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Danni da prodotti difettosi - C.Giust. C-183/00 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Privato Comparato Europeo tenute dalla Prof. ssa Anna Maria De Vita nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo tradotto della sentenza conseguente al procedimento C-183/00 della Corte di Giustizia Europea.
La Corte si pronuncia sull'applicazione... Vedi di più

Esame di Diritto Privato Comparato Europeo docente Prof. A. De Vita

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ESTRATTO DOCUMENTO

GONZÁLEZ SÁNCHEZ

sentite le osservazioni orali della sig.ra Gonzalez Sanchez, rappresentata dall'avv.

C. García Castañón, della Medicina Asturiana SA, rappresentata dall'avv.

M. Herrero Zumalacárregui, Abogado, del governo ellenico, rappresentato dalle

sig.re G. Alexaki e S. Vodina, del governo francese, rappresentato dalla sig.ra

R. Loosli-Surrans, e della Commissione, rappresentata dai sigg.ri B. Mongin e

G. Valero Jordana, in qualità di agenti, all'udienza del 3 maggio 2001,

sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del

18 settembre 2001,

ha pronunciato la seguente Sentenza

1 Con ordinanza 13 aprile 2000, pervenuta alla Corte il 16 maggio successivo, il

Juzgado de Primera Instancia e Instrucción n. 5 di Oviedo ha sottoposto a

quest'ultima, a norma dell'art. 234 CE, una questione pregiudiziale sull'inter-

pretazione dell'art. 13 della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985, 85/374/CEE,

relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed

amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da

prodotti difettosi (GU L 210, pag. 29; in prosieguo: la «direttiva»).

2 Tale questione è stata sollevata nell'ambito di una controversia che oppone la

sig.ra Gonzalez Sanchez alla Medicina Asturiana SA (in prosieguo: la «Medicina

Asturiana») in merito ad una domanda di risarcimento del danno asseritamente

causato in un istituto appartenente a quest'ultima, in occasione di una trasfusione

di sangue. I - 3907

SENTENZA 25. 4. 2002 — CAUSA C-183/00

Ambito normativo

Normativa comunitaria

3 La direttiva mira al ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di

responsabilità del produttore per i danni causati dal carattere difettoso dei suoi

prodotti. Secondo il suo primo 'considerando', tale ravvicinamento si è reso

necessario per il fatto che le disparità di tali normative «possono falsare il gioco

della concorrenza e pregiudicare la libera circolazione delle merci all'interno del

mercato comune determinando disparità nel grado di protezione del consumatore

contro i danni causati alla sua salute e ai suoi beni da un prodotto difettoso».

4 Il tredicesimo 'considerando' della direttiva dispone che «secondo i sistemi

giuridici degli Stati membri il danneggiato può avere diritto al risarcimento in

base alla responsabilità contrattuale o ad un titolo fondato sulla responsabilità

extracontrattuale diverso da quello previsto dalla presente direttiva». Aggiunge

che, «nella misura in cui tali disposizioni perseguono anch'esse l'obiettivo di

un'efficace protezione dei consumatori, esse non devono essere pregiudicate dalla

presente direttiva» e precisa che, «nella misura in cui la responsabilità per danni

nucleari è già sottoposta in tutti gli Stati membri ad adeguate regolamentazioni

speciali, è possibile escludere dal campo di applicazione della presente direttiva

danni di tale natura».

5 L'art. 13 della direttiva dispone:

«La presente direttiva lascia impregiudicati i diritti che il danneggiato può

esercitare in base al diritto relativo alla responsabilità contrattuale o extracon-

trattuale o in base ad un regime speciale di responsabilità esistente al momento

della notifica della direttiva».

I - 3908 GONZÁLEZ SÁNCHEZ

Normativa nazionale

6 La legge generale 19 luglio 1984, n. 26, relativa alla tutela dei consumatori e degli

utenti (Boletín Oficial del Estado n. 176, del 24 luglio 1984; in prosieguo: la

«legge n. 26/84»), contempla, agli artt. 25-28, un regime di responsabilità

oggettiva che consente ai consumatori e agli utenti di ottenere il risarcimento dei

danni causati dall'uso di un bene, di un prodotto o di un servizio.

7 In seguito all'adesione del Regno di Spagna alle Comunità europee, la legge

6 luglio 1994, n. 22, relativa alla responsabilità civile per i danni causati da

prodotti difettosi (Boletín Oficial del Estado n. 161, del 7 luglio 1994; in

prosieguo: la «legge n. 22/94») è stata adottata al fine di garantire la

trasposizione della direttiva nell'ordinamento giuridico spagnolo.

8 L'art. 2 della legge n. 22/94 definisce il suo ambito di applicazione materiale

rifacendosi alla definizione di «prodotto» che risulta all'art. 2 della direttiva.

Nella sua prima disposizione finale la suddetta legge stabilisce che gli artt. 25-28

della legge n. 26/84 non si applicano alla responsabilità civile per i danni causati

dai prodotti difettosi previsti dall'art. 2.

Causa principale e questione pregiudiziale

9 La sig.ra González Sánchez è stata sottoposta ad una trasfusione di sangue in un

istituto medico di cui la Medicina Asturiana è proprietaria. Il sangue utilizzato

per la trasfusione era stato trattato in un centro trasfusionale. I - 3909

SENTENZA 25. 4. 2002 — CAUSA C-183/00

10 La sig.ra Gonzalez Sanchez sostiene di essere stata contagiata dal virus

dell'epatite C, in occasione di tale trasfusione. In base alle disposizioni generali

del codice civile spagnolo e degli arti. 25-28 della legge n. 26/48 ha chiesto il

risarcimento del danno subito alla Medicina Asturiana. Quest'ultima ha

contestato l'applicabilità dei suddetti articoli della legge n. 26/84 alla luce della

prima disposizione finale della legge n. 22/94.

1 1 Il giudice a quo ritiene assodato che i fatti all'origine della controversia rientrino

nell'ambito di applicazione materiale e temporale sia della legge n. 26/84 sia della

legge n. 22/94.

12 In base ad un'analisi di questi due testi normativi il giudice di rinvio è giunto alla

conclusione che i diritti di cui i consumatori e gli utenti possono avvalersi in base

alla legge n. 26/84 siano più ampi rispetto a quelli che le vittime esercitano in

forza della legge n. 22/94 e che, quindi, la trasposizione nell'ordinamento

nazionale della direttiva da parte di quest'ultima legge abbia determinato una

restrizione dei diritti di cui disponevano gli interessati al momento della notifica

della suddetta direttiva.

13 Considerato che la controversia solleva pertanto una questione di interpretazione

dell'art. 13 della direttiva, il Juzgado de Primera Instancia e Instrucción n. 5 di

Oviedo ha decido di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la

seguente questione pregiudiziale:

«Se l'art. 13 della direttiva del Consiglio 25 luglio 1985, 85/374/CEE, relativa al

ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative

degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi,

debba essere interpretato nel senso che osta a che, in conseguenza del recepimento

della direttiva, i diritti di cui consumatori godevano in base alla normativa di uno

Stato membro siano limitati o ristretti».

I - 3910 GONZALEZ SÁNCHEZ

Sulla questione pregiudiziale

14 Con la sua questione il giudice a quo chiede in sostanza se l'art. 13 della direttiva

debba essere interpretato nel senso che i diritti attribuiti dalla normativa di uno

Stato membro ai danneggiati in ragione di un prodotto difettoso possono essere

limitati o ridimensionati in seguito al recepimento di quest'ultima nell'ordina-

mento giuridico interno del suddetto Stato.

Sulla ricevibilità

1 5 II governo spagnolo osserva, in via principale, che la questione pregiudiziale è

irricevibile in quanto l'ordinanza di rinvio non indica gli elementi di fatto che

consentono di accertare se la legge n. 22/94 sia applicabile, sola ipotesi in cui la

questione sottoposta sarebbe rilevante.

16 A tale riguardo è opportuno ricordare che, secondo costante giurisprudenza,

nell'ambito della collaborazione tra la Corte e i giudici nazionali istituita

dall'art. 234 CE, spetta esclusivamente al giudice nazionale, cui è stata sottoposta

la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell'emananda decisione

giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna causa,

sia la necessità di una pronuncia pregiudiziale per essere in grado di pronunciare

la propria sentenza sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte. Il

rigetto di una domanda presentata da un giudice nazionale è possibile solo

laddove appaia in modo manifesto che l'interpretazione del diritto comunitario o

l'esame della validità di una norma comunitaria, chiesti dal detto giudice, non

abbiano alcuna relazione con l'effettività o l'oggetto della controversia della

causa principale (v., in particolare, sentenze 22 giugno 2000, causa C-318/98,

Fornasar e a., Racc. pag. I-4785, punto 27, e 10 maggio 2001, cause riunite

C-223/99 e C-260/99, Agorà e Excelsior, Racc. pag. I-3605, punti 18 e 20).

I - 3911


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Privato Comparato Europeo tenute dalla Prof. ssa Anna Maria De Vita nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo tradotto della sentenza conseguente al procedimento C-183/00 della Corte di Giustizia Europea.
La Corte si pronuncia sull'applicazione in Spagna della direttiva 85/874/CEE in tema di riavvicinamento delle legislazioni nazionali per responsabilità per danni da prodotti difettosi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato Comparato Europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof De Vita Anna Maria.

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