ESTINZIONE DEI TRATTATI E

SOSPENSIONE DELLA LORO APPLICAZIONE

Articolo 54

Estinzione di un trattato o recesso in virtù

delle disposizioni del trattato o per consenso delle parti

L'estinzione di un trattato o il recesso di una parte possono aver luogo:

a. in conformità alle disposizioni del trattato; oppure

b. in ogni momento, per consenso di tutte le parti, previa consultazione degli altri Stati

contraenti.

Articolo 55

Riduzione del numero delle parti di un trattato multilaterale al

di sotto del numero necessario per la sua entrata in vigore

Salvo diversa disposizione del trattato, un trattato multilaterale non si estingue per il solo motivo che il

numero delle parti cade al di sotto del numero necessario per la sua entrata in vigore.

Articolo 56

Denuncia o recesso nel caso di un trattato che non contenga

disposizioni relative all'estinzione, alla denuncia o al recesso

1. Un trattato che non contenga disposizioni relative alla sua estinzione e che non preveda possibilità

di denuncia o di recesso non può formare oggetto di una denuncia o di un recesso, a meno che:

a. non risulti che corrispondeva all'intenzione delle parti ammettere la possibilità di una denuncia

o di un recesso; oppure

b. il diritto di denuncia o di recesso possa essere dedotto dalla natura del trattato.

2. Una parte deve notificare almeno dodici mesi prima la sua intenzione di denunciare un trattato o di

recederne in conformità alle disposizioni del paragrafo 1.

Articolo 57

Sospensione dell'applicazione di un trattato in virtù

delle sue disposizioni o per consenso delle parti

L'applicazione di un trattato nei confronti di tutte le parti o di una parte determinata può essere

sospesa:

a. in conformità alle disposizioni del trattato; oppure

b. in ogni mornento, per consenso di tutte le parti, previa consultazione degli altri Stati

contraenti.

Articolo 58

Sospensione dell'applicazione di un trattato multilaterale

per accordo intervenuto fra alcune parti soltanto

1. Due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un accordo per sospendere, in via

temporanea e solamente nei loro rapporti reciproci, l'applicazione di disposizioni del trattato: 16

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a. se la possibilità di una tale sospensione è prevista dal trattato; oppure

b. se la sospensione in questione non è proibita dal trattato, a condizione che essa:

i. non pregiudichi il godimento da parte delle altre parti dei diritti che esse desumono dal trattato

né l'adernpimento dei loro obblighi; e

ii. non sia incompatibile con l'oggetto e il scopo del trattato.

2. A meno che, nel caso previsto dal paragrafo 1, lettera a), il trattato non disponga diversamente, le

parti in questione devono notificare alle altre la loro intenzione di concludere l'accordo e le

disposizioni del trattato di cui esse hanno l'intenzione di sospendere l'applicazione.

Articolo 59

Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

derivanti implicitamente dal fatto della conclusione di un trattato successivo

1. Un trattato è considerato estinto quando tutte le parti di questo trattato concludono

successivamente un trattato avente per oggetto la stessa materia e:

a. se risulta dal trattato posteriore o per altra via che secondo l'intenzione delle parti la materia

deve essere disciplinata dal trattato medesimo; oppure

b. se le disposizioni del trattato successivo sono incompatibili con quelle del trattato precedente a

tal punto che è impossibile applicare contemporaneamente i due trattati.

2. Il trattato anteriore è considerato come soltanto sospeso se risulta dal trattato posteriore o se è

accertato per altra via che ciò corrispondeva alla intenzione delle parti.

Articolo 60

Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

come conseguenza della sua violazione

1. Una violazione sostanziale di un trattato bilaterale ad opera di una delle parti legittima l'altra ad

invocare la violazione come motivo di estinzione del trattato o di sospensione totale o par- ziale della

sua applicazione.

2. Una violazione sostanziale di un trattato multilaterale ad opera di una delle parti legittima:

a. le altre parti, operanti di comune accordo, a sospendere totalmente o parzialmente

l'applicazione del trattato o a considerarlo estinto:

i) sia nei rapporti fra esse stesse e lo Stato autore della violazione,

ii) sia nei loro rapporti reciproci;

b. una parte colpita in modo particolare dalla violazione ad invocare quest'ultima come motivo di

sospensione totale o parziale dell'applicazione del trattato nei suoi rapporti con lo Stato autore

della violazione;

c. qualsiasi altra parte diversa dallo Stato autore della violazione a invocare quest'ultima come

motivo di sospensione totale o parziale dell'applicazione del trattato per quanto la riguarda se

tale trattato è di tale natura che una violazione sostanziale delle sue disposizioni ad opera di

una delle parti modifica radicalmente la situazione di ciascuna delle parti per ciò che riguarda

l'adempimento dei suoi obblighi ai sensi del trattato.

3. Ai fini del presente articolo, per violazione sostanziale di un trattato si intende:

a. un ripudio del trattato non autorizzato della presente Convenzione; oppure

b. la violazione di una disposizione essenziale per la realizzazione dell'oggetto o dello scopo del

trattato. 17

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4. 1 paragrafi che precedono non pregiudicano in alcun modo le disposizioni del trattato applicabili in

caso di violazione.

5. I paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle norme relative alla tutela della persona umana contenute nei

trattati di carattere umanitario, in particolare alle disposizioni che proibiscono qualsiasi forma di

rappresaglia nei confronti delle persone protette dai trattati in questione.

Articolo 61

Sopravvenienza di una situazione che rende impossibile l'esecuzione

1. Una parte può invocare l'impossibilità di esecuzione come motivo di estinzione o di recesso se questa

impossibilità risulta dalla scomparsa o dalla distruzione definitiva di un oggetto indispensabile alla

esecuzione del trattato. Se l'impossibilità è temporanea, può essere invocata soltanto come motivo per

sospendere l'applicazione del trattato.

2. L'impossibilità di esecuzione non può essere invocata da una parte come motivo di estinzione o di

recesso o di sospensione dell'applicazione se tale impossibilità deriva dalla violazione, perpetrata dalla

parte che l'invoca, sia di un obbligo del trattato, sia di qualsiasi altro obbligo internazionale a danno di

una qualsiasi altra parte del trattato.

Articolo 62

Cambiamento fondamentale delle circostanze

1. Un cambiamento fondamentale delle circostanze intervenuto rispetto alle circostanze esistenti al

momento della conclusione di un trattato e che non era stato previsto dalle parti non può essere

invocato come motivo di estinzione o di recesso, a meno che:

a. l'esistenza di tali circostanze non abbia costituito una base essenziale del consenso delle parti a

vincolarsi al trattato; e che

b. tale cambiamento non abbia per effetto di trasformare radicalmente la portata degli obblighi

che rimangono da adempiere in base al trattato.

2. Un cambiamento fondamentale delle circostanze non può essere invocato come motivo di estinzione

o di recesso:

a. se si tratta di un trattato che fissa un confine; o

b. se il cambiamento fondamentale deriva da una violazione, ad opera della parte che l'invoca, sia

di un obbligo del trattato, sia di qualsiasi altro obbligo internazionale a danno di qualsiasi altra

parte del trattato.

3. Se, in applicazione dei precedenti paragrafi, una parte può invocare un mutamento fondamentale di

circostanze come motivo di estinzione o recesso da un trattato, essa può ugualmente invocare detto

mutamento come motivo di sospensione

Articolo 63

Rottura delle relazioni diplomatiche e consolari

La rottura delle relazioni diplomatiche e consolari fra le parti di un trattato non produce effetti sui

rapporti giuridici instaurati fra di esse dal trattato, salvo nella misura in cui l'esistenza di relazioni

diplomatiche o consolari è indispensabile all'applicazione del trattato.

Articolo 64

Sopravvenienza di una nuova norma imperativa 18

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del diritto internazionale generale (ius cogens)

In caso di sopravvenienza di una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale, qualsiasi

trattato esistente che sia in conflitto con tale norma è nullo e si estingue.

Sezione 4

PROCEDURA

Articolo 65

Procedura da seguire in materia di nullità, estinzione, recesso di

una parte o sospensione della applicazione di un trattato

1. La parte che, in base alle disposizioni della presente Convenzione, invoca sia un vizio del suo

consenso ad essere vincolato ad un trattato, sia un motivo per contestarne la validità o per sostenere

l'estinzione del trattato, il recesso da esso o la sospensione della sua applicazione, deve notificare la sua

pretesa alle altri parti. La notifica deve indicare la misura proposta nei ri- guardi del trattato e le

ragioni di essa.

2. Se, dopo un periodo che, salvo i casi di particolare urgenza, non sarà inferiore ai tre mesi a partire dal

ricevimento della notifica, nessuna parte fa obiezioni, la parte che ha proceduto alla notifica può

adottare, nelle forme previste dall'articolo 67, la misura proposta.

3. Se però è stata sollevata una obiezione da un'altra parte, le parti dovranno ricercare una soluzione

attraverso i mezzi indicati dall'articolo 33 della Carta delle Nazioni Unite.

4. Nulla di quanto disposto nei paragrafi precedenti pregiudica i diritti e gli obblighi delle parti

derivanti da qualsiasi norma in vigore fra di esse in materia di soluzione delle controversie.

5. Salvo quanto disposto dall'articolo 45, il fatto che uno Stato non abbia inoltrato la notifica prescritta

al paragrafo 1 non gli impedisce di effettuarla in risposta ad un’altra parte che richieda l'adempimento

del trattato o faccia valere la sua violazione.

Articolo 66

Procedure di regolamento giudiziario,

di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi seguenti alla data in cui l'obiezione è stata sollevata, non è stato possibile pervenire

ad una soluzione in conformità al paragrafo 3 dell'articolo 65, si adotteranno le se- guenti procedure:

a. ogni parte di una controversia riguardante l'applicazione o l'interpretazione degli articoli da 53

a 64, può, con una sua richiesta, sottoporre la controversia alla decisione della Corte

internazionale di giustizia, a meno che le parti non decidano di comune accordo di sottoporre la

controversia ad arbitrato;

b. ogni parte di una controversia riguardante l'applicazione o l'interpretazione di uno qualsiasi

degli altri articoli della parte V della presente Convenzione può mettere in opera la procedura

indicata nell'Allegato alla Convenzione indirizzando a questo effetto una domanda al

Segretario delle Nazioni Unite.

Articolo 67

Atti per dichiarare la nullità di un trattato, la sua estinzione,

per realizzare il recesso o sospendere l'applicazione del trattato

1. La notifica prevista dal paragrafo I dell'articolo 65 deve essere fatta per iscritto. 19

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2. Oualsiasi atto che dichiari la nullità di un trattato, che vi ponga termine o realizzi il recesso o la

sospensione della sua applicazione sulla base delle disposizioni del trattato medesimo o dei paragrafi 2

o 3 dell'articolo 65 deve essere contenuto in uno strumento comunicato alle altre parti. Se lo strumento

non è sottoscritto dal capo dello Stato, dal capo del governo o dal ministro degli affari esteri, il

rappresentante dello Stato che fa la comunicazione può essere invitato a esibire i suoi pieni poteri.

Articolo 68

Revoca delle notifiche e degli strumenti previsti dagli articoli 65 e 67

Una notifica o. uno strumento previsti dagli articoli 65 e 67 possono essere revocati in ogni momento

prima che abbiano avuto effetto.

Sezione 5

CONSEGUENZE DELLA NULLITA’, DELL'ESTINZIONE

O DELLA SOSPENSIONE DELL'APPLICAZIONE DI UN TRATTATO

Articolo 69

Conseguenze della nullità di un trattato

1. E’ nullo un trattato la cui nullità è stabilita in virtù della presente Convenzione. Le disposizioni di un

trattato nullo non hanno forza giuridica.

2. Se tuttavia sulla base di un tale trattato sono stati compiuti degli atti:

a. qualsiasi parte può chiedere a qualsiasi altra di ristabilire per quanto è possibile nei loro

rapporti reciproci la situazione che sarebbe esistita se quegli atti non fossero stati compiuti;

b. gli atti compiuti in buona fede prima che la nullità sia stata invocata non sono resi illeciti dal

solo fatto della nullità del trattato.

3. Nei casi di cui agli articoli 49, 50, 51 o 52, il paragrafo 2 non si applica nei confronti della parte alla

quale sono imputabili il dolo, la corruzione o la violenza.

4. Nei casi in cui il consenso di un determinato Stato ad essere vincolato da un trattato multilaterale è

viziato, le regole che precedono si applicano nei rapporti fra detto Stato e le parti del trattato.

Articolo 70

Conseguenze dell'estinzione di un trattato

1. Salvo diversa disposizione del trattato o diverso accordo delle parti, il fatto che un trattato si sia

estinto in virtù delle disposizioni del trattato medesimo o in conformità della presente Convenzione:

a. libera le parti dall'obbligo di continuare ad applicare il trattato;

b. non pregiudica alcun diritto, obbligo o situazione giuridica delle parti, sorti per effetto della

esecuzione del trattato prima della sua estinzione.

2. Quando uno Stato denuncia un trattato multilaterale o esercita il recesso, il paragrafo 1 si applica nei

rapporti fra questo Stato e ciascuna delle altre parti del trattato a partire dalla data in cui la denuncia o

il recesso prende effetto.

Articolo 71

Conseguenze della nullità di un trattato in conflitto

con una norma imperativa del diritto internazionale generale

1. Nel caso di un trattato nullo in virtù dell'articolo 53, le parti sono tenute:

a. ad eliminare, nella misura del possibile, le conseguenze di qualsiasi atto compiuto sulla base di

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e fondamenti di Diritto Internazionale tenute dalla Prof. ssa Laura Pineschi nell'anno accademico 2008.
Il documento riporta il testo della Convenzione di Vienna in tema di diritto dei trattati, emanata il 23 maggio 1969, divenuta esecutiva in Italia con la l. 112 del 1974.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico)
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e Fondamenti di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Pineschi Laura.

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