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cattura di ostaggi.

b) Altre gravi violazioni delle leggi e degli usi applicabili, all'interno del quadro consolidato del diritto

internazionale, nei conflitti armati internazionali, vale a dire uno dei seguenti atti:

i) dirigere deliberatamente attacchi contro popolazione civili in quanto tali o contro civili che non prendano

direttamente parte alle ostilità;

ii) dirigere deliberatamente attacchi contro proprietà civili e cioè proprietà che non siano obiettivi militari; .

iii) dirigere deliberatamente attacchi contro personale, installazioni materiale, unità o veicoli utilizzati

nell'ambito di una missione di soccorso umanitario o di mantenimento della pace in conformità della Carta delle

Nazioni Unite, nella misura in cui gli stessi abbiano diritto alla protezione accordata ai civili ed alle proprietà

civili prevedute dal diritto internazionale dei conflitti armati;

iv) lanciare deliberatamente attacchi neIIa consapevolezza che gli stessi avranno come conseguenza la perdita di

vite umane tra la popolazione civile, e lesioni a civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi, duraturi e

gravi all'ambiente naturale che siano manifestamente eccessivi rispetto all'insieme dei concreti e diretti vantaggi

militari previsti;

v) attaccare o bombardare con qualsiasi mezzo, città, villaggi, abitazioni o costruzioni che non siano difesi e che

non costituiscano obiettivi militari;

vi) uccidere o ferire combattenti che, avendo deposto le armi o non avendo ulteriori mezzi di difesa, si siano

arresi senza condizioni;

vii) fare uso improprio della bandiera bianca, della bandiera o delle insegne militari e dell'uniforme del nemico o

delle Nazioni Unite nonché degli emblemi distintivi della Convenzione di Ginevra, cagionando in tal modo la

perdita di vite umane o gravi lesioni personali;

viii) il trasferimento, diretto o indiretto, ad opera della potenza occupante, di parte della propria popolazione

civile nei territori occupati o la deportazione o il trasferimento di tutta o di parte della popolazione del territorio

occupato all'interno o all'esterno di tale territorio;

ix) dirigere intenzionalmente attacchi contro edifici dedicati al culto, all'educazione, all'arte, alla scienza o a

scopi umanitari, a monumenti storici, a ospedali e luoghi dove sono riuniti i malati ed i feriti, purché tali edifici

non siano utilizzati per fini militari;

x) assoggettare coloro che si trovano in potere del nemico a mutilazioni fisiche o ad esperimenti medici o

scientifici di qualsiasi tipo, non giustificati da trattamenti medici delle persone coinvolte né compiuti ne; loro

interesse, che cagionano la morte di tali persone o ne danneggiano gravemente la salute;

xi) uccidere o ferire a tradimento individui appartenenti alla nazione o all'esercito nemico;

xii) dichiarare che nessuno avrà salva la vita;

xiii) distruggere o confiscare beni del nemico, a meno che la confisca o la distruzione non siano imperativamente

richieste dalle necessità della guerra;

xiv) dichiarare aboliti, sospesi od improcedibili in giudizio diritti ed azioni dei cittadini della nazione nemica;

xv) costringere i cittadini della nazione nemica, anche se al servizio del belligerante prima dell'inizio della

guerra, a prendere parte ad operazioni di guerra dirette contro il proprio paese;

xvi) saccheggiare città o località, ancorché prese d'assalto;

xvii) utilizzare veleno o armi velenose;

xviii) utilizzare gas asfissianti, tossici o aItri gas simili e tutti i liquidi, materiali e strumenti analoghi;

xix) utilizzare proiettili che si espandono o si appiattiscono facilmente all'interno del corpo umano, quali i

proiettili con l'involucro duro che non ricopre interamente la parte centrale o quelli perforati ad intaglio;

xx) utilizzare armi, proiettili, materiali e metodi di combattimento con caratteristiche tali da cagionare lesioni

superflue o sofferenze non necessarie, o che colpiscano per loro natura in modo indiscriminato in violazione del

diritto internazionale dei conflitti armati a condizione che tali mezzi siano oggetto di un divieto d'uso

generalizzato e rientrino tra quelli elencati in un allegato al annesso al presente Statuto, a mezzo di un

emendamento adottato in conformità delle disposizioni in materia contenute negli articoli 121 e 123.

xxi) violare la dignità della persone, in particolare utilizzando trattamenti umilianti e degradanti;

xxii) stuprare, ridurre in schiavitù sessuale, costringere alla prostituzione o alla gravidanza, imporre la

sterilizzazione e commettere qualsiasi altra forma di violenza sessuale costituente violazione grave delle

Convenzioni di Ginevra;

xxiii) utilizzare la presenza di un civile o di altra persona protetta per evitare che taluni siti, zone o forze militari

divengano il bersaglio di operazioni militari;

xxiv) dirigere intenzionalmente attacchi contro edifici, materiali personale ed unità mezzi di trasporto sanitari

che usino, in conformità con il diritto internazionale, gli emblemi distintivi preveduti dalle Convenzioni di

Ginevra;

xxv) affamare intenzionalmente, come metodo di guerra, i civili privandoli dei beni indispensabili alla loro

sopravvivenza, ed in particolare impedire volontariamente l'arrivo dei soccorsi preveduti dalle Convenzioni di

Ginevra;

xxvi) reclutare o arruolare fanciulli di età inferiore ai quindici anni nelle forze armate nazionali o farli

partecipare attivamente alle ostilità;

c) In ipotesi li conflitto armato non di carattere internazionale, gravi violazioni dell'articolo 3 comune alle

3

quattro Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, vale a dire uno degli atti di seguito enumerati, commessi

contro coloro che non partecipano direttamente alle ostilità, ivi compresi i membri delle Forze Armate che hanno

deposto le armi e coloro persone che non sono in grado di combattere per malattia, ferite, stato di detenzione o

per qualsiasi altra causa:

i) Atti di violenza contro la vita e l'integrità della persona, in particolare tutte le forme di omicidio, le

mutilazioni, i trattamenti crudeli e la tortura;

ii) violare la dignità personale, in particolare trattamenti umilianti e degradanti; iii) prendere ostaggi;

iv) emettere sentenze ed eseguirle senza un preventivo giudizio, svolto avanti un tribunale regolarmente

costituito che offre tutte le garanzie giudiziarie generalmente riconosciute come indispensabili.

d) Il capoverso c) del paragrafo 2 si applica ai conflitti armati non di carattere internazionale e non si applica

quindi a situazioni interne di disordine e tensione quali sommosse o atti di violenza sporadici o isolati di natura

analoga.

e) Altre gravi violazioni gravi delle leggi e degli usi applicabili, all'interno del quadro consolidato del

diritto internazionale, nei conflitti armati non di carattere internazionale, vale a dire uno dei seguenti atti:

i) dirigere deliberatamente attacchi contro popolazioni civili in quanto tali o contro civili che non prendano

direttamente parte alle ostilità; ii) dirigere intenzionalmente attacchi contro edifici materiali, personale ed unità e

mezzi di trasporto sanitari, che usino in conformità con il diritto internazionale gli emblemi distintivi preveduti

dalle Convenzioni di Ginevra; iii) dirigere deliberatamente attacchi contro personale, installazioni, materiale,

unità o veicoli utilizzati nell'ambito di una missione di soccorso umanitario o di mantenimento della pace in

conformità della Corte delle Nazioni Unite, nella misura in cui gli stessi abbiano diritto alla protezione accordata

ai civili ed alle proprietà civili prevedute dal diritto internazionale dei conflitti armati;

iv) dirigere intenzionalmente attacchi contro edifici dedicati al culto, all'educazione, all'arte, alla scienza o a

scopi umanitari, monumenti storici, ospedali e luoghi dove sono riuniti i malati ed i feriti purché tali edifici non

siano utilizzati per fini militari; v) saccheggiare città o località, ancorché prese d'assalto

vi) stuprare, ridurre in schiavitù sessuale, costringere alla prostituzione o alla gravidanza, imporre la

sterilizzazione e commettere qualsiasi altra forma di violenza sessuale costituente violazione grave delle

Convenzioni di Ginevra; vii) reclutare o arruolare fanciulli di età inferiore ai quindici anni nelle forze armate

nazionali o farli partecipare attivamente alle ostilità; viii) disporre un diverso dislocamento della popolazione

civile per ragioni correlate al conflitto, se non lo richiedano la sicurezza dei civili coinvolti o inderogabili ragioni

militari; ix) uccidere o ferire a tradimento un combattente avversario; x) dichiarare che nessuno avrà salva la

vita, xi) assoggettare coloro che si trovano in potere dell'avversario a mutilazioni fisiche o ad esperimenti medici

o scientifici di qualsiasi tipo, non giustificati da trattamenti medici .delle persone interessate né compiuti nel loro

interesse, che cagionano la morte di tali persone o ne danneggiano gravemente la salute,

xii) distruggere o confiscare beni dell'avversario, a meno che la confisca o la distruzione non siano

imperativamente richieste dalle necessità del conflitto;

f) il capoverso e) del paragrafo 2 si applica ai conflitti armati non di carattere internazionale e pertanto non si

applica alle situazioni di tensione e di disordine interne, quali sommosse o atti di violenza isolati e sporadici ed

altri atti analoghi. Si applica ai conflitti armati che si verificano nel territorio di uno Stato ove si svolga un

prolungato conflitto armato tra le forze armate governative e gruppi armati organizzati, o tra tali gruppi.

3. Nulla di quanto contenuto nelle disposizioni del paragrafo 2, capoversi c) e d) può avere incidenza sulle

responsabilità dei governi di mantenere o ristabilire l'ordine pubblico all'interno dello Stato o di difendere l'unità

e l'integrità territoriale dello Stato con ogni mezzo legittimo.

…..

Articolo 12: 1. Lo Stato che diviene parte del presente Statuto accetta con tale atto la competenza della Corte sui

crimini di cui all'articolo 5.

2. Nell'ipotesi prevista dall'articolo 13, lettere a) o c) la Corte può esercitare il proprio potere giurisdizionale se

uno dei seguenti Stati, o entrambi, sono Parti del presente Statuto o hanno accettato la competenza della Corte in

conformità delle disposizioni del paragrafo 3:

a) lo Stato nel cui territorio hanno avuto luogo l'atto o l'omissione in oggetto o, se il crimine é stato commesso a

bordo di una nave o di un aeromobile, lo Stato della bandiera o di immatricolazione di tale nave o aeromobile;

b) lo Stato del quale la persona accusata ha la nazionalità.

3. Se é necessaria, a norma delle disposizioni del paragrafo 2, l'accettazione di uno Stato non Parte del presente Statuto, tale Stato può, con

dichiarazione depositata in Cancelleria, accettare la competenza della Corte sul crimine di cui trattasi. Lo Stato accettante Corte coopera con

la Corte senza ritardo e senza eccezioni, in conformità al capitolo lX.

Articolo 13 Condizioni di procedibilità: La Corte può esercitare il proprio potere giurisdizionale su uno dei

crimini di cui all'articolo 5, secondo le disposizioni del presente Statuto, se:

a) uno Stato Parte, in conformità dell'articolo 14, segnala al Procuratore una situazione nella quale uno o più di

tali crimini appaiono essere stati commessi;

b) il Consiglio di Sicurezza, nell'ambito delle azioni prevedute dal capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite,

segnala al Procuratore una situazione nella quale uno o più di tali crimini appaiono essere stati commessi; oppure

c) il Procuratore ha aperto un'indagine su uno o più di tali crimini, in forza dell'articolo 15. 4


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo tradotto in italiano dello Statuto della Corte Penale Internazionale.
Lo Statuto si compone delle seguenti parti: preambolo, istituzione della Corte, giurisdizione, principi generali di diritto penale, assistenza giudiziaria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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