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LE RAGIONI DEL DECLINO DI BRETTON WOODS

Punto debole del sistema: DOPPIO RUOLO $ quale mezzo di

pagamento internazionale e moneta di riserva internazionale. Non si può

cioè espandere la liquidità internazionale senza incrementare la quantità di

oro di riserva, al fine di mantenere la parità. Deprezzare il dollaro rispetto

all’oro avrebbe comportato inflazione generalizzata;

Inizialmente (anni ‘50) gli USA supportarono il bisogno di liquidità dei

paesi europei tramite il Piano Marshall (1948);

Dagli anni ‘60, la liquidità internazionale fu garantita tramite un

persistente deficit della BP USA (ma tale deficit contribuiva ad esercitare una

pressione al deprezzamento del TC USA. Dilemma liquidità-fiducia di

Triffin, 1961);

Una parziale (ma insufficiente) soluzione al problema fu l’introduzione

nel 1969 dei DSP (riserve internazionali create dal FMI cd. “oro-carta”);

LA FINE DI BRETTON WOODS

A partire dal 1965 gli USA adottarono politiche monetarie e fiscali a

carattere espansivo a causa dell’impegno militare in Vietnam

Ciò determinò la crescita dell’inflazione USA ed una pressione alla

svalutazione del dollaro

Operazioni di speculazione generalizzate provocarono un aumento del

prezzo dell’oro (prevedendo l’aumento del suo prezzo in $). Si determinò

così un doppio mercato dell’oro, uno privato, con prezzi di mercato, ed uno

ufficiale, per le transazioni fra BC al prezzo fisso di 35$ per oncia.

Rotto il legame fra l’Ms di dollari ed il prezzo di mercato dell’oro, il

dollaro iniziò a deprezzarsi pesantemente per cui le autorità politiche e

monetarie USA ritennero di intervenire dichiarando la fine della

convertibilità del dollaro in oro (Dichiarazione di inconvertibilità Nixon

Agosto 1971)

LA TRANSIZIONE VERSO IL SISTEMA MONETARIO

ATTUALE

Il cominciò sul mercato dei cambi, mentre le altre

dollaro USA a fluttuare liberamente

valute abbandonarono la parità fissa col dollaro;

i maggiori paesi industrializzati con gli

Dicembre 1971, Accordi Smithsoniani

(dollaro in oro al prezzo di 38 $ per oncia) ed

fissarono nuove parità ampliarono i

(da 1% a 2,25% sopra e sotto le nuove parità);

margini di oscillazione

Il rese necessaria una della

primo “shock” petrolifero del 1973 seconda svalutazione

moneta USA; i paesi dei governi industrializzati lasciarono fluttuare liberamente le loro

valute;

Aprile 1976 (Giamaica), lo Statuto del FMI fu modificato

Accordi di Kingston

eliminando l’obbligo dei paesi membri alla difesa della parità dichiarata;

momento fondante attuale sistema monetario internazionale.

Accordi del Plaza (1985),

G7 (riunione informale paesi più industrializzati) introduce momenti di sorveglianza

e di

multilaterale coordinamento delle politiche economiche internazionali;

G7 sancisce l’avvio di politiche di cooperazione per la

Accordo del Louvre (1987),

stabilizzazione monetaria int.le (tassi e l’adozione dell’attuale

di cambio amministrati)

(NB. $ mantiene funzione riserva a scapito dell’oro).

sistema fiduciario

IL SISTEMA MONETARIO ATTUALE

Riserve ufficiali in Oro + principali valute

Sistema fiduciario:

convertibili (Principale moneta di riserva resta il $)

Nella maggior parte dei casi le

Regime di cambi amministrati:

autorità monetarie attivano solo interventi correttivi rispetto ad

oscillazioni troppo ampie o per rispettare obiettivi di politica

economica (no a parità dichiarate)

Il sistema monetario internazionale è frutto del coordinamento

fra i Ministri delle Finanze dei paesi del G-7

informale

Molti Pvs e paesi in transizione adottano il currency board

(generalmente nei confronti del $) per porre un vincolo alla propria

espansione monetaria.

PRINCIPALI CRITICHE Al REGIME A CAMBI FISSI

(vedi Modello Swan). Senza la

Assenza di adeguato “mix” di politiche economiche

manovra del cambio, i paesi non sono in grado di realizzare l’equilibrio interno ed esterno. La

politica monetaria in cambi fissi è inefficace per curare gli squilibri (pro regime a cambi fissi : la

flessibilità porta a politiche economiche eccessivamente espansive);

in cambi fissi i paesi

TC non agiscono come stabilizzatori automatici. Critica:

importano passivamente inflazione dall’estero. La flessibilità del TC, al contrario, isola

automaticamente i paesi dall’inflazione estera.

L’equilibrio esterno dovrebbe essere

Compatibilità equilibrio interno ed esterno.

raggiunto spontaneamente dal sistema attraverso i meccanismi automatici di aggiustamento

della BP (grazie a flessibilità TC). In cambi fissi, la politica economica deve preoccupasi

dell’equilibrio interno ed esterno e fronteggiare speculazione destabilizzante (riallineamenti)

I tassi di cambio fissi

Alterazione del processo di efficiente allocazione delle risorse.

determinano flussi di interscambio fra i paesi diversi dai valori di equilibrio determinati dai

prezzi di mercato, determinando un’inefficiente allocazione delle risorse a livello mondiale;

Il sistema di Bretton Woods rimaneva profondamente asimmetrico sia a

Asimmetria.

vantaggio, sia a svantaggio degli USA. Da un lato, la Fed determinava l’offerta di Ms mondiale

(le altre BC perdevano sovranità nelle loro pm). Dall’altro, il dollaro rimaneva vincolato all’oro,

mentre le parità delle altre valute rispetto al dollaro erano aggiustabili.

PRINCIPALI CRITICHE Al REGIME A CAMBI

FLESSIBILI

Le fluttuazioni giornaliere dei tassi di cambio determinano incertezza nella

Maggiore incertezza.

determinazione dei prezzi dei beni internazionali e quindi un ostacolo allo sviluppo del commercio. (pro

flessibilità: i frequenti riallineamenti delle parità valutarie provocano danni maggiori al commercio) ;

Tc fissi impongono una disciplina relativamente alla dinamica dei prezzi e

Argomento dell’ancora.

politiche più incisive per il controllo dell’inflazione. (pro: le autorità sono più libere di perseguire politiche

di stabilizzazione in funzione delle proprie preferenze)

Se una valuta dimostra di essere debole e le autorità

Aumento della speculazione destabilizzante.

non sono vincolate a difenderla, gli operatori tenderanno a disfarsene accentuando il suo deprezzamento

(pro flessibilità dei cambi: in cambi fissi sono i capitali a comportarsi in maniera destabilizzante

costringendo le autorità monetarie, in caso di una loro fuoriuscita, ad una svalutazione non necessaria)

Un aumento della domanda di moneta ha lo stesso effetto, in

Maggiore vulnerabilità dell’economia.

c. flessibili, di una restrizione dell’offerta di M che determinerà un apprezzamento della valuta e una

riduzione della produzione. In cambi fissi una variazione della domanda di M non produce effetti reali

sull’economia (le autorità accrescono l’offerta di un ammontare pari all’aumento della domanda);

La volatilità dei cambi genera incertezza sui

Effetti negativi sul commercio e gli investimenti.

prezzi futuri e quindi scoraggia esportatori ed importatori (pro: gli operatori evitano i rischi ricorrendo ai

mercati a termine)

L’esperienza dimostra che nessuno dei due regimi ha ragione e che nel sistema attuale (cambi

amministrati ) le banche centrali intervengono a difesa della propria valuta .

IL G7/G8

Il G-7/G-8 è un foro ed un’occasione d’incontro “informale” dei Paesi politicamente ed

economicamente più influenti per discutere i temi dell’economia mondiale

• Nascita: (1973, dopo fine Bretton Woods) Library Group Meetings e/o G4 fra i

rappresentanti autorità monetarie di USA, UK, Francia e Germania. Principale oggetto di

discussione: la riforma del sistema monetario internazionale

• Istituzionalizzazione: (Novembre 1975, Vertice di Rambouillet) G6: comprende i leader

politici dei paesi più industrializzati: USA, UK, Francia, Germania, Giappone ed Italia per

la discussione delle maggiori questioni politiche ed economiche.

• G7: nasce al Vertice di San Juan di Porto Rico del 1976 con la partecipazione del

Canada;

• G8: nasce al Vertice di Napoli del 1994, con la partecipazione della Federazione Russa

in qualità di Osservatore e limitatamente alla trattazione dei temi politici. Il G7 continua

ad esistere per la trattazione a livello ministeriale delle questioni economiche, finanziarie

e commerciali. Cos’è il G7/G8?

Cosa non è?

non è una struttura istituzionale (non esiste un trattato istitutivo, le decisioni non sono

giuridicamente vincolanti)

non è riferito ad alcun sistema politico e/o economico

non è un accordo regionale

non ha poteri decisionali (non esiste una struttura chiamata ad attuare le intese

raggiunte)

non è un’istituzione globale (rappresenta solo 7/8 paesi)

Cos’è?

rappresenta un’occasione informale di incontro dei paesi più influenti economicamente e

politicamente

rappresenta al massimo livello il coordinamento internazionale della politica economica

dei paesi più industrializzati (funzione essenziale dopo il crollo di Bretton Woods)

le sue decisioni hanno un’influenza diretta sulle politiche di tali paesi ed indiretta sulle

decisioni delle istituzioni internazionali

G7/G8: funzionamento

Inizialmente la preparazione dei Vertici era lasciata agli sherpa

(rappresentanti personali dei leader)

Attualmente, il G7 prevede riunioni annuali a livello ministeriale (G7

dei ministri del commercio estero; dei ministri degli esteri, dei ministri

dell’ambiente e, più di recente, dei ministri del lavoro)

Per le materie di politica economica e monetaria è competente il G7

dei ministri finanziari che si riunisce più volte l’anno e comprende anche i

governatori delle BCN.

Sono state create anche task force permanenti che assicurano il

follow up e contribuiscono alla preparazione delle agende dei Vertici

successivi;

Il Vertice G7/G8 ha rappresentato per molti anni l’unico foro

internazionale per affrontare tutti i temi dell’economia globale


PAGINE

21

PESO

1.11 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Politica Economica Internazionale del Prof. Pierluigi Montalbano riguardante le politiche di coordinamento monetario internazionale ed in particolare: il Gold Standard; il Gold Exchange Standard; gli accordi di Bretton Woods e le ragioni del loro abbandono; il sistema monetario attuale; i vertici internazionali informali (G8 e G20).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Montalbano Pierluigi.

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