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Dia 13

Il primo fu svolto in America e pubblicato nel 1985. Si riferisce a 30 diabetici di tipo 2 obesi del

peso medio di 99 kg e con una glicemia media di 297 mg%. Furono sottoposti a dieta drastica di

330 cal al dì per la durata di 40 giorni. La dieta è nota con l’acronimo VLCD cioè “Very Low

Calorie Diet”, cioè dieta a contenuto calorico molto basso.

Alla fine del periodo i soggetti avevano perduto 10 kg e mezzo e la glicemia media era scesa a 135

mg%. I 2 grafici a destra dimostrano in alto la riduzione dei valori glicemici ed in basso la

progressione del peso perduto.

E’ importante sottolineare però che diete così drastiche non sono mai consigliate e possono essere

eseguite solo in ambiente ospedaliero sotto continua sorveglianza medica.

Dia 14

Il secondo studio, eseguito in Australia e pubblicato nel 1984, si riferisce a 10 diabetici di tipo 2 con

obesità che si sottoposero volontariamente ad una drastica modifica dello stile di vita per un periodo

di 7 settimane. Acconsentirono ad essere lasciati vivere nella foresta senza viveri, ma armati di

archi e frecce per procurarsi il cibo. La nutrizione era pari a quella degli uomini primitivi: frutti

selvatici, caccia e pesca. La glicemia media prima dell’esperimento era di circa 12 mmole/L

corrispondente a 216 mg%, denunciando un inaccettabile livello di controllo glicemico. I soggetti

venivano controllati ogni settimana e veniva registrato il peso corporeo. Dopo le 7 settimane di

regime di sopravvivenza il peso corporeo era diminuito di 8 kg e la glicemia basale si era ridotta a

circa 7 mmole/L corrispondente a 126 mg%. Il ritorno alla vita primitiva, con le restrizioni

alimentari e una notevole quantità di esercizio fisico aveva permesso il raggiungimento di un

controllo glicemico invidiabile.

Dia 15

Affrontiamo ora il problema dell’obesità viscerale, argomento di recente introduzione, ma che

presenta importanti risvolti pratici e che rappresenta un notevole aiuto per il medico pratico. Gli

studi sperimentali ci indicano che la valutazione della circonferenza della vita, facilmente

misurabile con un semplice metro da sarta, si è rivelato un parametro ancora più affidabile del BMI

per predire uno stato di resistenza insulinica. L’importanza di questo dato sperimentale risiede nel

fatto che, anche se i soggetti che presentano un BMI elevato, è intuitivo che abbiamo anche una

circonferenza vita aumentata, e viceversa, in realtà le 2 misure non sempre sono in stretta relazione.

In altre parole è possibile che anche soggetti con BMI inferiore a 25 abbiano una circonferenza

della vita elevata, svelando uno stato di resistenza insulinica da trattare.

Dia 16

Dobbiamo allora conoscere quali sono i valori normali della circonferenza vita, per diagnosticare i

casi che eccedono la normalità. E’ quanto ci viene proposto da questo studio che valuta quasi 2.000

individui di ambo i sessi. Lo scopo dello studio è quello di trovare una relazione fra il BMI e la

circonferenza vita, in un folto numero di soggetti scelti perché rappresentativi di tutte le fasce di

BMI e calcolare la circonferenza della vita massima oltre la quale porre diagnosi di obesità

viscerale. I risultati sono mostrati separatamente negli uomini e nelle donne, essendovi grandi

differenze antropometriche fra i due sessi. La donna infatti ha una circonferenza vita molto inferiore

a quella dell’uomo. Come si vede dai 2 grafici, in alto per gli uomini, in basso per le donne, la

relazione fra i due parametri c’è ed è di tipo lineare e ciò permette di trovare, per ogni valore di

BMI, il corrispondente valore medio di circonferenza vita. E’ così possibile stabilire nei 2 sessi che

il valore di BMI di 25, cioè il massimo della normalità, corrisponde ad una circonferenza vita per

l’uomo di 94 cm e per la donna di 80 cm (cioè 14 cm inferiore) essendo nel sesso femminile più

contenuta rispetto al sesso maschile. Uno dei risultati dello studio è quello di far vedere come la

relazione fra le 2 variabili non è molto stretta: da ciò emerge un concetto che ha notevoli risvolti

pratici e che era già conosciuto da tempo e cioè esservi dei soggetti con obesità solo di tipo

viscerale mentre il BMI è ancora inferiore a 25. E questi soggetti appaiono nei 2 grafici posizionati

al di sotto della linea orizzontale corrispondente al BMI di 25: tutti i soggetti che si posizionano a

destra della linea verticale che indica la circonferenza vita corrispondente al BMI di 25, sono tutti

soggetti con un BMI al di sotto di 25 ma con una circonferenza vita al di sopra di 80 cm se sono

donne e 94 cm se sono uomini. Tutti questi soggetti oggi non sono considerati normali, come

potrebbe far sembrare un BMI inferiore a 25, ma soggetti affetti da obesità viscerale, anche se il

BMI è inferiore a 25, ed abbiamo già sottolineato che la circonferenza vita è un parametro più

sensibile del BMI per identificare il grado di resistenza insulinica. Questi soggetti vanno anch’essi

trattati con dieta ipocalorica per ottenere una riduzione della circonferenza della vita.

Dia 17

La sindrome da resistenza insulinica è oggi agevolmente identificata mediante vari parametri, fra

cui la circonferenza della vita, e trova nel binomio sedentarietà/iperalimentazione il movente

eziologico fondamentale. Da studi molto recenti si può stabilire che, almeno nei paesi

industrializzati, il 25% circa della popolazione (cioè 1 su 4 persone) è affetto dalla sindrome.

Dia 18

A dimostrazione dell’epidemia dell’obesità vi è questa figura tratta da un vastissimo studio

americano che dimostra come il sovrappeso (indicato nella zona gialla) e l’obesità (indicata come

zona rossa) è una condizione che aumenta con l’aumento dell’età sia negli uomini, nel grafico a

sinistra, che nelle donne, nel grafico a destra. Intorno ai 50 anni di età per entrambe i sessi quasi il

70% della popolazione è o in sovrappeso o obesa, quindi solo il 30% nella stessa fascia di età,

presenta un peso normale. Questo aspetto, che è in continuo aumento con il progredire degli anni, è

alla base dell’aumento dei casi di diabete nel mondo, dei quali è previsto un raddoppio nei prossimi

20 anni.

Dia 19

In questa mappa è possibile vedere la progressione dell’obesità negli Stati Uniti nel corso di 7 anni,

precisamente dal 91 al 98. Le regioni in rosso indicano una concentrazione di obesi (cioè con BMI

maggiore di 30) superiore al 15%. La progressione del fenomeno si evince dall’incremento, nel giro

di 7 anni, del numero di regioni colorate in rosso e che, cioè, in 7 anni hanno raggiunto una

concentrazione di obesi superiore al 15%.

Dia 20

In questa mappa è invece mostrato l’incremento del diabete di tipo 2, che è consensuale al

progredire dell’obesità. In azzurro sono colorate le regioni con una prevalenza di diabete di tipo 2

superiore al 6%. Come si vede chiaramente, in 7 anni le regioni colorate in azzurro sono

notevolmente aumentate, a dimostrazione della stretta relazione fra diabete di tipo 2 e obesità.

Dia 21

Questi studi epidemiologici, sommati ad altri eseguiti in numerose nazioni sparse nel mondo hanno

permesso la stima dell’incremento del diabete da oggi al 2025. Le 3 coppie di istogrammi del

grafico si riferiscono: il primo ai paesi industrializzati, il secondo ai paesi in via di sviluppo, tra i

quali il numero maggiore è rappresentato da Cina e India) e il terzo a tutta la popolazione mondiale.

Nei paesi sviluppati, ai quali appartiene anche l’Italia, la prevalenza è destinata ad aumentare, al

2025, dall’attuale 6% al 7,6%, con un incremento % del 27%. Nei paesi in via di sviluppo la

prevalenza parte da valori minori (3,3%) ma è destinata a raggiungere valori proporzionalmente

maggiori (5,9%) con un incremento percentuale quasi doppio (del 48%).


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Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di MEDICINA INTERNA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Davi' Giovanni.

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