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26 Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le

funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e

votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere

per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del

Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei

componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre

giorni dalla sua presentazione. Art. 95.

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del

Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed

amministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei

ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e

determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.

Art. 96. 15

Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla

carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni,

alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o

della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.

Sezione II

La Pubblica Amministrazione. 27

Art. 97.

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo

che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le

attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante

concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Art. 98.

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se

non per anzianità.

Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti

politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed

agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.

Sezione III

Gli organi ausiliari.

Art. 99.

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi

stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in

misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.

È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e

secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della

legislazione economica e sociale secondo i principî ed entro i limiti stabiliti dalla

legge. Art. 100.

Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di

tutela della giustizia nell’amministrazione.

La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del

Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato.

Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione

28

finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce

direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.

La legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di

fronte al Governo. TITOLO IV

LA MAGISTRATURA

Sezione I

Ordinamento giurisdizionale.

Art. 101.

La giustizia è amministrata in nome del popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Art. 102.

La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e

regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono

soltanto istituirsi presso gli organi giudiziarî ordinari sezioni specializzate per

determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla

magistratura.

La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo

all’amministrazione della giustizia. Art. 103.

Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno

giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli

interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti

soggettivi. 29

La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e

nelle altre specificate dalla legge.

I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla

legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari

commessi da appartenenti alle Forze armate.

Art. 104.

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni

altro potere.

Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della

Repubblica.

Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della

Corte di cassazione.

Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra

gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta

comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati

dopo quindici anni di esercizio.

Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal

Parlamento.

I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono

immediatamente rieleggibili.

Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali,

né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Art. 105.

Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme

dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le

promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Art. 106.

Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.

La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche

elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.

30 Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere

chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori

ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni

d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

Art. 107.

I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal

servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del

16

Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie

di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.

Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare.

I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.

Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle

norme sull’ordinamento giudiziario. Art. 108.

Le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite

con legge.

La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del

pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano

all’amministrazione della giustizia. Art. 109.

L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.

Art. 110.

Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano

al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi

alla giustizia. Sezione II 31

Norme sulla giurisdizione.

Art. 111. 17

La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di

parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole

durata.

Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato

sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei

motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni

necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di

interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo

carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa

nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova

a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la

lingua impiegata nel processo.

Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella

formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata

sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre

volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo

difensore.

La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in

contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura

oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale,

pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso

ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma

soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.

Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso

in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.

Art. 112.

Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.

Art. 113.

32 Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela

giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di

giurisdizione ordinaria o amministrativa.

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari

mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.

La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti

della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge

stessa. TITOLO V 18

LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI

Art. 114. 19

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città

metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti

autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principî fissati dalla

Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo

ordinamento. Art. 115.

Abrogato. 20 Art. 116. 21

Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto

Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e

condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati

con legge costituzionale.

La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province

autonome di Trento e di Bolzano. 33

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le

materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo

comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione

della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con

legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali,

nel rispetto dei principî di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle

Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato

e la Regione interessata. Art. 117. 22

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto

della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e

dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato

con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati

non appartenenti all’Unione europea;

b) immigrazione;

c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;

d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed

esplosivi;

e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della

concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato;

perequazione delle risorse finanziarie;

f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione

del Parlamento europeo;

g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti

pubblici nazionali;

h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa

locale;

i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;

34 l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia

amministrativa;

m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i

diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

n) norme generali sull’istruzione;

o) previdenza sociale;

p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di

Comuni, Province e Città metropolitane;

q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;

r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo

statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale;

opere dell’ingegno;

s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti

internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero;

tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni

scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;

professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i

settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo;

protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di

trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,

trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e

integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza

pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e

promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse

rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario

a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle

Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principî

fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non

espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di

loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti

35

normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi

internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di

procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio

del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione

esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle

Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane

hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello

svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità

degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e

promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il

migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi

comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con

Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme

disciplinati da leggi dello Stato. Art. 118. 23

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per

assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane,

Regioni e Stato, sulla base dei principî di sussidiarietà, differenziazione ed

adeguatezza.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni

amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale,

secondo le rispettive competenze.

La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle

materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e

disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei

beni culturali.

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono

l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di

attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Art. 119. 24

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia

finanziaria di entrata e di spesa.

36 I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse

autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la

Costituzione e secondo i principî di coordinamento della finanza pubblica e del

sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali

riferibile al loro territorio.

La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di

destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai

Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare

integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.

Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale,

per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio

dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio

delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi

speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e

Regioni.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio

patrimonio, attribuito secondo i principî generali determinati dalla legge dello

Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di

investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi

contratti. Art. 120. 25

La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito

tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la

libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare

l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane,

delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati

internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per

l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela

dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli

essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai

confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a

garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di

sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Art. 121. 26 37

Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo

presidente.

Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e

le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte

di legge alle Camere.

La Giunta regionale è l’organo esecutivo delle Regioni.

Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della

Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali;

dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione,

conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.

Art. 122. 27

Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del

Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri

regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principî

fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata

degli organi elettivi.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una

Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o

ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di

presidenza.

I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle

opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga

diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto

nomina e revoca i componenti della Giunta.

Art. 123. 28

Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne

determina la forma di governo e i principî fondamentali di organizzazione e

funzionamento. Lo statuto regola l’esercizio del diritto di iniziativa e del

referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la

pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.

Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge

approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni

successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è

richiesta l’apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il

38

Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità

costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta

giorni dalla loro pubblicazione.

Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla

sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della

Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto

a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti

validi.

In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali,

quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali.

Art. 124.

Abrogato. 29 Art. 125. 30

Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo

grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono

istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.

Art. 126. 31

Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo

scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta

che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.

Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di

sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e

senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della

Repubblica.

Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente

della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei

suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei

componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni

dalla presentazione. 39

L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della

Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione,

l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso

comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni

caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della

maggioranza dei componenti il Consiglio.

Art. 127. 32

Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza

della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi

alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.

La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge

dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può

promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte

costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto

avente valore di legge. Art. 128.

Abrogato. 33 Art. 129.

Abrogato. 34 Art. 130.

Abrogato. 35 Art. 131. 36

Sono costituite le seguenti Regioni:

Piemonte;

Valle d’Aosta;

Lombardia;

Trentino-Alto Adige;

40 Veneto;

Friuli-Venezia Giulia;

Liguria;

Emilia-Romagna;

Toscana;

Umbria;

Marche;

Lazio;

Abruzzi;

Molise;

Campania;

Puglia;

Basilicata;

Calabria;

Sicilia;

Sardegna. Art. 132. 37

Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la

fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di

un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che

rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia

approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della

Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati

espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli

regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano

staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.

Art. 133.

Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove

Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica,

su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.

La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire

nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e

denominazioni. 41

TITOLO VI

GARANZIE COSTITUZIONALI

Sezione I

La Corte costituzionale.

Art. 134.

La Corte costituzionale giudica:

sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli

atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;

sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le

Regioni, e tra le Regioni;

sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della

Costituzione. 38 Art. 135. 39

La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un

terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta

comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.

I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a

riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori

ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni

d’esercizio.

I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti

per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere

nuovamente nominati.

Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e

dall’esercizio delle funzioni.

La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla

legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi

in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice. 40

L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del

Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di

avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge. 41

42 Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono,

oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di

cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila

ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina

dei giudici ordinari. 42 Art. 136.

Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di

legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno

successivo alla pubblicazione della decisione.

La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai

Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano

nelle forme costituzionali. 43 Art. 137.

Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di

proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie

d’indipendenza dei giudici della Corte. 44

Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la

costituzione e il funzionamento della Corte. 45

Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna

impugnazione. Sezione II

Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.

Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono

adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non

minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di

ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre

mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di

una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge

43

sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla

maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda

votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi

componenti. 46 Art. 139.

La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

44 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

I

Con l’entrata in vigore della Costituzione il Capo provvisorio dello Stato

esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.

II

Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono

costituiti tutti i Consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i

componenti delle due Camere. III

Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati

senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea

Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che:

sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative;

hanno fatto parte del disciolto Senato;

hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all’Assemblea

Costituente;

sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9

novembre 1926;

hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in

seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.

Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica,

i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale.

Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del

decreto di nomina. L’accettazione della candidatura alle elezioni politiche

implica rinuncia al diritto di nomina a senatore.

IV

Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé

stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione. 47

45

V

La disposizione dell’art. 80 della Costituzione, per quanto concerne i

trattati internazionali che importano oneri alle finanze o modificazioni di legge,

ha effetto dalla data di convocazione delle Camere.

VI

Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla

revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le

giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.

Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del

Tribunale supremo militare in relazione all’articolo 111.

VII 48

Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario

in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme

dell’ordinamento vigente.

Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione

delle controversie indicate nell’articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti

delle norme preesistenti all’entrata in vigore della Costituzione.

VIII

Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle

amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall’entrata in vigore

della Costituzione.

Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica

amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a

quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni

amministrative fra gli enti locali restano alle Provincie ed ai Comuni le funzioni

che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l’esercizio.

Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle Regioni di funzionari e

dipendenti dello Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso

necessario dal nuovo ordinamento. Per la formazione dei loro uffici le Regioni

devono, tranne che in casi di necessità, trarre il proprio personale da quello dello

Stato e degli enti locali.

46 IX

La Repubblica, entro tre anni dall’entrata in vigore della Costituzione,

adegua le sue leggi alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza

legislativa attribuita alle Regioni. X

Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all’art. 116, si applicano

provvisoriamente le norme generali del Titolo V della parte seconda, ferma

restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l’art. 6.

XI

Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con

leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui

all’art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma

dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sentire le popolazioni

interessate. 49 XII

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito

fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un

quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al

diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

XIII

I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono

ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.

Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi

sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.

I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle

loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I

47

trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti

dopo il 2 giugno 1946, sono nulli. XIV

I titoli nobiliari non sono riconosciuti.

I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte

del nome.

L’Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei

modi stabiliti dalla legge.

La legge regola la soppressione della Consulta araldica.

XV

Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il

decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento

provvisorio dello Stato. 50 XVI

Entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla

revisione e al coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che

non siano state finora esplicitamente o implicitamente abrogate.

XVII

L’Assemblea Costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare,

entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per la elezione del Senato della Repubblica,

sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa.

Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente

può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie

attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3,

comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. 51

In tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle

legislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con

eventuali osservazioni e proposte di emendamenti.

I deputati possono presentare al Governo interrogazioni con richiesta di

risposta scritta.

48 L’Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente

articolo, è convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo o di

almeno duecento deputati. XVIII

La presente Costituzione è promulgata dal Capo provvisorio dello Stato

entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell’Assemblea Costituente,

ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.

Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun

Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l’anno 1948,

affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione.

La Costituzione, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta

ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica.

La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge

fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.

Data a Roma, addì 27 dicembre 1947

ENRICO DE NICOLA

Controfirmano:

Il Presidente dell’Assemblea Costituente

UMBERTO TERRACINI

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

ALCIDE DE GASPERI Visto: il Guardasigilli

GRASSI 49

1 NOTE

1 (Nota all’art. 7, secondo comma).

I Patti Lateranensi sono stati modificati dall’Accordo concordatario del 18 febbraio 1984, reso

esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121 (G.U. 10 aprile 1985, n. 85, suppl.).

2

2 (Nota all’art. 8, terzo comma).

A regolare tali rapporti sono intervenute le leggi 11 agosto 1984, n. 449, 22 novembre 1988, n. 516, 22

novembre 1988, n. 517 e 8 marzo 1989, n. 101 (G.U. 13 agosto 1984, n. 222; 2 dicembre 1988, n. 283; 23

marzo 1989, n. 69), emesse sulla base di previe intercorse, rispettivamente, con la Tavola valdese,

«intese»

le Chiese cristiane avventiste, le Assemblee di Dio e le Comunità ebraiche, e più di recente le leggi 5 ottobre

1993, n. 409 (G.U. 11 ottobre 1993, n. 239), 12 aprile 1995, n. 116 (G.U. 22 aprile 1995, n. 94), 29

novembre 1995, n. 520 (G.U. 7 dicembre 1995, n. 286), 20 dicembre 1996, nn. 637 e 638 (G.U. 21 dicembre

1996, n. 299), per la regolamentazione dei rapporti con altre confessioni o per la modifica delle precedenti

intese. 3 3 (Nota all’art. 10, quarto comma).

A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio 1967, n.

164), comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio».

«l’ultimo

4 4 (Nota all’art. 26, secondo comma).

A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 comma dell’art.

«l’ultimo

26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio». Cfr. art. 10.

5 5 (Nota all’art. 27, quarto comma).

Cfr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali -

«Protocollo n. 6 sull’abolizione della pena di morte» (adottato a Strasburgo il 28 aprile 1983), reso esecutivo

con legge 2 gennaio 1989, n. 8 (G.U. 16 gennaio 1989, n. 12, suppl. ord.), nonché legge 13 ottobre 1994, n.

589 sull’«Abolizione della pena di morte nel codice penale militare di guerra» (G.U. 25 ottobre 1994, n.

250). 6 6 (Nota all’art. 40).

V. legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi

pubblici essenziali» (G.U. 14 giugno 1990, n. 137).

7 7 (Nota all’art. 48, terzo comma).

Comma inserito con l’art. 1 della legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1 (G.U. 20 gennaio 2000, n.

15). 8 8 (Nota all’art. 56).

Articolo così sostituito dapprima con l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante

agli artt. 56, 57 e 60 della Costituzione» (G.U. 12 febbraio 1963, n. 40) e poi modificato, nei

«Modificazioni

commi secondo e quarto, con l’art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, recante «Modifiche

agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli

italiani all’estero» (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19). Si vedano, inoltre, le disposizioni transitorie nell’art. 3

della legge n. 1 del 2001.

L’art. 56, nel testo originario e nella successiva revisione del 1963 cosí dettava:

Art. 56

«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per

ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque

anni di età». ***

Art. 56

«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque

anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della

Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta e

distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e

dei più alti resti».

9 9 (Nota all’art. 57).

Articolo così sostituito dapprima con l’art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, e,

successivamente, modificato nel terzo comma dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, istitutiva

della Regione Molise (G.U. 4 gennaio 1964, n. 3) nonché nel primo, secondo e quarto comma con l’art. 2

della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 recante «Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione

concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero» ( G.U. 24 gennaio

2001, n. 19). V., altresì, legge costituzionale 9 marzo 1961, n. 1 per l’assegnazione in via transitoria di seggi

alla Regione Friuli-Venezia Giulia (G.U. 1° aprile 1961, n. 82).

Il testo dell’art. 57, nelle formulazioni originaria e anteriori alla legge costituzionale del 2001,

disponeva:

Art. 57

Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

«Il

A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a

centomila.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d’Aosta ha un solo

senatore». ***

Art. 57

Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

«Il

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette. La Valle d’Aosta ha un solo

senatore.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma,

si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale,

sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti». ***

«Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle

d’Aosta uno.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma,

si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale,

sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti».

10

10 (Nota all’art. 60, primo comma).

Comma così sostituito con l’art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante

agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione».

«Modificazioni

Il testo originario dell’art. 60 recitava:

Art. 60

Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.

«La

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di

guerra».

11

11 (Nota all’art. 68).

Articolo così sostituito con la legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3 (G.U. 30 ottobre 1993, n.

256). Il testo anteriore dell’art. 68 recitava:

Art. 68

membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati

«I

nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere

sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o

sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto di commettere un delitto per

il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.

Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del

Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».

Per l’immunità dei giudici della Corte costituzionale, cfr. art. 3 della legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1.

12

12 (Nota all’art. 75, quinto comma).

V. art. 2 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1 e Titolo II della legge 25 maggio 1970, n. 352.

13

13 (Nota all’art. 79).

Articolo così sostituito con la legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1 (G.U. 9 marzo 1992, n. 57).

Il testo originario dell’art. 79 disponeva:

Art. 79 e l’indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle

«L’amnistia

Camere.

Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione».

14

14 (Nota all’art. 88, secondo comma).

Comma così sostituito con la legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1 (G.U. 8 novembre 1991, n.

262). Nella formulazione anteriore, il secondo comma dell’art. 88 recitava:

può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato».

«Non

15

15 (Nota all’art. 96).

Articolo così sostituito con l’art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. V., altresì, legge 5

giugno 1989, n. 219.

Il testo originario dell’art. 96 disponeva:

Art. 96

Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in

«Il

seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni».

16

16 (Nota all’art. 107, primo comma).

Nel testo pubblicato nella edizione straordinaria della G.U. 27 dicembre 1947, per errore tipografico,

in luogo di «funzioni» compariva la parola «funzionari»: cfr. errata-corrige in G.U. 3 gennaio 1948, n. 2.

17

17 (Nota all’art. 111).

I primi cinque commi sono stati introdotti con l’art. 1 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n.

2 (G.U. 23 dicembre 1999, n. 300).

All’art. 2, la stessa legge costituzionale così dispone:

«1. La legge regola l’applicazione dei principî contenuti nella presente legge costituzionale ai

procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore».

18 (Nota al Titolo V).

Questo titolo è stato modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V

della parte seconda della Costituzione), in G.U. 24 ottobre 2001, n. 248. Di seguito, vengono riportate le


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Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione e società
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informazione e costituzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Orofino Marco.

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