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La norma rappresenta il normale parametro regolatore della condotta degli uomini. Prima del

XVIII° sec. In ogni delitto era implicito anche un contenuto di infrazione morale e nel passato

più remoto i due concetti coincidevano. Poiché la morale etica coincideva con quella religiosa, il

delitto era identificato con il peccato. Solo col XVIII° sec alla morale religiosa fu affiancata

quella laica.

Nell’ottica della prospettiva Esplicativa il quesito era: perché si pecca?

o Nella prospettiva Operativa nei tempi passati era prevalente la pena capitale. La

o limitazione della pena capitale avvenne con il Beccarla nel XIX° sec. Nelle epoche più

remote vennero usate pene corporali: fustigazione, lapidazione etc.Si dovrà arrivare ai

tempi nostri per individuare come pena, la detenzione e la mancanza di libertà.

Per quel che concerne la prospettiva Finalistica bisogna premettere che il principio

o sanzionatorio è irrinunciabile in qualsiasi società. Anticamente vigeva la legge del

taglione (occhio x occhio), altra finalità fu quella della vendetta. Solo più tardi l’autorità

ha avocato a sé l’amministrazione della giustizia. La finalità intimidativa costituiva nel

passato l’unica modalità di prevenzione che veniva messa in atto, di solito, con la

pubblicità della punizione da eseguirsi sulle pubbliche piazze. In quei tempi una delle

finalità della punizione era anche la riconciliazione con Dio. In tutto ciò si può ravvisare

un’anticipazione delle nostre attuali finalità della pena: risocializzazione.

Il pensiero penalistico moderno nasce con l’Illuminismo. L’esercizio della giustizia era arbitrario.

E vari aspetti quali, l’impossibilità di difendersi, i privilegi di casta etc. erano aspetti di un

dispotismo arbitrario che si ancorava a una ideologia assolutistica che mirava a mantenere

inalterati i privilegi delle classi potenti, contro la volontà di mutamento delle altre classi in

ascesa. Il delinquente era percepito alla stregua di un malvagio attentatore dell’autorità del

sovrano. A questa situazione reagì il nuovo indirizzo di pensiero dell’ che voleva

ILLUMINISMO

liberare l’uomo dal mito e dall’ignoranza proponendo tramite lo strumento della ragione, valori

quali: libertà e uguaglianza. Il principio di degli uomini di fronte alla legge, risale a

UGUAGLIANZA

Voltaire e Montesquieu. Durante questo periodo, si affermò la borghesia che si sostituì alla

nobiltà e al clero. La necessità di una nuova struttura giuridico- normativa trovò in Cesare

21.L’

ILLUMINIS Beccarla un valido sostenitore e la sua opera “Dei delitti e delle pene” pubblicata anonima nel

MO E 1764 per paura della censura, rappresentò il più valido contributo all’esposizione della nuova

L IDEOLOGIA concezione liberale del diritto penale:

PENALE  La funzione della pena è quella di rispondere alle esigenze di una determinata società

LIBERALE anziché a principi morali (separando morale religiosa ed etica pubblica).

 Il diritto deve garantire la difesa dell’imputato

 I privilegi di casta devono essere aboliti e deve essere garantita a tutti uguaglianza di

trattamento penale.

 La pena deve avere un significato retributivo anziché vendicativo

 Devono essere esclusi i supplizi e le pene corporali.

 La pena deve colpire il delinquente unicamente nella misura del reato commesso.

 Il delinquente non deve essere più percepito come peccatore ,a come individuo dotato di

libero arbitrio.

Le esigenze di un vero adeguamento del diritto penale ai principi liberali dell’illuminismo

22. L

A SCUOLA avvennero dopo la rivoluzione francese con una prima attuazione del codice napoleonico (1804).

C

LASSICA In Italia i nuovi principi si articolarono nel XIX sec con la C del diritto penale

SCUOLA LASSICA

(Carmignani, Rossi, Carrara). Tale scuola muoveva dal postulato del libero arbitrio e poneva a

fondamento del diritto penale la responsabilità morale del soggetto. Questa scuola si

incentrava su tre fondamentali principi:

1) L : poiché il colpevole viene percepito come persona libera di scegliere

A VOLONTÀ COLPEVOLE

2) L’ : capacità di intendere e di volere

IMPUTABILITA

3) R : che doveva essere: affittiva, proporzionata, determinata e

ETRIBUZIONE DELLA PENA

inderogabile. La pena era priva di finalità risocializzative.

Il marxismo, considero la C la tipica espressione del capitalismo ottocentesco.

SCUOLA LASSICA

5

Alla C va comunque il merito, di aver posto le basi di un sistema normativo che

SCUOLA LASSICA

difenda il cittadino e le libertà personali, basti pensare ai suoi principi di: legalità, non punibilità

per analogia, principio garantistico, principio di certezza del diritto.

Crimine associato alla povertà. Si affermò il concetto di classi pericolose: attribuendo agli

abitanti delle zone più misere, un’innata mancanza di senso morale. Alla povertà era associata

una valenza negativa, talché i self made man” erano, invece, stimati. Dovette passare quasi un

secolo per raggiungere la convinzione che i reati quali furti, rapine etc. erano sì prevalenti nelle

classi povere, ma perché i reati dei “colletti bianchi” come le frodi, illeciti finanziari etc. sono a

lungo rimasti impuniti. Fu infatti Sutherland che nel 1934 identificò i “delitti dei colletti bianchi”

23. L per indicare che anche gli imprenditori compivano reati, ma che questi non venivano perseguiti e

E CLASSI dunque non figuravano nelle statistiche. A fianco di tale colpevolizzazione delle classi povere,

PERICOLOSE sorse un filone ideologico cristiano e filantropico, che aveva fini assistenziali-umanitari (esercito

della salvezza etc.). Con la probation , con la quale si mirava a redimere il reo con alternative al

carcere, si cercò di percepire il reo non come delinquente ma come persona bisognosa di aiuto.

All’indirizzo incentrato sul concetto di classi pericolose va il merito, comunque, di aver dato

l’avvio alle ricerche sul campo e di aver sottolineato la connessione tra depressione socio-

ambientale e condotta criminale.

Nel XIX° sec la concezione della C quale astratta entità di diritto, fu superata

SCUOLA LASSICA

con l’utilizzo dei primi studi statistici impiegati per l’approccio scientifico ai fatti criminosi.

Prescindendo dalla questione delle classi pericolose, questi studi chiamarono in causa l’ambiente

sociale in cui l’individuo agisce, mentre in precedenza il reato era percepito quale azione

mavagia di un individuo astratto dal suo contesto.

A.j. Quételet e A.M. Guerry utlizzarono per primi i dati statistici. Fu per la prima volta

24. P studiata l’incidenza dei reati in relazione all’età, il sesso, la razza etc. Tutto ciò aprì la strada alla

RIMI STUDI C . Con tali studi, si apriva la strada ad un certo

STATISTICI E OMPRENSIONE DEL DELITTO QUALE FATTO SOCIALE

grado di prevedibilità e ad una percezione del crimine di tipo deterministico.

SOCIOLOGICI Durkeim: fatto sociale

Tarde: si occupò di “archeologia criminale sottolineando l’aumento del crimine nel corso del

XIX° sec. L’aumento dei delitti era, secondo Tarde, da imputare all’inizio di una nuova

prosperità con la conseguente instabilità sociale e con la generale tendenza degli individui a

migliorare il proprio status. La maggior delinquenza era il prezzo da pagare al maggior

benessere. Imitazione

Con gli studi statistici si giunse alla conclusione che il crimine non dipendeva solo dalla volontà

del singolo, ma che su di lui agivano anche fattori legati alla società. Nasce così la visione

deterministica della condotta criminosa, col mutamento dalla concezione liberale del delitto

25.

D verso una percezione positivistica (XIX° sec). Con tale visione vi era la convinzione che era

ETERMINISMO all’interno della società che dovevno ritrovarsi i fattori determinanti il crimine , dunque, si

SOCIALE negava la responsabilità morale dell’individuo. Tale determinismo sociale si contrappose al

determinismo biologico di Lombroso.

26. C C L Diede il via all’indirizzo individualistico della criminologia, secondo il

ESARE ESARE OMBROSO

quale lo studio doveva polarizzarsi sulla personalità del delinquente. Pensava fosse importante

L

OMBROSO LA studiare le componenti morbose del delinquente. I suoi studi comportarono il superamento delle

CRIMINOLOGIA precedenti visioni esclusivamente legali, morali o sociali del diritto, allora dominanti. Applicò per

DELL INDIVIDUO primo i metodi di ricerca biologica per lo studio del singolo autore del reato e diede il via ad un

E IL indirizzo organico e sistemtico nello studio della delinquenza (Scuola di antropologia criminale),

DETERMINISMO cosicché la criminologia come scienza si impose. Tra le principali teorie:

BIOLOGICO  T : disposizioni congenite (epilessia ed altre patologie)

EORIA DEL DELINQUENTE NATO

 T ’ : la condotta criminosa è data da una sorta di regressione o di

EORIA DELL ATAVISMO

fissazione a livelli primordiali.

Lombroso riconobbe anche l’esistenza dei delinquenti occasionali. Carattere saliente del

pensiero di Lombroso è il determinismo biologico. I L DELITTO PER LUI RAPPRESENTAVA

(visione manichea e

UN EVENO LEGATO A QUALCOSA DI PATOLOGICO O DI ANCESTRALE

deresponsabilizzante del crimine). Il reato è visto come una malattia che va curata,

6

questo approccio è deresponsabilizzante nei confronti della società. Lombroso ha ispirato i

più recenti studi di “criminologia clinica”.

Ferri, Garofano e Lombroso divulgarono i principi di quella che prese il nome di Scuola Positiva

(che si contrapponeva alla Scuola Classica). I principali postulati della Scuola Positiva erano:

 Il delinquente è un individuo anormale

 Il delitto è la risultante di tre fattori: antropologici, psichici e sociali

 La delinquenza non è la conseguenza di scelte individuali ma è condizionata da tali fattori

 La sanzione non deve avere finalità punitive ma deve mirare alla neutralizzazione e alla

risocializzazione.

In questo approccio veniva considerata più la personalità del criminale che il reato commesso.

Fondamentale era considerata la pericolosità sociale del criminale. Le misure di difesa dovevano

27. L

A SCUOLA perdurare fino alla cessata pericolosità dell’individuo.

P

OSITIVA La giustizia doveva proteggere la società, i cittadini seguendo due indirizzi:

1) S : a fianco delle pene tradizionali commisurate alla gravità del

ISTEMA DEL DOPPIO BINARIO

reato, venivano affiancate misure di sicurezza per i delinquenti ritenuti pericolosi (malati

di mente etc…)

2) P : la cui durata effettiva non era preventivamente stabilita dal

ENA INDETERMINATA

giudice, ma dipendeva dalle possibilità di successo del reinserimento sociale.

Il contributo positivo di questa Scuola risiede nell’aver promosso l’introduzione nel diritto

penale della valutazione delle caratteristiche della persona (individualizzazione della sanzione e

del trattamento individualizzato del delinquente.

Marx ed Engels si erano occupati di della criminalità, affermando che il delitto era una

conseguenza della Società Capitalistica. I delinquenti venivano percepiti come facenti parte, non

il proletariato, ma il sottoproletariato che non aveva acquistato coscienza di classe).

28. P Bonger: coniugo il marxismo con il pensiero positivo sostenendo che un sistema concorrenziale

RIMI era strutturalmente contrario allo sviluppo di un’etica sociale e di legami di solidarietà reciproca.

INDIRIZZI Tutti i tipi di reato riflettevano i rapporti tra classi. Per quel che concerne i contenuti positivistici

MARXISTI IN Bonger riconosceva l’esistenza di differenze innate tra gli individui, ma a suo avviso era solo

CRIMINOLOGIA nell’ambiente sociale che dovevano essere ricercati i fattori atti a provocare io passaggio dalla

potenziale aggressività al comportamento criminoso.

Polemica Ferri (importanti fattori individuali) Turati (importanti fattori ambientali).

29. F : ricercare le cause nella società

ILONE SOCIOLOGICO

I F A : individuo.

NTEGRAZIONE ILONE NTROPOLOGICO

Il reciproco collegamento e integrazione dei due filoni consente una migliore comprensione dei

FRA APPROCCIO fatti legati alla criminalità.

SOCIOLOGICO E

ANTROPOLOGIC

O Nella prima metà del XX° sec si sviluppo negli USA la sociologia criminale.

30. T EORIA Shaw compì uno studio della criminalità nelle aree criminali. Studio proseguito in seguito dalla

DELLE AREE Scuola di Chicago. Teoria Ecologica dà conto del fatto che esistono delle aree criminali, ossia

CRIMINALI O zone delle città dove risiede la maggior parte della criminalità comune. Per tale teoria l’ambiente

TEORIA di vita p il fattore più importante. E’ una teoria a medio raggio.

ECOLOGICA Tali teorie sottolineano l’importanza del mutamento e instabilità delle moderne società.

L’aumento della criminalità è stato dunque imputato, da questo orientamento, al mutamento e

alla conseguente instabilità. Si tratta di “disorganizzazione sociale” in quanto perdono di

efficacia gli abituali strumenti di controllo sociale (in particolare quello di gruppo e familiare).

31. T EORIE Sutherland ha parlato di disorganizzazione sociale, riferendosi però alle contraddizioni

DELLA normative.

DISORGANIZZA Johnson: 1960 –ha studiato il conflitto di norme affermando che avviene quando:

ZIONE SOCIALE - la socializzazione è difettosa o mancante

- le sanzioni sono deboli

- Inefficienza o corruzione dell’apparato giudiziario

32. T Sellin 1938 – La T dà conto del fatto che in un medesimo

EORIA DEI EORIA DEI CONFLITTI CULTURALI

7

individuo si contrappongano diversi sistemi culturali e questa sarebbe una delle principali

cause del venir meno degli abituali parametri regolatori della condotta sociale. Sellin elaborò

tale teoria analizzando l’imponente flusso immigratorio verificatosi negli USA nei primi

decenni del 1900. L’A. esaminò che questi immigrati non diedero un grande contributo alla

criminalità, mentre quelli di 2° generazione (i figli) contribuirono in maniera massiccia alla

CONFLITTI delinquenza poiché avevano perso i valori di origine dei padri e non avevano assimilato i

CULTURALI valori del paese ospitante. Sellin distingue tra:

 Conflitti culturali primari: disagio del singolo individuo per l’attrito di due sistemi

culturali;

 Conflitti secondari: discriminazione e rigetto da parte della società.

Lo struttural-funzionalismo (USA anni ’30), studiò la D . I principali esponenti furono

EVIANZA

Parsone, Merton, Jhonson. Secondo l’orientamento in questione, il comportamento sociale

può andare dalla conformità alla devianza.

Conformità è lo stile di vita orientato e coerente con l’insieme delle norme. L’essere conformi è

il frutto di una socializzazione ben riuscita, fondamentali sono i meccanismi psicologici più

33. complessi dell’identificazione e interiorizzazione. Il rafforzamento e il mantenimento della

S -

TRUTTURAL conformità è favorito dai sistemi di controllo sociale. All’interno del comportamento conforme

FUNZIONALISMO si possono distinguere:

E TEORIA Il momento dell’apprendimento delle norme (processi di socializzazione)

o

DELLA Mantenimento e rinforzo dell’apprendimento normativo

o

DEVIANZA La devianza comprende le condotte che violano le norme penali, sia le regole sociali

generalmente accettate che conservino ancora credibilità e che vengano ritenute importanti dalla

società. Sia ha devianza solo quando la violazione è frutto di una precisa scelta. La devianza

presuppone nell’attore un atteggiamento di ambivalenza: da un lato riconosce la norma come

imperativa, dall’altro non ne accetta l’autorità normativa.

Si ha quando vengono a mancare le norme che si pongano come riferimento per gli

ANOMIA

individui. Durkheim (frattura delle regole sociali, carenza di norme, di limiti). Per Durkheim le

cause dell’anomia erano da ricercarsi nell’iperstimolazione delle aspirazioni che la società

industriale ha indotto negli individui i quali non sono mai soddisfatti e vogliono sempre di più.

Merton: si ha anomia quando la società propone delle mete ma non i mezzi per raggiungerle.

34. L’

ANOMIA mete culturali/mezzi:

COME CAUSA DI - Conformità + +

DEVIANZA - Innovazione + -

- Ritualismo - +

- Rinuncia - - (vagabondi, alcolizzati)

- Ribellione -+ -+ (sostituzione delle mete culturali con mete diverse: ribelle, contestatore…).

SUTHERLAND con la T afferma che il

EORIA DELLE ASSOCIAZIONI DIFFERENZIALI

comportamento delinquenziale è appreso, non dalla semplice imitazione, ma mediante

l’associazione interpersonale con altri individui delinquenti. IL termine associazione

differenziale dà conto della semplice partecipazione a certi gruppi sociali “differenti”. S:Voleva

35. T

EORIA formulare una teoria valida universalmente. Per S: non esisterebbe una criminalità innata. Non

DELLE tutti i gruppi hanno la medesima capacità di influenzare la condotta degli individui, dunque sono

ASSOCIAZIONI quelli frequentati con

DIFFERENZIALI - maggiore intensità

- maggiore durata e anteriorità

Tarde parlò di imitazione sociale.

36. L SUTHERLAND – La riguarda quei reati compiuti dai

A CRIMINALITÀ DEI COLLETTI BIANCHI

dirigenti delle imprese, industriali, finanziarie, commerciali e dai professionisti. I reati

CRIMINALITÀ riguardano: frodi nei bilanci, evasioni fiscali, bancarotta fraudolenta. Questi studi aprirono la

DEI COLLETTI strada alle indagini sul numero oscuro. Principali caratteristiche:

BIANCHI - ha luogo dove si producono beni e servizi

- Indice di occultamento molto elevato 8

- gli autori godono di alto tasso di impunità

- è minore l’atteggiamento di censura da parte della società (disonesto invece di delinquente).

La fine della IIa Guerra Mondiale ha comportato la nascita dei due grandi blocchi USA URSS.

Anche l’ambito della sociologia risentì di questo clima dando vita ai due filoni:

 Criminologia di sinistra: di ispirazione marxista;

 Criminologia di destra: ancorata agli ideali di democrazia e libertà.

37. G

LI L’indirizzo individualistico, non subì l’influsso di una particolare corrente politica, ma fu

SVILUPPI soprattutto incentrato su una nuova politica penale di risocializzazione.

DELL INDIRIZZO Criminologia di passaggio all’atto: perché certi individui a parità di condizione e ambiente

INDIVIDUALISTI passano ad agire in maniera criminosa e altri no.

CO E LA Criminologia clinica: Benigno di Tullio. Cultore di criminologia anche durante il fascismo.

CRIMINOLOGIA Tale disciplina venne concepita come volta allo studio non dei fenomeni generali ma del singolo

CLINICA delinquente a fini diagnostici, prognostici e terapeutici. Fu molto importante la stretta

collaborazione tra diritto penale e criminologia. Alla CC spetta il ruolo di attuare la prevenzione

speciale, attraverso la osservazione scientifica del reo. Il carcere serviva a punire, ma

soprattutto a curare.

Nell’ambito del Welfare State la rieducazione socializzativa costituisce un nuovo diritto del

38. LA NUOVA cittadino e un nuovo impegno dello Stato. Ciò doveva essere messo in atto con gli strumenti

D

IFESA della psicologia clinica.

SOCIALE E LA F. Grammatica 1961 “P ”, proponeva di sostituire il diritto repressivo

RINCIPI DI DIFESA SOCIALE

POLITICA con un sistema punitivo di reazione contro l’antisocialità.

PENALE DELLA “N S ” di Marc Ancel 1954. Si rifiuta il determinismo sociologico e

UOVA DIFESA OCIALE

RISOCIALIZZAZIO antropologico e si rivaluta il libero arbitrio.

NE C : Ricondurre i devianti alla conformità

RIMINOLOGIA DEL CONSENSO

– Antropologici e individualistici.

– Criminologia pragmatistica (interventi operativi) Leo Radzinowicz 1966

– Teorie multifattoriali: Teoria non direzionale (Glueck) – Teoria dei contenitori

(Rekless)

39. C : (indirizzo di sinistra). Questo filone fu denominato anche

C RIMINOLOGIA DEL CONFLITTO

RIMINOLOGIA criminologia della reazione sociale. Giustificazionista.

DEL CONSENSO - Teorie delle sottoculture giovanili

- Teoria della cultura delle bande criminali (Cohen)

- Teoria delle bande giovanili (Cloward e Ohlin 1960)

- Teoria dell’etichettamento

40. L Teorie multifattoriali: considerano contestualmente individuo e ambiente (fanno parte della

E TEORIE criminologia del consenso).

MULTIFATTORIA Teoria non-direzionale dei Glueck. Volta all’identificazione dei fattori familiari-situazioni più

LE

’ frequenti tra i giovani criminali. Furono posti a confronto due gruppi di giovani uno con

DELL INTEGRAZI

- precedenti penali e l’altro con condotta normale(stessa età, sesso, razza e provenienza sociale e

ONE PSICO geografica), per scoprire quale fattore incidesse affinché un gruppo fosse incline alla delinquenza

AMBIENTALE e l’altro no. Emerse che fondamentale era il fattore relativo alle e diverse caratteristiche di

personalità e dell’ambiente familiare di ogni soggetto. Le caratteristiche principali del gruppo

dei delinquenti sono:

- corporatura robusta

- temperamento irrequieto, impulsivo, introverso

- atteggiamento ostile, risentito, sospettoso.

- Capaci di apprendere con modalità diretta.

- Per ciò che attiene all’ambiente familiare: inadeguatezza dei genitori.

Tali valutazioni, hanno, però, valore solo statistico.

Teoria dei contenitori di Reckless: mira a spiegare in generale il comportamento sociale

identificando quei fattori che favoriscono il contenimento della condotta nell’ambito della

legalità. Distingue tra: 9

- Contenitori interni: aspetti della struttura psicologica (buon autocontrollo, stima di sé).

- Contenitori esterni: insieme delle caratteristiche dell’ambiente.

41. Gli ispiratori teorici furono gli esponenti della Scuola di Francoforte. Ideologie di sinistra

influenzate dalla teoria critica della società. Contestazione del ’68.

C

RIMINOLOGIA - Teorie delle sottoculture giovanili.

DEL CONFLITTO Al concetto di cultura (noto quello di Taylor “complesso insieme che include conoscenze, fede,

arte, morale e altre capacità acquisite dall’uomo in quanto membro della società), si associa

quello di gruppo e questo ultimo si associa a quello di cultura di gruppo. L’appartenenza al

gruppo è fatto dinamico.

In caso di gruppo con una propria cultura fortemente differenziata rispetto a quella dominante, si

parlerà di sottogruppo caratterizzato da una sua propria sottocultura (es. sottocultura degli

zingari). Vi è una sottocultura delinquenziale.

 Teoria della cultura delle bande criminali (Cohen 1955) volta ad identificare le dinamiche

che portano alla delinquenza nelle grandi città i giovani delle classi più sfavorite. Per Cohen

la sottocultura delinquenziale dei giovani di bassa estrazione sociale nasce dal conflitto con la

cultura della classe media. I giovani per riparare a ciò cercano di organizzare nuovi e diversi

rapporti interpersonali con proprie norme, mettendo in atto un meccanismo difensivo di

formazione reattiva che consente di sostiuire nelal coscienza i sentimenti che provocano

angoscia. Tale teoria non dà conto del perché alcuni giovani che vivono nelle aree criminali

42. T

EORIE delinquano e altri no (risposta data dai Glueck con il riferimento alla famiglia).

DELLA  Teoria delle bande giovanili Cloward Ohlin 1960. Si colloca nell’ambito della sociologia di

SOTTOCULTUR sinistra. In questi autori è chiara l’influenza di Merton di società anomica perché non

A GIOVANILE permette di conseguire le mete culturali proposte. Per questi autori la limitazione delle

opportunità è data da differente: razza, ceto, sesso etc. e favorisce il confluire in sottoculture

di banda. Persiste lo stereotipo di una delinquenza esclusivamente derivante da classi sociali

ifneriori.

Le Bande giovanili originano dal bisogno di aggregazione tra soggetti socialmente sfavoriti e

possono assumere tre forme:

1. Bande criminali: dediti ad attività illecite quali il furto e la rapina

2. Bande conflittuali: dediti a violenza e vandalismo sistematico, mirano alla distruzione di

simboli del successo.

3. Bande astensioniste: giovani che cercano di fuggire dalla società riparando nella droga e

nell’alcol.

Oggi suona sicuramente anacronistica la distinzione netta fra due classi. Ci sono maggiori

opportunità per tutti. L’approccio di queste teorie è rigidamente deterministico.

43. T La T ’ (nuovo indirizzo della criminologia del conflitto) Becker,

EORIA EORIA DELL ETICHETTAMENTO

Kitsuse, Lemert si basa sui seguenti punti:

DELL ETICHET - Visione rigida e dicotomica delle classi sociali

TAMENTO - Non univoca accettazione delle norme legali

- Valorizzazione del concetto di reazione sociale

- Percezione della devianza non quale comportamento negativo ma mero frutto di un

etichettamento esercitato dal potere.

Il deviante non è tale perché commette azioni illecite, ma perché la società etichetta come

deviante chi commette quelle azioni. Tale teoria è anche della reazione sociale. La condotta

deviante è ritenuta utile alla società , il deviante è un capro espiatorio.

Consolidamento della devianza: colui definito come deviante si consolida in una carriera

deviante.

 D P : non mette in moto reazioni sociali, il deviante non si percepisce come

EVIANZA RIMARIA

tale.

 D S : si realizza come effetto della reazione sociale e il deviante si

EVIANZA ECONDARIA

percepisce tale.

C :

RITICHE ALLA TEORIA 10

 - Non distingue tra devianza e criminalità.

 - Tale teoria ben si adatta alla microcriminalità da strada ma non alla devianza più grave.

 Tale teoria risulta deterministica, perché la persona che ha subito lo stigma sembra non

potersi sottrarre da un destino da delinquente e deresponsabilizzante, perché equipara

delinquenti e devianti e finisce per attenuare la colpevolezza dei primi.

Anni ’70. Matza superò la teoria della sottocultura (Cohen) e dell’etichettamento. Criticò la

teoria delle sottoculture criminali, poiché gli autori dei questa teoria intendono la sottocultura

delinquenziale come il risultato di un processo di costruzione e mantenimento di valori

antagonisti a quelli della classe media.

44. T La devianza per Matza non è frutto dell’apprendimento di imperativi o di valori devianti, ma

EORIA dell’acquisizione di particolari tecniche di auto-giustificazione.

DELLA Tecniche di neutralizzazione: sono procedimenti psicologici di autogiustificazione:

DEVIANZA  Negazione della propria responsabilità

SECONDO 

M Minimizzazione del danno provocato

ATZA  Negazione della vittima: si afferma che la vittima meritava quel trattamento.

 Condanna di coloro che condannano: es. polizia ipocrita, giudici parziali.

 Richiamo a ideali più alti

Drift: motivazione all’agire deviante non rigidamente vincolante.

‘70-80 criminalità come fatto politico. La criminologia critica identificò la devianza con il

dissenso.

45. Primo filone attorno al National Deviancy conference a Londra. Attorno alla rivista “La

C

RIMINOLOGIA questione criminale” in Italya e Germania.

CRITICA - D : priva di prospettive

EVIANZA INDIVIDUALE

- De : politicizzata.

VIANZA ORGANIZZATA

Seconda metà ’80. Pur rimanendo su posizioni di sinistra si diede vita al Nuovo Realismo.

46. I Considera la criminalità come una realtà di fatto e non solo come contestazione. Si rivolge

L NUOVO l’attenzione all’osservazione empirica (street crimes). Viene posto l’accento sul malcontento, la

REALISMO deprivazione relativa e la marginalizzazione delle classi meno favorite.

A : massima espressione della critica alla carcerazione, ritenuta inefficace quale

BOLIZIONISMO

strumento per combattere la criminalità.

47.N

EO - Abolizionismo carcerario

CLASSICISMO E - Abolizionismo penale

ABOLIZIONISM Christie il più noto esponente di questo orientamento, propone in alternativa al carcere,

O risoluzioni in chiave privatistico-risarcitoria e un controllo disciplinare esercitato dalle comunità.

N : Pena come retribuzione.

EOCLASSICISMO

In seguito al declino dell’ideologia comunista i fattori legati all’economia si sono fatti strada

pure nel pensiero criminologico. Secondo Becker, anche per l’agire criminale vi è una

valutazione in termini di costi-benefici. (0 = P,F,U).

Costi del delitto:

48. A

PPROCCIO - costi diretti: connessi all’organizzazione del reato.

ECONOMICO - costi indiretti collegati al rischio di venire 1) individuati e 2) condannati.

RAZIONALE Benefici: più difficile calcolarli. Per Bowls ammonta alla cifra che si potrebbe offrire al criminale

per fagli commettere il reato.

Un settore al quale sono stati brillantemente applicati questi principi è quello dei reati dei

“colletti bianchi”.

49. L In Russia la totale assenza di pluralismo ha fatto sì che i contenuti della criminologia si

A uniformassero con l’ideologia ufficiale. Il dogmatismo ideologico è poi andato scemando con

CRIMINOLOGIA

R l’89.

IN USSIA

Cap. 3 Psicologia e criminalità.

50. L C : fattori diversi da persona a persona.

A OMPONENTI DELLA VULNERABILITÀ INDIVIDUALE

- teorie psicologiche della personalità

CRIMINOLOGI -

A INCENTRATA prospettiva biologica 11

- disturbi mentali

’ La persona umana è un’entità unica e irripetibile, è dunque necessario per un corretto studio della

SULL INDIVIDU criminologia considerare in modo congiunto i fattori ambientali e quelli dovuti alle variabili

O individuali.

Comportamento: complesso coerente di atteggiamenti che ogni individuo assume in funzione dei

suoi obiettivi e degli stimoli che provengono dall’ambiente.

L’ : 3 :

ATTIVITÀ PSICHICA È COSTITUITA DA ASPETTI

Sfera cognitiva: conoscenza, pensiero, intelligenza.

 Sfera affettiva: umore, sentimenti, emozioni.

 Sfera volitiva: riguarda le azioni o omissioni volte a determinati fini.

51. 

Personalità: nei luoghi comuni: abilità o accortezza sociale. Impressioni che si suscitano negli

P ,

ERSONALITÀ altri, insieme qualità e caratteristiche di un soggetto, ASPETTI UNICI IRRIPETIBILI E Più

TEMPERAMENT

, RAPPRESENTATIVI DI UNA PERSONA. Tra individuo e società vi è un continuo processo di

O CARATTERE reciprocità. Al fine della criminologia: complesso delle caratteristiche di ciascun individuo quali si

manifestano nelle modalità del suo vivere sociale.

Temperamento: base innata, poco modificabile.

 Carattere: risultante della interazione fra temperamento e ambiente. Componente

dinamica che si modifica col tempo.

C .

ONCETTO DI INCONSCIO E DI VISIONE DINAMICA

F :

REUD

Es: nucleo centrale. Inconscio. Composto da fattori ereditari

IO: principio della realtà.

Super IO: rappresentante interiore dei valori etici e norme sociali. Arbitro morale interno.

La concezione psicoanalitica della realtà è essenzialmente dinamica.

Quando l’IO viene sopraffatto da uno stimolo eccessivo che non riesce a dominare subentra

Angoscia o ansia ( disagio e timore che sono l’espressione di una non realizzata soluzione delle

conflittualità tra le istanze interiori e l’ambiente), per Freud 3 tipi:

Ansia reale: timore di un pericolo facente parte della realtà oggettiva.

52.  Ansia sociale: timore della riprovazione degli altri.

PSICOANALISI  Ansia nevrotica: timore della severità del SUPER-IO. La più temibile.

Normalmente l’ IO è ingrado di risolvere i contrasti in modo armonico, quando non riesce entrano

in gioco i Meccanismi di difesa dell’IO:

Rimozione

 Dislocazione

 Sublimazione

 Proiezione

 Formazione reattiva sostituzione di un impulso che genera angoscia con il suo opposto.

 Identificazione quando si mira ad essere simili ad una persona eletta quale modello.

53. Si possono utilizzare le chiavi di lettura della psicoanalisi anche per l’identificazione di alcuni

meccanismi della criminogenesi. Il più organico contributo psicoanalitico nell’ambito

PSICOANALISI criminologico è quello di Alexander e Staub: la condotta criminosa è vista da questi autori come

E ’ lo svincolo dal controllo del Super-Io seguendo lo schema:

CRIMINALITA  Normalità

 Delinquenza fantasmatica

 Delinquenza colposa dislocazione delle pulsioni aggressive.

 Delinquenza nevrotica delittuosità per senso di colpa.

 Delinquenza occasionale e affettiva.

 Delinquenza normale il controllo del Super-Io cessa completamente.

L’adeguamento alla vita sociale è da vedersi in funzione dell’efficienza del Super-IO. Esso puo’

essere:

 Anomalo:

 Debole: 12

 Assente:

Secondo lo schema di Alaexander e Staub si possono distinguere due tipi di delinquenza:

 DELINQUENZA ACCIDENTALE

 DELINQUENZA CRONICA

Le recenti tendenze della psicoanalisi hanno rivalutato l’importanza e l’indipendenza dell’IO. Un

cattivo rapporto con le figure di allevamento possono favorire la condotta criminale, si possono

anche verificare sindromi da carenza affettiva.

Si possono distinguere:

 D : alcuni soggetti agirebbero in modo criminale per poi

ELINQUENZA PER SENSO DI COLPA

essere puniti ed espiare un bisogno inconscio di espiazione (raro)

 F : dar soddisfacimento diretto alle

ISSAZIONE ALLA FASE DEL PRINCIPIO DEL PIACERE

pulsioni.

 A : passaggio all’atto. Il reato rappresenta una scarica o un sollievo da una

CTING OUT

tensione emotiva.

 B : meccanismo di risposta violenta alla

ASSA SOGLIA DI TOLLERANZA ALLA FRUSTRAZIONE

frustrazione.

 I : ,

NCAPACITÀ DI IDENTIFICARSI COL PROSSIMO DEFICIENZA GLOBALE DI IDENTIFICAZIONE

, .

IDENTIFICAZIONE SOLTANTO PARZIALE PROCESSSI DI IDENTIFICAZIONE PARTICOLARI

 P : ci si sente vittime più che colpevoli.

ROIEZIONE

 I : miranti a soddisfare i bisogni nella maniera più

NCAPACITÀ DI SUBLIMAZIONE DELLA LIBIDO

istintuale.

I , ’ ’ ,

L RISCHIO DELLA LETTURA IN CHIAVE PSICODINAMICA E QUELLO DI DERESPONSABILIZZARE L ATTORE

.

GIUSTIFICANDO IL SUO OPERATO POICHÉ DOVUTO A FORZE DA LUI NON GOVERNABILI

C : i delinquenti si possono distinguere per :

AZZULLO

carenza affettiva – carenza di identificazione in figure-modello valide – per identificazione in

modelli anomali – fissazione della evoluzione affettiva a stadi immaturi – reazione a situazioni

conflittuali.

J ha distinto oltre ad un inconscio individuale anche uno collettivo (che trascende la persona).

UNG

Mentre Freud risale all’infanzia, J risale ai nostri antenati. L’individuo per J vive sia di

UNG UNG

scopi che di cause. Questo autore considera sia il passato che la proiezione vero il futuro. Gli

54. L

A individui rispondono ai conflitti in modo bipolare:

PRISOCLOGIA  A : orienta l’individuo verso la realtà esterna. Sofferenza per

ANALITICA DI TTEGGIAMENTO ESTROVERSO

J gli altri. Atteggiamento alloplastico, ego-sintonico.

UNG  A : indirizza l’attività psichica verso il mondo soggettivo.

TTEGGIAMENTO INTROVERSO

Atteggiamento autoplastico e ego-distonico. Conflitto con se stessi.

La P S studia le relazioni interpersonali nel contesto sociale.

SICOLOGIA OCIALE

La psicologia A (Alfred Adler) considera l’individuo come mosso dalle prospettive e dai

DLERIANA

bisogni legati al suo essere inserito nella società. Per questo autore l’uomo è mosso dalla volontà

di potenza un impulso che sostituisce ciò che per Froid è la libido e l’eros. L’uomo po’ essere

vittima di un complesso di inferiorità o del opposto complesso di superiorità.

55. Vi è chi può trovare alimento da queste dinamiche psicologiche per imporsi attraerso il crimine.

P SICOLOGIA Per F importante è il senso di solitudine che l’individuo può provare se non è

ROMM

:

SOCIALE armoniosamente inserito nella società. L’UOMO HA QUINDI BISOGNO DI:

A

DLER - Relazioni

F

ROMM - Trascendenza

- Schemi di riferimento

- Identità personale

L’inappagamento o la frustrazione possono essere possibili spinte alla compensazione tramite la

condotta delittuosa.

56. P : unicità, qualità della propria persona.

SICO IDENTITÀ PERSONALE

: R : aspettative relative ad attitudini che nella società si formano nei confronti di ogni

SOCIALE UOLO

individuo. E ha dedicato parte dei suoi studi alle disarmonie della identità personale. La

IDENTITÀ RIKSON 13

formazione dell’identità si realizza tramite:

- L’identificazione con successivi modelli significativi;

- Attraverso i ruoli.

Tale iter ha il suo culmine durante l’adolescenza. In tale fase e anche successivamente un

rapporto disarmonico con la famiglia o i vari gruppi può comportare una disturbata strutturazione

dell’identità personale, poiché questa è influenzata dall’atteggiamento degli altri. Si ha il caso di

profezia che si autoadempie quando l’attore realizza stabilmente con la condotta criminosa il

giudizio negativo che ha subito da parte della famiglia o di altri (da te non posso aspettarmi nulla

PERSONAE E di buono). La società, può talvolta condurre ad un’immagine di sé svalorizzata identità negativa.

TEORIA DEI Per M sono fondamentali le aspettative dei genitori o figure di allevamento.

RUOLI AILLOUX

La formazione dell’identità sono influenzati dallo status (posizione nella società: es status di

padre) (ciò che può attendersi dagli altri). Il ruolo è l’insieme di aspettative circa l’osservanza dei

compiti spettanti a chi occupa un certo status (ciò che gli altri si attendono da lui). U

NA SERIE DI

status ’ ruoli

SQUALIFICANTI FACILITANO L ASSUNZIONE DI CHE FAVORISCONO LA SCELTA

.

COMPORTAMENTALE DELINQUENZIALE

G ha parlato delle istituzioni totali in relazione alla limitazione delle prospettive di queste

OFFMAN

strutture. : originariamente (struttural-funzionalismo) era considerato tale il comportamento

DEVIANZA

anomalo sotto il profilo statistico che non si conformava alle regole. Poi è stato molto

57. P SICO generalizzato. E’ fondamentale ricordare che:

:

SOCIALE - Si devono considerare devianti quei comportamenti che generino una reazione intensa di

DEVIANZA censura con richiesta di sanzione.

EMARGINAZIO è la condizione statica di alcuni individui che si trovano ai margini della società

MARGINALITÀ

NE E (invalidi, malati di AIDS, devianti e delinquenti).

MARGINALITÀ è un processo dinamico messo in atto da singoli o gruppi per escludere alcuni

EMARGINAZIONE

soggetti.

La mira a comprendere l’uomo dall’interno.

FENOMENOLOGIA

T (K. L ) Concetto ripreso dalla fisica, di campo elettromagnetico che

EORIA DEL CAMPO EWIN

influenza tutto quello che è intorno. L’individuo secondo questa teoria, è costantemente

influenzato dall’ambiente e non può essere studiato isolatamente da esso.

58. T S (B ) : analizza l’influenza degli altri nell’ambito di un rapporto

ALTRI EORIA DEI ISTEMI ATESON

interpersonale. Modello mutuato dalla cibernetica feedback ogni parte è contemporaneamente

CONTRIBUTI causa e effetto. Fondamentale è il contesto (concetto di sistema), nel quale si svolge l’interazione.

DELLA Nell’ambito della criminologia, interessa il rapporto tra reo e vittima.

PSICOLOGIA S (H ) sia la comunicazione non verbale che quella verbale

TUDI SULLA COMUNICAZIONE ALEY

possono essere distorte (uomo rifiutato che poi si arrabbia e aggredisce).

Per ciò che attiene alla P si afferma che può accadere che

SICOLOGIA DELLA TESTIMONIANZA

vengano commessi errori da parte dei testimoni durante l’osservazione dei fatti.

C fornisce una teoria della personalità legata alle metodologie empiriche delle

OMPORTAMENTISMO

scienze naturali. Si limita ad osservare come l’uomo reagisce agli stimoli provenienti

dall’ambiente.

W : influenza dell’ambiente (stimolo – risposta), modificando l’ambiente può indirizzarsi il

ATSON

comportamento nel senso voluto.

59. S rinforzi sia positici che negativi che possono modificare il comportamento. In

KINNER

C

OMPORTAME criminologia, sono stati studiati quei rinforzi e stimoli che provenendo dall’ambiente conducano

NTISMO ad un modo di agire criminoso.

D : - . L’emergere di un comportamento

OLLARD TEORIA DELLA FRUSTRAZIONE AGGRESSIONE

aggressivo, presupporrebbe sempre l’esistenza di una frustrazione (stimolo) ed esso condurrebbe

all’aggressione (risposta). L’impedimento al raggiungimento di un intento può essere una delle

cause della condotta criminosa.

60. U. N mente simile al computer. Il cognitivismo nasce in opposizione al comportamentismo,

EISSER

P secondo questo orientamento la mente non è passiva, ma agisce elaborando secondo un preciso

SICOLOGIA progetto comportamentale. Nell’ambito della criminologia: la condotta criminosa è vista come

COGNITIVA 14

frutto di un progetto comportamentale.

Cap. 4 Biologia e criminalità

61. A Tale approccio può essere limitativo se si considera l’uomo come essere esclusivamente

PPROCCIO biologico.

NATURALISTICO La predisposizione innata al delitto è da escludersi. Esistono invece delle relazioni fra la struttura

biologica degli individui e certi aspetti della loro mente che possono favorire la criminalità:

ereditarietà e predestinazione. L’aggressività ha una matrice genetica. Bisogna separare i fattori

genetici da quelli ambientali: Es. gemelli omozigoti allevati in contesti familiari diversi ed

esaminati a distanza di anni, hanno fatto rilevare alcuni tratti comportamentali e aspetti psichici

simili.

Sono state anche studiate le famiglie di criminali ed è emerso che il maggior numero di

criminali presenti all’interno di dette famiglie è dovuto, non tanto a fattori ereditari, quanto

all’ambiente familiare depravato e al pessimo modello dei genitori.

62. T EORIE Rapporto tra costituzione e criminalità Benigno di Tullio (padre della criminologia italiana

PREDISPOSIZION 1940) ha individuato tre fattori (più psicologici che somatici):

:

E EREDITÀ E 1. Delinquente occasionale ipoevoluto: scarso sviluppo dell’intelligenza e della critica.

DELITTO 2. Delinquente occasionale psico-nevrotico

3. Delinquente occasionale psicopatico disturbi della personalità.

Sheldon ha individuato tre tipi:

1) C : struttura morbida e rotondeggiante alla quale corrisponde

OSTITUZIONE ENDOMORFA

socievolezza e bisogno di affetto.

2) C : struttura corporea forte e muscolosa alla quale corrisponde un

OSTITUZIONE MESOMORFA

comportamento aggressivo. Tipo riscontrato in maggior numero tra i detenuti.

3) C : struttura corporea longilinea caratterizzata da forte autocontrollo

OSTITUZIONE ECTOMORFA

e timore della gente.

Negli anni ’60 si avanzarono ipotesi circa tendenze innate alla criminalità dovute ad anomalie nei

63. T EORIE cromosomi. Studiano il DNA (programma Genoma) si è riscontrato che tratti quali l’intelligenza,

PREDISPOZISION

: l’aggressività e la timidezza abbiano una componente ereditaria. Sta, inoltre, prendendo piede un

E GENI E LA nuovo determinismo biologico che ha trovato alimento con lo sviluppo delle neuroscienze.

MENTE Delinquenti si nasce o si diventa?

Secondo il vecchio per istinto si intendeva la tendenza ad agire

ORIENTAMENTO ISTINTIVISTICO

senza uno scopo (potenzialità innata). L ed altri etologi, hanno temperato questa visione

ORENZ

assolutistica, affermando che gli istinti sono “schemi generali – schemi di azione” e anche

64. T EORIE l’importanza dell’ambiente (ochette di Lorenz).Per questo autore qualsiasi essere vivente e il suo

:

DEGLI ISTINTI ambiente naturale non sono concepibili separatamente e si influenzano.

ORIENTAMENTO L’ si contrappone a quello istintivistico e prevede l’ambiente

ORIENTAMENTO AMBIENTALISTICO

ISTINTIVISTICO E quale principale fattore inducente le varie modalità di condotta.

AMBIENTALISTIC L’ prevede l’interazione tra istinto e ambiente. Gottlieb

ORIENTAMENTO CORRELAZIONISTICO

O propone due distinti tipi di comportamento:

1) C

OMPORTAMENTO INNATO

2) : risultante integrata sia dei fattori genetici sia dei fattori

COMPORTAMENTO ACQUISITO

ambientali.

W Sociobiologia – la nuova sintesi. Studio sistematico delle basi biologiche di ogni forma

ILSON

65. T di comportamento sociale. Ogni comportamento sarebbe frutto di una strategia biologica rivolta

EORIE : alla conservazione della specie, dunque egoismo o altruismo non avrebbero alcuna valenza etica

DEGLI ISTINTI o morale. In sociobiologia è fondamentale l’utilizzo della teoria dell’evoluzione quale paradigma

SOCIOBIOLOGIA valido per spiegare anche il comportamento umano.

66. E’ dimostrata l’esistenza di un rapporto dinamico tra rabbia e paura e tra ansia e aggressività

L’ (proto-emozioni). L’ambiente esercita un ruolo fondamentale.

AGGRESSIVITÀ L’aggressività in campo animale è solitamente rivolta a :

NELLA - scelta sessuale

PROSPETTIVA - controllo del territorio

BIOLOGICA - organizzazione gerarchica – semplici rituali aggressivi. Postura etc.

15

- difesa della prole

Bisogna distinguere tra aggressività interspecifica (molto rara) e aggressività intraspecifica.

T T (M L ) fornisce informazioni sull’organizzazione evolutiva del

EORIA RIUNITARIA C EAN

cervello umano che sarebbe costituito da tre tipi di sistemi:

1) Struttura filogneticamente più antica: attività istintuale difesa del territorio, caccia etc

2) Controllo stati emozionali (rabbia, paura etc)

3) Sistema più recente: capacità intellettive

67. Suddetta teoria, può fornire un modello atto a spiegare taluni comportamenti delittuosi come i

A

GGRESSIVITÀ E reati d’impeto.

NEUROSCEINZE Va inoltre segnalato un certo rapporto tra: DIFETTI NEUROLOGICI E PROPENSIONE

’ . L

ALL AGGRESSIVITÀ A VIOLENZA COMPULSIVA O ESPLOSIVA È TALVOLTA CONNESSA CON SPECIFICHE

. Le difficoltà emotive e le deprivazioni affettive danno conto di una

PATOLOGIE DEL CERVELLO

condotta più incline alla criminalità. Dunque, ecco spiegato il perché taluni individui

prescindendo dalle condizioni ambientali, sono più inclini alla violenza.

AGGRESSIONE: COMPORTAMENTO LESIVO DI PERSONE.

AGGRESSIVITA’: disposizione o atteggiamento psichico favorevole all’aggressione.

68. L A - l’aggressività può essere diretta verso cose e sull’ambiente

CRIMINALITÀ - può essere diretta in modo solo verbale

VIOLENTA - può rivolgersi sotto forma di violenza sessuale

- verso se stessi

Nell’uomo l’aggressività è più rilevante che nell’animale e non ha meccanismi di contenimento

come per gli animali. L’aggressività umana è stata definita da E. Fromm aggressività maligna o

distruttiva. Egli ha distinto due specie di aggressività:

- benigna-difensiva comune a tutte le specie animali superiori

69. - maligna o distruttiva non istintuale che dipende dalla struttura sociale.

A

GGRESSIVITÀ L’aggressività è divenuta un valore culturale. La società umana poggia fondamentalmente sulla

UMANA E violenza, che è lo strumento di regolazione di tutti i rapporti di potere. Per contenere la violenza

CULTURA si è fatto ricorsi a strumenti quali le leggi, le norme etc. però ciò ha creato una situazione di

contraddittorietà (messaggi contrari alla violenza e cultura della violenza sono in contrasto) e

ambivalenza (norme, leggi e religione lanciano messaggi che mirano a inibire l’aggressione, ma

nello stesso tempo valorizzano l’aggressività nei confronti dei nemici e dei diversi).

La condotta aggressiva non può essere spiegata solo in riferimento alle differenze del patrimonio

70. S TRUTTURA genetico, ma devono essere considerate anche le esperienze, le sollecitazioni e il tipo di ambiente

BIOLOGICA E nel quale l’individuo ha vissuto. Importante è la plasticità del cervello che consente sempre di

LIBERTÀ creare nuovi programmi in funzione delle informazioni assunte dall’ambiente.

Cap. 5 – Tipologia e correlazioni

D : termine generico per indicare comportamenti per i quali sono previste dal codice

ELINQUENZA

sanzioni penali.

71. R : usato per singoli atti delittuosi, in senso strettamente giuridico.

EATO

D D : per infrazione legge penale.

ELINQUENZA E ELITTO

La fenomenologia dei delitti indica come si manifestano, seguendo un approccio descrittivo.

DELITTI CRIMINODINAMICA “COME”

CRIMINOGENESI “PERCHE’”

72. L’ Delinquenza dei minorenni rilevante.

ETÀ Delinquenza infraquattordicenni baby killers.

 Adulti 18-65: fornisce il più alto contributo.

 - più giovani: furti auto, moto, rapine, scippi, atti osceni, violenza carnale.

- più maturi: frode, bancarotta, pedofilia, esibizionismo.

Oltre i 65 anni: i vecchi delinquono meno dei giovani.

 - Violenza verbale

- Pedofilia e reati di natura sessuale

Maggiori cause: 16

Caduta freni inibitori;

Emarginazione

I Recidivi persistenti, di solito hanno iniziato molto presto la loro condotta criminale.

Negli ultimi anni è in modesto aumento. Questa criminalità riguarda i reati contro il patrimonio e

meno reati contro la persona. Però il numero di reati non conosciuti (numero oscuro) potrebbe

essere più elevato rispetto a quello maschile. Tra i reati più commessi:

- Furto al supermarket, taccheggio, furti delle colf, favoreggiamento del congiunto etc.

Le cause della disparità quantitativa:

 diversa posizione della donna nella società.

 Il maggiore accesso al mondo lavorativo non ha comportato un conseguente aumento della

73. L A criminalità .

DELINQUENZA  Atteggiamento indulgenziale da parte della polizia.

FEMMINILE  La prostituzione consente alla donna di guadagnare e non incorrere in sanzioni penali.

Per ciò che concerne le motivazioni psicologiche:

 Maggiore introversione

 Differenza nei processi di socializzazione

 Tradizione educativa di ubbidienza

Spiegazione in chiave biologica:

 Minore quantità dell’ormone maschile del testosterone.

Sono tutti coloro che sono stabilmente inseriti nella sottocultura criminale

DELINQUENTI COMUNI

(delinquenza abituale e professionale). Vi rientrano:

 Delinquenti violenti.

 Singoli individui o piccoli gruppi.

 Criminalità organizzata non mafiosa.

N :

ON FANNO PARTE DELLA DELINQUENZA COMUNE

74. L D che si differenzia dalla delinquenza comune, e riguarda le persone

A ELINQUENZA OCCASIONALE

che non sono abitualmente dedite alla delinquenza. Non fanno parte della delinquenza

DELINQUENZA occasionale i reati gravi. Vi possono essere delle circostanze favorevoli alla delinquenza

COMUNE occasionale:

 furti nei magazzini, uffici, colf etc

D :

ELITTI PER SITUAZIONI CRITICHE

 situazioni difficili (bisogno di soldi).

D : quella che non riguarda un atto volontario, ma negligenza o

ELINQUENZA COLPOSA

imprudenza.

La sottocultura si riferisce al concetto di gruppo e al senso di appartenenza che esso comporta.

75. L A Nella sottocultura delinquenziale non costituisce motivo di discredito l’inosservanza del codice

SOTTOCULTURA penale. E presente un gergale proprie, regole etiche non scritte dalle quali scaturiscono valori,

DELINQUENZIAL ritualità condivise dal gruppo e in contrasto con la morale vigente. L’apprendimento di tali

E regole avviene per rapporto diretto.

76. I S .: furti in appartamento, taccheggi. Elevatissimo recidivismo.

DELITTI DI  OTTOCULTURA DEGLI ZINGARI

Donne e bambini – provvedimenti detentivi

ALTRE S : gruppi sociali nei quali la violenza rappresenta una componente

SOTTOCULTURE  OTTOCULTURE VIOLENTE

primaria.

S : hanno alla loro origini, ragioni di tipo psicologico

 OTTOCULTURE DELLE BANDE GIOVANILI

e sociale: ribellione adolescenziale, bisogno di aggregazione, mancanza di ideali collettivi,

rifiuto del mando degli adulti, marginalità dei giovani.

Shaffer e Ferracuti (1987) studianto 1300 bande minorili di Chicago ne hanno distinte 4

tipi:

1. Banda diffusa:

2. Banda solidificata

3. Banda concenzionalizzata: tipo club atletico

4. Banda criminale

Fra i vari tipi di bande vi sono: 17


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Riassunto del Compendio di Criminologia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Introduzione allo studio della criminologia, Lo sviluppo storico del pensiero criminologico, Psicologia e criminalità, Biologia e criminalità, Interventi giuridico normativi contro la criminalità, ecc.


DETTAGLI
Esame: Criminologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Bettini Romano.

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