Che materia stai cercando?

Corbinelli e Guisoni Appunti scolastici Premium

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Storia della filosofia moderna, tenute dalla Prof.ssa Candida Carella nell'anno accademico 2011 e tratta l'argomento del "giudiciosissimo" Corbinelli e la Divina Settimana dell'ambasciatore Ferrante Guisoni, autore della versione italiana de La sepmaine... Vedi di più

Esame di Storia della filosofia moderna docente Prof. C. Carella

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

546 candida carella

Nei suoi dispacci, 1 Guisoni riferiva molte cose, attento a quanto avrebbe po-

tuto mutare le sorti del regno di Enrico III, a quanto avveniva nelle relazioni

tra il Re Cristianissimo e il resto delle monarchie europee, e a quanto poteva

costituire un danno o un beneficio per Mantova, che con il recente dominio nel

Monferrato porgeva il fianco alle intenzioni offensive dei Savoia. Tante altre no-

tizie, che non avevano rilevanza politica e che non coinvolgevano direttamente

un membro della famiglia reale, non poterono trovare spazio nei dispacci pure

molto generosi di Guisoni, ché la sua non era una corrispondenza privata ma un

ufficio di ambasceria che rispondeva a regole precise, e soprattutto alle richieste

e ai desiderata del Duca di Mantova. Oltre alle richieste di carattere diplomati-

co vi erano pure, come emerge dalle risposte di Guisoni, richieste di carattere

culturale, come il reperire ‘libri teologali’ per la biblioteca dei Gonzaga. Per

l’occasione, Guglielmo III, duca di Mantova, aveva inviato a Guisoni la lista dei

libri di teologia già in suo possesso, per aver notizia di cosa gli mancasse e l’am-

basciatore si era rivolto a un libraio : « Io ne ho parlato ad un libraro, chiamato

il Nivelio, uno de primi di questa università [...], il quale ne ha preso un poco di

cura, et me ne ha fatta la nota presente, che io mando à Vostra Altezza. Io ho

poi veduto un libro in un’altra libreria, il quale pare a me che comprenda i più

vari autori che abbiano scritto in questa materia, onde gliene mando il titolo a

parte ». Purtroppo né la lista del Duca, né la nota del libraio parigino sono con-

servate nel faldone d’archivio con il dispaccio di Guisoni. La carta volante con

l’indicazione bibliografica del volume trovato da Guisoni c’è ancora, il libro in

questione era la : « Biblioteca sancta a F. Sixto Senensi Ordinis Praedicatorum ex

praecipuis catholica ecclesia autoribus collecta [...] il suddetto libro è stampato

a Colonia 1576 et è in folio ». 2

Guisoni segnalava meticolosamente al Duca tutti gli spostamenti dei membri

della famiglia reale e soprattutto di Enrico III, che dalla penna dell’ambasciatore

esce più impegnato nelle cure del corpo, in continue diete, purghe, abluzioni o

ostinato in riti e pratiche religiose estenuanti, che impegnato nella gestione dello

Stato. Accreditato a corte, Guisoni aveva, anche se non frequenti, colloqui col Re

e sapeva molto di quel che succedeva nelle stanze dei reali ; scrupoloso nel riferire

sia le notizie giudicate certe, sia le notizie giudicate false e, a sua opinione, diffuse

ad arte ; non tanto in difficoltà nel discernere il vero dal falso, quanto preoccupato

di non essere ben inteso dal suo Duca, commentava spesso quanto la lettura dei

fatti potesse essere complessa : « ma qui si dicono giornalmente tante cose, ch’è

1 Conservati nell’asm, Fondo Gonzaga, buste 657-664. Si tratta di una raccolta imponente,

il Guisoni scriveva spessissimo a Mantova, a volte si trovano anche due missive al giorno, ma-

gari inviate con due diversi corrieri, via Venezia o per Roma, sarebbe importante procedere

ad un regesto dei dispacci e dei materiali ad essi connessi. (Si precisa che, nelle trascrizioni dei

dispacci, si danno tra [...] i luoghi corrotti e di difficile lettura).

2 Fondo Gonzaga, busta 660, lettera del 16 gennaio 1582. Il libraio che aveva sede vici-

asm,

no alla Sorbona, in rue S. Jacques, era Sébastien Nivelle, per una prima

via Jacobea sub Ciconiis,

notizia su di lui si veda P. Répertoire des imprimeurs Parisiens. Libraires, fondeurs de

Renouard,

Paris, Minard, 1965, p. 325.

caractères, et correcteurs d’imprimerie, divina settimana

il «giudiciosissimo» corbinelli e la 547

molto difficile à discernere il vero dal falso massimamente in quelle che hanno

qualche apparenza di verità ». 1

Come quando, avvisato da un amico delle intenzioni offensive del Duca di

Savoia nei confronti del Monferrato, metteva in guardia il Gonzaga, riferendo,

nell’ordine, la ragione assai ‘apparente’ addotta dagli ambasciatori del duca di

Savoia sul riarmo in corso, e cioè che se tutti erano « in arme » anche il Duca di

Savoia doveva stare « in arme », passando poi a una ragione ritenuta vera dai più, e

cioè che Enrico III stava per essere ucciso (siamo nel 1586) e che nella confusione

generale successiva alla morte del Re, il Duca di Savoia avrebbe voluto partecipa-

re di un qualche bottino ; in ultimo riferiva la sua verità e cioè che tali armi erano

destinate alla conquista del Monferrato, notizia che egli aveva ricevuto da fonte

certa, ma da tutti ritenuta per « baia » :

I due ambasciatori, che sono in questa corte per il signor duca di Savoia (che si era mes-

so in arme), dicono il motivo, che fa il loro Principe, non essere per altro se non per una

ordinaria ragione di stato, la qual’è che vedendo un Principe il suo vicino armato, dee

stare armato anch’esso et ch’essendo tutta la Francia in arme, et potendo essere che fatta

la pace, tante genti di guerra, che sono in campagna, si voltino addosso à i vicini, perciò

non vuol esso Signor Duca di Savoia trovarsi disarmato ; ma ancora che questa ragione

sia assai apparente, si stima nondimeno che la vera cagione sia, che in caso che per di-

sgratia di questo Regno, et della Christianità il Re venisse a morire, si come pare che se

ne habbia havuto sospetto, il che se Dio non voglia ; si stima dico che quel Principe in

tanta confusione vorrebbe anch’esso partecipare se potesse d’un così gran buttino, pa-

rendo quasi che in tal calamità della Francia ella fosse esposta a più potenti ; Così la cosa

del Monferrato si tiene una baia nonostante l’aviso di questo amico mio, il qual mosso

veramente da buon zelo me n’haveva avertito ; et si discorre che quando il re di Spagna

volesse favorire Savoia in tale impresa, V. A. troveria in tutti i potentati d’Italia dispo-

sti à darli aiuto, et soccorso, atteso che purtroppo dispiace tanta grandezza spagnola. 2

Pochi dei dispacci di Guisoni sono a tutt’oggi pubblicati, si tratta di quelli che con-

tengono fonti per la biografia di Ludovico Gonzaga Nevers, 3 o avvenimenti della

storia francese come la narrazione dell’omicidio di Enrico III (1589), o di storia

culturale mantovana ; 4 molto altro nei dispacci merita d’esser letto e valorizzato,

anche gli stessi episodi noti. Un esempio per tutti, l’istituzione a Parigi della Con-

fraternita dei penitenti dell’Annunziata (1583) ; ecco come questo frammento di

storia emerge dalle carte di Guisoni :

1 Fondo Gonzaga, busta 661, lettera del 11 gennaio 1586, c. n.n.

asm,

2 Fondo Gonzaga, busta 661, lettera del 31 marzo 1586, c. n.n.

asm,

3 Uno dei più illustri membri del casato Gonzaga, fratello del duca Guglielmo, che a soli

10 anni era stato inviato in Francia a prendere possesso dei beni francesi e le cui gesta Guisoni

segue passo passo riferendone poi al Duca, cfr. M. E. Lodovico Gonzaga. Duca di

Brambilla,

Udine, Del Bianco, 1906 ; cit.,

Nevers (1539-1595), ‘Practiques’ et ‘Practiqueurs’,

Xavier le Person,

pp. 238-240, 282, 380.

4 Soprattutto R. La parabola della famiglia Gonzaga-Nevers e la commedia dell’arte :

Gorris, cit., pp. 53-83 : 64-69 ; ma anche, sulla storia musicale, R.

Mantova vs Parigi e Parigi vs Mantova, « Renaissance Quarterly », 1, 1980, pp. 33-56 :

Gugliemo Gonzaga and the Castrati,

Sherr, xxxiii,

37-40, in questo articolo Guisoni è sempre citato come ‘Ghisoni’.

548 candida carella

La Maestà Sua fa al presente una Compagnia di Battuti, fra quali si dice che saranno

de’ principalissimi della Corte, et fa dipingere una capella tutta di nero à teste et ossa di

morti per battervisi dentro. Intendo che il Predicatore di Nostra Dama havendo ciò pre-

sentito, ha esclamato predicando, oimè che bisogno c’è di batterci hora ? non semo noi

stati battuti assai in Portogallo, et in Fiandra senza batterci anco d’un vantaggio ? Ah che

questa non è che hipocrisia, et à tutti i diavoli sieno i battuti ; et intendo ch’egli n’è stato

molto ben ripreso, ma egli è huomo che ne dice dell’altre simili, et à gran pena si potrà ri-

tenere che non ne dica ancora, si chiama Monsignor Ponsèt et è dottore della Sorbona. 1

Forse ad amareggiare il Re, infervorato da questa iniziativa in cui aveva coinvolto

i suoi fedelissimi, fu pure l’assenza della Regina Madre 2 nel giorno dell’istituzione

della Confraternita :

La Regina Madre s’è levata del letto et dopo havere desinato è montata in cocchio per

andare anch’essa, ma essendo in camino ha inteso che la detta cerimonia era quasi alfi-

ne, onde Sua Maestà è tornata indietro, et subito si è rimessa nel letto per riposare. 3

Nella cerimonia occorse tra l’altro, racconta Guisoni, un piccolo incidente : Enri-

co III cominciò a infastidirsi, c’erano ben 104 file di penitenti da due persone cia-

scuna !, alle quali il nunzio Castelli, che officiava la cerimonia religiosa, impartiva

benedizioni e dava l’abito ; il Re mandò a dire di far presto e di benedirne cinque,

sei per volta ; il Nunzio alla sua inopportuna ma rivelatrice richiesta di far presto,

si era limitato a rispondere, credo con soddisfazione, che il Re non avrebbe dovu-

to mettere insieme tanti illustri penitenti se non aveva poi la pazienza di attendere

che si svolgesse la cerimonia. Chissà quale considerazione doveva avere il Castelli

di un ‘battuto’, che non aveva neanche la pazienza di assistere a una cerimonia

religiosa :

Et perché erano molti <i battuti> cominciando il Re à fastidirsi, Sua Maestà fece dire

al detto Signor Nuntio che fosse contento di vestire, et benedirne cinque ò sei per vol-

ta per far più tosto, al che Signor Nuntio rispose dite al Re che sua Maestà non doveva

fare questa compagnia di tanti honoratissimi, s’ella non vole havere patienza onde Sua

Maestà non disse più altro, ella stette tutt’hieri ritirata con un padre gesuita, chiamato

il Padre Aymon Ogier, 4 il quale dicono esser quello, che ha persuaso la Maestà Sua à

questa devotione, et non fece in tutto il dopo desinare che trattar di questo suggetto,

tanto Sua Maestà l’ha preso a core. 5

1 Fondo Gonzaga, busta 660, 12 marzo 1583, c. n.n. Si tratta di Maurice Poncet, predi-

asm,

catore di Nôtre Dame.

2 Assenza causata, forse, dall’avversione di Caterina de’ Medici per l’ispiratore di tutta la

vicenda, Edmond Auger (1530-1591), il gesuita e direttore spirituale di Enrico III, al quale la

Regina Madre rimproverava di allontanare il Re dagli affari importanti dello Stato (cfr. Pierre

(1582-1584), éd. par M. Lazard, G. Schrenck,

Registre - Journal du règne de Henri III

de L’Estoile,

Genève, Droz, 2000, vol. p. 115).

iv,

3 Fondo Gonzaga, busta 660, 27 marzo 1583, c. n.n.

asm,

4 Si trattava appunto di Edmond Auger, che avrebbe pure pubblicato Les Statuts de la Con-

(Paris, Jamet Mettayer, 1583).

grégation des Pénitens de l’Annonciation de Nostre Dame

5 Fondo Gonzaga, busta 660, 27 marzo 1583, c. n.n. Il nunzio era Giovanni Battista Ca-

asm, divina settimana

il «giudiciosissimo» corbinelli e la 549

Poncet intanto continuava a criticare pubblicamente la Confraternita :

Monsignor Ponset Predicatore in Nostra Dama non si pote tenere che non dicesse

avant’hieri predicando, che saria meglio portare il corsaletto contra gli ugonotti di

Francia, et lasciar fare l’uffitio loro à monachi, et altri religiosi. 1

E a maggior onta e discredito dell’iniziativa, persino i paggi del Louvre avevano

organizzato, per gioco, una processione come quella dei ‘battuti’ :

Havendo Sua Maestà inteso che molti paggi, et benché della corte facciano una pro-

cessione nel Lovero ne ha fatto prender parecchi, e stafilare alla cucina et per questa

cagione è stato chiuso in Luvero lo spazio d’un hora et persona non vi potea entrare,

onde contrafacendo essi per scherzo i battuti, sono stati castigati. 2

La vicenda di Poncet si sarebbe conclusa con la reclusione del predicatore nell’ab-

bazia benedettina di Melun ; in fondo, a detta di alcuni, gli era anche andata be-

ne :

Sua Maestà havendo inteso che Monsignor Ponset ha sparlato di lei predicando, gli

ha prohibito di predicare, et lo ha fatto condurre à Melun nell’Abadia di quel luogo,

della quale egli è monaco, et ha fatto intendere al priore, che ce lo faccia fare il suo

ufficio di monaco, et lo guardi bene, et pare à molti che la Maestà Sua gliene habbia

fatto buon mercato. 3

Con le sue descrizioni Guisoni sapeva bene come permettere al lettore di farsi

un’idea adeguata della realtà e di formulare un giudizio che andasse al di là delle

‘apparenze’ : la Regina Madre che si alzava dal letto, mangiava, saliva in carrozza

ma poi tornava indietro, il Re che sbuffava alla cerimonia, il Nunzio pontificio

che lo rimproverava, il gesuita che ne governava la spiritualità, i paggi del Louvre

presi a frustate, e padre Poncet che svergognava dal pulpito il sovrano.

Bisognerebbe essere più addentro alle cose francesi e alle cronache del tempo

per ben giudicare di questo testimone che sapeva quanto avveniva nelle stanze

della Regina Madre : riposo, veglia, malesseri e vivande, 4 e che raccontava i molti

episodi della vita del Re : alcuni importanti, altri apparentemente di nessun rilie-

stelli, vescovo di Rimini che sarebbe morto nell’agosto dello stesso anno, a sostituirlo sarebbe

arrivato Girolamo Ragazzoni, vescovo di Bergamo (per la nunziatura in Francia di Castelli

si veda la (1581-1583), negli éd. par R. Toupin, S.

Correspondance Acta Nuntiaturae Gallicanae,

J., Roma, Università Gregoriana, Paris, E. de Boccard, 1967 ; nella di Castelli

Correspondance

l’episodio legato ai ‘battuti’ non è menzionato). L’istituzione della confraternita, la cerimonia

in Nôtre Dame, la vicenda di Poncet, così come la falsa processione dei paggi sono narrati

da cit., pp. 77-78 ; non c’è accenno

Registre-Jornal du règne de Henri III,

Pierre de L’Estoile,

all’assenza della Regina Madre e al ‘botta e risposta’ col nunzio Castelli.

1 Fondo Gonzaga, busta 660, 27 marzo 1583, c. n.n.

asm,

2 Fondo Gonzaga, busta 660, 27 marzo 1583, c. n.n.

asm,

3 Fondo Gonzaga, busta 660, 31 marzo 1583, c. n.n.

asm,

4 Sicuramente Guisoni poteva contare sulle confidenze di Filippo Cavriani, medico della

Regina Madre, anch’egli mantovano e legato ai Gonzaga, su Cavriani si veda la voce redatta

da G. Benzoni (dbi, 1979, pp. 151-157).

xxiii,

550 candida carella

vo, quasi a prestare il suo sguardo al Duca lontano, per permettergli di raccogliere

tutti gli elementi per valutare con giudizio persone e fatti.

Certo Guisoni non osava mai un’opinione sulla persona della Maestà Cristia-

nissima, o sulla Regina Madre o su altri ‘principalissimi’ del Regno ; gli unici ap-

prezzamenti negativi che si lasciava sfuggire – il Duca Guglielmo, famoso per la

sua avarizia, avrebbe di sicuro approvato – riguardavano le somme di denaro spe-

se, a volte talmente elevate che Guisoni aveva pudore a riferirle. Come le somme

spese in occasione del conferimento dell’Ordine della Giarrettiera a Enrico III da

parte di Elisabetta I d’Inghilterra, occasione di incontro tra gentiluomini inglesi

e francesi, i quali, raccontava inorgoglito Guisoni : « per intendersi fra loro ragio-

nando, usavano tutti della lingua italiana ». 1

Ma veniamo alla primavera del 1586, che coincide con quella che fu per Giorda-

no Bruno – tra l’autunno del 1585 e la tarda primavera del 1586 – la seconda movi-

mentata stagione parigina ; 2 mentre il Nolano trovava conforto nei colloqui con il

bibliotecario Guillaume Cotin, e trovava sfogo, per la polemica con Fabrizio Mor-

dente, ma anche svago nella compagnia del letterato e uomo di corte Iacopo Cor-

binelli ; 3 mentre Parigi si faceva sempre più inospitale e sospettosa nei confronti

dei forestieri 4 : Ferrante Guisoni, come vedremo amico del Corbinelli, chiudeva

entusiasta un lavoro faticoso che lo aveva impegnato per due anni. Il lavoro in que-

stione era la traduzione italiana de di Guillaume Salluste Du Bartas :

La sepmaine

Qui in Francia s’è letto, et ristampato più volte un libro moderno, intitolato, La Sep-

maine di Bartas, composto in rima francese da un gentilhuomo guascone, Signor del

predetto luogo di Bartas ; il qual tratta della creatione del mondo seguendo la Sacra

Scrittura, ma va ampliando la materia dottissimamente secondo l’occasione, haven-

dolo io letto, et trovatolo cosa singolare, mi venne desiderio due anni sono di provare

se lo saprei tradurre in verso sciolto toscano, per certa inclinatione, ch’io ho sempre

havuta per la poesia toscana, quantunque io l’habbia poco esercitata ; il che havendo

fatto, et mostratolo poi à persone intelligenti, et presone il loro parere, sono stato

1 Fondo Gonzaga, busta 661, lettera del 4 marzo 1585, c. n.n.

asm,

2 Sui due soggiorni parigini di Bruno, cfr. il volume : Giordano Bruno, 1548-1600. Mostra stori-

Firenze, Olschki, 2000 (anche per la bibliografia) ; ultimo in ordine di tempo,

co documentaria,

vedi a cura di R. Gorris, introduzione di D. Bigalli, Manziana,

Giordano Bruno e la Francia,

Vecchiarelli, 2009 (risultato della giornata di studi « Et mi feci far una vesta di panno bianco... me

Verona, 19 aprile 2007).

partì et andai a Paris ». Giordano Bruno e la Francia,

3 Su Jacopo Corbinelli mi limito a segnalare, oltre alla voce del (xxviii, 1983, pp. 750-

dbi

760), la monografia di R. Jacopo Corbinelli et les érudits français. D’après

Calderini De-Marchi, Milano, Hoepli, 1914 ; da ricordare l’esau-

la correspondance inédite Corbinelli-Pinelli (1566-1587),

stiva on-line (http ://www.erasmushouse.museum/Files/media/

Bibliografia Corbinelliana

Fisier/BibliografiaCorbinelli.pdf ), a cura di V. Lepri e N. Harris, e soprattutto la giornata di

studio : Firenze, Istituto Naziona-

Un fuoriuscito fiorentino alla corte di Francia : Jacopo Corbinelli,

le di Studi sul Rinascimento, 17-18 dicembre 2008.

4 Lo stesso Ferrante ricorda che si erano svolti controlli abitazione per abitazione per cen-

sire i forestieri e per mandar via quanti non avevano fissa dimora : « fu fatta inquisitione per

le case di Parigi per sapere che forastieri v’erano, et che i vagabondi senza recapito dovessero

andarsi con Dio in spatio di ventiquattro hore », Fondo Gonzaga, busta 661, lettera del

asm,

14 febbraio 1586, c. n.n. divina settimana

il «giudiciosissimo» corbinelli e la 551

persuaso a publicarlo ; s’io ho à far questo, presumo di dedicarlo à Vostra Altezza,

quando così le piaccia, et ne resti servita ; Ma inanzi che venir’ a ciò gliene mando il

primo libro, che contiene l’operatione Divina del primo giorno, dal quale ella potrà

in qualche maniera giudicare di tutto il volume ; Le mando insieme copia della lettera

dedicatoria ; et perche allei debbo far sapere il tutto, le dico che il suddetto gentilhuo-

mo è tenuto Ughonotto, il che certo io non ho saputo se non tardi, ma il suo libro

non ne sente cosa alcuna, 1 che se ciò fosse, io non mi sarei affaticato intorno ; anzi è

approvato qui dal Collegio della Sorbona, et è letto da tutti indifferentemente, et è

stimato il più bello, et il più dotto libro, che habbia la poesia francese. Io non vidi mai

l’Autore, ma ha nome di persona modestissima et d’uno de più elevati ingegni, che

viva à questi tempi ; Piacendo dunque à Vostra Altezza ch’ei si dia alla stampa sotto

il nome, et il favor suo, io lo farò, il che non sarà senza l’approvatione del Collegio

predetto della Sorbona, et il privilegio di Sua Maestà Christianissima, et mentre ch’io

starò aspettando in ciò i suoi comandamenti, pregherò Dio che la conservi in prospe-

ro, et felice stato, et le bacio con ogni riverenza le mani,

di Parigi alli 12 di Magio 1586

di Vostra Altezza

Servitore humilissimo et fedelissimo

Ferrante Guisoni. 2

Guisoni avvisava il Duca che insieme al dispaccio gli sarebbe giunto, a mo’ di

saggio, la traduzione del primo libro de e l’Epistola che

La sepmaine dedicatoria

aveva intenzione di anteporre alla traduzione, per avere un giudizio e il permesso

a proseguire nell’impresa. Nell’Epistola che inviava a Mantova, Guisoni

dedicatoria

specificava chi fossero quelle « persone intelligenti » al giudizio delle quali aveva

sottoposto la traduzione :

Lascierò far le difese mie à quelle persone, che havendo pur voluto approvar questa mia

cura et fra questi spetialmente al giudiciosissimo Signore Jacopo Corbinelli gentilhuo-

mo fiorentino, amico, et signor mio singolarissimo, il qual mi giova di credere non si

sia però lasciato del tutto ingannare all’amore, che mi porta, consigliandomi à doverla

publicare, et pubblicarla anco sicuramente sotto il nome, et favore di Vostra Altezza. 3

1 Non era proprio così, tant’è che nel 1599 Cherubino da Verona avrebbe scritto da Napoli

a Paolo Pico, Segretario della Congregazione per l’Indice in Roma : « È pervenuto in poter

d’un Cavaliero Napoletano un libro intitolato La settimana della creatione del mondo de

Guiglielmo de Saluste signor di Bartas in lingua francese con il commentario di diversi tra li

quali erano nominati alcuni heretici. L’ho fatto rivedere dal presente latore padre Gesuito, e

francese, il quale l’ha con diligenza espurgato, da tutti li luoghi sospetti in dette annotationi.

E detto libro della divina settimana, è stato tradotto di rime francese in verso sciolto italiano

dal signor Ferrante Guisone stampato à Venezia nel 1595 senza le annotationi : non l’ho vo-

luto concedere, sin tanto non habbi relatione da V. R. Mi farà gratia darmine aviso », Catholic

Church and Modern Science. Documents from the Archives of the Roman Congregations of the Holy

a cura di U. Baldini e L. Spruit, Roma, Libreria Editrice Vaticana, 2009, 4

Office and the Index,

voll., vol. t. p. 801.

i, i,

2 Fondo Gonzaga, busta 661, lettera del 12 maggio 1586, c. n.n.

asm,

3 Fondo Gonzaga, busta 661, senza data, inviata con il dispaccio

Epistola dedicatoria,

asm,

del 12 maggio 1586.

552 candida carella

Dunque Guisoni non indicava, come ci si sarebbe aspettato, un personaggio

dell’autorevolezza di Pierre Delbene, 1 oppure il concittadino Cavriani – medico

della regina Caterina, il più stimato tra i mantovani a corte – o altri gentiluomini

dell’entourage dei Gonzaga, ma il « giudiciosissimo Jacopo Corbinelli ». Una scelta

che se non giovò dal punto di vista della ‘promozione’ dell’operetta (la traduzione

dovette attendere ben sei anni prima di essere pubblicata), giovò dal punto di vista

della qualità del lavoro ; Corbinelli non era certo letterato dal palato facile, come

invece se ne sarebbero potuti trovare a iosa nella Parigi del tempo.

Corbinelli e Guisoni erano amici da tempo. Già nell’aprile del 1582 Guisoni ri-

feriva al suo Duca di essersi servito in un affare diplomatico del : « signor Jacopo

Corbinelli domestico, et confidente à detti signori, et amico mio », 2 e che il lette-

rato, in quell’affare, avrebbe fatto tutto quello che lui gli chiedeva :

Il signor Corbinelli sudetto è gentilhuomo fiorentino, letterato, et molto da bene,

fuor’uscito di Fiorenza et servitore del Re, io mi sono valuto del mezo suo, et si per

l’amicitia ch’egli ha con questi Signori di sopra nominati, come anco perché la Regi-

na Madre lo ha mandato altre volte à Monsignor di Beliere 3 dicendogli da parte sua

ch’egli facesse il rapporto dell’aviso di Grenoble accio che si spedisce il negocio, tutti i

quali uffitij egli ha fatti sempre volentieri, et caldamente, et farà sempre in cio quello

che vorrò io. 4

Un lavoro sistematico di verifica delle notizie relative al Corbinelli nei dispacci di

Guisoni sarà da farsi, così la verifica di una qualche eco di tali contatti nelle carte

di Corbinelli ; intanto quel che emerge dal dispaccio del 12 maggio 1586 e dalla

acclusa merita da solo d’esser considerato.

Dedicatoria

Il dispaccio ci permette di datare la fine del lavoro di traduzione de La sepmaine

al 1586, cosa che, come si vedrà tra breve, potrà essere di una qualche utilità per gli

studi tassiani. La ci permette di stabilire che di tal lavoro di traduzione,

Dedicatoria

il Corbinelli – competente in materia di poesia, di lingua, filologo e critico – fu

giudice ; cosa di non poco conto, se consideriamo che tale traduzione è giudicata

‘lavoro di grande qualità’. Anche Benedetto Croce, riferendosi alle « strampalate

1 In [1585], éd. critique par R. Guillot

Les premières oeuvres poétiques

Flaminio de Birague,

et M. Clémente, Géneve, Droz, 1998, p. 17, sulla scorta di H. Vaganay, gli editori ipotizzano

i,

che sia stata tradotta da Guisoni su consiglio di Pierre Delbene ; stessa in-

La divina settimana

dicazione in J. Les rencontres des muses. Italianisme et anti-italianisme dans les Lettres

Balsamo, Genève, Slatkine, 1992, p. 251. Sul ruolo culturale svolto dai

e

xvi

françaises de la fin du siècle,

Delbene, Bartolomeo e Piero, si veda J. in

Les Delbene a la cour de France, La circula-

Balsamo, Actes du Collo-

tion des hommes et des œuvres entre la France et l’Italie a l’époque de la Renaissance.

que international (22-24 novembre 1990), Université de la Sorbonne - Institut Culturel Italien

de Paris, Paris, Université de la Sorbonne Nouvelle, 1992, pp. 61-76 (a p. 75 è citato Guisoni).

2 Fondo Gonzaga, busta 659, lettera del 9 aprile 1582, c. n.n. I Signori in questione

asm,

erano Jean de Belliévre e il fratello Pomponne.

3 Pompone di Bellièvre, una delle figure più eminenti della corte, al quale Corbinelli era da

tempo legato e a cui aveva dedicato, nel 1578, l’edizione del di Mario Salamonio

De principatu

degli Alberteschi. Cfr. R. pp. 119, 219, 235, 256, 257.

op. cit.,

Calderini de Marchi,

4 Fondo Gonzaga, busta 659, lettera del 9 aprile 1582, c. n.n.

asm, divina settimana

il «giudiciosissimo» corbinelli e la 553

metafore » di Du Bartas, che considerava « strabocchevolmente ricco di epiteti, di

metafore, di similitudini, di vocaboli di nuovo conio », ebbe a dir bene : « La tra-

duzione del Guisone è lavoro assai pregevole, nel quale, per altro, il verso sciolto

e lo stile piano del traduttore rendono assai meno enfatico quello che è lo stile

dell’originale ». 1

Guisoni non era letterato di professione 2 e fu autore di pochissimi sonetti d’oc-

casione ; 3 alle sue sicure capacità e alla sua grande ‘cupidità’ di fare, per la buona

riuscita dell’opera, aggiungerei la guida di Corbinelli. La sua teorica, la sostenuta

e indagata « sororità e fratellanza delle due lingue », 4 la competenza lessicale sulle

due lingue volgari, le scelte di stile (il rifiuto per le « affettazioni », per le « arguzie »,

per le « ingegnosità », in nome di una « purità » e « chiarità ») 5 possono esser state

di grande aiuto per Guisoni, che, alle prese con la traduzione di un poema come

quello di Du Bartas, doveva aver incontrato difficoltà non secondarie. Difficoltà

rispetto alle quali un confronto con Corbinelli era quanto di meglio si potesse

sperare. Anche nello stesso titolo, con quel anteposto alla di Du

divina, sepmaine

Bartas, sembra esserci il tocco dell’editore del 6 fermo soste-

De vulgari eloquentia,

nitore dell’Alighieri. Guisoni, che nella sua traduzione « aveva alleggerito lo stile

troppo enfatico del modello francese, giungendo a una musicalità a tratti più vi-

cina al poema tassiano », 7 nell’Epistola aveva fatto esplicito riferimento

dedicatoria

a Torquato Tasso. Il traduttore ammetteva, infatti, che un tal lavoro doveva esser

svolto o da un insigne letterato italiano del passato, o da un grande tra i contem-

poranei, come Torquato Tasso.

1 Cfr. B. in

Intorno a Guglielmo di Bartas, Nuovi saggi sulla letteratura italiana del Sei-

Croce, Napoli, Bibliopo-

cento, Edizione nazionale delle Opere, Scritti di Storia letteraria e Politica, xviii,

lis, 2002, 2 tomi ; t. pp. 207-220 : 218 ; P. cit., p. 145.

Per un’ipotesi di lettura,

i, Cosentino,

2 Sui sonetti di Guisoni si veda J. in

Sonnets italiens et impressions françaises, Le

Balsamo, Actes des troisièmes journées rémoises, 17-19

e

xvi

sonnet à la Renaissance des origines au siècle,

janvier 1986, Paris, Aux Amateurs de livres, 1988, pp. 259-260. Il bibliotecario Hugues Vaganay,

nel suo lavoro di spoglio di sonetti italiani e francesi ne aveva indicato solo uno, quello dedica-

to a Flaminio de Birague, cfr. H. e

xvi

Le sonnet en Italie et en France au siècle. Essai de

Vaganay,

Lyon, Au Siège des Facultés Catholiques, 1902-1903, fasc. n.n. (anno

bibliographie comparée, ii,

1585, scheda 24). Il sonetto « Giunta del gran Ronsardo all’altra riva », a causa di un errore nei

vedi nota 3, veniva attribuito a un « Grigioni Fior. ».

Tombeau de Ronsard, infra,

3 Un primo sonetto fu pubblicato in Le premieres oeuvres poetiques

Flaminio de Birague,

Paris, Thomas Perier, 1585, p. 16 : « Mentre per lunga vita il fero Marte » ; un secondo

de F. de B.,

sonetto nei : « Giunta del gran Ronsardo all’altra riva », con un evidente

Tombeau de Ronsard

errore nell’indicazione del nome : « Ferrante Grigioni Fior. » (almeno nell’edizione parigina da

me consultata : P. de t. 1597, pp. 322-323) ; un terzo sonetto, che non ho

Discours...,

Ronsard, ix,

ancora letto, è pubblicato negli di Du Peyrat (1593).

Essais Poetiques

4 Noto passaggio di una lettera di Corbinelli a G. V. Pinelli, del 16 febbraio 1585 ; cito da M.

visu, verbo et opere

« Son diventato barbaro e tutto francese, ». Jacopo Corbinelli, fra cultura

Pozzi, in cit., pp. 77-85 : 81.

italiana e cultura francese, Les rencontres des muses,

5 Tutti termini di Corbinelli, presenti in una lettera del 12 dicembre 1579, ancora da M.

pp. 77-85 : 80.

art. cit.,

Pozzi,

6 Corbinelli pubblicò l’editio del (Parisiis, I. Corbon, 1577).

princeps De vulgari eloquentia

7 P. cit., p. 145.

Per un’ipotesi di lettura,

Cosentino,

554 candida carella

Ma quanto l’ammiratione di quella più m’occupava la mente, più mi si manifestava la

mia impotenza, et mi ritirava da tanto, et cotal affanno, et fatto l’havrebbe senza dub-

bio, se come dico, il vivo desiderio, al quale sempre s’appoggiava speranza buona, non

m’havesse pur fatto ostinato à questa impresa ; Impresa veramente molto più degna

della sonora voce del Signor Torquato Tasso, ò di qualunque altro antico più famoso,

che di questa mia così roca, nella quale io ridotta l’ho ; presumendo sù quell’habito,

ch’ella porta così sontuoso, et industriosamente tessuto di poter fargliene un’altro alla

foggia et colore italiano, se non così compariscente, non ingrato almeno al gusto di

cotesti spiriti nobilissimi, et di Vostra Altezza principalmente, à contemplatione della

quale io l’ho con molta pena condotta à fine. 1

Il richiamo a Tasso sembra quasi presagire la redazione del da parte

Mondo creato

del poeta italiano, suonando quasi come una provocazione. Gli studiosi tassiani

infatti si sono interrogati se vi fosse qualche relazione tra di

La divina settimana

Guisoni e il di Tasso. Quesito al quale è stato variamente risposto.

Mondo creato

Molti, indipendentemente da questioni cronologiche, hanno negato con forza il

legame tra i due testi, altri sulla base dei tempi di ideazione e di avvio di redazione

del poema tassiano (Napoli, 1592) e di pubblicazione de (1592)

La divina settimana

hanno escluso che vi fosse un qualche debito dell’autore della nei

Gerusalemme

confronti della traduzione di Guisoni. 2 Altri, nonostante il corto circuito tempo-

rale hanno avviato un confronto tra i due testi :

Anche a tener nel debito conto quanto l’autore esplicitamente dichiara in proposito, e

pur senza trascurare le questioni cronologiche, tutt’altro che chiare sotto il profilo della

priorità, una lettura della dubartasiana, attraverso la versione italiana di Fer-

sepmaine

rante Guisone, pare molto istruttiva : il poema tassiano sembra presentare infatti signifi-

cativi elementi di vicinanza con il poema del Du Bartas italianizzato dal Guisone. 3

Non si tratta ovviamente qui di stabilire se vi sia o non vi sia un qualche debito di

Tasso nei confronti della traduzione di Guisoni, quanto di proporre in una diversa

prospettiva la questione cronologica e di priorità. È infatti possibile che il poeta,

per trarre ispirazione da non abbia avuto bisogno di attende-

La divina settimana,

re la stampa del 1592 (stampa peraltro poco diffusa), in quanto Guisoni, già con il

suo dispaccio del 12 maggio del 1586, con l’Epistola e, soprattutto con la

dedicatoria

traduzione manoscritta della del poema cosmogonico di Du Bartas,

Prima giornata

può aver fornito materia di riflessione a Tasso. Quest’ultimo proprio nell’estate del

1586, dopo anni di dolorosa segregazione, venne condotto a Mantova da Vincenzo

Gonzaga, futuro duca. Le carte di Guisoni, inviate in maggio, erano ancora fresche

d’inchiostro quando Tasso arrivò a corte, e non è peregrino supporre che il duca

Guglielmo e suo figlio Vincenzo, sorpresi dall’improvvisa velleità poetica del loro

1 Fondo Gonzaga, busta 661, cc. n.n.

Epistola Dedicatoria, asm,

2 Per una sintesi della questione si veda L. Quelques remarques à propos de « La sep-

Erba,

in

maine » et du « Mondo creato », Magia e invenzione : studi su Cyrano de Bergerac e il primo Seicento

Milano, Vita e Pensiero, 2000, pp. 197-208 : 199-200.

Francese,

3 Cfr. P. cit., p. 145.

Per un’ipotesi di lettura,

Cosentino,


PAGINE

20

PESO

898.13 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Storia della filosofia moderna, tenute dalla Prof.ssa Candida Carella nell'anno accademico 2011 e tratta l'argomento del "giudiciosissimo" Corbinelli e la Divina Settimana dell'ambasciatore Ferrante Guisoni, autore della versione italiana de La sepmaine di Guillaume Salluste Du Bartas.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Carella Candida.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della filosofia moderna

Cassirer - Introduzione
Dispensa
Montaigne - Lettura
Dispensa
Cassirer - Scienza come forma simbolica
Dispensa
Bruno, Giordano
Dispensa