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D.L. 2/2010 - Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni

Materiale didattico per il corso di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Contiene il decreto legge del 25 gennaio 2010 (D.L. 2/2010) "interventi urgenti concernenti enti locali e regioni", rivolto al contenimento della spesa degli enti locali e alla ridefinizione dei... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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2. Per l'anno 2010 i trasferimenti erariali in favore di ogni singolo ente sono determinati in base alle

2­quater, comma 2, del decreto­legge 7 ottobre 2008, n. 154,

disposizioni recate dall'articolo legge 4 dicembre 2008, n. 189,

convertito, con modificazioni, dalla ed alle modifiche delle dotazioni dei

fondi successivamente intervenute.

3. Sono prorogate per l'anno 2010 le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale al gettito

31, comma 8, della legge 27 dicembre

dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo

2002, n. 289, 2­quater, comma 3, del decreto­legge 7

confermate per l'anno 2009 dall'articolo

ottobre 2008, n. 154, legge 4 dicembre 2008, n. 189.

convertito, con modificazioni, dalla

2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

4. Il comma 23 dell'articolo è sostituito dal seguente:

34, comma

«23. Per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, a valere sul fondo ordinario di cui all'articolo

1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono disposti dal ministero

dell'interno, garantendo una riduzione complessiva degli stanziamenti pari a 10 milioni di euro per ciascun

anno del triennio, i seguenti interventi:

a) fino ad un importo complessivo di 45 milioni di euro, il contributo ordinario, al lordo della detrazione

derivante dall'attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone

fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei

quali il rapporto tra la popolazione residente ultrasessantacinquenne e la popolazione residente complessiva è

superiore al 25 per cento, secondo gli ultimi dati disponibili dell'Istituto nazionale di statistica. Almeno il 50 per

cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale e socio­assistenziale. In caso di

insufficienza del predetto importo complessivo, il contributo spettante al singolo ente è proporzionalmente

ridotto;

b) fino ad un importo complessivo di 81 milioni di euro, il contributo ordinario, al lordo della detrazione

derivante dall'attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone

fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei

quali il rapporto tra la popolazione residente di età inferiore a cinque anni e la popolazione residente

complessiva è superiore al 4,5 per cento, secondo gli ultimi dati disponibili dell'Istituto nazionale di statistica.

Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale. In caso di

insufficienza del predetto importo complessivo, il contributo spettante al singolo ente è proporzionalmente

ridotto;

c) ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti è concesso un ulteriore contributo, fino ad un importo

complessivo di 42 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi a valere sul fondo nazionale ordinario

per gli investimenti;

d) in favore dell'amministrazione provinciale dell'Aquila e dei comuni della regione Abruzzo individuati ai sensi

1, comma 2, del decreto­legge 28 aprile 2009, n. 39,

dell'articolo convertito, con modificazioni,

legge 24 giugno 2009, n. 77,

dalla è attribuita una maggiorazione del 50 per cento dei contributi ordinari,

al lordo della detrazione derivante dall'attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell'imposta sul

reddito delle persone fisiche, calcolata sugli importi spettanti a tale titolo per l'anno 2009; per il solo comune

dell'Aquila, la maggiorazione è attribuita nella misura dell'80 per cento;

e) in favore dei comuni della provincia dell'Aquila non rientranti nella fattispecie di cui alla lettera d) è attribuita

una maggiorazione del 20 per cento dei contributi ordinari, al lordo della detrazione derivante dall'attribuzione

di una quota di compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, calcolata sugli

importi spettanti a tale titolo per l'anno 2009». (9)

4­bis. A decorrere dal 1° aprile 2010, le somme versate a titolo di addizionale comunale all'imposta sul reddito

1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360,

delle persone fisiche, di cui all'articolo e

successive modificazioni, senza l'indicazione del codice catastale del comune beneficiario sono riversate

all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al capitolo 1320 dello stato di previsione della spesa

del Ministero dell'interno. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche alle somme che non

possono essere attribuite al comune beneficiario indicato in fase di versamento, una volta decorsi i termini per

la richiesta di rimborso delle somme medesime da parte del contribuente. (10) decreto

4­ter. Le somme di cui al comma 4­bis sono attribuite ai comuni con le stesse modalità previste dal

del Ministro dell'interno 20 febbraio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 5 marzo 2008.

A decorrere dal 1° aprile 2010, è chiusa la contabilità speciale n. 1903 istituita presso la Tesoreria della Banca

d'Italia, intestata al Ministero dell'interno, per la gestione delle somme introitate a titolo di addizionale

comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Le risorse eventualmente esistenti sulla contabilità

speciale n. 1903 alla data del 1° aprile 2010, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere

riassegnate al capitolo 1320 dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno, per la successiva

attribuzione ai comuni. (10) 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

4­quater. All'articolo sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) al comma 24:

1) le parole: «entro il termine perentorio del 31 marzo 2010 e a pena di decadenza,» sono sostituite

dalle seguenti: «entro il termine del 31 maggio 2010,»;

2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «I comuni delle regioni Friuli­Venezia Giulia e Valle d'Aosta

e delle province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono la certificazione del predetto maggior gettito

accertato a tutto l'anno 2009, evidenziando anche quello relativo al solo anno 2007, rispettivamente alla

regione o alla provincia autonoma nel cui ambito territoriale ricadono, secondo modalità stabilite dalla stessa

regione o provincia autonoma. Entro il termine perentorio del 30 giugno 2010, le regioni Friuli­Venezia Giulia e

Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano al Ministero dell'interno le maggiori

entrate complessivamente certificate dai comuni ricadenti nel proprio territorio, evidenziando anche quelle

relative al solo anno 2007, al fine di effettuarne il recupero a carico delle somme trasferite alla stessa regione

o provincia autonoma a titolo di rimborso del minor gettito dell'imposta comunale sugli immobili riferita alle

abitazioni principali»;

b) dopo il comma 24 sono inseriti i seguenti:

«24­bis. La mancata presentazione della certificazione di cui al comma 24 comporta la sospensione

dell'ultima rata del contributo ordinario dell'anno 2010 fino al perdurare dell'indadempienza. La stessa

sanzione si applica ai comuni che non hanno ancora provveduto alla presentazione dell'analoga certificazione

decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 marzo 2008,

di cui al pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 80 del 4 aprile 2008. Per i comuni delle regioni Friuli­Venezia Giulia e Valle d'Aosta e

delle province autonome di Trento e di Bolzano, la mancata presentazione della certificazione comporta la

sospensione delle somme trasferite a titolo di rimborso del minor gettito dell'imposta comunale sugli immobili

riferita alle abitazioni principali. A tale ultimo fine le predette regioni e province autonome comunicano al

Ministero dell'interno, entro il 30 giugno 2010, l'elenco dei comuni che non hanno provveduto a trasmettere la

certificazione in questione.

2 del decreto­legge 3 ottobre 2006, n. 262,

24­ter. All'articolo convertito, con modificazioni,

legge 24 novembre 2006, n. 286,

dalla e successive modificazioni, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) al comma 39, il secondo periodo è soppresso;

b) al comma 46, il secondo periodo è soppresso». (10)

7­quater del decreto­legge 10 febbraio 2009, n. 5,

4­quinquies. Il comma 10 dell'articolo

legge 9 aprile 2009, n. 33,

convertito, con modificazioni, dalla si interpreta nel senso che gli enti che

abbiano operato per il 2009 l'esclusione ivi prevista sono tenuti ad operarla anche per gli anni 2010 e 2011.

Parimenti i comuni che hanno superato nell'anno 2008 la soglia di 5.000 abitanti possono, ai soli fini del

7­quater,

rispetto del patto di stabilità interno per l'anno 2010, operare l'esclusione prevista dall'articolo

comma 10, del decreto­legge n. 5 del 2009, legge n. 33 del

convertito, con modificazioni, dalla

2009. (13) (15) 7­quater del

4­sexies. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b), e al comma 3 dell'articolo

decreto­legge 10 febbraio 2009, n. 5, legge 9 aprile 2009, n.

convertito, con modificazioni, dalla

33, si applicano anche per l'anno 2010 alle province e ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, i

quali:

a) hanno rispettato il patto di stabilità interno per l'anno 2008;

b) presentano un rapporto tra numero dei dipendenti e abitanti inferiore alla media nazionale individuata

per classe demografica;

c) hanno registrato nell'anno 2009 impegni per spesa corrente, al netto delle spese per adeguamenti

contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale o provinciale, di ammontare non

superiore a quello medio corrispondente registrato nel triennio 2006­2008. (10)

77­bis del decreto­legge 25 giugno 2008, n. 112,

4­septies. All'articolo convertito, con

legge 6 agosto 2008, n. 133,

modificazioni, dalla sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 7­ter sono inseriti i seguenti:

«7­quater. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti

direttamente o indirettamente dall'Unione europea né le relative spese di parte corrente e in conto capitale

sostenute dalle province e dai comuni. L'esclusione delle spese opera anche se effettuate in più anni, purché

nei limiti complessivi delle medesime risorse.

7­quinquies. Nei casi in cui l'Unione europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini

dell'applicazione di quanto previsto dal comma 7­quater, l'importo corrispondente alle spese non riconosciute

è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo all'anno in cui è comunicato il mancato

riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nell'ultimo quadrimestre, il recupero può essere

conseguito anche nell'anno successivo»;

b) dopo il comma 9 è inserito il seguente:

«9­bis. A decorrere dall'anno 2009, per gli enti di cui al comma 3, lettera b), che nell'anno 2007 hanno

percepito dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere da società quotate in mercati

regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali, le percentuali indicate nel medesimo comma sono

applicate alla media dei saldi del quinquennio 2003­2007, calcolati in termini di competenza mista ai sensi del

comma 5». (10) 77­ter del decreto­legge 25 giugno 2008, n. 112,

4­octies. All'articolo convertito, con

legge 6 agosto 2008, n. 133,

modificazioni, dalla dopo il comma 5­ter è inserito il seguente:

«5­quater. Le regioni, cui si applicano limiti alla spesa, possono ridefinire il proprio obiettivo di cassa attraverso

una corrispondente riduzione dell'obiettivo degli impegni di parte correnti e relativi agli interessi passivi e oneri

finanziari diversi, alla spesa di personale, alla produzione di servizi in economia e all'acquisizione di servizi e

forniture, calcolata con riferimento agli impegni correnti dell'ultimo esercizio in cui la regione ha rispettato il

patto. Entro il 30 giugno le regioni comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze ­ Dipartimento della

Ragioneria generale dello Stato l'obiettivo programmatico di cassa rideterminato, l'obiettivo programmatico di

competenza relativo alle spese compensate e l'obiettivo programmatico di competenza relativo alle spese non

compensate, unitamente agli elementi informativi necessari a verificare le modalità di calcolo degli obiettivi.

Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità per il monitoraggio e

la certificazione di cui ai commi 12 e 13». (10)

4­novies. Gli interventi realizzati direttamente dagli enti locali in relazione allo svolgimento delle iniziative di

5­bis, comma 5, del decreto­legge 7 settembre 2001, n. 343,

cui all'articolo convertito, con

legge 9 novembre 2001, n. 401,

modificazioni, dalla sono equiparati, ai fini del patto di stabilità interno,

77­bis, comma 7­bis, del decreto­legge 25 giugno 2008, n. 112,

agli interventi di cui all'articolo legge 6 agosto 2008, n. 133.

convertito, con modificazioni, dalla (10)

4­decies. Al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e di dare attuazione

2, comma 195, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

all'articolo come modificato dal comma 7

del presente articolo, il Ministero della difesa, quale amministrazione procedente, convoca conferenze di

articoli da 14 14­

servizi con i comuni, le province e le regioni interessate secondo le modalità di cui agli a

quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al fine di acquisire le

autorizzazioni, gli assensi e le approvazioni, comunque denominati, necessari per la realizzazione di

programmi di valorizzazione degli immobili, oggetto di accordi con i comuni, da conferire ai fondi di

2, comma 189, della citata legge n. 191 del 2009.

investimento immobiliare di cui all'articolo La

determinazione finale della conferenza di servizi, dopo la ratifica del consiglio comunale costituisce

provvedimento unico di autorizzazione delle varianti allo strumento urbanistico generale. (10)

legge 23 dicembre 2009, n. 191,

5. All'Elenco 1 allegato alla alla rubrica: «Altri interventi finalizzati a

misure di particolare valenza sociale e di riequilibrio socio­economico, nonché di garanzia della stabilità

dell'equilibrio finanziario degli enti locali danneggiati dagli eventi del 6 aprile 2009, adempimenti comunitari per

articolo 1, comma 40, della legge 28

enti locali, funzionalità del sistema giustizia», dopo la voce: «

dicembre 1995, n. 549;» articolo 1, comma 1279, della legge 27

è inserita la seguente: «

dicembre 2006, n. 296;». (9)

2, comma 194, primo periodo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

6. All'articolo le parole:

«in favore del comune di Roma» sono soppresse.

2, comma 195, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

7. All'articolo sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) le parole: «comune di Roma, anche attraverso quote dei fondi di cui al comma 189» sono sostituite

78 del

dalle seguenti: «comune di Roma e al Commissario straordinario del Governo di cui all'articolo

decreto­legge 25 giugno 2008, n. 112, legge 6 agosto 2008,

convertito, con modificazioni, dalla

n. 133, e successive modificazioni, attraverso quote dei fondi di cui al comma 189 ovvero attraverso i

proventi realizzati con i trasferimenti dei predetti beni nei suddetti limiti»;

b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «di cui un sesto al comune di Roma e cinque sesti al

Commissario straordinario del Governo».

2, comma 196, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,

8. All'articolo sono apportate le seguenti

modificazioni:


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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Contiene il decreto legge del 25 gennaio 2010 (D.L. 2/2010) "interventi urgenti concernenti enti locali e regioni", rivolto al contenimento della spesa degli enti locali e alla ridefinizione dei trasferimenti erariali agli stessi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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