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Su proposta del Primo ministro, nomina gli altri membri del governo e pone fine alle loro funzioni.

Articolo 9

Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri.

Articolo 10

Il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro quindici giorni dalla trasmissione al Governo della legge

definitivamente approvata.

Prima della scadenza del termine, può chiedere al Parlamento una nuova deliberazione della legge o di alcuni suoi

articoli. La nuova deliberazione non può essere respinta.

Articolo 11

Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo durante le sessioni o su proposta congiunta delle due

assemblee, pubblicate sul Journal officiel, può sottoporre a referendum ogni disegno di legge concernente

l'ordinamento dei pubblici poteri, le riforme relative alla politica economica o sociale della Nazione ed ai servizi

pubblici che vi concorrono, o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla

Costituzione, potrebbe comunque incidere sul funzionamento delle istituzioni.

Quando il referendum è indetto su proposta del Governo, questi fa, dinanzi a ciascuna assemblea, una dichiarazione

che è seguita da un dibattito.

Quando il referendum porta all'adozione del disegno di legge, il Presidente della Repubblica promulga la legge entro

quindici giorni dalla proclamazione dei risultati della consultazione.

Articolo 12

Il Presidente della Repubblica, sentito il Primo ministro e i presidenti delle assemblee, può sciogliere l'Assemblea

nazionale.

Le elezioni politiche hanno luogo almeno venti giorni e al massimo quaranta giorni dopo l'avvenuto scioglimento.

L'Assemblea nazionale è convocata di pieno diritto il secondo giovedì successivo alle elezioni. Se la convocazione

cade in periodo diverso da quello previsto per la sessione ordinaria, una sessione della durata di quindici giorni ha

luogo di diritto.

Non si può procedere ad un nuovo scioglimento durante l'anno che segue dette elezioni.

Articolo 13

Il Presidente della Repubblica firma le ordinanze e i decreti deliberati dal Consiglio dei ministri.

Attribuisce le cariche civili e militari dello Stato.

I consiglieri di Stato, il gran cancelliere della Légion d'honneur, gli ambasciatori ed inviati straordinari, i consiglieri

della Corte dei conti, i prefetti, i rappresentanti dello Stato nelle collettività d’oltremare disciplinate dall’articolo 74

ed in Nuova Caledonia, gli ufficiali generali, i rettori delle accademie, i direttori delle amministrazioni centrali sono

nominati con delibera del Consiglio dei ministri.

Una legge organica determina le altre cariche alle quali si provvede con delibera del Consiglio dei ministri e le

condizioni alle quali il potere di nomina del Presidente della Repubblica può essere dallo stesso delegato ed

esercitato in suo nome.

Articolo 14

Il Presidente della Repubblica accredita gli ambasciatori e gli inviati straordinari presso gli Stati esteri; gli

ambasciatori e gli inviati straordinari stranieri sono accreditati presso di lui.

Articolo 15

Il Presidente della Repubblica è il capo delle Forze armate. Presiede i consigli e i comitati superiori della Difesa

nazionale.

Articolo 16

Quando le istituzioni della Repubblica, l'indipendenza della nazione, l'integrità del territorio o l'esecuzione degli

impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri

pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo

aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio

costituzionale.

Egli ne informa la nazione con un messaggio.

Tali misure devono essere ispirate dalla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo

possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. Il Consiglio costituzionale è consultato al riguardo.

Il Parlamento si riunisce di pieno diritto.

L'Assemblea nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.

Articolo 17

Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere la grazia.

Articolo 18

Il Presidente della Repubblica comunica con le due assemblee del Parlamento mediante messaggi di cui è data

lettura e che non danno luogo a dibattito.

Fuori sessione, il Parlamento è riunito espressamente a tale effetto.

Articolo 19

Gli atti del Presidente della Repubblica diversi da quelli previsti dagli articoli 8 (primo comma), 11, 12, 16, 18, 54,

56 e 61 sono controfirmati dal Primo ministro e, se del caso, dai ministri responsabili.

TITOLO III - Il Governo

Articolo 20

Il Governo determina e dirige la politica nazionale.

Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.

È responsabile davanti al Parlamento alle condizioni e secondo le procedure previste agli articoli 49 e 50.

Articolo 21

Il Primo ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della Difesa nazionale. Assicura l'esecuzione delle

leggi. Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 13, esercita il potere regolamentare e attribuisce le cariche civili e

militari.

Può delegare alcuni poteri ai ministri.

Sostituisce, se del caso, il Presidente della Repubblica nella presidenza dei consigli e dei comitati previsti all'articolo

15.

Può, a titolo eccezionale, sostituirlo nella presidenza di un Consiglio dei ministri in virtù di una delega espressa e per

un ordine del giorno determinato.

Articolo 22

Gli atti del Primo ministro sono controfirmati, quando occorra, dai ministri incaricati della loro esecuzione.

Articolo 23

Le funzioni di membro del Governo sono incompatibili con l'esercizio del mandato parlamentare, delle funzioni di

rappresentanza professionale a carattere nazionale, di qualsiasi impiego pubblico o attività professionale.

Una legge organica stabilisce le condizioni per la sostituzione dei titolari di tali mandati, funzioni o impieghi.

La sostituzione dei membri del Parlamento ha luogo in conformità alle disposizioni dell'articolo 25.

TITOLO IV - Il Parlamento

Articolo 24

Il Parlamento si compone dell'Assemblea nazionale e del Senato.

I deputati dell'Assemblea nazionale sono eletti a suffragio diretto.

Il Senato è eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza delle collettività territoriali della Repubblica.

I Francesi stabiliti fuori della Francia sono rappresentati al Senato.

Articolo 25

Una legge organica stabilisce la durata dei poteri di ciascun'assemblea, il numero dei suoi membri, le loro indennità,

le condizioni di eleggibilità, e il regime delle ineleggibilità e delle incompatibilità.

Essa stabilisce altresì le norme per la elezione delle persone chiamate ad assicurare, in caso di vacanza del seggio, la

sostituzione dei deputati e dei senatori fino al rinnovo generale o parziale dell'assemblea di appartenenza.

Articolo 26

Nessun membro del Parlamento può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per opinioni o voti

espressi nell'esercizio delle sue funzioni.

Nessun membro del Parlamento può essere sottoposto, in materia penale, ad arresto o a qualsiasi altra misura di

privazione o di restrizione della libertà senza l'autorizzazione del Ufficio di presidenza dell'assemblea alla quale

appartiene. Detta autorizzazione non è richiesta in caso di flagranza o di condanna definitiva.

La detenzione, le misure di privazione o di restrizione della libertà o l'azione penale nei confronti di un membro del

Parlamento sono sospese per la durata della sessione qualora l'assemblea alla quale appartiene lo richieda.

L'assemblea interessata si riunisce di pieno diritto in sedute supplementari per consentire, se del caso, l'applicazione

del suddetto comma.

Articolo 27

Il mandato imperativo è nullo.

Il diritto di voto dei membri del Parlamento è personale.

La legge organica può autorizzare eccezionalmente la delega del voto. In tal caso nessuno può ricevere in delega più

di un mandato .

Articolo 28

Il Parlamento si riunisce di pieno diritto in una sessione ordinaria che ha inizio il primo giorno lavorativo di ottobre

e si conclude l'ultimo giorno lavorativo di giugno.

La sessione ordinaria in ciascuna assemblea non può superare i centoventi giorni di seduta. Le settimane di seduta

sono stabilite da ciascun'assemblea.

Il Primo ministro, consultato il Presidente dell'assemblea interessata, o la maggioranza dei membri di ciascuna

assemblea, può decidere la convocazione di giorni supplementari di seduta.

I giorni e gli orari delle sedute sono determinati dal regolamento di ciascuna assemblea.

Articolo 29

Il Parlamento si riunisce in sessione straordinaria su richiesta del Primo Ministro o della maggioranza dei membri

componenti l'Assemblea nazionale, su un ordine del giorno determinato.

Quando la sessione straordinaria è tenuta su richiesta dei membri dell'Assemblea nazionale, il decreto di chiusura

interviene solo dopo che il Parlamento abbia esaurito l'ordine del giorno per il quale è stato convocato e al più tardi

dopo dodici giorni a partire da quello della prima seduta.

Solo il Primo ministro può chiedere una nuova sessione prima della fine del mese successivo al decreto di chiusura.

Articolo 30

Ad eccezione dei casi in cui il Parlamento si riunisce di pieno diritto, le sessioni straordinarie sono aperte e chiuse

con decreto del Presidente della Repubblica.

Articolo 31

I membri del Governo hanno accesso alle due assemblee. Sono ascoltati quando lo richiedono.

Essi possono farsi assistere da commissari del Governo.

Articolo 32

Il Presidente dell'Assemblea nazionale è eletto per la durata della legislatura. Il presidente del Senato è eletto dopo

ogni rinnovo parziale.

Articolo 33

Le sedute delle due assemblee sono pubbliche. Il resoconto integrale dei dibattiti è pubblicato nel Journal officiel.

Ciascuna assemblea può riunirsi in comitato segreto su richiesta del Primo ministro o di un decimo dei suoi membri.

TITOLO V - Rapporti tra il Parlamento e il Governo

Articolo 34

La legge è votata dal Parlamento.

La legge stabilisce le norme concernenti:

- i diritti civili e le garanzie fondamentali accordate ai cittadini per l'esercizio delle pubbliche libertà; gli obblighi

imposti dalla Difesa nazionale ai cittadini relativamente alla loro persone ed ai loro beni ;

- la cittadinanza, lo stato e la capacità delle persone, il regime matrimoniale, le successioni ed elargizioni;

- la qualificazione dei delitti nonché delle pene applicabili; la procedura penale; l'amnistia; la creazione di nuovi

ordini giurisdizionali e lo stato giuridico dei magistrati;

- l'imponibile, il tasso e le modalità di riscossione delle imposte di qualsiasi tipo; il regime di emissione della

moneta.

La legge stabilisce altresì le norme concernenti:

- il sistema elettorale delle assemblee parlamentari e delle assemblee locali;

- la creazione di categorie di enti pubblici;

- le garanzie fondamentali riconosciute ai funzionari civili e militari dello Stato;

- le nazionalizzazioni di imprese e i trasferimenti di proprietà di imprese del settore pubblico al settore privato.

La legge determina i principi fondamentali:

- dell'organizzazione generale della Difesa nazionale;

- della autonomia amministrativa delle collettività territoriali, delle loro competenze e risorse;

- dell'insegnamento;

- del regime della proprietà, dei diritti reali e degli obblighi civili e commerciali;

- del diritto del lavoro, del diritto sindacale e della previdenza sociale.

Le leggi finanziarie determinano le entrate e le spese dello Stato alle condizioni e con le riserve previste con legge

organica.

Le leggi sul finanziamento della previdenza sociale determinano le condizioni generali del suo equilibrio finanziario

e, tenuto conto delle previsioni di entrata, ne stabiliscono gli obiettivi di spesa, alle condizioni e con le riserve

previste con legge organica.

Leggi programmatiche determinano gli obiettivi della azione economica e sociale dello Stato.

Le disposizioni del presente articolo potranno essere precisate ed integrate con legge organica.

Articolo 35

La dichiarazione di guerra è autorizzata dal Parlamento.

Articolo 36

Lo stato d'assedio è decretato dal Consiglio dei ministri.

Non può essere prorogato oltre dodici giorni senza autorizzazione del Parlamento.

Articolo 37

Le materie non riservate alla legge hanno carattere regolamentare.

I testi in forma legislativa esistenti in tali materie possono essere modificati mediante decreto, sentito il parere del

Consiglio di Stato. Qualora tali testi fossero approvati dopo l'entrata in vigore della presente Costituzione potranno

essere modificati con decreto solo dopo che il Consiglio costituzionale abbia dichiarato che essi sono di natura

regolamentare, in virtù del comma precedente.

Articolo 37-1

La legge ed i regolamenti possono comportare, per un oggetto ed una durata limitati, disposizioni a carattere

sperimentale.

Articolo 38

Il Governo può, per l'esecuzione del suo programma, richiedere al Parlamento l'autorizzazione ad emanare con

ordinanze, entro un termine stabilito, provvedimenti su misure che sono normalmente riservate alla legge.

Dette ordinanze sono deliberate dal Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato. Esse entrano in vigore con la

loro pubblicazione, ma decadono se il progetto di legge di ratifica non è presentato al Parlamento entro la data

stabilita dalla legge di autorizzazione.

Alla scadenza del termine di cui al primo comma del presente articolo le ordinanze possono essere modificate, nelle

materie che sono di competenza legislativa, solo con legge.

Articolo 39

L'iniziativa delle leggi appartiene congiuntamente al Primo ministro e ai membri del Parlamento.

I disegni di legge sono deliberati dal Consiglio dei ministri sentito il Consiglio di Stato e presentati alla presidenza di

una delle due assemblee. I disegni di legge finanziaria e di finanziamento della previdenza sociale sono presentati in

primo luogo all'Assemblea nazionale. Fatto salvo il primo capoverso dell’articolo 44, i progetti di legge il cui

oggetto principale riguardi l’organizzazione delle collettività territoriali ed i progetti di legge relativi alle istanze

rappresentative dei francesi stabiliti fuori della Francia sono presentati prima al Senato.

Articolo 40

Le proposte e gli emendamenti formulati dai membri del Parlamento non sono accettabili allorquando la loro

adozione ha per conseguenza una diminuzione delle entrate pubbliche, ovvero la creazione o l'aggravio di un onere

pubblico.

Articolo 41

Se nel corso dell'iter legislativo risulta che una proposta o un emendamento riguardino una materia non riservata alla

legge, o siano in contrasto con una delega accordata in virtù dell'articolo 38, il Governo può opporre l'irricevibilità.

In caso di disaccordo tra il Governo ed il Presidente dell'assemblea interessata, il Consiglio costituzionale, su

richiesta dell'uno o dell'altro, decide nel termine di otto giorni.

Articolo 42

La discussione dei disegni di legge, davanti alla prima assemblea che ne è investita, verte sul testo presentato dal

Governo.

L'assemblea che è investita di un testo votato dall'altra assemblea delibera sul testo che le è trasmesso.

Articolo 43

Se il Governo o l'assemblea che ne è investita ne fanno richiesta, i disegni e le proposte di legge sono inviati per

l'esame a commissioni espressamente istituite a tal fine.

I disegni e le proposte per le quali tale richiesta non è stata fatta sono inviati ad una delle commissioni permanenti il

cui numero è limitato a sei per ciascuna assemblea.

Articolo 44

I membri del Parlamento e il Governo hanno diritto di presentare emendamenti.

Dopo l'apertura del dibattito, il Governo può opporsi all'esame degli emendamenti che non siano stati

precedentemente sottoposti alla commissione.

Se il Governo lo richiede, l'assemblea si pronuncia con un solo voto su tutto o parte del testo in discussione, con i

soli emendamenti proposti o accettati dal Governo.

Articolo 45

Ogni disegno o proposta di legge è esaminato successivamente nelle due assemblee del Parlamento in vista

dell'adozione di un identico testo.

Quando, per disaccordo tra le due assemblee, un disegno o una proposta di legge non risulta adottato dopo due

letture da parte di ciascuna assemblea, o, se il Governo ha dichiarato l'urgenza, dopo una sola lettura da parte di

ciascuna di esse, il Primo ministro ha facoltà di convocare una commissione mista paritetica incaricata di proporre

un testo sulle disposizioni rimaste in sospeso.

Il testo elaborato dalla commissione mista può essere sottoposto dal Governo all'approvazione delle due assemblee.

Non sono ammessi emendamenti, se non con assenso del Governo.

Se la commissione mista non raggiunge l'accordo su un testo comune o se il testo non è adottato alle condizioni

previste dal comma precedente, il Governo può, dopo una nuova lettura da parte della Assemblea nazionale e del

Senato, richiedere all'Assemblea nazionale di decidere in via definitiva. In tal caso, l'Assemblea nazionale può

riprendere il testo elaborato dalla commissione mista, ovvero l'ultimo testo da essa votato, eventualmente come

modificato da uno o più emendamenti adottati dal Senato.

Articolo 46

Le leggi alle quali la Costituzione attribuisce il carattere di leggi organiche sono votate e modificate alle condizione

seguenti.

Il disegno o la proposta sono sottoposti alla deliberazione e al voto della prima assemblea che ne è investita non

prima che siano trascorsi quindici giorni dalla sua presentazione.

E' applicabile la procedura di cui all'articolo 45. Tuttavia, in mancanza di accordo fra le due assemblee, il testo deve

essere adottato dalla Assemblea nazionale in ultima lettura a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Le leggi organiche relative al Senato debbono essere votate nello stesso testo dalle due assemblee.

Le leggi organiche sono promulgate solo dopo dichiarazione di conformità alla Costituzione da parte del Consiglio

costituzionale.

Articolo 47

Il Parlamento vota i disegni di legge finanziaria secondo le modalità previste con legge organica.

Se l'Assemblea nazionale non si pronuncia in prima lettura nel termine di quaranta giorni dalla presentazione di un

disegno di legge, il Governo ne investe il Senato che deve deliberare nel termine di quindici giorni. Si procede

quindi secondo le modalità previste all'articolo 45.

Se il Parlamento non si pronuncia entro settanta giorni, le disposizioni del disegno di legge possono essere emanate

mediante ordinanza.

Se la legge finanziaria che stabilisce le entrate e le spese di un esercizio non è presentata in tempo utile per essere

promulgata prima dell'inizio dell'esercizio stesso, il Governo richiede di urgenza al Parlamento l'autorizzazione a

riscuotere le imposte e stanzia con decreto i fondi relativi agli impegni di spesa già approvati.

I termini previsti dal presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione.

La Corte dei conti assiste il Parlamento e il Governo nel controllo della esecuzione delle leggi finanziarie.

Articolo 47-1

Il Parlamento vota i disegni di legge sul finanziamento della previdenza sociale alle condizioni previste con legge

organica.

Se l'Assemblea nazionale non si è pronunciata in prima lettura entro un termine di venti giorni dalla presentazione di

un disegno, il Governo incarica il Senato il quale deve deliberare entro il termine di quindici giorni. Si procede

successivamente alle condizioni previste all'articolo 45.

Se il Parlamento non si è pronunciato entro un termine di cinquanta giorni, le disposizioni del disegno possono

diventare esecutive con ordinanza.

I termini previsti al presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione e, per ciascun'assemblea,

nel corso delle settimane durante le quali le stesse hanno deciso di non tenere seduta, in conformità al secondo

comma dell'articolo 28.

La Corte dei conti assiste il Parlamento ed il Governo nel controllo dell'applicazione delle leggi sul finanziamento

della previdenza sociale.

Articolo 48

Fatta salva l'applicazione degli ultimi tre commi dell'articolo 28, l'ordine del giorno delle assemblee porta, in via

prioritaria e nell'ordine stabilito dal Governo, la discussione dei disegni di legge presentati dal Governo e delle

proposte di legge da esso accettate.

Almeno una seduta alla settimana è riservata in via prioritaria alle interrogazioni dei membri del Parlamento e alle

risposte del Governo.

Una seduta al mese è riservata in via prioritaria all'ordine del giorno stabilito da ciascuna assemblea.

Articolo 49

Il Primo ministro, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna dinanzi all'Assemblea nazionale la

responsabilità del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale.

L'Assemblea nazionale chiama in causa la responsabilità del Governo mediante la votazione di una mozione di

sfiducia. Tale mozione è ammissibile se sottoscritta da almeno un decimo dei membri dell'Assemblea nazionale. La

votazione può aver luogo trascorse quarantotto ore dalla presentazione della mozione. Sono computati solo i voti

favorevoli alla mozione di sfiducia che è approvata a maggioranza dei membri componenti l'Assemblea nazionale.

Salvo il caso previsto al comma sottostante, un deputato non può essere firmatario di più di tre mozioni di sfiducia

nel corso di una stessa sessione ordinaria e di non più di una nel corso di una stessa sessione straordinaria.

Il Primo ministro può, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegnare la responsabilità del Governo

dinanzi all'Assemblea nazionale sul voto di un testo. In tal caso, detto testo è considerato adottato, salvo il caso in

cui una mozione di sfiducia, presentata nel termine di ventiquattro ore, venga votata alle condizioni previste dal

comma precedente.

Il Primo ministro ha facoltà di chiedere al Senato l'approvazione di una dichiarazione di politica generale.

Articolo 50

Se l'Assemblea nazionale adotta una mozione di sfiducia, respinge il programma o una dichiarazione di politica

generale del Governo, il Primo ministro deve presentare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo.

Articolo 51

La chiusura della sessione ordinaria o delle sessioni straordinarie è ritardata di diritto per consentire, ove necessario,

l'applicazione dell'articolo 49. A tal fine, possono essere tenute di diritto sedute supplementari.

TITOLO VI - Dei trattati ed accordi internazionali

Articolo 52

Il Presidente della Repubblica negozia e ratifica i trattati.

È informato di ogni negoziato tendente alla conclusione di un accordo internazionale per il quale non è richiesta

ratifica.

Articolo 53

I trattati di pace, i trattati di commercio, i trattati o accordi relativi all'organizzazione internazionale, quelli che

impegnano le finanze dello Stato, quelli che modificano disposizioni di natura legislativa, quelli relativi allo status

delle persone e quelli che comportano cessione, scambio o aggregazione di territori, possono essere ratificati o

approvati solo in virtù di una legge.

Essi entrano in vigore solo dopo la ratifica o l'approvazione.

Nessuna cessione, scambio e aggregazione di territorio sono valide senza il consenso delle popolazioni interessate.

Articolo 53-1

La Repubblica può stipulare, con gli Stati europei legati da identici impegni in materia d'asilo e di tutela dei diritti

dell'uomo e delle libertà fondamentali, accordi che fissino le rispettive competenze riguardo all'esame delle richieste


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in studi internazionali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bologna Chiara.

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