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0.111 Diritto dei trattati

Art. 21 Effetti giuridici delle riserve e delle obiezioni alle riserve

1. Una riserva formulata in conformità degli articoli 19, 20 e 23 nei confronti di

un’altra parte:

a) modifica, per lo Stato autore della riserva, nelle sue relazioni con quest’altra

Parte le disposizioni del trattato sulle quali verte la riserva, nella misura pre-

vista da detta riserva; e

b) modifica nella stessa misura tali disposizioni per quest’altra parte nelle sue

relazioni con lo Stato autore della riserva.

2. La riserva non modifica le disposizioni del trattato per le altre parti del trattato

nei loro rapporti inter se.

3. Quando uno Stato che ha formulato un’obiezione ad una riserva non si è opposto

all’entrata in vigore del trattato tra se stesso e lo Stato autore della riserva, le dispo-

sizioni oggetto della riserva non si applicano tra i due Stati, nella misura prevista

dalla riserva stessa.

Art. 22 Ritiro delle riserve e delle obiezioni alle riserve

1. A meno che il trattato non disponga altrimenti, una riserva può essere ritirata in

ogni momento senza che il consenso dello Stato che ha accettato la riserva sia neces-

sario per il suo ritiro.

2. A meno che il trattato non disponga altrimenti, una obiezione ad una riserva può

essere ritirata in ogni momento.

3. A meno che il trattato non preveda altrimenti o che non sia altrimenti convenuto:

a) il ritiro di una riserva ha efficacia nei confronti di un altro Stato contraente

soltanto a partire dal momento in cui tale Stato ne ha ricevuto notifica;

b) il ritiro di un’obiezione ad una riserva ha efficacia soltanto a partire dal mo-

mento in cui lo Stato che ha formulato la riserva ha ricevuto notifica di detto

ritiro.

Art. 23 Procedura relativa alle riserve

1. La riserva, l’accettazione esplicita di una riserva e l’obiezione ad una riserva

devono essere formulate per iscritto e comunicate agli Stati contraenti e agli altri

Stati che sono qualificati per diventare parti del trattato.

2. Una riserva che venga formulata al momento della firma del trattato con riserva

di ratifica, accettazione o approvazione, deve essere confermata formalmente dallo

Stato che ne è l’autore, quando esso esprime il proprio consenso ad essere vincolato

dal trattato. In tal caso, si ritiene che la riserva sia stata fatta alla data in cui è stata

confermata.

3. Non occorre che siano confermate le accettazioni chiaramente espresse di una

riserva o un’obiezione ad una riserva che siano anteriori alla conferma di quest’ul-

tima.

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Convenzione di Vienna

4. Il ritiro di una riserva o di una obiezione ad una riserva deve essere formulato per

iscritto.

Sezione 3

Entrata in vigore dei trattati ed applicazione a titolo provvisorio

Art. 24 Entrata in vigore

1. Un trattato entra in vigore in base alle modalità ed alla data fissate dalle disposi-

zioni in esso contenute o mediante accordo tra gli Stati che hanno partecipato ai

negoziati.

2. In mancanza di tali disposizioni o di un tale accordo, un trattato entra in vigore

quando sia stato accertato il consenso di tutti gli Stati che hanno partecipato ai

negoziati ad essere vincolati dal trattato.

3. Quando il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia stato accer-

tato in una data posteriore all’entrata in vigore di detto trattato, esso, a meno che non

sia disposto altrimenti, entra in vigore nei confronti di tale Stato in quella stessa data.

4. Le disposizioni di un trattato che regolamentano l’autenticazione del testo,

l’accertamento dei consenso degli Stati ad esserne vincolati, le modalità o la data

della sua entrata in vigore, le riserve, le funzioni del depositario, nonché tutti gli altri

problemi che vengono necessariamente a porsi prima dell’entrata in vigore del

trattato stesso, sono applicabili a partire dalla data dell’adozione del testo.

Art. 25 Applicazione a titolo provvisorio

1. Un trattato o una parte di esso vengono applicati a titolo provvisorio in attesa

della sua effettiva entrata in vigore:

a) quando il trattato stesso così dispone; o

b) quando gli Stati che hanno partecipato ai negoziati avevano in qualche altro

modo così convenuto.

2. A meno che il trattato non disponga altrimenti o gli Stati che hanno partecipato ai

negoziati non abbiano convenuto altrimenti, l’applicazione a titolo provvisorio di un

trattato o di una parte di esso nei confronti di uno Stato viene a cessare qualora tale

Stato notifichi agli altri Stati, fra i quali il trattato è applicato provvisoriamente,

l’intenzione di non volerne diventare parte. 9

0.111 Diritto dei trattati

Parte III

Rispetto, applicazione ed interpretazione dei trattati

Sezione 1

Rispetto dei trattati

Art. 26 Pacta sunt servanda

Ogni trattato in vigore vincola le parti e queste devono eseguirlo in buona fede.

Art. 27 Diritto interno e rispetto dei trattati

Una parte non può invocare le disposizioni della propria legislazione interna per

giustificare la mancata esecuzione di un trattato. Tale norma non pregiudica in alcun

modo le disposizioni dell’articolo 46.

Sezione 2

Applicazione dei trattati

Art. 28 Irretroattività dei trattati

Salvo che una diversa intenzione non risulti dal trattato o non sia altrimenti accer-

tata, le disposizioni di un trattato non vincolano una parte per quanto riguarda un

atto o un fatto anteriore alla data di entrata in vigore del trattato stesso nei confronti

di tale parte o una situazione che avesse cessato di esistere a tale data.

Art. 29 Applicazione territoriale dei trattati

Salvo che un diverso intendimento non risulti dal trattato o non sia stato altrimenti

accertato, un trattato vincola ciascuna delle parti per tutto l’insieme del suo ter-

ritorio.

Art. 30 Applicazione di trattati successivi vertenti sulla stessa materia

1. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 103 della Carta delle Nazioni Unite, i

diritti e gli obblighi degli Stati parti di trattati successivi vertenti sulla stessa materia,

sono definiti conformemente ai paragrafi seguenti.

2. Quando un trattato precisa di essere subordinato ad un trattato anteriore o poste-

riore o non debba essere considerato come incompatibile con quest’altro trattato,

prevalgono le disposizioni contenute in quest’ultimo.

3. Quando tutte le parti del trattato anteriore sono dei pari parti del trattato poste-

riore, senza che il trattato anteriore abbia avuto termine o la sua applicazione sia

stata sospesa in base all’articolo 59, il trattato anteriore non si applica che nella

misura in cui le sue disposizioni siano compatibili con quelle del trattato posteriore.

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Convenzione di Vienna

4. Quando le parti di un trattato anteriore non sono tutte parti del trattato posteriore:

a) nelle relazioni fra gli Stati parti di entrambi i trattati, la norma da applicarsi è

quella enunciata al paragrafo 3;

b) nelle relazioni tra uno Stato parte di entrambi i trattati e uno Stato parte di

uno solo dei due, il trattato del quale entrambi gli Stati sono parti regola i re-

ciproci diritti ed obblighi.

5. Il paragrafo 4 si applica, senza pregiudizio delle disposizioni dell’articolo 41, di

ogni problema relativo alla estinzione o alla sospensione dell’applicazione di un

trattato ai sensi dell’articolo 60 e di ogni questione di responsabilità che può sorgere

per uno Stato dalla conclusione o dall’applicazione di un trattato le cui disposizioni

siano incompatibili con gli obblighi che ad esso incombono nei confronti di un altro

Stato in base ad un altro trattato.

Sezione 3

Interpretazione dei trattati

Art. 31 Regola generale per l’interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede in base al senso comune da

attribuire ai termini del trattato nel loro contesto ed alla luce dei suo oggetto e del

suo scopo.

2. Ai fini dell’interpretazione di un trattato, il contesto comprende, oltre al testo,

preambolo e allegati inclusi:

a) ogni accordo relativo al trattato e che sia intervenuto tra tutte le parti in oc-

casione della sua conclusione;

b) ogni strumento disposto da una o più parti in occasione della conclusione del

trattato ed accettato dalle altre parti in quanto strumento relativo al trattato.

3. Verrà tenuto conto, oltre che del contesto:

a) di ogni accordo ulteriore intervenuto tra le parti circa l’interpretazione del

trattato o l’attuazione delle disposizioni in esso contenute;

b) di ogni ulteriore pratica seguita nell’applicazione del trattato con la quale

venga accertato l’accordo delle parti relativamente all’interpretazione del

trattato;

c) di ogni norma pertinente di diritto internazionale, applicabile alle relazioni

fra le parti.

4. Si ritiene che un termine o un’espressione abbiano un significato particolare se

verrà accertato che tale era l’intenzione delle parti.

Art. 32 Mezzi complementari di interpretazione

Si potrà ricorrere a mezzi complementari d’interpretazione, ed in particolare ai lavori

preparatori ed alle circostanze nelle quali il trattato è stato concluso, allo scopo, sia

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0.111 Diritto dei trattati

di confermare il significato risultante dall’applicazione dell’articolo 31, che di

definire un significato quando l’interpretazione data in base all’articolo 31:

a) lasci il significato ambiguo od oscuro; o

b) porti ad un risultato chiaramente assurdo o non ragionevole.

Art. 33 Interpretazione di trattati autenticati in due o più lingue

1. Quando un trattato è stato autenticato in due o più lingue, il suo testo fa fede in

ciascuna di tali lingue, a meno che il trattato non preveda o le parti non convengano

fra loro che, in caso di divergenza, prevarrà un determinato testo.

2. La traduzione di un trattato in una lingua diversa da una di quelle nelle quali il

testo è stato autenticato non sarà ritenuta testo autentico qualora il trattato non lo

preveda o le parti non abbiano così convenuto.

3. Si presume che i termini e le espressioni di un trattato abbiano lo stesso senso nei

vari testi autentici.

4. Ad eccezione del caso in cui un determinato testo prevalga in conformità del

paragrafo 1, quando il confronto fra i testi autentici renda evidente una differenza di

significato che l’applicazione degli articoli 31 e 32 non permette di eliminare, verrà

adottato il significato che, tenuto conto dell’oggetto e dello scopo del trattato, concili

nel migliore dei modi i testi in questione.

Sezione 4

Trattati e Stati terzi

Art. 34 Norma generale riguardante gli Stati terzi

Un trattato non crea né obblighi né diritti per uno Stato terzo senza il consenso di

quest’ultimo.

Art. 35 Trattati che prevedono degli obblighi per gli Stati terzi

Da una disposizione di un trattato nasce un obbligo per uno Stato terzo quando le

parti del trattato stesso intendano con quelle disposizioni creare tale obbligo e quan-

do lo Stato terzo accetti esplicitamente per iscritto tale obbligo.

Art. 36 Trattati che prevedono dei diritti per gli Stati terzi

1. Un diritto per uno Stato terzo nasce da una disposizione di un trattato quando le

parti di tale trattato intendano, con tale disposizione, conferire tale diritto sia allo

Stato terzo sia ad un gruppo di Stati al quale esso appartenga, che a tutti gli Stati, e

quando lo Stato terzo acconsente. Si presume che vi sia consenso fintanto che non

esista una contraria indicazione, a meno che il trattato non preveda altrimenti.

2. Uno Stato che eserciti un diritto in base al paragrafo 1, è tenuto a rispettare, per

quanto riguarda l’esercizio del diritto stesso, le condizioni che sono previste dal

trattato o che sono accertate in base alle disposizioni di questo.

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Convenzione di Vienna

Art. 37 Revoca o modifica di obblighi o diritti di Stati terzi

1. Nel caso in cui sia nato per uno Stato terzo un obbligo in base all’articolo 35,

detto obbligo non può essere revocato o modificato che con il consenso delle parti

del trattato e dello Stato terzo, a meno che non sia accertato che essi avevano conve-

nuto diversamente.

2. Nel caso in cui per uno Stato terzo sia nato un diritto in base all’articolo 36, tale

diritto non potrà essere revocato o modificato dalle parti se non sarà stato accertato

che detto diritto non avrebbe potuto essere revocato o modificato senza il consenso

dello Stato terzo.

Art. 38 Norme di un trattato che divengono obbligatorie per Stati terzi

a seguito della creazione di una consuetudine internazionale

Nessuna delle disposizioni contenute negli articoli da 34 a 37 vieta che una norma

sancita da un trattato diventi obbligatoria per uno Stato terzo in quanto norma con-

suetudinaria di diritto internazionale riconosciuta come tale.

Parte IV

Emendamento e modifica dei trattati

Art. 39 Norma generale relativa all’emendamento dei trattati

Un trattato può essere emendato di comune intesa fra le parti. Per quanto il trattato

non disponga altrimenti, vengono applicate a tale accordo le norme enunciate nella

parte II.

Art. 40 Emendamento dei trattati multilaterali

1. A meno che il trattato non disponga altrimenti, l’emendamento dei trattati multi-

laterali è regolato dai paragrafi seguenti.

2. Ogni proposta tendente ad emendare un trattato multilaterale per quanto riguarda

i rapporti fra tutte le sue parti, deve essere notificata a tutti gli Stati contraenti, e

ciascuno di essi ha il diritto di prendere parte:

a) alla decisione circa il seguito da dare a tale proposta;

b) ai negoziati ed alla conclusione di ogni accordo avente lo scopo di emendare

il trattato stesso.

3. Ogni Stato qualificato a divenire parte di un trattato è del pari qualificato per

divenire parte del trattato emendato.

4. L’accordo che reca emendamenti non vincola gli Stati che sono già parti del

trattato e che non divengono parti di detto accordo; nei confronti di tali Stati si

applica il comma b) dei paragrafo 4 dell’articolo 30.

5. Ogni Stato che divenga parte del trattato dopo l’entrata in vigore dell’accordo che

reca emendamenti, a meno che non abbia espresso una diversa intenzione, viene

considerato come: 13

0.111 Diritto dei trattati

a) facente parte del trattato così emendato; e

b) facente parte del trattato non emendato nei confronti di ogni parte del trattato

che non sia vincolata dall’accordo che reca gli emendamenti.

Art. 41 Accordi aventi lo scopo di modificare trattati multilaterali soltanto

nei rapporti fra alcune delle parti

1. Due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un accordo avente

lo scopo di modificare il trattato soltanto nei loro reciproci rapporti:

a) se la possibilità di una tale modifica è prevista dal trattato; o

b) se la modifica in questione non è vietata dal trattato, a condizione che essa:

i) non pregiudichi in alcun modo per le altre parti il godimento dei diritti

derivanti dal trattato né l’adempimento dei loro obblighi; e

ii) non verta su di una disposizione dalla quale non si possa derogare sen-

za che vi sia una incompatibilità con effettiva realizzazione dell’oggetto

e dello scopo dei trattato.

2. A meno che, nel caso previsto dal comma a) del paragrafo 1, il trattato non pre-

veda altrimenti, le parti in questione devono notificare alle altre parti la loro inten-

zione di concludere l’accordo e le modifiche che quest’ultimo reca al trattato.

Parte V

Nullità, estinzione e sospensione dell’applicazione dei trattati

Sezione 1

Disposizioni generali

Art. 42 Validità e mantenimento in vigore dei trattati

1. La validità di un trattato o del consenso di uno Stato ad essere vincolato da un

trattato non può essere contestata che in applicazione della presente convenzione.

2. L’estinzione di un trattato, la sua denuncia o il ritiro di una parte non possono

aver luogo che in applicazione delle disposizioni del trattato o della presente con-

venzione. La stessa regola vale per la sospensione dell’applicazione di un trattato.

Art. 43 Obblighi imposti dal diritto internazionale indipendentemente

dai trattati

La nullità, l’estinzione o la denuncia di un trattato, il ritiro di una delle parti o la

sospensione dell’applicazione del trattato, quando siano dovute all’applicazione

della presente convenzione od alle disposizioni del trattato, non pregiudicano in

alcun modo il dovere di uno Stato di adempiere ogni obbligo che sia enunciato nel

trattato, al quale sia soggetto in base al diritto internazionale indipendentemente dal

trattato stesso.

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Convenzione di Vienna

Art. 44 Scindibilità delle disposizioni di un trattato

1. Il diritto di una parte, previsto nel trattato o derivante dall’articolo 56, di denun-

ciare il trattato, di ritirarsi da esso o di sospenderne l’applicazione, non può essere

esercitato che nei confronti del trattato stesso nel suo insieme, a meno che

quest’ultimo non disponga o le parti non convengano altrimenti.

2. Un motivo di nullità o di estinzione di un trattato, o di ritiro di una delle parti o di

sospensione dell’applicazione del trattato, riconosciuto ai sensi della presente con-

venzione, non può essere invocato che nei confronti del trattato nel suo insieme,

fatte salve le condizioni previste dai paragrafi seguenti o dall’articolo 60.

3. Se il motivo in questione si riferisce soltanto ad alcune clausole particolari, esso

non può essere invocato nei confronti di quelle sole clausole quando:

a) tali clausole si possano scindere dal resto del trattato per quanto attiene alla

loro esecuzione;

b) risulti dal trattato o sia altrimenti accertato che l’accettazione delle suddette

clausole abbia costituito per l’altra parte o per le altre parti del trattato, la

base essenziale del loro consenso ad essere vincolate dal trattato nel suo

insieme; e

c) non sia ingiusto continuare ad eseguire quanto rimane del trattato.

4. Nei casi dipendenti dagli articoli 49 e 50, lo Stato che abbia diritto ad invocare il

dolo o la corruzione, può farlo sia nei confronti dell’insieme del trattato che, nel caso

di cui al paragrafo 3, soltanto nei confronti di alcune clausole particolari.

5. Nei casi previsti dagli articoli 51, 52 e 53, non è ammessa scissione delle disposi-

zioni di un trattato.

Art. 45 Perdita del diritto di invocare una causa di nullità di un trattato

o un motivo per porre termine ad esso, di ritirarsi dal trattato

o di sospenderne l’applicazione

Uno Stato non può più invocare una causa di nullità di un trattato o un motivo per

porre termine ad esso, di ritirarsi dal trattato o di sospenderne l’applicazione in base

agli articoli da 46 a 50 od agli articoli 60 e 62 se, dopo essere venuto a conoscenza

dei fatti, tale Stato:

a) abbia esplicitamente accettato di considerare che, a seconda del caso, il trat-

tato sia o valido, o in vigore, od ancora applicabile; o

b) debba, a motivo della propria condotta, essere considerato come avente ac-

cettato, a seconda del caso, la validità del trattato o il suo mantenimento in

vigore o in applicazione. 15

0.111 Diritto dei trattati

Sezione 2

Nullità dei trattati

Art. 46 Disposizioni di diritto interno concernenti la competenza

a concludere trattati

1. Il fatto che il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia stato

espresso violando una disposizione del suo diritto interno concernente la competenza

a concludere trattati, non può essere invocato da tale Stato per infirmare il proprio

consenso, a meno che tale violazione non sia stata manifesta e non concerna una

norma di importanza fondamentale del proprio diritto interno.

2. Una violazione è manifesta quando essa appaia obiettivamente evidente ad ogni

Stato che si comporti, in materia, in base alla normale prassi ed in buona fede.

Art. 47 Restrizione particolare del potere di esprimere il consenso

di uno Stato

Se il potere di un rappresentante di esprimere il consenso di uno Stato ad essere

vincolato da un determinato trattato è stato oggetto di particolari restrizioni, il fatto

che detto rappresentante non ne abbia tenuto conto non può essere invocato come

suscettibile di viziare il consenso da lui espresso, a meno che la restrizione non sia

stata notificata, prima che tale consenso venisse espresso, agli altri Stati che hanno

partecipato al negoziato.

Art. 48 Errore

l. Uno Stato può invocare un errore in un trattato come suscettibile di viziare il

proprio consenso ad essere vincolato dal trattato stesso quando l’errore verte su di un

fatto o su di una situazione che tale Stato supponeva esistesse al momento della

conclusione del trattato e che costituiva base essenziale per il consenso di detto Stato

ad essere vincolato dal trattato.

2. Il paragrafo 1 non si applica quando detto Stato abbia contribuito con la sua

condotta a tale errore o quando le circostanze siano state tali che esso avrebbe dovu-

to essere a conoscenza della possibilità di un errore.

3. Un errore che riguardi soltanto il modo in cui il testo di un trattato è redatto non

ne pregiudica la validità; in tal caso viene applicato l’articolo 79.

Art. 49 Dolo

Ove uno Stato sia stato spinto a concludere un trattato dalla condotta fraudolenta di

un altro Stato che ha partecipato ai negoziati, esso può invocare il dolo come suscet-

tibile di viziare il proprio consenso ad essere vincolato dal trattato.

Art. 50 Corruzione del rappresentante di uno Stato

Ove l’espressione dei consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato sia

stata ottenuta mediante la corruzione del suo rappresentante con azione diretta o

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Convenzione di Vienna

indiretta di un altro Stato che ha partecipato ai negoziati, lo Stato può invocare detta

corruzione come suscettibile di viziare il proprio consenso ad essere vincolato dal

trattato.

Art. 51 Violenza esercitata sul rappresentante di uno Stato

Il consenso espresso da uno Stato ad essere vincolato da un trattato che sia ottenuto

con la violenza esercitata sul suo rappresentante a mezzo di atti o minacce contro di

lui dirette, è privo di ogni effetto giuridico.

Art. 52 Violenza esercitata su di uno Stato con le minacce o l’uso della forza

Qualsiasi trattato la cui conclusione sia stata ottenuta con le minacce o con l’uso

della forza in violazione dei principi di diritto internazionale incorporati nella Carta

delle Nazioni Unite sarà ritenuto nullo.

Art. 53 Trattati in contrasto con una norma imperativa del diritto

internazionale generale (jus cogens)

È nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, sia in contrasto con

una norma imperativa di diritto internazionale generale. Ai fini della presente con-

venzione, per norma imperativa di diritto internazionale generale si intende una

norma che sia stata accettata e riconosciuta dalla Comunità internazionale degli Stati

nel suo insieme in quanto norma alla quale non è permessa alcuna deroga e che non

può essere modificata che da una nuova norma di diritto internazionale generale

avente lo stesso carattere.

Sezione 3

Estinzione dei trattati e sospensione della loro applicazione

Art. 54 Estinzione di un trattato o ritiro da esso in base alle disposizioni

del trattato stesso o con il consenso delle parti

L’estinzione di un trattato o il ritiro di una parte possono avere luogo:

a) in base alle disposizioni del trattato; o

b) in ogni momento, con il consenso di tutte le parti, previa consultazione degli

altri Stati contraenti.

Art. 55 Numero di parti di un trattato multilaterale inferiore al numero

necessario per la sua entrata in vigore

A meno che il trattato non disponga altrimenti, ad un trattato multilaterale non si

pone termine per il solo motivo che il numero delle parti è inferiore al numero

necessario per la sua entrata in vigore. 17

0.111 Diritto dei trattati

Art. 56 Denuncia o ritiro nel caso di un trattato che non contenga

disposizioni relative all’estinzione, alla denuncia o al ritiro

1. Un trattato che non contenga disposizioni relative alla sua estinzione e che non

preveda la possibilità di un ritiro o di una denuncia non può essere oggetto di denun-

cia o di ritiro, a meno che:

a) non sia accertato che era nell’intenzione delle parti di accettare la possibilità

di una denuncia o di un ritiro; o

b) il diritto alla denuncia o al ritiro non possa essere dedotto dalla natura del

trattato.

2. Una parte deve notificare con almeno dodici mesi di anticipo la propria inten-

zione di denunciare un trattato o di ritirarsi da esso in base alle disposizioni del

paragrafo 1.

Art. 57 Sospensione dell’applicazione di un trattato in base alle disposizioni

in esso contenute o con il consenso delle parti

L’applicazione di un trattato nei confronti di tutte le parti o di una determinata parte

può essere sospesa:

a) conformemente alle disposizioni del trattato; o

b) in ogni momento, con il consenso di tutte le parti, previa consultazione degli

altri Stati contraenti.

Art. 58 Sospensione dell’applicazione di un trattato multilaterale soltanto

con l’accordo fra alcune delle parti

1. Due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un accordo che

abbia lo scopo di sospendere l’applicazione delle disposizioni del trattato tempora-

neamente e soltanto tra di loro:

a) qualora la possibilità di una tale sospensione sia prevista dal trattato; o

b) qualora la sospensione in questione non sia vietata dal trattato, a condizione

che essa:

i) non rechi pregiudizio né al godimento dei diritti previsti dal trattato per

altre parti né all’adempimento dei loro obblighi; e

ii) non sia incompatibile con l’oggetto e lo scopo del trattato.

2. Ove, nel caso previsto al comma a) del paragrafo 1, il trattato non disponga

altrimenti, le parti in questione dovranno notificare alle altre parti la loro intenzione

di concludere l’accordo e le disposizioni del trattato delle quali intendono sospende-

re l’applicazione.

Art. 59 Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

implicite a causa della conclusione di un trattato successivo

1. Si ritiene che un trattato abbia avuto termine qualora tutte le parti del trattato

abbiano concluso successivamente un trattato sullo stesso argomento e:

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Convenzione di Vienna

a) se risulta dal trattato successivo od è in altro modo accertato che era inten-

zione delle parti di regolare la materia in questione con tale trattato; o

b) se le disposizioni del trattato successivo sono incompatibili con quelle dei

trattato precedente in modo tale che non sia possibile applicare due trattati

contemporaneamente.

2. Il trattato precedente viene considerato semplicemente sospeso quando risulti dal

trattato successivo o sia in altro modo accertato che questa era l’intenzione delle

parti.

Art. 60 Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione

come conseguenza della sua violazione

1. Una sostanziale violazione di un trattato bilaterale da parte di una delle parti

autorizza l’altra parte a invocare la violazione come motivo per porre termine al

trattato o sospenderne completamente o parzialmente l’applicazione.

2. Una sostanziale violazione di un trattato multilaterale da parte di una delle parti

autorizza:

a) le altre parti, che agiscono di comune accordo, a sospenderne completamente

o parzialmente l’applicazione o a porvi termine:

i) sia nelle relazioni fra di loro e lo Stato autore della violazione;

ii) che fra tutte le parti;

b) una parte particolarmente danneggiata dalla violazione, ad invocare detta

violazione come motivo di sospensione dell’applicazione completa o parzia-

le del trattato nelle relazioni fra di essa e lo Stato autore della violazione;

c) qualsiasi parte diversa dallo Stato autore della violazione, ad invocare la vio-

lazione come motivo per sospendere l’applicazione dei trattato completa-

mente o parzialmente per quanto la riguarda, se detto trattato è di natura tale

che una violazione sostanziale delle disposizioni compiuta da una parte mo-

difichi radicalmente la situazione di ciascuna delle parti relativamente al

successivo adempimento dei propri obblighi in base al trattato.

3. Ai fini dei presente articolo, per violazione sostanziale di un trattato si intende:

a) un rifiuto del trattato che non sia autorizzato dalla presente convenzione; o

b) la violazione di una disposizione essenziale per la realizzazione dell’oggetto

o dello scopo del trattato.

4. I paragrafi precedenti non pregiudicano nessuna delle disposizioni del trattato che

si possa applicare in caso di violazione.

5. I paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle disposizioni riguardanti la protezione

della persona umana che sono contenute nei trattati di carattere umanitario ed in

particolare non si applicano alle disposizioni che escludono ogni forma di rap-

presaglia esercitata nei confronti di persone che sono protette dai summenzionati

trattati. 19

0.111 Diritto dei trattati

Art. 61 Sopravvenienza di una situazione che renda impossibile l’esecuzione

l. Una parte può invocare l’impossibilità di dare esecuzione ad un trattato come

motivo per porvi fine o per ritirarsene qualora tale impossibilità risulti dalla spari-

zione o dalla definitiva distruzione di un oggetto indispensabile all’esecuzione del

trattato in questione. Quando l’impossibilità è temporanea essa può essere invocata

soltanto come motivo per sospendere l’applicazione del trattato.

2. L’impossibilità di dare esecuzione ad un trattato non può essere invocata da una

parte come motivo per porre fine al trattato, per ritirarsene o per sospenderne

l’applicazione se tale impossibilità deriva da una violazione commessa dalla parte

che la invoca, sia di un obbligo dei trattato che di ogni altro obbligo internazionale

nei confronti di ogni altra parte del trattato stesso.

Art. 62 Mutamento fondamentale di circostanze

1. Un fondamentale mutamento di circostanze che si sia prodotto in relazione a

quelle che esistevano al momento della conclusione di un trattato e che non era stato

previsto dalle parti, non può essere invocato come motivo per porre termine al

trattato o per ritirarsi da esso, a meno che:

a) l’esistenza di tali circostanze non abbia costituito una base essenziale per il

consenso delle parti ad essere vincolate dal trattato; e che

b) tale cambiamento non abbia l’effetto di trasformare radicalmente il peso

degli obblighi che restano da eseguire in base al trattato.

2. Un fondamentale mutamento di circostanze non può essere invocato come

motivo per porre termine ad un trattato o per ritirarsi da questo:

a) quando si tratti di un trattato che fissa una frontiera; o

b) quando il fondamentale mutamento derivi da una violazione, da parte della

parte che la invoca, o di un obbligo del trattato o di qualsiasi altro obbligo

internazionale nei confronti di qualunque altro Stato che sia parte del trat-

tato.

3. Se una parte può, in base ai paragrafi precedenti, invocare un fondamentale

mutamento delle circostanze quale motivo per porre termine ad un trattato o per

ritirarsi da questo, essa può anche invocarla soltanto per sospendere l’applicazione

del trattato.

Art. 63 Rottura delle relazioni diplomatiche o consolari

La rottura delle relazioni diplomatiche o consolari fra le parti di un trattato non

influenza i rapporti giuridici stabiliti tra di esse in base al trattato, se non nella misu-

ra in cui l’esistenza di relazioni diplomatiche o consolari è indispensabile all’appli-

cazione del trattato.

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Convenzione di Vienna

Art. 64 Sopravvenienza di una nuova norma imperativa di diritto

internazionale generale (jus cogens)

Qualora sopravvenga una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale,

qualsiasi trattato esistente che contrasti tale norma diventa nullo ed ha termine.

Sezione 4

Procedura

Art. 65 Procedura da seguire per la nullità di un trattato, la sua estinzione,

il ritiro di una parte o la sospensione dell’applicazione del trattato

1. La parte che, in base alle disposizioni della presente convenzione invochi sia un

vizio del proprio consenso ad essere vincolata da un trattato, che un motivo per

contestare la validità di un trattato, di porvi termine, di ritirarsi da questo o di

sospenderne l’applicazione, deve notificare la propria pretesa alle altre parti. La

notifica deve indicare il provvedimento previsto nei confronti del trattato e le ragioni

che l’hanno determinato.

2. Se, dopo un periodo di tempo che, salvo il caso di particolare urgenza non deve

essere inferiore a tre mesi dal ricevimento della notifica, nessuna parte ha sollevato

obiezioni, la parte che ha fatto la notifica può adottare nelle forme previste

dall’articolo 67 il provvedimento che ha deciso di adottare.

3. Qualora tuttavia un’altra parte avesse sollevato obiezione, le parti dovranno

cercare una soluzione facendo uso dei mezzi indicati nell’articolo 33 della Carta

delle Nazioni Unite.

4. Nulla di quanto contenuto nei precedenti paragrafi è suscettibile di ledere i diritti

o gli obblighi delle parti che derivino da qualsiasi disposizione in vigore tra di loro

circa la composizione delle controversie.

5. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 45, il fatto che uno Stato non abbia inviato

la notifica prescritta dal paragrafo 1 non impedisce di redigere detta notifica in

risposta ad un’altra parte che chieda l’esecuzione del trattato o che ne adduca la

violazione.

Art. 66 Procedure di regolamento giudiziario, di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi successivi alla data in cui è stata sollevata l’obiezione, non sarà

stato possibile giungere ad una soluzione in base al paragrafo 3 dell’articolo 65,

verranno applicate le seguenti procedure:

a) ogni parte di una controversia che riguardi l’applicazione o l’interpretazione

degli articoli 53 o 64 può, qualora ne faccia richiesta, sottoporre la contro-

versia alla decisione della Corte internazionale di giustizia, a meno che le

parti non decidano di comune accordo di sottoporre la controversia ad arbi-

trato;

b) ogni parte di una controversia relativa all’applicazione o all’interpretazione

di uno qualsiasi degli altri articoli della parte V della presente convenzione,

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della Convenzione di Vienna del 1969 relativa al Diritto dei Trattati. L'atto è cosi stratturato: introduzione, conclusione e entrata in vigore,riserve, applicazione a titolo provvisorio, interpretazione, Stati terzi, modifiche, invalidità, procedure, deposito e notifiche.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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