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Diritti fondamentali - C. Giust. UE/89

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte di Giustizia Europea emessa nel 1989. I temi trattati sono: garanzia del diritto... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale Avanzato docente Prof. F. Cerrone

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Massima

1 . Il rispetto dei diritti della difesa, principio di carattere fondamentale, deve essere garantito non solo

nei procedimenti amministrativi che possono portare all' irrogazione di sanzioni, ma altresì nell' ambito

di procedure d' indagine previa, come gli accertamenti di cui all' art . 14 del regolamento n . 17, che

possono essere determinanti per la costituzione di prove attestanti l' illegittimità di comportamenti di

imprese che possono farne sorgere la responsabilità .

2 . Sebbene il riconoscimento del diritto fondamentale all' inviolabilità del domicilio si imponga nell'

ordinamento comunitario in quanto principio comune ai diritti degli Stati membri per ciò che attiene al

domicilio privato delle persone fisiche, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda le imprese, poiché i

sistemi giuridici degli Stati membri presentano differenze non trascurabili quanto alla natura ed alla

misura della tutela dei locali commerciali di fronte agli interventi delle autorità pubbliche . Non si può

giungere ad una conclusione diversa in base all' art . 8 della convenzione europea sui diritti dell' uomo .

Tuttavia, in tutti i sistemi giuridici degli Stati membri, gli interventi dei pubblici poteri nella sfera di attività

privata di ogni persona, sia fisica sia giuridica, devono essere fondati sulla legge ed essere giustificati

dai motivi contemplati dalla legge . Questi sistemi prevedono pertanto, seppure con modalità diverse,

una protezione nei confronti di interventi arbitrari o sproporzionati . L' esigenza di una siffatta protezione

deve quindi essere ammessa come un principio generale del diritto comunitario .

3 . Tanto dallo scopo del regolamento n . 17 quanto dall' elenco, nell' art . 14 dello stesso, dei poteri

attribuiti agli agenti della Commissione emerge che gli accertamenti possono avere una portata molto

ampia .

A questo proposito, il diritto di accedere a tutti i locali, terreni o mezzi di trasporto delle imprese riveste

una particolare importanza in quanto deve consentire alla Commissione di raccogliere le prove delle

violazioni delle norme sulla concorrenza nei luoghi in cui esse di regola si trovano, vale a dire nei locali

commerciali delle imprese .

Questo diritto di accesso sarebbe inutile se gli agenti della Commissione dovessero limitarsi a chiedere

la produzione di documenti o di fascicoli che possano prima identificare con precisione . Esso implica

invece la facoltà di ricercare elementi di informazione diversi ancora ignoti o non completamente

identificati . Senza tale facoltà sarebbe impossibile per la Commissione acquisire gli elementi di

informazione necessari all' accertamento qualora le fosse opposto un rifiuto di collaborazione o le

imprese interessate assumessero un atteggiamento ostruzionistico .

L' esercizio degli ampi poteri di indagine di cui dispone la Commissione è tuttavia assoggettato a

condizioni idonee a garantire il rispetto dei diritti delle imprese interessate . A questo proposito, l'

obbligo imposto alla Commissione di indicare l' oggetto e lo scopo dell' accertamento costituisce un'

esigenza fondamentale allo scopo non solo di evidenziare il carattere giustificato dell' azione prevista

all' interno delle imprese interessate, ma anche di consentire loro di comprendere la portata del loro

dovere di collaborazione pur facendo salvi i loro diritti di difesa .

4 . Nel caso di accertamenti effettuati con la collaborazione delle imprese interessate, in forza di un

obbligo stabilito da una decisione di accertamento, gli agenti della Commissione possono fra l' altro farsi

presentare i documenti richiesti, accedere ai locali da loro scelti e farsi mostrare il contenuto dei mobili

che essi indicano . Per contro, non possono forzare l' accesso a locali o a mobili né costringere il

personale dell' impresa a consentire loro tale accesso né procedere a perquisizioni senza l'

autorizzazione dei responsabili dell' impresa .

Quando invece la Commissione incontra l' opposizione delle imprese interessate, i suoi agenti possono,

in base all' art . 14, n . 6, del regolamento n . 17, cercare, senza la collaborazione delle imprese, tutti gli

elementi di informazione necessari all' accertamento col concorso delle autorità nazionali, che devono

prestare loro l' assistenza necessaria per l' esecuzione del loro mandato . Anche se detta assistenza è

necessaria soltanto qualora l' impresa manifesti la propria opposizione, occorre aggiungere che si può

chiederla anche in via preventiva, per superare l' eventuale opposizione dell' impresa .

5 . Risulta dall' art . 14, n . 6, del regolamento n . 17 che spetta a ciascuno Stato membro disciplinare le

modalità secondo cui l' assistenza delle autorità nazionali è fornita agli agenti della Commissione . A

questo proposito, gli Stati membri devono garantire l' efficacia dell' azione della Commissione

rispettando al tempo stesso i principi generali del diritto comunitario . Entro questi limiti, è il diritto

nazionale che stabilisce le modalità procedurali atte a garantire il rispetto dei diritti delle imprese .

Le garanzie procedurali stabilite dal diritto nazionale devono essere osservate dalla Commissione, la

quale deve inoltre curare che l' autorità competente in base al diritto nazionale disponga di tutti gli

elementi necessari a consentirle di esercitare il controllo che le spetta .

Tale autorità ­ sia essa giudiziaria o no ­ non può sostituire, in questa occasione, la propria valutazione

della necessità degli accertamenti ordinati a quella della Commissione, i cui giudizi di fatto e di diritto

sono soggetti soltanto al sindacato di legittimità della Corte di giustizia . Per contro, fra i poteri dell'

autorità nazionale rientra quello di esaminare, dopo aver constatato l' autenticità della decisione di

accertamento, se gli atti coercitivi previsti non siano arbitrari o sproporzionati rispetto allo scopo dell'

accertamento e quello di vigilare sull' osservanza delle norme del proprio diritto nazionale durante l'

esecuzione di detti atti .

6 . L' art . 14, n . 3, del regolamento n . 17 definisce gli elementi essenziali di motivazione della

decisione che ordina un accertamento . L' obbligo per la Commissione di indicare l' oggetto e lo scopo

dell' accertamento costituisce una garanzia fondamentale per i diritti di difesa delle imprese interessate .

Ne consegue che la portata dell' obbligo di motivare le decisioni di accertamento non può essere

limitata in base a considerazioni relative all' efficacia dell' indagine . In proposito, la Commissione,

anche se non è tenuta a comunicare al destinatario di una decisione di accertamento tutte le

informazioni di cui è in possesso quanto ad asserite infrazioni né a procedere ad una rigorosa

qualificazione giuridica delle infrazioni stesse, deve però chiaramente precisare gli indizi che intende

verificare .

7 . La decisione con cui si autorizza il membro della Commissione incaricato delle questioni di

concorrenza ad adottare, in nome e sotto la responsabilità della Commissione, decisioni ai sensi dell'

art . 14, n . 3, del regolamento n . 17 non viola il principio di collegialità enunciato dall' art . 17 del

trattato di fusione . Le decisioni adottate su autorizzazione devono quindi essere considerate decisioni

della Commissione ai sensi dell' art . 15 del regolamento n . 17 ed il rifiuto di conformarvisi può dar

luogo all' irrogazione di un' ammenda .

8 . L' adozione della decisione che infligge una penalità di mora, pari a un determinato numero di unità

di conto per giorno di ritardo a decorrere da una certa data, all' impresa che abbia rifiutato di sottoporsi

ad un accertamento ai sensi dell' art . 14 del regolamento n . 17 non richiede né la previa audizione dell'

impresa interessata né la consultazione del comitato consultivo in materia di intese e di posizioni

dominanti . Infatti non si tratta di una decisione esecutiva, poiché l' importo totale della penalità di mora

non vi è precisato . D' altra parte, l' obbligo di procedere all' audizione ed alla consultazione di cui s' è

detto prima di adottare tale decisione finirebbe col differirne la data d' adozione e, pertanto, col

pregiudicare l' efficacia della decisione di accertamento .

Per contro, questa audizione, che costituisce un elemento essenziale dei diritti della difesa, e questa

consultazione devono svolgersi prima che sia definitivamente fissata la penalità di mora, così da

consentire sia all' impresa interessata sia al comitato consultivo di manifestare utilmente il proprio punto

di vista riguardo a tutti gli elementi su cui la Commissione si è basata per infliggere la penalità di mora e

per fissarne l' importo definitivo .

9 . Tutti i soggetti di diritto comunitario devono riconoscere la piena efficacia degli atti delle istituzioni,

finché la Corte non ne abbia dichiarato l' invalidità, e rispettarne la forza esecutiva, finché la Corte non

abbia stabilito di sospenderne l' esecuzione . E' incompatibile con questo obbligo e non può giustificarsi

con riferimento ad interessi giuridici superiori il comportamento di un' impresa, destinataria di una

decisione di accertamento ai sensi dell' art . 14 del regolamento n . 17, che neghi ogni collaborazione

per l' esecuzione della decisione, cosicché non vi è motivo di ridurre l' importo della penalità di mora

che le è stata applicata di fronte a tale rifiuto .

Parti

Nelle cause riunite 46/87 e 227/88,

Hoechst AG, società di diritto tedesco, con sede in Francoforte sul Meno, con l' avv . Hans Hellmann

del foro di Colonia, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell' avv . Marc Loesch, 8, rue

Zithe,

ricorrente,

contro

Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal suo consigliere giuridico sig . Norbert Koch, in

qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il sig . Georgios Kremlis, membro del suo

servizio giuridico, Centre Wagner,

convenuta,

aventi ad oggetto l' annullamento delle seguenti decisioni della Commissione, relative alle pratiche

IV/31.865 ( PVC ) e IV/31.866 ( polietilene ):

­ 15 gennaio 1987 (( COM(87)19/5 )), relativa ad un accertamento ai sensi dell' art . 14, n . 3, del

regolamento del Consiglio 6 febbraio 1962, n . 17 ( GU 13, pag . 204 ),

­ 3 febbraio 1987 (( COM(87)248 )), che infligge una penalità di mora in applicazione dell' art . 16 del

regolamento n . 17,

­ 26 maggio 1988 (( COM(88)928 )), che stabilisce l' importo definitivo di una penalità di mora in

applicazione dell' art . 16 del regolamento n . 17,

LA CORTE,

composta dai signori O . Due, presidente, T . Koopmans, R . Joliet, T.F . O' Higgins e F . Grévisse,

presidenti di sezione, Sir Gordon Slynn, G.F . Mancini, C.N . Kakouris, F.A . Schockweiler, J.C .

Moitinho de Almeida, G.C . Rodríguez Iglesias, M . Diez de Velasco e M . Zuleeg, giudici,

avvocato generale : J . Mischo

cancelliere : B . Pastor, amministratore

vista la relazione d' udienza ed a seguito della trattazione orale dell' 8 dicembre 1988,

sentite le conclusioni dell' avvocato generale presentate all' udienza del 21 febbraio 1989,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Motivazione della sentenza

1 Con atti introduttivi depositati nella cancelleria della Corte rispettivamente il 16 febbraio 1987 ed il 5

agosto 1988, la società Hoechst AG ha proposto, a norma dell' art . 173, secondo comma, del trattato

CEE, due ricorsi per l' annullamento di tre decisioni della Commissione relative alle pratiche IV/31.865 (

PVC ) e IV/31.866 ( polietilene ) adottate in base al regolamento del Consiglio 6 febbraio 1962, n . 17 ((

primo regolamento di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato CEE ( GU 13, pag . 204 ) )). Il primo

ricorso verte sulla decisione 15 gennaio 1987 (( COM(87)19/5 )), relativa ad un accertamento ai sensi

dell' art . 14, n . 3, del regolamento n . 17, e sulla decisione 3 febbraio 1987 (( COM(87)248 )), che

infligge una penalità di mora in applicazione dell' art . 16 del regolamento n . 17 . Il secondo ricorso

riguarda la decisione 26 maggio 1988 (( COM(88)928 )), che stabilisce l' importo definitivo di una

penalità di mora in applicazione dell' art . 16 del regolamento n . 17 .

2 Disponendo di informazioni che le consentivano di presumere l' esistenza di accordi o di pratiche

concordate per la fissazione di prezzi e di quote di fornitura di PVC e di polietilene fra taluni produttori e

fornitori di queste sostanze nella Comunità, la Commissione decideva di procedere ad un accertamento

presso varie imprese, fra le quali la ricorrente, ed adottava nei confronti di quest' ultima la menzionata

decisione controversa 15 gennaio 1987 ( in prosieguo : "decisione di accertamento ").

3 Il 20, 22 e 23 gennaio 1987 la Commissione cercava di procedere all' accertamento di cui trattasi, ma

la ricorrente si opponeva sostenendo che si trattava di una perquisizione illegale . La ricorrente ribadiva

la propria opinione nella risposta ad un telex con cui la Commissione le chiedeva di impegnarsi a

sottoporsi al controllo minacciandola di una penalità di mora di 1 000 ecu per giorno di ritardo . La

Commissione adottava quindi la citata decisione 3 febbraio 1987 di cui è causa, con cui le infliggeva la

suddetta penalità di mora ( in prosieguo : "decisione che infligge la penalità di mora ").

4 Il 12 febbraio 1987 l' Amtsgericht di Francoforte sul Meno respingeva la domanda del

Bundeskartellamt ( l' autorità tedesca competente in materia di concorrenza ), la cui assistenza era

stata richiesta ai sensi del regolamento n . 17 onde ottenere un mandato di perquisizione, con la

motivazione che non erano stati evidenziati elementi di fatto a sostegno dell' asserita esistenza di

accordi o di pratiche concordate .

5 Con ordinanza 26 marzo 1987, il presidente della Corte di giustizia respingeva l' istanza della

ricorrente intesa ad ottenere la sospensione dell' esecuzione della decisione di accertamento e della

decisione che infligge la penalità di mora .

6 Il 31 marzo 1987 il Bundeskartellamt otteneva dallo Amtsgericht di Francoforte sul Meno un mandato

di perquisizione rilasciato in favore della Commissione . Questa procedeva all' accertamento il 2 e 3

aprile seguenti .

7 Dopo aver dato modo alla ricorrente di manifestare il proprio punto di vista e dopo aver sentito il

comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominanti, la Commissione stabiliva una penalità

di mora definitiva pari a 55 000 ecu, e cioè 1 000 ecu per giorno, dal 6 febbraio al 1° aprile 1987

incluso, con la già menzionata decisione di cui è causa 26 maggio 1988 ( in prosieguo : "decisione che

fissa la penalità di mora ").

8 Per una più ampia illustrazione degli antefatti della controversia, dello svolgimento del procedimento

nonché dei mezzi ed argomenti delle parti si fa rinvio alla relazione di udienza . Questi elementi del

fascicolo sono richiamati solo nella misura necessaria alla comprensione del ragionamento della Corte .

Sulla decisione di accertamento

9 Nei confronti della decisione di accertamento la ricorrente prospetta tre mezzi dedotti dal

superamento dei limiti dei poteri di accertamento della Commissione, dalla mancanza di motivazione e

dalla irregolarità del procedimento seguito .

a ) Quanto ai poteri di accertamento della Commissione

10 La ricorrente considera illegittima la decisione di cui è causa in quanto autorizzerebbe gli agenti della

Commissione a procedere all' esecuzione di atti che essa qualifica come perquisizioni, atti che non

sarebbero previsti dall' art . 14 del regolamento n . 17 e lederebbero i diritti fondamentali tutelati dal

diritto comunitario . Essa aggiunge che detta disposizione, se fosse interpretata nel senso che

attribuisce alla Commissione il potere di eseguire perquisizioni, sarebbe illegittima a causa della sua

incompatibilità coi diritti fondamentali, la cui tutela prescrive che una perquisizione può avvenire solo

previo mandato giudiziario .

11 La Commissione sostiene che i poteri di cui dispone in forza dell' art . 14 del regolamento n . 17

comportano misure che, secondo il diritto di taluni Stati membri, rientrano nella nozione di perquisizione

. Tuttavia essa osserva che la tutela giudiziaria derivante dai diritti fondamentali, che essa non contesta

in via di principio, sussiste, poiché i destinatari delle decisioni d' accertamento possono impugnare le

decisioni dinanzi alla Corte e, inoltre, chiedere la sospensione della loro esecuzione mediante

procedimento sommario che consente alla Corte di accertare rapidamente la non arbitrarietà dei

controlli ordinati . Siffatto sindacato equivarrebbe ad un previo mandato giudiziario .

12 In questo contesto, prima di valutare la natura e la portata dei poteri di accertamento attribuiti alla

Commissione dall' art . 14 del regolamento n . 17, occorre rilevare che questo articolo non può ricevere

un' interpretazione che porti a risultati in contrasto con i principi generali del diritto comunitario, in

particolare con i diritti fondamentali .

13 Infatti, secondo la costante giurisprudenza della Corte, i diritti fondamentali fanno parte integrante

dei principi generali del diritto di cui la Corte di giustizia garantisce l' osservanza, conformemente alle

tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri nonché agli atti internazionali cui gli Stati membri

hanno cooperato o aderito ( vedasi, in particolare, la sentenza 14 maggio 1974, causa 4/73, Nold, Racc

. pag . 491 ). La convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell' uomo e delle libertà

fondamentali, stipulata il 4 novembre 1950 ( in prosieguo : "convenzione europea sui diritti dell' uomo "),

assume a tale proposito un significato particolare ( vedasi, segnatamente, sentenza 14 maggio 1986,

causa 222/84, Johnston, Racc . pag . 1651 ).

14 Per interpretare l' art . 14 del regolamento n . 17, occorre tenere conto in particolare delle esigenze

legate al rispetto dei diritti della difesa, principio il cui carattere fondamentale è stato ripetutamente

sottolineato dalla giurisprudenza della Corte ( vedasi, in particolare, la sentenza 9 novembre 1983,

causa 322/81, Michelin, Racc . pag . 3461, punto 7 della motivazione ).


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte di Giustizia Europea emessa nel 1989. I temi trattati sono: garanzia del diritto di difesa e inviolabilità del domicilio durante le intere indagini e il processo, poteri della Commissione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cerrone Francesco.

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