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Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 1. Teorie che si focalizzano sui meccanismi

psicologici, sociali e biologici delle dipendenze

Diversamente, Orford (2001) propone un modello psico-sociale delle dipendenze

che prende le mosse dalla considerazione che l’attaccamento a certe attività

(appetitive activities), che generalmente ci portano a provare piaceri, gioie e

divertimenti senza alcun danno, a volte può diventare così forte da minacciare di

rovinare la nostra vista.

Orford riconosce dei processi primari e dei processi secondari nello sviluppo delle

dipendenze che spiegano anche perché solo una piccola parte della popolazione

abbia un’attività appetitiva eccessiva. Tra i primi, l’autore include la presenza di

regole sociali, pressioni ambientali e altri vincoli (per esempio, la compatibilità in

termini economici che certi comportamenti hanno con altre attività dell’individuo)

capaci di limitare lo sviluppo di un’attività appetitiva: se queste limitazioni non ci

fossero la gran parte delle persone metterebbe in atto tali comportamenti in

misura significativamente maggiore e i dipendenti patologici non sarebbero quindi

più al di fuori della norma. 13

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 1. Teorie che si focalizzano sui meccanismi

psicologici, sociali e biologici delle dipendenze

Infine, nella prima categoria individuata da West possono essere

incluse anche le teorie economiche della dipendenza, che, in

generale, criticano fortemente l’assunzione per cui il soggetto

dipendente non avrebbe più il controllo delle proprie azione, ossia

avrebbe perso la capacità di decidere deliberatamente, almeno per

ciò che concerne l’oggetto della dipendenza.

In generale, il dipendente è ambivalente: ha buone ragioni per

astenersi, ma ovviamente ha anche ragioni migliori per continuare

(Skog, 2003). Queste teorie tentano di spiegare la dipendenza in

base a meccanismi di scelta; quindi, il comportamento di un

dipendente, similmente a quello di un individuo normale, è

spiegato in funzione delle conseguenze che comporta. 14

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 2. Teorie sulle proprietà ricompensatorie degli

oggetti di dipendenza

Le teorie del secondo gruppo individuato da West

(2006) cercano di spiegare perché alcuni stimoli o

attività sembrano avere un maggiore potere di creare

dipendenza rispetto ad altri.

In questo caso, i modelli proposti si sviluppano

soprattutto dall’assunto generale che ciò che comporta

piacere, conforto o eccitazione (o anche evitamento di

esperienze spiacevoli) ha maggiore probabilità di

essere oggetto di dipendenza. 15 5

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 2. Teorie sulle proprietà ricompensatorie degli

oggetti di dipendenza

Questo aspetto riguarda il tema dominante in questo

ambito, quello della descrizione, soprattutto in termini

neurofisiologici, delle proprietà ricompensatorie

(positive e negative) degli oggetti della dipendenza.

Inoltre, è possibile affermare che ha maggiore

potenziale tutto ciò che permette di raggiungere gli

effetti appena considerati in modo veloce e certo, e

soprattutto ha la capacità di cambiare l’individuo in

modo da amplificare i propri effetti. 16

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 2. Teorie sulle proprietà ricompensatorie degli

oggetti di dipendenza

Robinson e Berridge (2003), limitatamente alle tossicodipendenze,

propongono la teoria della sensibilizzazione-incentiva che si

può sintetizzare in quattro assunti fondamentali:

1) le droghe producono cambiamenti duraturi nell’organizzazione

cerebrale;

2) i cambiamenti avvengono in quei sistemi cerebrali normalmente

implicati nei processi di ricompensa e di motivazione connessi agli

incentivi;

3) i cambiamenti rendono tali sistemi iper-sensibili (o sensibilizzati) alle

droghe e agli stimoli ad esse connesse;

4) i sistemi cerebrali sensibilizzati, e che determinano la ricerca e

l’assunzione delle droghe, sono quelli alla base dell’attribuzione della

forza attrattiva a particolari stimoli, ossia al valore stesso

17

dell’incentivo.

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 3. Teorie sulla suscettibilità genetica

Nella terza categoria rientrano quelle teorie che cercano di

comprendere perché alcuni individui sembrano essere

maggiormente a rischio di dipendenza di altri. In questa

prospettiva, tra i temi dominanti vi è quello della suscettibilità

genetica. Alcuni soggetti sarebbero quindi maggiormente

predisposti a sviluppare comportamenti di dipendenza

Secondo alcuni autori, la dipendenza da sostanze è un tipico

esempio di interazione tra fattori genetici e ambientali nel quale

l’influenza dei fattori genetici è largamente prevalente. 18 6

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 3. Teorie sulla suscettibilità genetica

Nella terza categoria rientrano quelle teorie che cercano di comprendere

perché alcuni individui sembrano essere maggiormente a rischio di

dipendenza di altri. In questa prospettiva, tra i temi dominanti vi è quello

della suscettibilità genetica. Alcuni soggetti sarebbero quindi

maggiormente predisposti a sviluppare comportamenti di dipendenza

Secondo alcuni autori, la dipendenza da sostanze è un tipico esempio di

interazione tra fattori genetici e ambientali nel quale l’influenza dei fattori

genetici è largamente prevalente. Studi di epidemiologia genetica

condotti sui gemelli dimostrano che i fattori genetici contribuiscono per

una percentuale che, a seconda degli studi, va dal 60% all’80% della

varianza dell’abuso di cocaina. Simili percentuali si ottengono per altre

sostanze d’abuso come la cannabis e la caffeina.

Questi studi avrebbero inoltre dimostrato che il fattore genetico che

contribuisce all’ abuso appare essere comune a tutte le sostanze

d’abuso, indipendentemente dal fatto che si parli di droghe “pesanti” o

“leggere”. 19

Tale conclusione è del tutto consistente con la nozione che la dipendenza

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 3. Teorie sulla suscettibilità genetica

Studi di epidemiologia genetica condotti sui gemelli dimostrano

che i fattori genetici contribuiscono per una percentuale che, a

seconda degli studi, va dal 60% all’80% della varianza dell’abuso

di cocaina. Simili percentuali si ottengono per altre sostanze

d’abuso come la cannabis e la caffeina.

Questi studi avrebbero inoltre dimostrato che il fattore genetico

che contribuisce all’abuso appare essere comune a tutte le

sostanze d’abuso, indipendentemente dal fatto che si parli di

droghe “pesanti” o “leggere”.

Tale conclusione è del tutto consistente con la nozione che la

dipendenza è raramente ristretta ad una sola sostanza ma assume

spesso le caratteristiche della politossicodipendenza. 20

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Infine, la quarta categoria è costituita da quelle teorie

che si focalizzano sui fenomeni e sui processi

connessi al recupero e alle ricadute, e più in generale

sui meccanismi evolutivi della dipendenza.

Tra queste teorie, West ricorda il modello degli Stadi di

modello Transteorico,

Cambiamento, definito anche

proposto da Prochaska e collaboratori (1994). 21 7

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Il modello Transteorico, proposto da Prochaska e collaboratori (1994),

sostiene che un individuo, caratterizzato da un disturbo cronico come la

dipendenza, si trova necessariamente in uno dei 5 stadi (tale numero può

cambiare in base al disturbo considerato) caratterizzanti la malattia:

1. pre-contemplazione, la persona non pensa a cambiare il proprio

comportamento;

2. contemplazione, la persona pensa di cambiare in un futuro prossimo;

3. preparazione, la persona ha provato a cambiare il comportamento;

4. azione, la persona mette in atto il piano di cambiamento;

5. mantenimento, la persona mantiene la nuova condotta.

Oltre a ciò, il modello specifica i processi di cambiamento utilizzati dalle

persone per passare da uno stadio all’altro. 22

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Il modello Transteorico nel caso dell’alcol . . .

Michele beve circa un litro di vino al giorno; può essere leggermente a

disagio in presenza di persone che non bevono; tuttavia, è abbastanza

contento del suo stato poiché fino ad ora non hai mai avuto nessun

danno apparente da questo comportamento (pre-contemplazione: non ha

pensato a smettere di bere nei sei mesi passati).

Qualche tempo fa, mentre tornava a casa dopo una cena con gli amici, ha

esagerato con l’alcol e ha avuto un piccolo incidente con la macchina. Al

contempo, la moglie di Michele gli ha chiesto di non bere più quando

deve mettersi alla guida e lo convince a prendere un appuntamento con il

medico per saperne di più sull’alcol e sulle possibilità di smettere

(contemplazione: pensa a smettere ma non immediatamente, nell’arco dei

prossimi 6 mesi). 23

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Il modello Transteorico nel caso dell’alcol . . .

Dopo aver considerato queste possibilità, Giovanni si segna a un

programma di auto-aiuto e decide una data in cui smettere (preparazione:

pianifica di smettere entro 30 giorni). Quando arriva il giorno prestabilito,

Giovanni decide di non bere più e segue il programma (azione: ha

smesso da 0 a 6 mesi). Egli ha una ricaduta dopo un mese, ma prova a

smettere più volte (contemplazione e azione).

Con l’incoraggiamento degli amici e della famiglia, l’aiuto del medico e

del programma di auto-aiuto, continua a provare (preparazione) e infine

riesce a smettere (azione). Anche se sono passati sei mesi dal suo ultimo

consumo alcolico, evita situazioni che possano attivare il desiderio di

bere e regolarmente rinforza se stesso per non bere (mantenimento: ha

smesso per più di 6 mesi). 24 8

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Il modello Transteorico nel caso dell’alcol . . .

Michele beve circa un litro di vino al giorno; può essere leggermente a

disagio in presenza di persone che non bevono; tuttavia, è abbastanza

contento del suo stato poiché fino ad ora non hai mai avuto nessun

danno apparente da questo comportamento (pre-contemplazione: non ha

pensato a smettere di bere nei sei mesi passati).

Qualche tempo fa, mentre tornava a casa dopo una cena con gli amici, ha

esagerato con l’alcol e ha avuto un piccolo incidente con la macchina. Al

contempo, la moglie di Michele gli ha chiesto di non bere più quando

deve mettersi alla guida e lo convince a prendere un appuntamento con il

medico per saperne di più sull’alcol e sulle possibilità di smettere

(contemplazione: pensa a smettere ma non immediatamente, nell’arco dei

prossimi 6 mesi). Dopo aver considerato queste possibilità, Giovanni si

segna a un programma di auto-aiuto e decide una data in cui smettere

(preparazione: pianifica di smettere entro 30 giorni). Quando arriva il

giorno prestabilito, Giovanni decide di non bere più e segue il

25

programma (azione: ha smesso da 0 a 6 mesi). Egli ha una ricaduta dopo

un mese, ma prova a smettere più volte (contemplazione e azione).

Dipendenza e Adolescenza

Modelli teorici nello studio delle dipendenze

Gruppo 4. Teorie evolutive della dipendenza

Il modello Transteorico . . .

Recentemente, il modello Transteorico, sebbene riscontri ampio

consenso soprattutto tra i clinici, è stato fortemente criticato da

più autori, sia sperimentalmente sia da un punto di vista

concettuale. Tra i problemi posti vi sono l’arbitrarietà degli stadi e

la considerazione che i cambiamenti si abbiano solo in

conseguenza di una pianificazione deliberata escludendo fattori

motivazionali non consapevoli o inconsci. 26

Dipendenza e Adolescenza LA RICERCA 27 9


PAGINE

13

PESO

250.96 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Le dispense illustrano i seguenti argomenti:
- le dipendenze comportamentali (new addiction),
- Modelli teorici nello studio delle dipendenze,
- La valutazione dei comportamenti di dipendenza in adolescenza(Shorter PROMIS Questionnaire),
- monodipendenza e polidipendenza,
- evoluzione del concetto di dipendenza patologica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'analisi dei processi psichici nello sviluppo e nella salute
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comportamenti a rischio in preadolescenza e adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Baiocco Roberto.

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