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Statuto della Corte Penale Internazionale

Preambolo

Gli Stati Parti del presente Statuto

Consapevoli che tutti i popoli sono uniti da stretti vincoli e che le loro culture formano un patrimonio da tutti condiviso, un

delicato mosaico che rischia in ogni momento di essere distrutto,

Memori che nel corso di questo secolo, milioni di bambini, donne e uomini sono stati vittime di atrocità inimmaginabili che

turbano profondamente la coscienza dell'umanità

Riconoscendo che crimini di tale gravità minacciano la pace, la sicurezza ed il benessere del mondo,

Affermando che i delitti più gravi che riguardano l'insieme della comunità internazionale non possono rimanere impuniti e

che la loro repressione deve essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati in ambito nazionale ed attraverso

il rafforzamento della cooperazione internazionale,

Determinati a porre termine all'impunità degli autori di tali crimini contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi

crimini,

Rammentando che e dovere di ciascun Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini

internazionali,

Ribadendo gli scopi ed i principi della Carta delle Nazioni Unite ed in modo particolare il dovere di tutti gli Stati di astenersi

dal ricorrere all'uso della minaccia o della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica degli altri Stati o in

contrasto, in qualsiasi altro modo, con gli scopi delle Nazioni Unite,

Evidenziando a tale riguardo che nessuna disposizione del presente Statuto può essere interpretata nel senso di autorizzare

uno Stato Parte ad intervenire in un conflitto armato di competenza degli affari interni di un altro Stato,

Determinati ad istituire a tali fini e nell'interesse delle generazioni presenti e future, una Corte penale internazionale

permanente e indipendente, collegata con il sistema delle Nazioni Unite competente a giudicare sui crimini più gravi motivo

di allarme per l'intera comunità internazionale,

Evidenziando che la Corte penale internazionale istituita ai sensi del presente Statuto è complementare alle giurisdizioni

penali nazionali,

Risoluti a garantire duraturo rispetto all'applicazione della giustizia internazionale,

Hanno convenuto quanto segue:

CAPITOLO PRIMO. ISTITUZIONE DELLA CORTE

Articolo 1 La Corte: E' istituita una Corte penale internazionale ("la Corte") in quanto istituzione permanente

che può esercitare il suo potere giurisdizionale sulle persone fisiche per i più gravi crimini di portata

internazionale, ai sensi del presente Statuto. Essa è completamente alle giurisdizioni penali nazionali. La sua

giurisdizione ed il suo funzionamento sono regolati dalle norme del presente Statuto.

Articolo 4 Status giuridico e potere della Corte:1. La Corte possiede personalità giuridica internazionale. Essa

ha anche la capacità giuridica necessaria per l'esercizio delle sue funzioni ed il conseguimento dei suoi obiettivi.

2. La Corte può esercitare le proprie funzioni ed i propri poteri, quali preveduti nel presente Statuto, sul territorio

di qualsiasi Stato Parte e, mediante una convenzione a tal fine, sul territorio di ogni altro Stato.

CAPITOLO II. GIURISDIZIONE, PROCEDIBILITA' E NORMATIVA APPLICABILE

Articolo 5 Crimini di competenza della Corte: 1. La competenza della Corte é limitata ai crimini più gravi,

motivo di allarme per l'intera comunità internazionale. La Corte ha competenze, in forza del presente Statuto, per

i crimini seguenti:

a) crimine di genocidio;

b) crimini contro l'umanità;

c) crimini di guerra;

d) crimine di aggressione.

2. La Corte eserciterà il proprio potere giurisdizionale sul crimine di aggressione successivamente all'adozione,

in conformità agli articoli 121 e 123, della disposizione che definirà tale crimine e stabilirà le condizioni alle

quali la Corte potrà esercitare il proprio potere giurisdizionale su tale crimine. Tale norma dovrà essere

compatibile con le disposizioni in materia della Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 6 Crimine di genocidio: Ai fini del presente Statuto, per crimine di genocidio s'intende uno dei

seguenti atti commessi nell'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o

religioso, e precisamente:

a) uccidere membri del gruppo;

b) cagionare gravi lesioni all'integrità fisica o psichica di persone appartenenti al gruppo;

c) sottoporre deliberatamente persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da comportare la

distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso;

d) imporre misure volte ad impedire le nascite in seno al gruppo;

e) trasferire con la forza bambini appartenenti al gruppo ad un gruppo diverso;

Articolo 7 Crimini contro l'umanità: 1. Ai fini del presente Statuto, per crimine contro l'umanità s'intende uno

degli atti di seguito elencati, se commesso nell'ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni 1

civili, e con la consapevolezza dell'attacco:

a) Omicidio;

b) Sterminio;

c) Riduzione in schiavitù;

d) Deportazione o trasferimento forzato della popolazione;

e) Imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libertà personale in violazione di norme fondamentali

di diritto internazionale;

f) Tortura;

g) Stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di

violenza sessuale di analoga gravità;

h) Persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, inspirata da ragioni di ordine

politico, razziale, nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere sessuale ai sensi del paragrafo 3, o da altre

ragioni universalmente riconosciute come non permissibili ai sensi del diritto internazionale, collegate ad atti

preveduti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte;

i) Sparizione forzata delle persone;

j) Apartheid;

k) Altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni

all'integrità fisica o alla salute fisica o mentale.

2. Agli effetti del paragrafo 1: a) Si intende per «attacco diretto contro popolazioni civili» condotte che

irnplicano la reiterata commissione di taluno degli atti preveduti al paragrafo 1 contro popolazioni civili, in

attuazione o in esecuzione del disegno politico di uno Stato o di una organizzazione, diretto a realizzare l'attacco;

b) per «sterminio» s'intende, in modo particolare, il sottoporre intenzionalmente le persone a condizioni di vita

dirette a cagionare la distruzione di parte della popolazione, quali impedire I'accesso al vitto ed alle medicine;

c) per «riduzione in schiavitù» s'intende l'esercizio su una persona di uno o dell'insieme dei poteri inerenti al

diritto di proprietà, anche nei corso del traffico di persone, in particolare di donne e bambini a fini di

sfruttamento sessuale;

d) per «deportazione o trasferimento forzato della popolazione» s'intende la rimozione delle persone, per mezzo

di espulsione o con altri mezzi coercitivi, dalla regione nella quale le stesse si trovano legittimamente, in assenza

di ragione prevedute dal diritto internazionale che lo consentano;

e) per «tortura» s'intende l'infliggere intenzionalmente gravi dolori o sofferenze, fisiche o mentali, ad una

persona di cui si abbia la custodia o il controllo; in tale termine non rientrano i dolori o le sofferenze derivanti

esclusivamente da sanzioni legittime, che siano inscindibilmente connessi a tali sanzioni o dalle stesse

incidentalmente occasionati;

f) per «gravidanza forzata» s'intende la detenzione illegale di una donna resa gravida con la forza, nell'intento di

modificare la composizione etnica di una popolazione o di commettere altre gravi violazioni del diritto

internazionale. La presente definizione non può essere in alcun modo interpretata in maniera tale da pregiudicare

l'applicazione delle normative nazionali in materia di interruzione della gravidanza;

g) per «persecuzione» s'intende la intenzionale e grave privazione dei diritti fondamentali . in violazione del

diritto internazionale, per ragioni connesse all'identità del gruppo o della collettività;

h) per «apartheid» s'intendono gli atti inumani di carattere analogo a quelli indicati nelle disposizioni del

paragrafo 1, commessi nel contesto di un regime istituzionalizzato di oppressione sistematica e di dominazione

da parte di un gruppo razziale su altro o altri gruppi razziale, ed al fine di perpetuare tale regime;

i) per «sparizione forzata delle persone» s'intende l'arresto, la detenzione o il rapimento delle persone da parte o

con l'autorizzazione, il supporto o l'acquiescenza di uno Stato o organizzazione politica, che in seguito rifiutino

di riconoscere la privazione della libertà o di dare informazioni sulla sorte di tali persone o sul luogo ove le

stesse si trovano, nell'intento di sottrarle alla protezione della legge per un prolungato periodo di tempo.

3. Agli effetti del presente Statuto con il termine «genere sessuale » si fa riferimento ai due sessi, maschile e

femminile, nel contesto sociale. Tale termine non implica alcun altro significato di quello sopra menzionato.

Articolo 8 Crimini di guerra: 1. La Corte ha competenza a giudicare sui crimini di guerra, in particolare quando

commessi come parte di un piano o di un disegno politico, o come parte di una serie di crimini analoghi

commessi su larga scala.

2. Agli effetti dello Statuto, si intende per «crimini di guerra»: a) gravi violazioni della Convenzione di

Ginevra del 12 agosto 1949, vale a dire uno dei seguenti atti posti in essere contro persone o beni protetti dalle

norme delle Convenzioni di Ginevra:

i) omicidio volontario;

ii) tortura o trattamenti inumani, compresi gli esperimenti biologici;

iii) cagionare volontariamente grandi sofferenze o gravi lesioni all'integrità fisica o alla salute;

iv) distruzione ed appropriazione di beni, non giustificate da necessita militari e compiute su larga scala

illegalmente ed arbitrariamente; v) costringere un prigioniero di guerra o altra persona protetta a prestare servizio

nelle forze armate di una potenza nemica; vi) privare volontariamente un prigioniero di guerra o altra persona

protetta del suo diritto ad un equo e regolare processo; vii) deportazione, trasferimento o detenzione illegale; viii)

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo tradotto in italiano dello Statuto della Corte Penale Internazionale.
Lo Statuto si compone delle seguenti parti: preambolo, istituzione della Corte, giurisdizione, principi generali di diritto penale, assistenza giudiziaria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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