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Corte Costituzionale - Materiali normativi Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il seguente materiale normativo riguardo la Corte Costituzionale:
- l. 1/53: referendum, competenze della Corte, poteri del... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale docente Prof. L. Cassetti

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L.Cost. 11 marzo 1953, n. 1 (1).

Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale (2).

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 marzo 1953, n. 62.

1. La Corte costituzionale esercita le sue funzioni nelle forme, nei limiti ed alle condizioni di cui alla Carta

costituzionale, alla L. cost. 9 febbraio 1948, n. 1, ed alla legge ordinaria emanata per la prima attuazione delle predette

norme costituzionali.

2. Spetta alla Corte costituzionale giudicare se le richieste di referendum abrogativo presentate a norma dell'art.

75 della Costituzione siano ammissibili ai sensi del secondo comma dell'articolo stesso.

Le modalità di tale giudizio saranno stabilite dalla legge che disciplinerà lo svolgimento del referendum

popolare.

3. ... (3).

(3) Articolo abrogato dall'art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 2.

4. ... (4).

(4) Articolo abrogato dall'art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 2.

5. I giudici della Corte costituzionale non sono sindacabili, né possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti

dati nell'esercizio delle loro funzioni.

6. I giudici della Corte costituzionale hanno una retribuzione mensile che non può essere inferiore a quella del più alto

magistrato della giurisdizione ordinaria ed è determinata con legge.

7. I giudici della Corte costituzionale possono essere rimossi o sospesi dal loro ufficio a norma dell'art. 3della L. cost. 9

febbraio 1948, n. 1, solo in seguito a deliberazione della Corte presa a maggioranza di due terzi dei componenti che

partecipano all'adunanza.

8. Il giudice della Corte costituzionale che per sei mesi non eserciti le sue funzioni decade dalla carica.

9. Il presidente della Corte, quando lo ritenga necessario, può con provvedimento motivato ridurre fino alla metà i

termini dei procedimenti.

10. ... (7).

(7) Articolo abrogato dall'art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 2.

11. Le disposizioni degli artt. 5 e 6 si applicano anche ai cittadini eletti dal Parlamento ai sensi dell'ultimo comma

dell'art. 135 della Costituzione, limitatamente al periodo in cui esercitano le loro funzioni presso la Corte.

12. 1. La deliberazione sulla messa in istato di accusa del Presidente della Repubblica per i reati di alto tradimento e di

attentato alla Costituzione è adottata dal Parlamento in seduta comune su relazione di un Comitato formato dai

componenti della Giunta del Senato della Repubblica e da quelli della Giunta della Camera dei deputati competenti per

le autorizzazioni a procedere in base ai rispettivi Regolamenti.

2. Il Comitato di cui al comma 1 è presieduto dal Presidente della Giunta del Senato della Repubblica o dal Presidente

della Giunta della Camera dei deputati, che si alternano per ciascuna legislatura.

3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle ipotesi di concorso del Presidente del Consiglio dei

Ministri, di Ministri nonché di altri soggetti nei reati previsti dall'articolo 90 della Costituzione.

4. Quando sia deliberata la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale può disporre

la sospensione della carica (8).

(8) Cosí sostituito dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.

13. Il Parlamento in seduta comune, nel porre in istato di accusa il Presidente della Repubblica, il Presidente del

Consiglio dei Ministri o i Ministri, elegge, anche tra i suoi componenti, uno o più commissari per sostenere l'accusa.

I commissari esercitano davanti alla Corte le funzioni di pubblico ministero e hanno facoltà di assistere a tutti gli atti

istruttori.

14. L'atto di accusa contro il Presidente del Consiglio dei Ministri o i Ministri implica di pieno diritto la sospensione

dalla carica.

15. Per i reati di attentato alla Costituzione e di alto tradimento commessi dal Presidente della Repubblica, la Corte

costituzionale, nel pronunciare sentenza di condanna, determina le sanzioni penali nei limiti del massimo di pena

previsto dalle leggi vigenti al momento del fatto, nonché le sanzioni costituzionali, amministrative e civili adeguate al

fatto.

Le norme contenute nelle leggi penali relative alla sussistenza del reato, alla punibilità ed alla perseguibilità sono

applicabili nei giudizi di accusa nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, ma la Corte può

aumentare la pena fino a un terzo anche oltre la misura stabilita, in caso di circostanze che rivelino l'eccezionale gravità

del reato. La Corte può infliggere, altresì, le sanzioni costituzionali e amministrative adeguate al fatto.

Disposizione transitoria - La prima elezione della Commissione preveduta dall'art. 12 avrà luogo entro due mesi

dall'entrata in vigore della presente legge.

L.Cost. 9 febbraio 1948, n. 1

Norme sui giudizi di legittimità costituzionale e sulle garanzie d'indipendenza della Corte costituzionale.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 febbraio 1948, n. 43.

1. La questione d'illegittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge della Repubblica, rilevata

d'ufficio o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta dal giudice manifestamente infondata, è

rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione.

2. Quando una Regione ritenga che una leggeÐ od atto avente forza di legge della Repubblica invada la sfera della

competenza ad essa assegnata dalla Costituzione, può, con deliberazione della Giunta regionale, promuovere l'azione di

legittimità costituzionale davanti alla Corte, nel termine di 30 giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente

forza di legge.

Una legge d'una Regione può essere impugnata per illegittimità costituzionale, oltre che nei casi e con le forme del

precedente articolo e dell'art. 127 della Costituzione, anche da un'altra Regione, che ritenga lesa da tale legge la propria

competenza. L'azione è proposta su deliberazione della Giunta regionale, entro 60 giorni dalla pubblicazione della

legge.

3. ... (4)

I giudici della Corte costituzionale non possono essere rimossi, né sospesi dal loro ufficio se non con decisione della

Corte, per sopravvenuta incapacità fisica o civile o per gravi mancanze nell'esercizio delle loro funzioni.

Finché durano in carica, i giudici della Corte costituzionale godono della immunità accordata nel secondo comma

dell'art. 68 della Costituzione ai membri delle due Camere. L'autorizzazione ivi prevista è data dalla Corte

costituzionale .

(4) Comma abrogato dall'art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 20.

4. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica.

L. 11 marzo 1953, n. 87 (1).

Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale .

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 marzo 1953, n. 62.

TITOLO I

Costituzione della Corte

1. La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati, in ordine successivo, cinque dalle supreme

magistrature ordinaria e amministrative, cinque dal Parlamento in seduta comune, cinque dal Presidente della

Repubblica.

2. I giudici della Corte la cui nomina spetta alle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, sono eletti:

a) tre da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte di cassazione, che lo presiede, il procuratore

generale, i presidenti di sezione, gli avvocati generali, i consiglieri e i sostituti procuratori generali della Cassazione;

b) uno da un collegio del quale fanno parte il Presidente del Consiglio di Stato, che lo presiede, i presidenti di sezione

ed i consiglieri del Consiglio di Stato;

c) uno da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte dei conti che lo presiede, i presidenti di sezione, i

consiglieri, il procuratore generale ed i viceprocuratori generali della Corte dei conti (4).

I componenti di ciascun collegio possono votare per un numero di candidati pari a quello dei giudici che il collegio deve

eleggere. Si considerano non iscritti i nomi eccedenti tale numero.

I nomi degli eletti vengono immediatamente comunicati, dal presidente di ciascun collegio, al Presidente della Corte

costituzionale, ai Presidenti delle due Camere del Parlamento ed al Presidente della Repubblica.

(4) La Corte Costituzionale, con sentenza n. 111 del 27 giugno 1963, ha dichiarato non fondata la questione sulla

legittima costituzionale di questa lettera c) in riferimento all'art. 135, primo comma, della Costituzione.

3. ... (5).

Dopo ogni scrutinio saranno gradualmente proclamati eletti coloro che avranno riportato la maggioranza preveduta,

rispettivamente, nei commi precedenti.

I nomi dei giudici eletti dal Parlamento vengono immediatamente comunicati dal Presidente della Camera dei deputati

al Presidente della Repubblica e al Presidente della Corte costituzionale.

(5) Comma abrogato dall'art. 7, L.Cost. 22 novembre 1967, n. 2.

4. I giudici della Corte costituzionale, la cui nomina spetta al Presidente della Repubblica, sono nominati con suo

decreto.

Il decreto è controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

5. I giudici della Corte, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento di osservare la Costituzione e le leggi, nelle

mani del Presidente della Repubblica, alla presenza dei Presidenti delle due Camere del Parlamento.

6. La Corte elegge a maggioranza dei suoi componenti il Presidente. Nel caso che nessuno riporti la maggioranza si

procede ad una nuova votazione e, dopo di questa, eventualmente, alla votazione di ballottaggio tra i candidati che

hanno ottenuto il maggior numero di voti e si proclama eletto chi abbia riportato la maggioranza.

In caso di parità è proclamato eletto il più anziano di carica e, in mancanza, il più anziano di età.

Della nomina è data immediata comunicazione dallo stesso Presidente eletto al Presidente della Repubblica, ai

Presidenti delle due Camere del Parlamento ed al Presidente del Consiglio dei Ministri.

... (6).

Il Presidente, subito dopo l'insediamento nella carica, designa un giudice destinato a sostituirlo per il tempo necessario

in caso di impedimento.

(6) Comma abrogato dall'art. 7, L.Cost. 22 novembre 1967, n. 2.

7. I giudici della Corte costituzionale non possono assumere o conservare altri uffici o impieghi pubblici o privati, né

esercitare attività professionali, commerciali o industriali, funzioni di amministratore, o sindaco in società che abbiano

fine di lucro.

Durante il periodo di appartenenza alla Corte costituzionale i giudici che siano magistrati in attività di servizio, o

professori universitari, non potranno continuare nell'esercizio delle loro funzioni.

Essi saranno collocati fuori ruolo per tutto il periodo in cui restano in carica e fino a quando non raggiungano i limiti di

età per essere collocati a riposo.

All'atto della cessazione dalla carica di giudici della Corte costituzionale i professori universitari ordinari vengono

riammessi in ruolo in soprannumero, nella sede già occupata. Entro tre mesi dalla avvenuta riammissione in ruolo

universitario possono, tuttavia, essere chiamati in soprannumero da altra Facoltà della medesima o di altra sede. In ogni

caso le Facoltà possono chiedere, con il consenso degli interessati, che i professori stessi siano assegnati ad

insegnamento di materia diversa ai sensi dell'art. 93, terzo e quarto comma, del testo unico sull'istruzione superiore

approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592. In tal caso il Ministero della pubblica istruzione è tenuto a sentire

la sezione prima del Consiglio superiore della pubblica istruzione (7).

I giudici della Corte costituzionale non possono far parte di commissioni giudicatrici di concorso, ne ricoprire cariche

universitarie e non possono essere Candidati in elezioni amministrative o politiche.

(7) Comma così sostituito dall'art. 27, L. 18 marzo 1958, n. 311.

8. I giudici della Corte non possono svolgere attività inerente ad una associazione o partito politico.

9. Le domande dell'autorità competente per sottoporre a procedimento penale o procedere all'arresto di un giudice della

Corte costituzionale sono trasmesse alla Corte stessa per il tramite del Ministero di grazia e giustizia

10. La Corte, con il solo intervento dei giudici ordinari, pronuncia la decadenza dei cittadini eletti dal Parlamento ai

sensi dell'ultimo comma dell'art. 135 della Costituzione qualora gli stessi, dopo la loro elezione, vengano a perdere i

requisiti per l'eleggibilità o si rendano incompatibili.

La decisione della Corte è comunicata ai Presidenti delle due Camere del Parlamento per la sostituzione.

11. Tutti i provvedimenti che la Corte adotta nei confronti dei giudici ordinari e dei giudici aggregati sono deliberati in

Camera di consiglio ed a maggioranza dei suoi componenti. Essi devono essere motivati e sono resi pubblici nei modi

disposti dall'art. 19.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il seguente materiale normativo riguardo la Corte Costituzionale:
- l. 1/53: referendum, competenze della Corte, poteri del Presidente, accusa del Presidente della Repubblica
- l. 1/48: legittimità costituzionale e indipendenza Corte
- l. 87/53: funzionamento della Corte


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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