Che materia stai cercando?

Danno cellulare Appunti scolastici Premium

Il programma del corso di Patologia Generale tenuto dal prof. Andrew Mackay si può riassumere nei seguenti punti:
1. Etiologia generale
Etiologia e patogenesi. Molteplicità etiologica. Epidemiologia generale. Patologia genetica. Malattie monogeniche e cromosomiche. Mutazioni, agenti mutageni. Trasmissione ereditaria delle malattie genetiche. Malattie da cause fisiche e chimiche.... Vedi di più

Esame di PATOLOGIA GENERALE docente Prof. F. Celotti

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

• Morbo di Wolman (deficit di una lipasi

acida lisosomiale)

• Abetalipoproteinemia in cui vi una

carenza della sintesi di apoproteina B

DEPOSITI INTRACELLULARI

STEATOSI

-Indipendentemente dalla causa la risposta cellulare appare univoca

-In tutti i casi la steatosi è legata ad uno squilibrio tra trigliceridi a disposizione

delle cellule e la loro effettiva capacità di metabolizzarli:

a) una cellula può ricevere una quantità eccessiva di grassi o può essa

stessa fabbricarne in misura eccessiva per alterazioni del suo

metabolismo;

b) può non essere in grado di smaltirli in quanto lesa. In questo caso sono

presenti altri fenomeni regressivi cellulari e la steatosi costituisce in realtà

un epifenomeno di una situazione patologica di base

DEPOSITI INTRACELLULARI

STEATOSI DA SOVRACCARICO

-Il fegato può non essere in grado di smaltire una dieta con un eccessivo

contenuto di grassi o un eccessiva quantità di grassi può derivare da

un'aumentata lipolisi a livello dei depositi adiposi

-L'attivazione della lipolisi periferica può derivare ad esempio dalla carenza

insulinica, da somministrazione di cortisonici, ormoni tiroidei.

-Se la steatosi è di breve durata non produce un danno irreversibile che invece

può verificarsi in condizioni di cronicità

-Clinicamente la condizione si verifica frequentemente in pazienti obesi, con

diabete mellito, in iperalimentazione endovenosa, con morbo di Cushing

(ipercortisolismo) in terapia con dosi alte di corticosteroidi

DEPOSITI INTRACELLULARI

STEATOSI DA AUMENTATA SINTESI DI ACIDI GRASSI

-E' sostanzialmente una patologia di tipo sperimentale che si verifica nelle diete

carenti di acidi grassi polinsaturi

-Forse si può verificare un meccanismo del genere nel corso di trattamento con

barbiturici

-In fine può essere uno dei meccanismi che partecipano alla patogenesi della

steatosi da etanolo DEPOSITI INTRACELLULARI

STEATOSI DA RIDUZIONE DELLA SINTESI PROTEICA

-Dato che i trigliceridi vengono eliminati dalla cellula epatica come lipoproteine,

una carenza proteica od un blocco della sua sintesi di grado tale da

compromettere la biosintesi epatica di apoproteine può provocare steatosi

-Steatosi epatica infatti si osserva in situazioni cliniche di gravi deficit

nutrizionale come il Kwashiorkor in Africa, le malattie croniche, soprattutto se

associate ad ipoalimentazione e malassorbimento

-Nell'animale da esperimento diete ipoproteiche o costituite da miscele di amino

acidi in rapporti diversi da quelli presenti nelle proteine animali producono

steatosi α-amantidina, aflatossina, etionina, acido

-Numerosi agenti tossici (CCl4,

orotico ecc.), farmaci (actinomicina D, cicloesamide, valproato di

sodio ecc.) e carenza di colina sono in grado di produrre steatosi

soprattutto in condizioni sperimentali perchè provocano delle

alterazioni della sintesi proteica

-Una carenza proteica può essere anche una delle concause della

steatosi etilica STEATOSI ETILICA

• L’etanolo è una molecola debolmente carica che attraversa con

facilità le membrane cellulari e che quindi si distribuisce

facilmente nei tessuti ove raggiunge concentrazioni in equilibrio

con quelle ematiche.

• La suscettibilità individuale è estremamente variabile sia per

l’intossicazione acuta (ubriachezza) che per la patologia cronica

(epatica, pancreatica, cardiaca, endocrina, SNC ecc.) per cui non

esiste una dose soglia.

• Tuttavia si può ritenere che dosi giornaliere di 30-40 gr

(femmina) e 40-50 gr (maschio)di etanolo al giorno siano già in

grado di produrre lesioni al fegato.

• 1 litro di vino contiene circa 80 grammi di alcol, 1 bicchierino di

un superalcolico (30 ml) o un bicchiere di birra (340 ml) circa10

gr.

• Il contributo calorico è poi importante perchè 1 gr di etanolo =

7.1 Kcal STEATOSI ETILICA

-Ha una patogenesi complessa che coinvolge molti meccanismi:

a) danni diretti sulle membrane: aumento fluidità,

forse perossidazione

b) metabolismo dell' etanolo: formazione di

actaldeide e NADH

L'etanolo viene metabolizzato principalmente attraverso l'alcool

deidrogenasi a localizzazione citosolica ed il sistema MEOS (Microsomal Ethanol

Oxidizing System) a localizzazione microsomiale ed inducibile. Queste reazioni

portano alla formazione di acetaldeide e di NADH. L'acetaldeide viene poi

convertita, soprattutto nei mitocondri, dall'enzima acetaldeide deidrogenasi NAD+

dipendente in acetato e poi in acetil-CoA, con ulteriore formazione di NADH.

• Aumentata sintesi ac. grassi (acetaldeide>>acetil CoA>>acidi

grassi)

• Diminuta ossidazione mitocondriale ac. grassi

(Etanolo>>acetaldeide>>acetato>>aumento rapporto NADH/NAD)

• Aumentata sintesi di trigliceridi

STEATOSI ETILICA

c) Aumentata lipolisi periferica

d) Alterazioni nel metabolismo proteico

• compromissione del sistema microtubulare: formazione di addotti da parte

dell'acetaldeide >>> corpi di Mallory

• diminuita sintesi di lipoproteine (diminuita sintesi proteica, diminuito

trasporto intracitoplasmatico da danno microtubulare ecc.)

• ridotto apporto alimentare

STEATOSI DA IPOSSIA

-Si verifica oltre che nel fegato anche nel miocardio, nel rene, nel muscolo e

dipende da un difetto ossidativo che probabilmente provoca una carente

ossidazione degli acidi grassi

-Si verifica in varie forme di ipossia, anossica, anemica, da avvelenamento con

CO, nei blocchi della catena respiratoria ad es. da arsenico (inibizione degli

enzimi tiolici).

-Molti agenti tossici CCl4, etionina, fosforo giallo hanno probabilmente un effetto

steatogeno, oltre che per le alterazioni indotte a livello della sintesi proteica,

anche per interferenze indotte sugli enzimi della catena respiratoria.

TESAURISMOSI DA DEFICIT LISOSOMIALI

-Sono malattie dovute a deficit delle idrolasi lisosomiali, glicoproteine che

sintetizzate nel reticolo endoplasmico vengono traslocate nei lisosomi

-La mancanza di un determinato enzima determina l'accumulo intralisosomiale

del substrato che non può venire metabolizzato (gangliosidi, mucopolisaccaridi,

sfingomielina, cerebrosidi ecc.)

-I deficit che sono geneticamente determinati, in modo autosomico recessivo o

con ereditarietà legata al sesso, coinvolgono un singolo enzima

-E possibile che l'alterazione genetica in alcuni casi coinvolga le sequenze

aminoacidiche che sono più direttamente coinvolte nella traslocazione

lisosomiale di questi enzimi

-Esiste infatti una malattia, detta malattia a cellule I (I=inclusioni) in cui diversi

enzimi lisosomiali vengono escreti dalla cellula invece di essere concentrati nei

lisosomi TESAURISMOSI DA DEFICIT LISOSOMIALI

-L'accumulo avviene in cellule diverse a seconda del difetto e dipende da dove

abitualmente avviene la degradazione di una determinata macromolecola: ad. es.

le cellule reticoloendoteliali sono quelle più coinvolte nell'accumulo di

glucocerebroside (Gaucher) e sfingomielina (Niemann-Pick), il ceramide (Fabry)

si accumula nell'endotelio e nella cornea, il ganglioside GM2 (Tay-Sachs) nei

neuroni

-Si ritiene che le conseguenze patologiche derivino dall'accumulo del materiale

intracellulare, anche se i meccanismi patogenetici coinvolti non sono chiari

-Clinicamente le sindromi sono quindi molto differenti tra loro in quanto

coinvolgono diversi organi, quasi sempre più organi sono colpiti, e vi notevole

eterogeneità nell’ambito della stessa sindrome: hanno di solito un andamento

progressivo

-Nella maggior parte delle tesaurismosi viene colpito il sistema nervoso centrale

(ritardo mentale), vi sono epato-splenomegalia e malformazioni osse.

ACCUMULO DI COLESTEROLO

-Si può verificare per aumentata sintesi, ridotta utilizzazione o accumulo di

colesterolo esogeno

-Si può verificare in cellule coinvolte nella steroidogenesi (surrene, gonadi)

quando la produzione di steroidi è bloccata da deficit enzimatici

-Cellule miointimali e cellule macrofagiche (foam cells) con infiltrazioni di

colesterolo sono caratteristiche della lesione ateromatosa

-Istiociti dermici caratterizzati dall'accumolo di colesterolo costituiscono gli

xantelasmi (palpebre), gli xantomi. Aumentano con l'età e sono frequenti nelle

iperliporpoteinemie.

-Vi sono malattie sistemiche (ad es. istiocitosi di Hand-Schüller-Christian

caratterizzate da formazioni di granulomi in varie sedi ricchi di istiociti che

accumulano, per ragioni sostanzialmente ignote, grandi quantità di colesterolo

GLICOGENOSI

-Il glicogeno si accumula nelle cellule per incapacità di mobilizzarlo a causa di

deficit enzimatici geneticamente determinati (trasmesse con un meccanismo

autosomico recessivo)

-Sebbene i difetti enzimatci siano molteplici il risultato a livello cellulare è sempre

costituito da accumulo di glicogeno

-Sono colpiti gli organi dove il metabolismo del glicogeno è particolarmente

attivo (fegato, rene, muscolo, miocardio compreso)

-Sono state descritte 9 forme, che vengono caratterizzate per il difetto enzimatico

coinvolto, per l'organo maggiormente colpito e per la sintomatologia che si

determina

-Si distinguono forme:

EPATICHE-IPOGLICEMICHE

(ad es. Von Gierke)

MUSCOLARI-DA CARENZA ENERGETICA

(ad.es.McArdle)

ACCUMULO

(Pompe/Andersen) GLICOGENOSI

-La differenza della presentazione clinica è legato al fatto le vie metaboliche di

utilizzazione del glucosio sono diverse nei vari tessuti.

-Ad es. alcune vie sono molto attive nel fegato e non nel muscolo e viceversa.

-Inoltre enzimi che svolgono la stessa funzione(ad.es la fosforilasi) sono

codificati nel muscolo e nel fegato da diversi geni.

DEGENERAZIONE MUCOSA

-E' un processo caratterizzato dall'accumulo di mucina(mucoproteine e

mucopolisaccaridi) nelle cellule delle ghiandole mucose epiteliali

-Gli epiteli delle vie aeree superiori, del tratto gastroenterico e le ghiandole

salivari sono i tessuti che possono venire coinvolti

-Il processo è frequente nel corso di processi infiammatori acuti e cronici

-La patogenesi del processo non è nota

CISTINOSI

-E' una rara malattia genetica (autosomica recessiva) caratterizzata

dall'accumulo intralisosomiale di cistina

-La cistina si accumula sotto forma di cristalli esagonali in molti tessuti, sono

ad es. visibili a livello della cornea o nei leucociti

-L'accumulo non è legato ad un alterato metabolismo dell'amino acido, ma ad

un anomalia della permeabilità della membrana lisosomiale

-l'accumulo dei cristalli di cistina nelle cellule renali può condurre ad

insufficienza renale (nelle forme giovanili)

GOTTA

-La gotta e un disordine del metabolismo purinico caratterizzato da iperuricemia e

precipitazione di cristalli di urato monosodico nelle articolazioni (artrite gottosa),

nei tessuti periarticolari (tofi) e nel rene (urolitiasi e nefropatia interstiziale)

-Queste manifestazioni possono presentarsi da sole o in combinazione

-I cristalli di acido urico vengono fagocitati dai neutrofili nel liquido sinoviale,

provocano la distruzione dei lisosomi e la conseguente distruzione dei leucociti

con rilascio dei componenti lisosomiali nello spazio articolare e determinano la

comparsa dell'attacco gottoso

-L'accumulo di cristalli di acido urico nella patogenesi della nefropatia è invece

più dubbio ANTRACOSI/SILICOSI

-Nell'antracosi si ha deposito di particelle di carbone nei macrofagi che si

accumulano intorno ai bronchioli repiratori, nei linfonodi ilari, sotto la pleura

-Le particelle di carbone sono poco tossiche per i macrofagi che, sebbene non

possano smaltirle, non vanno incontro a necrosi

-La pneuconiosi è quindi relativamente ben sopportata e solo quando

l'accumulo è estrmamente massivo si verificano fenomeni di fibrosi

polmonare

-Invece l'accumulo di particelle di quarzo (silicosi) nei macrofagi polmonari

(silicosi) è seguito rapidamente da necrosi cellulare a cui segue la fibrosi

polmonare. ACCUMULO DI FERRO-EMOCROMATOSI

-Si verifica un aumento dei depositi di ferro sotto forma di ferritina ed

emosiderina in molti tessuti ma soprattutto nel fegato, nel pancreas,

nell'ipofisi, nel cuore, articolazioni

-L'eccesso di ferro presente nelle cellule reticoloendoteliali può essere dovuto

ad eccessiva assunzione anche trasfusionale di ferro o ad un difetto genetico

(autosomico recessivo) che porta ad eccessivo assorbimento di ferro dalla

mucosa intestinale

-L'accumulo di ferro, che forma depositi istologicamente evidenziabili, porta

ad una progressiva atrofia dei tessuti colpiti.

-Clinicamente accanto all'aumento della pigmentazione cutanea, dovuto a

deposizione di melanina e di ferro nel derma, si verifica diabete, insufficienza

epatica e cardiaca, artropatia ipogonadismo


PAGINE

16

PESO

26.08 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Il programma del corso di Patologia Generale tenuto dal prof. Andrew Mackay si può riassumere nei seguenti punti:
1. Etiologia generale
Etiologia e patogenesi. Molteplicità etiologica. Epidemiologia generale. Patologia genetica. Malattie monogeniche e cromosomiche. Mutazioni, agenti mutageni. Trasmissione ereditaria delle malattie genetiche. Malattie da cause fisiche e chimiche. Effetti delle radiazioni ionizzanti
ed ultraviolette. Danno ossidativo: radicali liberi; meccanismi antiossidanti.
Malattie da agenti biologici: le tossine batteriche.

2. Patologia cellulare
Danno funzionale e danno strutturale. Processi degenerativi. Patologie da accumulo
intracellulare (steatosi, glicogenosi). Patologie da accumulo extracellulare (amiloidosi).
Morte celulare: necrosi, apoptosi.
Alterazioni della crescita e del differenziamento. Atrofia, ipertrofia, iperplasia, meta-plasia.
Rigenerazione nei vari tipi di tessuti.

3. Infiammazione
Flogosi acute. Tipi di essudato. Mediatori chimici delle flogosi acute. Flogosi croniche.
Granulomi. Citochine.
Cellule infiammatorie: polimorfonucleati, macrofagi. Chemotassi. Chemochine. Fagocitosi
Processi riparativi. Tessuto di granulazione. Guarigione delle ferite. Riparazione delle
fratture ossee. Fibrosi, sclerosi.
Reazioni sistemiche. Flogosi e immunità. Malattie infiammatorie scatenate da meccanismi
immunologici.

4. Oncologia
Concetto di tumore. Criteri di benignità e malignità. Principi di classificazione e stadiazione dei tumori.
Epidemiologia dei tumori.
Multifasicita’ del processo neoplastico. Immortalizzazione cellulare e acquisizione della malignita’
Clonalità dei tumori.
Fenotipo della cellula neoplastica: alterazioni morfologiche, cariotipiche, funzionali e antigeniche. Rapporti cellula-cellula e cellula-matrice. Metastasi.
Basi genetiche di tumori: oncogeni, geni oncosoppressori, geni preposti alla stabilita’ genomica. Multifattorialità delle neoplasie. Predisposizione genetica al cancro.
Cancerogenesi fisica, chimica, virale, ormonale.
Risposta immunitaria nei tumori.
Modelli sperimentali di cancerogenesi.
Basi molecolari della terapia antineoplastica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia (a ciclo unico - durata 5 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di PATOLOGIA GENERALE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Celotti Fabio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Patologia generale

Patologia totale
Appunto
Patologia endocrina
Appunto
Patologia parte 1
Appunto
Patologia generale e fisiopatologia, parte 1
Appunto