Che materia stai cercando?

Decreto ingiuntivo - C. Cost. n. 410/05 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 410 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2005 in cui si affrontano i seguenti argomenti: infondatezza della... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile docente Prof. E. D'Alessandro

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

deliberatamente un giudice territorialmente incompetente, radicato in una sede «disagiata» per la

controparte, può sempre fare affidamento sul fatto che quest'ultima, piuttosto che sopportare alti

costi processuali, preferisca rinunciare all'opposizione, con la conseguenza di stabilizzare il titolo

monitorio, a differenza di quanto accade per il caso di contumacia del debitore convenuto nel

giudizio ordinario.

Né tale inconveniente viene risolto dalla condanna alle spese e al risarcimento dei danni per

responsabilità aggravata, rispettivamente previste dagli artt. 91 e 96 cod. proc. civ. in una fase nella

quale «la compromissione della possibilità di difesa effettiva è già maturata».

Il rimettente ritiene infine la questione rilevante nella fase procedimentale in cui è chiamato a

decidere, in quanto, alla stregua della tradizionale lettura dell'art. 637 cod. proc. civ. richiamata, non

gli è consentito rilevare d'ufficio «l'eclatante incompetenza per territorio» derogabile riscontrata.

2.– E' intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso

dall'Avvocatura generale dello Stato, il quale ha osservato come l'art. 637, primo comma, cod. proc.

civ., nel disporre che la competenza del giudice investito della domanda d'ingiunzione si determina

in base alle norme generali sulla competenza dettate per il giudizio ordinario, rende operante nel

procedimento monitorio anche il disposto dell'art. 38, secondo comma, cod. proc. civ. che sancisce

la non rilevabilità d'ufficio dell'incompetenza per territorio derogabile, eccepibile pertanto solo

dall'ingiunto con l'opposizione di cui all'art. 645 cod. proc. civ.

Ha rilevato inoltre l'Avvocatura come la Corte costituzionale abbia più volte dichiarato

manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 38, secondo

comma, e 637, primo comma, cod. proc. civ., sollevata con riferimento all'art. 25 Cost., affermando

che «la garanzia del giudice naturale precostituito per legge non viene in gioco con riguardo alla

ripartizione della competenza territoriale tra giudici dettata da normativa nel tempo anteriore alla

istituzione del giudice stesso» (sentenza n. 251 del 1986 e ordinanze n. 218 del 1996 e n. 434 del

1993).

La deducente osserva infine che le difficoltà derivanti all'ingiunto dall'onere di costituirsi

innanzi ad un giudice diverso da quello territorialmente competente non sono dissimili da quelle che

deve affrontare qualsiasi convenuto in un giudizio a cognizione ordinaria, ed anzi il primo

conseguirebbe, rispetto a quest'ultimo, l'ulteriore risultato per cui con la pronuncia di incompetenza

viene ad essere revocato il decreto pronunciato dal giudice incompetente.

Considerato in diritto

1.– Il Tribunale di Genova dubita, in riferimento agli articoli 24 e 111, comma secondo della

Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 637, primo comma, cod. proc. civ., «nella parte

in cui – secondo il consolidato orientamento della Corte di cassazione – esclude la rilevabilità

d'ufficio dell'incompetenza per territorio oltre i casi dell'art. 28 cod. proc. civ.» nella fase senza

contraddittorio del procedimento per decreto ingiuntivo.

Il giudice rimettente, dopo aver rilevato che l'art. 637, comma primo, cod. proc. civ. «nel suo

letterale tenore, non esclude per vero la rilevabilità d'ufficio dell'incompetenza per territorio

“semplice”, nei casi diversi dall'art. 28 cod. proc. civ.», osserva che, tuttavia, esiste «un consolidato

insegnamento giurisprudenziale, risalente già alla sentenza n. 400 della Cassazione resa nel 1969,

secondo cui spetta soltanto all'ingiunto sottoporre l'eccezione di incompetenza per territorio

derogabile, con il successivo atto di opposizione, indicando nel contempo il giudice ritenuto

competente».

Ricordato, poi, che questa Corte «si è già espressa al riguardo, ritenendo non fondata la

questione di costituzionalità dell'art. 637 cod. proc. civ., per la non rilevabilità d'ufficio

dell'incompetenza per territorio, sollevata in riferimento all'art. 25 della Costituzione» (ordinanza n.

218 del 1996), il rimettente sostiene che «la nuova formulazione dell'art. 111, comma secondo,

della legge fondamentale introdotta dalla legge costituzionale n. 2 del 1999, da leggersi unitamente

al precedente art. 24, abbia significativamente spostato i termini della questione»: in sostanza,

l'essere divenuto «il contraddittorio […] valore fondante costituzionale del processo» implicherebbe

che, laddove la legge (come nel procedimento monitorio) legittimamente prevede un «deficit di

contraddittorio», questo debba essere «controbilanciato da poteri officiosi, che non possono essere

solo quelli del rito ordinario in punto di verifica della competenza per territorio, ma che devono

essere necessariamente più penetranti».

2.− La questione non è fondata nei sensi di seguito precisati.

2.1.− Esponendo le ragioni per le quali ritiene non manifestamente infondata la questione di

legittimità costituzionale, il giudice rimettente osserva che non persuade «il parallelismo con il

contenzioso ordinario, su cui […] riposa il consolidato orientamento di legittimità […] perché nel

procedimento monitorio una sagace (e strumentale) scelta del giudice adito ha effetti ben più

penalizzanti, rispetto all'effettivo esercizio del diritto di difesa del destinatario del provvedimento,

di quanto non accada nel rito ordinario».

Questa Corte ha ripetutamente affermato − e tale affermazione merita, in sé, di essere qui

ribadita − che la possibilità che il creditore scelga, per agire in monitorio, una sede disagiata per

l'ingiunto facendo «affidamento» – così l'ordinanza di rimessione – «sul fatto che la controparte,

preoccupata dalla lievitazione dei costi processuali indotta dalla “difesa fuori campo”, preferisca

piuttosto rinunciare all'opposizione», dà luogo ad «inconvenienti fattuali e abusi applicativi, che

[…] non incidono, proprio in quanto tali, sulla legittimità della norma denunciata» (ordinanza n.

218 e, sulla sua scia, ordinanze n. 320 e n. 394 del 1996 ); sicché non è sotto questo profilo che può

contestarsi il “parallelismo con il rito ordinario”, dal momento che anche quest'ultimo consente

all'attore di adire un giudice incompetente confidando che il convenuto opti per la contumacia a

fronte dei costi da sopportare per difendersi in una sede disagiata (ipotesi considerata da questa

Corte quando ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale della norma che,

anche nel caso di contumacia del convenuto, esclude la rilevabilità d'ufficio dell'incompetenza

territoriale derogabile: sentenza n. 251 del 1986 ). Ed è con riferimento a questa ipotesi − e non

certamente in assoluto (cfr. la citata sentenza n. 251 del 1986 ) − che questa Corte ha escluso (con le

ordinanze citate sopra) che la garanzia del giudice naturale precostituito per legge (art. 25 Cost.)

abbia attinenza con la questione (allora) sollevata relativamente all'art. 637 cod. proc. civ.

In realtà, come osserva anche il rimettente, il «parallelismo con il rito ordinario» è

improponibile se si considerano gli effetti che discendono ex lege dal mancato esercizio del diritto

di difesa, conseguente al doverlo praticare in una sede disagiata: mentre il convenuto con il rito

ordinario, che resti contumace, si vede preclusa soltanto l'eccezione di incompetenza ma non

subisce alcuna automatica conseguenza pregiudizievole quanto al merito − equivalendo la

contumacia ad integrale contestazione dei fatti costitutivi del diritto azionato dall'attore −, l'ingiunto

che non proponga tempestiva opposizione è irreparabilmente pregiudicato nel merito dalla

irretrattabilità dell'efficacia esecutiva − originaria ex art. 642 cod. proc. civ., ovvero acquisita ex art.

647 cod. proc. civ. − del decreto ingiuntivo.

L'«inconveniente fattuale», che subisce il convenuto con il rito ordinario, è di ben altro rilievo

per l'ingiunto, il quale è costretto − se vuole evitare la definitiva soccombenza nel merito − a

proporre opposizione davanti al giudice funzionalmente competente, arbitrariamente scelto

dall'attore in monitorio. Da ciò discende che la situazione dell'ingiunto è assimilabile, più che a

quella del convenuto nel rito ordinario, a quella del convenuto straniero davanti al giudice italiano

che sia privo di giurisdizione: situazione, quest'ultima, disciplinata (sia dall'abrogato art. 37, comma

secondo, cod. proc. civ., sia dal vigente art. 11 della legge 31 maggio 1995, n. 218) nel senso che, in

caso di contumacia, il difetto di giurisdizione è rilevabile d'ufficio.

Se in entrambi i casi − dell'ingiunto e del convenuto straniero − sussiste la medesima esigenza

(della rilevabilità ex officio, al fine) di non imporre una onerosa costituzione in giudizio solo per far

valere la violazione di norme attinenti all'individuazione del giudice (atteso il pregiudizio che,


PAGINE

6

PESO

54.91 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 410 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2005 in cui si affrontano i seguenti argomenti: infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 637 del cpc in tema di decreto ingiuntivo in rapporto agli artt. 11 e 24 della Costituzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof D'Alessandro Elena.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto processuale civile

Riti speciali e procedimenti sommari
Dispensa
Ordinanze provvisionali
Dispensa
Richieste istruttorie
Dispensa
Vendita di immobili - Esempio
Dispensa