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Diritto alla riservatezza - Cass. Civ. n. 4487/56

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
In particolare si riporta un riassunto della sentenza n. 4487/56 della Cassazione Civile in tema di privacy: nell'ordinamento... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie docente Prof. F. Cardarelli

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fosse tutelabile, rilevando, sotto questo profilo, il difetto di motivazione della

sentenza di appello; accolse però le doglianze degli eredi Caruso in ordine

alla lesione dell’onore del celebre tenore, rimettendo l’indagine sul punto al

giudice di rinvio.

(Omissis) - La difesa del Caruso sostiene che altro limite generale all'attività

del narratore o biografo sia dato dal divieto di riferire quei fatti che,

attenendo unicamente alla vita intima, familiare ed affettiva della persona

celebre, non presentino alcun interesse per la ricostruzione della personalità

di questa, affermatasi nel campo artistico, sociale o scientifico, e la cui

narrazione sia destinata unicamente a soddisfare l'indiscreta e malsana

curiosità di lettori e spettatori.

Si pone così il problema se debba ricevere protezione un generale diritto alta

«riservatezza» o «privatezza», qualificato dalla giurisprudenza anglosassone

«right of privacy», che si vorrebbe introdurre nel nostro ordinamento.

Molto incerto appare al riguardo il pensiero dei giudici di merito, le cui

perplessità vengono giustamente denunziate coi primo mezzo del ricorso

principale.

La sentenza impugnata premette che si può convenire con l'appellante che

«l'esistenza del diritto alla riservatezza nel. nostro ordinamento è per lo meno

dubbia» e, dopo di avere ricordato che un insieme di norme, di codici e di

leggi speciali può far ritenere che esso «non sia estraneo al nostro diritto

positivo», aggiunge che al fine della decisione sulla liceità o meno della

riproduzione, mediante immagini cinematografiche, dei fatti e delle vicende

di una persona celebre, «non appare indispensabile intrattenersi a decidere se

il diritto alla riservatezza sia riconosciuto nel nostro ordinamento positivo».

Nella parte conclusiva finisce invece col dichiarare che alcune scene del film

devono essere eliminate perché lesive del diritto alla riservatezza, della cui

esistenza aveva mostrato prima di dubitare e poi di disinteressarsi, ed al fine

del risarcimento dei danni approva e conferma la distinzione fatta dal

Tribunale fra 1esioni all'onore e al decoro, per le quali non accorda alcun

risarcimento per non essere stata dimostrata la sussistenza di un danno

patrimoniale, e lesioni alla riservatezza, relativamente alle quali fa sussistere

il danno nella perduta possibilità, per i discendenti del Caruso, di percepire

un compenso per la prestazione ad altro produttore cinematografico del

consenso all'utilizzazione delle stesse vicende della vita dei loro congiunto,

essendo, a suo avviso, il diritto alla riservatezza, a differenza di quello

all'onore, liberamente disponibile e commerciabile.

In realtà, a prescindere dalle questioni di terminologia, la sentenza impugnata

ha ritenuto illecita la riproduzione nel film di alcune vicende private della

vita del Caruso in base ad un ragionamento che può così riassumersi: le

disposizioni degli artt. 96 e 97 della legge sul diritto d'autore, pur riferendosi

letteralmente alla sola esposizione del ritratto, costituiscono l'espressione di

un principio generale, e sono applicabili, per lo meno per analogia, a

qualsiasi opera narrativa o rappresentativa degli avvenimenti della vita altrui;

queste sono di regola vietate se manchi il consenso dei soggetto della

vicenda; solo eccezionalmente tale consenso non è richiesto, quando la

pubblicazione dei fatti e la conoscenza di essi da parte del pubblico siano


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
In particolare si riporta un riassunto della sentenza n. 4487/56 della Cassazione Civile in tema di privacy: nell'ordinamento giuridico italiano non esiste un diritto alla riservatezza, ma soltanto sono riconosciuti e tutelati, in modi diversi, singoli diritti soggettivi della persona; pertanto non è vietato comunicare, sia privatamente sia pubblicamente, vicende, tanto più se immaginarie, della vita altrui, quando la conoscenza non ne sia stata ottenuta con mezzi di per sé illeciti o che impongano l'obbligo del segreto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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