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Sentenza Cassazione civile, sez. Tributaria, 27-02-2002, n. 2892 - Pres. Saccucci B - Rel. Tirelli F - P.M.

Nardi V (diff.)

[Criteri di valutazione]

Tributi erariali diretti - Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) (tributi posteriori alla riforma del

1972) - Redditi di impresa - Criteri di valutazione - Formazione del reddito - Esercizio di competenza -

Componenti di cui non siano ancora certi l'esistenza o l'ammontare - Computo - Regola posta dall'art. 75 del

D.P.R. n. 597 del 1973 - Portata - Componenti comunque noti prima della presentazione della dichiarazione -

Inclusione.

In tema di determinazione del reddito d'impresa, la regola, dettata dall'art. 74, primo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973,

n. 597 - secondo cui i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito dell'esercizio di competenza a meno che la loro

esistenza o il loro ammontare non sia ancora determinabile in modo oggettivo, nel qual caso vanno calcolati nel periodo

d'imposta in cui si verificano tali condizioni -, mira contemporaneamente a salvaguardare tanto la necessità di computare

tutte le componenti nell'esercizio di competenza che l'esigenza di non addossare ai contribuenti un onere troppo difficile da

rispettare, e va interpretata nel senso che il dovere di conteggiarle nell'anno di riferimento si arresta soltanto di fronte a quei

ricavi e a quei costi che non siano ancora noti all'atto della determinazione del reddito, e cioè al momento della redazione e

presentazione della dichiarazione. In tal senso depone anche la correlativa disposizione del D.P.R. n. 600 del 1973 - che

consente alle società ed agli enti il cui bilancio dev'essere approvato, per legge o per statuto, da un'assemblea o da altri

organi, di inserire nelle scritture contabili tutti gli aggiornamenti consequenziali all'approvazione fino al termine per la per la

presentazione della dichiarazione -, altamente significativa anche perché poi estesa ad ogni soggetto in regime di

contabilità semplificata (art. 9, comma primo, lettera b, del D.L. n. 69 del 1989), e, soprattutto, in linea con la direttiva CEE

18/7/1978, secondo la quale occorre tener conto di tutte le perdite e i rischi, anche se conosciuti soltanto fra la data di

chiusura del bilancio ed il giorno della sua compilazione.

La Corte, osserva quanto segue.

Con avviso di accertamento debitamente notificato, l'Ufficio II.DD. di Latina rettificava la dichiarazione

presentata per l'anno 1978 dalla C., recuperando a tassazione la complessiva somma di L. 43.187.000, fra le

quali L. 8.249.000 per imposte indeducibili e L. 2.866.000 per Iva indetraibile nel periodo precedente.

La contribuente si rivolgeva alla Commissione Tributaria di 1° Grado di Latina, che in accoglimento del ricorso

annullava ogni altra ripresa diversa da quelle cui la C. aveva prestato acquiescenza.

L'Ufficio si doleva al giudice superiore, che in accoglimento del gravame riconosceva la validità dei recuperi

sopra menzionati.

La B. di Roma, che aveva nel frattempo incorporato la C., ricorreva allora per cassazione, deducendo con due

motivi la contraddittorietà della motivazione su di un punto decisivo della controversia, nonché la violazione e

falsa applicazione dell'art. 74 del DPR n. 597/1973.

Esponeva, infatti, la ricorrente che nel corso del giudizio di merito non aveva mai contestato la indeducibilità

dell'IRPEG e dell'ILOR per complessive L. 8.249.000, ma si era preoccupata di precisare che in applicazione

del sistema della partita doppia, l'importo di cui sopra era stato annotato sia fra i costi che nel passivo e, cioè,

sia nella sezione dare del conto economico che nella sezione avere dello stato patrimoniale.

Tale doppio rilevamento, non aveva tuttavia comportato alcuna indebita duplicazione in quanto ai fini della

determinazione del reddito imponibile, si era servita del solo conto economico, annullandone la predetta posta

passiva con un'identica variazione in aumento.

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa, tenute dalla Prof. ssa Livia Salvini nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 2892 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2002 usata come materiale didattico il 10 novembre 2009.
La Corte ha stabilito: i costi e gli altri oneri concorrono a determinare il reddito d'esercizio a meno che la loro esistenza o il loro ammontare non siano ancora oggettivamente determinabili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Salvini Livia.

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