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Tra le critiche che sono state mosse all’impostazione della

Dichiarazione dell’ONU vi è l’idea che essa sia esclusivamente lo

specchio di valori occidentali (Woodwiss, 2005).

premesse culturali

La Dichiarazione del 1948, infatti, parte da

tipiche della società occidentale e contiene diretti riferimenti alla

dichiarazione francese (tutti gli uomini nascono liberi e uguali) e

alle aspirazioni americane ed europee del secondo dopoguerra,

come:

Sicurezza sociale, art 22

Diritto al lavoro, art. 23

Queste aspirazioni possono quindi essere lontane dalle

problematiche di molte società asiatiche e africane.

Quel che conta di più è che il riconoscimento dei diritti umani in

sganciato da ogni derivazione o

Occidente è totalmente

legittimazione religiosa.

Una constatazione “ufficiale” di queste considerazioni è data

dall’esistenza delle carte fondamentali approvate in diversi ambiti

geopolitici:

Dichiarazione universale dei diritti umani nell’islam (1981):

Si afferma che i diritti dell’uomo sono eterni ed indicati da Allah.

Questi diritti sono affermati “in nome di Dio, il Compassionevole,

il Misericordioso”

di Bangkok (1993):

♦Dichiarazione

Si sottolinea l’<<opportunità di rivedere tutti gli aspetti dei diritti

umani e di garantire un giusto e bilanciato approccio>> ad essi e

il contributo che <<i paesi asiatici con le loro diverse e ricche

culture e tradizioni>> possono fornire.

Carta araba dei diritti dell’uomo (1994):

♦ soggetti titolari di diritti,

Per quanto riguarda i la Carta si

popoli

riferisce ai e non direttamente agli individui Stati

Gli individui diventano i destinatari della garanzia degli per

ciò che attiene ai loro diritti <<tutti gli Stati parti della Presente

Carta si impegnano a garantire a tutti gli individui [..] il godimento

di tutti i diritti di libertà […]>> (art. 2).

La nostra attenzione si concentra sul “fatto culturale” che queste

dichiarazioni rappresentano:

alla concezione euro­occidentale si contrappone o si affianca una

concezione “islamica”, “asiatica”, “araba” dei diritti umani.

La sfida più seria proviene dalla Dichiarazione dei diritti umani

Dio

nell’islam, in cui ogni diritto discende da (attore e garante dei

diritti), mentre nella Dichiarazione dell’ONU si pone al centro del

ragione umana:

discorso la i titolari dei diritti inviolabili e

imprescrittibili sono gli individui.

La concezione dei diritti umani elaborata nella cultura greco­

risente delle specificità dei

romana, europea e infine statunitense

contesti nei quali è stata creata. individuale

In questa cultura, il principio dell’autonomia è divenuto

un punto centrale. coniugare i valori umani universali

Il problema è dunque quello di

con altri contesti culturali.

La stessa autonomia individuale è concepita in modo diverso a

seconda dei contesti:

tentare di costruire una teoria dei diritti umani capace di

si deve

includere tutte le culture del mondo e non imporre ad esse la

cultura euro­occidentale.

Come si può costruire una teoria dei diritti umani di questo tipo?

universali culturali

In tutte le società umane sono stati creati degli

ai quali si fa ricorso nelle interazioni tra individui, tra istituzioni e

stati.

Nella Costituzione americana sono considerati come a priori la

libertà di religione, di parola e di stampa, il diritto di riunione, la

garanzia della propria persona e dei propri beni, ecc…

MA questi principi considerati come a priori sono in realtà delle

costruzioni storiche premesse cognitive e

e rappresentano delle

morali nelle quali parte dell’umanità si riconosce: sono il frutto di

divengono col tempo “naturali”,

una costruzione storica e

scontate poiché sono penetrate nel modo di vivere degli individui.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Sociologia generale, tenute dal Prof. Vittorio Cotesta nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Diritti umani;
Uguaglianze e disuguaglianze;
Organizzazione della società;
Dichiarazione universale dei diritti umani, 1948.
[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale e sociologia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cotesta Vittorio.

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