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Il ruolo di ciascun thema nelle RS

Si può ipotizzare che se il segreto non è

negoziabile, la discussione sia sottesa

maggiormente dal thema della fiducia/sfiducia.

Potrebbe sovrapporsi al thema morale/immorale.

I DIVERSI THEMATA NON POSSEGGONO UN

UGUALE STATUS NELLE APPRESENTAZIONI.

OBIETTIVO DEL RICERCATORE: SCOPRIRE LA LORO

RILEVANZA.

Es. 2: ammalati di emofilia: tabù simbolici consci o inconsci

trasmessi attraverso le interazioni e la comunicazione e

stabilizzatisi tramite la cultura, la memoria collettiva e

divieti di contatto.

Attraverso la comunicazione, si possono usare espressioni

politicamente corrette che tuttavia sono prudenti e non

facilitanti la fiducia: gli interlocutori si isolano in un ghetto.

Sforzi educativi per cambiare le RS basate su credenze

diffuse presso l’opinione pubblica fondate su idee errate in

RS basate sulla conoscenza .

Tabù simbolici

Trasmessi attraverso le interazioni e la

comunicazione, stabilitisi tramite la cultura e la

memoria collettiva, impliciti o espliciti divieti di

contatto.

EMOFILIA

L’emofilia

Le malattie emorragiche croniche sono patologie rare ed ereditarie,

in cui è impedita la normale coagulazione del sangue a seguito della

mancanza totale o parziale dei fattori ematici preposti a tale

compito. Tra queste, l'emofilia di tipo A o B rappresenta la forma più

conosciuta e diffusa.

La cronicità della malattia

- Rottura nella storia evolutiva sia della persona che della sua

famiglia (Asbring, 2001; Goldstein, Kenet, 2002; Emiliani, Palareti,

Melotti in press):

Il paziente è costretto a ridefinire la propria autobiografia, il

† concetto di sé e l’immagine del proprio corpo (Bury, 1982).

La famiglia deve apportare cambiamenti alla sua struttura e

† al suo funzionamento, anche ridefinendo ruoli e ridistribuendo

le responsabilità domestiche.

Ridefinizione di funzioni e ruoli sociali (Eiser, 1997);

-

- Dipendenza da farmaci, diete, assistenza medica, supporto

psicologico, formazione per l’intervento in caso di bisogno o

mantenimento della terapia.

La trasmissione genetica

L’emofilia è trasmessa dalla madre e colpisce solo la popolazione

maschile. Esistono però anche altre forme ereditarie di malattie

emorragiche ancora più rare (come la malattia di Von Willebrand) che

possono colpire anche il genere femminile.

Fenomenologia

Da un punto di vista fenomenologico, tale malattia cronica comporta vari

episodi emorragici che possono insorgere in seguito a cadute o traumi o

verificarsi spontaneamente, manifestandosi sia a livello muscolare (lividi o

gonfiori), che come emorragie interne.

Una lunga storia

Malattia conosciuta in Europa fin dall’Ottocento come

“malattia dei Re”. L’albero genealogico più famoso colpito

dall’emofilia fu infatti quello della regina Vittoria. In seguito,

fu trasmessa ad altre famiglie di “sangue blu”, in particolare

in Spagna, Germania e Russia.

Tra il 1981 e il 1985, una consistente percentuale di persone con

emofilia presero il virus dell’HIV e morirono di AIDS, a causa di

trasfusioni di emoderivati, necessari per curare la malattia (Markova,

2009).

Le rappresentazioni sociali dell’emofilia

Come ricordato da alcuni studi condotti da Ivana Markova (2009) nel campo

delle rappresentazioni sociali dell’emofilia, permangono tabù simbolici relativi

a tale malattia, trasmessi per mezzo delle interazioni e della comunicazione e

condivisi nei sistemi culturali e nella memoria collettiva.

Ad esempio nell’opinione pubblica sono diffuse alcune credenze:

Emofilici come “intoccabili” (es. biografia di Shelley “Touch me who dares”)

- Malattia dei Re, malato = principe

- Misticismo legato al sangue

- Paura del contagio

-

Tra il visibile e l’invisibile

“Presso l’opinione pubblica è diffusa l’idea secondo la quale gli

emofilici potrebbero morire dissanguati a causa di tagli

superficiali.

Analogamente, gli emofilici producono rappresentazioni sulle

rappresentazioni degli altri. Analizzando le considerazioni

formulate dalle persone affette da emofilia concernenti le loro

prospettive di impiego, si riscontra che per paura di essere

rifiutati, uomini adulti cercando di nascondere la loro condizione

ai propri datori di lavoro potenziali o attuali, al pari dei loro

partner sessuali [...].

In tal modo, mentre le persone affette da emofilia vivono all’interno

della società come tutti gli altri e con questi altri hanno contatti, in un

certo modo sono separati da uno schermo invisibile dovuto alle paure

implicite ed esplicite legate all’emofilia”.

(Markova, 2009).

Tentativi di trasformare le credenze in conoscenza.

Importanti, ma sono basate su un modello razionalistico

della psicologia e ignorano il motivo per cui le

credenze sono così radicate e strettamente ancorate ad

altre credenze. Le persone che possiedono RS basate su

credenze e convinzioni non cercano prove di ciò in cui

credono.

Le credenze si alimentano all’interno di una società e

possono essere trasmesse consciamente o

inconsciamente di generazione in generazione

attraverso la memoria collettiva e la conoscenza del

senso comune.

Possono anche “saltare” delle generazioni

Sono fondate sul consenso e sulla pretesa che ci

si conformi ad esse

Le idee formulate nel presente sono cariche di

significati derivanti dal passato, di affetti e di miti.

Attraverso il linguaggio il passato inconscio si fa

strada nel presente, in maniera inconsapevole, ed

esercita la sua pressione potente, rinforzata

attraverso il discorso.

Questa pressione diventa consapevole nei periodi

di tensione e conflitto, quando le idee inconsce

emergono in superficie e vengono probelmatizzate

e tematizzate.

Questi aspetti possono essere analizzati e scoperti

con metodi appropriati di esplorazione: il

ricercatore focalizza la propria attenzione sulla

storia, la cultura, le tradizioni, le diverse forme di

interazione Ego- Alter.

Polifasia cognitiva

Mentre in ambito scientifico si tende a dare

definizioni operative che producono una

sistematizzazione e unificazione della conoscenza,

al contrario il linguaggio parlato e il pensiero sono

caratterizzati da eterogeneità, un aspetto

fondamentale della dialogicità delle RS.

Nel senso comune esistono modi di pensare diversi e

poliedrici, che si manifestano nella polifasia

cognitiva: modi di pensare diversi e anche opposti.

Linguaggi, eteroglossia

Bachtin rifiutò la nozione di un linguaggio unico,

concernente un ordinato sistema di segni. Usò invece

il concetto di eteroglossia, con cui indicò la

molteplicità delle voci nei dialetti, nei linguaggi

professionali, nelle classi sociali e nei gruppi etnici.

Bacthin analizzò il carnevale nella tradizione

rinascimentale. Le culture ufficiali e non ufficiali

sono separate linguisticamente: latino ed espressioni

formali/ linguaggio folcloristico e festoso, usa gli

aspetti comici del dialetto.

I dialoghi sono saturi di polemiche, repliche,

parodie, ironia, dialogicità, scontri, dispute.

I dialoghi sono sottoposti a differenti

interpretazioni, e dunque alla novità.

Significati residui, scappatoie che lasciano aperta

la possibilità di cambiare l’ultimo significato: la

parola e il pensiero raramente sono determinati

completamente. E’ sempre aperta la possibilità a

nuove, diverse interpretazioni, che producono a loro

volta tensione e negoziazioni.

Fiducia e responsabilità

Due concetti chiave, fenomeni di tipo interattivo, alla

base di tutte le rappresentazioni che coinvolgono i

rapporti con le persone.

Si tratta di fenomeni poliedrici, che spaziano da

significati impliciti e immediati, da un lato, ad espliciti

e molto elaborati dall’altro.

Hanno una natura multiforme, che si presta dunque

bene a illustrare l’approccio dialogico nella

formazione, conservazione e trasformazione della

conoscenza sociale, e più in particolare delle RS.

La fiducia è un termine polisemico, che può essere

sostituito da fede, confidenza, sostegno,

apsettativa, solidarietà, ma far riferimento anche

ad obbighi e norme morali. Ha caratteristiche

storiche e sociopolitiche che mutano nel tempo.

Contesti diversi richiedono forme diverse di fiducia.

La responsabilità

Un esempio di pensiero poliedrico deriva dallo studio

della RS della responsabilità, e utilizza discussioni

condotte tramite focus group.

Dopo la caduta del comunismo in Europa, nel 1989, la

questione della responsabilità individuale e collettiva è

divenuta centrale nei paesi post-comunisti. Era anche un

problema fare i conti con il proprio passato. Come

giudicare chi aveva sostenuto il regime ed era

responsabile di persecuzioni e sofferenze? Sentimenti di

vendetta e perdono, denuncia o indulgenza.

La responsabilità è sostanzialmente una interazione

dialogica simbolica tra parti diverse. Nei sistemi

democratici la cooperazione dei cittadini è basata

su fiducia, sfiducia, confidenza, rischio e pericolo.

Nei regimi totalitari ci sono proclamazioni di

pubblica sfiducia, incertezza e paura, che generano

sensi di responsabilità tra loro incomapatibili.

Progetto di ricerca internazionale

Progetto di ricerca: le rappresentazioni sociali della

responsabilità e dei diritti nell’EUROPA postcomunista,

realizzato alla fine degli anni Novanta.

Partecipanti = giovani ventenni, cui sono state

sottoposte diverse problematiche, concernenti diversi

aspetti della responsabilità e dei diritti.

Un caso riguardava una persona che in regime

totalitario causò la morte di molti suoi compagni

prigionieri e la persecuzioni di altri nella

Cecoslovacchia comunista negli anni Cinquanta.

Alla fine degli anni Novanta, i temi delle

responsabilità dei crimini compiuti durante il

comunismo, della giustizia/vendetta e delle

punizioni sono diventati rilevanti, motivo di

discussione.

La ricerca ha messo in luce come la storia, le

circostanze politiche e l’integrazione tra gruppi

faccia emergere diverse interdipendenze tra il Sé e

gli altri.

In Francia

Otto focus group condotti a Parigi.

Per i giovani francesi il problema era distante, non

pertinente alle loro preoccupazioni presenti.

La loro conoscenza dei regimi totalitari era limitata.

Il partito comunista francese negli anni Novanta era

debole e la caduta del muro di Berlino coinvolgeva

un passato molto lontano. Il problema dei traditori

era invece legato a film polizieschi o romanzi

criminali.

Quando gli individui sono indotti a parlare di un

problema che non cattura il loro interesse e la loro

attenzione e quando dispongono di conoscenze limitate,

rispondono nei termini di rappresentazioni sociali

convenzionali, verità generali, valori sociali

generalmente accettate.

Le risposte dei giovani francesi cominciavano con

un’affermazione generale o una generale valutazioni

delle azioni del colpevole, senza tentare di analizzare

la situazione in profondità. Generale accordo sul fatto

che la colpa debba ricadere sul responsabile

dell’azione.

Attribuzione di colpa e disapprovazione del

comportamento: concepite in tempi brevi, senza

rilflettere, senza porsi domande. Le dichiarazioni

erano brevi, simile a quelli prodotte da altri.

“E’ atroce!” “E’ rivoltante!” “E’ riprovevole fare la

spia!” “E’ terribile tradire un compagno”.

Non c’è né conflitto né disaccordo: tutti esprimono

valori generalmente accettati e sanciti nella società

civile. Tensione a discutere minima.

I partecipanti considerano la questione in termini

letterali e spostano l’attenzione sull’antieroe,

separandolo dal suo contesto di vita e dalle

circostanze. Le esclamazioni e i giudizi rapidi non

vengono tematizzati. Unica riflessione: le analogie.

Nella Repubblica Ceca

La questione dei traditori e della collaborazione/non

collaborazione faceva parte di una storia tramandata

oralmente, che coinvolgeva le famiglie stesse dei

partecipanti ai focus group.

Essi riflettevano sul dilemma, lo consideravano nel loro

contesto storico, costituiva argomento di discussione

quotidiana tra amici e parenti, esprimevano valutazioni

sul colpevole, e immaginavano ciò che avrebbero fatto

loro, come individui, nelle stesse condizioni storiche e

politiche, riflettendo sulle alternative e sulle eventuali

conseguenze.

Il focus group dei partecipanti ha identificato due sensi

di responsabilità: il primo riguardava il benessere

dell’individuo, della famiglia e dei parenti e amici.

Passività, adattamento e compromesso con il regime

costituivano i modi per confondersi con la situazione ed

evitare il conflitto con le autorità: ogni tentativo di

modificare la situazione politico era vano, e la

resistenza avrebbe reso la vita impossibile. PAURA,

NON COINVOLGIMENTO IN QUESTIONI DI

RILEVANZA PUBBLICA, ACCETTAZIONE PASSIVA,

RASSEGNAZIONE, VITA QUOTIDIANA TRANQUILLA

Il secondo tipo di responsabilità è l’atteggimaneto

intransigente dei dissidenti. Nonostante persecuzioni

e disagi, proseguivano nello sforzo di vivere una

vita onesta, con dignità e senso di identità. Tuttavia,

si trattava di un’esistenza difficile non solo a se

stessi ma anche alle proprie famiglie. Rottura delle

relazioni. Difficili contatti con famiglia e amici.

Divieto di esercitare la professione, obbligo di

isolamento.

I partecipanti non iniziarono la discussione esprimendo

verità generali, valori sociali generalmente accettati.

Essi sottolinearono come non fosse possibile formulare

affermazioni di carattere generale, ma che fosse

necessario considerare ogni caso singolarmente: gli

individui agivano in un modo o in un altro in base a

ragioni diverse.

I giovani della Repubblica Ceca non avevano soluzioni

facili e pronte.

La domanda su come si sarebbero comportati indica

una espressione di dubbio e una riflessione dialogica su

loro stessi.

Atteggiamenti ponderati e riflessivi su un dilemma

morale.

Cercavano di capire e difendere il

collaborazionismo o adottavano la prospettiva

intransigente dei dissidenti.

Raccontavano storie, portavano esempi.

Sono due tipi di responsabilità che entrano9 in

conflitto e fondano le basi per la tematizzazione

del dilemma.

I componenti dei focus group esprimevano diversi

generi di relazioni dialogiche Ego/Alter/Oggetto,

dando vita a modelli dinamici di interazione. L’ego

si affaccia alla interazione concreta con il suo

bagaglio di esperienze sociali pregresse, che

richiamano diversi tipi di Alter:

I gruppi di riferimento

La moralità

Le memorie individuali e collettive

La lealtà

Riflessioni conclusive

In generale, la discussione sulle RS convenzionali e

riflessive indica che i generi di relazioni dialogiche

coinvolti in ogni tipo di RS in parte si

sovrappongono in parte mostrano diversi modelli.

Le RS convenzionali non sono fenomeni al centro dei

discorsi pubblici, sono sopite, ma in alcuni momenti

possono trasformarsi in RS riflessive.

Le RS in questa prospettiva sono fenomeni dinamici,

il loro contenuto simbolico è radicato nella storia e

nella cultura, in grado di rispondere ai cambiamenti

sociali e politici. Le conoscenze e le credenze

implicite danno forma a quelle esplicite.


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85

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Psicologia sociale della prof.ssa Silvia Poti, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: l'approccio dialogico; dialogicità e conoscenza; interazione Ego - Alter; il pensiero di Bachtin; il concetto di "Themata"; i tabù simbolici; la polifasia cognitiva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Potì Silvia.

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