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Il 19 luglio 1985, alle ore 12 22’ 55”, una disa-

strosa colata di fango, originatasi dal crollo im-

provviso di due discariche minerarie, distrusse

completamente il villaggio di Stava e diverse

abitazioni a Tesero, in Val di Fiemme (Provincia

di Trento), e causò la morte di 268 persone.

Quali furono le cause di questo disastro e di chi

furono le responsabilità di questa terribile distru-

zione? Ubicazione della Val di Stava in

Trentino (stella gialla)

La Val di Stava prima del disastro del 1985

miniera

discariche

L’alta Val di Stava con le discariche e la miniera di

fluorite nell’ottobre 1981

Il contesto geologico

• Il Rio Stava, il cui bacino copre un’area di circa 21 km , è un affluente di

2

destra del Torrente Avisio, la principale asta fluviale della Val di Fassa-Val

di Fiemme. Il substrato dell’area in esame è costituito dai porfidi quarziferi

del Permiano inferiore (Piattaforma porfirica atesina), con estese coperture

di ignimbriti riolitiche e quarzolatitiche, ai quali si sovrappone la formazione

calcareo-evaporitica a Bellerophon del Permiano superiore. Particolarmente

estesi nella Val di Stava sono anche la formazione dolomitica di Werfen,

costituita da una successione di calcari marnosi, dolomie, argille rosse e

calcari oolitici dello Scitico, e il Calcare della Marmolada del Ladinico. Il

versante della Val di Stava sul quale sorgevano le discariche della miniera

di Prestavel è prevalentemente modellato su spessi depositi morenici e

fluvioglaciali di età würmiana e olocenica.

• Il principale elemento strutturale della zona è costituito da una lineazione

tettonica ad andamento WSW-ENE che mette a contatto il basamento

vulcanico, nel quale si trovava la miniera, con la formazione di Werfen,

sottostante all’area dei bacini.

• Altri sistemi di faglie sono presenti nell’alta Val di Stava, con andamenti

prevalenti N-S e NW-SE. Questi elementi tettonici locali rivestono un im-

portante significato dal punto di vista idrogeologico, mettendo a contatto

formazioni a diversa permeabilità, con possibile presenza di acquiferi

confinati. Carta geologica schematica dell’alta Val di Stava

(la stella corrisponde all’ubicazione delle discariche)

Sezioni geologiche ad andamento N-S (a) e W-E (b) attraverso la

Val di Stava: sono riconoscibili i porfidi quarziferi, la formazione a

Bellerophon, la formazione di Werfen, le faglie principali e i depositi

fluvioglaciali su cui sorgevano le discariche. La sezione (b) evidenzia

la continuità fisica tra i depositi fluvioglaciali della valle del Rio

Gambis e la Val di Stava che costituiscono un unico acquifero.

Fluorite (Derbyshire, Inghilterra) Fluorite (Mine Center, Ohio, USA)

La fluorite (CaF ) è un minerale che cristallizza nel sistema cubico, ha durezza 4

2

(scala di Mohs) e densità di 3,1÷3,3. È frequente in cristalli semplici o geminati; non

è rara in masse compatte anche grossolanamente cristalline. Pura è incolore e per-

fettamente trasparente, ma può essere azzurra-blu, verde, gialla, rosa e viola. È

uno dei più diffusi minerali che costituiscono la ganga dei filoni idrotermali metal-

liferi.

Circa la metà della fluorite estratta viene utilizzata nella produzione di acido fluo-

ridrico, utile nell'industria chimica, e come conservante, fissativo e, in passato, co-

me propellente nelle confezioni spray. L'altra metà viene utilizzata direttamente

come fondente nell'industria siderurgica; una restante piccola percentuale è uti-

lizzata nel campo della ceramica e della porcellana, del vetro, del cemento, come

smalto e come componente di strumenti ottici di precisione.

L’estrazione della roccia ricca di fluorite

(CaF ) dalla miniera di Prestavel

2

A)

B) I metodi di estrazione della fluorite dalla rocce madre: A)

separazione gravimetrica; B) flottazione. Il primo metodo

consente l’estrazione di fluorite per uso metallurgico

(80%) o ceramico (90-95%); il secondo fluorite per uso

chimico, con almeno il 97% di minerale

Il principio fisico della flottazione

La flottazione è un procedimento di separazione

che si basa sulla proprietà dei materiali ridotti in

polvere finissima di aggregarsi o meno all’acqua

a seconda della loro composizione, “aiutati” arti-

ficialmente dalla presenza di particolari sostanze

chimiche.

Provocando una densa schiuma, con l’aggiunta

di idonei emulsionanti ed aria, si fa in modo che

le particelle di fluorite rese idrorepellenti si ag-

greghino alle bolle di schiuma e salgano in su-

perficie mentre quelle degli sterili, bagnate,

rimangono nel liquido sottostante. La fluorite

risalita in superficie viene poi raschiata mecca-

nicamente e accumulata in apposite celle.

Particolare del processo di macinazione

e flottazione nella miniera di Prestavel

Presa d’acqua lungo l’alveo del Torrente Stava a

monte della miniera per alimentare il processo di

flottazione (erogazione media: 65 litri/sec)

Disegno esemplificativo delle due discariche

della miniera di Prestavel

Schema del funzionamento di un idrociclone per sterili

di miniera: gli argini autogeni vengono realizzati attraverso

un processo di centrifugazione in un ciclone nel quale ven-

gono immessi i fanghi; da questo viene separata la parte

più grossolana, cioè la sabbia, con cui si realizza l’argine

che delimita il bacino, mentre la frazione più fine, costituita

dai fanghi limosi da decantare, viene scaricata all’interno

del bacino tramite un tubo.

1) 2) 2)

4)

3) 1) Accrescimento autogeno dell’argine tramite idrociclone

2) Il metodo “centrale” di sopralzo arginale

3) il metodo “a valle”

4) il metodo “a monte”

Profilo degli argini delle discariche

minerarie di Prestavel

Schema dei sistemi di drenaggio

all’interno degli invasi di Prestavel

Inerbimento artificiale

della scarpata arginale

Gli argini dei bacini sullo sfondo di una

delle prime case a valle delle discariche

La base del bacino

superiore poggiava sui limi

non consolidati del bacino

inferiore

Le discariche della miniera di fluorite di Prestavel in

Val di Stava nel 1981

Ubicazione delle discariche della miniera e

percorso della colata di fango

miniera

discariche

19 luglio 1985: l’alta Val di Stava poco dopo

il crollo delle discariche minerarie

I resti delle discariche

poco dopo il crollo

Alta Val di Stava: l’effetto devastante della colata di fango

Stava: il crollo fu accompagnato dal sollevarsi di una nube di

polvere bianca

Alta Val di Stava: sopraelevazione della colata di fango

La Val di Stava devastata dal passaggio

della colata di fango e detriti

I primi soccorsi dopo il disastroso impatto della colata

Un albergo gravemente lesionato

La Val di Stava sepolta da uno

strato di fango e di detriti

L’alveo del Rio Stava presso l’abitato di Tesero


PAGINE

68

PESO

3.69 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Geologia Applicata a cura del Dott. Giovanni Tosatti, all'interno del quale è analizzato il crollo delle discariche minerarie nella Val di Stava nel luglio del 1985 ed in particolare: il contesto geologico della Val di Stava; il principio fisico della flottazione; le cause scatenanti del crollo e i suoi effetti distruttivi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze geologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geologia Applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Tosatti Giovanni.

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