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0.111

Convenzione di Vienna

Art. 44 Scindibilità delle disposizioni di un trattato

1. Il diritto di una parte, previsto nel trattato o derivante dall’articolo 56, di denun-

ciare il trattato, di ritirarsi da esso o di sospenderne l’applicazione, non può essere

esercitato che nei confronti del trattato stesso nel suo insieme, a meno che

quest’ultimo non disponga o le parti non convengano altrimenti.

2. Un motivo di nullità o di estinzione di un trattato, o di ritiro di una delle parti o di

sospensione dell’applicazione del trattato, riconosciuto ai sensi della presente con-

venzione, non può essere invocato che nei confronti del trattato nel suo insieme,

fatte salve le condizioni previste dai paragrafi seguenti o dall’articolo 60.

3. Se il motivo in questione si riferisce soltanto ad alcune clausole particolari, esso

non può essere invocato nei confronti di quelle sole clausole quando:

a) tali clausole si possano scindere dal resto del trattato per quanto attiene alla

loro esecuzione;

b) risulti dal trattato o sia altrimenti accertato che l’accettazione delle suddette

clausole abbia costituito per l’altra parte o per le altre parti del trattato, la

base essenziale del loro consenso ad essere vincolate dal trattato nel suo

insieme; e

c) non sia ingiusto continuare ad eseguire quanto rimane del trattato.

4. Nei casi dipendenti dagli articoli 49 e 50, lo Stato che abbia diritto ad invocare il

dolo o la corruzione, può farlo sia nei confronti dell’insieme del trattato che, nel caso

di cui al paragrafo 3, soltanto nei confronti di alcune clausole particolari.

5. Nei casi previsti dagli articoli 51, 52 e 53, non è ammessa scissione delle disposi-

zioni di un trattato.

Art. 45 Perdita del diritto di invocare una causa di nullità di un trattato

o un motivo per porre termine ad esso, di ritirarsi dal trattato

o di sospenderne l’applicazione

Uno Stato non può più invocare una causa di nullità di un trattato o un motivo per

porre termine ad esso, di ritirarsi dal trattato o di sospenderne l’applicazione in base

agli articoli da 46 a 50 od agli articoli 60 e 62 se, dopo essere venuto a conoscenza

dei fatti, tale Stato:

a) abbia esplicitamente accettato di considerare che, a seconda del caso, il trat-

tato sia o valido, o in vigore, od ancora applicabile; o

b) debba, a motivo della propria condotta, essere considerato come avente ac-

cettato, a seconda del caso, la validità del trattato o il suo mantenimento in

vigore o in applicazione. 15

0.111 Diritto dei trattati

Sezione 2

Nullità dei trattati

Art. 46 Disposizioni di diritto interno concernenti la competenza

a concludere trattati

1. Il fatto che il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia stato

espresso violando una disposizione del suo diritto interno concernente la competenza

a concludere trattati, non può essere invocato da tale Stato per infirmare il proprio

consenso, a meno che tale violazione non sia stata manifesta e non concerna una

norma di importanza fondamentale del proprio diritto interno.

2. Una violazione è manifesta quando essa appaia obiettivamente evidente ad ogni

Stato che si comporti, in materia, in base alla normale prassi ed in buona fede.

Art. 47 Restrizione particolare del potere di esprimere il consenso

di uno Stato

Se il potere di un rappresentante di esprimere il consenso di uno Stato ad essere

vincolato da un determinato trattato è stato oggetto di particolari restrizioni, il fatto

che detto rappresentante non ne abbia tenuto conto non può essere invocato come

suscettibile di viziare il consenso da lui espresso, a meno che la restrizione non sia

stata notificata, prima che tale consenso venisse espresso, agli altri Stati che hanno

partecipato al negoziato.

Art. 48 Errore

l. Uno Stato può invocare un errore in un trattato come suscettibile di viziare il

proprio consenso ad essere vincolato dal trattato stesso quando l’errore verte su di un

fatto o su di una situazione che tale Stato supponeva esistesse al momento della

conclusione del trattato e che costituiva base essenziale per il consenso di detto Stato

ad essere vincolato dal trattato.

2. Il paragrafo 1 non si applica quando detto Stato abbia contribuito con la sua

condotta a tale errore o quando le circostanze siano state tali che esso avrebbe dovu-

to essere a conoscenza della possibilità di un errore.

3. Un errore che riguardi soltanto il modo in cui il testo di un trattato è redatto non

ne pregiudica la validità; in tal caso viene applicato l’articolo 79.

Art. 49 Dolo

Ove uno Stato sia stato spinto a concludere un trattato dalla condotta fraudolenta di

un altro Stato che ha partecipato ai negoziati, esso può invocare il dolo come suscet-

tibile di viziare il proprio consenso ad essere vincolato dal trattato.

Art. 50 Corruzione del rappresentante di uno Stato

Ove l’espressione dei consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia

stata ottenuta mediante la corruzione del suo rappresentante con azione diretta o

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Convenzione di Vienna

indiretta di un altro Stato che ha partecipato ai negoziati, lo Stato può invocare detta

corruzione come suscettibile di viziare il proprio consenso ad essere vincolato dal

trattato.

Art. 51 Violenza esercitata sul rappresentante di uno Stato

Il consenso espresso da uno Stato ad essere vincolato da un trattato che sia ottenuto

con la violenza esercitata sul suo rappresentante a mezzo di atti o minacce contro di

lui dirette, è privo di ogni effetto giuridico.

Art. 52 Violenza esercitata su di uno Stato con le minacce o l’uso della forza

Qualsiasi trattato la cui conclusione sia stata ottenuta con le minacce o con l’uso

della forza in violazione dei principi di diritto internazionale incorporati nella Carta

delle Nazioni Unite sarà ritenuto nullo.

Art. 53 Trattati in contrasto con una norma imperativa del diritto

internazionale generale (jus cogens)

È nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, sia in contrasto con

una norma imperativa di diritto internazionale generale. Ai fini della presente con-

venzione, per norma imperativa di diritto internazionale generale si intende una

norma che sia stata accettata e riconosciuta dalla Comunità internazionale degli Stati

nel suo insieme in quanto norma alla quale non è permessa alcuna deroga e che non

può essere modificata che da una nuova norma di diritto internazionale generale

avente lo stesso carattere.

Sezione 3

Estinzione dei trattati e sospensione della loro applicazione

Art. 54 Estinzione di un trattato o ritiro da esso in base alle disposizioni

del trattato stesso o con il consenso delle parti

L’estinzione di un trattato o il ritiro di una parte possono avere luogo:

a) in base alle disposizioni del trattato; o

b) in ogni momento, con il consenso di tutte le parti, previa consultazione degli

altri Stati contraenti.

Art. 55 Numero di parti di un trattato multilaterale inferiore al numero

necessario per la sua entrata in vigore

A meno che il trattato non disponga altrimenti, ad un trattato multilaterale non si

pone termine per il solo motivo che il numero delle parti è inferiore al numero

necessario per la sua entrata in vigore. 17

0.111 Diritto dei trattati

Art. 56 Denuncia o ritiro nel caso di un trattato che non contenga

disposizioni relative all’estinzione, alla denuncia o al ritiro

1. Un trattato che non contenga disposizioni relative alla sua estinzione e che non

preveda la possibilità di un ritiro o di una denuncia non può essere oggetto di denun-

cia o di ritiro, a meno che:

a) non sia accertato che era nell’intenzione delle parti di accettare la possibilità

di una denuncia o di un ritiro; o

b) il diritto alla denuncia o al ritiro non possa essere dedotto dalla natura del

trattato.

2. Una parte deve notificare con almeno dodici mesi di anticipo la propria inten-

zione di denunciare un trattato o di ritirarsi da esso in base alle disposizioni del

paragrafo 1.

Art. 57 Sospensione dell’applicazione di un trattato in base alle disposizioni

in esso contenute o con il consenso delle parti

L’applicazione di un trattato nei confronti di tutte le parti o di una determinata parte

può essere sospesa:

a) conformemente alle disposizioni del trattato; o

b) in ogni momento, con il consenso di tutte le parti, previa consultazione degli

altri Stati contraenti.

Art. 58 Sospensione dell’applicazione di un trattato multilaterale soltanto

con l’accordo fra alcune delle parti

1. Due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un accordo che

abbia lo scopo di sospendere l’applicazione delle disposizioni del trattato tempora-

neamente e soltanto tra di loro:

a) qualora la possibilità di una tale sospensione sia prevista dal trattato; o

b) qualora la sospensione in questione non sia vietata dal trattato, a condizione

che essa:

i) non rechi pregiudizio né al godimento dei diritti previsti dal trattato per

altre parti né all’adempimento dei loro obblighi; e

ii) non sia incompatibile con l’oggetto e lo scopo del trattato.

2. Ove, nel caso previsto al comma a) del paragrafo 1, il trattato non disponga

altrimenti, le parti in questione dovranno notificare alle altre parti la loro intenzione

di concludere l’accordo e le disposizioni del trattato delle quali intendono sospende-

re l’applicazione.

Art. 59 Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

implicite a causa della conclusione di un trattato successivo

1. Si ritiene che un trattato abbia avuto termine qualora tutte le parti del trattato

abbiano concluso successivamente un trattato sullo stesso argomento e:

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Convenzione di Vienna

a) se risulta dal trattato successivo od è in altro modo accertato che era inten-

zione delle parti di regolare la materia in questione con tale trattato; o

b) se le disposizioni del trattato successivo sono incompatibili con quelle dei

trattato precedente in modo tale che non sia possibile applicare due trattati

contemporaneamente.

2. Il trattato precedente viene considerato semplicemente sospeso quando risulti dal

trattato successivo o sia in altro modo accertato che questa era l’intenzione delle

parti.

Art. 60 Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

come conseguenza della sua violazione

1. Una sostanziale violazione di un trattato bilaterale da parte di una delle parti

autorizza l’altra parte a invocare la violazione come motivo per porre termine al

trattato o sospenderne completamente o parzialmente l’applicazione.

2. Una sostanziale violazione di un trattato multilaterale da parte di una delle parti

autorizza:

a) le altre parti, che agiscono di comune accordo, a sospenderne completamente

o parzialmente l’applicazione o a porvi termine:

i) sia nelle relazioni fra di loro e lo Stato autore della violazione;

ii) che fra tutte le parti;

b) una parte particolarmente danneggiata dalla violazione, ad invocare detta

violazione come motivo di sospensione dell’applicazione completa o parzia-

le del trattato nelle relazioni fra di essa e lo Stato autore della violazione;

c) qualsiasi parte diversa dallo Stato autore della violazione, ad invocare la vio-

lazione come motivo per sospendere l’applicazione dei trattato completa-

mente o parzialmente per quanto la riguarda, se detto trattato è di natura tale

che una violazione sostanziale delle disposizioni compiuta da una parte mo-

difichi radicalmente la situazione di ciascuna delle parti relativamente al

successivo adempimento dei propri obblighi in base al trattato.

3. Ai fini dei presente articolo, per violazione sostanziale di un trattato si intende:

a) un rifiuto del trattato che non sia autorizzato dalla presente convenzione; o

b) la violazione di una disposizione essenziale per la realizzazione dell’oggetto

o dello scopo del trattato.

4. I paragrafi precedenti non pregiudicano nessuna delle disposizioni del trattato che

si possa applicare in caso di violazione.

5. I paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle disposizioni riguardanti la protezione

della persona umana che sono contenute nei trattati di carattere umanitario ed in

particolare non si applicano alle disposizioni che escludono ogni forma di rap-

presaglia esercitata nei confronti di persone che sono protette dai summenzionati

trattati. 19

0.111 Diritto dei trattati

Art. 61 Sopravvenienza di una situazione che renda impossibile l’esecuzione

l. Una parte può invocare l’impossibilità di dare esecuzione ad un trattato come

motivo per porvi fine o per ritirarsene qualora tale impossibilità risulti dalla spari-

zione o dalla definitiva distruzione di un oggetto indispensabile all’esecuzione del

trattato in questione. Quando l’impossibilità è temporanea essa può essere invocata

soltanto come motivo per sospendere l’applicazione del trattato.

2. L’impossibilità di dare esecuzione ad un trattato non può essere invocata da una

parte come motivo per porre fine al trattato, per ritirarsene o per sospenderne

l’applicazione se tale impossibilità deriva da una violazione commessa dalla parte

che la invoca, sia di un obbligo dei trattato che di ogni altro obbligo internazionale

nei confronti di ogni altra parte del trattato stesso.

Art. 62 Mutamento fondamentale di circostanze

1. Un fondamentale mutamento di circostanze che si sia prodotto in relazione a

quelle che esistevano al momento della conclusione di un trattato e che non era stato

previsto dalle parti, non può essere invocato come motivo per porre termine al

trattato o per ritirarsi da esso, a meno che:

a) l’esistenza di tali circostanze non abbia costituito una base essenziale per il

consenso delle parti ad essere vincolate dal trattato; e che

b) tale cambiamento non abbia l’effetto di trasformare radicalmente il peso

degli obblighi che restano da eseguire in base al trattato.

2. Un fondamentale mutamento di circostanze non può essere invocato come

motivo per porre termine ad un trattato o per ritirarsi da questo:

a) quando si tratti di un trattato che fissa una frontiera; o

b) quando il fondamentale mutamento derivi da una violazione, da parte della

parte che la invoca, o di un obbligo del trattato o di qualsiasi altro obbligo

internazionale nei confronti di qualunque altro Stato che sia parte del trat-

tato.

3. Se una parte può, in base ai paragrafi precedenti, invocare un fondamentale

mutamento delle circostanze quale motivo per porre termine ad un trattato o per

ritirarsi da questo, essa può anche invocarla soltanto per sospendere l’applicazione

del trattato.

Art. 63 Rottura delle relazioni diplomatiche o consolari

La rottura delle relazioni diplomatiche o consolari fra le parti di un trattato non

influenza i rapporti giuridici stabiliti tra di esse in base al trattato, se non nella misu-

ra in cui l’esistenza di relazioni diplomatiche o consolari è indispensabile all’appli-

cazione del trattato.

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Convenzione di Vienna

Art. 64 Sopravvenienza di una nuova norma imperativa di diritto

internazionale generale (jus cogens)

Qualora sopravvenga una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale,

qualsiasi trattato esistente che contrasti tale norma diventa nullo ed ha termine.

Sezione 4

Procedura

Art. 65 Procedura da seguire per la nullità di un trattato, la sua estinzione,

il ritiro di una parte o la sospensione dell’applicazione del trattato

1. La parte che, in base alle disposizioni della presente convenzione invochi sia un

vizio del proprio consenso ad essere vincolata da un trattato, che un motivo per

contestare la validità di un trattato, di porvi termine, di ritirarsi da questo o di

sospenderne l’applicazione, deve notificare la propria pretesa alle altre parti. La

notifica deve indicare il provvedimento previsto nei confronti del trattato e le ragioni

che l’hanno determinato.

2. Se, dopo un periodo di tempo che, salvo il caso di particolare urgenza non deve

essere inferiore a tre mesi dal ricevimento della notifica, nessuna parte ha sollevato

obiezioni, la parte che ha fatto la notifica può adottare nelle forme previste

dall’articolo 67 il provvedimento che ha deciso di adottare.

3. Qualora tuttavia un’altra parte avesse sollevato obiezione, le parti dovranno

cercare una soluzione facendo uso dei mezzi indicati nell’articolo 33 della Carta

delle Nazioni Unite.

4. Nulla di quanto contenuto nei precedenti paragrafi è suscettibile di ledere i diritti

o gli obblighi delle parti che derivino da qualsiasi disposizione in vigore tra di loro

circa la composizione delle controversie.

5. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 45, il fatto che uno Stato non abbia inviato

la notifica prescritta dal paragrafo 1 non impedisce di redigere detta notifica in

risposta ad un’altra parte che chieda l’esecuzione del trattato o che ne adduca la

violazione.

Art. 66 Procedure di regolamento giudiziario, di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi successivi alla data in cui è stata sollevata l’obiezione, non sarà

stato possibile giungere ad una soluzione in base al paragrafo 3 dell’articolo 65,

verranno applicate le seguenti procedure:

a) ogni parte di una controversia che riguardi l’applicazione o l’interpretazione

degli articoli 53 o 64 può, qualora ne faccia richiesta, sottoporre la contro-

versia alla decisione della Corte internazionale di giustizia, a meno che le

parti non decidano di comune accordo di sottoporre la controversia ad arbi-

trato;

b) ogni parte di una controversia relativa all’applicazione o all’interpretazione

di uno qualsiasi degli altri articoli della parte V della presente convenzione,

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0.111 Diritto dei trattati

può porre in atto la procedura indicata nell’allegato della convenzione

inviando, a tale scopo, una richiesta al Segretario generale delle Nazioni

Unite.

Art. 67 Strumenti aventi lo scopo di dichiarare la nullità di un trattato,

di porvi termine, di effettuarne il ritiro o di sospenderne

l’applicazione.

1. La notifica prevista al paragrafo 1 dell’articolo 65 deve essere fatta per iscritto.

2. Qualsiasi atto che dichiari la nullità di un trattato, vi ponga termine o attui il ritiro

o la sospensione dell’applicazione di un trattato in base alle disposizioni in esso

contenute o in base alle disposizioni dei paragrafi 2 e 3 dell’articolo 65, deve essere

redatto in uno strumento comunicato alle altre parti. Se lo strumento non è firmato

dal Capo dello Stato, dal Capo del Governo o dal Ministro degli affari esteri, il

rappresentante dello Stato che fa la comunicazione può essere invitato ad esibire i

suoi pieni poteri.

Art. 68 Revoca delle notifiche e degli strumenti previsti

negli articoli 65 e 67

Le notifiche o gli strumenti previsti negli articoli 65 e 67 possono essere revocati in

qualsiasi momento, prima che abbiano avuto effetto.

Sezione 5

Conseguenze della nullità dell’estinzione o della sospensione

dell’applicazione di un trattato

Art. 69 Conseguenze della nullità di un trattato

1. Un trattato la cui nullità sia stata accertata in base alla presente convenzione è

nullo. Le disposizioni di un trattato nullo non hanno valore giuridico.

2. Qualora, tuttavia, degli atti siano stati compiuti in base ad un tale trattato:

a) qualsiasi parte può chiedere ad ogni altra parte di accertare, per quanto pos-

sibile, la situazione che sarebbe esistita nelle loro reciproche relazioni se tali

atti non fossero stati compiuti;

b) gli atti compiuti in buona fede prima che venisse invocata la nullità non sono

resi illeciti per il solo fatto della nullità del trattato.

3. Nei casi di cui agli articoli 49 e 50, 51 o 52, il paragrafo 2 non si applica nei

confronti della parte cui è imputabile il dolo, l’atto di corruzione o la violenza.

4. Nei casi in cui il consenso di un particolare Stato ad essere vincolato da un tratta-

to multilaterale sia infirmato, le norme precedenti si applicano nelle relazioni fra il

detto Stato e le parti dei trattato.

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Convenzione di Vienna

Art. 70 Conseguenze dell’estinzione di un trattato

1. A meno che il trattato non disponga altrimenti o le parti non convengano altrimen-

ti, la cessazione di un trattato in base alle disposizioni in esso contenute o in base

alla presente convenzione:

a) libera le parti dall’obbligo di continuare a dare esecuzione al trattato;

b) non pregiudica alcun diritto, alcun obbligo né alcuna situazione giuridica

delle parti che sia venuta a crearsi a motivo dell’esecuzione del trattato

prima della sua cessazione.

2. Quando uno Stato denuncia un trattato multilaterale o si ritira da esso, il paragra-

fo 1 viene applicato nei rapporti fra Stato e ciascuna delle altre parti del trattato a

partire dalla data in cui detta denuncia o ritiro entrano in vigore.

Art. 71 Conseguenze della nullità di un trattato in contrasto con una norma

imperativa di diritto internazionale generale

l. Nel caso di un trattato che sia nullo in base all’articolo 53, le parti sono tenute:

a) ad eliminare, per quanto possibile, le conseguenze di ogni atto compiuto in

base ad una disposizione che sia in contrasto con la norma imperativa di di-

ritto internazionale generale; e

b) a fare in modo tale che le loro relazioni reciproche siano conformi alla nor-

ma cogente del diritto internazionale generale.

2. Nel caso di un trattato che diventi nullo ed abbia termine in base all’articolo 64,

la cessazione della validità di un trattato:

a) libera le parti dall’obbligo di continuare a dare esecuzione al trattato;

b) non pregiudica alcun diritto, obbligo o situazione giuridica delle parti che si

siano venuti a creare a motivo dell’esecuzione del trattato prima della

cessazione della sua validità; tuttavia, detti diritti, obblighi o situazioni non

possono essere conservati in seguito che nella misura in cui la loro con-

servazione non sia in contrasto con la nuova norma imperativa di diritto

internazionale generale.

Art. 72 Conseguenze della sospensione dell’applicazione di un trattato

1. A meno che il trattato non preveda altrimenti o le parti non convengano altri-

menti, la sospensione dell’applicazione di un trattato in base alle proprie disposizioni

o in conformità della presente convenzione:

a) libera le parti fra le quali è sospesa l’applicazione dei trattato dall’obbligo di

darvi esecuzione nei loro reciproci rapporti durante il periodo di sospen-

sione;

b) non pregiudica altrimenti i rapporti giuridici stabiliti dal trattato fra le parti.

2. Durante il periodo di sospensione, le parti devono astenersi da qualsiasi azione

che tenda ad ostacolare la ripresa dell’applicazione del trattato. 23

0.111 Diritto dei trattati

Parte VI

Disposizioni varie

Art. 73 Casi di successione di Stati, di responsabilità di uno Stato

o di apertura delle ostilità

Le disposizioni della presente convenzione non pregiudicano nessuna delle questioni

che potrebbero sorgere per il trattato da una successione di Stati o dalla responsabili-

tà internazionale di uno Stato o dall’apertura delle ostilità tra Stati.

Art. 74 Relazioni diplomatiche o consolari e conclusione dei trattati

La rottura delle relazioni diplomatiche o consolari o l’assenza di tali relazioni fra

due o più Stati non impediscono la conclusione di trattati fra i detti Stati. La conclu-

sione di un trattato non influenza di per sé stessa le relazioni diplomatiche o consola-

ri.

Art. 75 Caso di uno Stato aggressore

Le disposizioni della presente convenzione non pregiudicano in alcun modo gli

obblighi relativi ad un trattato che potrebbero nascere per uno Stato aggressore in

seguito alle misure adottate in conformità della Carta delle Nazioni Unite riguardo

all’aggressione compiuta da tale Stato.

Parte VII

Depositari, notifiche, correzioni e registrazione

Art. 76 Depositari dei trattati

1. La designazione del depositario di un trattato può essere fatta dagli Stati che

hanno preso parte ai negoziati, sia nel trattato stesso, che in qualsiasi altro modo. Il

depositario può essere uno o diversi Stati, un’organizzazione internazionale o il

funzionario amministrativo più elevato in grado dell’organizzazione stessa.

2. Le funzioni del depositario di un trattato hanno carattere internazionale ed il

depositario deve essere imparziale nell’esercizio delle sue funzioni. In particolare, il

fatto che un trattato non sia entrato in vigore tra alcune delle parti o che vi sia stata

divergenza tra uno Stato ed il depositario circa l’esercizio delle funzioni di quest’ul-

timo non deve influire su tale obbligo.

Art. 77 Funzioni dei depositari

1. Le funzioni di un depositario, a meno che il trattato non disponga altrimenti o non

sia altrimenti convenuto dagli Stati, sono le seguenti:

a) assicurare la custodia del testo originale dei trattato e dei pieni poteri che gli

verranno consegnati;

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Convenzione di Vienna

b) preparare delle copie certificate conformi al testo originale e tutti gli altri

testi in altre lingue che possono essere richiesti nel trattato, e comunicarli al-

le parti del trattato ed agli Stati che possono diventare parti del trattato;

c) ricevere tutte le firme apposte al trattato, ricevere e custodire tutti gli stru-

menti, notifiche e comunicazioni relative al trattato;

d) verificare se tutte le firme, tutti gli strumenti, tutte le notifiche o tutte le co-

municazioni relative al trattato sono in buona e debita forma e, ove occorra,

sottoporre la questione all’attenzione dello Stato interessato;

e) informare le parti e gli Stati qualificati a diventare parti del trattato degli atti,

delle notifiche e delle comunicazioni relative al trattato;

f) informare gli Stati qualificati a diventare parti del trattato della data in cui sia

stato ricevuto o depositato il numero delle firme o degli strumenti di ratifica,

di accettazione, di approvazione o di adesione richiesti per l’entrata in vigore

del trattato;

g) provvedere alla registrazione del trattato presso il Segretariato dell’Organiz-

zazione delle Nazioni Unite;

h) adempiere le funzioni specificate nelle altre disposizioni della presente con-

venzione.

2. Nel caso in cui una controversia abbia a sorgere tra uno Stato ed il depositario

circa l’adempimento delle funzioni di quest’ultimo, il depositario deve sottoporre la

questione all’attenzione degli Stati firmatari e degli Stati contraenti o, se del caso,

all’attenzione dell’organo competente dell’organizzazione internazionale in que-

stione.

Art. 78 Notifiche e comunicazioni

Salvo nel caso in cui il trattato o la presente convenzione dispongano altrimenti, una

notifica o una comunicazione che deve essere fatta da uno Stato in base alla presente

convenzione:

a) viene trasmessa, ove non esista il depositario, direttamente agli Stati ai quali

è destinata o, se esiste un depositario, a quest’ultimo;

b) non si ritiene che sia stata fatta dallo Stato in questione che a partire dal

momento del suo ricevimento da parte dello Stato al quale è stata trasmessa

o, se del caso, da parte del depositario;

c) se viene trasmessa ad un depositario, non viene considerata come ricevuta

dallo Stato al quale è destinata che a partire dal momento in cui tale Stato

avrà ricevuto dal depositario l’informazione prevista al comma e) del para-

grafo 1 dell’articolo 77.

Art. 79 Correzione degli errori contenuti nei testi o nelle copie certificate

conformi dei trattati

1. Se, dopo l’autenticazione del testo di un trattato, gli Stati firmatari e gli Stati

contraenti constatano di comune accordo che tale testo contiene un errore, si procede

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0.111 Diritto dei trattati

alla correzione dell’errore in questione in uno dei modi seguenti, a meno che i pre-

detti Stati non decidano di correggerlo altrimenti:

a) correzione del testo nel senso dovuto e parafatura della correzione da parte

di rappresentanti debitamente autorizzati;

b) stesura di uno strumento o scambio di strumenti ove sia registrata la corre-

zione che si è convenuto di apportare al testo;

c) stesura di un testo corretto dell’intero trattato seguendo la stessa procedura

usata per il testo originario.

2. Quando si tratti di un trattato per il quale esiste un depositario, quest’ultimo

notifica agli Stati firmatari ed agli Stati contraenti l’errore e la proposta relativa alla

correzione dell’errore stesso e fissa un periodo di tempo convenuto entro il quale

possano essere sollevate obiezioni alla correzione proposta. Se, allo spirare di detto

periodo:

a) non è stata sollevata alcuna obiezione, il depositario apporta la correzione al

testo e la parafa, redige un processo verbale di rettifica del testo e ne trasmet-

te copia alle parti e agli Stati qualificati a divenire parti del trattato;

b) un’obiezione è stata sollevata, il depositario la comunica agli Stati firmatari

e agli Stati contraenti.

3. Le norme di cui ai paragrafi 1 e 2 si applicano del pari quando un testo sia stato

autenticato in due o più lingue ed esista una discordanza che gli Stati firmatari e gli

Stati contraenti convengano debba essere corretta.

4. Il testo corretto sostituisce, ab initio, il testo errato, a meno che gli Stati firmatari

e gli Stati contraenti non decidano altrimenti.

5. La correzione del testo di un trattato che sia stato registrato viene notificata al

Segretariato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

6. Quando venga rilevato un errore in una copia certificata conforme di un trattato,

il depositario redige un processo verbale di rettifica e ne trasmette copia agli stati

firmatari e agli Stati firmatari.

Art. 80 Registrazione e pubblicazione dei trattati

1. Dopo la loro entrata in vigore, i trattati vengono trasmessi al Segretariato dell’Or-

ganizzazione delle Nazioni Unite perché siano, a seconda dei casi, registrati, classi-

ficati o iscritti al repertorio, nonché pubblicati.

2. La designazione di un depositario autorizza quest’ultimo a compiere gli atti di cui

al paragrafo precedente.

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Convenzione di Vienna

Parte VIII

Disposizioni finali

Art. 81 Firma

La presente convenzione sarà aperta alla firma di tutti gli Stati membri dell’Organiz-

zazione delle Nazioni Unite o di un istituto specializzato o dell’Agenzia internazio-

nale dell’energia atomica, nonché di tutti gli Stati parti dello Statuto della Corte

internazionale di giustizia e di ogni altro Stato che sia invitato dall’Assemblea gene-

rale delle Nazioni Unite a diventare parte della convenzione, nel modo seguente:

sino al 30 novembre 1969 presso il Ministero federale degli affari esteri della Re-

pubblica di Austria ed in seguito sino al 30 aprile 1970 presso la Sede dell’Or-

ganizzazione delle Nazioni Unite a New York.

Art. 82 Ratifica

La presente convenzione sarà sottoposta a ratifica. Gli strumenti di ratifica saranno

depositati presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

Art. 83 Adesione

La presente convenzione resterà aperta all’adesione di ogni Stato appartenente ad

una delle categorie di cui all’articolo 81. Gli strumenti di adesione saranno depositati

presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

Art. 84 Entrata in vigore

1. La presente convenzione entrerà in vigore trenta giorni dopo la data del deposito

del trentacinquesimo strumento di ratifica o di adesione.

2. Per ogni Stato che ratificherà la convenzione o vi aderirà dopo il deposito del

trentacinquesimo strumento di ratifica o di adesione, la convenzione entrerà in

vigore trenta giorni dopo il deposito, da parte di detto Stato, del proprio strumento di

ratifica o di adesione.

Art. 85 Testi autentici

L’originale della presente convenzione, i cui testi inglese, cinese, spagnolo, francese

e russo sono ugualmente autentici, sarà depositata presso il Segretario generale delle

Nazioni Unite.

In fede di che, i sottoscritti plenipotenziari, debitamente autorizzati dai rispettivi

Governi, hanno firmato la presente convenzione.

Fatto a Vienna, il ventitré maggio millenovecentosessantanove.

(Seguono le firme) 27

0.111 Diritto dei trattati

Allegato

1. Il Segretario generale delle Nazioni Unite redige e conserva una lista di concilia-

tori composta da giuristi qualificati. A tale scopo, ogni Stato, membro dell’Organiz-

zazione delle Nazioni Unite o parte della presente convenzione è invitato a designare

due conciliatori, e i nomi delle persone in tal modo designate formeranno la lista. La

designazione dei conciliatori, compresi coloro che sono designati per coprire un

posto vacante, viene fatta per un periodo di cinque anni che potrà essere rinnovato.

Allo spirare del periodo per il quale saranno stati designati, i conciliatori continue-

ranno ad esercitare le funzioni per le quali saranno stati scelti in base al paragrafo

seguente.

2. Quando viene sottoposta una richiesta al Segretario generale, in base all’arti-

colo 66, il Segretario generale sottopone la controversia ad una Commissione di

conciliazione composta come segue:

Lo Stato o gli Stati costituenti una delle parti della controversia nominano:

a) un conciliatore cittadino di tale Stato o di uno di tali Stati, scelto o meno sul-

la lista di cui al paragrafo l; e

b) un conciliatore che non abbia la nazionalità di tale Stato o di uno di tali Stati,

scelto sulla lista.

Lo Stato o gli Stati costituenti l’altra parte della controversia nominano due concilia-

tori nello stesso modo. I quattro conciliatori scelti dalle parti devono essere nominati

entro un termine di sessanta giorni a partire dalla data in cui il Segretario generale ha

ricevuto la richiesta.

Nei sessanta giorni che seguono l’ultima nomina, i quattro conciliatori ne nominano

un quinto, scelto sulla lista, che sarà il presidente.

Se la nomina del presidente o di uno qualsiasi degli altri conciliatori non avviene nel

termine prescritto in precedenza per detta nomina, questa verrà fatta dal Segretario

generale nei sessanta giorni successivi allo spirare di tale termine. Il Segretario

generale può designare come presidente, sia una delle persone menzionate nella

lista, che uno dei membri della Commissione di diritto internazionale. Qualsiasi

periodo di tempo entro il quale debbono essere fatte le nomine, può essere prorogato

con l’accordo delle parti della controversia.

Ogni posto vacante sarà coperto nello stesso modo che è prescritto per la prima

nomina.

3. La Commissione di conciliazione determina essa stessa la propria procedura. La

Commissione, con il consenso delle parti della controversia, può invitare ogni parte

del trattato a sottoporle la sua opinione oralmente o per iscritto. Le decisioni e le

raccomandazioni della Commissione vengono adottate a maggioranza dei voti dei

cinque membri.

4. La Commissione può sottoporre alle parti della controversia qualsiasi provvedi-

mento che sia suscettibile di facilitare una composizione amichevole della contro-

versia in questione.

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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della Convenzione di Vienna del 1969 relativa al Diritto dei Trattati. L'atto è cosi stratturato: introduzione, conclusione e entrata in vigore,riserve, applicazione a titolo provvisorio, interpretazione, Stati terzi, modifiche, invalidità, procedure, deposito e notifiche.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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