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Strumenti litici

Anche gli scimpanzé usano strumenti come bastoni o pietre, ma la loro

capacità di progettarli è molto limitata.

Australopithecus

E’ verosimile che l’ possedesse capacità simili a quelle

delle attuali antropomorfe, ma le prove archeologiche sono molto scarse.

I più antichi ritrovamenti di industria litica coincidono con la comparsa di

Homo habilis .

Fattori che favorirono la lavorazione della pietra:

liberazione dell’arto superiore dalla funzione locomotoria;

diminuzione del volume dei denti e riduzione del prognatismo facciale

totale;

complesse capacità psichiche, quali la capacità di astrazione, di previsione,

e di comunicazione comuni.

Conseguenze dell’uso di utensili litici:

miglioramento delle tecniche di macellazione e scarnificazione delle

carcasse;

aumento della varietà ed efficacia dei sistemi di procacciamento del cibo;

diminuzione del volume e della robustezza dell’apparato masticatorio;

potenziamento di culture più raffinate.

Homo sapiens

Morfologia di

Gli uomini anatomicamente moderni che hanno abitato il vecchio mondo

negli ultimi 100.000 mostrano, rispetto agli ominidi precedenti, una

variabilità molto superiore.

Cranio

"Modernizzazione" nella struttura craniale: frontale relativamente

 verticale, volta cranica alta e arrotondata, con lati paralleli e

rigonfiati all'esterno, occipitale rotondo;

aumento del cervello (capacità media superiore a 1350 cc) e

 differenze strutturali.

Faccia relativamente piatta, per una riduzione delle dimensioni dei

 denti anteriori. Regione sopraccigliare sempre cospicua ma con

accenno ad un'incisura mediale. Mandibola di robustezza variabile,

ma dotata di mento sporgente, a forma di T invertita, e priva di

spazio retromolare.

Scheletro postcraniale

Diminuizione delle dimensioni e della robustezza corporea (minore

 dipendenza dalla forza corporea); la corticale del femore e della

tibia sono più sottili.

La scapola presenta un solco sulla faccia ventrale.

 Le falangi terminali della mano possiedono punte piccole e allungate.

 I segmenti distali degli arti sono lunghi rispetto all'arto intero

 (regola di Allen).

L'osso pubico è breve e spesso, il canale del parto presenta un

 diametro più piccolo che in passato, forse per differenze di

locomozione. Homo sapiens

[Caratteri derivati di , secondo Tattersall (2000)]

Origine dell'uomo moderno

I primi fossili sono pochi e frammentari.

125 kyr valle dell'Omo, Etiopia: un cranio frammentario di aspetto moderno;

 100 Kyr Skhul e Qafzeh, Israele: primi uomini di morfologia moderna (con strumenti di tipo

 musteriano).

Sull'origine dell'uomo moderno si contrappongono due teorie:

Origine multiregionale

Viene sostenuta l'evoluzione locale delle popolazioni umane, la cui variabilità dipende dall'adattamento

ad ambienti diversi (Widenreich, anni '40; Wolpoff, anni '80). Si sottolinea il ruolo della deriva (oltre

che della selezione) nel creare le differenze tra gruppi, ed il ruolo del flusso genico nell'appianarle, nel

prevenire la speciazione, e nel favorire un'evoluzione di tipo clinale.

Il modello è quasi del tutto privo di riscontri sperimentali.

Viene citata la continuità morfologica tra H.erectus di Giava e alcuni fossili australiani, oltreché la

continuità osservabile in Cina. Tuttavia tali fossili sono molto variabili e spesso privi di datazioni sicure.

In Europa, dove la documentazione è ampia e approfonditamente studiata, vi sono forti prove contro la

continuità.

Out of Africa

Viene sostenuta l'origine recente africana, e la sostituzione delle specie preesistenti. Esistono

numerose prove: paleontologiche, archeologiche, genetiche.

Prove paleontologiche

L'inizio dell'ultimo interglaciale, circa 125.000 anni fa, avrebbe favorito l'origine dell'uomo moderno. I

reperti scheletrici di aspetto moderno compaiono in Africa tra 130.000 e 50.000 anni fa, quando nel

resto del mondo erano presenti solo i Neandertaliani e i loro contemporanei asiatici. In Africa si ha

anche la migliore testimonianza di evoluzione locale. I primi europei moderni avevano dimensioni

scheletriche proprie di popolazioni africane.

Prove archeologiche

I primi strumenti di tecnologia moderna (lame, punte) e rare testimonianze di attività artistica (gusci di

uovo incisi, perline) compaiono in Africa intorno a 80-100.000 anni fa.

Il Paleolitico superiore, o l'età della Pietra recente (LSA), compare nel Levante circa 40.000 anni fa,

cioè almeno allo stesso momento che in qualsiasi altra regione. Comprende lame, grattatoi e bulini. Oltre

alla pietra sono comuni oggetti in osso, avorio e corno (punte, scalpelli, aghi e ornamenti).

Prove genetiche

L'insieme dei marcatori genetici studiati indica, piuttosto uniformemente, un'epoca di divergenza

compresa tra i 180.000 e i 120.000 anni.

Gli alberi filogenetici ricostruiti sulla base delle somiglianze genetiche tra popolazioni attuali mostrano

un'origine africana.

Lo studio del DNA ha mostrato che sono distinguibili due rami principali: africani sub-sahariani e alcuni

africani con il resto del mondo.

Una sequenza di regione ipervariabile di mtDNA del Neandertal ha mostrato che non esiste una

maggiore somiglianza con il DNA del gruppo europeo, smentendo l'ipotesi di continuità regionale.

Esiste maggiore variabilità genetica nelle popolazioni africane (mtDNA, DNA microsatellite, vari loci

del cromosoma Y). Cultura dell'uomo moderno

I modelli comportamentali di tipo moderno si originarono molto dopo le prime

testimonianze di modernità anatomica.

Il Paleolitico superiore nasce nel tardo Pleistocene in Nord Africa, nel vicino oriente

e nell'Europa sud-orientale; si diffonde poi da Oriente verso Occidente.

Le industrie sono variabili nello spazio e nel tempo, sia per funzioni, sia per stili.

Si distinguono quattro fasi:

l'Aurignaziano (da 34-33.000 a 27.000 anni fa): lame ritoccate, bulini,

 grattatoi, punte d'osso;

il Gravettiano (da 27 a 21.000 anni fa): lamelle a dorso erto, arnesi domestici

 e oggetti artistici in osso, tra cui figure umane;

il Solutreano (da 21 a 16.500, soprattutto in Francia e Spagna): punte a forma

 di foglia;

il Maddaleniano (da 16.5 a 11.000): arte domestica, ornamenti personali,

 figure animali, utensili e armi in corno e osso.

Le materie prime venivano trasportate per 100-200 km.

Esiste un resto di argilla cotta di 28.000 anni fa, ma solo dopo 13-12.000 si ritrovano

vasi di ceramica in Giappone.

A partire dall'ultimo glaciale, verificatosi 18.000 anni fa, si distinguono differenze

tecniche e culturali fra Europa occidentale e orientale, nonché faune diverse.

Le tracce di attività simboliche sono successive alle innovazioni tecnologiche. Sono

tuttavia frequenti le testimonianze di attività artistiche e musicali.

Paleolitico

E’ il più lungo periodo culturale, che va dall’inizio dell’umanità fino a 12.000 anni

l’uomo ha utilizzato strumenti litici, ossa animali,

b.p. Durante questo periodo

legno, ecc., ha vissuto in caverne e ripari. Si è procurato cibo attraverso la caccia

e la raccolta. Durante questo periodo è stato scoperto il fuoco, che veniva

utilizzato per la cottura degli alimenti, per riscaldamento e illuminazione, per

protezione contro animali selvatici. Si distinguono tre fasi: Paleolitico Inferiore,

Medio e Superiore. Il periodo Epipaleolitico corrisponde al momento in cui gli

appena prima dell’avvento

uomini hanno cominciato a controllare la natura,

dell’agricoltura. In Anatolia e Tracia sono stati scoperti 212 siti del

Palaeolitico/epipalaeolitico. Neolitico

In questo periodo l’uomo ha attraversato la transizione tra l’attività di caccia e raccolta

alla produzione di cibo, da uno stile di vita nomadico ad uno residenziale. Il Neolitico

comincia circa 10.000 BC e viene considerato un periodo rivoluzionario nella storia

della cultura umana. Durante questo periodo, sono state addomesticate molte piante ed

è stata sostituita dall’agricoltura e la caccia dall’allevamento. La vita

animali, la raccolta

stanziale che è derivata dall’agricoltura ha provocato la formazione dei primi villaggi, e

più tardi delle città. Gli archeologi dividono il Neolitico in pre-ceramica e post-ceramica

in dipendenza della tecnologia di utensili utilizzati per la raccolta e la preparazione del

cibo. Sono noti 257 siti in Anatolia e Tracia.

D

EFINIZIONE DI ECONOMIA DI SUSSISTENZA

La nozione di economia di sussistenza è stata utilizzata per

definire un livello di produzione ristretto al soddisfacimento delle

esigenze basilari dell’esistenza di un gruppo umano, quindi

l’economia delle società in cui gli individui non producono

surplus e non praticano alcuna forma di mercato né di scambio.

Questo modello economico, anche detto di autoconsumo

elaborato in base alla distinzione tra produzione per l’uso e

produzione per lo scambio -, si considerano proprio delle società

tecnicamente semplici come quelle di cacciatori-raccoglitori, o in

genere si riteneva che coincidesse con le economie primitive,

contrapposte a quelle monetarie. Di fatto, non esistono società che

non producono una sia pur minima eccedenza destinata a consumi

rituali o collettivi o allo scambio, come hanno dimostrato studi

successivi, nei quali pertanto per economia di sussistenza si

intende un’economia la cui produzione sia orientata al

sostentamento e alla riproduzione dei produttori e non al profitto.

La definizione di modo di produzione domestico coincide con una

gruppo domestico (l’unità di produzione) non

società nella quale il

sfrutta il massimo potenziale, rimanendo al di fuori di una logica

accumulatrice che richiederebbe una quantità di lavoro maggiore.

Tratto da U.Fabietti, F. Remotti, Dizionario di Antropologia. Zanichelli, 2001

La classificazione delle culture nel mondo

Durante tutto il 1800 e i primi del '900, la popolazione mondiale veniva

suddivisa in due categorie: primitivi e civilizzati

(ad es. veniva solitamente ignorata l'eventualità che i popoli 'primitivi' avessero

una propria religione e complessi sistemi sociali).

Gli antropologi del tardo 1800, come Edward B. Tylor in Inghilterra e Lewis

Henry Morgan negli Stati Uniti, svilupparono schemi classificatori che

prevedevano tre categorie principali, poi suddivise in altre, di culture:

selvaggi, barbari e civilizzati.

Intorno al 1930 si resero disponibili molti dati raccolti da antropologi del

mondo. Le caratteristiche usate per la distinzione delle culture erano i sistemi

di sussistenza. In effetti, esiste una forte correlazione tra il tipo di economia

ed altri aspetti socio culturali, come la densità di popolazione, il sistema politico

e sociale, il livello di bellicosità, la complessità delle scienze e della tecnologia.

Con questo metodo, ancora oggi in uso, le popolazioni mondiali sono state

suddivise in base a 4 tipi di economia:

1. caccia-raccolta

2. pastorizia

3. agricoltura primordiale (su piccola scala), o orticoltura

4. agricoltura intensiva

C

OMPRENDERE LE STRATEGIE DI SUSSISTENZA DEI DIVERSI GRUPPI UMANI E DEI

NOSTRI ANTENATI FACILITA L INTERPRETAZIONE DELLA DIVERSITÀ PASSATA E

ATTUALE

Quando e perché i primi ominidi hanno cominciato a praticare la caccia

 Quando e perché ha avuto origine l’agricoltura

 Perché alcuni gruppi si sono dedicati all’agricoltura e alla pastorizia,

 mentre altri sono restati cacciatori-raccoglitori

Che conseguenze ebbero le diverse attività di sussistenza sulla

 struttura sociale e demografica

I primi Australopiteci erano prevalentemente vegetariani.

Inizialmente gli Ominidi si procuravano carne soprattutto attraverso lo

sciacallaggio.

L’attività di caccia sistematica è iniziata successivamente, probabilmente

Homo ergaster

con la comparsa di .

L’attività di caccia e raccolta ha caratterizzato la maggior parte della

storia degli Ominidi.

In Africa si hanno le più antiche testimonianze, risalenti a circa 90.000

anni fa, dell’uso di risorse costiere.

40-35.000 anni fa si ha un periodo di notevole incremento della varietà

comportamentale e una straordinaria espansione in aree precedentemente

disabitate.

Da 15.000 anni è diventata comune la pesca.

Tra 12.000 e 9.000 anni fa, in alcuni punti di tutti i maggiori territori

geografici ebbe origine l’agricoltura.

In poche migliaia di anni, l’agricoltura si diffuse quasi fino alla sua

distribuzione attuale.

Ipotesi sulle prime economie di sussistenza

La teoria dell'uomo cacciatore è antica e gradita al nostro

immaginario: la caccia viene considerata il motore dell'evoluzione

sociale e intellettuale umana. Essa rende vantaggiose le qualità di

previsione e destrezza, favorendo un cervello più grande e mani più

abili, migliorando la capacità di produrre tecnologia, aumentando il

vantaggio e la pressione selettiva a favore dell'intelligenza.

Darwin fu il primo promotore di tale ipotesi.

 Dart propose la cultura osetoedontocheratica per spiegare la

 Australopithecus

presenza di ossa animali associate ad .

Brain dimostrò che le ossa animali erano associate a quelle di

 Australopithecus perché entrambi erano stati vittime di leopardi.

Lee e De Vore, nel loro libro 'Man the Hunter' degli anni'60,

 traslarono quindi l'idea dell'uomo cacciatore a uno stadio

successivo dell'evoluzione: il genere Homo.

L'archeologo Isaac ipotizzò che i primi ominidi avessero dimore

 stabili e una divisione sessuale dei ruoli: i maschi sarebbero

andati in cerca di carne saccheggiabile o di prede, le femmine

avrebbero raccolto frutti o tuberi vicino a casa. Il

comportamento altruistico avrebbe favorito la selezione

dell'intelligenza e del linguaggio.

Nel 1981, Binford affermò che né la caccia né la spartizione di

 Homo habilis

cibo si erano evolute con né fino all'epoca dei primi

sapiens africani. Gli ominidi si sarebbero limitati a ottenere carne

sfruttando gli avanzi di grandi animali abbandonati da carnivori

più capaci, spaccando le ossa per raggiungerne il midollo. La caccia

sarebbe servita a procurarsi animali di piccole dimensioni. Binford

riteneva che il rovistamento fosse un'attività poco impegnativa e

quindi non responsabile dell'evoluzione psichica dell'uomo.

Blumenschine e Cavallo (1992) propongono una revisione critica

 dei dati per confutare quest'ultima opinione.

scavenging

Il rovistamento alimentare ( )

Gli Australopiteci e i membri arcaici del genere Homo non

 avevano fisici imponenti: i maschi pesavano circa 45 chili e

avevano una statura di circa 1,6 m.

Le lunghe braccia fanno pensare che cercassero ancora rifugio

 sugli alberi.

I primi utensili non sono vere armi.

 Tuttavia:

Le ossa rinvenute nei siti di olduvai presentano ammaccature e

 tracce di tagli prodotte con utensili in pietra. Le ossa

appartengono ad animali piccoli e grandi, come gazzelle ed

elefanti.

Pertanto, gli Ominidi:

avrebbero utilizzato le carcasse di animali annegati o morti per

 malattia e le prede dei grandi felini abbandonate nella boscaglia

che costeggia i fiumi, frequenti soprattutto nella stagione secca.

Tale habitat, idoneo alla deambulazione bipede e più sicuro delle

pianure aperte, avrebbe nascosto le prede alla vista degli

avvoltoi.

Sarebbero inoltre state disponibili tutto l'anno le prede dei

 leopardi abbandonate sugli alberi, anche per 8-12 ore durante il

giorno.

Per le abitudini diurne, avrebbero preceduto le iene nella

 conquista delle carogne (alcune specie di iene si sono estinte

circa due milioni di anni fa).

Avrebbero quindi ricavato nutrimenti dai resti di carne e da quelli

 ossei, ricchi di midollo e quindi di grasso (le carcasse conservano

parti commestibili fino a 48 ore prima della putrefazione).

Considerazioni

La dentatura poco specializzata è indicativa di dieta onnivora

 L'attività di rovistamento sarebbe energeticamente più

 vantaggiosa della caccia e della raccolta di vegetali (più del

fabbisogno giornaliero con mezz'ora di attività).

Sarebbe inoltre stata meno rischiosa della caccia.

 L'uso di carogne è stato osservato negli scimpanzé e babbuini e

 descritto nelle comunità di cacciatori-raccoglitori Hadza e San

dell'ASfrica sub-sahariana.

Rovistare in cerca di cibo non è un'attività semplice. Per

 localizzare le carogne è necessario conoscere gli indizi:

il volo rettilineo di un avvoltoio,

 la presenza di avvoltoi nella chioma degli alberi,

 ciuffi di pelo o segni di artigli ai piedi di un albero,

 il verso di animali aggrediti e la risata delle iene.

Il rovistamento avrebbe quindi anche favorito la cooperazione

 sociale e il modello di Isaac potrebbe essere ancora valido.

D -

EFINIZIONE DI CACCIATORI RACCOGLITORI

Termine designante i gruppi etnici che sfruttano risorse alimentari fornite

direttamente dalla natura, senza un preventivo intervento di trasformazione. Si

calcola che questo sistema di sussistenza rappresenti la più stabile e storicamente

persistente modalità di adattamento all’ambiente e che le società di cacciatori-

raccoglitori abbiano dominato la scena planetaria per circa il 90 per cento della storia

umana. Il passaggio all’economia produttiva, seguito alla rivoluzione neolitica, segna

l’inizio della marginalizzazione e della trasformazione (ma non della scomparsa) di

queste società. Nel mondo moderno le società che si fondano su questa attività

economica di acquisizione e non di produzione, costituiscono una parte infima della

popolazione mondiale, distribuita generalmente in ambienti periferici: PIGMEI

dell’Africa centrale, ANADAMANESI, SEMANG della Malacca, ATEA delle

Filippine, ABORIGENI australiani, BOSCIMANI del deserto del Kalahari ecc.

La categoria ”cacciatori-raccoglitori” (poiché si fonda sulla somiglianza delle

tecniche di sussistenza) classifica in una singola entità concettuale un insieme di

società, a dispetto delle differenze di densità demografica, degli ambienti e delle

risorse, delle forze produttive, dei rapporti sociali, delle forme di autorità e delle

rappresentazioni ideologiche. Le tribù australiane sono così classificate insieme agli

INDIANI delle pianure e praterie, agli Indiani CREE e OJIBWA della foresta boreale

circumpolare, agli ESCHIMESI delle zone artiche (INUIT). La specializzazione

sviluppatasi storicamente su differenti prodotti naturali rende infatti difficile

un’analisi riassuntiva delle popolazioni di cacciatori e raccoglitori, al di là della

comune suddivisione evoluzionistica per livelli. Lo stesso tentativo operato dal

neoevoluzionismo per unificare e ridurre le forme di organizzazione sociale dei

a una sola forma “tipica” –

cacciatori-raccoglitori la banda patrilineare o patrilocale–

ignora o contraddice la reale diversità di queste società.

L’aver considerato il principio di sussistenza come modello classificatorio ha portato a ignorare

parecchi ordini di esistenza sociale diversi dalla sfera economica. Si registrano numerose società (di

cui abbiamo testimonianza storica, etnografica e archeologica) che, sebbene senza agricoltura,

possiedono diverse modalità di organizzazione sociale. Sulla costa nordoccidentale del Pacifico, in

California, nel Sud-Est siberiano, nel Nord del Giappone, vi sono popolazioni che differiscono dal

livello della banda sia sul piano demografico, sia per complessità e stratificazione sociale, e che

tuttavia non praticano né l’agricoltura né l’allevamento. In molti casi lo stoccaggio intensivo delle

abbondanti risorse stagionali ha permesso la sedentarizzazione e quindi la base materiale per lo

sviluppo delle ineguaglianze economiche. Le differenze di struttura sociale esistenti tra cacciatori-

alla diversa “produttività” delle loro tecniche di sfruttamento

raccoglitori possono essere connesse

della natura, che non dipende tanto dai diversi gradi di complessità fra le rispettive tecniche, quanto

dalla diversa disponibilità e abbondanza delle risorse naturali.

Tratto da U.Fabietti, F. Remotti, Dizionario di Antropologia. Zanichelli, 2001


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Paleontologia umana ed Ecologia preistorica della Prof.ssa Elisabetta Marini, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: il concetto di cultura; la cultura animale e la cultura degli scimpanzè; gli strumenti litici; morfologia di Homo Sapiens; la cultura dell'uomo moderno; la classificazione delle culture nel mondo; il rovistamento alimentare; ipotesi sull'origine dell'agricoltura; i primi addomesticamenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze naturali
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleontologia umana ed Ecologia preistorica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Marini Elisabetta.

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