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Diritto alla riservatezza - Cass. Civ. n. 990/63

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un riassunto della sent. n. 990/63 della Cassazione Civile con il seguente oggetto: viola il diritto... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie docente Prof. F. Cardarelli

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Questo Supremo collegio, con giurisprudenza affermata per la prima volta

con sentenza del 22 dicembre 1956, n. 4487, ha ritenuto che un diritto alla

riservatezza non sia riconosciuto dal diritto positivo né possa affermarsi per

analogia argomentando dalla previsione di diritti soggettivi alla personalità o

di divieti: gli uni e gli altri, avendo riferimento a specifici rapporti,

escluderebbero il ricorso alla analogia, anzi giustificherebbero l'illazione

della inesistenza dell'asserito diritto per argomentazione a contrariis. Soltanto

nel caso che l'operato dell'agente offendesse l'onore, il decoro, la reputazione

della persona sussisterebbe azione contro l'illiceità.

Di fronte al dissenso di gran parte della dottrina e agli inconvenienti che

derivano da una assoluta esclusione di tutela giurisdizionale del riserbo della

vita privata questo Supremo collegio è indotto al riesame della propria

giurisprudenza.

L'esclusione del cennato diritto, in definitiva, di ogni tutela giurisdizionale

del riserbo della vita privata è stata giustificata da detta giurisprudenza su di

un principio affermato da antica ed anche recente dottrina: che non sussiste

un unico diritto di personalità, ma sono riconosciuti vari diritti di personalità

da essa distinti, come non sussiste un diritto unico di libertà, ma vari distinti

diritti di libertà.

A giustificazione poi di questo diniego si è considerato dalla medesima

dottrina che la personalità è il presupposto dei diritti, è la stessa capacità

giuridica, non può quindi essere essa stessa un diritto: concepire la

personalità come un diritto implicherebbe affermare l'esistenza di un diritto

senza oggetto, essendo inammissibile che una persona sia il soggetto e nel

contempo l'oggetto del diritto; che se poi il diritto di personalità si concepisce

come un diritto assoluto di esclusione rivolto alla generalità, resterebbe

imprecisato il contenuto e l'estensione del divieto. Conseguentemente, una

tutela giurisdizionale della personalità fuori delle specifiche previsioni non

avrebbe alcuna giustificazione, non potendo ritenersi l'illiceità di un

comportamento che il soggetto affermasse lesivo della propria persona o

della sfera della propria attività.

Parte della dottrina peraltro, pur negando che sussista un diritto assoluto di

personalità, ha affermato tuttavia l'esistenza di un diritto alla riservatezza,

argomentando per analogia juris da specifici diritti di personalità.

Prima di stabilire se sia ammissibile il ricorso alla analogia occorre

considerare che l'esclusione di- un diritto assoluto di personalità è, in

definitiva, fondato su di una concezione- dommatica secondo cui il diritto

soggettivo deve essere riferito ad un rapporto concreto di un soggetto con un

bene. Con tale concezione, non affatto pacifica né in passato né attualmente,

dovendosi ammettere soltanto l'esistenza di singoli concreti diritti

esplicitamente riconosciuti, si deve conseguentemente pretermettere a priori

ogni indagine sull'esistenza di un diritto astratto che consente di

concretizzare, con la tutela ad esso inerente, singole manifestazioni della

personalità; si perviene al risultato di frantumare una nozione che per sua

essenza è unica, inscindibile, come quella della personalità, né si spiega quale

legame giuridico unisca ad essa le singole manifestazioni concrete.

Ora, se si ha riguardo non a singoli diritti di personalità esplicitamente


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un riassunto della sent. n. 990/63 della Cassazione Civile con il seguente oggetto: viola il diritto assoluto di personalità, inteso quale diritto erga omnes alla libertà di autodeterminazione nello svolgimento della personalità dell'uomo come singolo, la divulgazione di notizie relative alla vita privata, in assenza di un consenso almeno implicito, ed ove non sussista, per la natura dell'attività svolta dalla persona e del fatto divulgato, un preminente interesse pubblico di conoscenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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