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Struttura del bilancio d’esercizio (segue)

Lo stato patrimoniale fornisce una rappresentazione statica e sintetica delle componenti

attive e passive del patrimonio sociale, nonché della situazione finanziaria alla

chiusura dell’esercizio, consentendo pertanto, di conoscere immediatamente quale sia

il patrimonio netto della società.

Il conto economico contiene una rappresentazione dinamica dei movimenti del patrimonio

nel corso dell’esercizio e fornisce spiegazioni circa il saldo figurante nello stato

patrimoniale.

La nota integrativa è rivolta sostanzialmente a dare ragione dei dati esposti nei conti

patrimoniale ed economico.

Nel bilancio di un esercizio (es. 2008), il conto economico riporta i fatti avvenuti nel corso

dell'esercizio (dal 1/1/2008 al 31/12/2008), mentre lo stato patrimoniale “fotografa” la

situazione al 31/12/2008 (confrontati con quelli dell'anno precedente). Il risultato del

conto economico di un esercizio (utile e/o perdita di esercizio) è pari alla variazione di

patrimonio netto avvenuta tra lo stato patrimoniale iniziale e quello finale dello stesso

esercizio. 5

Struttura dello stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale deve essere redatto in base allo schema fisso previsto dall’art.

2424 del codice civile.

Lo stato patrimoniale è un documento con struttura obbligatoria, a sezioni

contrapposte, nel quale vengono iscritte le attività e le passività dell’azienda.

Il criterio di classificazione delle voci dell’attivo è relativo alla destinazione degli

elementi patrimoniali; mentre il criterio di classificazione del passivo è relativo

all’origine ovvero alla natura dei mezzi finanziari dell’impresa (propri e di

terzi).

Lo schema civilistico di stato patrimoniale è così esposto:

ATTIVO PASSIVO

A) PATRIMONIO NETTO

A) CREDITI VERSO SOCI PER

VERSAMENTI ANCORA B) FONDI PER RISCHI ED

DOVUTI ONERI

B) IMMOBILIZZAZIONI C) TRATTAMENTO DI

C) ATTIVO CIRCOLANTE FINE RAPPORTO

D) RATEI E RISCONTI D) RATEI E RISCONTI

ATTIVI 6

PASSIVI

Struttura del bilancio d’esercizio (segue)

EQUAZIONE FONDAMENTALE DEL BILANCIO

ATTIVITA’= PASSIVITA’ +PATRIMONIO NETTO 7

Struttura dello stato patrimoniale (segue)

All’interno di ciascuna sezione di cui si compone lo stato patrimoniale sono indicate le voci

costituenti la parte attiva e passiva mediante raggruppamenti fissi indicati in ordine

decrescente:

Lettere maiuscole alfabetiche (macroclassi);

 Numeri romani (classi);

 Numeri arabi (voci);

 Lettere minuscole alfabetiche (sottovoci).

Le lettere maiuscole ed i numeri romani sono indicazioni obbligatorie, che non possono essere

oggetto di variazione od eliminazione.

Le voci precedute da numeri arabi possono essere ulteriormente suddivise mantenendo la voce

di riferimento, ovvero raggruppate, se di importo irrilevante, mediante indicazione

distinta delle singole voci nella nota integrativa.

Inoltre, occorre procedere alla comparazione delle singole voci dello stato patrimoniale con

quelle corrispondenti all’esercizio precedente.

Il bilancio deve essere redatto in unità di euro, senza cifre decimali (ad eccezione della nota

integrativa che può essere redatta in migliaia di euro).

Vi è l’automatico troncamento all’unità inferiore, indipendentemente dall’entità dei decimali

di euro (0,1 e 0,9 euro vengono, alla stessa stregua, espressi nell’unità numerica inferiore).

8

Struttuta dello stato patrimoniale (segue)

Le voci di bilancio non possono essere raggruppate o compensate tra di loro.

Il divieto di compensazione di partite può essere inteso:

In senso giuridico;

 In senso contabile.

In senso giuridico la compensazione di partite è la somma algebrica di valori rilevabili

distintamente nelle voci di bilancio, i quali devono essere esposti in sezioni diverse (ad

esempio i crediti verso banche non possono essere compensati con i debiti verso banche).

In senso contabile la compensazione di partite è la somma algebrica di valori di segno

opposto. Ha, quindi, una portata molto più ampia di quella giuridica (ad esempio,

compensazioni di crediti e debiti oppure di costi e ricavi).

La variazione delle rimanenze rappresenta una compensazione contabile (differenza tra

rimanenze iniziali e finali), ma è giuridicamente ammessa (si veda inoltre l’art. 2425­bis

c.c.). 9

Struttura del conto economico

Il conto economico civilistico deve essere redatto in base allo schema previsto

dall’art. 2425 del codice civile. Il conto economico è un documento con

struttura obbligatoria, a forma scalare, nel quale vengono iscritti i

componenti positivi e negativi di reddito.

Il criterio di classificazione dei costi è relativo alla natura degli stessi, ovvero alla

loro origine economica.

Lo schema civilistico di conto economico è così esposto:

A) VALORE DELLA PRODUZIONE

B) COSTI DELLA PRODUZIONE

Differenza tra valore della produzione e costi della produzione

C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI

D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA’ FINANZIARIE

E) PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI

Risultato prima delle imposte

Imposte sul reddito dell’esercizio 10

Utile (perdita) dell’esercizio

Struttura del conto economico (segue)

E’ prevista la possibilità di esposizione di subtotali (parziali) idonei per una

valutazione dell’andamento della gestione.

I risultati parziali esplicitamente previsti sono:

Differenza tra valore e costi della produzione

Da tale differenza consegue l’utile o le perdita operativa, ovvero il primo risultato

intermedio offerto dal conto economico.

Risultato prima delle imposte

E’ il reddito al lordo del carico fiscale di competenza dell’esercizio.

L’utile (o la perdita) dell’esercizio rappresenta il risultato finale ovvero il reddito

netto del periodo, il risultato economico della gestione (costituisce il

collegamento con lo stato patrimoniale). 11

Nota integrativa

La nota integrativa deve essere redatta in base alle disposizioni

dell’art. 2427 c.c.

E’ un documento essenziale del bilancio, al pari dello stato

patrimoniale e del conto economico, ma non ha struttura

obbligatoria. E’ quindi un documento che può essere redatto

liberamente o in forma discorsiva o mediante prospetto.

In nota integrativa vanno essenzialmente indicate:

Motivazioni che hanno portato alle scelte e ai criteri di

 bilancio;

Informazioni supplementari analitiche relative a singole voci;

 Altre informazioni specificamente richieste per legge;

 Altre informazioni ritenute di interesse rilevante.

 12

L’attivo dello stato patrimoniale

A – CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI

La dizione usata dal legislatore è ampia, imponendo l’art. 2424 c.c. solamente l’obbligo di

distinzione dei crediti richiamati da quelli non richiamati.

Con il termine “richiamato” si intende quel provvedimento posto in essere dall’organo

amministrativo volto a sollecitare il versamento di quanto è divenuto esigibile da parte

della società nei confronti dei soci.

B – IMMOBILIZZAZIONI

Il primo comma dell’art. 2424­bis c.c. esplicitamente prescrive che sono iscritti tra le

immobilizzazioni gli “elementi patrimoniali” (beni e non beni) destinati ad essere

utilizzati in forma durevole (ossia per più esercizi) nell’attività d’impresa.

Sotto il profilo analitico l’aggregato relativo alle immobilizzazioni è stato civilisticamente

suddiviso in:

• Immobilizzazioni immateriali;

• Immobilizzazioni materiali;

• Immobilizzazioni finanziarie. 13

L’attivo dello stato patrimoniale (segue)

Le immobilizzazioni immateriali vengono suddivise dal codice

civile in:

1) Costi di impianto e di ampliamento;

2) Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità;

3) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle

opere dell’ingegno;

4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili;

5) Avviamento;

6) Immobilizzazioni in corso e acconti;

7) Altre 14

L’attivo dello stato patrimoniale (segue)

Le immobilizzazioni materiali vengono divise dal codice civile in:

1) Terreni e fabbricati;

2) Impianti e macchinario;

3) Attrezzature industriali e commerciali;

4) Altri beni;

5) Immobilizzazioni in corso e acconti. 15

L’attivo dello stato patrimoniale

Le immobilizzazioni finanziarie vengono divise dal codice civile in:

1) Partecipazioni in:

a) imprese controllate;

b) imprese collegate;

c) imprese controllanti;

d) altre imprese.

2) Crediti:

a) verso imprese controllate;

b) verso imprese collegate;

c) verso controllanti;

d) verso altri.

3) Altri titoli

4) Azioni proprie, con indicazione anche del valore nominale complessivo. 16

L’attivo dello stato patrimoniale (segue)

I beni che non hanno una “destinazione” durevole nell’impresa

perché aventi un continuo rinnovo vengono iscritti in un

raggruppamento dell’attivo chiamato “attivo circolante”.

L’attivo circolante costituisce una macroclasse (voce di struttura),

che si articola in quattro “classi” (voce di genere), a sua volta

suddivise in “voci” e “sottovoci” (di specie).

La collocazione nell’ordine previsto dal codice civile riflette una

progressione da beni “semi­immobilizzati” (collocati

immediatamente dopo le immobilizzazioni) a beni liquidi. Il

criterio è quello della crescente liquidità.

ATTIVO CIRCOLANTE

I RIMANENZE

II CREDITI

III ATTIVITA’ FINANZIARIE CHE NON

COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONI 17

IV DISPONIBILITA’ LIQUIDE

L’attivo dello stato patrimoniale (segue)

D – RATEI E RISCONTI ATTIVI

l’evidenziazione in forma distinta dei

Il bilancio civilistico impone

ratei e dei risconti.

Si definisce rateo attivo una quota di ricavo di competenza

dell’esercizio, che avrà manifestazione finanziaria

nell’esercizio successivo; mentre risconto attivo una quota di

costo sostenuta finanziariamente nell’esercizio, ma di

competenza economica dell’esercizio successivo.

Rateo attivo (esempio): affitto attivo di un magazzino per un anno, dall’1/10/x al

30/9/x + 1, con incasso posticipato del canone

Risconto attivo (esempio):affitto passivo di un magazzino per un anno, dall’1/10/x al

30/9/x + 1, con pagamento anticipato del canone. 18

Il patrimonio netto e il passivo dello stato patrimoniale

L’art. 2424 c.c. dispone che il patrimonio netto sia analiticamente

suddiviso in:

I Capitale

II Riserva da sovrapprezzo di emissione

III Riserve di rivalutazione

IV Riserva legale

V Riserva per azioni proprie in portafoglio

VI Riserve statutarie

VII Altre riserve, distintamente indicate

VIII Utili (perdite) portati a nuovo

IX Utile (perdita) dell’esercizio 19

Il patrimonio netto e il passivo dello stato patrimoniale

(segue)

B – FONDI PER RISCHI E ONERI

I fondi per rischi e oneri costituiscono per l’impresa passività potenziali (o

indeterminate).

L’art. 2424 c.c. elenca nei “fondi per rischi e oneri”:

1) Fondi per trattamento di quiescienza e obblighi simili;

2) Fondi per imposte;

3) Altri fondi. 20


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa, tenute nell'anno accademico 2010 dalla Prof. ssa Livia Salvini.
Il documento riproduce gli argomenti trattati nella lezione del 4 novembre 2009 dalla Dott. ssa Filomena Raciotti: struttura del bilancio di esercizio (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa), fiscalità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Salvini Livia.

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