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Decreto del Presidente della Repubblica 168 - 2010

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 168 del 2010 con cui è stato emanato il regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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ESTRATTO DOCUMENTO

decreto legislativo 23 maggio

a) il servizio di distribuzione di gas naturale, di cui al

2000, n. 164; decreto legislativo 16 marzo

b) il servizio di distribuzione di energia elettrica, di cui al

1999, n. 79 legge 23 agosto 2004, n. 239;

e alla decreto legislativo 19 novembre

c) il servizio di trasporto ferroviario regionale, di cui al

1997, n. 422; legge 2 aprile 1968, n. 475;

d) la gestione delle farmacie comunali, di cui alla

e) i servizi strumentali all'attività o al funzionamento degli enti affidanti di cui

13, comma 1, del decreto­legge 4 luglio 2006, n. 223,

all'articolo convertito, con

legge 4 agosto 2006, n. 248,

modificazioni, dalla e successive modificazioni.

Art. 2 Misure in tema di liberalizzazione

1. Gli enti locali verificano la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi

pubblici locali, limitando l'attribuzione di diritti di esclusiva, ove non diversamente previsto

dalla legge, ai casi in cui, in base ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica

privata non risulti idonea, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale ed

efficienza, a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità, e liberalizzando in

tutti gli altri casi le attività economiche compatibilmente con le caratteristiche di universalità

ed accessibilità del servizio.

2. All'esito della verifica l'ente adotta una delibera quadro che illustra l'istruttoria compiuta

ed evidenzia, per i settori sottratti alla liberalizzazione, i fallimenti del sistema

concorrenziale e, viceversa, i benefici per la stabilizzazione, lo sviluppo e l'equità

all'interno della comunità locale derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del

servizio.

3. Alla delibera di cui al comma precedente è data adeguata pubblicità; essa è inviata

all'Autorità garante della concorrenza e del mercato ai fini della relazione al Parlamento di

legge 10 ottobre 1990, n. 287.

cui alla

4. La verifica di cui al comma 1 è effettuata entro dodici mesi dalla data di entrata in

vigore del presente regolamento e poi periodicamente secondo i rispettivi ordinamenti

degli enti locali; essa è comunque effettuata prima di procedere al conferimento e al

rinnovo della gestione dei servizi.

5. Gli enti locali, per assicurare agli utenti l'erogazione di servizi pubblici che abbiano ad

oggetto la produzione di beni e attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo

sviluppo economico e civile delle comunità locali, definiscono, ove necessario, gli obblighi

di servizio pubblico, prevedendo le eventuali compensazioni economiche alle aziende

esercenti i servizi stessi, tenendo conto dei proventi derivanti dalle tariffe e nei limiti della

disponibilità di bilancio destinata allo scopo.

6. All'attribuzione di diritti di esclusiva ad un'impresa incaricata della gestione di servizi

9 della legge 10

pubblici locali consegue l'applicazione di quanto disposto dall'articolo

ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni.

7. I soggetti gestori di servizi pubblici locali, qualora intendano svolgere attività in mercati

diversi da quelli in cui sono titolari di diritti di esclusiva, sono soggetti alla disciplina

8, commi 2­bis e 2­quater, della legge 10 ottobre 1990, n. 287,

prevista dall'articolo e

successive modificazioni.

Art. 3 Norme applicabili in via generale per l'affidamento 23­bis,

1. Le procedure competitive ad evidenza pubblica, di cui all'articolo comma 2,

sono indette nel rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa

distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla legge, ove esistente, dalla

competente autorità di settore o, in mancanza di essa, dagli enti affidanti.

2. Le società a capitale interamente pubblico possono partecipare alle procedure

23­bis,

competitive ad evidenza pubblica di cui all'articolo comma 2, lettera a), sempre che

non vi siano specifici divieti previsti dalla legge.

3. Al fine di promuovere e proteggere l'assetto concorrenziale dei mercati interessati, il

bando di gara o la lettera di invito:

a) esclude che la disponibilità a qualunque titolo delle reti, degli impianti e delle altre

dotazioni patrimoniali non duplicabili a costi socialmente sostenibili ed essenziali per

l'effettuazione del servizio possa costituire elemento discriminante per la valutazione delle

offerte dei concorrenti;

b) assicura che i requisiti tecnici ed economici di partecipazione alla gara siano

proporzionati alle caratteristiche e al valore del servizio e che la definizione dell'oggetto

della gara garantisca la più ampia partecipazione e il conseguimento di eventuali

economie di scala e di gamma;

c) indica, ferme restando le discipline di settore, la durata dell'affidamento

commisurata alla consistenza degli investimenti in immobilizzazioni materiali previsti nei

capitolati di gara a carico del soggetto gestore. In ogni caso la durata dell'affidamento non

può essere superiore al periodo di ammortamento dei suddetti investimenti;

d) può prevedere l'esclusione di forme di aggregazione o di collaborazione tra soggetti

che possiedono singolarmente i requisiti tecnici ed economici di partecipazione alla gara,

qualora, in relazione alla prestazione oggetto del servizio, l'aggregazione o la

collaborazione sia idonea a produrre effetti restrittivi della concorrenza sulla base di

un'oggettiva e motivata analisi che tenga conto di struttura, dimensione e numero degli

operatori del mercato di riferimento;

e) prevede che la valutazione delle offerte sia effettuata da una commissione

nominata dall'ente affidante e composta da soggetti esperti nella specifica materia;

10,

f) indica i criteri e le modalità per l'individuazione dei beni di cui all'articolo comma

1, e per la determinazione dell'eventuale importo spettante al gestore al momento della

10,

scadenza o della cessazione anticipata della gestione ai sensi dell'articolo comma 2;

g) prevede l'adozione di carte dei servizi al fine di garantire trasparenza informativa e

qualità del servizio.

4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, nel caso di procedure aventi ad oggetto,

al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici compiti operativi connessi

alla gestione del servizio, il bando di gara o la lettera di invito assicura che:

a) i criteri di valutazione delle offerte basati su qualità e corrispettivo del servizio

prevalgano di norma su quelli riferiti al prezzo delle quote societarie;

b) il socio privato selezionato svolga gli specifici compiti operativi connessi alla

gestione del servizio per l'intera durata del servizio stesso e che, ove ciò non si verifica, si

23­bis,

proceda a un nuovo affidamento ai sensi dell'articolo comma 2;

c) siano previsti criteri e modalità di liquidazione del socio privato alla cessazione della

gestione.

Art. 4 Parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato

1. Gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai fini dell'espressione del

23­bis,

parere di cui all'articolo comma 4, se il valore economico del servizio oggetto

dell'affidamento supera la somma complessiva di 200.000,00 euro annui.

2. Nella richiesta del parere di cui al comma 1, esclusivamente per i servizi relativi al

settore idrico, l'ente affidante può rappresentare specifiche condizioni di efficienza che

rendono la gestione «in house» non distorsiva della concorrenza, ossia comparativamente

non svantaggiosa per i cittadini rispetto a una modalità alternativa di gestione dei servizi

pubblici locali, con particolare riferimento:

a) alla chiusura dei bilanci in utile, escludendosi a tal fine qualsiasi trasferimento non

riferito a spese per investimenti da parte dell'ente affidante o altro ente pubblico;

b) al reinvestimento nel servizio almeno dell'80 per cento degli utili per l'intera durata

dell'affidamento;

c) all'applicazione di una tariffa media inferiore alla media di settore.

3. Nel rendere il parere di cui al comma 1 si tiene espressamente conto delle condizioni

rappresentate ai sensi del comma 2 e dichiarate dall'ente affidante sotto la personale

responsabilità del suo legale rappresentante.

4. L'effettivo rispetto delle condizioni di cui al comma 2 è verificato annualmente dall'ente

affidante, che invia gli esiti di tale verifica all'Autorità garante della concorrenza e del

mercato. In caso negativo, anche su segnalazione della medesima Autorità, l'ente procede

alla revoca dell'affidamento e al conferimento della gestione del servizio ai sensi

23­bis,

dell'articolo comma 2.

Art. 5 Patto di stabilità interno

1. Al patto di stabilità interno sono assoggettati gli affidatari «in house» di servizi pubblici

23­bis,

locali ai sensi dell'articolo commi 3 e 4.

2. Gli enti locali vigilano sull'osservanza, da parte dei soggetti indicati al comma 1 al cui

capitale partecipano, dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno.

3. Le modalità e la modulistica per l'assoggettamento al patto di stabilità interno dei

soggetti di cui al comma 1 sono definite in sede di attuazione di quanto previsto

2, comma 2, lettera h), della legge 5 maggio 2009, n. 42,

dall'articolo e successive

modificazioni, in materia di bilancio consolidato.

Art. 6 Acquisto di beni e servizi da parte delle società «in house» e delle società miste

1. Le società «in house» e le società a partecipazione mista pubblica e privata, affidatarie

di servizi pubblici locali, applicano, per l'acquisto di beni e servizi, le disposizioni di cui al

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

32, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,

2. L'articolo e successive

modificazioni, limitatamente alla gestione del servizio per il quale le società di cui al

comma 1, lettera c), del medesimo articolo sono state specificamente costituite, si applica

23­bis,

se la scelta del socio privato è avvenuta secondo quanto previsto dall'articolo

32, comma 3,

comma 2, lettera b). Restano ferme le altre condizioni stabilite dall'articolo

numeri 2) e 3), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

Art. 7 Assunzione di personale da parte delle società «in house» e delle società miste

1. Le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali adottano,

con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il

articolo 35 del

conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il presente articolo non si applica alle società

quotate in mercati regolamentati.

Art. 8 Distinzione tra funzioni di regolazione e funzioni di gestione

1. Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell'ente locale,

nonché degli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, di regolazione,

di indirizzo e di controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi inerenti la

gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti. Il divieto si applica anche nel

caso in cui le dette funzioni sono state svolte nei tre anni precedenti il conferimento

dell'incarico inerente la gestione dei servizi pubblici locali. Alle società quotate nei mercati

regolamentati si applica la disciplina definita dagli organismi di controllo competenti.

2. Il divieto di cui al comma 1 opera anche nei confronti del coniuge, dei parenti e degli

affini entro il quarto grado dei soggetti indicati allo stesso comma, nonché nei confronti di


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 168 del 2010 con cui è stato emanato il regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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