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Media e sistemi di delivery

• “Il suono registrato è un medium. I CD, i file mp3 sono

tecnologie di delivery”

• I sistemi di delivery sono semplicemente tecnologie mentre i

media sono anche siste i culturali. Le tecnologie di delivery

vanno e vengono, mentre i media persistono come strati

all’interno di una più complicata stratificazione di informazione

e intrattenimento”

• La “fallacia della scatola nera”

• La convergenza è un processo, non un punto d’arrivo

• (H. Jenkins, Cultura convergente)

Convergenza e partecipazione

• “La cultura della convergenza rappresenta un cambiamento

nei modi in cui pensiamo i nostri rapporti con i media, il

cambiamento comincia dal nostro rapporto con la cultura

popolare; ma le abilità che acquisiamo attraverso il gioco

possono avere conseguenze su come impariamo, lavoriamo,

partecipiamo al processo politico e ci connettiamo con gli altri”

• Quando si comincia a parlare di partecipazione, l’enfasi si

sposta sugli usi e sulle pratiche culturali

• Non ci sarà una scatola nera dei media che rimetterà tutto in

ordine. I produttori dovranno solo risolvere il problema di

rinegoziare il loro rapporto con i consumatori. I pubblici, resi

più potenti dalle nuove tecnologie, occupano uno spazio di

intersezione tra vecchi e nuovi media e rivendicano il diritto di

partecipazione culturale • Macchinette del caffè

digitali

• Universi enciclopedici

da esplorare,

narrazioni

transmediali e

“ricerca del

significato”

• Creatività grassroots

Una macchinetta del caffè digitale (H. Jenkins)

• “L’era della convergenza dei media rende possibili forme di

ricezione comuni, invece che individualistiche (…) Pochi

guardano la televisione in completo silenzio e totale

isolamento (…) La televisione è il carburante che alimenta le

conversazioni davanti alla macchinetta del caffè. E, per un

numero sempre più elevato di persone, la macchinetta del

caffè è diventata digitale” (cap.1)

• Collaborazione in rete come intelligenza collettiva? (es. il caso

dello spoiling di Survivor)

• “Ciò che tiene insieme un’intelligenza collettiva non è il

possesso del sapere, ma il processo sociale di acquisizione

della conoscenza in quanto dinamico e partecipativo, che

continuamente mette alla prova e riafferma i legami del

gruppo”.

Lo spoiling di Survivor e l’intelligenza collettiva

• Come gestire enormi masse di dati su problemi interconnessi

in situazione mutevole? Creando strutture organizzative che

favoriscano un’autentica socializzazione delle soluzioni dei

problemi (Lévy)

• Spoiler di Survivor: emergono brain trust che fanno lavoro di

investigazione più delicato su siti protetti. Rappresentano

ritorno alla gerarchia, tentativo di creare un’élite che può

accedere a info ad altri inaccessibili, rivendicando la fiducia

degli altri

• Affiliazioni volontarie, temporanee e tattiche, rinsaldate da

intraprese intellettuali comuni e da comuni investimenti

emotivi

• Adhoc-crazie

Intelligenza collettiva

• Lévy: distinzione produttiva tra gruppi sociali organici

(famiglie, ecc.), gruppi sociali organizzati (nazioni,

istituzioni…), gruppi sociali auto-organizzati (comunità virtuali

del web)

• Intelligenza collettiva espande la capacità produttiva della

comunità perché libera i singoli aderenti dalle limitazioni della

propria memoria e consente al gruppo di affidarsi a una

gamma più vasta di competenze (“nessuno sa tutto, ognuno

sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità”)

• Contrapposizione a “intelligenza connettiva” di de Kerckhove

• Cosmopedia

Reality tv e convergenza

• Survivors (2000) e American Idol (2002): prime killer

application della convergenza fra i media.

• Compagnie telefoniche Usa constatato crescita traffico

telefonico dopo puntate American Idol (commenti)

• Gossip: risorsa usata storicamente dalle donne per connettere

le loro storie personali a una sfera più ampia del loro ambiente

domestico. Il contenuto specifico del gossip è meno

importante dei legami sociali creati.

• “Il cyberspazio estende la sfera delle nostre interazioni sociali,

e diviene sempre più importante essere in grado di parlare di

persone famose per via dei media piuttosto che di soggetti

che fanno parte della nostra comunità locale, essendo questi

dei perfetti sconosciuti per molti partecipanti a una

conversazione online” (Jenkins cap. 2)

“Sms TV”

• One way to boost ratings and advertising sales would be to

marry TV broadcasting with the Short Message Service. SMS,

which enables mobile users to exchange text messages, is

quickly becoming more and more popular despite high prices.

A survey suggests that 42 percent or more of the mobile-

phone users, and up to 70 percent of the teenagers, in a

number of Europe's largest TV broadcast markets are

interested in some form of interactivity between TV and their

mobile phones. (McKinsey)

Utilizzo sms per tv

• Oggi il 65% dell’interazione telefono cellulare/TV

consiste nel televoto o nella partecipazione a quiz.

• Sms tv shopping (Viva, Germania)

• Sms-tv chat line (es. RTL Teletext: 200.000 sms al

giorno)

• stime 2006: 750-900 milioni di dollari in Europa

• Ad esempio: American Idol, nel 2003 la Fox ha ricevuto più di

20 milioni di telefonate e sms, che azzardavano previsioni sul

vincitore; circa un terzo dei televotanti non aveva mai usato gli

sms prima (USA, vedi H. Jenkins)

The Matrix: un esempio di narrazione transmediale

• Narrazione transmediale: una forma che pone domande ai

consumatori e che dipende dalla partecipazione attiva delle

comunità di conoscenza.

• Una narrazione transmediale “è l’arte della creazione di

mondi”

• “Per esperire pienamente ogni universo narrativo, i

consumatori devono assumere il ruolo di cacciatori e di

pazienti collezionisti, inseguendo frammenti di storia

attraverso vari canali mediatici, confrontando le loro

osservazioni nei gruppi di discussione online e

collaborando per assicurare che chiunque investa tempo e

fatica sarà poi ripagato da un’esperienza di intrattenimento

più intensa”

The Matrix

• “The Matrix è intrattenimento per l’era della convergenza

mediatica. In esso molteplici testi sono integrati in una trama

narrativa così complessa da non potersi dipanare attraverso

un singolo medium”: film, qualche raro fumetto sul web per i

fan più accaniti, gioco per computer, seconda puntata,

Animatrix, ecc.

• Lévy: opera come “attivatore culturale”

• Secondo gli standard classici di hollywood, le mancanze e gli

eccessi di Matrix confondono lo spettatore. “La nuova

Hollywood ci chiede invece di non staccare gli occhi dallo

schermo e, ancor più, di arrivare già documentati alla visione

del film”. L’apparato paratestuale è fondamentale per la

fruizione del testo.

“Media mix”

• Dal un lato, dispersione del contenuto tra media broadcast,

tecnologie portatili come i game boy e i telefoni cellulari, centri

di intrattenimento a pagamento come parchi a tema ecc.

• Dall’altro, dipendenza dall’ipersocievolezza, poiché

incoraggiano varie forme di partecipazione e interazione tra i

consumatori

• Janet Murray: capacità enciclopedica dei media digitali, che ci

condurranno a nuove forme narrative dal momento che i

pubblici in cerca di informazioni attraversano i confini della

singola storia

• I testi innescano “ricerca del significato”

DVB­H I Mobisodes

Modalità d’uso: uno studio preliminare a Seoul

Walk TV (Tre)

• •

IPhone “ ll computer è il centro della

vostra vita digitale. La TV è il

centro del vostro divertimento.

Ma se voleste guardare sul

televisore la vostra raccolta,

trailer, podcast video e foto?

Apple TV porta i vostri

contenuti sul grande schermo”.

“Il meglio della tv e il meglio di Internet”

• “La tv era una strada a senso unico, mentre oggi sta divenendo una

via a doppio senso. Un uomo con una macchina (la tv) è condannato

all’isolamento, ma uno con due macchine può sentirsi parte di una

comunità” (M. Sella citato in H. Jenkins Cultura convergente”

• “È davvero semplice: stiamo cercando di mettere insieme il meglio

della televisione con il meglio di Internet. Riteniamo che la TV sia uno

dei più potenti mass media di tutti i tempi. La gente ama la TV ma la

odia allo stesso tempo. Ama spesso le storie che racconta, la sua

ricchezza e la sua qualità. Ma odia la sua linearità, la mancanza di

scelta, la mancanza di cose basilari, come poter effettuare delle

ricerche. E di tutto ciò a cui ci siamo abituati con Internet: tag,

suggerimenti, scelta e via dicendo…”

• “Ma attenzione: Joost è una televisione. Evoluta, on demand,

divertente, ricca, varia, in crescita ma pur sempre una televisione. E

quindi a chi non piace la televisione... non può piacere Joost. Più che

Web 2.0 siamo dinanzi ad un ottimo esempio di TV 1.5!” (da Il Punto

Informatico)

La “Social TV”: i primi prototipi Tom Coates


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Internet studies tenuto dalla Prof.ssa Comunello. Gli argomenti che si affrontano sono: la network society; Cultura convergente e persona in rete; le audience che cambiano; cultura popolare: videogiochi e tv; appartenenza mediale; convergenza e cultura partecipativa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in industria culturale e comunicazione digitale
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di INTERNET STUDIES e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Comunello Francesca.

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