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Art. 47

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,

coordina e controlla l'esercizio del credito.

Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla

proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei

grandi complessi produttivi del Paese.

Titolo IV. Rapporti politici

Art. 48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore

età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini

residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una

circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati

seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati

dalla legge. (*)

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di

sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

NOTE:

(*) Comma introdotto dalla legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1.

L'art. 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in

via transitoria, quanto segue:

"1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del

terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le

modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce,

altresì, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla

variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio

nazionale.

2. In caso di mancata approvazione della legge di cui al comma 1, si applica la

disciplina costituzionale anteriore." 14

Art. 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con

metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Art. 50

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere

provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Art. 51

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e

alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla

legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari

opportunità tra donne e uomini. (*)

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare

ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo

necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

NOTE:

L'art. 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1 ha aggiunto, in fine, un

periodo al primo comma dell'art. 51.

Il testo originario del primo comma era il seguente:

"Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e

alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla

legge."

Art. 52

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo

adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei

diritti politici. 15

L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della

Repubblica.

Art. 53

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità

contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Art. 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la

Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con

disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

PARTE SECONDA. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

Titolo I. Il Parlamento

Sezione I. Le Camere

Art. 55

Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della

Repubblica.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli

casi stabiliti dalla Costituzione.

Art. 56

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

16

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella

circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno

compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi

assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti

della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione,

per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni

circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (*)

NOTE:

(*) L'art. 56 è stato sostituito dapprima dall'art. 1 della legge costituzionale 9

febbraio 1963, n. 2.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un

deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno

compiuto i venticinque anni di età».

In seguito, l'art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha modificato

l'art. 56. Il testo dell'articolo 56, come sostituito dalla legge costituzionale 9

febbraio 1963, n. 2, era il seguente:

"La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno

compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli

abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della

popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla

popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti

resti."

L'art. 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in

via transitoria, quanto segue:

"1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del

terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le

modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce,

altresì, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla

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variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio

nazionale.

2. In caso di mancata approvazione della legge di cui al comma 1, si applica la

disciplina costituzionale anteriore."

Art. 57

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla

circoscrizione Estero.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella

circoscrizione Estero.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne

ha due, la Valle d'Aosta uno.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati

alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente

comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta

dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

(*)

NOTE:

(*) L'art. 57 è stato dapprima sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 9

febbraio 1963, n. 2, poi modificato una prima volta dall'art. 2 della legge

costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, e modificato una seconda volta dall'art. 2

dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.

Il testo dell'articolo nella versione originaria era il seguente:

"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per

frazione superiore a centomila.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle

d'Aosta ha un solo senatore."

Il testo dell'articolo 57 come sostituito dall'art. 2 della legge n. 2 del 1963 così

disponeva:

"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette. La Valle

d'Aosta uno. 18

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del

precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni,

quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base di quozienti interi e dei

più alti resti."

Si segnala inoltre che con la legge costituzionale 9 marzo 1961, n. 1, si è

provveduto all'assegnazione di tre senatori ai comuni di Trieste, Duino Aurisina,

Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico.

L'art. 57 è stato poi modificato dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1. Il

testo dell'art. 57, come modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n.

3, era il seguente:

"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne

ha due, la Valle d'Aosta uno.

La ripartizione dei seggi fra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del

precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni,

quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei

più alti resti."

L'art. 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in

via transitoria, quanto segue:

"1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del

terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le

modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce,

altresì, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla

variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio

nazionale.

2. In caso di mancata approvazione della legge di cui al comma 1, si applica la

disciplina costituzionale anteriore."

Art. 58

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno

superato il venticinquesimo anno di età.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

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Art. 59

E' senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della

Repubblica.

Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che

hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico,

artistico e letterario.

Art. 60

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e

soltanto in caso di guerra. (*)

NOTE:

(*) L'art. 60 è stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963,

n. 2.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per

sei.

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e

soltanto in caso di guerra.»

Art. 61

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle

precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle

elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle

precedenti.

Art. 62

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di

ottobre. 20

Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo

Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche

l'altra.

Art. 63

Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di

presidenza.

Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l'Ufficio di

presidenza sono quelli della Camera dei deputati.

Art. 64

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi

componenti.

Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a

Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.

Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è

presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a

maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza

speciale.

I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e

se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che

lo richiedono.

Art. 65

La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di

deputato o di senatore.

Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.

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Art. 66

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle

cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

Art. 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni

senza vincolo di mandato.

Art. 68

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle

opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del

Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né

può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in

detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna,

ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto

l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad

intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro

di corrispondenza. (*)

NOTE:

(*) L'art. 68 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 29 ottobre 1993,

n. 3.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni

espresse e per i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del

Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere

arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione

personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per

il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.

Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione

un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile.»

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Art. 69

I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.

Sezione II. La formazione delle leggi

Art. 70

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Art. 71

L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed

agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno

cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Art. 72

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo

regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che

l'approva articolo per articolo e con votazione finale.

Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è

dichiarata l'urgenza.

Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di

legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da

rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al

momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla

Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto

della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa

oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di

voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera

è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e

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per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

Art. 73

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese

dall'approvazione.

Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne

dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.

Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il

quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse

stabiliscano un termine diverso.

Art. 74

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio

motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

Art. 75

E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di

una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono

cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di

indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la

Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione

la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti

validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

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Art. 76

L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non

con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per

oggetti definiti.

Art. 77

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che

abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la

sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno

stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono

appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni .

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro

sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare

con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Art. 78

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri

necessari.

Art. 79

L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due

terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione

finale.

La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro

applicazione.

In ogni caso l'amnistia e l'indulto non possono applicarsi ai reati commessi

successivamente alla presentazione del disegno di legge. (*)

NOTE: 25

(*) L'art. 79 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 6 marzo 1992, n.

1.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«L'amnistia e l'indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di

delegazione delle Camere.

Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di

delegazione.»

Art. 80

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di

natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano

variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

Art. 81

Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati

dal Governo.

L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e

per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e

nuove spese.

Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per

farvi fronte.

Art. 82

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo

da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta

procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della

autorità giudiziaria. 26

Titolo II. Il Presidente della Repubblica

Art. 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi

membri.

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio

regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle

d'Aosta ha un solo delegato.

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a

maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la

maggioranza assoluta.

Art. 84

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto

cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.

Art. 85

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati

convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il

nuovo Presidente della Repubblica.

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la

elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel

frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

27

Art. 86

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa

adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente

della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del

nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine

previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro

cessazione.

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità

nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del

Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali,

previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa

costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

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Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o

anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che

essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

NOTE:

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge

costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

Il testo originario del comma era il seguente:

«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato.»

Art. 89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai

ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono

controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio

delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla

Costituzione.

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a

maggioranza assoluta dei suoi membri.

Art. 91

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta

giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi

al Parlamento in seduta comune. 29

Titolo III. Il Governo

Sezione I. Il Consiglio dei ministri

Art. 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei

ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e,

su proposta di questo, i ministri.

Art. 93

Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni,

prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Art. 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e

votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per

ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo

non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti

della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua

presentazione. 30

Art. 95

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne

è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo,

promovendo e coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e

individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il

numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.

Art. 96

Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica,

sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla

giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della

Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale. (*)

NOTE:

(*) L'articolo è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio

1989, n. 1.

Il testo originario era il seguente:

«Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d'accusa

dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro

funzioni.»

Sezione II. La Pubblica Amministrazione

Art. 97

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano

assicurati il buon andamento e la imparzialità dell'amministrazione.

Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le

attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo

i casi stabiliti dalla legge. 31

Art. 98

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per

anzianità.

Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i

magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i

rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.

Sezione III. Gli organi ausiliari

Art. 99

Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti

dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che

tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.

E' organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le

funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione

economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.

Art. 100

Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela

della giustizia nell'amministrazione.

La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del

Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato.

Partecipa, nei casi e nelle forme stabilite dalla legge, al controllo sulla gestione

finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce

direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.

La legge assicura l'indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte al

Governo. 32

Titolo IV. La magistratura

Sezione I. Ordinamento giurisdizionale

Art. 101

La giustizia è amministrata in nome del popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Art. 102

La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati

dalle norme sull'ordinamento giudiziario.

Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono

soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per

determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla

magistratura.

La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo

all'amministrazione della giustizia.

Art. 103

Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno

giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli

interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti

soggettivi.

La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle

altre specificate dalla legge.

I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In

tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da

appartenenti alle Forze armate. 33

Art. 104

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro

potere.

Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della

Repubblica.

Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte

di cassazione.

Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli

appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta

comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo

quindici anni di esercizio.

Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento.

I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono

immediatamente rieleggibili.

Non possono, finché sono in carica, essere iscritti, negli albi professionali, né far

parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Art. 105

Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme

dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le

promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Art. 106

Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.

La legge sull'ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di

magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.

Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere

chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori

ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni di

esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

34

Art. 107

I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal

servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del

Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di

difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.

Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare.

I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.

Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme

sull'ordinamento giudiziario.

Art. 108

Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con

legge.

La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del

pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano

all'amministrazione della giustizia.

Art. 109

L'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.

Art. 110

Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al

Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla

giustizia.

Sezione II. Norme sulla giurisdizione

Art. 111

La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

35

Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità,

davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.

Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia,

nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi

dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari

per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di

far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la

convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni

dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita

da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.

Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione

della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di

dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto

all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.

La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in

contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura

oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati

dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in

cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le

sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.

Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in

cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione. (*)

NOTE:

(*) I primi cinque commi dell'art. 111 sono stati introdotti dalla legge costituzionale

23 novembre 1999, n. 2.

Si riporta di seguito l'art. 2 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2:

«1. La legge regola l'applicazione dei principi contenuti nella presente legge

costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in

vigore.» 36

Art. 112

Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.

Art. 113

Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela

giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di

giurisdizione ordinaria o amministrativa.

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di

impugnazione o per determinate categorie di atti.

La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della

pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.

Titolo V. Le Regioni, le Province, i Comuni

Art. 114

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane,

dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con

propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo

ordinamento. (*)

NOTE:

(*) L'art. 114 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre

2001, n. 3.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni.»

Art. 115

(Abrogato) (*) 37

NOTE:

(*) L'art. 115 è stato abrogato dall'art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18

ottobre 2001, n. 3.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i

principi fissati nella Costituzione.»

Art. 116

Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di

autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di

Trento e di Bolzano.

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui

al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del

medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di

pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato,

su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei

principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza

assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione

interessata. (*)

NOTE:

(*) L'art. 116 è stato sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 18 ottobre

2001, n. 3.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

«Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla

Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo

statuti speciali adottati con leggi costituzionali.»

Si riporta di seguito l'art. 10, recante disposizioni transitorie, della legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:

«1. Sino all'adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge

costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province

autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia

più ampie rispetto a quelle già attribuite.»

38

Art. 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della

Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli

obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con

l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non

appartenenti all'Unione europea;

b) immigrazione;

c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;

d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;

e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza;

sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle

risorse finanziarie;

f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del

Parlamento europeo;

g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici

nazionali;

h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;

i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;

l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia

amministrativa;

m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e

sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

n) norme generali sull'istruzione;

o) previdenza sociale;

p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni,

Province e Città metropolitane;

q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;

r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico

e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere

dell'ingegno;

s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali

e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza

del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con

esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca

scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela

della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del

territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione;

39

ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione

nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione

dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema

tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e

organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di

credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere

regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà

legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata

alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non

espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro

competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi

comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi

internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di

procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del

potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione

esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle

Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane

hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello

svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli

uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la

parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore

esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e

intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati

da leggi dello Stato. (*)

NOTE:

(*) L'art. 117 è stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre

2001, n. 3.

Il testo originario dell'articolo era il seguente:

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questo documento fa riferimento al corso di Diritto pubblico e pluralismo culturale tenuto dal Prof Lillo. L'argomento trattato è la Costituzione Italiana cosi suddivisa:
-Principi fondamentali
- Diritti e doveri dei cittadini
- Rapporti civili
- Rapporti etico sociali
- Rapporti economici
- Rapporti politici
- Ordinamento della Repubblica
- Parlamento
- Il Presidente della Repubblica
- Il Governo
- La Magistratura
- Le Regioni, le Province, i Comuni
- Garanzie costituzionali
- Disposizioni transitorie e finali


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione, informazione, marketing
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO PUBBLICO E PLURALISMO CULTURALE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Maria SS. Assunta - Lumsa o del prof Lillo Pasquale.

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