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Decreto "Salva-liste" - C. St. Ord. 1302/10

Questa dispensa si riferisce al ciclo di seminari di Diritto Pubblico, tenuti dal Prof. Paolo Carnevale nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza del Consiglio di Stato, V Sez. n. 1302/10 relativa alla vicenda "salva-liste".... Vedi di più

Esame di Istituzioni di Diritto Pubblico docente Prof. P. Carnevale

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ESTRATTO DOCUMENTO

potestà, senza che in alcun modo rilevi la qualità di «autore» della legge interpretata (Corte Cost. n.

232/2006);

- tali questioni di costituzionalità, tuttavia, sono prive del requisito della rilevanza e non

necessitano, quindi, di delibazione sotto il profilo della manifesta infondatezza, non potendo le parti

appellanti trarre beneficio dalle contestate disposizioni del d.l. per l’assenza delle condizioni

richieste dallo stesso d.l. per la presentazione delle liste (si ricorda che con ordinanza n. 107/2010 la

Corte Costituzionale ha esaminato il d.l. n. 29/10 solo sotto il profilo del periculum in mora,

astenendosi da ogni valutazione sul fumus delle contestazioni mosse dalla Regione Lazio al

decreto);

- è, quindi, necessario in questa fase cautelare dare rilievo al profilo del fumus, in quanto sotto

l’aspetto del periculum ogni soluzione non è in assoluto idonea a “rimuovere in via definitiva la

condizione di precarietà che caratterizza l’imminente competizione elettorale”, come anche rilevato

dalla Corte Costituzionale;

- con riguardo al fumus, si rileva che la presentazione della lista in questione è stata effettuata ai

sensi dell’art. 1, comma 4, del d.l. n. 29/2010, che stabilisce che “per le medesime elezioni regionali

i delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 possono effettuare la presentazione

delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in

vigore del presente decreto”;

- le condizioni “di cui al comma 1” sono costituite dall’avere i delegati incaricati della

presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, fatto ingresso nei locali del

Tribunale entro i termini orari di presentazione delle liste (ore 12.00 del 27 febbraio 2010);

- non è quindi sufficiente, come sostenuto dagli appellanti, la prova della presenza dei delegati

all’interno dei locali del Tribunale entro le ore 12.00 della menzionata data, ma è necessario

dimostrare anche il possesso della documentazione prescritta per la presentazione della lista (del

resto, in ordine a tale profilo già in passato la giurisprudenza aveva affermato che non rilevava ai

fini del rispetto dei termini la mera presenza fisica dei delegati entro l’orario prescritto - Cons.

Stato, V, n. 1706/03 - e anche il d.l. ha richiesto un ulteriore elemento);

- l’onere probatorio circa la sussistenza di tali condizioni è espressamente posto a carico dei delegati

e l’ultima parte del comma 1 dell’art. 1, nel prevedere che “la presenza entro il termine di legge nei

locali del Tribunale dei delegati può essere provata con ogni mezzo idoneo”, non esonera certo i

richiedenti – come da loro sostenuto - dal dimostrare l’elemento del possesso della “prescritta

documentazione”, potendosi al massimo porre il problema se anche tale possesso possa essere

provato con ogni mezzo idoneo (questione da risolvere in senso positivo, tenuto conto

dell’unitarietà della condizione descritta nella prima parte del comma e costituita dall’ingresso entro

l’orario con la prescritta documentazione);

- gli appellanti lamentano che si tratterebbe di una probatio diabolica, non essendo possibile

dimostrare a distanza di due settimane il contenuto della documentazione che i delegati del PDL

avevano con sé in data 27 febbraio 2010; al riguardo, si osserva che la necessità di tale prova è

espressamente prevista dalle disposizioni del d.l., di cui essi stessi chiedono l’applicazione e che –

sotto tale aspetto – non appaiono viziate da alcun profilo di irragionevolezza, trattandosi – in

materia elettorale - di una eccezionale e derogatoria possibilità di presentazione delle liste entro un

nuovo termine fissato dal d.l. per la specifica fase elettorale conclusa e alle condizioni stabilite dalla

previgente disciplina, benché come “interpretata” dal d.l. (peraltro, la appena menzionata piena

libertà di prova facilita l’onere posto a carico dei presentatori);

- tuttavia, in concreto gli elementi forniti dagli appellanti possono al più dimostrare la presenza di

un delegato del PDL nei locali del Tribunale entro le ore 12.00 del 27 febbraio 2010, ma non sono

idonei a provare anche il possesso entro il medesimo termine della documentazione prescritta per la

presentazione della lista (elemento che – si ripete – deve costituire oggetto di prova proprio in base

al d.l., che in alcun modo ha esonerato i presentatori da tale dimostrazione, né ha previsto alcuna

presunzione collegata all’elemento della presenza nel Tribunale; presunzione che, invece, gli

appellanti vorrebbero far valere);

- dai verbali e dalle annotazioni redatte dai Carabinieri e dagli atti degli Uffici elettorali, prodotti in

giudizio risultano, infatti, i seguenti dati storici:

a) la lista del PDL e la relativa documentazione non è stata depositata presso l’Ufficio

circoscrizionale elettorale entro le ore 12.00 del 27 febbraio 2010 (v. relazione del medesimo ufficio

dd. 1 marzo);

b) alle ore 12.00 l’area in precedenza individuata come destinata alla presentazione delle liste è stata

chiusa e delimitata dal personale delle forze dell’ordine, senza che all’interno vi fosse un delegato

del PDL, che non è quindi mai stato espulso dalla predetta area (verbale dei Carabinieri del 27

febbraio e riscontro dei delegati presenti nei verbali di accettazione delle liste presentate alle ore

12.00);

c) solo alle ore 12.30 un delegato del PDL tentava di accedere all’area con in mano una cartellina,

ma non veniva ammesso essendo fuori termine (v. stesso verbale dei Carabinieri);

d) il contenitore con i documenti per la presentazione della lista del PDL, lasciato incustodito

all’interno della predetta area, è stato dapprima rinvenuto e sorvegliato dai Carabinieri, poi

prelevato da un delegato del PDL alle ore 17.00 e successivamente riconsegnato agli stessi

Carabinieri alle 19.30 circa dello stesso 27 febbraio (verbale dei Carabinieri del 27 febbraio, in

relazione al quale è ininfluente accertare se la riconsegna sia avvenuta un’ora prima, come

affermano gli appellanti);

e) nella suddetta scatola, il cui contenuto è stato riscontrato in data 8 marzo 2010, non erano

presenti tutti i documenti prescritti per la presentazione della lista e mancavano, in particolare, l’atto

principale della dichiarazione di presentazione della lista provinciale, le dichiarazioni di

accettazione delle candidature e di collegamento delle liste provinciali con una regionale, i

certificati elettorali dei candidati, il modello del contrassegno della lista e la indicazione dei due

delegati autorizzati a designare i rappresentanti della lista (verbale di acquisizione richiamato nella

decisione dell’Ufficio circoscrizionale del 9 marzo e dato pacificamente ammesso dalle parti anche

all’odierna camera di consiglio);

- tali elementi non sono idonei a dimostrare la presenza dei delegati del PDL, muniti della prescritta

documentazione, nei locali del Tribunale alle ore 12.00 del 27 febbraio;

- gli elementi di prova forniti dagli appellanti possono al più dimostrare la presenza di almeno un

delegato nella fase antecedente la scadenza dell’orario prescritto, ma non il possesso dei documenti,

in quanto:

a) i verbali di assunzione di informazioni redatti in data 1 marzo 2010 presso uno studio legale

dimostrano in parte fatti non contestati, costituiti dalla presenza di almeno un delegato del PDL

nell’area destinata alla presentazione delle liste prima delle ore 12.00 e di un contenitore lasciato dal

predetto delegato poi allontanatosi e dal successivo tentativo di un delegato di rientrare in tale area

e, per altra parte, non sono attendibili perché attestanti circostanze chiaramente contrastanti con il

verbale dei carabinieri, dotato di maggiore forza probatoria, che smentisce il fatto che l’area in

questione sarebbe rimasta priva di sbarramenti fino alle 12.45;

b) il tentativo del delegato PDL di fare ingresso nei locali in questione risulta pacificamente dai

menzionati verbali e dalle stesse dichiarazioni sostitutive prodotte dalle parti controinteressate, che

confermano anche il possesso in mano del delegato di una cartellina contenente atti della lista del

PDL; tuttavia, tale tentativo va temporalmente collocato alle ore 12.30, come confermato anche dai

Carabinieri e ciò rende irrilevante la verifica del contenuto della cartellina, in quanto il possesso

della prescritta documentazione deve risultare alle ore 12.00 in base alla menzionata norma del d.l.

(alcun adeguato elemento di prova è stato fornito circa la presenza all’interno del Tribunale del

suddetto delegato munito della documentazione prescritta nella mezz’ora antecedente il tentativo di

ingresso nell’area di presentazione delle liste);

c) il contestato omesso ricevimento da parte dell’Ufficio elettorale della documentazione, anche se

presentata tardivamente, non assume rilievo, in quanto avrebbe comunque dimostrato il possesso di

una determinata documentazione in orario ampiamente successivo alle 12.00 e, quindi, senza

integrare le condizioni richieste dall’art. 1, comma 1, del d.l. n. 29/2010;

d) le dichiarazioni rese in diverse date dagli stessi delegati del PDL, oltre a non essere del tutto

coerenti tra le varie versioni, non costituiscono comunque elementi di prova attendibili, perché

provenienti dagli stessi presentatori della lista, odierne parti in causa o da altri esponenti della lista e

comunque nell’attestare la loro continuativa presenza nel locale antistante la stanza 23 si pongono

in contrasto con quanto verbalizzato dai Carabinieri (si tratta di dichiarazioni successive alla data

dell’8 marzo di presentazione della lista in base al d.l. e formate nelle date del 10, 12 e 15 marzo da

Polesi e del 10 e 19 marzo da Milioni dal contenuto non sempre coincidente, come ad esempio con

riguardo al contestuale o separato ingresso nel Tribunale dei due delegati);

e) anche le altre informazioni assunte in data 10 marzo e le dichiarazioni del 19 marzo sono idonee

ad attestare la presenza del menzionato contenitore entro le ore 12.00, ma non sono attendibili nella

restante parte, tenuto conto che nella stessa ricostruzione dei delegati parte della documentazione

prescritta era contenuta nella cartellina in possesso del delegato, poi individuato in base ad altri atti,

dotati di maggiore valenza probatoria, nel soggetto che ha tentato di entrare alle 12.30 nell’area per

la presentazione;

f) le successive relazioni di alcuni Carabinieri, invocate dagli appellanti, dimostrano solo il possesso

da parte di un delegato del PDL di una cartellina sempre al momento del tentativo di accesso ai

locali destinati alla presentazione delle liste, ovvero dopo le 12.30 in tempo non utile anche ai sensi

del citato d.l., pur ammettendo che il contenuto della cartellina fossero i documenti prescritti;

g) il primo reclamo, presentato dai delegati della lista PDL alle ore 17.00 del 27 febbraio e oggi

prodotto in giudizio, conferma la non completezza dei documenti introdotti in Tribunale fin dal

primo ingresso tramite il contenitore e che vi è stato un successivo tentativo di integrazione, che in

base a tutti i già richiamati elementi va temporalmente collocato dopo le ore 12.30 dello stesso 27

febbraio (nel reclamo delle ore 17.00 si chiede, infatti, di completare, ora per allora, il deposito

della lista provinciale, integrando la documentazione in possesso dei delegati con quella in quel

momento collocata all’interno degli uffici atti alla ricezione delle liste);

h) alcun adeguato elemento di prova è stato fornito circa la presenza del delegato, munito della

prescritta documentazione, anche in altri locali del Tribunale entro le ore 12.00 del 27 febbraio,

essendo peraltro irrilevante la data di formazione di tali documenti; la logica ricostruzione degli

avvenimenti conduce a ritenere che prima delle 12.30 non fosse presente all’interno del Tribunale

un delegato della lista PDL “munito della prescritta documentazione”;

- non deve ritenersi, quindi, raggiunta la prova della sussistenza di una delle condizioni, richieste

dall’art. 1, comma 1 del d.l. n. 29/2010 e richiamate dal comma 4 dello stesso articolo per la

presentazione della lista entro il nuovo termine fissato dal d.l., mancando la dimostrazione del

possesso in capo ai delegati della “prescritta documentazione” e non potendo essere condivisa la

tesi degli appellanti circa la necessità della sola prova della presenza nei locali del Tribunale

all’orario prescritto;

Ritenuto, quindi, che:

il ricorso in appello deve essere respinto e che deve essere dichiarata inammissibile l’istanza di

revoca della precedente ordinanza di questa Sezione n. 1206/2010, essendo stato escluso il

presupposto su cui tale istanza è stata fondata (inapplicabilità del d.l. n. 29/2010 alla regione Lazio);

P.Q.M.

Respinge l'appello (Ricorso numero: 2272/2010) e dichiara inammissibile l’istanza di revoca della

ordinanza di questa Sezione n. 1206/2010

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della

Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2010 con l'intervento dei

Signori:

Pier Giorgio Trovato, Presidente

Filoreto D'Agostino, Consigliere

Aniello Cerreto, Consigliere

Roberto Chieppa, Consigliere, Estensore

Nicola Russo, Consigliere

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce al ciclo di seminari di Diritto Pubblico, tenuti dal Prof. Paolo Carnevale nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza del Consiglio di Stato, V Sez. n. 1302/10 relativa alla vicenda "salva-liste". L'istanza di revoca della precedente ordinanza che escludeva il PdL dalle liste per le elezioni della Regione Lazio del 28 e 29 marzo 2010 è stata ritenuta inammissibile.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carnevale Paolo.

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