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Facolta' di Scienze Politiche - Programma del Prof. Stefano Ceccanti

-nelle “forme di Governo” (fdG) che studiano in modo per così dire orizzontale la distribuzione del potere politico tra i

vari organi che incidono sul governo, sull’indirizzo politico (forme parlamentari, presidenziali, semi-presidenziali e

direttoriali), per capire le quali occorrerà una particolare attenzione alla scienza della politica, che ricostruisce la realtà

effettiva del potere;

-nella ricostruzione dei rapporti tra centro e periferie (“tipi di Stato”), resa paradossalmente più rilevante dai processi di

globalizzazione, con alcune connessioni con la filosofia della politica e rilevanti implicazioni economiche;

-nell’affermazione e nell’effettività dei diritti, anche in relazione al ruolo delle Corti costituzionali, temperando l’arbitrio

del potere politico, in rapporto con riflessioni filosofiche sull’interpretazione, sui limiti del potere, e così via.

All’originaria centralità del concetto di Stato (che serviva a nascondere il compromesso tra monarca e Parlamento) è

subentrata dagli anni ’30 del XX secolo la centralità del concetto di Costituzione.

Si capisce così perché questa materia sia di norma fondamentale nelle facoltà di Scienze Politiche, mentre a

Giurisprudenza è di solito opzionale: essa impone infatti una forte sinergia con buona parte delle discipline presenti

proprio nella nostra facoltà e non mira solo alla comprensione delle disposizioni giuridiche prese a se stanti, ma anche e

soprattutto a cogliere il loro significato effettivo. Storicamente vi era una vera e propria esclusione della facoltà di

Giurisprudenza perché la nostra materia scardinava il modello tradizionale orlandiano di tipo positivistico teso a negare i

nessi tra politica, storia e diritto che in realtà il Diritto Costituzionale aveva affermato con forza alle sue origini,

intrecciate con la Rivoluzione francese, e che sarebbero state rilanciate dall’espansione del suffragio e dalla conseguente

necessità di coniugare lo Stato di diritto con la democratizzazione.

In particolare non è facile cogliere la differenza con la “politica comparata”, la disciplina politologica che affianca il

“diritto costituzionale comparato” (come la “scienza della politica” affianca per vari aspetti le “Istituzioni di diritto

pubblico”).

La frontiera non passa su un territorio conoscitivo perché la porzione di realtà indagata è sostanzialmente la stessa; la

differenza attiene al metodo con cui esso è studiato.

Il giurista comparativo parte dalle norme (dall’alto del sistema, cioè da quelle costituzionali), ma, per far bene il suo

lavoro, deve scendere fino alla loro effettività. Parte ad esempio dal fatto che il Capo dello Stato in Austria è eletto

direttamente, dagli ampi potere formali attribuiti, ma deve poi dar ragione del fatto che l’indirizzo politico è determinato

essenzialmente dal Primo Ministro e dal governo che egli guida.

Il politologo comparatista parte dal basso, dalla rilevazione di questa regolarità di sistema, ma, per completezza, deve

anche considerare fino a che punto e come le regole formali incidono su di esse (quando l’elezione diretta è stata

introdotta e quando messa in pratica per la prima volta, ecc.).

Inoltre, e con questo entriamo nell’ambito delle finalità, tra breve esplorato, la differenza consiste anche nell’intento

normativo (di dover essere) che il lavoro del giurista comparatista comporta: la flessibilità dell’interpretazione ha dei

limiti che il potere (a cominciare da quello politico) tende per sua natura a forzare e che il giurista ha invece il dovere di

ricondurre all’osservanza delle regole, del diritto.

Finalità

http://w3.uniroma1.it/ceccanti/sintesi-corso/sintesi1_2004_2005.htm (3 of 4)28/04/2008 8.45.47


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per l'esame di Diritto costituzionale italiano e comparato della prof. Ceccanti. Gli appunti riguardano i seguenti argomenti: definizione della disciplina e del metodo di analisi; le funzioni della comparazione; le principali classificazioni giuridiche; il concetto di "famiglia giuridica"; la differenza tra civil law e common law.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ceccanti Stefano.

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