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DIALOGICITA’ E

CONOSCENZA

Le teorie dialogiche di Ivana Markova

Terzo passaggio:

Quali sono le caratteristiche specifiche della

dialogicità? Gli esempi della fiducia e della

responsabilità

Dialogicità e conoscenza

La conoscenza si basa su due principi:

1) Interazione interna (contrapposta all’interazione

esterna delle rappresentazioni mentali e collettive)

2) Interdipendenza ontologica tra Ego e Alter

L’interazione Ego/Alter

Esistono due fondamentali tendenze dinamiche

Separazione

Unificazione Ricerca del

Ricerca di riconoscimento sociale

intersoggettività e attraverso la

reciprocità differenziazione del Sé

dall’altro

Tendenza alla unificazione

E’ alla ricerca di intersoggettività e reciprocità

E’ stata studiata dalla Psicologia sociale e dalla

Psicologia dello sviluppo

Es. il bambino, secondo Erikson, ha una “fiducia

primaria”, ontologica o di base, che rappresenta il

primo segno della sua vita mentale, caratterizzato

da una comunicazione senza equivoci, da apertura

verso gli altri, prima ancora che dalla ricerca di

autonomia.

Fiducia e sfiducia

Il Sé del bambino, dunque, si sviluppa attraverso

l’alterità.

Fidarsi dell’altro Fidarsi di Sé stesso

Concetto di fiducia ontologica è contrapposto a

quella di “sfiducia di base”, in cui c’è il fallimento

nell’integrare ed equilibrare le esperienze del

bambino con quelle degli altri.

La relazione

La fiducia si trasmette attraverso l’interazione e la

comunicazione

Sia l’ “Ego” che l’ “Alter” hanno bisogno di visibilità

e riconoscimento reciproco, di costruire e

comprendere i significati relativi al mondo

attraverso la loro relazione

Tendenza alla separazione

Mira al riconoscimento sociale, attraverso la

separazione del Sé dall’altro

Esistono oggetti materiali che diventano simbolici e

che rappresentano questo desiderio di

differenziarsi e che costituiscono un mezzo per

raggiungere il riconoscimento sociale.

Viene quindi creata una realtà sociale simbolica.

Ottenere riconoscimento attraverso la separazione

non è un processo pacifico, ma comporta sempre

negoziazioni e tensioni tra il Sé è l’altro

Due tendenze dialogicamente

interdipendenti

Le due tendenze – quella all’intersoggettività e alla

reciprocità e quella alla separazione e

differenziazione – sono dialogicamente

interdipendenti.

Simmetria/Asimmetria

Le due tendenze dell’interazione Ego/Alter si

esprimono nelle situazioni dialogiche come tendenze

vs la simmetria o l’asimmetria.

Tendenza alla simmetria

Dialogo, conversazione comprensione

intersoggettiva e moderazione dei conflitti

Tendenza alla

simmetria nelle

relazioni

Tendenza all’asimmetria

Lotta tra opposizioni dialogiche

Potere dell’ambivalenza

Dialogo tra culture, epoche, idee, in un’accezione

più ampia Tendenza alla

asimmetria nelle

relazioni

Nelle relazioni sociali le asimmetrie e la tensione

tra componenti che partecipano al dialogo

mantengono il dialogo in continuo movimento

Due tendenze

Sforzo di stabilire una comprensione

intersoggettiva, di moderare il conflitto, di rendere

lo scambio e le relazioni reciproche il più

simmetriche possibile: tendenza alla dialogicità.

Tuttavia, le relazioni sono asimmetriche e

caratterizzate anche dal potere dell’ambivalenza,

dalla lotta tra opposizioni diadiche

TENDENZA AL

TENTENZA AL CAMBIAMENTO,

CONSENSO TENSIONE

CONFORMITA’ DIVERGENZA

CONVERGENZA

RIDURRE IL CONFLITTO ATRAVERSO IMPORTTANZA DEL

COMPROMESSI CONFLITTO

Il dialogo, in sostanza, è una lotta tra prospettive

divergenti, il prodotto di una tensione dialogica

possibile sono in presenza dell’eterogeneità dei

linguaggi e delle idee.

Le antinomie sono reciprocamente interdipendenti e

mantengono vivo il dialogo.

In sostanza, fare distinzioni, operare una

categorizzazione e pensare per opposizioni sono

caratteristiche del pensiero e del linguaggio umani.

I cambiamenti storici

Il cambiamento avviene attraverso i movimenti da

stati simmetrici a stati asimmetrici.

La dinamica di un gruppo sociale agisce secondo

queste due opposte tendenze SIMULTANEE

Si viene così a creare un ordine in continua

evoluzione

Bachtin

Cognizione e affetti sono in continua tensione

dialogica.

Esiste una lotta tra prospettive divergenti in

posizioni asimmetriche.

Tale tensione produce una eterogeneità di idee,

linguaggi.

L’interazione dialogica

E’ fondamentalmente lo sforzo di superare le

posizioni sconosciute e le estraneità degli altri,

attraverso la negoziazione dei punti di vista

Specificità degli esseri umani

Fare distinzioni e pensare per opposizioni sono

caratteristiche del pensiero e del linguaggio umani.

Ego/Alter: fondamentale opposizione dialogica

L’implicito dell’inconscio

Nonostante studiosi di filosofia e scienze umane,

scrittori e poeti siano da secoli consapevoli che i

processi mentali inconsci ed impliciti siano parte

fondamentale della mente umana, tuttavia la

psicologia SOCIALE mainstream enfatizza la

preminenza del pensiero consapevole

Di fatto, inconscio e implicito non sono stati mai

oggetti di studio ma parti ignorate e non esplorate

L’intervista

Uno dei metodi di ricerca più comunemente usati in

psicologia sociale spesso è analizzata attraverso i

soli dati espliciti, le informazioni, i contenuti.

La paura dell’inconscio

“Eppure, è dietro ai segni espliciti che si cela la conoscenza

implicitamente condivisa trasmessa attraverso le generazioni

e i significati dati per scontati nel discorso quotidiano. La

nostra disciplina considera l’inconscio inquietante.

Riferendosi al concetto freudiano di inconscio, e alle idee

concernenti i processi di gruppo (…) Moscovici suggerisce

che la ragione che ha condotto ad escludere lo studio dei

processi inconsci dalla psicologia sociale fosse legata alla

paura che la psicologia sociale potesse essere associata

alla pazzia o alla psicologia delle folle” (Markova, 2009,

p. 234).

Ad essere prevalente è il modello di uomo razionale.

Dialettica tra conscio e inconscio

La conoscenza implicita e i processi inconsci sono

caratteristiche della mente umana, al pari della

conoscenza esplicita e dei processi consci.

L’implicito e l’inconscio sono aspetti della dialogicità

e delle relazioni sociali.

Il concetto di Themata

Moscovici chiama themata le categorie relazionali

basilari, che fondano la base del pensiero e della

conoscenza del senso comune e che hanno alle

spalle un notevole passato storico e culturale. Si

tratta, dunque, di tassonomie di natura oppositiva.

Si tratta di opposizioni che possono essere relative

al corpo, all’essere, all’azione nella società, al

mondo.

Es. Buono/Cattivo; Alto/Basso; Davanti/Dietro;

Grande/Piccolo; Uguale/Diverso; Vecchio/ Nuovo.

Cambiamenti nei themata

I contenuti di queste categorie dicotomiche e

relazionali sono impliciti e inconsci e fanno parte della

comunicazione.

Possono diventare oggetto di discussione esplicita e non

essere più dati per scontati: in questo caso hanno luogo

dei cambiamenti attraverso i processi comunicativi.

Ad esempio, anche se la società può implicitamente

condividere in modo collettivo e rispettare norme di

moralità e di comportamento etico, o giudizi sulle

attività degli individui, tuttavia tali norme e giudizi

possono NON essere oggetto di esplicita discussione.

Per ragioni politiche, ideologiche, scientifiche o altro,

possono divenire oggetto di discussione e creare

conflitto o tensione.

L’indiscusso thema morale/immorale, se portato al

centro dell’attenzione collettiva e della comunicazione,

non è più dato per scontato, e comincia ad essere

discusso e “tematizzato”: a generare dunque nuovi

contenuti e nuove relazioni tra i sistemi di concetti. Si

realizza una trasformazione dei significati esistenti e si

producono nuove rappresentazioni sociali di

moralità/immoralità.

I processi comunicativi

Tali cambiamenti di contenuto relativi al thema

hanno luogo nei processi comunicativi.

Vengono veicolati simboli ed immagini che poi

circolano nei discorsi pubblici. A loro volta, tali

cambiamenti organizzano e generano i discorsi,

modellano il pensiero comune, il linguaggio e i

comportamenti, e gettano le basi per la formazione

di nuove rappresentazioni sociali.

LE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI, QUINDI,

POSSONO ESSERE GENERATE DA THEMATA

IMPLICITI E INCONSCI

Il tema fiducia/sfiducia

L’antinomia fiducia/sfiducia può essere considerata una

categoria relazione e oppositiva fondamentale (si

vedano gli studi psicologici di Erikson ma anche i lavori

sociologici di Simmel, sulla fiducia quale elemento

capace di unire la società).

Tuttavia, nel corso della storia e dell’esperienza tale

relazione primaria e ontologica diventa oggetto di

comunicazione e riflessione: la fiducia attraverso la

socializzazione diventa tematizzata, discussa,

negoziata e oggetto di dibattito. Le persone acquistano

forme di conoscenza che determinano il grado di

fiducia e sfiducia vs gli altri, fanno esperienze positive

e negative.

A livello storico, la fiducia è diventata tematizzata in

quei periodi di tempo in cui le relazioni umane si sono

diversificate in modo crescente. In una società

eterogenea e complessa anche il thema fiducia e

sfiducia diventa oggetto di dibattito.

Per esempio, uno potrebbe fidarsi di un altro nel

contesto di una specifica attività, ad esempio

professionale, ma non sulla sua integrità personale, altri

potrebbero non rivelare l’appartenenza a gruppi nei

luoghi di lavori, o le proprie relazioni interpersonali, o i

gusti sessuali, e così via.

Il giuramento di Ippocrate è degno di

fiducia?

Un esempio di fiducia su cui si riflette è il segreto

professionale in medicina, una relazione di fiducia

specifica che coinvolge il medico e il paziente in merito

ad un oggetto specifico di conoscenza.

Fu adottato in Europa 2000 anni fa, ed è conosciuto

come “giuramento di Ippocrate”.

Il giuramento vieta al medico di divulgare qualsiasi

informazione riguardante la diagnosi del paziente o

qualsiasi informazione che il dottore potrebbe rivelare

al paziente su base fiduciaria. E’ parte indiscussa della

prassi e del codice etico dei medici, dunque un aspetto

della conoscenza socialmente condivisa e accettata.

L’HIV/AIDS

Quando si diffuse l’epidemia di HIV e AIDS negli

anni ‘80, in alcuni paesi si iniziò a discutere

sull’opportunità del segreto professionale .

Una costellazione di

RAPPRESENTAZIONI SOCIALI

Alla base delle diverse opinioni ci sono diverse RS

che interagiscono l’una con l’altra, intrecciandosi:

RS dell’AIDS

- RS del segreto professionale

- RS della fiducia all’interno di una coppia

- Ecc.

-

Diverse rs di un oggetto

l’oggetto della relazione Ego/Alter/Oggetto

costituito dal segreto professionale può essere

variamento interpretato. Può essere considerato

“non negoziabile”, “negoziabile a determinate

condizioni”, “negoziabile”.

Queste rappresentazioni si riflettono nelle relazioni

dialogiche Ego/Alter

Non negoziabile

Se il segreto non è negozabile, si tratta di una

relazione stabilita di comune accordo basata sulla

fiducia medico/paziente. È una forma indiscussa di

conoscenza socialmente condivisa. Non c’è nessun

bisogno di tematizzarlo, perché altrimenti dovrebbe

giustificare il suo status di non negoziabilità

all’interno del confronto con altre posizioni.

Es. “Non puoi, non puoi, lo sai”, “ La questione è che

sei vincolato, sei vincolato dal segreto

professionale”.

Implicazioni della RS

I partecipanti, in questo caso, potrebbero suggerire

azioni quali: stabilire la personale responsabilità

dell’individuo nell’evitare l’infezione, educare il

pubblico, ecc.

Negoziabile in certi casi

In alcuni casi potrebbe essere infranto.

Considerare: responsabilità del medico, diritti del

paziente, norme che regolano il segreto

professionale, doveri del medico e del paziente.

Questa posizione enfatizza il ruolo della

resposnabilità del pz come precondizione del

mantenimento del segreto professionale.

Sottesa alla negoziabilità del segreto professionale

sta la domanda: cosa deve avere priorità? I diritti

degli individui o i vantaggi della società?


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Psicologia sociale della prof.ssa Silvia Poti, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: l'approccio dialogico; dialogicità e conoscenza; interazione Ego - Alter; il pensiero di Bachtin; il concetto di "Themata"; i tabù simbolici; la polifasia cognitiva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Potì Silvia.

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