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Costruire un testo

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di In Biblioteca con i classici, tenute dal Prof. Raffaele Vitiello nell'anno accademico 2011 e, nell'ambito della didattica della filosofia, offre delle indicazioni tecniche e norme redazionali su come costruire un testo in biblioteca.

Esame di In biblioteca con i classici docente Prof. R. Vitiello

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riferimento che nella bibliografia finale; nelle successive note si cita il solo cognome

dell’autore, seguito da virgola e dall’abbreviazione (creata “con intelligenza e non con

meccanica violenza” ) del titolo del volume o dell’articolo, senza tutti gli altri dati. Dopo il

7

titolo abbreviato del volume, una virgola e l’eventuale pagina di riferimento o le pagine

iniziale e finale se la citazione è più lunga, separate da un trattino.

Esempi:

C , Jansénisme et Lumières.

OTTRET

B , Psicologia e politica, p. 334.

ATTISTA

N , Gli italiani, pp. 547-571.

ATALE

In relazione a tale sistema di citazione, alcuni autori amano aggiungere un: cit. al titolo

abbreviato.

Esempi:

C , Jansénisme et Lumières, cit.

OTTRET

B , Psicologia e politica, cit., p. 334.

ATTISTA

N , Gli italiani, cit., pp. 547-571.

ATALE

Altri aggiungono tre puntini.

Esempi:

C , Jansénisme et Lumières...

OTTRET

B , Psicologia e politica…, p. 334.

ATTISTA

N , Gli italiani..., pp. 547-571.

ATALE

Cito testualmente dalle Norme bibliografiche essenziali per le tesi di laurea proposte dagli Istituti di

7

paleografia e diplomatica, di scienze religiose, di storia medievale e moderna dell’Università di Padova,

Padova, Antoniana, 1978, p. 11. 12

CITAZIONI DI FONTI. ALCUNI ESEMPI PER ORIENTARSI

16. Citazioni di fonti secondo la forma latina.

Non aspettatevi a questo punto una specie di storia della filosofia… per citazioni. Vi

indicheremo soltanto, a titolo esemplificativo, alcune citazioni da fonti classiche, bibliche e

medievali che potreste trovare nelle vostre letture senza le indicazioni bibliografiche precise

(con pochi cenni, infine, a qualche edizione di riferimento di alcuni classici del pensiero

moderno). Una sorta di “primo intervento”, insomma, che vi aiuti a orientarvi nelle prime

letture “specialistiche”. Ben altro invece sarà l’armamentario bibliografico di cui dovrete

fornirvi quando vi accingerete voi stessi a preparare un lavoro specialistico. Siamo comunque

convinti che, più di qualsiasi guida, ciò che veramente vi aiuterà sarà il prendere confidenza,

fino a renderveli familiari, con gli schedari delle biblioteche, le enciclopedie e i dizionari

enciclopedici, con le letture di prima mano dei classici, nonché con i metodi di ricerca in

Internet che sempre di più ci avvicinano schedari e testi di biblioteche anche molto lontane.

Vi consigliamo di scorrere spesso, e magari cominciare a collezionare, cataloghi di case

editrici e di librerie antiquarie e di informarvi, anche, sulle opere disponibili in CD ROM. Una

esercitazione che vi consigliamo è quella di prendere appunti non solo dalle riviste e dalle

enciclopedie che troverete in libera consultazione nelle biblioteche che frequentate, ma

soprattutto dai repertori bibliografici delle discipline che più vi stanno a cuore. Per la storia

della filosofia, per es., la prossima volta che metterete piede in biblioteca, accingetevi a dare

concretezza bibliografica ai vostri progetti di ricerca cominciando col consultare (con i vostri

foglietti bianchi pronti all’uso – ricordate il foglio A4 tagliato in quattro? - per appuntarvi

quelle notizie bibliografiche che vi parranno utili) i volumi de “L’année philologique” per i

classici greci e latini, ovvero, per la filosofia, strumenti quali il “Répertoire bibliographique

de la philosophie” edito dalla Société philosophique de Louvain o la “Bibliografia fiosofica

italiana”.

17. Antichità greca e latina. I presocratici.

La citazione dei nomi degli autori e delle opere nell’originale si fa sulla base della forma

latina. Si può fare uso delle abbreviazioni usuali seguendo la lista offerta dal Greek-English

Lexicon di H.G. Liddel e R. Scott (Oxford, 1925). Si tenga presente che quando il nome latino

dell’autore è al genitivo non deve seguire una virgola tra l’autore e il titolo dell’opera.

Vediamo alcuni esempi di nomi di autori:

Plat. Plato Platone

Arist. Aristoteles Aristotele

Cic. Cicero Cicerone

Per le citazioni dai classici greci e latini si riporterà sempre il nome dell’editore scientifico

e ci si riferirà sempre, anche nelle traduzioni, alla partizione (in libri, capitoli, pagine, colonne

ecc.) adottata dall’edizione critica che viene usata. Facciamo un unico esempio, quello dei

cosiddetti “presocratici”.

Per questi autori si fa riferimento alla raccolta Die Fragmente der Vorsokratiker, opera del

filologo tedesco H. Diels il quale nel 1903 presentò le testimonianze degli autori antichi su

questi filosofi e i loro frammenti. L’opera è suddivisa in capitoli ciascuno dei quali è dedicato

13

a un autore. Ogni capitolo è suddiviso in una parte A, dedicata alle testimonianze, e in una

parte B, dedicata ai frammenti dell’autore presentato. In ciascuna delle due parti sono dati,

numerati progressivamente, i testi con l’indicazione delle fonti (ossia degli autori e delle

opere) da cui sono stati tratti. Dalla quarta edizione (1922), l’ultima pubblicata vivente il

Diels, l’opera fu arricchita ulteriormente a opera del Kranz, per cui venne modificata

l’originaria suddivisione in capitoli. Si citano con “Diels-Kranz” le edizioni a partire dalla

quinta (1934) e con “Diels” quelle precedenti.

In una citazione vengono indicati: il numero del capitolo che corrisponde all’autore

presentato; dopo una spaziatura la parte del capitolo (A o B) che interessa, e il numero del

brano; seguono i nomi degli editori. Segue poi, tra parentesi, la fonte da cui è tratto il testo. La

testimonianza (parte “A”) n. 11 su Leucippo (autore n. 67), tratta da un passo del De natura

deorum di Cicerone, si cita dunque così:

67 A 11 D K (Cic., De nat. d. I 24, 66).

IELS RANZ

18. Platone.

Elenchiamo ora le opere di Platone secondo l’ordine dell’edizione di J. B (Oxford,

URNET

1900-1907) così come vengono riportate nel citato Greek-English Lexicon:

Alc. 1, 2 Alcibiades 1, 2 Ion Ion

Amat. Amatores Just. De justo

Ap. Apologia La. Laches

Ax. Axiocus Lg. Leges

Chrm. Charmides Ly. Lysis

Clit. Clitopho Men. Meno

Cra. Cratylus Min. Minos

Cri. Crito Mx. Menexenus

Criti. Critias Phd. Phaedrus

Def. Definitiones Phlb. Philebus

Demod. Demodocus Plt. Politicus

Ep. Epistulae Prm. Parmenides

Epigr. Epigrammata Prt. Protagoras

Epin. Epinomis R. Respublica

Erx. Eryxias Sis. Sisyphus

Euthd. Euthydemus Smp. Symposium

Euthphr. Euthyphro Sph. Sophista

Grg. Gorgias Thg. Theages

Hipparch. Hypparchus Tht. Theaetetus

Hp. Ma. Hippias Major Ti. Timaeus

Hp. Mi Hippias Minor Virt. De virtute

Per la numerazione dei passi delle opere di Platone si fa ancora oggi riferimento alla

numerazione dell’edizione parigina del 1578 dovuta allo Stephanus (Henri Estienne). In essa

ogni pagina era suddivisa in cinque parti uguali (contrassegnate da a, b, c, d, e), ciascuna

composta di cinque righe.

In una citazione di Platone avremo il nome dell’autore non seguito da virgola perché è al

genitivo, il titolo intero o abbreviato dell’opera in corsivo, una virgola e il numero della

pagina dell’ed. Stephanus con la lettera indicante la parte della pagina stessa. Nel caso di più

lettere, esse verranno separate da un trattino.

Vediamo due esempi, uno tratto dal Cratilo (abbreviabile in Cra., come abbiamo visto, o

in Cratyl. secondo un’altra tradizione) e una dal Protagora (abbreviabile in Prt. o in

Protag.) .

8

Ci sono molti tipi di abbreviazione, non solo per Platone. Terrete come regola generale per tutti i tipi di

8 14

P Cratylus, 391b-c.

LATONIS

P Protagoras, 339a.

LATONIS

19. Aristotele.

Per le opere di Aristotele la citazione dei passi si fa tuttora sulla base dell’edizione

dell’Accademia di Berlino, 1831-1870, a cura di I. Bekker.

Elenchiamo le opere del Corpus Aristotelicum secondo l’edizione del Bekker così come

sono riportate nel citato Greek-English Lexicon:

APo. Analytica posteriora Mem. De memoria

APr. Analytica priora Metaph. Metaphysica

Ath. Atheniensium respublica Mete. Meteorologica

Aud. De audibilibus Mir. Mirabilia

Cael. De caelo Mu. De mundo

Cat. Categoriae Oec. Oeconomica

Col. De coloribus PA De partibus animalium

De an. De anima Pepl. Peplus

Div. Somn. De divinatione per somnia Ph. Physica

EE Ethica Eudemia Phgn. Physiognomica

EN Ethica Nicomachea Po. Poetica

Ep. Epistulae Pol. Politica

Fr. Fragmenta Pr. Problemata

GA De generatione animalium Resp. De respiratione

GC De generatione et corruptione Rh. Rhetorica

HA Historia animalium Rh. Al. Rhetorica ad Alexandrum

IA De incessu animalium SE Sophistici elenchi

Insomn. De insomniis Sens. De sensu

Int. De interpretatione Somn. Vig. De somno et vigilia

Juv. De juventute Spir. De spiritu

LI De lineis insecabilibus Top. Topica

Long. De longaevitate VV Virtutibus et Vitiis

MA De motu animalium Vent. De ventis

MM Magna moralia Xen. De Xenophane

Mech. Mechanica

Ogni pagina dell’ edizione Bekker è suddivisa in due colonne contraddistinte la prima

dalla lettera a, e la seconda dalla lettera b (senza spazio tra il numero della pagina e la lettera

stessa).

Esempio:

1141a.

1141b.

Oltre alla pagina, occorre citare i numeri della riga o delle righe che ci interessano.

Esempio:

1141a 34.

abbreviazione quella di scegliere un metodo e di uniformare tutto il vostro lavoro a quell’unico criterio. 15

Per citare, dunque, un passo di Aristotele si riporta dopo il nome dell’autore (al genitivo e

quindi senza virgola) l’indicazione dell’opera (per intero o abbreviata) in corsivo. Segue,

dopo una virgola, l’indicazione del libro (segnalato da una lettera maiuscola dell’alfabeto

greco o dal corrispondente numero romano); segue il capitolo del libro in numeri arabi; segue

dopo una virgola il numero della pagina con la lettera (a oppure b) e il numero della riga.

Vediamo un esempio dall’Etica Nicomachea (abbreviabile in EN come abbiamo visto, o in

Eth. Nic. secondo un’altra tradizione), libro Z, capitolo 7, pagina 1141, dalla riga 34 della

colonna a alla riga 2 della colonna b della stessa pagina 1141:

A Ethica Nicomachea, Z 7, 1141a 34-b 2.

RISTOTELIS

Quando per Platone e Aristotele non si usano le edizioni canoniche di Stephanus o di

Bekker è necessario precisare, dopo la pagina e le righe dell’opera data, anche il nome

dell’editore (nel senso indicato sopra, nota 6). Nella citazione completa dell’opera, dopo il

titolo dell’opera riportato per esteso, si darà il nome dell’editore, il luogo e la data di

pubblicazione. Il luogo di pubblicazione delle edizioni critiche si dà in latino, e non si usa

aggiungere il nome della casa editrice; la data, anche se spesso figura nel frontespizio in cifre

romane, viene di preferenza riportata in cifre arabe. Vediamo un esempio:

A Metaphysica recognovit brevique adnotatione critica instruit W. J , Oxonii, 1957.

RISTOTELIS AEGER

20. La Bibbia.

Quando trovate un passo biblico, noterete che sono generalmente omesse le consuete

indicazioni editoriali, a meno che, per particolari necessità interne a uno studio, non sia

necessario rinviare a una o più edizioni specifiche, a una o più traduzioni particolari.

Richiamiamo qui di seguito sia le abbreviazioni e i titoli in italiano secondo l’indice

approvato dalla CEI (Conferenza episcopale italiana), sia le abbreviazioni e i titoli della

Bibbia latina, quella che interessa maggiormente il medievista (ma non solo il medievista,

come è evidente). In realtà, se consultate la letteratura specialistica, preparatevi a incontrare

molte altre citazioni bibliografiche nelle lingue moderne, talvolta non immediatamente

decifrabili. Un solo esempio: Rev., come abbreviazione dell’inglese Revelation,

corrispondente all’Apocalisse di Giovanni.

ANTICO TESTAMENTO

Pentateuco

Gn (= Genesi) Gen (= Genesis)

Es (= Esodo) Ex (= Exodus)

Lv (= Levitico) Lev (=Leviticus)

Nm (= Numeri) Num (= Numeri)

Dt (=Deuteronomio) Deut (=Deuteronomium)

Libri storici

Gs (= Giosuè) Ios (= Iosue)

Gdc (= Giudici) Iud (= Iudices)

Rt (= Rut) Rut (= Ruth)

1Sam (= 1 Samuele) 1Re (= 1 Regum) 16

2Sam (= 2 Samuele) 2Re (= 2 Regum)

1Re (1 Re) 3Re (= 3 Regum)

2Re (=2 Re) 4Re (= 4 Regum)

1Cr (=1 Cronache) 1Par (= 1Paralipomenon)

2Cr (= 2 Cronache) 2Par (= 2 Paralipomenon)

Esd (= Esdra) 1Esd (= 1 Esdra)

Ne (= Neemia) 2Esd (= 2 Esdra)

Tb (= Tobia) Tob (= Tobias)

Gdt (= Giuditta) Iudt (= Iudith)

Est (= Ester) Est (=Esther)

1Mac (1Maccabei) 1Mac (= 1 Machabaeorum)

2Mac (2 Maccabei) 2Mac (= 2 Machabaeorum)

Libri sapienziali

Gb (Giobbe) Iob (=Iob)

Sal (= Salmi) Ps - Psal (=Psalmi)

Pr (= Proverbi) Prov (= Proverbia)

Qo (= Qoèlet – Ecclesiaste) Eccl (=Ecclesiastes)

Ct (=Cantico) Cant (= Canticum Canticorum)

Sap (Sapienza) Sap (=Sapientia)

Sir (= Siracide –Ecclesiastico) Eccli (=Ecclesiasticus)

Libri profetici

Is (= Isaia) Is (= Isaias)

Ger (= Geremia) Ier (= Ieremias)

Lam (= Lamentazioni) Lam (= Lamentationes)

Bar (Baruc) Bar (= Baruch)

Ez (= Ezechiele) Ez (= Ezechiel)

Dn (= Daniele) Dan (=Daniel)

Os (= Osea) Os (=Oseas)

Gl (= Gioele) Ioel (=Ioel)

Am (= Amos) Am (= Amos)

Abd (= Abdias) Abd (= Abdias)

Gn (= Giona) Ion (= Ionas)

Mi (= Michea) Mic (= Michaeas)

Na (=Naum) Na (= Nahum)

Ab (= Abacuc) Hab (=Habacuc)

Sof (= Sofonia) Soph (Sophonias)

Ag (= Aggeo) Ag (=Aggaeus)

Zc (= Zaccaria) Zac (= Zacharias)

Ml (Malachia) Mal (= Malachias)

NUOVO TESTAMENTO

Vangeli e Atti

Mt (= Matteo) Mat (= Evangelium Matthaei)

Mc (=Marco) Mar (= Evangelium Marci)

Lc (= Luca) Luc (= Evangelium Lucae)

Gv (= Giovanni) Ioa (= Evangelium Ioannis)

At (= Atti) Act (= Actus Apostolorum)

Lettere di san Paolo

Rm (= Romani) Rom (= Epistula ad Romanos) 17

1Cor (= 1 Corinzi) 1Cor (= Epistula ad Corinthios 1)

2Cor (= 2 Corinzi) 2Cor (= Epistula ad Corinthios 2)

Gal (= Galati) Gal (= Epistula ad Galatas)

Ef (= Efesini) Eph (= Epistula ad Ephesios)

Fil (= Filippesi) Phil (= Epistula ad Philippenses)

Col (Colossesi) Col (= Epistula ad Colossenses)

1Ts (1 Tessalonicesi) 1The (=Epist. ad Thessalonicenses 1)

2Ts (2 Tessalonicesi) 2The (=Epist. ad Thessalonicenses 2)

1Tim (1 Timoteo) 1Tim (=Epistula ad Timotheum 1)

2Tim (2 Timoteo) 2Tim (= Epistula ad Timotheum 2)

Tt (Tito) Tit (= Epistula ad Titum)

Fm (Filemone) Phim (Epistula ad Philemonem)

Eb (Ebrei) Heb (= Epistula ad Hebraeos)

Lettere cattoliche

Gc (= Giacomo) Iac (= Epistula Iacobi

1Pt (1 Pietro) 1Pet (= Epistula Petri 1)

2Pt (2 Pietro) 2Pet (= Epistula Petri 2)

1Gv (= 1 Giovanni) 1Ioa (= Epistula Ioannis 1)

2Gv (= 2 Giovanni) 2Ioa (= Epistula Ioannis 2)

3Gv (= 3 Giovanni) 3Ioa (= Epistula Ioannis 3)

Gd (= Giuda) Iudas (= Epistula Iudae)

Apocalisse

Ap (= Apocalisse) Apoc (= Apocalypsis Ioannis)

Nelle citazioni dalla Bibbia si indica il libro (di solito abbreviato), seguìto senza virgola

dal n. del capitolo, quindi virgola e n. del versetto o dei versetti, separati da un trattino. Degli

esempi che seguono, il primo riguarda l’Esodo, capitolo 7, versetti da 1 a 13; il secondo la

Lettera di Paolo ai Romani, capitolo 7, versetto 14.

Citazioni latine:

Ex 7, 1-13.

Rom 7, 14.

Citazioni italiane:

Es 7, 1-13.

Rm 7, 14.

21. Autori medievali.

Il nome di un autore medievale può venire citato sia in latino, sia nella lingua

dell’edizione critica cui si fa riferimento, sia in italiano:

Esempi:

P A (nome in latino).

ETRUS BAELARDUS

A M (nome in latino al genitivo; non si inserirà una virgola tra l’autore e il titolo dell’opera).

LBERTI AGNI

J S (nome dell’autore nella lingua moderna dell’edizione critica utilizzata).

EAN COT

A (nome in italiano).

GOSTINO 18

Per la citazione di un’opera medievale nell’originale, il titolo va in latino e occorre

menzionare il numero del capitolo e del paragrafo seguendo il metodo e le suddivisioni

proprie dell’opera. Va citato (preceduto da: ed.) il nome puntato e il cognome dell’editore

scientifico del testo. Potrete trovare la città (o le città) della pubblicazione in latino, in

genitivo locativo (es: Romae, non Roma, Turnholti, non Turnhout, etc.). Per testi editi

all’interno di collezioni di fonti come quelle sottoindicate, non si dà in genere l’indicazione

della casa editrice, ma solo quello della città ed è necessario aprire, dopo la citazione, una

parentesi tonda in cui si menziona il titolo della collezione, il numero progressivo del volume

in cui si trova l’opera che ci interessa, e ogni altra indicazione necessaria all’identificazione

del volume. Delle collezioni più note si possono (ma non è un obbligo) dare le indicazioni in

sigle:

CC Corpus Christianorum.

CCCM Corpus Christianorum. Continuatio Mediaevalis.

CCSL Corpus Christianorum. Series Latina.

CSEL Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum.

MGH Monumenta Germaniae Historica.

PG Patrologia Greca.

PL Patrologia latina.

SC Sources Chrétiennes.

Vediamo un esempio:

S A A De civitate Dei libri XXII, voll. 1-2, ed. E. H , Wien, 1899-1900 (CSEL,

ANCTI URELII UGUSTINI OFFMANN

vol. 40: 1-2).

Quando di un testo compreso nella Patrologia, pubblicazione promossa da J.-P. Migne

(1800-1875), esista un’edizione critica o un’edizione più recente, si cita da quest’ultima, ma è

opportuno aggiungere nella stessa parentesi che fa seguito alla citazione anche il rinvio alla

Patrologia, con l’indicazione del volume e della colonna. Quando viene indicata anche

l’altezza della colonna, essa viene segnalata dalle lettere maiuscole: A, B, C, D.

Esempi:

J S , Commentaire sur l’Évangile de Jean, III, v, ed. E. J , Paris, 1972, p. 222 (SC,180; PL,

EAN COT EAUNEAU

LXXII, 319 B).

P A , Theologia christiana, II, 10, ed. E.M. B , Turnholti, 1969, p. 137 (CCCM, XII;

ETRUS BAELARDUS UYTAERT

PL, CLXXVIII, 1170 A).

Al di là delle sigle sopra citate si può trovare usato lo stesso criterio (della collezione da

indicare tra parentesi) anche in altri casi, come si è visto del resto nel paragrafo sulle collane

editoriali:

A J F De articulis fidei, in G F , Scritti minori, a cura di E. B ,

BBATIS OACHIM DE LORE IOACCHINO DA IORE UONAIUTI

Roma, 1936 (Fonti per la storia d’Italia, n. 78).

S B , Quaestiones in tertium de Anima, 9, ed. B. B , Louvain-Paris, 1972 (Philosophes

IGER DE RABANT AZÁN

médiévaux, XIII).

Vediamo ora due commenti medievali a testi greci, uno dal Plato Latinus (con una recente

traduzione italiana) e uno dall’Aristoteles Latinus:

C , Commentarium in Timaeum Platonis, ed. J.H. W , Plato Latinus, IV, Londinii et Leidae,

HALCIDIUS ASZINK

1962 (Traduzione italiana: C , Commentario al Timeo di Platone, testo latino a fronte, a cura di C.

ALCIDIO

M , Milano, Bompiani, 2003).

ORESCHINI

A , Analytica Priora, translatio B , ed. L. M -P , Aristoteles Latinus, III, 1-4,

RISTOTELES OETHII INIO ALUELLO 19

Bruges-Paris, 1962 (Corpus philosophorum medii aevi).

22. Tommaso d’Aquino.

Le indicazioni relative all’edizione utilizzata si omettono di solito non solo nelle citazioni

della Bibbia ma anche per alcune opere (di Agostino, Tommaso ecc.) di cui esistono

parecchie edizioni, a meno che, per particolari esigenze (p. es. la discussione sulla

trasmissione del testo), non si ritenga di regolarsi diversamente.

T ’A , Summa theologica, I,1, 2c

OMMASO D QUINO

si può citare anche, utilizzando la cosiddetta “Edizione Leonina” ordinata da papa Leone XIII

ed edita a Roma dal 1882 in poi:

S T A Summa theologica, I, 1, 2c, Opera omnia, IV, Romae, 1888, p. 9.

ANCTI HOMAE DE QUINO

Per Tommaso, le Quaestiones disputatae vanno citate secondo l’argomento:

De veritate, II, 6c, Opera omnia, XXII, Romae, 1970, p. 65.

Dei commenti di Tommaso ad Aristotele si indica il libro e la lezione:

Sententia libri Ethicorum, I, lect. 14, Opera omnia, XLVII, Romae, 1969, p. 51.

23. Manoscritti antichi e medievali.

Le norme essenziali per la citazione da manoscritti (cioè da testi inediti) sono le

medesime, sia per i testi greci o latini, che per quelli medievali o moderni. Si indicheranno:

1. Nome dell’autore.

2. Titolo (in corsivo come di consueto).

3. Biblioteca in cui è custodito il manoscritto.

4. Eventualmente la città in cui si trova la biblioteca, anche tra parentesi.

5. La collocazione (detta anche “segnatura”) del manoscritto, che di solito comprende il fondo

al quale il manoscritto appartiene e un numero, il foglio (abbreviato in f., plurale ff.) in cui

si trova il passo in questione, specificando se si tratti del “recto” o del “verso” (abbreviati

in r e v) del foglio e indicando la colonna (a oppure b) se il testo è scritto su due colonne.

Se gli inediti sono descritti su cataloghi a stampa (p. es. il Wartelle per i manoscritti greci,

o il Lacombe per i manoscritti latini di Aristotele) sarà bene farvi riferimento.

Esempi:

A Metheora, p. 195r, Universitätsbibliothek (Leipzig), Bibl. Univ., 1341, ff. 193r-216v (Lacombe, n.

RISTOTELIS

966).

B , Summulae, VII, v, 9, Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Pal. lat. 994, f. 76r a-b.

URIDANO

P C , Tractatus de tropis loquendi, Oxford, Bodleian Library, ms. Rawlinson C 161, f. 171r a.

IETRO ANTORE

24. Autori moderni di testi in latino. 20

Se il nome dell’autore è al genitivo nel frontespizio, allora lo si dà al genitivo, non seguito

da virgola, nella citazione. Se nel frontespizio è in altri casi obliqui (come nel secondo

esempio dove si legge nel frontespizio: “[...] auctore Ludovico Antonio Muratorio”) lo si dà

in volgare. Si faccia attenzione a riportare in latino la città della pubblicazione, se così è

indicata nell’originale.

Esempi:

J. S Urbis Patavinae inscriptiones sacrae et prophanae, Patavii, 1701.

ALOMONII

L. A. M , Antiquitates Italicae medii aevi, Mediolani, 1738-1743.

URATORI

25. Autori moderni. Edizioni di riferimento e traduzioni italiane.

I classici del pensiero moderno vanno citati sempre nelle edizioni critiche più autorevoli e

facendo comunque riferimento, anche se usate le edizioni più recenti e le migliori traduzioni

disponibili, alle edizioni complessive in lingua originale. È con queste che vi consigliamo di

prendere al più presto confidenza in biblioteca per addentrarvi nel vivo di una lettura critica e

non superficiale di quei classici.

Pensate alle Oeuvres di René Descartes, nell’edizione a cura di Ch. Adam e P. Tannery

(abbreviazione: AT), 12 voll., Paris, 1897-1913, poi (Paris, 1964-1974) riprodotta e rinnovata

grazie alle annotazioni e alla pubblicazione di nuovi testi e documenti a cura di B. Rochot, P.

Costabel, J. Beaude, A. Gabbey; e alla Correspondance dello stesso autore, a cura di Ch.

Adam e G. Milhaud (abbreviazione: AM), 8 voll., Paris, 1936-1963.

Pensate alle edizioni complessive di Thomas Hobbes e cercatene la ristampa anastatica

(Aalen, 1961): The English Works, 11 voll. e Opera philosophica quae latine scripsit omnia,

5 voll., a cura di W. Molesworth, London, 1839-1845.

In questo esercizio di “affiatamento” con le maggiori edizioni di riferimento, dovreste poi

almeno (ma ci perdonino i fans degli altri classici...) prendere visione dell’edizione completa

9

delle opere di Immanuel Kant, quella cosiddetta dell’Accademia delle Scienze di Berlino,

Kant’s gesammelte Schriften, 1900 sgg.

Per citare un’opera singola di un autore compresa nell’edizione di riferimento delle opere

complessive di quello stesso autore (poniamo, ora, Hegel), sarà sempre bene precisare il nome

del curatore dell’una e dell’altra, anche quando si tratti dello stesso studioso, come nel caso

che segue:

G.W.F. H , Phänomenologie des Geistes [1807], a cura di G. L , in H , Sämtliche Werke, a cura di

EGEL ASSON EGEL

19283.

G. L , vol. II, Leipzig, F. Meiner,

ASSON

Per le opere tradotte in italiano precisiamo che occorre sempre dare notizia del traduttore e

che, quando esistano ristampe di quella stessa traduzione presso la medesima casa editrice o

presso case editrici diverse, è utile indicare sia l’anno della prima pubblicazione italiana sia

l’anno di quella che effettivamente si usa:

Esempio:

Come “traccia” per esercitazioni bibliografiche potrete utilizzare le sezioni “Storia della critica” e

9

“Bibliografia” comprese in ciascuno dei volumi della collana “I filosofi” della casa editrice Laterza. Ma più in

generale, per i classici non solo filosofici e per la letteratura critica che dovrete conoscere, vi basterà una breve

visita ai siti di carattere culturale largamente presenti in Internet per rendervi subito conto della ricchezza

dell’offerta bibliografica. Ma, attenzione! Non è tutto oro quel che luce, dice il proverbio, e vi consigliamo di

verificare sempre in biblioteca e in libreria l’esattezza di quelle indicazioni. 21

G.W.F. H , Propedeutica filosofica, traduzione, introduzione e note di G. R (Firenze, Sansoni, 1951),

EGEL ADETTI

Firenze, La Nuova Italia, 1977.

La menzione del titolo originale e dell’anno della prima edizione originale dei classici

tradotti può essere superflua se si tratta di titoli molto noti o indicati in altra parte del vostro

lavoro. Se vorrete darne notizia vi regolerete come vi abbiamo indicato sopra (vedi “Scheda di

un’opera tradotta”) in riferimento alla saggistica contemporanea. Un esempio:

G.W.F. H , Fenomenologia dello spirito [Phänomenologie des Geistes, 1807], traduzione, introduzione e

EGEL

note di E. D N , Firenze, La Nuova Italia (1933), 1996.

E EGRI 22

CRITERI ESSENZIALI

PER LA REDAZIONE DI UN ELABORATO

Una volta elaborati con cura i materiali preparatori (schede bibliografiche, schede con

citazioni, appunti di lettura, appunti sulla divisione in capitoli, indici, bibliografia ecc.) potete

finalmente dedicarvi alla prima stesura del vostro elaborato. La discuterete col docente che

segue il vostro lavoro, la correggerete e la integrerete più volte fino a che il lavoro finisca per

assumere la forma definitiva. I criteri redazionali essenziali che qui vi suggeriamo seguono le

indicazioni in uso presso la maggior parte delle case editrici italiane e ve le diamo con

l’avviso che sicuramente nelle vostre letture ne troverete usate di diverse, o che vi potrà

capitare che vi venga chiesto di usarne di diverse. Comunque decidiate di operare, ciò che

importa è che, alla fine, ricordiate sempre di “normalizzare” tutto il vostro lavoro in base ai

criteri che avrete scelti.

26. La cartella standard.

La ‘cartella’, termine redazionale per ‘pagina’, è in genere di duemila battute, il che

equivale circa a 28 righe di 70 battute ciascuna, spazi bianchi inclusi. Si tratta della ‘cartella’

che tradizionalmente viene richiesta, dattiloscritta fino a qualche anno fa, oggi a stampa di

computer, a un autore o a un traduttore da parte di un giornale o di una rivista. Sarà preferibile

che le chiamate di nota, i testi delle note e gli infratesti (vedi più avanti § 29) siano in un

corpo minore rispetto al testo.

Il primo capoverso di un capitolo o di un paragrafo non andrebbe rientrato, anche se oggi

molti preferiscono far rientrare tutti i capoversi, a partire dal primo. Nei lavori in cui non si

fanno rientrare i capoversi si lascia di solito una riga di spazio bianco tra un capoverso e

l’altro o tra un gruppo di capoversi e l’altro.

Fate attenzione a non eccedere coi capoversi (avreste un lavoro tutto fatto di “pensierini”

o di aforismi) ma nemmeno a lesinarli (avreste lunghissimi blocchi che stancherebbero il

lettore). Per lo stacco fra il testo e un infratesto si lascia una riga di spazio bianco. Alla fine di

un paragrafo si lasciano due righe di spazio bianco.

Fate attenzione, ora, a digitare correttamente le battute di spazio bianco:

Tra parola e parola solo una battuta di spazio bianco. Esempio: p. 35 e non p.35 o p. 35.

Tra parola e punto / virgola / due punti/ punto e virgola niente spazio.

Dopo punto / virgola / due punti / punto e virgola una battuta di spazio.

Le virgolette e le parentesi di apertura sono precedute ma non seguite da spazio.

Le virgolette e le parentesi di chiusura non sono precedute da spazio.

Tra l’articolo apostrofato e la parola introdotta dall’articolo niente spazio (Esempi: l’animale, un’ancora,

dell’America ecc).

Tra l’iniziale del nome e il cognome una battuta di spazio (Esempi: A. Manzoni, V. Alfieri, J. Piaget).

Per i nomi con doppia iniziale niente spazio tra le iniziali (Esempi: G.B. Vico, G.W. Leibniz, E.A. Poe).

Le iniziali dei nomi doppi in francese richiedono il trattino: J.-J. Rousseau, P.-M. Masson.

27. Abbreviazioni.

Vanno usate il meno possibile. È meglio scrivere: “Ho fatto due chilometri a piedi” o “a

cura di” piuttosto che “Ho fatto due km a piedi” o “a c. di”. Per le abbreviazioni necessarie in

ambiti di ricerca specialistici (abbreviazioni di nomi di autori e di opere, sigle di collezioni di

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fonti ecc.) darete all’inizio del vostro lavoro (o della bibliografia) un elenco il più chiaro

possibile. Quanto alle abbreviazioni comunemente in uso nei lavori scientifici sarà superfluo

darne l’elenco nel vostro lavoro. Nella lista che segue vi proponiamo le più frequenti.

a. anno N.d.A. nota dell’autore

art. articolo N.d.T. nota del traduttore

c. carta n.s. nuova serie

ca circa op. opera

cap. capitolo p. pagina

cit. citato p. es. per esempio

cfr. confronta r (r°) recto

ecc., etc. eccetera, et coetera s.d. senza data di edizione

ed. edizione s.e. senza editore

et al. e altri s.l. senza luogo di edizione

f. foglio sgg. pagine (o righe, versi, ecc.) seguenti

fasc. fascicolo s.v. sub voce

fig. figura t./tt. tomo/tomi

l. libro, linea tab. tabella

ms. manoscritto tav. tavola

n. numero v (v°) verso

N.B. nota bene vol./voll. volume/volumi

Si faccia attenzione all’uso di supra (più sopra nel testo) e infra (più avanti nel testo),

seguiti o meno da indicazione di pagina, capitolo, etc.

Le sigle si scrivono tutte maiuscole senza punti: UTET e non U.T.E.T.; ONU e non

O.N.U. etc.

28. Citazioni nel testo. Virgolette e parentesi.

Le citazioni che vorrete inserire nel contesto del vostro lavoro vanno incorporate con

virgolette doppie alte (“ ”) d’inizio e di fine. L’eventuale chiamata di nota (poniamo in tutti

gli esempi qui sotto una immaginaria nota 12) va dopo le virgolette di chiusura e prima della

punteggiatura. Una eventuale parola o frase che l’autore da voi citato mette tra virgolette

doppie alte all’interno della citazione stessa va riportata fra virgolette singole alte (‘ ’). Non

stupitevi se, come potete vedere in libri Feltrinelli e Mondadori, avrete tre virgolette di

chiusura, meglio se con uno spazio tra la singola e la doppia.

Esempio:

Scrive Cesare Vasoli: “Basterà ricordare che il tema dell’ ‘arbre encyclopédique’ ha ancora un netto rilievo nel

Discours del d’Alembert, in significativa connessione con il criterio dell’ ‘ordre’ e della ‘genealogia delle

12

scienze’ ” .

Se preferite usare le virgolette doppie basse (« »), la citazione ultima prenderà questo

aspetto:

Scrive Cesare Vasoli: «Basterà ricordare che il tema dell’ “arbre encyclopédique” ha ancora un netto rilievo nel

Discours del d’Alembert, in significativa connessione con il criterio dell’ “ordre” e della “genealogia delle

12

scienze”» .

Esistono poi le virgolette uncinate (o ad angolo): < >. Esse hanno un uso specialistico, p.

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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di In biblioteca con i classici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vitiello Raffaele.

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